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Categoria: Bandi

  • Contributo a fondo perduto per settore tessile, moda e accessori

    Attenzione: è stato chiuso lo sportello per la presentazione delle domande della misura agevolativa contributo a fondo perduto per settore tessile, della moda e accessori. L’avviso è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

    Se la tua MPMI opera nel settore tessile, moda o accessori, è questo il contributo a fondo perduto che fa per te!

    Di cosa si tratta?

    Il Ministero dello Sviluppo economico (MISE) ha pubblicato il decreto 3 agosto 2021 che definisce i termini e le modalità di presentazione delle domande per accedere alle agevolazioni a sostegno delle piccole imprese operanti nell’industria del tessile, della moda e degli accessori.

    Il provvedimento sostiene tutte le start-up che investono nel design e nella creazione, con lo scopo di valorizzare i prodotti made in Italy di alto contenuto artistico e creativo.

    La misura mette a disposizione 5 milioni di euro per la concessione di contributi a fondo perduto in favore di progetti presentati da piccole imprese costituite da non più di 5 anni, che svolgono la propria attività in Italia e realizzano progetti innovativi e tecnologici.

    A chi si rivolge?

    Possono accedere alle agevolazioni le imprese di piccola dimensione (come MPMI e startup), non quotate, che non hanno rilevato l’attività di un’altra impresa e non sono state costituite in seguito a fusione.

    Inoltre è necessario che svolgano in Italia una o più attività economiche identificate dall’elenco codici Ateco ammissibili che hanno integrato con Decreto del 18 Maggio 2021.

    Le predette imprese devono:

    • Risultare iscritte e “attive” nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente da non più di 5 anni;
    • Svolgere in Italia una o più delle attività economiche indicate dal bando;
    • Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie; alla data del 31 dicembre 2019, le imprese non dovevano essere in situazione di difficoltà;
    • Essere in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi;
    • Non avere ancora distribuito utili.

    Che tipo di agevolazione è concessa?

    Il contributo è concesso nella misura del 50% delle spese ammissibili sostenute. Le agevolazioni sono erogate dal Ministero in non più di due quote, in relazione a spese effettivamente sostenute per la realizzazione del progetto.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente decreto i seguenti progetti:

    • Progetti finalizzati alla realizzazione di nuovi elementi di design;
      Progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo;
    • Progetti finalizzati alla realizzazione e all’utilizzo di tessuti innovativi;
    • Progetti ispirati ai principi dell’economia circolare finalizzati al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili;
    • Progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali.

    Devono inoltre prevedere spese ammissibili complessivamente non inferiori a euro 50.000,00 e non superiori a euro 200.000,00.

    Sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente decreto le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti di investimento relative a:

    • Acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione;
    • Brevetti, programmi informatici e licenze software;
    • Formazione del personale inerenti agli aspetti su cui è incentrato il progetto a fronte del quale è richiesta l’agevolazione. La formazione deve essere acquisita da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente e alle normali condizioni di mercato, in misura non superiore al 10% dell’importo del progetto.

     

    È altresì ammissibile alle agevolazioni un importo a copertura delle esigenze di capitale circolante, nel limite del 20% delle spese complessivamente ritenute ammissibili. Le esigenze di capitale circolante devono essere giustificate nella proposta progettuale e possono essere utilizzate ai fini del pagamento delle seguenti voci di spesa:

    • Materie prime, ivi compresi i beni acquistati soggetti ad ulteriori processi di trasformazione, sussidiarie, materiali di consumo e merci;
    • Servizi, diversi da quelli compresi nelle spese di cui al comma 1, necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa;
    • Godimento di beni di terzi;
    • Personale direttamente impiegato nella realizzazione dei progetti di investimento.

    Come posso presentare la domanda?

    Le imprese interessate potranno presentare domanda di agevolazione a partire dalle ore 12:00 del 22 settembre 2021 esclusivamente attraverso la procedura informatica disponibile sul sito di Invitalia.

    Le domande di agevolazione, redatte in lingua italiana, devono essere compilate esclusivamente attraverso la piattaforma informatica, secondo le modalità e gli schemi resi disponibili dall’Agenzia prima dell’apertura dello sportello.

    Le domande, da sottoscrivere tramite il Sistema Pubblico di Identità Digitale in modalità persona fisica, devono essere corredate dalla proposta progettuale e dall’ulteriore documentazione indicata nella domanda medesima.

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  • Smart Money: contributi a fondo perduto per startup innovative

    Avviso: il bando è stato chiuso il 3 agosto 2021 per esaurimento delle risorse.
    Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata clicca qui!

    Contributi a fondo perduto fino al 100% e investimenti nel capitale di rischio​ per la tua startup innovativa

    Aggiornamento:
    In previsione dell’esaurimento delle risorse finanziarie dal giorno 3 agosto alle 12.00 non sarà più possibile presentare domanda per i contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati.

    Smart Money è la nuova misura promossa dal MiSE (Decreto ministeriale 18 settembre 2020) e gestita da Invitalia fatta su misura per le startup innovative che intendono “agevolarsi” con dei contributi a fondo perduto!

    L’obiettivo dell’agevolazione è quello di facilitare l’incontro tra startup innovative e la rete degli incubatori e degli altri soggetti abilitati per rafforzare la presenza delle startup in Italia e supportare le potenzialità delle imprese innovative che si preparano a fare il loro ingresso nel mercato. Come? Grazie a ben 2 tipi di agevolazione! Prima di parlarne, però, scopriamo qual è la somma in gioco e a chi si rivolge.

    L’incentivo ha una dotazione finanziaria di 9,5 milioni di euro e si rivolge, per l’appunto, a startup innovative che intendono sfruttare i servizi specialistici e il know-how qualificato dei rappresentanti dell’ecosistema dell’innovazione per definire il loro progetto imprenditoriale e prepararsi per il lancio sul mercato.

    Le imprese che si trovano nella fase iniziale della loro attività (e che presenteranno il progetto di sviluppo richiesto per poter accedere all’agevolazione) potranno richiedere un contributo a fondo perduto pari all’80% per sostenere l’acquisto dei servizi forniti dagli enti abilitati, come ad esempio incubatori, acceleratori, organismi di ricerca ed innovation hub.

    Inoltre, dopo aver completato il piano di attività ammesso alle agevolazioni, le startup possono richiedere un secondo contributo a fondo perduto al 100% se sono presenti enti abilitati, investitori qualificati o business angels che abbiano fatto investimenti in equity nel capitale sociale.

    Non c’è che dire: è un’occasione imperdibile. Continua a leggere per scoprire se possiedi tutti i requisiti necessari per richiedere i contributi a fondo perduto!

    Chi può richiedere l’agevolazione?

    Potranno richiedere l’agevolazione tutte le startup innovative che:

    • Sono costituite da meno di 24 mesi e iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese;
    • Hanno sede legale e operativa in Italia;
    • Sono di piccole dimensioni;
    • Si trovano in una delle seguenti fasi: avviamento dell’attività, sperimentazione dell’idea d’impresa (pre-seed) o nella fase di test del mercato finale per misurare l’interesse per il prodotto/servizio (seed).

