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Tag: Fondo perduto

  • Bandi Regione Calabria: fondo perduto per internazionalizzazione, export, fiere e mostre

    Calabria bando internazionalizzazione fiere e mostre. L’obiettivo del bando è di accompagnare il sistema produttivo regionale nei processi di apertura e/o incremento dell’export, di diversificazione dei mercati di sbocco e di utilizzo di canali anche “digitali”.

    La Regione Calabria Intende accompagnare il sistema produttivo regionale nei processi di apertura e/o incremento dell’export, di diversificazione dei mercati di sbocco e di utilizzo di canali anche “digitali”. La dotazione finanziaria è pari a €5.500.000.

    L’obiettivo è quello di supportare progetti di internazionalizzazione e di promozione internazionale delle PMI e loro aggregazioni.

    Quali sono i beneficiari dell’agevolazione?

    Possono presentare domanda di agevolazione le micro, piccole medie imprese (MPMI), che possono partecipare: 

    • singolarmente 
    • o in associazioni temporanee di scopo (ATS) (n. minimo di soggetti associati pari a 4 imprese autonome non associate o collegate tra di loro)
    • o Reti di imprese (Rete Soggetto) 
    • o Consorzi (n. minimo di soggetti associati pari a 4 imprese autonome non associate o collegate tra di loro)

    I soggetti economici già costituiti possono partecipare, a prescindere dal settore economico, con le sole esclusioni fissate dalle norme su aiuti (pesca e acquacoltura, produzione primaria prodotti agricoli..).

    Quale tipo di contributo è previsto?

    L’agevolazione prevede la concessione di contributo in conto capitale basato su una procedura valutativa a sportello, la cui % varia in base alle due linee di intervento considerate ammissibili:

    • fino al 50% delle spese ammissibili per le Linee A e B: Servizi di consulenza specialistica per piani per l’export, studi di fattibilità e servizi di supporto all’internazionalizzazione.
    • fino al 100% delle spese ammissibili per la linea C: Costi di partecipazione alle fiere/mostre

     

    Il contributo è cumulabile con altre agevolazioni pubbliche, ma non è cumulabile con nessun altra agevolazione pubblica concessa per la partecipazione alla medesima fiera.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Sono ammissibili gli interventi riconducibili a o più delle tipologie/linee di seguito elencate:

    1. Linea A: Definizione di un progetto per l’internazionalizzazione (piano export), che dovrà contenere, a titolo esemplificativo e non esaustivo: motivazioni, obiettivi e strategie commerciali internazionali, modello di business e proposta di valore, mercati esteri target, piano operativo che riporti anche gli strumenti e le risorse umane e finanziarie previsti per l’implementazione del piano per l’export, con definizione di milestone, cronoprogrammi, meccanismi di verifica e di revisione del piano. Le attività consulenziali, finalizzate alla preparazione di un piano di sviluppo sui mercati obiettivo del progetto (con esclusione dei soli studi relativi ai mercati obiettivo), potranno essere comprensive di un piano export digitale.
    2. Linea B: Servizi specialistici per l’export. I servizi finalizzati all’accrescimento delle potenzialità di export del beneficiario, saranno diretti a:

    – conseguimento di certificazioni di prodotto/processo che consentono l’accesso ai mercati esteri (es. Agroalimentare per UK: BRC, ecc.),

    – certificazioni aziendali per l’ottenimento dello status di operatore economico autorizzati o di altre figure e qualificazioni richieste per il commercio internazionale e dagli accordi di libero scambio con paesi terzi;

    – consulenza per ottenimento di marchi, brevetti o altre forme di protezione della proprietà intellettuale internazionali, nonché assistenza legale in materia doganale, contrattuale, fiscale, per l’export nei singoli paesi;

    – utilizzo di TEM (temporary export manager) e/o DEM (digitale export manager), ad integrazione delle funzioni aziendali, funzionale allo sviluppo delle competenze interne del beneficiario per l’export;

    – consulenze per ricerca operatori esteri e assistenza per organizzazione incontri commerciali;

    – consulenza per business on line diretta all’utilizzo di piattaforme/marketplace, sistemi di smart payment internazionali, ecc.;

    – consulenze per la realizzazione di video e materiali di comunicazione digitali redatti in lingua diversa dall’italiano;

    – consulenze per la realizzazione di campagne di comunicazione e marketing digitale finalizzati all’export, comprese vetrine digitali in lingua estera;

    – consulenze per la promozione dei siti web attraverso azioni di search engine marketing (seo e paid adv) e metodologie similari;

    – spese per la registrazione di APP e/o applicativi a livello internazionale connesse alle iniziative promozionali virtuali ammesse;

    – spese per la realizzazione di siti e-commerce.


    • Linea C: partecipazioni a manifestazioni fieristiche e/o saloni internazionali e/o rilevanti eventi commerciali o divulgativi (questi ultimi diretti solo alle imprese Startup e PMI innovative) di livello internazionale:

     

    Le iniziative, se svolte in Italia, dovranno essere presenti sul catalogo fiere internazionali certificato AEFI o devono risultare certificate di valenza internazionale nel calendario fieristico nazionale (calendario manifestazioni fieristiche – Regioni.it) oppure svolte direttamente all’estero e/o inserite in circuiti/cataloghi internazionali.

    I progetti presentati non devono ricomprendere attività che sono parte di operazioni di delocalizzazione/trasferimento in Calabria da altri paesi UE o altre regioni italiane.

    Quali sono gli importi finanziabili?

    Il costo totale ammissibile del progetto presentato non deve essere inferiore a  15.000 Euro e non deve essere superiore a 200.000 Euro.

    Ma veniamo ora alle intensità di aiuto:

    per consulenze di cui alla Linea A e B è del 50% (art. 18 Reg. 651/14);
    – per i costi di partecipazione a fiere internazionali l’impresa ha due opzioni:

    c.1 Per ogni fiera è prevista una somma forfettaria di 12.790 euro più tasso forfettario del 20% per i costi diretti del personale impiegato nella fiera

    c.2 rendicontazione a costi effettivi (Reg. 651/14 art. 19 intensità di aiuto 50%) Aiuto concedibile: massimo 100.000 Euro.

