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Categoria: Bandi

  • Voucher Digitali I4.0 2022 – Tutti i migliori incentivi per la digitalizzazione delle PMI

    La lista dei Voucher digitali I4.0 attivi sul territorio.

    Per aiutare le imprese a superare l’emergenza che ci ha colpiti, molte Camere di Commercio del territorio si sono attivate mettendo a disposizione delle aziende, nell’ambito del progetto “Punto Impresa Digitale”, una serie di voucher digitali per sostenere  la realizzazione di progetti innovativi realizzati utilizzando soluzioni tecnologiche, applicazioni, prodotti/servizi innovativi incentrati sulle tecnologie Industria 4.0.

    Si tratta di un interessante sostegno concreto a favore della  delle micro,  italiane.

    In linea generale i voucher digitali sono erogati attraverso appositi Bandi pubblicati dalla specifica Camera di commercio a cadenza variabile e consentono di effettuare investimenti in:

    • Servizi di consulenza e/o formazione relativi ad una o più tecnologie tra quelle previste dal bando specifico;
    • Acquisto di beni e servizi strumentali, inclusi dispositivi e spese di connessione, funzionali all’acquisizione delle tecnologie abilitanti.

     

    Vediamo insieme nel dettaglio alcuni dei principali voucher digitali attualmente attivi sul territorio.

    Bando Voucher I4.0 Avellino

    Le risorse complessivamente stanziate dalla Camera di Commercio di Avellino ammontano ad euro 100.000,00: non si tratta sicuramente di un importo enorme ma potrebbe risultare sufficiente a soddisfare il fabbisogno delle imprese localizzate nel territorio.

    Se la tua è una micro, piccola o media impresa con sede nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Avellino, risulti attiva, in regola con l’iscrizione al Registro delle Imprese e con il pagamento del diritto annuale questa agevolazione fa sicuramente al caso tuo!

     Che tipo di agevolazione posso richiedere?

    Le agevolazioni vengono concesse sotto forma di  e ciascun voucher avrà un importo unitario massimo di euro 5.000,00.

    Fa attenzione però perché l’entità massima dell’agevolazione non può superare il 70% delle spese ammissibili.

    Quali spese posso effettuare?

    Quanto alle spese che puoi effettuare, il bando prevede che queste si riferiscano a tre macro categorie:

    • Servizi di consulenza e formazione relativi a una o più delle tecnologie abilitanti tra quelle previste dal Bando;
    • Acquisto di beni e servizi strumentali inclusi dispositivi e spese di connessione funzionali all’acquisizione di tecnologie abilitanti

    Quando posso richiedere il voucher?

    La domanda di contributo dovrà essere presentata  dalle ore 9:00 del 10/06/2022 alle ore 23:59 del 30/09/2022.

    Bando Voucher I4.0 Brindisi

    La Camera di Commercio di Brindisi a stanziato nel complesso risorse per euro 65.875,28: si tratta di uno stanziamento modesto per cui se sei interessato  a questo voucher ti consiglio di non perdere tempo!

    Questo voucher rappresenta un’ottima occasione per digitalizzare la tua attività purché tu sia una micro, piccola o media impresa con sede nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Brindisi, risulti attiva, in regola con l’iscrizione al Registro delle Imprese e con il pagamento del diritto annuale.

    Che tipo di agevolazione posso richiedere?

    Le agevolazioni vengono concesse sotto forma di voucher e ciascun voucher avrà un importo unitario massimo di euro 2.500,00.

    Fa attenzione però perchè l’entità massima dell’agevolazione non può superare il 70% delle spese ammissibili.

    Inoltre, se la tua impresa è in possesso del rating di legalità ti verrà riconosciuta una premialità di euro 200,00, nel limite del 100% delle spese ammissibili e nel rispetto dei pertinenti massimali relativi agli aiuti temporanei di importo limitato.

    Quali spese posso effettuare?

    Potrai richiedere il vouchere il voucher per le tue spese di digitalizzazione a patto che quest rientrino in queste categorie:

    • Servizi di consulenza e/o formazione relativi a una o più tecnologie tra quelle previste del Bando;
    • Acquisto di beni e servizi strumentali, inclusi dispositivi e spese di connessione, funzionali all’acquisizione delle tecnologie abilitanti;
    • Spese per l’abbattimento degli oneri di qualunque natura (quali spese di istruttoria, interessi, premi di garanzia, ecc.) relativi a finanziamenti, anche bancari, per la realizzazione del tuo progetto di innovazione digitale.

     

    Fai attenzione però perchè le spese per l’abbattimento degli oneri non possono superare il limite del 10% del costo totale del progetto finanziato.

    Quando posso richiedere il voucher?

    Potrai inoltrare la tua richiesta esclusivamente in modalità telematica, dalle ore 8:00 del 26/06/2020 alle ore 21:00 del 30/10/2020.

    Come ti dicevo le risorse stanziate non sono molte perciò ti consiglio di fare la tua domanda di partecipazione il prima possibile.

    Bando Voucher I4.0 Arezzo

    Le risorse che la Camera di Commercio di Arezzo ha complessivamente stanziato a favore delle imprese del territorio ammontano a euro 200.000,00.

    Se hai intenzione di digitalizzare la tua attività e sei una micro, piccola o media impresa con sede nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Brindisi, risulti attiva e sei in regola con l’iscrizione al Registro delle Imprese e con il pagamento del diritto annuale potrai realizzare con serenità il tuo progetto attingendo a queste risorse pubbliche.

    Che tipo di agevolazione posso richiedere?

    Le agevolazioni vengono concesse sotto forma di voucher e ciascun voucher avrà un importo unitario massimo di euro 3.500,00. Fai attenzione però perchè per poter richiedere il voucher dovrai effettuare un investimento minimo di Euro 1.430,00

    Inoltre, l’agevolazione concessa non potrà superare il 70% delle spese ammissibili. 

    Se però la tua impresa è in possesso del rating di legalità ti verrà riconosciuta una premialità di euro 250,00, nel limite del 100% delle spese ammissibili e nel rispetto dei pertinenti massimali De Minimis.

    Ricorda anche che i voucher saranno erogati con l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4%.

    Quali spese posso effettuare?

    Come per i voucher precedenti potrai richiedere il tuo contributo per effettuare le tue spese per:

    consulenza e/o formazione relativi a una o più tecnologie tra quelle previste del presente Bando;

    • Servizi di consulenza e/o formazione relativi a una o più tecnologie tra quelle previste del Bando;
    • Acquisto di beni e servizi strumentali inclusi dispositivi funzionali all’acquisizione delle tecnologie abilitanti;
    • Spese per l’abbattimento degli oneri, quali spese di istruttoria, relativi a finanziamenti, anche bancari, per la realizzazione di progetti di innovazione digitale riferiti agli ambiti tecnologici indicati nel presente Bando.

    Quando posso richiedere il voucher?

     

    Le domande di voucher devono essere trasmesse esclusivamente in formato immodificabile PDF a partire dal giorno 29/06/2020 al giorno 30/09/2020 e comunque fino ad esaurimento risorse disponibili.

    Bando Voucher I4.0 Siena

    Le Camera di Commercio di Siena ha complessivamente stanziato risorse a favore delle imprese del territorio, per un ammontare di euro 200.000,00.

