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Autore: gabriele@cloudfactory.it

  • Green Transition Incentivi alle imprese per il 2023

    Cosa si intende per Green Transition?

    Green transition: gli incentivi alle imprese sono sicuramente un capitolo importante nel processo di transizione verde, ma cerchiamo di capire esattamente di cosa stiamo parlando.

    Green transition” è un termine che si riferisce a un processo di transizione verso un’economia e una società più sostenibili dal punto di vista ambientale. L’obiettivo principale della green transition è ridurre l’impatto negativo delle attività umane sull’ambiente, cercando di mitigare i cambiamenti climatici, preservare la biodiversità e utilizzare in modo sostenibile le risorse naturali.

    In questo processo di trasformazione sono coinvolti diversi settori e ambiti, tra cui l’energia, l’industria, l’agricoltura, i trasporti e la gestione dei rifiuti. Alcuni degli aspetti chiave della green transition includono:

    1. Energia pulita: promuovere l’adozione di fonti di energia rinnovabile, come il solare, l’eolico, l’idroelettrico e l’energia geotermica, riducendo al contempo la dipendenza dai combustibili fossili e le emissioni di gas serra.

    2. Efficienza energetica: migliorare l’efficienza nell’uso dell’energia attraverso misure come l’isolamento termico degli edifici, l’adozione di tecnologie energetiche efficienti e il miglioramento dei processi industriali.

    3. Mobilità sostenibile: promuovere il trasporto pubblico, le auto elettriche, le biciclette e le infrastrutture per la ricarica, riducendo l’uso dei veicoli a combustione interna e le emissioni di gas nocivi.

    4. Economia circolare: spostarsi verso un modello economico che mira a ridurre, riutilizzare e riciclare i materiali, riducendo così il consumo di risorse e la produzione di rifiuti.

    5. Agricoltura sostenibile: promuovere pratiche agricole che riducono l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici, preservano la fertilità del suolo, proteggono la biodiversità e riducono le emissioni di gas serra.

    6. Consapevolezza e cambiamento comportamentale: promuovere la consapevolezza ambientale e incoraggiare i cittadini, le imprese e le istituzioni a adottare comportamenti più sostenibili, come il risparmio energetico, il riciclaggio e l’acquisto di prodotti ecologici.ca.

    Appare quindi chiaro come la Green transition passi anche attraverso l’adozione di processi produttivi più efficienti dal punto di vista energetico, volti a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, e a promuovere un uso razionale delle risorse naturali e la protezione degli ecosistemi.

    La Green transition non riguarda solo l’aspetto ambientale, ma ha anche implicazioni economiche e sociali. Si prevede che la transizione verso un’economia verde possa creare nuove opportunità di lavoro, stimolare l’innovazione tecnologica, migliorare la qualità dell’aria e dell’acqua e promuovere una maggiore equità sociale.

    In sintesi, stiamo parlando di un cambiamento sistematico verso un’economia e una società sostenibili dal punto di vista ambientale, in cui le decisioni politiche, le pratiche aziendali e il comportamento individuale sono orientati verso la protezione dell’ambiente e il benessere a lungo termine delle persone.

    Molte agevolazioni intendono aiutare le imprese a compiere e accelerare questo importante passaggio: scopriamole insieme!

    Green transition fund
    Green Transition Imprese

    Green Transition – Gli incentivi alle imprese

    1) Green Transition Fund

    Si tratta di un Fondo da 250 milioni di euro istituito dal MIMIT e gestito da CDP Venture Capital sgr. Il Fondo è attivo dal 1° marzo 2023 e, attraverso investimenti diretti e indiretti nel capitale di rischio, supporta imprese attive negli ambiti della transizione ecologica, con ticket di investimento da 1 a 15 milioni di euro.

    Il Fondo si rivolge a:

    • start-up e PMI con elevato potenziale di sviluppo;
    • start-up e PMI costituite tramite una scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda da parte di grande impresa o di un’impresa a media capitalizzazione;
    • imprese holding che abbiano sede legale in uno Stato diverso dall’Italia e lavorino in Italia.

    Il 40% delle risorse sarà destinato a operazioni che prevedono piani di sviluppo da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

    Scopri di più sul Green Transition Fund all’interno del nostro articolo cliccando qui!

    2) Nuova Sabatini Green

    La Nuova Sabatini è un’agevolazione che permette alle MPMI di ottenere finanziamenti per l’acquisto di beni strumentali e di ricevere un contributo commisurato agli interessi passivi dovuti sul finanziamento. 

    L’agevolazione prevedeva già, per gli investimenti legati al mondo dell’Industria 4.0, un contributo maggiorato del 30% rispetto al normale contributo che sarebbe spettato all’impresa, ma dal 1° gennaio 2023 questa maggiorazione si applica anche sugli investimenti green, ossia su quei beni strumentali (macchinari, impianti e attrezzature a uso produttivo) a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.

    Per essere più precisi, il contributo riconosciuto per gli investimenti green vinee determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento ad un tasso d’interesse annuo pari al 3,575 per cento (per gli investimenti ordinari si calcola invece un tasso di interesse pari al 2,75%).

    Ecco quindi che anche questa agevolazione, attiva ormai da moltissimi anni, si è rinnovata entrando di pieno diritto a far parte del nostro articolo “Green Transition gli incentivi alle imprese”.

    bando parco agrisolare
    Green Transition Imprese

    3) Parco Agrisolare

    Questa volta si tratta di un’agevolazione rivolta al mondo dell’agricoltura e dell’agroindustria. 

    Il 19 aprile 2023 il MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) ha emanato un decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale numero 152 del 1° luglio che programma l’impiego delle risorse residue della misura Parco Agrisolare: si tratta di quasi 1 miliardo di euro (775 milioni per le imprese agricole, 150 milioni per quelle della trasformazione agricola e 75 milioni per quelle dell’agroindustria) per l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di edifici ad uso produttivo.

    Manca ancora la pubblicazione del bando vero e proprio, ma dalle bozze preliminari emerge che verranno concessi contributi a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici (e di altri interventi) su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.

    In particolare, l’entità del contributo potrà raggiungere:

    • l’80% per le imprese agricole attive nella produzione primaria, nel caso di autoconsumo (anche condiviso); il contributo a fondo perduto scende al 30% senza vincolo di autoconsumo (+20% per le piccole imprese e +10% per le medie imprese);
    • 80% per le imprese della trasformazione di prodotti agricoli contributo a fondo perduto, senza vincolo di autoconsumo;
    • 30% per le imprese dell’agroindustria (trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli), senza vincolo di autoconsumo; anche in questo caso è previsto un aumento del 20% per le piccole imprese e del 10% per le medie.

    Il bando è rivolto a:

    • imprenditori agricoli;
    • imprese agroindustriali;
    • cooperative agricole;
    • i soggetti precedenti aggregati in associazioni temporanee di imprese (A.T.I.), raggruppamenti temporanei di impresa (R.T.I.), reti d’impresa, CER.

    Gli interventi finanziabili riguardano: 

    • impianti fotovoltaici con potenza (P) ≥ 6 kWp e ≤ 1 MWp, per i quali è fissato è fissato un limite massimo di spesa di € 1.500/kWp;
    • accumuli abbinati al fotovoltaico, con un limite di spesa di € 1.000/kWh e un tetto di spesa di 100.000 €;
    • sistemi di ricarica per mezzi elettrici, con un limite di spesa di € 30.000.

    Sarà inoltre possibile abbinare all’impianto fotovoltaico altri interventi di riqualificazione (per es: isolamento o miglioramento di areazione e coibentazione delle coperture, rimozione di amianto).

    Lazio: Nuovo Fondo Piccvolo Credito – ENERGIA

    Rivolto alle MPMI e ai liberi professionisti del Lazio, il Nuovo Fondo Piccolo Credito, sezione Energia permette di accedere a piccoli finanziamenti aqevolati a tasso zero di importo compreso fra 10.000 e 50.000 euro e destinati a investimenti finalizzati al risparmio e al miglioramento dell’efficienza energetica, al fine di contrastare il caro-bollette e incentivare una produzione ad alta efficienza energetica e a basso impatto ambientale.

    Per accedere è necessario disporre di almeno 2 bilanci chiusi (o dichiarazioni dei redditi) e presentare un’esposizione complessiva massima, nei confronti del sistema bancario sui crediti per cassa a scadenza, di 100.000 euro.

    Le spese ammissibili sono quelle necessarie alla realizzazione degli interventi quali:

    • spese per investimenti materiali e immateriali, quali acquisto e installazione di impianti, attrezzature, componenti e strumenti necessari alla realizzazione dell’intervento;
    • spese accessorie, nel limite del 10% del valore totale del Progetto, per servizi di consulenza, spese di progettazione tecnica degli investimenti;
    • capitale circolante relativo ai costi dei consumi energetici, nel limite del 30% delle spese ammissibili complessive.

    Lombardia: Pacchetto Investimenti – LINEA GREEN

    L’iniziativa agevola investimenti dedicati all’efficientamento energetico degli impianti produttivi delle imprese, per favorire la riduzione dell’impatto ambientale dei sistemi produttivi, sia riducendo i consumi energetici che attraverso il recupero di energia e/o la cattura dei gas serra dai cicli produttivi.

    I Progetti devono comportare una riduzione di almeno il 30% delle emissioni climalteranti (emissioni dirette e indirette di gas ad effetto serra espresse in kg di CO2e/anno) rispetto alle emissioni ex ante relativamente alla specifica sede oggetto del Progetto.

    L’accesso è riservato alle PMI (e, solo fino al 28 luglio 2023, anche alle Grandi imprese) che abbiano almeno due bilanci depositati (o dichiarazioni fiscali) e una classificazione di Credit Scoring tra 1 e 10.

    L’agevolazione deve essere abbinata a un Finanziamento a medio-lungo termine, che permette di ottenere le risorse necessarie ad effettuare l’investimento e si compone di:

    • una Garanzia regionale gratuita da applicare al Finanziamento
    • un Contributo a fondo perduto di intensità variabile in base alla localizzazione dell’investimento e al regime di aiuto applicato.