    Tali soglie (di spese ammissibili e di aiuti concedibili) restano valide anche nel caso di domande presentate da aggregazioni di imprese.

    Quando posso presentare la domanda?

    Lo sportello per l’inserimento delle domande è aperto dal giorno 10 aprile 2024 e resterà aperto fino al 10 aprile 2026. …Cosa aspetti? Contattaci per saperne di più!


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  • Nuova Sabatini per l’acquisto di beni strumentali – Le Novità Capitalizzazione 2024

    Pur con le dovute modifiche, è dal lontano 1965 che la “Nuova Sabatini”, la misura che ha l’obiettivo di sostenere gli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese per l’acquisto di beni strumentali, continua ad essere rifinanziata e prorogata. Da ultimo, il Disegno di Legge di Bilancio 2024 assegna ulteriori 100 milioni di euro per il 2024 al finanziamento della Nuova Sabatini, già prorogata fino al 2026 dalla precedente Legge di Bilancio.

    Le PMI potranno quindi continuare a beneficiare delle agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali d’impresa materiali (macchinari, impianti, attrezzature nuove di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali).

    I benefici previsti riguardano, come detto, agevolazioni per investimenti in beni strumentali, con maggiorazioni  per investimenti 4.0 e per investimenti green.

    Puoi rinfrescarti la memoria sulle modalità di funzionamento della Nuova Sabatini continuando a leggere…

    Nuova Sabatini Capitalizzazione 2024 : tutte le novità e come funziona

    A partire dal 1º ottobre 2024, le micro, piccole e medie imprese (PMI) italiane potranno cogliere una grande opportunità per crescere e rafforzarsi grazie alla “Nuova Sabatini Capitalizzazione”.

    Promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), questa iniziativa è pensata per sostenere la capitalizzazione delle PMI, aiutandole a investire in beni strumentali fondamentali per la loro crescita.

    Ma cosa significa, in pratica?

    Vuol dire avere accesso a contributi maggiorati per l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali — tutto ciò che serve per far fare un salto di qualità al tuo business.

    Il contributo è calcolato sugli interessi di un finanziamento quinquennale, e c’è una buona notizia per le micro e piccole imprese: il tasso d’interesse è fissato al 5%, mentre per le medie imprese si attesta al 3,575%.

    Con una dotazione di 80 milioni di euro, la “Nuova Sabatini Capitalizzazione” non è solo un aiuto economico, ma una vera e propria spinta verso una maggiore competitività.

    È l’occasione per rafforzare la struttura patrimoniale della tua impresa, migliorare la tecnologia, e prepararti al futuro con maggiore solidità e innovazione.

    Non lasciarti sfuggire questa opportunità per far crescere il tuo business.

    Cos’è la Nuova Sabatini

    La “Nuova Sabatini” è l’agevolazione messa a disposizione dall’ex Ministero dello Sviluppo Economico (oggi MIMIT) con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali a uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. 

    Per promuovere e incentivare la trasformazione economica e la transizione verso l’industria 4.0, nel 2017 è stato varato un piano nazionale dedicato, poi rivisto e aggiornato dai governi che si sono succeduti, passando da Piano Industria 4.0 a Piano Impresa 4.0 fino all’attuale Transizione 4.0. Per contribuire alla realizzazione di questo piano, la Nuova Sabatini è stata adeguata, andando a incentivare ulteriormente proprio i beni tecnologicamente avanzati.

    Questo strumento serve insomma a favorire la trasformazione del sistema produttivo italiano verso la “Fabbrica Intelligente” e l’ottimizzazione dei processi produttivi.

    La Legge Sabatini è, in termini tecnici, un incentivo che viene erogato alle Piccole e Medie Imprese (PMI) sotto forma di contributo per la copertura degli interessi sui finanziamenti bancari erogati per l’acquisto dei beni strumentali. In altri termini il contributo si caratterizza per essere in conto impianti e fa parte del pacchetto di contributi previsti dal piano Industria 4.0, insieme ad altre, ben note agevolazioni:

     

    Una serie di incentivi differenti uniti da un obiettivo comune, far ripartire l’Italia spingendo le aziende a cogliere tutte le possibilità offerte dalla c.d quarta rivoluzione industriale.

    Quali sono le risorse a disposizione per il 2024 per la Nuova Sabatini?

    La Nuova Sabatini è una delle agevolazioni più longeve e apprezzate nel panorama imprenditoriale italiano. Nel 1965 è stata introdotta su proposta del deputato, sindacalista e operaio, Armando Sabatini e, da allora, di governo in governo, è diventata oggetto di numerosissime proroghe e, ovviamente, di rifinanziamenti

    Tra gli ultimi, il rifinanziamento avvenuto con la legge di bilancio 2023, con cui la Nuova Sabatini è stata prorogata fino al 2026 e dotata di ulteriori 150 milioni di euro, sono stati stanziati ulteriori 100 milioni di euro verranno stanziati con la legge di bilancio 2024.

    Chi può richiedere la Nuova Sabatini?

    Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

    • Sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca

    Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:

    • Attività finanziarie e assicurativa e non svolgere attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

    I liberi professionisti possono richiedere la Nuova Sabatini Beni Strumentali?

    , gli studi professionali e le Associazioni tra professionisti, purtroppo, non possono richiedere la Nuova Sabatini, a meno che non siano costituiti come impresa di piccola e media dimensione, che alla data di presentazione della domanda risulti iscritta nel Registro delle imprese, come nel caso delle STP (Società Tra Professionisti).

    operai che salgono per nuova sabatini
    Nuova Sabatini: tutte le novità in arrivo!

    Vediamo nel dettaglio che cos’è la Nuova Sabatini

    L’obiettivo della Nuova Sabatini, è quello di favorire e agevolare le imprese che intendono investire (sotto forma di acquisto o ) in macchinari, attrezzature, impianti, beni ad uso produttivo, , software e tecnologie digitali.

    Le principali linee di intervento riguardano:

    • Agevolazioni per investimenti in beni strumentali;
    • Agevolazioni per investimenti 4.0;
    • Agevolazioni per investimenti green, un ambito inserito nel 2023;
    • Nuova Sabatini Sud, dedicata agli investimenti nelle regioni del Sud

     

    La Nuova Sabatini consente la concessione, da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle PMI italiane per sostenere alcuni tipi di investimenti. Su questi finanziamenti,  il Ministero concede un contributo che, in pratica, permette di ridurre il costo degli interessi dovuti. 