    Se hai una micro, piccola o media impresa con sede nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Brindisi, risulti attiva e sei in regola con l’iscrizione al Registro delle Imprese e con il pagamento del diritto annuale hai sicuramente trovato il voucher giusto per i tuoi progetti di digitalizzazione aziendale!

    Che tipo di agevolazione posso richiedere?

    Questo bando prevede la concessione di voucher di importo unitario massimo di euro 3.500,00.

    Come nel caso precedente per poter richiedere il voucher dovrai effettuare un investimento minimo di Euro 1.430,00 altrimenti, purtroppo, non potrai fare domanda.

    L’entità massima dell’agevolazione non può superare il 70% delle spese ammissibili ma se la tua attività è in possesso del rating di legalità ti verrà riconosciuta una premialità di euro 250,00, nel limite del 100% delle spese ammissibili e nel rispetto dei pertinenti massimali De Minimis.

    Ricorda anche che i voucher saranno erogati con l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4%.

    Quali spese posso effettuare?

    Il bando prevede che le spese che andrai ad effettuare si riferiscano obbligatoriamente a tre macro categorie:

    • Servizi di consulenza e/o formazione relativi a una o più delle tecnologie abilitanti tra quelle previste dal Bando;
    • Acquisto di beni e servizi strumentali inclusi dispositivi funzionali all’acquisizione di tecnologie abilitanti;
    • Spese per l’abbattimento degli oneri, quali spese di istruttoria, relativi a finanziamenti, anche bancari, per la realizzazione di progetti di innovazione digitale riferiti agli ambiti tecnologici indicati nel presente Bando.

    Quando posso richiedere il voucher?

     

    Le domande di voucher devono essere trasmesse esclusivamente in formato immodificabile PDF dal giorno 29/06/2020 al giorno 30/09/2020 e comunque fino ad esaurimento risorse disponibili.

    Per adesso questi sono i voucher migliori ma abilita le notifiche perchè questo articolo è in continuo aggiornamento e sono previste tante novità…

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  • Credito d’Imposta per Beni Strumentali – Novità 2022

    Aggiornamento: La circolare n. 14/E del 17 maggio 2022 fornisce un’analisi delle novità in materia di crediti d’imposta, con un focus particolare sui beni strumentali materiali e immateriali.

    Legge di Bilancio 2022: novità per il Credito d’imposta beni strumentali

    Per ciò che concerne Industria 4.0, la circolare specifica un aspetto importante: in merito ai limiti di spesa, il plafond di 20 milioni di euro non è da considerarsi complessivo ma su base annuale, questo significa che le imprese avranno quindi un totale di 60 milioni di euro a disposizione per gli anni 2023, 2024 e 2025.

    Per chi?

    Possono accedervi tutte le imprese residenti nel territorio italiano. Rimangono escluse solo le imprese destinatarie di sanzioni interdittive e quelle in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, o comunque soggette ad altra procedura concorsuale o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo più nel dettaglio a quali beni si applica il nuovo credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali e quanto è possibile recuperare.

    Alle imprese italiane che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi è riconosciuto un credito d’imposta che varia in base alla tipologia di investimento, all’ambito temporale e le soglie di spesa, come segue:

    Beni strumentali materiali

    Per i beni acquistati nel periodo dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2021 oppure di cui è stato pagato un acconto di almeno il 20% entro il 31 dicembre 2021 la percentuale di credito d’imposta è:

    • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     

    Per i beni acquistati nel periodo dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022 oppure di cui è stato pagato un acconto di almeno il 20% entro il 31 dicembre 2022 la percentuale di credito d’imposta è:

    • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     

    Per i beni acquistati nel periodo dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2025 oppure di cui è stato pagato un acconto di almeno il 20% entro il 31 dicembre 2025 la percentuale di credito d’imposta è:

    • 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 5% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     

    Beni strumentali immateriali

    Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

    • Dal 2021 al 202320% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro
    • 2024: 10% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro
    • 20255% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.
    •  

    Beni strumentali materiali “ordinari”

    Per l’anno 2021

    • 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.
    • 15% per beni funzionali allo smart working per un massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

    Per l’anno 2022

    • 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

     

    Beni strumentali immateriali “ordinari”

    Per l’anno 2021

    • 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.
    • 15% per beni funzionali allo smart working per un massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

    Per l’anno 2022

    • 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

    Beni esclusi

    Non sono agevolabili

    • gli investimenti in beni materiali strumentali per i quali il D.M. 31 dicembre 1988 stabilisce coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%;
    • veicoli e altri mezzi di trasporto;
    • fabbricati e costruzioni;
    • beni di cui all’allegato 3 annesso alla legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 2015), che riguarda, ad esempio, condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque o dagli stabilimenti balneari e termali; condotte utilizzate per la produzione e la distribuzione di gas naturale dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale; materiale rotabile; aerei completi di equipaggiamento; 
    • beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

    Per investimenti riguardanti beni di cui agli allegati A e B è inoltre richiesta la produzione di:

    • una perizia asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali;
    • un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.

     

    Da tale documento deve risultare che i beni:

    • possiedono le caratteristiche tecniche che ne consentono l’inclusione negli allegati;
    • sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

     

    Tuttavia, nel caso in cui i beni abbiano un costo di acquisto unitario non superiore a 300.000 euro, l’obbligo documentale può essere assolto con una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

    L’agevolazione si è trasformata un bel po’, certo, ma rimane ancora una bella opportunità per innovare la tua impresa: cosa aspetti?
    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Resto al Sud 2022 – i contributi per under 55 di Invitalia: la mini guida

    Richiedi l’agevolazione e accedi al 50% di fondo perduto per avviare la tua nuova attività: puoi ottenere fino a € 200.000!

    Resto al Sud 2022 è l’incentivo di Invitalia dedicato allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali giovanili nelle regioni del Sud Italia.

    Si tratta di un incentivo molto interessante che mette a disposizione 1,2 miliardi di euro, in parte a fondo perduto in parte con finanziamento bancario, destinati – ad oggi – ai giovani tra i 18 e i 55 anni delle regioni del Sud e delle aree del cratere sismico e isole minori.

    Nota bene: non ci sono bandi, scadenze o graduatorie. Le domande vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo…quindi, non c’è tempo da perdere!

    A chi è rivolto Resto al Sud 2022?