    In ogni caso l’importo minimo dell’investimento deve essere pari a euro 100.000, mentre la somma tra Finanziamento assistito da Garanzia e Contributo è pari ad un massimo di:

    • euro 10.000.000 per le domande presentate entro il 28 luglio 2023 e concesse entro il 31 dicembre 2023;
    • euro 3.000.000 per le domande presentate dopo il 28 luglio 2023 e per le domande presentate prima del 28 luglio 2023 e concesse successivamente al 31 dicembre 2023.

    Molte altre agevolazioni, anche a livello locale, sono disponibili, e altre apriranno nei prossimi mesi: non perderle! 

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  • Simest Fondo Perduto Internazionalizzazione: Finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto

    Simest Internazionalizzazione 2023: di cosa si tratta?

    Per supportare le imprese che intendono aprirsi ai mercati internazionali, SIMEST mette a disposizione una serie di strumenti specifici fra cui, simest fondo perduto internazionalizzazione.

    Quest’anno è stato stanziato un plafond pari a 4 miliardi di euro e sono previste 6 differenti linee di intervento per promuovere l’internazionalizzazione delle imprese italiane:

    1. Inserimento Mercati esteri;
    2. E-commerce;
    3. Fiere ed eventi;
    4. Temporary Manager;
    5. Certificazione e consulenze – per agevolare consulenze specialistiche e studi di fattibilità per l’internazionalizzazione dell’impresa e per l’ottenimento di certificazioni di prodotto per la tutela di diritti di proprietà intellettuale, di certificazioni di sostenibilità e innovazione tecnologica;
    6. Transizione digitale ed ecologica – per la realizzazione di investimenti digitali o volti alla transizione ecologica e, parallelamente,per il rafforzamento patrimoniale dell’impresa.

    Si tratta di finanziamenti agevolati che coprono le spese relative alle varie azioni necessarie allo sviluppo di un processo di internazionalizzazione e per i quali una parte fino al 10% può essere ottenuta come contributo a fondo perduto.

    Il tasso d’interesse di questi finanziamenti è fisso ed è pari al 10% del tasso di riferimento di cui alla normativa comunitaria, quindi davvero molto conveniente!

    Analizziamo brevemente le varie opportunità offerte da Simest!

    campania startup 2023
    Simest Internazionalizzazione

    1) Internazionalizzazione Simest per E-commerce

    Entità e durata del finanziamento agevolato

    La durata del finanziamento è di 4 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

    L’importo massimo finanziabile è fino a 500.000 euro e comunque non superiore al 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci depositati dall’impresa.

    Spese ammissibili

    1. Creazione e sviluppo di una Piattaforma propria oppure utilizzo di un market place

    – creazione, acquisizione e configurazione della piattaforma;
    – componenti hardware e software;
    – estensioni componenti software per ampliare le funzionalità (es. software per la gestione degli ordini, circuiti di pagamento, servizi cloud, integrazioni con ERP, CRM, AI e realtà aumentata);
    – creazione e configurazione app;
    – spese di avvio dell’utilizzo di un market place.

    2. Investimenti per una Piattaforma propria oppure per un market place:

    – spese di hosting del dominio della piattaforma;
    – commissioni per utilizzo della piattaforma oppure di un market place;
    – spese per investimenti in sicurezza dei dati e della piattaforma;
    – aggiunta di contenuti e soluzioni grafiche;
    – spese per lo sviluppo del monitoraggio accessi alla piattaforma;
    – spese per lo sviluppo di analisi e tracciamento dati di navigazione;
    – consulenze finalizzate allo sviluppo e/o alla modifica della piattaforma;
    – registrazione, omologazione e per la tutela del marchio;
    – spese per certificazioni internazionali di prodotto.

    3. Spese promozionali e formazione relative al progetto:

    – spese per l’indicizzazione della piattaforma oppure del market place;
    – spese per web o spese per comunicazione;
    – formazione del personale interno adibito alla gestione/funzionamento della piattaforma.

    4. spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.

    5. spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato.

    Le spese delle voci 1 e 2 devono rappresentare almeno il 50% dell’Intervento Agevolativo.

    premio 2031 pmi startup innovative
    Simest Internazionalizzazione

    2) Partecipazione a fiere, mostre

    Per affermare e rafforzare la presenza del proprio brand all’estero, un’altra opportunità è certamente rappresentata dalla partecipazione a fiere, mostre, eventi e missioni internazionali che hanno luogo in Italia.

    Il carattere internazionale della Fiera della Mostra o Missione imprenditoriale/Evento promozionale tenuti in Italia dovrà risultare dalla classificazione internazionale dell’evento nel calendario AEFI o, in alternativa, dalla “Dichiarazione resa dal soggetto organizzatore finalizzata al riconoscimento del carattere internazionale”.

    Entità e durata del finanziamento agevolato

    La durata del finanziamento è di 4 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

    L’mporto massimo finanziabile è l’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che l’Impresa Richiedente può chiedere è pari al minore tra: 

    • il 20% dei ricavi risultanti dall’ultimo Bilancio (voce A1 del conto economico) per domande fino a € 150.000; 
    • il 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico) per domande superiori a € 150.000;
    • € 500.000.

    Progetti e spese ammissibili

    L’agevolazione prevede la partecipazione ad un massimo di 3 eventi di carattere internazionale per la promozione di beni e/o servizi prodotti in Italia o a marchio italiano.

    Il carattere internazionale della Fiera della Mostra o Missione imprenditoriale/Evento promozionale tenuti in Italia dovrà risultare dalla classificazione internazionale dell’evento nel calendario AEFI o, in alternativa, dalla “Dichiarazione resa dal soggetto organizzatore finalizzata al riconoscimento del carattere internazionale”.

    Ecco qualche dettaglio sulle spese ammissibili:

    1. Spese per area espositiva: 1) affitto area espositiva, compresi eventuali costi di iscrizione, oneri e diritti fissi obbligatori; allestimento dell’area espositiva; 2) arredamento dell’area espositiva 3) attrezzature, supporto audio/video 4) servizio elettricità; 5) utenze varie; 6) servizio di pulizia dello stand; 7) costi di assicurazione; 8) compensi riconosciuti al personale incaricato dall’impresa (sia esterno che interno) per il periodo riferito all’esecuzione della fiera/mostra (compresi viaggi, soggiorni e trasferte per il raggiungimento del luogo della fiera/mostra) e/o direttamente collegati alla fiera/mostra stessa, come da idonea documentazione comprovante la spesa. Eventuali ulteriori compensi al personale incaricato dall’impresa (sia esterno che interno) sono riconosciuti nella misura massima del 10% dell’importo del finanziamento concesso; 9) servizi di traduzione ed interpretariato offline;
    2. Spese logistiche: 1) trasporto a destinazione di materiale e prodotti esposti, compreso il trasporto di campionario; 2) movimentazione dei macchinari/prodotti;
    3. Spese promozionali: 1) partecipazione/organizzazione di business meeting, workshop, B2B, B2C; 2) spese di pubblicità, cartellonistica e grafica per i mezzi di stampa (es. pubblicità nel catalogo ufficiale, magazine e quotidiani informativi della fiera o della mostra, a supporto dell’iniziativa, stampa specializzata, omaggistica); 3) realizzazione banner (es. poster e cartellonistica negli spazi esterni e limitrofi al centro fieristico). 4) spese di certificazione dei prodotti;
    4. Spese per consulenze connesse alla partecipazione alla fiera/mostra: 1) consulenze esterne (es. designer/architetti, innovazione prodotti, servizi fotografici/video). 2) consulenze in ambito digitale (es. digital manager, social media manager, digital maketing manager);
    5. Spese digitali connesse alla partecipazione alla fiera/mostra: 1) fee di iscrizione alla manifestazione virtuale, compresi i costi per l’elaborazione del contenuto virtuale (es. stand virtuali, presentazione dell’azienda, cataloghi virtuali, eventi live streaming, webinar) 2) spese per integrazione e sviluppo digitale di piattaforme CRM; 3) spese di web design (es. landing page, pagina dedicate all’evento) e integrazione/innovazione di contenuti/funzionalità digitali anche su piattaforme già esistenti; 4) spese per digital marketing (es. banner video, banner sul sito ufficiale della fiera/mostra, newsletter, social network); 5) servizi di traduzione ed interpretariato online;
    6. Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.
    7. Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato. 
    IFIM
    Simest Internazionalizzazione

    3) Transizione digitale ed ecologica delle PMI con vocazione internazionale

    Un altro aspetto importante per le imprese esportatrici riguarda la transizione digitale ed ecologica.

    Per questo finanziamento sono richiesti ulteriori requisiti oltre a quelli sopracitati:

    • avere un Fatturato export pari ad almeno il 10% dell’ultimo Bilancio; oppure, in alternativa
    • essere una PMI produttiva, con un Fatturato export pari ad almeno il 3% dell’ultimo Bilancio, e far parte di una filiera produttiva di almeno 3 imprese clienti (con contratti di fornitura stipulati da almeno 12 mesi dalla presentazione della Domanda);

     

    Entità e durata del finanziamento agevolato

    La durata del finanziamento è di 6 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

    Finanziamento a tasso agevolato che può essere utilizzato – fino al 50% dell’importo complessivo deliberato – a sostegno degli investimenti in Transizione Digitale e/o Ecologica. La restante parte – fino al 50% – può essere invece destinata al rafforzamento patrimoniale dell’impresa.