    L’investimento può essere:

    • interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing) e
    • assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso.

     

    Tale finanziamento inoltre, deve essere:

    • di durata non superiore a 5 anni;
    • di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro;
    • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili;

     

    Il contributo del MIMIT è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo uguale all’investimento, a un tasso d’interesse annuo pari al:

    • 2,75% per gli investimenti ordinari;
    • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”). Vale anche per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica a uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi (Nuova Sabatini Green).
    • 5,5% per gli investimenti nelle Regioni del Mezzogiorno effettuati da micro piccole imprese (Nuova Sabatini Sud)

     

    La Nuova Sabatini finanzia beni nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”. Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a: terreni e fabbricati; beni usati o rigenerati; immobilizzazioni in corso e acconti.

    Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:

    • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito;
    • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa.

    Sono stati inoltre definiti – a partire dal 1° gennaio 2023 – quali sono gli investimenti ammissibili per le imprese operanti nei settori agricolo, forestale e zone rurali, nonché nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

    Ricordati che insieme alla Nuova Sabatini è possibile richiedere, inoltre,  l’intervento del Medio Credito Centrale che garantisce questa tipologia di finanziamenti fino ad un massimo dell’80%.

    Se vuoi saperne di più ti consiglio di leggere il nostro approfondimento sul Fondo di Garanzia per le PMI che trovi qui

    Dunque… un solo investimento e agevolazioni combinabili per ottenere il massimo vantaggio possibile. Interessante, non trovi?

    Maggiorazioni per la Nuova Sabatini Green

    Per la nuova Sabatini green,  gli aiuti sono quindi maggiorati rispetto a quelli ordinari. Per poter essere ammessi al contributo maggiorato, però, è richiesto il possesso:

    • di un’idonea certificazione ambientale di processo oppure di prodotto sui beni oggetto dell’investimento;
    • di un’idonea autodichiarazione ambientale rilasciata da produttori, importatori o distributori dei beni

    Come presentare la domanda?

    La domanda di agevolazione dovrà essere compilata, pena l’inammissibilità della stessa, in via esclusivamente telematica attraverso la procedura disponibile sul sito ufficiale.
    Le domande di accesso all’agevolazione devono essere:

    • presentate dall’impresa in formato elettronico;
    • sottoscritte dal legale rappresentante dell’impresa o da un suo procuratore, mediante firma digitale;
    • inviate esclusivamente tramite PEC agli indirizzi dei soggetti finanziatori aderenti alla convenzione stipulata tra il Ministero dello Sviluppo economico, l’Associazione bancaria italiana (ABI) e Cassa depositi e prestiti 

     

    La domanda è inviata attraverso la procedura disponibile nella sezione dedicata “Compilazione domanda di agevolazione” della piattaforma informatica.

    E se ho già stipulato un contratto di leasing o di finanziamento?

    Purtroppo non potrai recuperare alcunché, la stipula di un contratto di finanziamento sia bancario che in leasing deve avvenire successivamente alla presentazione della domanda, dunque se hai già acceso un finanziamento per acquisto di nuovi macchinari non c’è più niente da fare per recuperare gli interessi.

    Dunque… prima di investire verifica sempre le agevolazioni disponibili e cui la tua impresa può accedere, per non correre il rischio di perdere alcuna opportunità!


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  • Donne Innovazione e Impresa: contributi per le PMI femminili del Lazio

    Donne innovazione e impresa: cos’è?

    Donne innovazione e impresa è la nuova misura della Regione Lazio che promuove e valorizza l’imprenditoria femminile attraverso il sostegno e lo sviluppo delle MPMI, per favorirne i percorsi di innovazione aziendale.

    L’agevolazione mette a disposizione 5 milioni di euro da risorse del Programma FESR 2021-2027, e prevede contributi a fondo perduto per un importo massimo di 145mila euro per ciascun progetto presentato da imprese femminili per l’introduzione di innovazioni di prodotto o di processo aziendale. 

    Si tratta di una misura importante per lo sviluppo e la crescita delle imprese guidate da donne che sostiene l’adozione di innovazioni di prodotto, di processo e dell’organizzazione aziendale. Soprattutto in una regione come quella del Lazio, che vanta la maggiore concentrazione (40,5%) di imprese femminili costituite come società di persone, ed è primo tra le regioni per incidenza delle imprese femminili in forma di società di capitale con il 42,4%.

    L’obiettivo dell’agevolazione è quello di offrire alle imprese femminili l’opportunità di cogliere le occasioni offerte delle nuove tecnologie per affrontare le sfide lanciate dalla continua evoluzione dei mercati.

    Chi può presentare la domanda?

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere al Bando  “Donne, Innovazione e impresa”.

    Sono considerate ammissibili le imprese femminili che abbiano (al più tardi al momento della richiesta di erogazione a saldo) una sede operativa nel Lazio in cui si svolge l’attività imprenditoriale oggetto del Progetto di Innovazione Azienzale, e nello specifico: 

    • la lavoratrice autonoma
    • l’impresa individuale la cui titolare è una donna;
    • la società cooperativa; 
    • la società cooperativa, la società di persone o lo studio associato in cui il numero di donne socie o associate rappresenti almeno il 60% dei componenti della compagine sociale;
    • la società di capitale le cui quote di partecipazione siano possedute in misura non inferiore ai due terzi da donne e da imprese femminili e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne (in particolare, tale requisito aziendale dev’essere posseduto dall’impresa al momento della presentazione della domanda ed essere mantenuto per almeno tre anni dall’erogazione del contributo).

    A ciascuna PMI femminile può essere finanziato un unico progetto.

    Quali progetti possono essere agevolati?

    Ciascuna impresa femminile può presentare un solo progetto agevolabile riguardante la produzione di un bene o servizio nuovo o migliorato, che si differenzi in modo significativo rispetto a quelli già realizzati dall’impresa, ad esempio sul piano delle caratteristiche tecniche, dei componenti, dei materiali, del software incorporato, della facilità d’impiego, della semplificazione della procedura di utilizzo, della maggiore flessibilità o di altri elementi concernenti le prestazioni e le funzionalità. 