     

    Non solo; potranno presentare domanda di finanziamento anche le persone fisiche che intendono dar vita a una startup innovativa, con l’impegno di costituire la società entro 30 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni. Ma, attenzione: entro lo stesso termine, l’impresa dovrà inoltrare domanda di iscrizione al Registro delle Imprese.

    Quali sono gli enti abilitati?

    Come abbiamo visto, le startup innovative potranno beneficiare delle agevolazioni per sfruttare i servizi specialistici forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati. Ma quali sono, quindi, gli enti abilitati nell’ambito degli interventi di Smart Money?

    Le startup innovative potranno chiedere i contributi a fondo perduto per l’acquisto dei servizi forniti dai seguenti enti:

    • Incubatori certificati e acceleratori;
    • Innovation hub, i poli di innovazione che aiutano le imprese nella trasformazione digitale e ad accedere all’ecosistema dell’innovazione a livello regionale, nazionale ed europeo
    • Organismi di ricerca;
    • Per l’attività di rafforzamento patrimoniale con operazioni di investimento nel capitale delle startup sono abilitati anche business angels e investitori qualificati.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo più nel dettaglio come si applica l’incentivo Smart Money e quanto è possibile ottenere.

    Smart money prevede due forme di sostegno delle startup innovative:

    • Contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati

     

    Si tratta di contributi a fondo perduto pari all’80% per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati per un importo massimo di 10.000 euro. Il contributo è riconosciuto ai sensi del de minimis e l’aiuto massimo concedibile per ciascuna “impresa unica” non può superare l’importo di 200.000 euro in tre anni.
    Per ottenere l’agevolazione, le imprese dovranno presentare dei progetti di sviluppo in ambiti specifici (se vuoi sapere come presentare i progetti di sviluppo, scorri fino all’ultimo paragrafo).

    • Investimenti nel capitale di rischio delle start-up innovative

     

    Tale secondo intervento è previsto per le startup che abbiano completato i progetti di sviluppo, menzionati al paragrafo precedente.

    Tali startup potranno richiedere un secondo contributo a fondo perduto, nel caso in cui abbiano ricevuto capitali di rischio da parte di enti abilitati, investitori qualificati o business angels per finanziare i loro piani di sviluppo. In questo caso, il contributo a fondo perduto è del 100% dell’investimento nel capitale di rischio, nel limite di 30 mila euro per start-up innovativa.

    Per ottenere il contributo collegato all’investimento, l’operazione deve essere in equity, di importo superiore a 10.000 euro, non raggiungere la quota di maggioranza nel capitale sociale e garantire una permanenza per almeno 18 mesi (la raccolta fondi deve essere avvenuta senza l’intermediazione di piattaforme di equity crowdfunding).

    Esclusioni

    Sono ESCLUSE da Smart Money le startup innovative:

    • Operanti nei settori dell’agricoltura primaria, della pesca e dell’acquacoltura;
    • Che abbiano ricevuto una sanzione interdittiva;
    • I cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta.

    Come presentare il progetto?

    Per ottenere l’agevolazione, le imprese dovranno presentare dei progetti di sviluppo che:

    • Contengano una soluzione innovativa da proporre sul mercato, con un modello di business scalabile, da sviluppare nei dettagli operativi in una fase successiva
    • Puntino sul valore delle competenze tecnologiche e manageriali all’interno dell’impresa, attraverso i soci e/o il team proposto, o con professionalità da reperire sul mercato
    • Siano nella fase di individuazione del mercato o siano vicini alla fase di test di mercato, con lo sviluppo di un prototipo (Minimum Viable Product) o con la prima sperimentazione del prodotto o servizio per misurare il gradimento dei potenziali clienti e/o investitori.

     

    I progetti dovranno prevedere piani di attività da realizzare in almeno 12 mesi ed evidenziare che l’utilizzo dei servizi specialistici sia diretto ad accelerare lo sviluppo di uno specifico progetto.

    Sono ammissibili alle agevolazioni i piani di attività (aventi una durata non inferiore a 12 mesi) che prevedono l’acquisizione di servizi finalizzati ad accelerare e facilitare la realizzazione del progetto di sviluppo nei seguenti ambiti:

    • la consulenza organizzativa, operativa e strategica per lo sviluppo e la realizzazione del progetto
    • la gestione della proprietà intellettuale
    • il supporto nell’autovalutazione della maturità digitale
    • lo sviluppo e lo scouting di tecnologie
    • la prototipazione, ad esclusione del prototipo funzionale
    • i lavori preparatori per campagne di crowfunding

     

    Sono inoltre ammissibili i servizi di incubazione come l’affitto dello spazio fisico e i servizi accessori di connessione e le attività di networking, se direttamente collegati ai servizi indicati nell’elenco.


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  • PNRR, Missione 5: Inclusione e coesione

    Sostegno all’empowerment femminile, contrasto alle discriminazioni di genere, incremento delle prospettive occupazionali dei giovani, sviluppo del Mezzogiorno PNRR Missione 5: Coesione e inclusione

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali opportunità offrirà alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Prima di scoprire i principali incentivi destinati alle aziende, rispondiamo a una domanda: cosa è il PNRR?

    Si tratta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU.

    È fondamentale, perché stabilisce come e dove saranno investiti, da qui fino al 2026, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo scopriremo la Missione 5, ovvero l’ambito del PNRR dedicato a Inclusione e coesione.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse sono previste?

    Per raggiungere gli obiettivi prefissati, la Missione 5 mette in campo risorse pari a 19,81 miliardi di euro, ripartite in 3 aree di intervento:

    1. Politiche per il lavoro (€6,66 mld);
    2. Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore (€11,17 mld);
    3. Interventi speciali per la coesione territoriale (€ 1,98 mld).

     

    Questa missione, come le precedenti, si rivolge a soggetti specifici. Scopriamoli subito!

    Quali sono le opportunità per le PMI?

    Per imprese che vogliono investire nella formazione dei propri lavoratori occupati, è stato rafforzato il Fondo nuove competenze, istituito per consentire alle aziende di rimodulare l’orario di lavoro, al fine di favorire attività di formazione (sulla base di specifici accordi collettivi con le organizzazioni sindacali). In questo modo, individuato il fabbisogno formativo per la specifica azienda, il settore o il territorio, si assicura l’aggiornamento professionale richiesto mettendo in capo alle risorse del Fondo il costo delle ore trascorse in formazione.