    L’importo massimo che può essere richiesto è pari al minore tra:

    • il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico);
    • € 500.000 per le Micro Imprese; € 2.500.000 per le PMI e PMI innovative; € 5.000.000 per le Altre imprese

    Spese ammissibili

    1. Spese per la Transizione Digitale, anche in Italia:

    • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
    • realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale;
    • investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali;
    • consulenze in ambito digitale (i.e. digital manager);
    • disaster recovery e business continuity;
    • blockchain (esclusivamente per la notarizzazione dei processi produttivi e gestionali aziendali);
    • spese per investimenti e formazione legate all’industria 4.0 (es. cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborative, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine);

     

    2. Spese per Transizione Ecologica, anche in Italia:

    • spese per investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale, anche in Italia (es. efficientamento energetico, idrico, mitigazione impatti climatici, ecc.);
    • spese per ottenimento e mantenimento delle certificazioni ambientali connesse gli investimenti oggetto del finanziamento;

     

    3. Spese per investimenti volti a rafforzare la propria solidità patrimoniale, anche in Italia. Tali investimenti dovranno risultare nell’attivo patrimoniale;

    4. Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale;

    5. Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato e comunque non superiore a € 100.000. 

    piano Transizione 4.0
    Simest Internazionalizzazione

    4) Certificazioni e consulenze

    Entità e durata del finanziamento agevolato

    La durata del finanziamento è di 4 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

    L’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che l’Impresa Richiedente può chiedere è pari al minore tra:

    • il 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico);
    • € 500.000;

    Progetti ammissibili

    I progetti ammissibili sono:

    • consulenze specialistiche e studi di fattibilità per l’internazionalizzazione dell’impresa – inclusa la formazione relativa a tematiche di export e internazionalizzazione – e/o per l’innovazione digitale, tecnologica, di prodotto nell’ottica dell’internazionalizzazione dell’attività d’impresa;
    • l’ottenimento di certificazioni di prodotto, per la tutela di diritti di proprietà intellettuale, di certificazioni di sostenibilità e innovazione tecnologica.

     

    I progetti aventi ad oggetto le attività di cui al primo punto devono essere regolati tramite il supporto esclusivo di Società di consulenza terze. I progetti aventi ad oggetto le attività di cui al secondo punto possono essere realizzati direttamente dall’Impresa Richiedente oppure per il tramite di società di consulenza.

    Spese ammissibili

    1) Consulenze per indagini e studi di fattibilità per l’internazionalizzazione finalizzate all’individuazione, allo sviluppo e al rafforzamento della presenza sui mercati esteri di interesse.

    2) Formazione per export/internazionalizzazione:

    1. Spese per la formazione del management e/o del personale della società richiedente relative alle iniziative di export e internazionalizzazione;

    3) Consulenze per innovazione tecnologica e di prodotto relative ai processi produttivi e alla sostenibilità ambientale.

    4) Certificazioni di prodotto e di sostenibilità ambientale:

    1. Spese per l’innovazione/adeguamento di prodotto e/o servizio o altre spese finalizzate all’ottenimento di certificazioni internazionali;
    2. Spese per ottenimento delle licenze di prodotti e/o servizi, registrazione di marchi o altre forme di tutela del made in Italy;
    3. Spese per consulenze propedeutiche all’ottenimento delle certificazioni.

     

    5) Spese di supporto al progetto (max 20% dell’Intervento Agevolativo – dell’importo rendicontato)

    1. Spese di viaggio e soggiorno da parte degli amministratori dell’impresa richiedente;
    2. Spese di viaggio e soggiorno (incoming) di potenziali partner locali (esclusa la clientela);

     

    6) Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.

    7) Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato.

    come ottenere agevolazioni imprese
    Simest Internazionalizzazione

    5) Temporary Manager

    Entità e durata del finanziamento agevolato

    La durata del finanziamento è di 4 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

    L’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che l’Impresa Richiedente può chiedere è pari al minore tra:

    • il 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci;
    • € 500.000;

    Sono ammissibili investimenti per l’inserimento temporaneo nell’Impresa di Temporary Manager, per la realizzazione di progetti di innovazione tecnologica, digitale o ecologica, a sostegno dell’internazionalizzazione dell’Impresa. L’inserimento temporaneo di Temporary Manager è regolato da un Contratto di Temporary Management stipulato esclusivamente con una Società di servizi terza.

    Spese ammissibili

    1. Spese per le prestazioni professionali del Temporary Manager (almeno il 60% dell’Intervento Agevolativo):
      1. Spese relative alle prestazioni temporanee di Temporary Manager risultanti dal Contratto di Temporary Management;
    2. Spese strettamente connesse alla realizzazione del progetto elaborato con l’assistenza del Temporary Manager (massimo il 40% delle spese rendicontate ammissibili all’Intervento Agevolativo):
        1. Spese per attività di marketing e promozionali;
        2. Spese per integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
        3. Spese per la realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali;
        4. Spese di ideazione per l’innovazione/adeguamento di prodotto e/o servizio;
        5. Spese per le certificazioni internazionali e le licenze di prodotti e/o servizi, deposito di marchi o altre forme di tutela del Made in Italy;
        6. Spese per attività di supporto: a) Spese per la formazione interna/esterna del personale amministrativo o tecnico; b) Spese di viaggio e soggiorno da parte degli amministratori e/o titolari dell’impresa richiedente; c) Spese di viaggio e soggiorno (incoming) di potenziali partner locali (esclusa la clientela); d) Spese legali per la costituzione di società controllate locali o filiali gestite direttamente.
    3. Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.
    4. Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato.
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    Simest Internazionalizzazione

    6) Inserimento nei mercati esteri

    Entità e durata del finanziamento agevolato

    La durata del finanziamento è di 6 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

    Importo massimo finanziabile: l’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che può essere richiesto è pari al minore tra:

    • il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico);
    • € 500.000 per le Micro Imprese; € 2.500.000 per le PMI e PMI innovative; € 3.500.000 per le Altre imprese.

    Progetti ammissibili

    Il Programma di inserimento mercati deve avere ad oggetto esclusivamente o in prevalenza beni e/o servizi dell’Impresa prodotti in Italia o distribuiti con marchio italiano registrato.

    La Domanda dovrà riguardare 1 Paese Estero e fino a un massimo di 2 Paesi target per l’effettuazione di missioni (viaggi/soggiorni) del personale operante presso la struttura estera e/o attività promozionali. L’apertura della Struttura risultante dal Contratto di locazione/acquisto, non può essere antecedente i 12 mesi alla data di presentazione della Domanda. 

    Spese ammissibili

    Classe 1 – Spese di investimento per la Struttura (almeno il 50% dell’Intervento Agevolativo):

    1.1. Spese di struttura

    • locali;
    • ristrutturazione e investimento di start-up;

    1.2. Spese di personale (non ammissibili nel caso di negozio):

    • personale operante in via esclusiva e continuativa all’estero, per lo svolgimento di mansioni non correlate all’attività commerciale di vendita;
    • viaggi del personale;

    Classe 2 – Spese di supporto (massimo il 50% dell’Intervento Agevolativo):

    • spese per formazione (non ammissibili nel caso di negozio);
    • spese per consulenze specialistiche afferenti la realizzazione del Programma di inserimento mercati, nei limiti del 10% del totale delle spese rendicontate e ammissibili all’Intervento Agevolativo
    • spese per attività promozionali allo scopo di lanciare su un nuovo mercato un prodotto nuovo o già esistente;
    • spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato e comunque non superiore a € 100.000.;
    • spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.

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  • Regione Piemonte: scopri l’agevolazione per la digitalizzazione

    Piemonte agevolazione per digitalizzazione

    Piemonte agevolazione per digitalizzazione mira a sostenere programmi di investimento che promuovono la digitalizzazione e l’efficientamento produttivo

    L’obiettivo è realizzare prodotti più sostenibili, migliorare l’efficienza del processo produttivo e garantire un livello di sicurezza superiore negli ambienti di lavoro. 

    La misura si divide in due linee di intervento:
    a) digitalizzazione del processo produttivo 
    b) efficientamento sostenibile del processo produttivo

    Entrambe le linee includono sottolinee “green“, offrono una maggiore intensità di aiuto per i progetti che prevedono investimenti volti alla protezione ambientale.

    Chi sono i soggetti beneficiari?

    I soggetti beneficiari del bando Piemonte agevolazione per digitalizzazione sono le Piccole medie imprese (PMI), incluse le micro imprese con sedi locali in Piemonte.

    Piccole imprese a media capitalizzazione e imprese a media capitalizzazione (solo a valere sulle sub-linee greee limitatamente alla parte di agevolazione che consiste in un finanziamento agevolato).I soggetti beneficiari non devono avere a proprio carico procedure concorsuali ne procedimenti volti alla loro dichiarazione ed assenza di liquidazione volontaria nei loro confronti.

    Tipologie di investimenti possibili

    Piemonte agevolazione per digitalizzazione prevede le seguenti linee d’intervento:

    La linea a) si concentra sulla digitalizzazione, consentendo investimenti in infrastrutture digitali, cybersecurity, commercio elettronico e tecnologie emergenti. Inoltre, i progetti di digitalizzazione green, che includono investimenti nella decarbonizzazione, beneficiano di un maggiore aiuto finanziario.

    La linea b) riguarda l’efficientamento produttivo, promuovendo investimenti per migliorare la competitività e la sostenibilità attraverso diversificazione produttiva, innovazione di prodotto e trasformazione dei processi produttivi. Anche qui, i progetti green che mirano alla protezione ambientale, inclusa la decarbonizzazione, godono di un’intensità di aiuto superiore.

    Entrambe le linee consentono alle imprese di richiedere la sottolinea “green” se il progetto prevede investimenti in ambito ambientale.

    Saranno ammissibili progetti aventi le seguenti dimensioni (al netto IVA):
    – per le micro e piccole imprese: importo minimo pari a € 50.000;
    – per le medie imprese: importo minimo pari a € 100.000;
    – per le imprese a media capitalizzazione: importo minimo pari a € 250.000.

    L’importo massimo dei costi ammissibili è fissato in € 3.000.000.

    Tutti i progetti verranno valutati attraverso delle voci di punteggio stabilite dal bando.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le voci di spesa ammissibili per Piemonte agevolazione per digitalizzazione sono le seguenti:

    1. Acquisto di macchinari, attrezzature e forniture funzionali all’attività produttiva, compresi software, hardware, veicoli puliti o a zero emissioni, e pannelli fotovoltaici (fino al 20% delle spese ammissibili).
    2. Installazione e posa in opera degli impianti correlati ai beni acquistati (fino al 20% degli investimenti ammessi).
    3. Acquisto di diritti di proprietà intellettuale, come brevetti e licenze, fino al 10% delle spese ammissibili.
    4. Spese per progettazione, sviluppo e certificazioni strettamente legate al progetto di investimento, inclusi gli studi di fattibilità (purché avviati dopo una data specifica e correlati al progetto).