    Sono ammissibili le spese necessarie per la realizzazione del Progetto e in particolare:

    • a. spese per investimenti materiali;
    • b. spese dei canoni SaaS, IaaS e Paas sostenute per l’adozione di nuove soluzioni digitali;
    • c. spese per know how, servizi e consulenze nella misura massima del 20% delle precedenti voci a) e b);
    • d. spese per i costi del personale, generali e amministrativi, riconosciute nella misura forfettaria del 20% delle precedenti spese da rendicontare a), b) e c).

     

    Le spese da rendicontare di cui alle voci a), b) e c) non devono risultare inferiori a 50.000 euro e quindi il costo totale del progetto, comprensivo dei costi riconosciuti a forfait, non può risultare inferiore a 60.000 euro.

    I progetti devono essere conclusi e rendicontati entro 9 mesi dalla loro approvazione. 

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione è un contributo a fondo perduto, riconosciuto a titolo di de Minimis (Reg. (UE) 2023/2831) nella misura massima di 145.000 euro per singola PMI e con una percentuale sulle spese ammissibili dal 40% al 60%

    L’erogazione avviene a saldo in un’unica soluzione.

    Come presentare la domanda?

    L’avvio ad istruttoria dei progetti avviene mediante una graduatoria determinata sulla base dei criteri oggettivi di seguito riportati e inizialmente formata sulla base dei punteggi calcolati dalle medesime PMI femminili partecipanti. 

    Le imprese interessate possono presentare domanda online, tramite la piattaforma GeCoWEB Plus di Lazio Innova, dalle 12 del 23 aprile e fino alle 17 del 12 giugno 2024.

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  • Che cos’è la finanza agevolata: i 5 concetti chiave che devi conoscere per utilizzarla

    La finanza agevolata for dummies

    Se stai leggendo questo post, sarai sicuramente alla ricerca di informazioni sulla finanza agevolata e su come bandi, agevolazioni e contributi pubblici, possano essere di supporto alla tua attività.

    Cos’è la finanza agevolata?

    Del termine finanza agevolata non esiste una definizione univoca: ti basterà pensare che per ora non esiste nemmeno una pagina dedicata su Wikipedia. Sul web, infatti, si possono trovare una serie di definizioni, ma nessuna di queste è considerabile ufficiale. Allora cos’è la finanza agevolata?

    Tuttavia, possiamo riferirci alla finanza agevolata come a tutti quegli interventi disposti dal legislatore nazionale, regionale o comunitario, che hanno come obiettivo quello di mettere a disposizione delle imprese strumenti finanziari a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato, per favorire lo sviluppo di nuovi progetti, la realizzazione di nuovi investimenti o l’assunzione di nuovo personale.

    La finanza agevolata, ha come obiettivo, dunque, quello di favorire lo sviluppo del tessuto imprenditoriale nazionale, incrementando la competitività delle imprese esistenti e la nascita di nuove realtà imprenditoriali.

    Per perseguire questo ambizioso obiettivo, la finanza agevolata si avvale di strumenti di varia natura: dai finanziamenti agevolati agli sgravi fiscali, dai contributi a fondo perduto alla garanzia del credito, fino agli strumenti di investimento nel capitale di rischio, che possono essere messi a disposizione delle imprese da soggetti diversi e con modalità differenti.

    Le fonti della finanza agevolata sono, infatti, differenti: si va dalla legislazione comunitaria, che mette a disposizione delle imprese, dei professionisti e degli aspiranti imprenditori, risorse attraverso i fondi diretti e indiretti, fino alla legislazione nazionale.

    che-cose-la-finanza-agevolata-e-i-concetti-chiave-da-conoscere
    Che cos’è la finanza agevolata e perché devi conoscerla per far crescere la tua attività

    PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

    Il PNRR è sicuramente l’intervento di finanza agevolata più importante messo in atto negli ultimi anni. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è il programma di riforme ed investimenti presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU (220 miliardi di euro).

    Questi aiuti sono fondamentali per riparare i danni economici e sociali causati dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Il Piano nazionale stabilisce, quindi, come e dove saranno investiti, da qui fino al 2027, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e Pubblica Amministrazione attraverso importanti agevolazioni. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    Se vuoi approfondire il tema, ti consiglio di dare un’occhiata agli articoli del nostro blog dedicati al PNRR.

    I 5 concetti chiave

    Ora che sai cos’è la finanza agevolata, passiamo ad analizzare alcuni concetti e definizioni fondamentali che devi conoscere, e che torneranno utili quando vorrai partecipare ad un bando o ad un’agevolazione pubblica.

    1. Tipologia di contributo

    Quando si parla di contributi e agevolazioni alle imprese, quasi sempre si pensa soltanto ai contributi a fondo perduto. In realtà la finanza agevolata mette a disposizione delle imprese strumenti molti diversi, adatti a bisogni differenti. Vediamoli insieme!

    1. contributi a fondo perduto
    2. finanziamenti agevolati
    3.  del credito
    4. sgravi fiscali e contributivi
    5. strumenti di intervento nel 

    2. Tipo di beneficiario

    La maggior parte dei contributi pubblici comunitari, regionali e nazionali, è destinata alle Micro, Piccole e Medie imprese, le c.d. MPMI (di cui fanno parte anche i ), ma esistono numerose agevolazioni per startup innovative, aspiranti imprenditori, imprenditoria femminile e giovanile (sotto i 35 anni), che spesso beneficiano di fondi specifici.

    Quando ti trovi alle prese con un avviso pubblico ricorda sempre di leggere bene quali sono i beneficiari dell’agevolazione che ti interessa, per comprendere bene se rientri, o meno, tra i soggetti che possono effettivamente accedere al bando.

    Per sapere se puoi partecipare, dovrai anche verificare se hai i requisiti giusti per farlo. Ad esempio dovrai appartenere alla classe Ateco prevista dal bando, o dovrai essere in regola con una serie di normative, tra cui il De Minimis, o quelle relative alla sicurezza dei lavoratori.

    Nella maggior parte dei casi, ad eccezione dei bandi per aspiranti imprenditori, la tua impresa dovrà essere attiva ed iscritta al Registro delle imprese.