    Potrai chiedere le agevolazioni se alla data di presentazione della domanda:

    • Hai età compresa tra 18 e 55 anni (in altre parole, alla data di presentazione della domanda devi avere un’età compresa tra i 18 anni già compiuti e i 56 anni non ancora compiuti). Se invece risiedi in una delle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017, NON ci sono limiti d’età.
    • Sei residente in una di queste regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o in uno dei Comuni delle regioni del cratere sismico di Lazio, Marche ed Umbria. Puoi trasferire la residenza in una delle suddette regioni dopo aver presentato la domanda, entro massimo 60 giorni dall’eventuale esito positivo della valutazione (120 giorni se risiedi all’estero);
    • Non sei già titolare di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017;
    • Hai costituito o intendi costituire imprese individuali o società, comprese le cooperative, con sede legale o operativa nei territori destinatari della misura Resto al Sud. Per le società già costituite, la costituzione deve essere avvenuta successivamente alla data del 21 giugno 2017. Per le società costituende la costituzione deve avvenire entro 60 giorni (120 giorni in caso di residenza all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria
    •  
    • Non sei stato beneficiario di altre agevolazioni nazionali, negli ultimi tre anni, per l’autoimprenditorialità (come, ad esempio, Nuove Imprese a tasso zero, Selfie Employment, Smart & Start, etc.);
    • Non risulti titolare di partita IVA movimentata, nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella proposta (solo per il comparto delle attività libero professionali).
    Bando Resto al Sud a chi è rivolto
    Le regioni di operatività del bando Resto al Sud

    Inoltre, attenzione:

    • I giovani che hanno un rapporto a tempo indeterminato in corso in questo momento potranno presentare la domanda per richiedere Resto al Sud ma dovranno essere pronti ad abbandonare il proprio posto di lavoro qualora risultino vincitori del contributo.
    • Per tutta la durata dell’agevolazione, i giovani beneficiari del contributo non potranno essere titolari di alcun rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso altro soggetto.

     

    I giovani in possesso di tali requisiti possono presentare la domanda di ammissione per Resto Al Sud, sia come impresa costituita che come come singole persone fisiche. Qualora partecipino come persone fisiche, devono costituirsi sotto forma di ditta individuale o società (anche cooperativa), dopo aver ricevuto la risposta positiva dalla procedura di valutazione da parte di Invitalia.

    Quali sono le attività finanziabili da Resto al Sud?

    Possono essere finanziate:

    • le attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
    • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
    • turismo
    • commercio (Novità)
    • attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria)

     

    Sono escluse le attività agricole.

    Quali sono le attività escluse dall’agevolazione?

    Ma vediamo nel dettaglio quali sono tutte le attività escluse suddivise per codice ATECO:

    Sono escluse dal finanziamento le attività agricole. A seguito dell’estensione dell’ambito di applicazione di Resto al Sud, sono state ricomprese tra le attività ammissibili quelle afferenti alla sezione M della classificazione Ateco – attività professionali, scientifiche e tecniche – e alla sezione G della classificazione Ateco – commercio all’ingrosso e al dettaglio.
    Restano, pertanto, escluse dalle agevolazioni le sole attività economiche rientranti nella sezione A della classificazione Ateco – Agricoltura, silvicoltura e pesca, ad eccezione della divisione 3 – Pesca e acquacoltura.

    Che tipo di agevolazione concede Resto al Sud?

    L’agevolazione prevista da Resto al Sud è copre il 100% delle spese ammissibili ed è così composta:

    • 50% di contributo a fondo perduto
    • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

     

    Ma andiamo ancora più nel dettaglio: Resto al Sud copre fino al 100% delle spese, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci.

    Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro.

    A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto, che è di:

    • 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale
    • fino a un massimo di 40.000 euro per le società

     

    L’erogazione del finanziamento bancario avviene immediatamente dopo l’ammissione all’agevolazione, il contributo a fondo perduto viene erogato da Invitalia per stati di avanzamento lavori (SAL). Puoi chiedere la prima erogazione solo se hai realizzato almeno il 50% del tuo programma di spesa. Puoi chiedere il primo SAL anche a fronte di fatture non quietanzate.

    I tempi di erogazione sono questi:

    • 30 giorni dalla data di ricezione di tutta la documentazione, nel caso di primo SAL
    • 60 giorni per il SAL a saldo. Quest’ultimo viene erogato dopo un esame della documentazione e a seguito di un sopralluogo per verificare gli investimenti realizzati e le spese sostenute.

    Come faccio a presentare domanda per Resto Al Sud?

    Le domande possono essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di Invitalia.

    Prima di inviare la domanda è necessario:

    • registrarsi ai servizi online di Invitalia compilando l’apposito form
    • consultare e scaricare i fac-simile della modulistica
    • disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) valido e attivo, poiché tutte le comunicazioni tra Invitalia e i proponenti avvengono esclusivamente via PEC

     

    La domanda si compone di business plan da compilare online e documentazione da allegare.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Ma vediamo nel dettaglio quali spese ti consente di agevolare Resto al Sud:

    • Ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (fino a un massimo del 30% del programma di spesa);
    • Macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
    • Programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
    • Spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa.

    Quali spese sono escluse?

    Non sono ammissibili alle agevolazioni le spese:

    • beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback
    • beni e servizi di proprietà di uno o più soci del beneficiario nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado
    • investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature
    • il cosiddetto “contratto chiavi in mano
    • commesse interne
    • macchinari, impianti e attrezzature usati
    • spese notarili, imposte, tasse
    • acquisto di automezzi, tranne quelli strettamente necessari al ciclo di produzione o destinati al trasporto in conservazione condizionata dei prodotti
    • acquisto di beni di importo unitario inferiore a 500 euro, ad eccezione delle spese afferenti al capitale circolante
    • progettazione, consulenze ed erogazione delle retribuzioni ai dipendenti delle imprese individuali e delle società, nonché agli organi di gestione e di controllo delle società stesse
    • scorte, tasse e imposte (l’IVA realmente e definitivamente sostenuta dal soggetto beneficiario è una spesa ammissibile solo se non è da egli stesso recuperabile)

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

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    PARLANE CON NOI
  • Fondo Perduto alle PMI per partecipare a fiere internazionali in Lombardia

    Il nuovo Bando per  la concessione di contributi per fiere internazionali Lombardia ha come finalità il sostegno delle PMI che intendono partecipare alle fiere internazionali, oltre a creare occasioni di incontro tra imprenditori italiani ed esteri per favorire l’attrazione di investimenti, la promozione di accordi commerciali e altre iniziative attive di informazione e promozione.

    I contributi saranno concessi per la partecipazione a una o più fiere di livello internazionale, fra quelle inserite nel calendario fieristico approvato da Regione Lombardia, con svolgimento dal 1 gennaio 2022 al 31 dicembre 2022.

    Contributi per fiere internazionali Lombardia:
    soggetti ammissibili

    Possono richiedere il contributo tutte le micro, piccole e medie imprese che abbiano sede legale e/o unità locale operativa nella provincia di Brescia, con l’esclusione di quelle che operano nel settore della fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco e dei prodotti del tabacco.

    Ovviamente sarà necessario essere in regola con le varie normative e con il DURC.

    È ammessa per la partecipazione, in qualità di espositori.

    Quali spese possono essere finanziate?

    Vediamo ora nel dettaglio, per ogni categoria, tutte le spese che potranno essere oggetto del contributo: comprendono davvero quasi tutti i costi che dovranno essere sostenuti! 

    Gli investimenti finanziabili riguardano i costi per il noleggio dell’area espositiva ed i costi di allestimento dello stand per la partecipazione, in qualità di espositori:

    • A fiere e mostre con qualifica nazionale o internazionale;
    • A fiere e mostre organizzate e/o promosse dagli organismi partecipati dall’Ente camerale bresciano;
    • Agli incontri di affari (variamente denominati come “matching”, workshop, ecc.) aventi valenza nazionale o internazionale, con svolgimento dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022.

    Quanto posso ricevere?