    Gli attivi immateriali acquistati devono rispettare alcune condizioni, come l’utilizzo esclusivo nello stabilimento beneficiario, la possibilità di ammortizzarli, l’acquisto da terzi senza relazioni con l’acquirente e, per le PMI, la presenza nell’attivo di bilancio per almeno 3 anni (a seconda del tipo di aiuto concesso). 

    Quali sono le spese non ammissibili?

    Le voci di spesa non ammissibili per Piemonte agevolazione per digitalizzazione sono:

    1. IVA, a meno che non sia effettivamente sostenuta e non possa essere recuperata secondo la normativa nazionale.
    2. Telefoni cellulari, computer portatili e tablet.
    3. Beni o servizi con un valore inferiore a 500 euro (IVA esclusa).
    4. Acquisto di beni usati o in leasing.
    5. Beni assimilabili a materiali di consumo, scorte o minuteria.
    6. Beni o servizi non coerenti con l’intervento oggetto di agevolazione richiesta.
    7. Opere murarie generiche o non strettamente correlate agli impianti/macchinari finanziati nel progetto.
    8. Commesse interne o affidate a imprese con legami societari o amministratori con il beneficiario finale.
    9. Lavori eseguiti in economia.
    10. Spese di manutenzione ordinaria.
    11. Servizi volti al conseguimento di requisiti o certificazioni obbligatorie.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Piemonte agevolazione per digitalizzazione può coprire fino al 100% dei costi ammissibili del progetto e si suddivide come segue:

    • Finanziamento agevolato: Per le PMI e le imprese a media capitalizzazione, può coprire fino al 100% del valore del progetto. Il 70% del finanziamento proviene da risorse PR FESR a tasso zero, mentre il restante 30% è fornito da risorse bancarie.

    • Contributo a fondo perduto: Disponibile solo per le PMI, consiste in un contributo a fondo perduto calcolato sulla base dell’ESL disponibile (al netto dell’ESL del finanziamento). Il contributo sarà erogato solo se l’importo quantificato supera i 500 euro.

    La quantificazione dell’aiuto concesso al beneficiario finale di Piemonte agevolazione per digitalizzazione è determinata da Finpiemonte al momento dell’approvazione dell’agevolazione. Per la parte di finanziamento, l’equivalente sovvenzione lordo (ESL) viene utilizzato per determinare il valore dell’aiuto concesso e deve essere considerato per il calcolo delle soglie di aiuto specifiche. Per il contributo a fondo perduto, l’importo concesso corrisponde alla quantificazione. L’ESL derivante dal finanziamento, sommato al contributo a fondo perduto, determina il valore complessivo dell’aiuto che deve rispettare le soglie di aiuto specifiche in base al tipo di regime di aiuto utilizzato.per 

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande per Piemonte agevolazione per digitalizzazione potranno essere presentate a partire dal 7 Luglio 2023 fino al 31 Gennaio 2024 compilando il modulo telematico reperibile cliccando qui.

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  • Bando MADE 4.0: finanziamenti PNRR per la trasformazione digitale delle imprese

    Bando MADE Industria 4.0

    MADE, Competence Center riconosciuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha lanciato il Bando Made Industria 4.0 che mira a sostenere progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale nel contesto dell’Industria 4.0. Con una copertura finanziaria di 12.5 milioni, il bando fa parte dell’Investimento 2.3 della Missione 4 “Istruzione e Ricerca” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che si propone di potenziare la rete dei centri di trasferimento tecnologico in Italia.

    L’obiettivo principale del bando è promuovere l’adozione delle tecnologie digitali da parte delle imprese italiane, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI), per favorire l’innovazione di prodotto, di servizio e di processo. MADE Industria 4.0 si propone di supportare le imprese lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione all’ingegnerizzazione, dalla gestione della produzione alla consegna, inclusa la gestione del fine ciclo del prodotto.

    Attraverso il bando MADE 4.0, si intende dunque potenziare e favorire sul territorio nazionale un sistema integrato di trasferimento tecnologico, offrendo servizi tecnologici avanzati e innovativi alle imprese, al fine di aumentarne la competitività e promuovere lo sviluppo sostenibile dell’industria italiana

    I Beneficiari di MADE 4.0

    Il bando MADE Industria 4.0 è rivolto alle PMI e alle Grandi Imprese italiane e ai raggruppamenti delle stesse.

    Come di consueto, ci sono però alcuni requisiti specifici da rispettare: vediamo quali!

    Innanzitutto, le imprese richiedenti devono essere regolarmente costituite in forma societaria e iscritte al Registro Imprese. Nel caso di soggetti non residenti in Italia, devono possedere una personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza. Inoltre, devono dimostrare di avere almeno una sede secondaria nel territorio nazionale e di adempiere agli obblighi previsti dalla normativa italiana in materia.

    Non sono invece ammissibili al bando MADE 4.0 le imprese che:

    –  hanno ricevuto aiuti di Stato considerati illegali o incompatibili dalla Commissione europea e non li hanno rimborsati o li hanno depositati in un conto bloccato

    – non sono in regola con la restituzione di eventuali somme dovute in seguito a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero.

    – si trovano nello stato di “impresa in difficoltà

    – siano sottoposte a procedure concorsuali

    Le imprese partecipanti devono inoltre rispettare le soglie previste dal Regolamento GBER o dal regolamento “de minimis”. È altresì richiesto il rispetto delle norme ambientali nazionali ed europee ed, in particolare del principio “DNSH” di non arrecare un danno significativo all’ambiente.

    I Progetti e le spese ammissibili

    MADE 4.0 sostiene progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e studi di fattibilità che riguardano l’Industria 4.0. I progetti devono essere coerenti con almeno una delle seguenti attività progettuali:

    1. Attività di trasferimento tecnologico relative a:
    • Strategia Industria 4.0: pianificazione dell’adozione delle tecnologie digitali e delle competenze strategiche per consentire alle aziende di evolversi verso l’Industria 4.0, migliorando l’efficienza e l’efficacia dei processi.
    • Progetti di innovazione: ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione di prodotto, processo o modelli organizzativi per trasformare idee innovative in concetti dimostrabili.
    • Demo e test: sviluppo di dimostratori, prototipi, Proof of Concept (PoC) e Test-Bed nell’ambito dell’Industria 4.0, utilizzando le risorse tecniche, tecnologiche e metodologiche disponibili nei centri di competenza.
    • Scouting tecnologico: individuazione delle tecnologie e dei partner tecnologici più adatti a supportare l’innovazione di prodotto e di processo, definendo una strategia tecnologica coerente con le tendenze del settore.
    • Consulenza Tecnologica: consulenza e studi di fattibilità per l’implementazione di soluzioni tecnologiche, organizzative e gestionali volte a migliorare i processi aziendali nell’ambito dell’Industria 4.0.
    • Validazione di progetti Industria 4.0: valutazione dell’adeguatezza delle tecnologie, delle metodologie e dell’esecuzione dei progetti di innovazione rispetto agli obiettivi prefissati.
     

         2. Accesso alle strumentazioni e alle isole tecnologiche:

    • Accesso alle infrastrutture tecnologiche e alle tecnologie di MADE: fornitura di servizi quali il noleggio di attrezzature, l’accesso a infrastrutture tecnologiche per piattaforme, strutture di laboratorio e supporto alla produzione per test e prototipazione.
     

    Le spese ammissibili al finanziamento includono i costi del personale impiegato nel progetto, l’acquisizione di strumentazioni e attrezzature utilizzate per il progetto, le spese per la ricerca contrattuale, l’acquisizione di conoscenze e brevetti, i servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente per il progetto.

    Tipologia ed intensità dell’agevolazione

    I partecipanti al bando Made Industria 4.0 potranno beneficiare di un contributo a fondo perduto, a parziale copertura delle spese ammissibili sopracitate.

    L’intensità dell’aiuto varia in funzione della dimensione di impresa e della tipologia di attività da realizzare (ricerca industriale, sviluppo sperimentale o studi di fattibilità) e può raggiungere il 70% dei costi di progetto ammissibili.

    Nello specifico, per le attività di ricerca industriale e per gli studi di fattibilità è previsto un contributo pari al 50% delle spese ammissibili ed elevabile al:

    • 70% per le piccole imprese
    • 60% per le medie imprese

     

    Per le attività di sviluppo sperimentale, il contributo sarà invece pari al 25% delle spese ammissibili ed elevabile al:

    • 45% per le piccole imprese
    • 35% per le medie imprese

    Valutazione delle proposte progettuali

    Le proposte progettuali presentate saranno valutate da una Commissione composta da valutatori indipendenti selezionati da MADE. La valutazione terrà conto dei criteri stabiliti nel bando, tra cui:

    • Coerenza della proposta progettuale con gli ambiti tecnologici di MADE e con gli obiettivi del bando;
    • Grado di innovazione e valore aggiunto che la proposta può apportare all’industria italiana;
    • Qualità e fattibilità del progetto, con particolare attenzione all’efficacia della metodologia di lavoro proposta;
    • Impatto sulla competitività delle imprese coinvolte e sul sistema produttivo nazionale;
    • Sostenibilità ambientale e impatto sull’efficienza energetica;
    • Capacità di diffondere e condividere i risultati ottenuti con altre imprese e il territorio circostante.

    Modalità di presentazione delle domande

    Le domande di agevolazione possono essere presentate, in via esclusivamente telematica, a partire dal giorno 05/07/2023 ed entro e non oltre il 31/12/2024. 

    La presentazione della proposta progettuale dovrà avvenire attraverso la piattaforma PICA (Piattaforma Concorsi Atenei) di Cineca, accessibile qui.

    È necessario compilare i documenti e gli allegati richiesti, che includono una dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio, una descrizione dettagliata della proposta progettuale e un impegno a sottoscrivere un accordo di partenariato, se necessario.

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  • TOCC Transizione Digitale ed Ecologica per Organismi Culturali e Creativi

    TOCC Transizione Digitale ed Ecologica: i bandi “capacity building”

    La Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha emanato due nuovi bandi pubblici che pongono al centro la transizione verde e quella digitale nel settore culturale e creativo. Con un finanziamento complessivo di 10 milioni di euro per ciascun bando, questi avvisi, denominati TOCC Transizione Digitale ed Ecologica Organismi Culturali e Creativi, mirano a promuovere il rinnovamento delle competenze digitali e la riduzione dell’impronta ecologica degli eventi e dei prodotti culturali.