    Tra gli investimenti più interessanti rientra quello relativo alla creazione di imprese femminili. Il progetto ha lo scopo aumentare i livelli di partecipazione delle donne nel mercato del lavoro grazie a investimenti economici e servizi di supporto. Questi interventi economici sosterranno:

    • Imprese già costituite a conduzione femminile o prevalente partecipazione femminile (digitalizzazione delle linee di produzione, passaggio all’energia verde, ecc.) che realizzino progetti aziendali innovativi riguardanti la digitalizzazione delle linee di produzione o passaggio all’energia verde;
    • Attività imprenditoriali in fase di avvio, attraverso la definizione di un’offerta che venga incontro alle necessità delle donne in modo più puntuale (mentoring, supporto tecnico-gestionale, misure per la conciliazione vita-lavoro, ecc.)
    • Azioni di comunicazione che valorizzino l’imprenditorialità femminile, in particolare, presso scuole e università, creando un clima culturale favorevole ed emulativo.

    Il “Fondo Impresa Donna”

    Dal punto di vista operativo sarà creato e attivato il “Fondo Impresa Donna” a sostegno dell’imprenditoria femminile. Questo fondo rafforzerà finanziariamente:

    • Una serie di misure già esistenti lanciate per supportare l’imprenditoria, come Nuove Imprese a Tasso Zero e Smart&Start (la prima misura supporta la creazione di piccole e medie imprese e auto imprenditoria, la seconda supporta start-up e PMI innovative), i cui schemi saranno modificati e calibrati per dedicare risorse specificatamente all’imprenditoria femminile;
    • Il nuovo Fondo per l’imprenditoria femminile (previsto dalla Legge di Bilancio 2021).

    Altri incentivi interessanti

    Un altro investimento che riguarda molto da vicino le imprese è quello per il “Sistema duale”. Il duale è una modalità di apprendimento basata sull’alternanza di momenti formativi “in aula” (presso una istituzione formativa) e momenti di formazione pratica in “contesti lavorativi” (presso una impresa/organizzazione). Il progetto dispone di un ammontare complessivo di 600 milioni di euro.

    Perché è interessante? Ai datori di lavoro privati di tutti i settori che attivano percorsi in duale spettano sgravi contributivi e fiscali, sgravi retributivi e incentivi economici!

    Rafforzamento delle Zone Economiche Speciali (ZES)” punta a semplificare il sistema di governance delle ZES (Regione Campania; Regione Calabria; Ionica Interregionale nelle regioni Puglia e Basilicata; Adriatica Interregionale nelle Regioni Puglia e Molise; Sicilia occidentale; Sicilia orientale; Regione Abruzzo) per favorire l’insediamento di nuove imprese.

    Altri attori coinvolti sono quelli del Terzo settore, per i quali sono stati dedicati “Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore”. La misura intende contrastare la povertà educativa delle Regioni del Sud attraverso il potenziamento dei servizi socio-educativi a favore dei minori, finanziando iniziative del Terzo Settore.

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  • PNRR, Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile

    PNRR Missione 3 progetta incentivi in grado di affrontare le sfide ambientali e logistiche nel settore della mobilità. La tua azienda è pronta per il futuro?

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali opportunità offrirà alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Prima di scoprire i principali incentivi destinati alle aziende, rispondiamo a una domanda: cos’è il PNRR?

    Si tratta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU.

    È fondamentale, perché stabilisce come e dove saranno investiti, da qui fino al 2026, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo scopriremo la Missione 3, ovvero l’ambito del PNRR dedicato alle Infrastrutture per una mobilità sostenibile.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse sono previste?

    Le risorse economiche destinate alla Missione 3 sono complessivamente 25,40 miliardi di euro, ripartite in 2 aree di intervento:

    • 24,77 mld di euro saranno rivolti agli “Investimenti sulla rete ferroviaria”;
    • 0,63 mld di euro andranno, invece, a “Intermodalità e logistica integrata”.

     

    Scopriamo adesso quali sono i destinatari degli investimenti del PNRR nel settore delle infrastrutture e della mobilità sostenibile.

    Quali sono le opportunità per le PMI?

    Abbiamo detto che la Missione 3 prevede investimenti nei trasporti ferroviari ad alta velocità, con significativi miglioramenti dei tempi di percorrenza soprattutto nell’area Centro-Sud.

    Cosa significa tutto questo? Incentivare lo sviluppo dei treni ad alta velocità significa ridurre i tempi di trasporto delle merci, con un conseguente aumento della capacità dei treni (facciamo un esempio: stando alle previsioni, la tratta Napoli-Bari sarà percorribile in 2 ore, rispetto alle attuali 3 ore e 30 minuti; questo porterà ad un aumento della capacità da 4 a 10 treni all’ora).

    È chiaro, quindi, che il miglioramento delle reti ferroviarie avrà impatti positivi anche sui servizi di trasporto delle merci, che diventeranno così più competitivi: faciliteranno le importazioni e le esportazioni e spingeranno le aziende a localizzare i loro siti di produzione e/o servizi vicino a nodi di trasporto efficienti.

    Ecco perché questi interventi di potenziamento delle linee ferroviarie regionali, dei sistemi portuali, ma anche la digitalizzazione della catena logistica, fanno sì che questa Missione sia a beneficio delle imprese che abbiano a che fare con il settore dei trasporti.

    Misure per il sistema logistico

    La digitalizzazione dei sistemi logistici – inclusi quelli aeroportuali – avrà un ruolo rilevante nel rilancio di questi settori, grazie all’utilizzo delle soluzioni tecnologiche innovative volte a efficientare il sistema e ridurre anche l’impatto ambientale.

    Grazie alla digitalizzazione saranno garantiti:

    • Procedimenti “just in sequence”;
    • “Industrializzazione” della catena di trasporto tra aeroporti, porti marittimi, dry ports;
    • “Modularità” e standardizzazione necessaria per gestire grandi numeri di merci sbarcate nei porti.

     

    Finalità trasversale della Missione è dunque la rivoluzione digitale, così come l’aumento di produttività a essa correlata; sarà perseguita attraverso un investimento significativo per portare banda larga e 5G nei nodi principali della catena logistica.

    Altri incentivi interessanti

    Fondamentale citare l’intervento ha come obiettivo quello di contrastare l’eccessiva burocrazia nelle procedure, la frammentazione dei sistemi informatici implementati dai vari enti e attori della catena logistica, i tempi di attesa per il carico/scarico delle merci e per i consueti controlli che risultano non competitivi rispetto ad altri paesi europei.

    Risultato: l’investimento aumenterà la competitività logistica nazionale grazie alla realizzazione di un sistema digitale interoperabile tra attori pubblici e privati per il trasporto merci e la logistica, in grado di semplificare procedure, processi e controlli puntando sulla de-materializzazione dei documenti e lo scambio di dati e informazioni.

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  • PNRR, Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica

    Economia circolare, agricoltura sostenibile, energie rinnovabili e mobilità sostenibile; scopri tutti gli incentivi “green” del PNRR Missione 2

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali opportunità offrirà alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Prima di scoprire i principali incentivi destinati alle aziende, rispondiamo a una domanda: cos’è il PNRR?

    Si tratta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU.

    È fondamentale, perché stabilisce come e dove saranno investiti, da qui fino al 2026, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo scopriremo la Missione 2, ovvero la sezione del PNRR dedicata a Rivoluzione verde e transizione ecologica.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse economiche sono previste?