    3. Codice Ateco

    La quasi totalità dei contributi pubblici prevede, quale requisito di accesso, quello di avere un codice Ateco ben specifico e indicato all’interno dell’Avviso pubblico.

    Per Codice Ateco si intendo il Codice di Attività Economica, ovvero quel codice numerico di 6 cifre che classifica in maniera univoca la tua impresa. Se hai dubbi circa il tuo codice Ateco, puoi verificarlo sulla tua visura camerale o chiederlo al tuo commercialista.

    Puoi trovare un elenco completo di tutti i codici Ateco sul sito dell’Istat.

    Dovrai essere ammissibile quindi in base ai requisiti richiesti dal bando (es. PMI, Startup o ATI, ecc…)

    4. Spese ammissibili

    Quando si parla di “spese ammissibili” si fa riferimento alle spese (ovvero ai costi ed agli investimenti) che possono essere agevolate da un bando o da un contributo pubblico.

    Non tutte le spese possono, infatti, essere oggetto di agevolazione: alcuni bandi ti aiuteranno ad acquistare macchinari o strumentazione per la tua attività, altri ti consentiranno di spesare le consulenze, alcuni (pochi) le spese di marketing, ed altri ancora le ristrutturazioni edilizie.

    Ricorda sempre che le spese ammissibili saranno sempre considerate al netto dell’IVA, e di verificare le percentuali di copertura delle spese che, non sempre, sono pari al 100%.

    5. Regime De Minimis

    Se hai letto un avviso pubblico ti sarai sicuramente imbattuto nella dicitura “Regime De Minimis“: con questa locuzione, si fa riferimento ad aiuti di piccola entità che possono essere erogati alle imprese, senza obbligo di notifica all’UE da parte dei Paesi membri.

    Si presuppone infatti, proprio per la limitatezza degli importi, che la concessione di tali aiuti non incida sulla concorrenza tra imprese all’interno dell’Unione.

    Perché è importante? Esistono diverse tipologie di Regolamenti a cui i bandi fanno riferimento, ognuno dei quali prevede delle soglie (o massimali) di aiuti concedibili alle imprese. Questo significa che se hai già ricevuto delle agevolazioni in passato, per poter ricevere una nuova agevolazione dovrai rientrare nei massimali previsti dal Regolamento a cui il bando si riferisce.

    Se vuoi saperne di più, e capire come funziona il massimale previsto da questo regolamento (e quanti regolamenti ci sono), ti consiglio vivamente di leggere il nostro approfondimento sugli aiuti in De Minimis.

    Bene, abbiamo visto insieme che cos’è la finanza agevolata e quali sono i concetti chiave da conoscere se ti stai approcciando per la prima volta a questo mondo… adesso non devi fare altro che trovare l’agevolazione giusta per la tua attività!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


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  • Bando ISI INAIL 2023: agevolazioni per la sicurezza sui luoghi di lavoro

    Il 20 dicembre 2023 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’Avviso pubblico del bando Isi Inail 2023

    Oltre 508 milioni di euro alle imprese per progetti sul miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

    Bando Isi Inail 2023: cos’è

    Isi Inail è l’incentivo che sostiene le imprese nella realizzazione di progetti per il miglioramento delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori, supportando inoltre le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli nell’acquisto di nuove attrezzature di lavoro e macchinari innovativi per abbattere le emissioni inquinanti, migliorare il rendimento e la sostenibilità aziendale e ridurre il livello di rumorosità o il rischio di infortuni..

    Chi può presentare la domanda?

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere al Bando Isi Inail 2023.

    Possono richiedere le agevolazioni tutte le imprese (anche individuali) iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura.

    Non solo: anche gli enti del terzo settore possono beneficiare delle agevolazioni, seppur limitatamente a una sola tipologia di Intervento (Asse 1.1, intervento d).

    Sono escluse le imprese beneficiarie dell’incentivo 2020, 2021 e 2022 e, per le imprese agricole, anche 2019/2020.

    Quali progetti possono essere agevolati?

    Lo scopo del bando è quello di incentivare le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Per fare questo i progetti finanziabili possono essere di varia natura, e sono ricompresi in 5 Assi di finanziamento:

    • Asse 1 (Isi generalista): Progetti volti alla riduzione dei rischi tecnopatici (Asse 1.1) e progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (Asse 1.2);
    • Asse 2 (Isi tematica): Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici;
    • Asse 3 (Isi amianto): Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto;
    • Asse 4 (Isi micro e piccole imprese): Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività;
    • Asse 5 (Isi agricoltura): Progetti per imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli (Asse 5.1) e per i giovani agricoltori (Asse 5.2).

     

    Gli investimenti devono essere avviati dopo la chiusura dello sportello telematico per l’invio delle domande.

    Quant’è la dotazione finanziaria?

    La dotazione finanziaria totale del bando Isi Inail 2023 è pari a oltre 508,4 milioni di euro (l’importo più alto stanziato nelle 14 edizioni dell’iniziativa) ed è suddivisa tra i diversi Assi e tra le diverse regioni/province autonome:

    1. Asse 1 (“Isi generalista”): prevede risorse per oltre 98 milioni, suddivisi in:
      – 93,4 milioni per progetti di prevenzione del rischio chimico e dei rischi legati al rumore (Asse 1.1),
      – 5 milioni per progetti di adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (Asse 1.2).
    2. Asse 2 (“Isi tematica”): dispone di 140 milioni, destinati a progetti di prevenzione dei rischi infortunistici. 
    3. Asse 3 (“Isi amianto”), che dispone di 100 milioni per progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (MCA).
    4. Asse 4 (“Isi micro e piccole imprese”): prevede 80 milioni per progetti realizzati da micro e piccole imprese che operano in diversi settori dell’industria manifatturiera.
    5. Asse 5 (“Isi agricoltura”) mette a disposizione 90 milioni di euro (70 milioni per tutte le imprese agricole, Asse 5.1, e 20 milioni per per i giovani agricoltori under 40, Asse 5.2). 

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    Il bando Isi Inail 2023 prevede un contributo in conto capitale fino al 65% dell’investimento (80% nel caso di giovani agricoltori) e fino a un massimo di 130.000 euro, che viene erogato a seguito del superamento della verifica tecnico-amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto.