    Il contributo è concedibile nella misura del 50% del costo sostenuto nel periodo 1.1.2022-31.12.2022. Il contributo massimo per ogni impresa è di € 3.500. La spesa minima ammissibile è di € 700. Sono previste delle premialità per le imprese in possesso del rating di legalità fino a 500,00 € .

    Come e quando presentare la domanda?

    La predisposizione della domanda di contributo sarà possibile dal giorno 11 ottobre 2022, data dalla quale sarà disponibile a questa pagina anche l’apposita modulistica. La modulistica sarà consultabile dal giorno stesso.

    I termini di presentazione della domanda per le manifestazioni fieristiche che si svolgono in Italia (esclusa la Regione Lombardia) sono:

    • dal 9 al 12 gennaio 2023 per le manifestazioni fieristiche che si svolgono nella Regione Lombardia
    •  dal 16 al 19 gennaio 2023 per le manifestazioni fieristiche che si svolgono in Italia (esclusa la Regione Lombardia)

    Beh, adesso non ti resta che scegliere le fiere più adatte al tuo business!

    Se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!


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  • Marchi+, Disegni+, Brevetti+ 2022 – tutte le novità in arrivo

    Confermata la riapertura per l’anno 2022 delle misure Marchi+, Disegni+ e Brevetti+, ovvero degli incentivi a supporto della valorizzazione dei titoli di proprietà industriale. La riapertura degli sportelli è stata confermata dal Decreto direttoriale 7 giugno 2022  (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 luglio 2021).

    Ma cosa sono, e quali sarebbero i benefici riservati alle imprese? Vediamolo subito insieme!

    Cosa sono Marchi+, Disegni+ e Brevetti+?

    Si tratta di incentivi imperdibili per tutte le MPMI che intendono registrare marchi, ma anche per quelle imprese che vogliono brevettare delle innovazioni tecnologiche, oppure valorizzare disegni/modelli per la loro messa in produzione e/o per la loro offerta sul mercato.

    Le risorse messe a disposizione delle PMI ammontano complessivamente a 38 milioni di euro, sono così ripartite:

    • Marchi+: risorse disponibili 2 milioni di euro
    • Disegni+: risorse disponibili 14 milioni di euro
    • Brevetti+ : risorse disponibili 30 milioni di euro

    Scopriamo subito tutte le novità previste dagli incentivi per l’anno 2022!

    Marchi+ 2022

    Il Bando Marchi+ sostiene le imprese di micro, piccola e media dimensione nella registrazione di marchi europei e internazionali, attraverso l’acquisizione di servizi specialistici.

    La misura si articola in 2 linee di intervento, che incentivano:

    • la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO (Misura A);
    • la registrazione di marchi internazionali presso OMPI (Misura B).

    Chi può partecipare al bando Marchi+?

    L’incentivo si rivolge alle micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle imprese, anche appena costituite, con sede legale e operativa in Italia.

    Le imprese dovranno anche essere titolari del marchio oggetto della domanda di partecipazione, e non essere in stato di liquidazione.

    Per scoprire tutti i requisiti necessari per partecipare, leggi la news dettagliata su Marchi+.

    Quali spese finanzia Marchi+ 2022?

    Le imprese in possesso dei requisiti possono richiedere l’agevolazione per le seguenti spese:

    • progettazione della rappresentazione;
    • assistenza per il deposito;
    • ricerche di anteriorità;
    • assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni/rilievi seguenti al deposito della domanda di registrazione;
    • tasse per il deposito/registrazione.

     

    Per la Misura A, le agevolazioni sono concesse nella misura dell’80% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di deposito e per l’acquisizione dei servizi specialistici per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 6.000,00

    Per la Misura B, le agevolazioni sono concesse nella misura del 90% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di registrazione e per l’acquisizione dei servizi specialistici per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 9.000,00

    Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, sia per la Misura A sia per la Misura B, fino al raggiungimento del valore complessivo di € 25.000.

    Scorri fino all’ultimo paragrafo per scoprire quando presentare la domanda!

    Disegni+ 2022

    Il bando vuole sostenere la capacità innovativa e competitiva delle PMI attraverso la valorizzazione di disegni e modelli attraverso agevolazioni concesse nella forma di contributo in conto capitale. 

    Chi può partecipare al bando Disegni+?

    Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle imprese, anche appena costituite, con sede legale e operativa in Italia, che siano titolari del disegno/modello oggetto del progetto di valorizzazione.

    L’impresa dovrà aver registrato il disegno/modello presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) o l’Ufficio dell’Unione europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) o l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI). Soltanto in quest’ultimo ultimo caso tra i Paesi designati deve esserci l’Italia.

    Nota bene: Il disegno/modello deve essere registrato a decorrere dal 1° gennaio 2020 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione ed essere in corso di validità.

    Quali spese finanzia Disegni+ 2022?

    Le agevolazioni sostengono l’acquisto dei seguenti servizi specialistici esterni:

    • ricerca sull’utilizzo di materiali innovativi;
    • realizzazione di prototipi;
    • realizzazione di stampi;
    • consulenza tecnica per la catena produttiva finalizzata alla messa in produzione del prodotto/disegno;
    • consulenza tecnica per certificazioni di prodotto o di sostenibilità ambientale;
    • consulenza specializzata nell’approccio al mercato (es. business plan, piano di marketing, analisi del mercato, progettazione layout grafici e testi per materiale di comunicazione offline e online) e per la valutazione tecnico-economica del disegno/modello;
    • consulenza legale per la tutela da azioni di contraffazione (azioni legali relative a casi concreti).

     

    Le agevolazioni previste da Disegni+ sono contributi a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili, entro l’importo massimo di 60.000 €, rispettando importi massimi previsti per ciascuna Fase e per ciascuna tipologia di spesa.

    … Non ti resta che scorrere fino all’ultimo paragrafo per scoprire quando presentare la domanda!

    Brevetti+ 2022

    Brevetti+ è un bando che intende favorire lo sviluppo di una strategia brevettuale e l’accrescimento della capacità competitiva delle micro, piccole e medie imprese, attraverso la concessione ed erogazione di incentivi per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

    Chi può partecipare al bando Brevetti+?

    Possono presentare domanda di accesso al bando Brevetti+ le PMI, anche di nuova costituzione, aventi sede legale ed operativa in Italia, che si trovino in una delle seguenti condizioni:

    • siano titolari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 01/01/2019 ovvero titolari di una licenza esclusiva trascritta all’UIBM di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 01/01/2019. In entrambi i casi i brevetti devono essere in regola con i pagamenti delle tasse di mantenimento in vita, ove dovute, al momento della presentazione della domanda.
    • siano titolari di una domanda nazionale di brevetto per invenzione industriale depositata successivamente al 01/01/20 con un rapporto di ricerca con esito “non negativo”;
    • siano titolari di una domanda di brevetto europeo o di una domanda internazionale di brevetto depositata successivamente al 01/01/20, con il relativo rapporto di ricerca con esito “non negativo”, che rivendichi la priorità di una precedente domanda nazionale di brevetto.

     

    Le imprese che soddisfano una delle condizioni possono richiedere le agevolazioni se, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso dei seguenti requisiti:

    • Essere iscritte nel Registro delle imprese;
    • Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili;
    • Non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali.

    Quali spese finanzia Brevetti+?