    Prima di procedere, è importante sottolineare che quello che stiamo analizzando è l’ambito del PNRR con maggiore dotazione finanziaria. La motivazione è semplice: l’obiettivo quello di rispondere prontamente e concretamente agli effetti dei cambiamenti climatici.

    Veniamo dunque ai numeri: per questa Missione sono stati stanziati ben 59,47 miliardi di euro, ripartiti rispettivamente in 4 aree tematiche.

    Andiamo a vedere quali:

    1. 5,27 mld di euro andranno a “Economia circolare e agricoltura sostenibile”;
    2. 23,78 mld di euro saranno riservati alla “Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”
    3. 15,36 mld di euro sono destinati a “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici”
    4. 15,06 mld di euro sono dedicati alla “Tutela del territorio e della risorsa idrica”

     

    Ma a quali PMI saranno destinati tutti questi questi incentivi?

    Quali sono le opportunità per le PMI?

    La Missione 2 è l’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con più risorse economiche. Ma quali sono le opportunità che le PMI dovranno cogliere?

    Un incentivo interessante è quello a sostegno dell’ammodernamento dei macchinari agricoli, l’utilizzo di tecnologie di agricoltura 4.0, nonché l’ammodernamento del parco automezzi al fine di ridurre le emissioni. Come? Attraverso un contributo in conto capitale, vale a dire una specifica tipologia di contributo a fondo perduto. L’investimento include inoltre l’ammodernamento delle fasi di lavorazione, stoccaggio e confezionamento di prodotti alimentari.

    La Missione 2 punta altresì su interventi, investimenti e riforme per incrementare l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, con particolare focus su una mobilità più sostenibile e sulla decarbonizzazione di alcuni segmenti industriali, includendo l’avvio dell’adozione di soluzioni basate sull’idrogeno (in linea con la EU Hydrogen Strategy). Fra gli interventi interessanti di vi è senz’altro quello a supporto di startup e venture capital attivi nella transizione ecologica; a questo scopo, l’intervento prevede l’introduzione di un fondo dedicato (Green Transition Fund).

    E le sorprese non finiscono qui: è prevista l’estensione della misura del Superbonus 110% – fino al 2023. Il sostegno sarà fornito in forma di detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute, usufruibili in un periodo di 5 anni, e saranno disponibili per chi intende effettuare ristrutturazioni energetiche e antisismiche degli edifici residenziali.

    Nonostante non riguardi direttamente le imprese, questa misura porterà un aumento della richiesta per le imprese del settore edile e dei settori ad esso collegati (quindi ristrutturazioni edilizie, architetti, ingegneri, produttori di infissi, caldaie, finestre ecc…).

    Incentivi energetici nel settore agroalimentare

    Se la tua impresa ha a che fare con il settore agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo, c’è un intervento riservato a te che riguarda lo sviluppo della logistica! Il suo scopo è quello di migliorare la sostenibilità con una serie di interventi, che prevedono il miglioramento dell’accessibilità ai villaggi merci e ai servizi hub e della capacità logistica dei mercati all’ingrosso, il miglioramento della capacità di stoccaggio delle materie prime, la garanzia di tracciabilità dei prodotti e riduzione degli sprechi alimentari e potenziamento della capacità di esportazione delle PMI agroalimentare italiane.

    Non allontanandoci dal settore agricolo, la misura “sviluppo agro-voltaico” prevede l’implementazione di sistemi ibridi di produzione di energia che non compromettano l’utilizzo dei terreni dedicati all’agricoltura, e il monitoraggio delle realizzazioni e della loro efficacia, con la raccolta dei dati sia sugli impianti fotovoltaici sia su produzione e attività agricola sottostante, al fine di valutare il risparmio idrico, la resilienza ai cambiamenti climatici e la produttività agricola per i diversi tipi di colture.

    Quante opportunità per una sola Missione: concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • PNRR, Missione 1: Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo

    Tutte le principali agevolazioni per digitalizzazione, competitività delle PMI e per gli attori del settore turistico e culturale previste dal PNRR Missione 1

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali sono le opportunità che offre alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Cominciamo rispondendo a una semplice domanda: cos’è il PNRR?

    È il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU.

    Questi aiuti sono fondamentali per riparare i danni economici e sociali causati dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Il Piano nazionale stabilisce, quindi, come e dove saranno investiti, da qui fino al 2027, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo scopriremo la Missione 1, ovvero l’ambito del PNRR dedicato a Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse economiche sono previste?

    Sono previsti complessivamente per la Missione 1 ben 40,32 miliardi di euro, così ripartiti nelle diverse aree tematiche:

    1. 9,75 mld di euro andranno alla “Digitalizzazione innovazione e sicurezza nella Pubblica Amministrazione”;
    2. 23,89 mld di euro saranno destinati alla “Digitalizzazione, innovazione e capacità di comunicazione del sistema produttivo”;
    3. 6,68 mld di euro spetteranno a “Turismo e Cultura 4.0”.

     

    Per il PNRR, la digitalizzazione è un tema fondamentale comune a tutte le Missioni, per il quale, come vedremo, sono previste importanti misure.

    Missione 1: Quali sono le opportunità per le PMI?

    La Missione 1 è uno degli ambiti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con più risorse economiche. Ma quali sono le opportunità che le PMI dovranno cogliere per superare la crisi economica e sanitaria causata dal Covid-19?

    Cominciamo dalle imprese culturali/creative e start-up innovative: grazie agli incentivi, potranno sostenere la creazione di nuovi contenuti culturali e lo sviluppo di servizi digitali ad alto valore aggiunto, con l’obiettivo finale di stimolare un’economia basata sulla circolazione della conoscenza.

    Piano Transizione 4.0

    Un’ottima opportunità per le PMI che vogliono investire nel proprio business è il nuovo piano per la Transizione 4.0.

    Il Piano costituisce un’evoluzione del precedente programma “Industria 4.0” (introdotto nel 2017), e permette alle imprese di usufruire di incentivi per la transizione digitale, agevolando gli investimenti in tecnologie all’avanguardia così come in ricerca, sviluppo e innovazione. Ma cosa prevede il piano Transizione 4.0?

    Si tratta di un riconoscimento di tre tipologie di crediti d’imposta alle imprese che investono in:

    1. Beni strumentali;
    2. Ricerca, sviluppo e innovazione;
    3. Attività di formazione alla digitalizzazione e di sviluppo delle relative competenze.

     

    Se hai una PMI e vuoi investire nella tua attività, questa è sicuramente l’opportunità che fa al caso tuo!

    Internazionalizzazione – Riapertura e rifinanziamento Fondo 394/81 Simest

    Il tuo sogno nel cassetto è quello di internazionalizzare la tua impresa?

    Abbiamo ottime notizie per te: il PNRR prevede un rifinanziamento del Fondo gestito da SIMEST, che eroga contributi e prestiti agevolati a imprese italiane operanti sui mercati esteri.