    Il finanziamento in conto capitale è calcolato sulle spese ammissibili al netto dell’iva e l’ammontare del contributo.

    Con la sola esclusione delle imprese con meno di 50 dipendenti che presentino progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, i progetti dovranno comportare un contributo minimo di 5.000 euro.

    Come presentare la domanda?

    La procedura informatica per presentare la domanda di finanziamento si svolge in più fasi. 

    Per iniziare, è necessario procedere alla compilazione della domanda in piattaforma. 

    I soggetti risultati ammissibili potranno quindi accedere alla procedura per scaricare il codice che li identificherà in modo univoco e che dovrà essere utilizzato per l’inoltro vero e proprio della domanda, nel corso di un click-day.

    Le date di apertura dello sportello per la presentazione della domanda verranno definite entro il 21 febbraio 2024.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • InnovaCultura – il Fondo Perduto della Regione Lombardia – Bando 2024

    InnovaCultura regione Lombardia: Di cosa si tratta?

    Il Bando InnovaCultura 2024, promosso dalla Regione Lombardia, si configura come un fondamentale catalizzatore per lo sviluppo e l’innovazione nel panorama culturale e creativo della regione.

    Questa iniziativa, dotata di una significativa dotazione finanziaria di 6 milioni di euro, sostiene progetti culturali innovativi, promuovendo la collaborazione sinergica tra le micro, piccole e medie imprese culturali e creative della Lombardia e gli istituti e luoghi della cultura lombardi.

    Per partecipare è infatti necessario attivare Accordi di Progetto con almeno un istituto culturale (ente pubblico o soggetto privato senza fini di lucro) che sia titolare o gestore di musei, ecomusei e sistemi museali, biblioteche e archivi aperti al pubblico, siti UNESCO, complessi monumentali non statali o anche aree e parchi archeologici non statali, che siano aperti al pubblico. I contributi sono però riservati alle sole imprese.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione prevista dal Bando InnovaCultura consiste in un contributo a fondo perduto finalizzato a sostenere finanziariamente la realizzazione dei progetti culturali innovativi presentati dalle imprese. Questo contributo può coprire fino al 70% del costo totale del progetto approvato, con un massimo di 200.000 euro per progetto finanziato.

    Il costo minimo di ogni progetto è di 50.000 euro, ridotto a 30.000 euro nel caso di progetti presentati in partenariato con ecomusei riconosciuti, archivi, biblioteche e sistemi bibliotecari riconosciuti.

    Chi può presentare domanda?

    Le imprese che desiderano partecipare al Bando InnovaCultura devono essere micro, piccole o medie imprese (MPMI) attive nel settore culturale e creativo. Per rientrare in quest’ambito, le imprese devono occuparsi di attività:

    1. culturali “core”: arti visive, arti performative, patrimonio culturale;
    2. culturali: editoria (comprese le sue declinazioni multimediali), musica, radio-televisione, cinema, videogiochi e imprese del settore digitale;
    3. creative: architettura, design e pubblicità/comunicazione.

     

    Le imprese devono essere costituite da almeno sei mesi alla data di pubblicazione dell’Avviso pubblico (30 novembre 2023).

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti ammissibili per il Bando InnovaCultura devono concentrarsi sull‘innovazione nel campo culturale e creativo. Ecco una panoramica dei tipi di progetti che possono essere finanziati:

     

    1. Soluzioni Innovative e Nuove Tecnologie per la Fruizione dei Beni Culturali: progetti che facilitano l’esperienza interattiva, multisensoriale e esperienziale dei beni culturali in loco, utilizzando soluzioni tecnologiche avanzate.
    2. Digitalizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale: progetti che mirano a catalogare, digitalizzare e gestire in modo efficiente il patrimonio culturale, integrando soluzioni tecnologiche innovative.
    3. Valorizzazione delle risorse culturali digitali: introduzione di strumenti e soluzioni che permettano di valorizzare questa specifica tipologia di risorse.
    4. Inclusione e Accessibilità: iniziative volte a favorire l’inclusione e l’accessibilità dei visitatori vulnerabili e dei soggetti fragili agli istituti e luoghi della cultura.
    5. Coinvolgimento attivo: soluzioni utili a promuovere il coinvolgimento diretto della comunità locale e delle scuole nel processo di creazione, cura e fruizione dei beni culturali.
    6. Promozione e Diversificazione dei Canali di Marketing e Vendita: progetti che puntano a diversificare ed efficientare i canali di promozione, marketing e vendita degli istituti culturali, con un focus sul raggiungimento di nuovi fruitori.
    7. Gestione Amministrativa ed Operativa Ottimizzata: iniziative che prevedono strumenti utili a migliorare ed efficientare la gestione amministrativa, operativa e del personale degli istituti culturali, integrandosi nelle loro infrastrutture.

     

    È importante notare che questi progetti devono essere realizzati a favore degli istituti e luoghi della cultura con sede legale e/o operativa in Lombardia. Inoltre, non saranno finanziati progetti che costituiscono uno sviluppo o prosecuzione di iniziative già avviate dalle istituzioni culturali coinvolte.

     

    Nell’ambito di questi progetti, le spese ammissibili sono rappresentate da quelle necessarie per la realizzazione del progetto, ovvero:

    • Personale che sviluppa il prodotto/servizio
    • Acquisizione di servizi, entro il 40% del totale del valore progettuale
    • Acquisto di strumenti e attrezzature, fino al 30% del valore del progetto
    • Costi per la presentazione di fideiussione necessaria per l’eventuale richiesta di anticipo del contributo, fino al 2% del costo complessivo dell’intervento realizzato
    • Costi indiretti forfettari, calcolati nel 7% dei costi diretti sostenuti per le altre spese elencate

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    La domanda potrà essere presentata dal 1° al 12 marzo 2024 e le risorse verranno assegnate con una procedura valutativa a graduatoria, fino all’esaurimento del plafond disponibile. Verranno comunque formati più elenchi, in base alla tipologia di partenariato prevista dal progetto:

    1. Partenariati tra Imprese e raccolte museali/musei riconosciuti e sistemi museali riconosciuti
    2. Partenariati tra Imprese ed Ecomusei riconosciuti
    3. Partenariati tra Imprese e siti UNESCO, aree e parchi archeologici e complessi monumentali non statali
    4. Partenariati tra Imprese e biblioteche e sistemi bibliotecari, archivi.