    Brevetti+ finanzia l’acquisto di servizi specialistici strettamente connessi alla valorizzazione economica del brevetto e funzionali alla sua introduzione nel processo produttivo ed organizzativo dell’impresa proponente, al fine di accrescere la capacità competitiva della stessa.

    Sono dunque ammissibili i costi dei seguenti servizi:

    • progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione;
    • organizzazione e sviluppo;
    • trasferimento tecnologico.

     

    Le agevolazioni prevedono un contributo a fondo perduto fino all’80% per un massimo di 140.000 €.

    Leggi il paragrafo successivo per scoprire quando presentare la domanda!

    Quali sono le scadenze per presentare le domande?

    Ecco tutte le date per accedere ai contributi a fondo perduto dei bandi per la valorizzazione di Marchi, Brevetti e Disegni.

    Le domande potranno essere presentate:

    • dal 25 ottobre 2022 (ore 9.30) per il bando Marchi+
    • dal 11 ottobre 2022 (ore 9.30) per il bando Disegni+
    • dal 27 settembre 2022 (ore 12.00) per il bando Brevetti+

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se i tuoi progetti sono finanziabili con Marchi+, Disegni+ o Brevetti+.

    Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante arancione qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!

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  • Marchi+ 2022: Agevolazioni a fondo perduto per la registrazione di marchi

    Cos’è Marchi+

    Se hai registrato un marchio per la tua impresa sai quanto il processo di registrazione sia costoso ed impegnativo, soprattutto se fatto a livello internazionale, e non solo europeo. Ti sarai sicuramente trovato a dover sostenere le spese per il design grafico del marchio, le spese legali per le ricerche di anteriorità, quelle per il deposito e, non da ultime, le tasse di deposito vere e proprie.

    Di quale bando parlo? Di Marchi+, ovviamente!

    Dopo il successo di Marchi +2, e del nuovo Marchi +3, il Ministero dello Sviluppo Economico, l‘Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e Unioncamere hanno deciso infatti di concedere una nuova opportunità agli imprenditori che intendono registrare (o hanno registrato) marchi comunitari e internazionali. Le nuove risorse messe a disposizione nel 2022 ammontano a 2 milioni di euro a fondo perduto, con modalità di accesso a sportello.

    Dunque… prima si presenta la domanda, meglio è! Soprattutto dopo che abbiamo visto quanto questo bando sia apprezzato!

    Chi può partecipare al bando Marchi+?

    L’incentivo si rivolge alle micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle imprese, anche appena costituite, con sede legale e operativa in Italia.

    Le imprese dovranno anche essere titolari del marchio oggetto della domanda di partecipazione, e non essere in stato di liquidazione.

    Quanto è possibile richiedere per la registrazione del marchio?

    Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, per la Misura A, le agevolazioni sono concesse nella misura dell’80% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di deposito e per l’acquisizione dei servizi specialistici e nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 6.000,00.

    Per la Misura B, le agevolazioni sono concesse nella misura del 90% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di registrazione e per l’acquisizione dei servizi specialistici per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 9.000,00.

    Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, sia per la Misura A sia per la Misura B, fino al raggiungimento del valore complessivo di € 25.000,00.

    Quali sono le spese agevolabili con il bando Marchi+?

    Il bando 2022, come quello dell’anno precedente, finanzia le spese per servizi specialistici di progettazione e registrazione di marchi per domande di agevolazione:

    • per le registrazioni UE – EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la Proprietà Intellettuale), per la “misura A”;
    • relative alle registrazioni di marchi internazionali presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici per la “misura B”.

    Misura A

    Vediamo, in particolare, quali sono le spese agevolabili dalla Linea A del bando Marchi+, per la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO:

    Per la Misura A, sono agevolabili le spese sostenute per le tasse di deposito e/o per l’acquisizione dei servizi specialistici di seguito indicati: 

    • Progettazione della rappresentazione. Il servizio si riferisce alla elaborazione della rappresentazione del marchio (ad esclusione del marchio denominativo) e deve essere effettuato da un professionista grafico titolare di partita IVA relativa all’attività in oggetto o da un’azienda di progettazione grafica/comunicazione
    • Assistenza per il deposito. Il servizio si riferisce all’assistenza per la compilazione della domanda di marchio dell’Unione europea ed alle conseguenti attività di deposito presso EUIPO e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Ricerche di anteriorità. Il servizio si riferisce all’attività di verifica dell’eventuale esistenza di marchi identici e/o di marchi simili che possano entrare in conflitto con il marchio che si intende registrare e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni seguenti al deposito della domanda di registrazione. Il servizio si riferisce all’assistenza prestata in tutte le fasi dei procedimenti di opposizione depositati da soggetti terzi successivamente alla domanda di registrazione del marchio presso EUIPO e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati.
    • Tasse di deposito presso EUIPO.

     

    Le spese sostenute devono:

    • Risultare da fatture emesse a decorrere dal 1° giugno 2019 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione, intestate all’impresa richiedente l’agevolazione; 
    • Essere state sostenute a decorrere dal 1° giugno 2019 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione dall’impresa richiedente.

    Misura B

    La Misura B prevede invece agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso OMPI, ovvero l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale.

    Per la Misura B, sono agevolabili le spese sostenute per le tasse di registrazione e/o per l’acquisizione dei servizi specialistici come: 

    • Progettazione della rappresentazione. Il servizio si riferisce alla elaborazione della rappresentazione del marchio (ad esclusione del marchio denominativo) utilizzato come base per la domanda internazionale, a condizione che quest’ultima venga depositata entro 6 mesi dal deposito della domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO. Il servizio deve essere effettuato da un professionista grafico titolare di partita IVA relativa all’attività in oggetto o da un’azienda di progettazione grafica/comunicazione.
    • Assistenza per il deposito. Il servizio si riferisce all’assistenza per la compilazione della domanda di marchio internazionale ed alle conseguenti attività di deposito presso UIBM o EUIPO o presso OMPI (per le sole designazioni successive) e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Ricerche di anteriorità. Il servizio si riferisce all’attività di verifica dell’eventuale esistenza di marchi identici e/o di marchi simili che possano entrare in conflitto con il marchio che si intende registrare e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni/rilievi seguenti al deposito della domanda di registrazione. Il servizio si riferisce all’assistenza prestata in tutte le fasi dei procedimenti di opposizione depositati da soggetti terzi successivamente alla domanda di registrazione del marchio presso OMPI e/o all’assistenza prestata di fronte agli uffici nazionali che hanno emesso il rilievo successivamente al deposito della domanda di registrazione presso OMPI. Il servizio deve esse effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati. L’agevolazione per tale servizio potrà essere richiesta – nel rispetto dei limiti previsti per singolo marchio – anche a fronte di un’agevolazione già concessa a valere sul presente Bando presentando, entro i termini di vigenza dello stesso, una nuova successiva domanda di partecipazione. e
    • Tasse sostenute presso UIBM o EUIPO e presso OMPI per la registrazione internazionale.

    Quali sono i requisiti per presentare la domanda?

    Abbiamo detto che il Bando Marchi+ sostiene le imprese di micro, piccola e media dimensione nella registrazione di marchi europei e internazionali, attraverso l’acquisizione di servizi specialistici.