    La capacity building rappresenta il cardine di questi due nuovi bandi rientranti nella galassia degli interventi TOCC – Organismi culturali e creativi, rientranti nel NGEU – Next Generation Europe e finanziati attraverso i fondi destinati al PNRR – Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”.  con l’obiettivo di migliorare costantemente le competenze del capitale umano e dei sistemi di gestione e sviluppo organizzativo nel settore culturale e creativo.

    Con l’espressione capacity building si fa riferimento ad un processo di miglioramento finalizzato a potenziare i servizi offerti e le opportunità per gli operatori e le organizzazioni culturali e creative e a promuovere la collaborazione, il trasferimento di pratiche e la creazione di una rete di contatti.

    I due bandi consentono a ogni soggetto di presentare una sola Domanda di Finanziamento, che deve includere almeno due diversi Progetti. 

    Vediamo nel dettaglio come funzionano i due Avvisi Tocc.

    TOCC – Capacity Building: i beneficiari

    I due Avvisi pubblici TOCC finanziano due differenti azioni:

    1. Azione A1 – “Interventi per migliorare l’ecosistema in cui operano i settori culturali e creativi, incoraggiando la cooperazione tra operatori culturali e organizzazioni e facilitando upskill e reskill”
    2. Azione B1 – “Promuovere la riduzione dell’impronta ecologica degli eventi culturali favorendo l’inclusione di criteri sociali e ambientali nelle politiche degli appalti pubblici, orientando così la filiera verso l’eco-innovazione di prodotti e servizi”.
     

    Il primo bando, Azione A1, sostiene finanziariamente progetti di capacity building volti a fornire strumenti e conoscenze agli operatori culturali e a favorire la transizione digitale e tecnologica della catena del valore nel settore culturale e creativo.

    Il secondo bando, Azione B1, finanzia invece progetti di capacity building che mirano a trasferire competenze e conoscenze agli operatori culturali per promuovere la transizione green e ridurre l’impronta ecologica nei processi di produzione culturale e, in particolare, nell’organizzazione di eventi come rassegne, festival, mostre e altre manifestazioni artistiche.

    Oggetto di finanziamento saranno dunque le proposte progettuali di capacity building, da una parte incentrate sulla transizione digitale, dall’altra su quella ecologica. Al netto di questa differenza tematica, i bandi sono dedicati agli stessi soggetti della filiera culturale e creativa: organizzazioni, pubbliche o private, singolarmente oppure aggregate in reti specializzate, operanti sul territorio nazionale nei seguenti settori:

    • Macro-ambito A
      • Musica;
      • Audiovisivo e radio (inclusi: film/cinema, televisione, videogiochi, software e multimedia);
      • Spettacolo dal vivo e Festival.
    • Macro-ambito B
    • Macro-ambito C 
      • Arti visive (inclusa fotografia);
      • Patrimonio culturale materiale e immateriale (inclusi: archivi, biblioteche e musei);

    I soggetti richiedenti dovranno inoltre essere in possesso dei seguenti requisiti:

    1. competenze ed esperienze nel campo della formazione, della ricerca, dell’attività di innovazione digitale (Azione A1) o di riduzione dell’impronta ambientale (Azione B1) nella produzione e nella partecipazione culturale, dello sviluppo delle imprese creative e culturali per quanto attiene i contenuti, la produzione, le politiche e la gestione relativamente ai macro-ambiti sopracitati:
    2.  avere organizzato/realizzato, negli ultimi cinque anni, almeno una delle seguenti tipologie di intervento
     
    • Accelerazione/open innovation per l’ideazione di nuovi prodotti, servizi, processi e profili lavorativi e l’individuazione di nuove pratiche/modelli/ idee innovative.
    • Capacitazione per l’accompagnamento allo sviluppo e all’implementazione di progetti che perseguono le finalità e l’obiettivo generale delle rispettive Azioni A1 e B1
    • Empowerment delle competenze degli operatori della filiera delle Organizzazioni culturali e creative.

    Quali sono le spese ammissibili?

    I due bandi TOCC coprono le seguenti categorie di spese:

    • spese relative al funzionamento ordinario dei Soggetti realizzatori (personale e oneri di carattere generale, quali ad esempio carta e altri materiali di consumo, utenze, noleggio di attrezzature, canoni di locazione, ecc.) per un periodo congruente con i tempi di realizzazione del Progetto e nel limite del 15% del suo costo totale;
    • spese per personale dipendente qualificato, in proporzione al tempo impiegato nelle attività previste dal progetto finanziato e per un periodo congruente con i tempi di realizzazione di queste ultime.
    • spese per contratti di consulenza, collaborazione continuativa o a tempo determinato, prestazione professionale, coerenti con la normativa vigente, a condizione che l’oggetto del contratto sottoscritto riguardi espressamente ed esclusivamente le attività previste dal progetto finanziato, compresa l’attività di docenza;
    • spese per la locazione di immobili, quali, ad esempio, sale e aule, adibiti ad ospitare i Destinatari del progetto, incluse eventuali quote di ammortamento;
    • spese per il noleggio e/o quota di ammortamento relative all’utilizzo di beni durevoli materiali ed immateriali (es.: computer, software);
    • spese per l’acquisto di beni di consumo specificamente necessari per la
      realizzazione delle attività previste dal progetto;
    • spese per l’acquisizione di servizi e prestazioni, strettamente vincolate alle attività realizzate per il progetto;
    • spese per impianti ed opere murarie relative ad immobili adibiti ad ospitare i Destinatari delle attività previste dal progetto per l’adeguamento degli standard di sicurezza e di fruibilità da parte dei soggetti con disabilità, fino ad un massimo del 5% del costo totale del progetto;
    • spese per spostamenti del personale impegnato, strettamente necessari per la realizzazione delle attività, fino ad un massimo del 2% del costo totale del progetto. Tali costi devono essere riconducibili, a date e luoghi di svolgimento delle attività;
    • spese per attività di promozione e comunicazione, da un minimo del 2% fino ad un massimo del 5% del costo totale del progetto.

    Tipologia ed entità delle agevolazioni

    Le agevolazioni consistono in dei contributi a fondo perduto, di intensità massima pari all’80% delle spese ammissibili e, in ogni caso, per un importo massimo pari a euro 240.000 in media per progetto presentato. Ogni soggetto richiedente, ai fini dell’ammissibilità, dovrà proporre almeno due progetti di capacity building, ognuno del valore minimo di euro 100.000. 

    Il contributo complessivo massimo concedibile a ciascun Soggetto proponente, considerando che al presente Avviso devono essere proposti più progetti, è pari ad euro 960.000,00.

    I soggetti richiedenti dovranno finanziare con risorse proprie la quota non coperta dalle agevolazioni. Tale quota può essere finanziata anche per mezzo di altri finanziamenti pubblici o privati, a condizione che questi non coprano lo stesso costo, nel rispetto dei vincoli previsti dall’art. 9 del Regolamento (UE) 2021/241 e dalla circolare MEF-RGS n. 33 del 31/12/2021. 

    Come presentare la domanda di contributo?

    La domanda può essere presentata online esclusivamente attraverso il sito web della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura a partire dalle ore 12.00 del 15 giugno 2023 fino alle ore 18.00 del 25 agosto 2023.

    Sarà necessario allegare alla domanda telematica una serie di documenti, tra i quali:

    •  atto costitutivo, statuto e curriculum del Soggetto proponente; in caso di rete, i suddetti documenti per ciascuna delle organizzazioni componenti la rete;
    • copia leggibile del documento di riconoscimento del legale rappresentante del Soggetto proponente;
    • piano dei costi dettagliato per ciascuno dei progetti candidati, articolato per categoria di spesa ammissibile e, in caso di rete, per componente che sosterrà la spesa, redatto utilizzando il modello fornito in piattaforma;
    • nel caso di rete, l’atto costitutivo della stessa se esistente e l’autodichiarazione di responsabilità, secondo il modello presente all’interno della sopracitata piattaforma, sottoscritta dai legali rappresentanti di tutti i
      Soggetti, con individuazione espressa del Capofila;
    • certificato di attribuzione del codice fiscale attribuito entro il 31/12/2020 per le organizzazioni non iscritte nel Registro delle Imprese tenuto presso la C.C.I.A.A, nel Registro delle persone giuridiche presso le Prefetture o nel RUNTS (Registro Nazionale del Terzo Settore).

     

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  • Contributi editoria del Ministero della Cultura

    Contributi editoria Ministero della Cultura

    Il Centro per il libro e la lettura insieme al Ministero della Cultura ha emesso un  bando contributi editoria volto a promuovere questo settore attraverso la partecipazione a fiere, rassegne e manifestazioni editoriali nazionali e/o internazionali tenute in Italia.

    L’obiettivo è sostenere tali editori offrendo un supporto finanziario per coprire le spese connesse a queste attività. L’avviso fornisce l’opportunità di promuovere e far conoscere le loro pubblicazioni a un pubblico più ampio.

    I fondi saranno assegnati in base a criteri di valutazione, come la qualità delle pubblicazioni, l’originalità dei progetti proposti e l’impatto culturale. Scopriamo subito di più! 

    Chi sono i beneficiari?

    Il bando contributi editoria è rivolto alle imprese italiane con codice ATECO principale 58.11.00, che soddisfano i seguenti requisiti:

    • avere sede legale in Italia;
    • rientrare nella categoria di piccola impresa autonoma secondo il decreto del Ministro delle attività produttive del 18 aprile 2005. Per essere considerate piccole imprese, devono avere meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo o totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.
    • Inoltre, devono essere registrate presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
    • aver pubblicato almeno 10 nuove opere editoriali nell’anno precedente alla partecipazione alla manifestazione per cui viene richiesto il contributo;
    • essere in regola con gli obblighi contributivi previdenziali, fiscali e assicurativi;

     

    I requisiti di ammissibilità, insieme alle ulteriori condizioni e prescrizioni stabilite dall’avviso, devono essere soddisfatti al momento della presentazione della domanda.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili previste dal bando contributi editoria includono l’affitto di spazi espositivi e il relativo allestimento, nonché altri servizi collegati forniti dall’ente organizzatore della fiera, rassegna o manifestazione.