    Quali spese saranno agevolate? Facciamo degli esempi:

    • studi di fattibilità,
    • partecipazioni a fiere internazionali,
    • servizi di consulenza da parte di personale specializzato sui temi legati all’internazionalizzazione ed al commercio digitale
    • … e molto altro ancora!

    Altre agevolazioni interessanti

    Se fai parte degli attori del settore turistico, potrai sfruttare tutti gli incentivi messi in atto per la Componente 3, “Turismo e Cultura 4.0” per innalzare gli standard di offerta e migliorare i servizi per i visitatori. È infatti prevista la definizione di un fondo ad hoc capace di attrarre investitori privati (supporto BEI) definendo dei precisi strumenti di azione:

    1. Il credito d’imposta per le strutture ricettive;
    2. Una sezione speciale del fondo di garanzia;
    3. Incentivi all’aggregazione delle imprese turistiche;
    4. Il Fondo nazionale per il turismo e il Fondo per il turismo sostenibile.

     

    Tra le opportunità imperdibili rientra certamente il rientra il Credito fiscale (da 530 milioni di euro) che prevede incentivi per aumentare la qualità dell’ospitalità turistica con investimenti finalizzati alla sostenibilità ambientale (fonti rinnovabili a minor consumo energetico) alla riqualificazione e all’aumento degli standard qualitativi delle strutture ricettive italiane.

    Per la cultura sarà possibile da un lato incentivare i processi di upskilling e reskilling degli operatori culturali (su tematiche di digitalizzazione ed ecologia), dall’altro favorire l’innovazione del sistema turistico italiano e l’industria culturale e creativa 4.0, con l’obiettivo di organizzare e conservare il patrimonio culturale italiano.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni, come chiederlo

    Avviso: il fondo perduto Decreto Sostegni è scaduto il 28 maggio 2021. Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di finanza agevolata clicca qui!

    Decreto Sostegni: ecco come presentare la domanda per accedere agli oltre 11 miliardi di euro a fondo perduto

    Il nuovo contributo a fondo perduto è previsto dal Decreto Sostegni” (Dl n. 41 del 22 marzo 2021), la misura varata dal Governo che contiene una serie di interventi di sostegno alle imprese, ai lavoratori autonomi e ai professionisti. Rientra nelle misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid-19.

    Come si evince dal nome, questo contributo è un sostegno che lo Stato eroga in favore delle realtà che maggiormente hanno risentito della crisi nata a seguito dell’emergenza sanitaria. Si tratta, dunque, di un’opportunità interessante per recuperare liquidità, sopratutto in un periodo di incertezza come quello che stiamo vivendo.

    Vediamo subito insieme di cosa si tratta.

    Rispetto ai precedenti contributi a fondo perduto, il decreto “Sostegni” ha introdotto una nuova modalità di erogazione dell’agevolazione.

    A scelta del beneficiario, l’Agenzia delle entrate può erogare il contributo spettante:

    • mediante accredito su conto corrente bancario o postale, intestato al beneficiario (o cointestato se il beneficiario è una persona fisica);
    • mediante riconoscimento di un credito d’imposta di pari valore, utilizzabile in compensazione tramite modello F24.

     

    L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019. Per i soggetti che hanno attivato la partita Iva dal 1º gennaio 2019, la percentuale di calo indennizzabile è applicata al calo della media mensile di fatturato calcolata per i soli mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA.

    Per chi?

    I sostegni previsti dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri non dipendono più dai Codici Ateco; possono, infatti, richiedere il contributo a fondo perduto i soggetti titolari di partita Iva che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, e che sono residenti o stabiliti in Italia. Rimangono esclusi i soggetti che hanno cessato l’attività prima del 23 marzo 2021 e i soggetti che hanno attivato la partita Iva dal 24 marzo 2021.

    Quali requisiti è necessario possedere per richiedere il contributo?
    Tutti i requisiti necessari sono indicati all’art. 1 del decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021.

    Scopriamoli subito!

    1º Requisito

    Il soggetto deve aver conseguito, nell’anno 2019, un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 10 milioni di euro (se il soggetto svolge più attività, il limite dei 10 milioni di euro per l’accesso al beneficio riguarda la somma dei ricavi/compensi riferiti a tutte le attività esercitate).

    Per le società con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, occorre fare riferimento al secondo periodo d’imposta precedente a quello in corso al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto “Sostegni”).

    Per i soggetti esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo, i ricavi a cui fare riferimento sono rispettivamente i ricavi di cui all’art. 85, comma 1, lettere a) e b) del Tuir e i compensi di cui all’art. 54, comma 1, del Tuir.

    Per semplificare ed evitare errori nel processo di determinazione dei ricavi/compensi relativi al 2019, i valori da tenere in considerazione sono quelli riportati nel modello della dichiarazione dei redditi 2020 (redditi 2019), secondo la tabella riportata nella guida rilasciata dell’Agenzia delle Entrate.

    Per le persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali titolari di reddito agrario e attività agricole connesse (per esempio, agriturismi, allevamento, eccetera), in luogo dell’ammontare dei ricavi, occorre far riferimento all’ammontare del volume d’affari del modello di dichiarazione Iva 2020 (per l’anno 2019).

    Il contributo spetta anche all’erede che prosegue l’attività di una persona fisica deceduta. Al riguardo, nel caso di prosecuzione avvenuta nel corso dell’anno 2019, l’erede dovrà determinare l’ammontare dei ricavi e compensi dell’anno 2019 con riferimento a entrambe le dichiarazioni dei redditi del deceduto e dell’erede.

    2º Requisito

    Per ottenere l’erogazione del contributo a fondo perduto è necessario, inoltre, che sia presente uno tra i seguenti requisiti:

    1. importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi relativa all’anno 2020 inferiore almeno del 30% rispetto all’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi relativi all’anno 2019;
    2. attivazione della partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019.

     

    Per quanto riguarda la determinazione dei due importi della media mensile relativa agli anni 2019 e 2020, occorre dapprima calcolare l’ammontare complessivo del fatturato e dei corrispettivi conseguito in ciascuno dei due anni.

    A tal fine, occorre far riferimento alla data di effettuazione delle operazioni di cessione dei beni e di prestazione dei servizi. Pertanto, per quanto riguarda le fatture immediate, dovrà essere considerata la data della fattura e, per le fatture differite, occorrerà far riferimento alla data dei DDT (cessioni di beni) o dei documenti equipollenti (prestazioni di servizio) richiamati nella fattura.

    Partite Iva attivate dal 1º gennaio 2019

    Con il provvedimento emesso il 29 marzo, sono state aggiornate le regole per le richieste effettuate da partite Iva attive dal 1º gennaio 2019.

    Cosa cambia praticamente?