    La misura, infatti, si articola in 2 tipologie di agevolazione che incentivano:

    • la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO (Misura A);
    • la registrazione di marchi internazionali presso OMPI (Misura B).

     

    Ad ogni misura, corrispondono diversi requisiti necessari alla presentazione della domanda per il Bando Marchi+: scopriamoli subito!

    Misura A

    Vediamo, nel dettaglio, quali sono i requisiti di accesso della Linea A del bando Marchi+, per la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO:

    Alla data di presentazione della domanda di partecipazione, l’impresa deve:

    • aver effettuato, a partire dal 1° giugno 2019, il deposito della domanda di registrazione presso EUIPO del marchio oggetto dell’agevolazione e aver provveduto a pagare le relative tasse di deposito;
    • aver ottenuto la registrazione, presso EUIPO, del marchio dell’Unione europea oggetto della domanda di partecipazione. Questa registrazione deve essere avvenuta in una data antecedente a quella della presentazione della domanda di partecipazione.

    Misura B

    Alla data di presentazione della domanda di partecipazione, l’impresa deve aver effettuato, a partire dal 1° giugno 2019, almeno una delle seguenti attività:

    • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio registrato a livello nazionale presso UIBM o di un marchio dell’Unione europea registrato presso EUIPO e aver pagato le relative tasse di registrazione;
    • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio per il quale è già stata depositata domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione;
    • il deposito della domanda di designazione successiva di un marchio registrato presso OMPI e aver pagato le relative tasse di registrazione.


    L’impresa dovrà anche aver ottenuto la pubblicazione della domanda di registrazione sul registro internazionale dell’OMPI del marchio interessato, in una data antecedente a quella della presentazione della domanda di partecipazione.

    Quando è possibile presentare la domanda per accedere a Marchi+?

    Sarà possibile compilare la domanda esclusivamente tramite la procedura informatica e secondo le modalità indicate al sito www.marchipiu2022.it

    La domanda, generata dalla piattaforma informatica deve – pena la non ammissibilità della stessa – essere firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa richiedente l’agevolazione ovvero dal procuratore speciale delegato sulla base di apposita procura speciale.

    Cosa aspetti? Approfittane subito: la domanda di partecipazione potrà essere presentata a partire dalle ore 9:30 del 25 ottobre 2022, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Iper Ammortamento 2019 – come funziona e quando si applica

    Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio

    Con la legge di bilancio 2020 (articolo 1, commi 184-197, legge n. 160/2019) l’agevolazione dell’iper ammortamento è stata rimpiazzata (a decorrere dal 1°gennaio 2020) dal nuovo credito in beni strumentali nuovi.

    La Legge di Bilancio 2022 ha ulteriormente prorogato questa agevolazione.

    Cos’è l’Iper Ammortamento?

    L’Iper Ammortamento è una delle agevolazioni che il MiSE promuove per supportare e incentivare gli investimenti in beni strumentali, materiali e immateriali (software e sistemi IT), funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi in ottica Industria 4.0.

    Grazie a questa agevolazione, i titolari di reddito d’impresa possono incrementare il costo di acquisizione del bene, ottenendo la maggiorazione della quota annua di ammortamento (o del canone annuo di leasing) fiscalmente deducibile. Da cui “Iper Ammortamento“, appunto.

    Di conseguenza, si avrà una deduzione che opera in via extracontabile, ottenendo un maggior abbattimento della base imponibile, ma soltanto per i beni che rientrano nel Piano Nazionale Industria 4.0. Più avanti ti sveleremo a quali beni si fa riferimento.

    Come funziona Ex Iper Ammortamento 2019 ora Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali: quando si applica

    Il credito d’imposta per i beni strumentali materiali 4.0 (di cui all’allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex iper-ammortamento) è riconosciuto alle seguenti condizioniPer l’anno 2021 

    • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     Per l’anno 2022 

    • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     Dal 2023 al 2025 

    • 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 5% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

     Il credito d’imposta può essere esteso fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 l’ordine venga accettato dal venditore e contestualmente sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. Il credito d’imposta per i beni strumentali immateriali 4.0 (di cui all’allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex iper-ammortamento) in favore di tutte le imprese che effettuano investimenti in beni immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0, è riconosciuto alle seguenti condizioni: 

    • dal 2021 al 2023: 20% (50% per tutto il 2022) del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro;
    • 2024: 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro;
    • 2025: 10% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

     Anche in questo caso, il credito d’imposta può essere esteso fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 sia stato accettato dal venditore l’ordine e risultino pagamenti pari al almeno il 20% del costo di acquisizione. Per quanto riguarda tutti gli altri beni strumentali materiali e immateriali, c.d. “ordinari” (per intendersi quelli diversi dai citati Allegati A e B), il relativo credito d’imposta è riconosciuto alle seguenti condizioni: 

    • 2021: 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro;
    • 2022: 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro

    Chi può usufruire del Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali?

    I beneficiari sono le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito. 

    Il credito d’imposta per gli investimenti in altri beni strumentali materiali tradizionali è riconosciuto anche agli esercenti arti e professioni, ai soggetti aderenti al regime forfetario, alle imprese agricole ed alle imprese marittime.

    A quali beni si può applicare?

    L’Iper Ammortamento è riservato soltanto ad alcune tipologie di beni.

    Possiamo infatti individuare in tal senso tre diverse tipologie di investimenti, aventi ad oggetto beni strumentali:

    • nuovi indicati nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232;
    • nuovi indicati nell’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232;
    • diversi da quelli indicati negli allegati A e B annessi alla legge 11 dicembre 2016, n. 232.

     

    Sono ammissibili le seguenti categorie di intervento per l’Allegato A:

    • Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori;
    • Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (es. sistemi di misura, sistemi di monitoraggio, sistemi per l’ispezione;
    • Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza (es. postazioni adattative, sistemi di movimentazione agevolata, dispositivi wearable, interfacce uomo macchina intelligenti).

     

    Sono ammissibili le seguenti categorie di intervento per l’Allegato B:

    • Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0.

    Sono ammessi gli acquisti in leasing?

    L’agevolazione è applicabile anche ai beni acquistati in leasing, il costo da considerare, per il calcolo del credito di imposta, è quello di acquisizione del bene.

    Come usufruire del credito di imposta?

    Il credito d’imposto viene goduto come compensazione su F24 con l’uso dei 6 NUOVI codici tributo istituiti con la risoluzione dell’AdE n. 3/E del 2021 per utilizzare in compensazione i bonus previsti dalla legge di Bilancio 2020 e dalla legge Bilancio 2021 e 2022.

    Cosa deve fare l’impresa per godere dell’agevolazione 2022?

    E’ necessario procedere all’acquisto di beni, materiali o immateriali nuovi di fabbrica, dal 1 gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2025, oppure deve emettere l’ ordine e pagare un acconto maggiore del 20% entro il 31 dicembre 2025 e mettere in funzione il bene entro il 30 giugno 2026.

    L’impresa, per beni del valore inferiore a 300.000 euro, deve poi acquisire un’attestazione che dimostri che il bene:

    • possieda tutte le caratteristiche tecniche vincolanti previste dalla legge;
    • sia interconnesso al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

    Come richiedere il credito di imposta?