    Tuttavia, ci sono vincoli: le spese sono ammesse solo se l’impresa partecipa come espositore in forma singola, escludendo partecipazioni indirette tramite distributori o consorzi.

    Inoltre, le spese devono essere nette, escludendo bolli, imposte o altri oneri o commissioni. Non sono ammesse le spese fatturate da agenti, distributori o importatori dell’impresa beneficiaria, né le imposte e tasse a carico dell’impresa beneficiaria. Non sono ammessi rimborsi da altri enti, spese con causali non pertinenti all’Avviso, spese di viaggio, vitto e alloggio, trasporti, pagamenti in contanti, contributi, donazioni o liberalità.

    A quanto ammonta il contributo?

    Secondo quanto previsto dal bando contributi editoria questo sarà erogato in un’unica soluzione e l’importo sarà determinato dal Centro in base alla documentazione contabile fornita dal richiedente, con un limite massimo di 5.000 euro.

    La concessione o il rifiuto del contributo a fondo perduto verranno comunicati agli interessati tramite pubblicazione di un elenco apposito sui siti internet istituzionali del Centro, della Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

    L’erogazione dei contributi avverrà entro novanta giorni dalla scadenza delle domande, seguendo l’ordine di ricezione delle stesse. Qualora si raggiunga il limite delle disponibilità finanziarie previste, ciò sarà comunicato sulla sezione “Notizie” del sito istituzionale del Centro.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    La domanda di contributo per il bando contributi editoria, compilata in tutte le sue parti e firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa interessata, deve essere inviata tramite PEC all’indirizzo c-ll.avvisipubblici@pec.cultura.gov.it entro le ore 13:00 del 29 marzo 2024.

    Nell’oggetto dell’email deve essere indicata la dicitura “Domanda di contributo – Avviso Piccola Editoria”, seguita dall’indicazione dell’impresa richiedente.

    Il termine per la presentazione delle domande  per il bando contributi editoria è vincolante e la data e l’orario di trasmissione attestati dal sistema di posta elettronica certificata sono considerati validi. Non saranno accettati eventuali invii successivi di documenti dopo la scadenza del termine.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se la tua casa editrice sia o meno idonea alla presentazione della domanda per l’agevolazione. Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!

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  • Simest Ristori Emilia Romagna: 300 milioni per le imprese esportatrici colpite dall’alluvione

    Simest: Ristori per le imprese emiliane colpite dall’alluvione

    Grazie al bando Simest Ristori Emilia Romagna arrivano i primi ristori per le imprese esportatrici dell’Emilia Romagna localizzate nei comuni e nelle frazioni colpiti dall’ondata di maltempo del maggio 2023.

    Si tratta di 300 milioni di euro (dei 700 milioni complessivamente messi a disposizione dal MAECI e gestiti da Simest) che dal 26 giugno 2023 possono essere richiesti per compensare i danni materiali subiti su beni mobili e immobili, ma anche la perdita di reddito derivante dal calo di fatturato.  

    Simest inoltre consente alle imprese la sospensione fino al 31 dicembre 2023 dei pagamenti in quota capitale e interessi sui finanziamenti in essere a valere sul Fondo 394 e sulla misura PNRR/Fondo 394, ferma restando la durata massima del finanziamento concesso. 

    Quali sono le imprese ammissibili?

    Al bando Simest Ristori Emilia Romagna possono accedere le micro, piccole e medie imprese e le Mid Cap (imprese con un nuomero di dipendenti tra 250 e 1.500 unità o ULA) esportatrici, con sede operativa o unità locali nei territori colpiti dall’alluvione. 

    Se ti stai chiedendo quali imprese possano considerarsi esportatrici, questa è la risposta: i contributi saranno concessi alle imprese che, nell’ultimo esercizio, hanno realizzato un fatturato estero pari ad almeno il 10% del fatturato totale. 

    Per essere più precisi e non rischiare di sbagliare, dovrai verificare il rapporto tra il fatturato estero e il fatturato totale dell’Impresa, considerando i valori che troverai nella dichiarazione iva 2023, alle voci VE30 e VE34, rapportati alla valore VE50. Se stai beneficiando di una proroga per la presentazione della dichiarazione iva 2023, potrai considerare quella del 2022.  

    Riguardo invece alla localizzazione delle sedi, i Comuni e le frazioni ammissibili sono quelli per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza,  indicati nell’allegato al Decreto-Legge 61/2023, che puoi consultare a questo link.

    E’ necessario inoltre avere depositato il Bilancio relativo all’esercizio 2022, o in caso di proroga dei termini per il deposito, il Bilancio relativo all’esercizio 2021.

    Non possono comunque accedere al contributo le imprese

    1) attive nel settore bancario, finanziario e assicurativo;

    2) attive in via prevalente nei settori della pesca e dell’acquacoltura e nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli (la Sezione Ateco A e i codici Ateco C 10.11 e C 10.12.

    Quanto possono ricevere e per cosa?

    Il Contributo del bando Simest Ristori Emilia Romagna serve a coprire i danni direttamente causati dalle alluvioni di maggio 2023. 

    Il Contributo può essere riconosciuto soltanto in relazione ai Danni non coperti da eventuali e pertanto è possibile ricevere: 

    • per gli attivi non coperti da polizza assicurativa, fino all’80% del valore dei Danni certificati;
    • per gli attivi coperti da polizza assicurativa, fino al 100% del valore dei Danni certificati che non rientrano nelle coperture della polizza assicurativa (c.d. franchigia/scoperto o quota non assicurata).

     

    In ogni caso il limite massimo del Contributo concedibile non può superare 1,5 milioni di euro.

    Cosa serve per richiedere il contributo?

    Per presentare la domanda di contributo, l’impresa dovrà fornire, oltre a una serie di Dichiarazioni e alla Domanda stessa, che verrà generata dal portale Simest a seguito della compilazione online, anche la seguente documentazione: 

    • Perizia Asseverata rilasciata da un perito incaricato dall’Impresa Richiedente iscritto ad un Albo/ordine/collegio professionale, volta a certificare i Danni, e a descrivere il nesso di causalità diretta tra Evento e Danni subiti dall’Impresa:
    • Documento di identità del perito;
    • Dichiarazione IVA;
    • DURC;
    • Documentazione afferente agli obblighi Antimafia, nei casi di Contributo richiesto pari o superiori a € 150.000; 
    • Documentazione attestante il possesso dei poteri di firma da parte del Legale Rappresentante (Statuto, atto di nomina oppure delibera di conferimento dei poteri secondo format SIMEST);
    • Il proprio casellario giudiziale in corso di validità e l’eventuale domanda o concessione di un provvedimento di applicazione della pena su richiesta ex art. 444 c.p.p.

     Ti ricordiamo infine che a breve Simest renderà disponibili altri 400 milioni di euro per concedere finanziamenti agevolati non solo alle imprese esportatrici, ma anche a tutte quelle della filiera produttiva locale. Stay tuned! Hai bisogno di un supporto per indirizzare la tua richiesta di contributo sul bando Simest Ristori Emilia Romagna?
    Contattaci subito!

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  • Bando SI 4.0 della Regione Lombardia per la Digitalizzazione: al via le domande

    Bando SI 4.0 Lombardia 2023

    Il Sistema camerale lombardo e Regione Lombardia hanno avviato l’iniziativa “Bando SI 4.0 Lombardia 2023” per promuovere l’adozione e lo sviluppo di soluzioni innovative legate alle competenze e alle tecnologie digitali, in linea con la strategia del Piano Nazionale Transizione 4.0.

    L’obiettivo è favorire la transizione digitale ed ecologica, creando ecosistemi di innovazione digitale e green e promuovendo la collaborazione tra le PMI e soggetti qualificati nel campo delle tecnologie 4.0.

    Si mira a stimolare la domanda di servizi per il trasferimento di soluzioni tecnologiche, implementare modelli di business legati alle tecnologie 4.0 e promuovere un’economia inclusiva e sostenibile. Particolare attenzione è rivolta alla cybersecurity e alla continuità aziendale, nonché ai progetti che utilizzano l’Intelligenza Artificiale.

    Chi sono i soggetti beneficiari ?

    Requisiti per partecipare al bando SI 4.0 Lombardia 2023:

      1. Essere micro, piccola o media impresa secondo il Regolamento UE 651/2014.
      2. Avere la sede operativa iscritta e attiva presso una Camera di commercio della Lombardia che prevede finanziamenti per il bando.
      3. Non avere forniture in corso con la Camera di commercio di appartenenza.
      4. Non aver ricevuto altri aiuti pubblici per le spese ammissibili del bando.
     

    Le imprese collegate, controllate o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti possono presentare solo una domanda di finanziamento.

    Quali sono i progetti ammissibili?

    Sono ammissibili due categorie di progetti di digitalizzazione al bando SI 4.0 Lombardia 2023:

    • Progetti “adozione”
    • Progetti “sviluppo”
     

    I progetti di adozione mirano all’introduzione di tecnologie digitali 4.0 nelle aziende per la digitalizzazione di processi, prodotti e servizi offerti, mentre i progetti di sviluppo si concentrano sulla sperimentazione, prototipazione e commercializzazione di soluzioni innovative 4.0 con potenziale interesse di mercato.

    Le aziende che presentano progetti di sviluppo devono avere competenze interne nello sviluppo di tecnologie digitali. Si presta particolare attenzione ai progetti che favoriscono l’eco-sostenibilità nella “doppia transizione” digitale ed ecologica e a quelli che migliorano la cybersecurity, la continuità aziendale o utilizzano tecniche di intelligenza artificiale.

    I progetti ammissibili dal bando SI 4.0 Lombardia 2023 devono riguardare almeno una delle tecnologie di innovazione digitale 4.0 indicate nell’elenco 1, con la possibilità di aggiungere altre tecnologie presenti negli elenchi 1 o 2 del bando.

    Quali sono le spese ammissibili?