     

    Le domande formalmente ammissibili verranno quindi valutate sulla base dei seguenti criteri:

    • Qualità dell’organizzazione tecnica e gestionale (fino a 16 punti)
    • Qualità dell’operazione, sia in termini progettuali che di sostenibilità/potenzialità (fino a 60 punti)
    • Qualità economico-finanziaria del progetto, anche in termini di sostenibilità ed economicità (fino a 10 punti)
    • Grado di innovazione in rapporto al contesto specifico (fino a 25 punti).

     

    Per essere ammessi è necessario totalizzare almeno 60 punti e, in questo caso, sarà anche possibile ottenere punti premiali per il possesso di certificazioni ambientali o adesione a sistemi di gestione ambientale (2 punti), per progetti volti a migliorare la fruizione del patrimonio culturale da parte di persone con disabilità (2 punti) e per imprese giovanili/femminili (1 punto).

    L’importante, quindi, non è presentare la domanda per primi, ma sviluppare un progetto di qualità! E se hai bisogno di una mano… ti aiuta Trovabando!


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  • Fare Impresa in Sicilia: Bando 2023

    Che Cos’è il Bando FAInSicilia?

    Il Bando “FAre Impresa in Sicilia – FAInSicilia” rappresenta un’opportunità straordinaria per giovani e donne che desiderano avviare o sviluppare la propria attività imprenditoriale in Sicilia.

    Con un budget di 26 milioni di euro, il bando offre un contributo a fondo perduto per progetti innovativi. 

    Agevolazioni del Bando per Fare Impresa in Sicilia

    L’agevolazione finanzia con un contributo a fondo perduto fino al 90% progetti imprenditoriali di nuove imprese femminili o giovanili, di importo compreso tra 50.000 euro e 300.000 euro

    Chi Può Beneficiare del Bando Fare Impresa Sicilia?

    L’agevolazione è rivolta a giovani o donne che devono avviare la loro attività o che l’abbiano avviata da meno di 36 mesi. Più in particolare, possono accedere al bando FAInSicilia:

    • giovani di età compresa tra i 18 e i 45 anni e/o donne di qualsiasi età, già residenti in Sicilia o che comunque si impegnino a trasferire la propria residenza sull’isola, intenzionati a costituirsi in forma di impresa individuale o di società (anche cooperativa)
    • Micro e piccole imprese con sede in Sicilia (o che si impegnino ad aprirla), che siano attive da non più di 36 mesi e che siano costituite da persone fisiche di età compresa tra i 18 e i 45 anni o che siano donne. In caso di società, la compagine sociale deve essere composta in maggioranza da persone fisiche che rispettino questi requisiti e che detengano almeno il 51% del capitale sociale. Le persone giuridiche non possono detenere più di un terzo del capitale sociale.

     

    Sono ammissibili quasi tutti i settori, con l’esclusione della pesca e dell’acquacoltura, della produzione primaria di prodotti agricoli, dei trasporti e delle costruzioni, dell’estrazione di minerali e delle attività connesse all’esportazione.

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti imprenditoriali che possono essere finanziati devono riguardare almeno una delle seguenti finalità:

    • la fornitura di nuovi prodotti e/o servizi al mercato, ovvero la combinazione di prodotti e/o servizi in grado di differenziare l’impresa sul mercato rispetto ai concorrenti; 
    • l’introduzione di cambiamenti sui processi produttivi e/o di erogazione di servizi o parti di essi in grado di migliorarne l’efficienza e l’efficacia complessiva;
    • l’introduzione di prodotti, servizi e/o processi che generano come effetto l’ampliamento a nuovi target di consumatori o di utenza; 
    • la capacità di soddisfare bisogni culturali, sociali e sociosanitari, in modo più efficace rispetto alle alternative esistenti;
    • la valorizzazione di attività di ricerca e sviluppo.

     

    All’interno di questi ambiti, le spese ammissibili riguardano:

    • Opere edili di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria, nel limite massimo del 30% dei costi ammissibili (40% nel caso di alberghi e strutture simili, ristoranti e bar);
    • macchinari, impianti tecnologici, attrezzature e arredi, purché siano nuovi di fabbrica e funzionali all’attività di impresa
    • software e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione, entro il limite del 15% dell’importo totale del programma di spesa;
    • formazione specialistica per il personale coinvolto nell’attuazione del progetto ed oneri professionali ascrivibili a professioni regolamentate (progettazione tecnica, direzione lavori, studi di fattibilità, elaborazione di calcoli statistici…) , entro il limite del 7% del totale dei costi ammissibili

    Presentazione della Domanda e Valutazione

    Le domande di ammissione all’agevolazione possono essere presentate dal 20 febbraio 2023 al 27 febbraio 2023, inviando tramite piattaforma informatica la domanda, il progetto imprenditoriale e i vari allegati richiesti.

    Qualora le risorse disponibili, pari a 26 milioni di euro, non fossero sufficienti a finanziare tutte le domande presentate, le domande passeranno alla fase istruttoria sulla base della posizione assunta in un elenco che terrà conto della percentuale di cofinanziamento privato, data dal rapporto tra il cofinanziamento privato e il costo totale lordo del programma di investimento.

     

    La fase istruttoria vera e propria terrà invece in considerazione i seguenti criteri:

     

    1. adeguatezza e coerenza delle competenze possedute dal soggetto proponente o dai relativi soci rispetto alla specifica attività prevista dal progetto imprenditoriale (max. 12 punti);
    2. capacità di presidiare gli aspetti del processo tecnico-produttivo e organizzativo (max. 4 punti); 
    3. potenzialità del mercato di riferimento, vantaggio competitivo dell’iniziativa e relative strategie di marketing (max. 4 punti); 
    4. fattibilità e sostenibilità tecnica e qualità economico-finanziaria dell’iniziativa in termini di economicità della proposta, adeguatezza e sostenibilità del business plan e prospettive di crescita dell’impresa (max. 10 punti); 
    5. contributo allo sviluppo sostenibile (nuove attività di impresa delle filiere della green e della blue economy) (max. 2 punti); 
    6. contributo alla transizione digitale (max. 2 punti).