    Le imprese che si avvalgono di tali misure effettuano una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). Con apposito decreto direttoriale del Ministero dello sviluppo economico sono stabiliti il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione in relazione a ciascun periodo d’imposta agevolabile.

    I modelli di comunicazione sono stati resi disponibili solo il 20 ottobre 2021.

    L’agevolazione verrà poi goduta dall’impresa come credito di imposta utilizzabile, solo in compensazione con il mod. F24, in 3 quote annuali (erano 5 nel 2020) di pari importo a decorrere dall’anno di interconnessione dei beni.


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  • Nuova Sabatini: Calcola il contributo con il tool gratuito per PMI

    Attenzione:

    Con decreto interministeriale MISE-MEF, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.139 del 16 giugno 2022, sono stati disciplinati i nuovi criteri per la concessione e l’erogazione del contributo Nuova Sabatini per l’acquisto di beni strumentali a favore delle piccole e medie imprese.

    In questo articolo troverai le info sulla Nuova Sabatini calcolo contributo

    Hai sentito spesso parlare dell’agevolazione del MiSE  – Nuova Sabatini” e vuoi sapere che tipo di contributo è previsto?

    Se vuoi calcolare quanto puoi ricevere da questa agevolazione, e quanto può essere conveniente, dovresti già sapere come funziona: se così non fosse ti consigliamo di leggere la nostra mini guida sulla Nuova Sabatini.

    In ogni caso, faremo un breve riassunto sulle caratteristiche di questo contributo concesso dal Ministero dello Sviluppo Economico, prima di farti utilizzare il tool Nuova Sabatini calcolo contributo.

    Se sai già tutto, puoi saltare il prossimo paragrafo e passare direttamente all’utilizzo dello strumento di calcolo.

    Cosa finanzia e cosa prevede la Nuova Sabatini

    Perchè pagare più interessi per l’acquisto di macchinari, impianti o attrezzature utili alla tua impresa?
    La “Nuova Sabatini2022 è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. La misura mira a sostenere gli investimenti per acquistare in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali a uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

    Come riportato nel decreto sopra citato i benefici previsti dal decreto riguardano:

    • Agevolazioni per investimenti in beni strumentali,
    • Agevolazioni per investimenti 4.0,
    • Agevolazioni per investimenti green introdotta nel 2022,
    • Nuova Sabatini Sud, anche questa una novità del 2022.

     

    Oltre a queste tre tipologie di intervento, il decreto illustra anche un contributo maggiorato a favore delle imprese che effettuano investimenti nelle regioni del Meridione; ma analizziamo più nel dettaglio gli interventi previsti dalla Nuova Sabatini 2022.

    La Nuova Sabatini mette a disposizione un contributo in conto impianti pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di 5 anni.

    Il tasso di interesse annuo è diversificato in base alla tipologia di intervento:

    • 2,75% per gli investimenti ordinari (diversi da quelli Impresa 4.0);
    • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali 4.0 ed investimenti green;
    • 5,5% per gli investimenti in tecnologie Impresa 4.0 delle micro e piccole imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

     

    L’importo richiesto deve essere compreso tra i 20.000 e i 4.000.000 di euro.

    L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (leasing) o assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso.

    Le nuove misure si affiancano ai contributi per gli investimenti in tecnologie 4.0 e per gli investimenti “ordinari”.

    La Legge di Bilancio 2022  ha previsto il ripristino di erogazione in più quote; mentre la possibilità di ricevere il contributo in un’unica soluzione è limitata ai finanziamenti fino a 200mila euro.

     

    Strumento di calcolo del contributo

    Clicca sul pulsante qua sotto per sapere gratuitamente quale contributo riceveresti e quanto potresti risparmiare rispetto ad un normale finanziamento bancario. Bastano 3 minuti!

    Ti basterà inserire il valore del finanziamento di cui hai bisogno e il tasso d’interesse che applicherebbe la tua banca di riferimento. Per semplicità, il nostro tool calcola sempre il valore del contributo su un finanziamento di durata quinquennale.


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  • Come aprire un Centro Estetico con Resto al Sud Invitalia

    La Miniguida su come aprire un centro estetico o un parrucchiere con il nuovo bando di Invitalia

    Scopri l’agevolazione di Invitalia che ti permette di aprire il tuo centro estetico o salone di parrucchiere in una delle Regioni del meridione.

    Se sei una giovane estetista o una parrucchiera under 56 e sogni di metterti in proprio in una delle regioni del Sud questa è l’agevolazione per te.

    Scopriamo insieme tutto su questa agevolazione e come fare per richiederla e partire subito con la tua nuova attività nel campo dell’estetica.

    Che cos’è Resto al Sud?

    Resto al Sud è una nuova agevolazione gestita da Invitalia e dedicata all’avvio di nuove attività giovanili nel Sud Italia.

    L’agevolazione interessa le seguenti regioni:

    • Abruzzo
    • Basilicata
    • Molise
    • Puglia
    • Calabria
    • Campania
    • Sicilia
    • Sardegna

    Chi può partecipare a Resto al Sud?

    Possono partecipare a Resto al Sud i giovani tra i 18 ed i 55 anni che risiedono nelle regioni elencate sopra o che intendono trasferire la propria residenza in una delle regioni elencate in caso di ammissione alla agevolazione.

    Attenzione

    Due cose molto importante da sapere prima di partecipare: per poter richiedere l’agevolazione non bisogna essere stati già titolari di altre attività di impresa (quindi titolari di partita iva o legali rappresentanti di società) alla data del 21/06/2017.

    Qualora, invece, si abbia un contratto a tempo indeterminato bisogna essere disposti a lasciare il proprio lavoro in caso di aggiudicazione dell’agevolazione.

    Quali attività possono essere finanziate con questo bando?

    Come ti anticipavo all’inizio, tra le moltissime attività che possono essere finanziate rientrano tutte quelle relative ai servizi alle persone quali:

    • Saloni di barbiere e parrucchiere uomo donna
    • Istituti di bellezza e centri estetici
    • Manicure e pedicure

    Come vedi, l’opportunità per chi vuole aprire un salone di estetica o un parrucchiere uomo/donna è davvero interessante.

    Come funziona effettivamente Resto al Sud?

    Resto al Sud assegna €50.000 per ciascun socio fino ad un massimo di € 200.000 nel caso di progetti presentati da 4 persone fisiche.

    I € 50.000 che sono assegnati al singolo socio sono suddivisi in base alle seguenti percentuali:

    • 50% a fondo perduto
    • 50% finanziamento bancario a tasso zero con garanzia statale dell’80% sul finanziamento.

    Ti faccio un esempio pratico:

    Se vuoi aprire un centro estetico insieme ad una socia, potrete richiedere globalmente € 100.000.

    Di questi, € 50.000 vi verranno assegnati a fondo perduto e non dovranno essere rimborsati mentre i restanti € 50.000 vi saranno erogati tramite un finanziamento a tasso zero della durata di 8 anni e con due anni di pre ammortamento.

    Quali spese potrai coprire con Resto al Sud?