    Gli aggiornamenti riguardano essenzialmente tre aspetti:

    1. il calo del fatturato: chi ha attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2019 in poi non deve più dimostrare di aver avuto una perdita di almeno il 30%, in quanto il contributo a fondo perduto spetta a prescindere dalla circostanza che essi abbiano registrato un calo del 30% della media mensile del fatturato del 2020 rispetto alla corrispondente media del 2019;
    2. la percentuale di calo indennizzabile: è applicata al calo della media mensile di fatturato calcolata per i soli mesi successivi a quello di attivazione della partita Iva;
    3. restano fermi il limite massimo di ricavi o compensi per l’ammissione al beneficio e gli importi minimi e massimi del contributo.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo più nel dettaglio come si applica il nuovo credito d’imposta e quanto è possibile recuperare.

    A scelta del beneficiario, l’Agenzia delle entrate può erogare il contributo spettante:

    • mediante accredito su conto corrente bancario o postale, intestato al beneficiario (o cointestato se il beneficiario è una persona fisica);
    • mediante riconoscimento di un credito d’imposta di pari valore, utilizzabile in compensazione tramite modello F24 (il credito d’imposta riconosciuto non può essere ceduto ad altri soggetti).

     

    La scelta della modalità di erogazione è irrevocabile, deve essere espressa dal beneficiario nell’istanza per la richiesta del contributo e deve riguardare l’intero importo del contributo spettante.

    Nel caso di opzione per il riconoscimento del credito d’imposta, il relativo importo può essere utilizzato in compensazione a fronte delle imposte, dei contributi dovuti all’Inps e delle altre somme dovute allo Stato, agli enti locali e agli enti previdenziali, il cui versamento si effettua mediante presentazione del modello F24.

    Scopriamo, ora, secondo quali criteri è calcolato l’ammontare del contibuto.
    L’ammontare del contributo è determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’analogo importo dell’anno 2019.
    Le percentuali previste sono le seguenti:

    1. 60%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 100.000 euro;
    2. 50%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 100.000 euro ma non l’importo di 400.000 di euro;
    3. 40%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 400.000 euro ma non l’importo di 1.000.000 di euro;
    4. 30%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 1.000.000 di euro ma non l’importo di 5.000.000 di euro;
    5. 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 5.000.000 di euro ma non l’importo di 10.000.000 di euro.

     

    Nel dettaglio, il calcolo del contributo deve essere effettuato nel seguente modo:

    • se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa ed è almeno del 30%, a tale importo (preso in valore assoluto) si applica la percentuale prevista in relazione alla fascia dei ricavi/compensi 2019, fermo restando il riconoscimento del contributo minimo se superiore
    • per i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019, se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa ma inferiore al 30%, ovvero pari a zero o positiva, spetta l’importo minimo del contributo.

     

    In presenza dei requisiti di cui abbiamo parlato precedentemente, il contributo è quindi comunque riconosciuto per un importo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. L’importo massimo del contributo è pari a 150.000 euro.

    Esclusioni

    Il contributo a fondo perduto NON spetta nei seguenti casi:

    • Soggetti che hanno attivato la partita Iva successivamente al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto “Sostegni”), con la sola eccezione degli eredi che hanno attivato partita Iva successivamente a tale data per la prosecuzione dell’attività di soggetto deceduto
    • Soggetti la cui attività è cessata alla data del 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto “Sostegni”)
    • Enti pubblici, di cui all’art. 74 del Tuir
    • Intermediari finanziari e società di partecipazione, di cui all’art. 162-bis del Tuir.

    Come presentare la domanda?

    Per usufruire dell’agevolazione è necessario presentare una una specifica istanza (il modello e le relative istruzioni di compilazione sono stati approvati con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 23 marzo 2021).

    Le istanze per il contributo a fondo perduto possono essere inviate all’Agenzia delle entrate a partire dal 30 marzo 2021 e non oltre il 28 maggio 2021.

    La predisposizione e trasmissione delle istanze deve avvenire esclusivamente in via telematica, attraverso:

    • un software di compilazione di mercato: il file contenente l’istanza deve essere inviato mediante il canale telematico Entratel /Fisconline attraverso cui sono trasmesse le dichiarazioni dei redditi;
    • un’apposita procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”, nella sezione “Contributo a fondo perduto”. Attraverso tale procedura è possibile predisporre e trasmettere un’istanza alla volta.

     

    Tutte le procedure relative alla presentazione dell’istanza sono riportate all’interno dell’apposita Guida realizzata dall’Agenzia delle Entrate.

    Hai tutte le carte in regola per ottenere il contributo a fondo perduto del Decreto Sostegni?

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Macchinari Innovativi: l’agevolazione per l’acquisto di macchinari tecnologici al Sud

    Avviso: il bando Macchinari Innovativi del MiSE, è stato chiuso il 28 aprile 2021. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui!

    Resta aperto soltanto lo sportello “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile”

    Nuovo Avviso dal MiSE del 28 novembre – fondi esauriti

    Anche l’ultimo sportello per la presentazione delle domande di agevolazione, relative ai programmi che utilizzano “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile“, chiuderà a partire dal 29 novembre.

    Nuovo Avviso dal MiSE – 1° febbraio

    Lo sportello per la presentazione delle domande di agevolazione per il bando Macchinari Innovativi del MiSE è chiuso dal 1° febbraio 2019. Resta aperto solo lo sportello dedicato ai programmi che utilizzano “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile“.

    Investire in innovazione al Sud è ancora più semplice con la nuova misura agevolativa del Ministero dello Sviluppo Economico denominata “Macchinari Innovativi”.

    L’agevolazione mette a disposizione 342 Milioni di euro, per le imprese operanti nel Sud Italia che vogliono acquistare macchinari, hardware e macchinari purché ad alto tasso di innovazione.

    Se la tua impresa opera in una delle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e hai bisogno di un aiuto per portare avanti i tuoi investimenti innovativi e per avvicinare la tua impresa manifatturiera alla cosiddetta “Fabbrica Intelligente”, questa misura è ciò di cui avevi bisogno!

    Ma vediamo insieme quali sono le caratteristiche che rendono “Macchinari Innovativi” un’agevolazione particolarmente interessante.

    Cosa significa “Fabbrica Intelligente”?

    Come prima cosa capiamo insieme il significato di “Fabbrica Intelligente”. In estrema sintesi, con questo termine si fa riferimento ad un nuovo processo produttivo che integra  e hardware, che può essere gestito e monitorato in tempo reale e che è in grado di rispondere alla forte richiesta di personalizzazione dei prodotti.

    Chi può richiedere questa agevolazione per acquistare macchinari innovativi?

    Per poter essere ammessa al bando Macchinari Innovativi del MiSE la tua impresa dovrà, prima di tutto, essere qualificata come micro, piccola o media impresa, che opera in una delle  cosiddette “Regioni meno sviluppate” ovvero Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e che risulta regolarmente iscritta al Registro delle Imprese.

    Questi requisiti, purtroppo, non sono sufficienti per poter avere accesso a questa misura. Vediamo insieme quali sono le altre caratteristiche per poter richiedere il bando “Macchinari Innovativi”.