    I progetti ammissibili del bando SI 4.0 Lombardia 2023 devono riguardare la digitalizzazione e comprendere almeno una delle tecnologie di innovazione digitale 4.0 dell’elenco 1 e possono includere anche tecnologie dell’elenco 2, purché siano propedeutiche o complementari a quelle dell’elenco 1.

    L’elenco 1 comprende tecnologie come la robotica avanzata, la stampa 3D, la realtà aumentata, l’Internet delle cose, la cyber security, l’intelligenza artificiale e la blockchain.

    L’elenco 2 include tecnologie come i pagamenti mobili, i sistemi fintech, l’e-commerce e le tecnologie per l’automazione dei processi.

    I progetti del bando SI 4.0 Lombardia 2023 devono essere completati entro 12 mesi dalla concessione del contributo, con tutte le spese documentate entro tale data.

    Non sono consentite proroghe.

    Quali sono le spese ammissibili e soglie minime di ammissibilità?

    I progetti ammissibili dal bando SI 4.0 Lombardia 2023 devono avere una spesa ammissibile complessiva di almeno 25.000,00 euro, senza un limite massimo di investimento.

    Le spese ammissibili devono essere correlate alle tecnologie previste nel bando e possono includere consulenza, formazione, investimenti in attrezzature tecnologiche, servizi di ingegnerizzazione, spese per la tutela della proprietà industriale e spese del personale dedicato al progetto (fino al 30% delle spese totali).

    La consulenza e la formazione devono essere fornite da fornitori qualificati indicati nel bando e non devono riguardare attività come l’acquisizione di certificazioni, supporto legale o fiscale generico, o formazione obbligatoria secondo la normativa vigente.

    Chi sono i fornitori qualificati dei servizi?

    I fornitori qualificati dei servizi per il bando SI 4.0 Lombardia 2023 includono:

    • DIH-Digital Innovation Hub ed EDI-Ecosistema Digitale;
    • Centri di ricerca e trasferimento tecnologico;
    • Incubatori certificati e incubatori regionali accreditati;
    • FABLAB;
    • Centri di trasferimento tecnologico sulla Transizione 4.0 definiti dal D.M. 22 maggio 2017 (MiSE);
    • Start-up innovative e PMI innovative;
    • Fornitori iscritti all’”Elenco pubblico di Fornitori di servizi e tecnologie 4.0″ sul sito.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande di contributo per il bando SI 4.0 Lombardia 2023 devono essere presentate online a Unioncamere Lombardia tramite il sito web, nel periodo compreso tra le ore 10.00 del 12 giugno 2023 e le ore 12.00 del 21 luglio 2023.

    Per istruzioni dettagliate su come profilarsi e compilare la domanda, si può consultare il sito di unioncamere nella sezione dedicata ai “Bandi e incentivi alle imprese”.

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social! Clicca sul pulsante in basso e scopri tutte le agevolazioni per la tua attività.

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  • Sostegno per gli investimenti delle imprese del turismo

    Sostegno per gli investimenti delle imprese del turismo: di cosa si tratta?

    Sostegno per gli investimenti delle imprese del turismo” è un’agevolazione a sostegno della nascita e del rinnovo delle strutture turistiche dell’Emilia-Romagna.

    L’obiettivo della misura è quello di promuovere la competitività e la sostenibilità delle imprese turistiche dell’Emilia-Romagna che svolgono attività ricettive nonché l’attrattività dei territori e delle città in cui quelle attività sono localizzate. 

    Prevede un contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili per un importo non superiore a complessivi €200.000, o addirittura fino al 50% in caso di sussistenza di uno o più requisiti di premialità.

    Possono presentare domanda per questa agevolazione i gestori delle strutture ricettive, ed i proprietari non gestori di strutture turistiche.

    Le domande di contributo dovranno essere trasmesse alla Regione dalle ore 10.00 del giorno 6 giugno 2023 fino alle ore 13.00 del giorno 5 settembre 2023.

    A chi è rivolta l’agevolazione?

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere a questa agevolazione. 

    Possono richiedere i contributi i seguenti soggetti:

    • GESTORI: tutti i soggetti privati che, al momento della domanda, esercitino una delle seguenti attività in immobili o aree di loro proprietà (in caso di gestore proprietario) o di proprietà di terzi (nel caso di gestore non proprietario):
      • attività ricettiva alberghiera nelle strutture quali alberghi, residenze turistico alberghiere, condhotel;
      • attività ricettiva all’aria aperta nelle strutture quali campeggi, villaggi turistici, marina resort;

    • PROPRIETARI NON GESTORI: tutti i soggetti privati che, al momento della domanda, sono proprietari delle strutture nelle quali sono svolte attività di ricezione (anche se momentaneamente sospesa per lavori) e che intendono affittare o dare in disponibilità a imprese o soggetti terzi. In quest’ultimo ultimo caso, al momento della rendicontazione, l’attività dovrà essere effettivamente gestita ed aperta al pubblico.

     

    I soggetti di cui abbiamo parlato in precedenza devono possedere, al momento della presentazione della domanda di contributo, i seguenti requisiti soggettivi di ammissibilità:

    – devono possedere le dimensioni di micro, piccole e medie imprese;
    – devono essere regolarmente costituiti e iscritti nel Repertorio Economico Amministrativo (REA) tenuto dalle competenti CCIAA;
    – devono avere la sede legale o l’unità locale nel territorio della Regione Emilia-Romagna;
    – non devono trovarsi in stato di liquidazione giudiziale;
    – non devono essere destinatari di provvedimenti di decade.nza, di sospensione o di divieto 

    Cosa finanzia l’agevolazione?

    Si tratta un bando interessante perché finanzia: 

    • la realizzazione di nuove strutture ricettive in immobili esistenti, anche se oggetto di demolizione e ricostruzione;
    • la riqualificazione, ammodernamento, ampliamento delle strutture ricettive esistenti;
    • il rinnovo delle attrezzature e degli arredi;
    • l’offerta di nuovi servizi alla clientela e/o al loro miglioramento, tramite soluzioni
    • innovative e/o digitali attente anche agli aspetti di sostenibilità ambientale, sociale edi sicurezza.

     

    Gli interventi potranno essere avviati a partire dalla data del 1° gennaio 2023 e conclusi entro la data del 31 dicembre 2024. Pertanto, tutti i contratti e/o tutte le obbligazioni giuridicamente vincolanti – comprese le accettazioni di preventivi – strettamente funzionali e strumentali alla realizzazione del progetto proposto dovranno essere perfezionati all’interno del periodo sopra indicato.

    Da tenere in considerazione che gli interventi non dovranno essere stati materialmente completati o interamente attuati prima che sia stata presentata la domanda di contributo, e dovranno essere realizzati presso unità locali e/o immobili ubicati nel territorio della regione Emilia-Romagna.

    L’investimento complessivo per la realizzazione degli interventi proposti dovrà avere una dimensione finanziaria non inferiore a € 200.000 I.V.A. esclusa.

    TURISMO EMILIA ROMAGNA
    Sostegno per gli investimenti delle imprese del turismo

    Quali sono le spese ammissibili?

    Vediamo quindi nel dettaglio quali sono le spese che sono considerate ammissibili dalla misura:

    1. spese per opere edili, murarie e impiantistiche, finalizzate anche all’efficientamento energetico e idrico, comprese quelle per la progettazione e la direzione lavori che non potranno superare il 10% dei lavori complessivi;
    2. spese per l’acquisto di macchinari e attrezzature – anche nella forma del leasing – di finiture e arredi;
    3. spese per l’acquisto di dotazioni informatiche, hardware, software e relative licenze d’uso, servizi di cloud computing;
    4. spese per l’acquisizione di servizi di consulenza specializzata relativa agli interventi di digitalizzazione e di sostenibilità ambientale eventualmente previsti nel progetto e/o finalizzata all’acquisizione di certificazioni (tali spese sono riconosciute nel limite massimo del 20% della somma delle spese di cui alle lettere a + b + c);
    5. costi generali per la definizione e gestione del progetto

     

    Importante: le fatture relative ai progetti ammessi a finanziamento, per essere considerate ammissibili, devono essere emesse ed effettivamente pagate nel periodo ricompreso tra la data del 1° gennaio 2023 e la data del 31 marzo 2025, ovvero entro la data di presentazione della rendicontazione delle spese, se precedente, e devono comunque riferirsi alle attività e agli interventi svolti dal 1° gennaio 2023 ed entro il 31 dicembre 2024, salvo eventuali proroghe. 

    Quali agevolazioni sono previste?

    “Sostegno per gli investimenti delle imprese del turismo” offre un contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili per un importo non superiore a complessivi €200.000.

    Nel caso di più domande presentate dallo stesso soggetto e riferite a unità locali diverse, la somma complessiva dei contributi concedibili sulle domande presentate non potrà comunque superare la soglia massima di contributo di euro 200.000.

    C’è un’altra buona notizia: il contributo a fondo perduto sarà concesso nella misura del 50% della spesa ammessa in presenza, al momento della domanda, di uno o più dei seguenti requisiti di premialità: 

    – nel caso in cui i progetti proposti abbiano una ricaduta positiva effettiva in termini di incremento occupazionale a tempo indeterminato e stabile;
    – qualora l’attività di impresa del richiedente sia caratterizzata dalla rilevanza della presenza femminile e/o giovanile;
    – nel caso in cui gli interventi contenuti nel progetto prevedano il recupero dei materiali e la conseguente riduzione della produzione di rifiuti;
    – nel caso in cui i soggetti proponenti, che abbiano un fatturato annuo pari o maggiore a 2 mln di €, siano in possesso, al momento della domanda, del rating di legalità;
    – nel caso in cui i soggetti proponenti i progetti operino, nelle aree montane o nelle aree interne dell’Emilia Romagna (allegato E del bando); 
    – nel caso in cui il progetto proposto preveda interventi documentati finalizzati a favorire l’accessibilità nelle strutture e ai servizi da parte dei soggetti disabili.

    Come puoi presentare la domanda?

    Le domande di contributo dovranno essere compilate, validate ed inviate alla Regione esclusivamente per via telematica, tramite l’applicazione web “SFINGE 2020”, le cui modalità di accesso e di utilizzo saranno rese disponibili sul sito internet della Regione al seguente indirizzo: http://fesr.regione.emilia-romagna.it, nella sezione dedicata al bando, secondo le modalità e con i documenti richiesti.