    Usare Resto al Sud per aprire un centro estetico o un salone di parrucchiere è estremamente conveniente in quanto le spese che possono essere effettuate con il denaro ricevuto da Invitalia riguardano:

    • Acquisto di macchinari ed attrezzature nuove per il tuo salone (ad esempio i costosi macchinari per l’estetica avanzata e la strumentazione per l’estetica base ma anche il PC e la stampante che utilizzerai per gestire le prenotazioni)
    • Arredi per il tuo centro (lettini, poltrone, divanetti per l’attesa delle clienti, il bancone e molto altro per rendere bello ed accogliente il tuo centro)
    • Ristrutturazione del locale per renderlo idoneo alle normative previste per questa attività
    • Programmi informatici e realizzazione del sito web del tuo centro
    • Canoni di affitto del tuo nuovo locale
    • Utenze
    • Materiali di consumo
    • E…. molto altro!

    Attenzione: è sempre escluso l’acquisto di beni usati ma soprattutto tieni a mente che il bando non ti speserà l’IVA.

    Che significa? Che dovrai essere sicura di avere la liquidità sufficiente per pagare l’Iva delle fatture che i tuoi fornitori ti faranno in quanto questo importo non ti verrà fornito.

    Su questo punto ti invito alla massima attenzione perché, molti consulenti non mostrano la dovuta attenzione su questo punto che, invece, secondo noi di Trovabando è fondamentale.

    Ti faccio un esempio pratico per capire meglio:

    Poniamo che tu sia una estetista e che tu voglia aprire un tuo centro in autonomia.

    Potrai richiedere € 50.000 ad Invitalia suddivisi in una quota del 35% a fondo perduto ed una quota del 65% a tasso agevolato e con garanzia pubblica.

    Questi € 50.000 che richiederai però, non tengono conto dell’IVA che dovrai pagare sulle fatture che ti verranno fatte e che su questo importo è pari ad € 11.000.

    Dunque, nel caso tu voglia richiedere € 50.000 dovrai avere la disponibilità di € 11.000 extra che ti serviranno per pagare l’IVA.

    Tutto chiaro?

    Come hai visto, Resto al Sud è una agevolazione da tenere in considerazione se hai le giuste qualifiche come estetista o parrucchiera e stai pensando di aprire la tua attività nel campo dell’estetica e del benessere. Ma affrettati, si tratta di un bando a sportello e le risorse potrebbero terminare!

    Vuoi verificare se hai tutti i requisiti di accesso a questa agevolazione gratuitamente ed in meno di un minuto! Clicca sul pulsante “Scopri se posso richiedere Resto al Sud” ed effettua il nostro test online gratuito, verificherai in un lampo se questo bando fa per te e verrai riontattato da un consulente per maggiori informazioni!

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  • Fondo per il sostegno alle grandi Imprese in difficoltà finanziaria

    Aggiornamento: Con il decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 30 novembre 2021 è stato riaperto lo sportello con nuovi termini per la presentazione delle domande di accesso al Fondo. Le domande potranno essere presentate dal 13 dicembre 2021 e fino al 29 aprile 2022, utilizzando la piattaforma informatica di Invitalia.

    Di cosa si tratta?

    Il Fondo per il sostegno alle grandi imprese in difficoltà ha come finalità quella di sostenere la ripresa o la continuità dell’attività imprenditoriale. Tale Fondo opera attraverso la concessione di prestiti quinquennali a tasso agevolato a favore di Grandi Imprese e imprese in amministrazione straordinaria.

    Istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico, il fondo ha una dotazione di 400 milioni di euro per l’anno 2021.

    A chi è rivolto il Fondo Grandi Imprese?

    Potranno richiedere le agevolazioni le grandi imprese che alla data di presentazione della domanda presentano i seguenti requisiti:

    1. Versano in situazione di temporanea difficoltà finanziaria in relazione alla crisi economica connessa con l’emergenza epidemiologica da Covid-19;
    2. Presentano prospettive di ripresa dell’attività;
    3. Devono essere regolarmente costituite e iscritte nel ;
    4. Devono avere  e operativa ubicata sul territorio nazionale;
    5. Non devono rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla ;
    6. Devono aver restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dal Ministero un ordine di recupero;
    7. Possono altresì beneficiare dell’intervento del Fondo le grandi imprese che si trovano in amministrazione straordinaria.

    Quali grandi imprese sono escluse?

    Ci sono, tuttavia, delle imprese che sono escluse dall’agevolazione, ovvero quelle:

    • Nei cui confronti sia stata applicata la sanzione interdittiva;
    • I cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o  penale di condanna divenuto irrevocabile;
    • Che hanno riportato condanne penali o sanzioni amministrative definitive per le violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale;
    • Che sono sottoposte a procedure di tipo liquidatorio.

    Ricordiamo che sono escluse dalle agevolazioni le imprese che operano nel settore bancario, finanziario e assicurativo e le imprese che si trovavano già in una situazione di difficoltà alla data del 31 Dicembre 2019.

    A quanto ammontano i finanziamenti?

    I finanziamenti concessi alle grandi aziende in difficoltà presentano le seguenti condizioni:

    1. Hanno durata massima di 5 anni;
    2. Sono concessi entro il 31 dicembre 2021, ovvero entro il maggior termine eventualmente previsto da successive modifiche e integrazioni al quadro temporaneo;
    3. Sono concessi per un importo complessivo per ciascuna impresa beneficiaria, fatto salvo quanto previsto dal bando, non superiore, alternativamente:
    i. al doppio della spesa salariale annua dell’impresa beneficiaria per il 2019 o per l’ultimo esercizio disponibile. Nel caso di imprese create a partire dal 1° gennaio 2019, l’importo massimo del finanziamento non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività;
    ii. al 25% del fatturato totale del beneficiario nel 2019;
    4. Sono concessi a un tasso agevolato pari al tasso di base (IBOR a 1 anno o equivalente, pubblicato dalla Commissione europea) disponibile al momento della notifica, incrementato del margine per il rischio di credito fissato in 50 punti base per il primo anno, 100 punti base per il secondo e terzo anno e 200 punti base per il quarto e quinto anno.

    L’importo complessivo dei finanziamenti concessi dal Fondo non può, in ogni caso, superare, con riferimento a ciascuna impresa beneficiaria, l’importo di 30 milioni di euro. Nel caso di imprese beneficiarie appartenenti a gruppi, il limite si riferisce all’intero gruppo.

    I finanziamenti concessi dal Fondo sono restituiti dalle imprese beneficiarie a partire da 12 mesi successivi alla data di prima erogazione all’impresa, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno.

    Come presentare la domanda?

    Le domande possono essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di Invitalia.

    Prima di inviare la domanda è necessario:
    ● Registrarsi ai  online di  compilando l’apposito form;
    ● Accedere con lo SPID al sito riservato per compilare la domanda online e scaricare
    la documentazione da allegare;
    ● Disporre della firma digitale del legale rappresentante e dell’indirizzo di posta
    elettronica certificata (PEC) della società.
    ● Al termine della procedura on line verrà assegnato un protocollo elettronico.

    La domanda di accesso al Fondo deve contenere il piano aziendale.

    Con il decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 30 novembre 2021 è stato riaperto lo sportello con nuovi termini per la presentazione delle domande di accesso al Fondo.

    Le domande potranno essere presentate dal 13 dicembre 2021 e fino al 29 aprile 2022, utilizzando la piattaforma informatica di  Invitalia

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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