    L’attività che eserciti dovrà appartenere al settore manifatturiero. Per avere la certezza che il settore in cui operi è proprio quello manifatturiero, controlla che il tuo Codice ATECO appartenga alla sezione C – Attività Manifatturiere.

    Rimangono, in ogni caso, escluse tutte le attività connesse ai seguenti settori:

    • siderurgia;
    • estrazione del carbone;
    • costruzione navale;
    • fabbricazione delle fibre sintetiche;
    • trasporti e relative infrastrutture;
    • produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastru

    Quali tipologie di progetti possono essere agevolati?

    Il primo requisito che il tuo progetto deve rispettare riguarda l’ammontare di spese previste. Il bando, infatti, impone che le spese che hai pensato di effettuare siano compresi tra 500 mila e 3 milioni di euro. Mi raccomando, non potrai accedere con progetti che non rientrano in questo range.

    Il bando Macchinari Innovativi del MiSE prevede come spese ammissibili l’acquisto di impianti e attrezzature purché siano nuovi di fabbrica e strettamente funzionali alla realizzazione del tuo progetto, ma anche programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo degli impianti e delle attrezzature.

    Quali spese possono essere agevolate con questo bando?

    Se gli investimenti che vuoi portare avanti hanno come obiettivo quello di ridurre i costi e aumentare il livello qualitativo dei tuoi prodotti, passando attraverso la  del processo produttivo, Macchinari Innovativi è una agevolazione da non perdere!

    Per permetterti di capire meglio quali tipologie di spese, riferibili all’area tematica “Fabbrica Intelligente”, potrai agevolare ti faccio qualche esempio specifico:

    • sistemi e modelli industriali per la produzione di prodotti personalizzati ad alto valore aggiunto, come ad esempio l’utilizzo della tecnologia per la costruzione di prototipi in 3D attraverso l’uso di specifici software e hardware;
    • sistemi in grado di rendere più sostenibili i processi produttivi, tra cui figurano le tecnologie per la gestione dell’end-of-life e riciclo di prodotti a fine ciclo vita e scarti di produzione, con particolare riguardo al riuso di componentistica e materiali hi-tech;
    •  che permettano alle persone e alle macchine di cooperare sinergicamente, condividendo attività in modo efficiente e sicuro, che includono tutta una serie di strumenti volti a favorire l’interazione avanzata uomo/macchina;
    • sistemi produttivi che consentano di minimizzare i costi e migliorare la produttività e la qualità del prodotto, quali ad esempio “design for efficiency” e “design for recycling”; e impianti diretti alla “zero defect manufacturing”.

    Che tipo di agevolazione viene concessa con il bando Macchinari Innovativi?

    Il contributo a fondo perduto del bando Macchinari Innovativi del MiSE, è rappresentato da un mix di agevolazioni, una parte concessa sotto forma di contributo in conto impianti e l’altra sotto forma di finanziamento agevolato, calcolato in relazione alla dimensione dell’impresa.

    • Se la tua è una micro o piccola impresa, avrai diritto ad un contributo in conto impianti pari al 35% e un  agevolato pari al 40%.
    • Se la tua è, invece, un’impresa di media dimensione potrai ricevere un contributo in conto impianti pari al 25% e un finanziamento agevolato pari al 50%.

    In entrambi i casi però il totale del contributo concesso non può superare il 75% delle spese ritenute ammissibili.

    Quali sono le modalità di presentazione delle domande per il bando Macchinari Innovativi?

    L’iter di presentazione della domanda di accesso al  bando Macchinari Innovativi del MiSE è articolato in tre fasi principali.

    Vediamo insieme nel dettaglio cosa dovrai fare durante ciascuna fase.

    La prima fase, che ha inizio alle ore 10.00 del 9 gennaio 2019, è necessaria per verificare se la tua CNS (Carta nazionale dei servizi) e la tua PEC (posta elettronica certificata) sono correttamente funzionanti, nonché per accertarti del fatto che il soggetto che presenterà la domanda di accesso all’agevolazione sia in possesso dei poteri di firma necessari.

    La seconda fase è quella relativa alla vera e propria compilazione della domanda ed ha inizio alle ore 10.00 del 15 gennaio 2019. In tale
    fase dovrai accedere al portale informatico per compilare e caricare la domanda di accesso all’agevolazione Macchinari Innovativi. Al termine della procedura di caricamento della domanda, verrà generato automaticamente il “codice di predisposizione domanda” necessario per il completamento della fase successiva.

    Durante la terza ed ultima fase, che ha inizio alle ore 10.00 del 29 gennaio 2019, dovrai inviare la domanda di accesso all’agevolazione Macchinari Innovativi immettendo sul portale informatico il  “codice di predisposizione domanda” generato durante la fase precedente.

    Il termine della procedura è segnato dal rilascio, da parte del sistema informatico, dell’attestazione di avvenuta presentazione della domanda.

    Se sei una azienda del Sud e sei alla ricerca di agevolazioni per l’acquisto di macchinari innovativi questo bando è sicuramente una occasione imperdibili per rinnovare la tua impresa e renderla maggiormente competitiva.

    Se vuoi finanziare la tua attività ricorda sempre di verificare prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi a cui puoi accedere, ed inizia subito ad utilizzare la finanza agevolata!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Cultura Crea: come partecipare al bando[1 di 3]

    Avviso: il bando è stato chiuso il 29 marzo 2021. Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità della finanza agevolata clicca qui!

    Come promesso eccoci di nuovo qui a parlare del bando Cultura Crea!

    (Se non sai di cosa stiamo parlando allora leggi il nostro precedente articolo!! )

    In questo post ti spiegherò la prima delle tre linee del bando, quella chiamata “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” e come presentare domanda bando Cultura Crea.

    Se vuoi conoscere anche le altre linee, non perderti i prossimi articoli!

    come-partecipare-al-bando-culturacrea-1-di-3
    Ottime notizie per te che vuoi fare impresa al Sud. In arrivo il nuovo bando Invitalia Cultura Crea a sostegno dell’industria culturale e turistica delle regioni del Sud Italia.

    Va bene, cominciamo…

    Questa linea di intervento del bando Cultura Crea ha come obiettivo il sostegno alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) dell’industria culturale che vogliono avviare un’attività nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

    “Ok, mi piace..voglio partecipare!” penserai… Ma quali caratteristiche devo avere?

    Se hai un’impresa che opera nell’industria culturale devi averla costituita nell’arco degli ultimi 36 mesi (fa attenzione, sono comprese anche le cooperative!).

    … e se non ho ancora un’impresa?

    Tranquillo, Invitalia ha pensato anche a te…

    Possono infatti partecipare al bando anche i team di persone fisiche, purché costituiscano un’impresa entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni!
    Bello, no?

    Nel caso in cui non avessi i requisiti richiesti da questo bando non ti disperare! Questa è solo una delle mille agevolazioni censite nel nostro database! Contattaci e insieme troveremo la soluzione adatta alle tue esigenze!