    Le domande di contributo dovranno essere trasmesse alla Regione dalle ore 10.00 del giorno 25 maggio 2023 alle ore 13.00 del giorno 5 settembre 2023. L’applicativo web SFINGE 2020 sarà reso disponibile a partire dalle ore 10.00 del giorno 19 maggio 2023 per la sola compilazione e validazione delle domande.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se gli interventi che intendi realizzare nella struttura turistica o meno finanziabili tramite l’agevolazione. Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!

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  • Fondo Turismo Sostenibile: cos’è e come funziona?

    Fondo Turismo Sostenibile

    Il Ministero del Turismo, in attuazione della Legge di Bilancio 2023, ha emanato tre Avvisi Pubblici finalizzati alla promozione dell’ecoturismo e del turismo sostenibile nel triennio 2023 – 2025. Gli Avvisi, finanziati con le risorse del Fondo Turismo Sostenibile con una copertura complessiva di 25 milioni di euro, prevedono dei contributi a fondo perduto.

    In linea generale, il Fondo Turismo Sostenibile è stato emanato per rispondere alla necessità di minimizzare gli impatti economici, ambientali e sociali del turismo generando contemporaneamente reddito, occupazione e conservazione  degli ecosistemi locali.

    Per l’anno 2023, il Fondo sarà destinato alle seguenti finalità:

    1. rafforzare le grandi destinazioni culturali attraverso la promozione di forme di turismo sostenibile, l’attenuazione del sovraffollamento turistico, la creazione di itinerari turistici innovativi e la destagionalizzazione del turismo; 
    2.  favorire la transizione ecologica nel turismo, con azioni di promozione del turismo intermodale secondo le strategie di riduzione delle emissioni per il turismo
    3. sostenere le strutture ricettive e le imprese turistiche nelle attività utili al conseguimento di certificazioni di sostenibilità.

     

    In particolare, i primi due Avvisi sono dedicati alle imprese turistiche che si impegnino a realizzare:

    • interventi utili all’ideazione, creazione, promozione, valorizzazione di progettualità che incentivino un turismo maggiormente sostenibile (Avviso 1);  
    • interventi finalizzati all’ottenimento di certificazione di sostenibilità (Avviso 2).

     

    Vediamo nel dettaglio come funzionano i due bandi per le imprese!

     

    I Beneficiari del Fondo Turismo Sostenibile

    Possono beneficiare delle agevolazioni previste dal Fondo Turismo Sostenibile i seguenti soggetti appartenenti alla filiera del turismo:

    1.  imprese (Grandi, Medie e Piccole) e strutture ricettive turistiche ed alberghiere che svolgono, anche in via non prevalente, attività di
      impresa
    2. Esclusivamente con riferimento all’Avviso 2, le strutture ricettive extralberghiere a carattere non imprenditoriale (ad es. affittacamere, ostelli per la gioventù, Bed & Breakfast, Case per ferie; Foresterie per turisti).

     

    Nel testo dei bandi è possibile consultare l’elenco completo dei codici Ateco di riferimento delle imprese ammissibili a contributo. 

    Per quanto riguarda le imprese, è importante sottolineare che, ai fini dell’ammissibilità, devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

    • essere in regola con il pagamento degli oneri contributivi ed assistenziali (Durc regolare)
    • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati
      presso il Registro delle Imprese ovvero aver presentato, nel caso di
      imprese individuali o società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi; 
    • non essere sottoposte a procedure concorsuali e trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti
    • essere in regola con la normativa antimafia di cui al D.Lgs. 159/2011 (Codice antimafia)
    • non essere stati destinatari, negli ultimi 3 anni, di
      procedimenti amministrativi connessi ad atti di revoca degli aiuti ricevuti
    • non incorrere nella incapacità di contrattare con la Pubblica Amministrazione
    fondi per turismo
    Fondo Turismo Sostenibile

    Quali sono i progetti e spese ammissibili?

    Trattandosi di due distinti Avvisi pubblici, i progetti e le spese ammissibili differiscono in base alla finalità specifica che il singolo bando persegue.

    Avviso Pubblico n. 1 – Fondo Turismo Sostenibile

    Per quanto riguarda lAvviso n. 1 per la realizzazione di interventi finalizzati alla promozione dell’ecoturismo e del turismo sostenibile che mirino a minimizzare gli impatti economici, ambientali e sociali, possono essere presentate le seguenti tipologie di progetto:

    1. ideazione, realizzazione e promozione di percorsi turistici innovativi utili a ridurre il sovraffollamento turistico delle aree a maggior afflusso turistico, tra cui i siti patrimoni UNESCO;
    2. ideazione e promozione itinerari che valorizzino l’intero patrimonio turistico del territorio, includendo aree e attrazioni distanti dai percorsi convenzionali con maggiore afflusso turistico e dal centro cittadino, mediante il potenziamento dei servizi connessi alla veicolazione dei turisti verso le aree con minore densità turistica;
    3. promozione della ricettività turistica nelle aree con minor densità turistica di destinazioni turisticamente molto affollate, mediante progetti atti a riqualificare e riconvertire zone periferiche di realtà urbane o favorendo il turismo rurale e la nascita di nuove attrazioni e mete turistiche;
    4. creazione, sviluppo e potenziamento di servizi e percorsi intermodali a basse emissioni che determinino, tramite la loro attuazione, una riduzione dell’impatto ambientale delle attività turistiche;
    5. promozione di sistemi di veicolazione e scambio intermodale basato sull’uso di mezzi di trasporto pubblico e di biciclette, mediante la realizzazione di cicloposteggi o di centri per il deposito custodito di e-bike, anche in prossimità delle stazioni dei treni e dei bus, al fine di potenziare la mobilità in bicicletta e la realizzazione di una rete di percorribilità ciclistica;
    6. promozione del turismo rurale, montano, dell’ equiturismo e delle vacanze a contatto con la natura favorendo le ippovie, i percorsi naturalistici, il soggiorno all’aria aperta, attraverso il glamping e il campeggio ecosostenibili;
    7. promozione progetti volti alla diffusione del turismo sulle vie navigabili, anche mediante lo sfruttamento di tratti di demanio abbandonati;
    8. realizzazione sistemi per la gestione e il contenimento dei flussi sui siti naturalistici e culturali sovraffollati;
    9. promozione percorsi e itinerari nonché attività sportive e ricreative ecocompatibili nelle zone marittime
      e costiere.

     In relazione ai suddetti interventi, sono ammissibili le seguenti spese strettamente funzionali alla realizzazione del progetto:

    • opere edili e spese di progettazione e collaudo;
    • acquisto di impianti, macchinari, strumenti, arredi, hardware e attrezzature nuove di fabbrica e conformi alle normative comunitarie
    • Spese per la promozione e l’erogazione di pacchetti turistici;
    • Acquisto di software, acquisizione a titolo oneroso di licenze d’uso di software, know-how e altre forme di proprietà intellettuale strettamente funzionali alla realizzazione del progetto;
    • Costi per i servizi di consulenza e di sostegno all’innovazione, come specificati all’Allegato A del bando.

     

    Avviso Pubblico n. 2 – Fondo Turismo Sostenibile 

    Per ciò che concerne il secondo Avviso a valere sul Fondo Turismo Sostenibile, è prevista la realizzazione, da parte delle imprese, di attività utili al conseguimento delle seguenti certificazioni

    1. EU Ecolabel;
    2. EMAS;
    3. UNI ISO 20121:2013, Sistemi di gestione sostenibile degli eventi – Requisiti e guida per l’utilizzo;
    4. UNI EN ISO 14001:2015, Sistemi di gestione ambientale – Requisiti e guida per l’uso;
    5. UNI ISO 13009:2018, Turismo e servizi correlati – Requisiti e raccomandazioni per le attività in spiaggia;
    6. UNI CEI EN ISO 50001:2018, Sistemi di gestione dell’energia – Requisiti e linee guida per l’uso;
    7. UNI ISO 21401:2019, Turismo e servizi correlati – Sistema di gestione per la sostenibilità nelle strutture ricettive – Requisiti.

    Il contributo concesso dal Ministero del Turismo dunque servirà a coprire, in questo secondo caso, le spese per i seguenti servizi:

    • Servizi per l’ottenimento della certificazione;
    • Servizi per il mantenimento della certificazione ovvero per le verifiche supplementari per la chiusura delle non conformità;
    • Servizi per le verifiche a campione (c.d. senza preavviso);
    • Servizi per il rinnovo della certificazione.

     

    Qual è l’entità dei Contributi?

    L’entità dei contributi varia in funzione dell’Avviso di riferimento. Vediamo come!

    Avviso Pubblico n.1 – Contributo a fondo perduto

    Per i progetti presentati a valere sull’Avviso 1 del Fondo Turismo Sostenibile, l’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, di entità non superiore al 50% del totale delle spese ammissibili.Ogni progetto deve avere un costo non inferiore a euro 50.000 e non superiore a euro 200.000. Fermo restando la capienza de minimis del soggetto richiedente, ne consegue che l’entità massima del contributo ricevibile è pari a euro 100.000.   

    Avviso Pubblico n.2 – Contributo a fondo perduto in forma di voucher

    Per i servizi relativi alle certificazioni di sostenibilità, è invece previsto un contributo a fondo perduto in forma di voucher dell’importo massimo di euro 2000 per ciascun beneficiario. 

    Come richiedere le agevolazioni del Fondo Turismo Sostenibile

    Le imprese in possesso dei requisiti potranno richiedere le agevolazioni presentando domanda telematica a partire dal 17 luglio 2023 e fino al 09 settembre 2023 per quanto riguarda l’Avviso 1 e fino ad esaurimento delle risorse per quanto concerne l’Avviso 2. 

    Le domande andranno presentate utilizzando esclusivamente la Piattaforma informatica, accessibile tramite SPID/CIE, il cui link di accesso alla procedura sarà comunicato con successivo provvedimento nella sezione “Notizie di Servizio” del Ministero del turismo. Tale piattaforma sarà fruibile comprensiva della relativa manualistica a partire dalle ore 12:00 del 17 luglio 2023 sul sito istituzionale del Ministero del Turismo.

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