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis (approfondiremo questo argomento più avanti in un altro post!) e prevedono congiuntamente:

    • un finanziamento agevolato a tasso zero, fino al 40% della spesa ammessa
    • un contributo a fondo perduto fino al 40% della spesa ammessa

     

    Ma fa attenzione, se sei un’impresa femminile, giovanile o in possesso del rating di legalità, in entrambi i casi il tetto delle agevolazioni è elevabile al 45%!!

    Ma con tutti questi soldi, cosa ci posso fare?

    Innanzitutto bisogna specificare che sono finanziabili programmi di investimento fino a 400.000 euro.

    Inoltre i progetti finanziabili devono prevedere la creazione o l’introduzione di prodotti o servizi innovativi in una delle seguenti aree tematiche:

    • conoscenza: sviluppo o applicazione di tecnologie che permettano di creare, organizzare, archiviare e accedere a dati e informazioni sull’industria culturale.
    • conservazione: sviluppo o applicazione di modalità e processi innovativi per le attività legate a restauro/manutenzione e recupero del patrimonio culturale (restauro, manutenzione, recupero e rifunzionalizzazione) come materiali, tecnologie, analisi della gestione dei rischi, valutazione dei fattori di degrado e tecniche di intervento, ecc.
    • fruizione: modalità e strumenti innovativi di offerta di beni, anche in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e risorse del territorio; piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione
    • gestione: sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali

     

    Le spese ammissibili sono quindi di due tipologie:

    • Investimenti: macchinari, impianti, attrezzature e arredi programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, certificazioni e know how.
    • Spese di gestione personale: dipendente qualificato assunto dopo la presentazione della domanda servizi per tecnologie dell’informazione e della comunicazione consulenze specialistiche esterne.

    “Finalmente ho trovato l’agevolazione adatta a me”… Ora cosa devo fare per partecipare al bando?

    Una volta verificato di avere i requisiti richiesti dal bando Cultura Crea è arrivato il momento di preparare tutto il necessario per compilare la domanda di partecipazione al bando ed ottenere poi i finanziamenti.

    La domanda deve contenere, oltre ai dati anagrafici e al profilo del proponente, il business plan completo di:

    • descrizione dell’attività proposta
    • analisi del mercato e relative strategie
    • aspetti tecnico-produttivi ed organizzativi
    • aspetti economico finanziari

     

    Ecco l’elenco completo della documentazione necessaria se sei un’impresa già costituita o un’impresa ancora da costituire!

    Ricorda che la qualità della documentazione presentata è fondamentale ai fini dell’approvazione della domanda. Se hai bisogno di aiuto per preparare i documenti necessari non esitare a contattarci! Ti aiuteremo noi a preparare e scrivere tutto il necessario nella maniera corretta!

    … e ora?

    Una volta presentata la domanda al bando Cultura Crea basterà solo aspettare l’esito della valutazione della domanda da parte di Invitalia, e poi il gioco è fatto! Potrai usufruire delle agevolazioni e dei contributi per sostenere i fabbisogni finanziari della tua impresa!

    Quello che forse non sai ancora, è che ci sono moltissime agevolazioni a cui potresti partecipare (e quindi molti soldi da prendere) se solo facessi domanda..

    Se sei arrivato fino qui, puoi dire di aver finalmente trovato il tuo strumento per conoscere tutti i bandi a cui potresti partecipare, approfittando così di tutte le opportunità a tua disposizione per realizzare i tuoi progetti!

    P.S. Non perderti il prossimo articolo per conoscere le altre linee di intervento del bando CulturaCrea!
    Si parlerà dell’incentivo creato per sostenere lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale e turistica”!

    Leggi anche La guida completa per partecipare al bando!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Come partecipare al bando Cultura Crea [3 di 3]

    Avviso: il bando Terza Linea Cultura Crea è stato chiuso il 29 marzo 2021. Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di finanza agevolata clicca qui!

    Eccoci arrivati all’ultima puntata del bando: Terza Linea Cultura Crea!

    (Se vuoi fare un rapido ripasso degli articoli precedenti ti basterà cliccare qui:

    Dai…un ultimo sforzo e potrai considerarti un esperto del bando Cultura Crea!

    La Terza Linea Cultura Crea (Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale) ha come obiettivo il sostegno per lo sviluppo e il consolidamento di imprese e di altri soggetti del terzo settore nelle attività collegate alla gestione di beni, ai servizi e alle attività culturali, anche favorendo forme di gestione integrata.

    Quanti paroloni… vediamo nel dettaglio di cosa si tratta!

    A chi si rivolge la terza linea Cultura Crea?

    La Terza Linea Cultura Crea, ha una dotazione finanziaria di 27 milioni di euro e si rivolge alle imprese – incluse le cooperative – e altri soggetti del terzo settore, in particolare:

    • ONLUS
    • e imprese sociali

    che attuano programmi di investimento fino a 400.000 euro in una o più delle seguenti aree di intervento:

    • attività collegate alla gestione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio
    • attività collegate alla fruizione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio
    • attività di animazione e partecipazione culturale

    e che operano nei Comuni delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale.

    Che tipo di agevolazione è concessa?

    Le agevolazioni previste dalla Terza Linea Cultura Crea sono concesse nei limiti del regolamento de minimis e prevedono un contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ammessa, elevabile al 90% in caso di impresa femminile, o impresa giovanile o in possesso del rating di legalità.

    Le spese ammissibili riguardano:

    • macchinari, impianti e attrezzature
    • programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, certificazioni e know how.

     

    Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda ed entro i 12 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

    Quando e come posso presentare la domanda?

    Anche in questo caso Terza Linea Cultura Crea, come per le altre linee del bando, la domanda può essere presentata solo online dalle ore 12.00 del 15 settembre 2016.
    Il bando Cultura Crea è gestito da Invitalia, che valuta i business plan, eroga i finanziamenti e monitora la realizzazione dei progetti d’impresa.
    Per questo la documentazione (ecco per te la check list della modulistica da consegnare!) deve essere redatta accuratamente.

    La domanda deve contenere, oltre ai dati anagrafici e al profilo del proponente, il business plan completo di:

    • descrizione dell’attività proposta
    • analisi del mercato e relative strategie
    • aspetti tecnico-produttivi ed organizzativi
    • aspetti economico finanziari

    Le domande saranno valutate secondo un ordine cronologico e l’iter prevede l’esame dei requisiti formali di accesso e l’esame di merito.

    Ricorda, la qualità del business plan è fondamentale! Non esitare a contattarci se hai qualche dubbio!

    Complimenti! Ora che hai letto tutti gli articoli sul bando Cultura Crea puoi ritenerti un esperto!

    Ti sarai accorto di quante agevolazioni è possibile sfruttare se solo le conoscessi tutte…
    Ma non preoccuparti! Il team di Trovabando è qui per te!

    Registrati gratuitamente e scopri in tempo reale tutte le agevolazioni a cui la tua impresa può realmente partecipare!

    Leggi anche La guida completa per partecipare al bando!

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    Alla prossima agevolazione!

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