     

    Sono inoltre previste premialità aggiuntive di 5 punti ciascuna per i progetti presentati da startup innovative (anche costituende) e per progetti legati a un’attività economica che sia coerente con almeno una delle Traiettorie previste dagli Ambiti di Specializzazione intelligente della S3 Sicilia 2021-2023.

    È comunque necessario raggiungere un punteggio almeno pari a 20.

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  • Piemonte: Fondo Unico per il Commercio

    Piemonte Fondo Unico per il Commercio, di cosa si tratta?

    Il fondo Unico per il Commercio è una misura volta a fornire sostegno alle imprese commerciali che intendono sostenere investimenti per il proprio sviluppo e consolidamento e per l’ammodernamento e l’innovazione dei propri processi produttivi. 

    Grazie a questa agevolazione, le micro, piccole e medie imprese potranno ricevere un finanziamento agevolato e un contributo a fondo perduto che le aiuteranno a finanziare i propri progetti di sviluppo.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione prevede la possibilità di accedere a un finanziamento costituito in parte (fino al 70%) da risorse regionali a tasso zero e in parte da risorse degli intermediari finanziari a tassi di mercato convenzionati. 

    È possibile finanziare fino al 100% delle spese ritenute ammissibili, ma è importante tenere presente che il finanziamento complessivo dovrà rispettare i seguenti importi minimi:

    • Per le micro e piccole imprese, € 25.000 
    • Per le medie imprese, € 250.000 

    La quota massima di intervento regionale è invece fissata in:

    • € 500.000 per le micro imprese; 
    • € 1.000.000 per le piccole imprese; 
    • € 1.500.000 per le medie imprese.

    La durata del finanziamento è di almeno 36 mesi, mentre il massimo varia in base all’importo richiesto, fino a raggiungere gli 84 mesi per finanziamenti di importo complessivo superiore al milione di euro. In ogni caso, è previsto un eventuale periodo di preammortamento di 6 mesi.

    Ma non finisce qui! Come già accennato, l’agevolazione prevede  anche un contributo a fondo perduto calcolato in percentuale sulla parte di finanziamento con risorse regionali:

    • 10% per le micro imprese
    • 8% per le piccole imprese
    • 4% per le medie imprese

    Chi può presentare domanda?

    Come già accennato, attualmente possono essere ammesse all’agevolazione solo le MPMI con almeno un’unità locale operativa in Piemonte e che appartengono a specifici settori di attività, individuati dai seguenti codici Ateco:

    • Sezione G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e di motocicli, Divisioni da 45 a 47, ad eccezione delle imprese aventi codice ATECO prevalente 45.2 – Manutenzione e riparazione di autoveicoli;
    • Sezione I – Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione, Divisioni da 55 a 56; 

     

    Sezione R – Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento, ma solamente le imprese con codice ATECO prevalente 93.29.1 e 93.29.10 (Discoteche, sale da ballo night-club e simili).

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    Possono essere finanziati progetti di investimento, sviluppo, consolidamento e per le connesse necessità di scorte.

     

    Sono ammesse le spese sostenute dopo l’invio della domanda di ammissione, ma per chi si è costituito da meno di 6 mesi è possibile presentare anche le spese sostenute entro i 6 mesi che precedono l’invio della domanda, purché esse non rappresentino più del 30% dei costi ammissibili.    

     

    I costi che è possibile agevolare sono molto vari e rendono pertanto il Fondo Unico Commercio un’agevolazione davvero interessante. Vediamoli nel dettaglio:

    1. a)    Spese principali: 
    • macchinari e impianti di servizio ai macchinari , attrezzature; a.2)  hardware e software;
    • mobili, arredi, macchine d’ufficio, altri beni, strumentali al progetto di investimento; 
    • automezzi per trasporto di cose  alimentati a combustibili tradizionali  o a combustibili alternativi ; 
    • opere edili
    • brevetti, marchi, licenze, diritti d’autore; 
    • sistemi e certificazioni aziendali  che riguardino la qualità della lavorazione, il rispetto per l’ambiente e la sicurezza e la salute dei lavoratori; 
    • certificazioni di prodotto non obbligatorie rilasciate da Organismi di certificazione adeguatamente accreditati.

    1. b)    Spese con limitazione: 
    • acquisto e/o costruzione di immobili da destinare all’attività d’impresa, per un importo non superiore al totale delle “spese principali”); 
    • avviamento d’azienda per un importo non superiore al 35% del totale delle “spese principali”;
    • scorte  (materie prime, semilavorati, prodotti finiti, merci), per un importo non superiore al 20% del totale delle “spese principali”;
    • spese per servizi, entro il 25% del totale delle “spese principali” (consulenze aziendali, formazione del personale, intermediazione immobiliare; costi di pubblicità e marketing, compresa la realizzazione e/o il potenziamento della propria presenza su internet attraverso siti e/o e-commerce, spese per partecipazione a fiere (plateatico e allestimento stand), locazione di immobili per l’attività di impresa,  locazione operativa (noleggio) di beni e servizi; 
    • spese generali, fino al 5% del totale delle “spese principali”  (ad esempio utenze; cancelleria; spese per manutenzioni ordinarie; commissioni di garanzia, per un limite massimo di 1.500 euro).

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    Lo sportello per la presentazione delle domande è stato riattivato il 25 ottobre 2023 e rimarrà aperto fino a quando Finpiemonte, la finanziaria regionale responsabile dell’attuazione della Misura, non darà comunicazione di sospensione/termine.

    Le domande vengono esaminate in ordine cronologico di invio e, una volta valutate la ricevibilità e l’ammissibilità della domanda ci sarà anche una verifica tecnica e di merito attraverso la quale si valuteranno l’idoneità tecnica ed economico-patrimoniale dell’impresa, la congruità e la pertinenza dei costi del progetto e la qualità tecnica del progetto.


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  • INNOAID Puglia: sostegno alle PMI per l’acquisto di servizi

    Innoaid Puglia: di cosa si tratta?

    Innoaid Puglia è la misura che permette alle micro, piccole e medie imprese della regione di ottenere un contributo a fondo perduto fino ad un massimo del 50% per l’acquisto di servizi per l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale e, da giugno 2023, anche per l’acquisto di servizi servizi di consulenza legati all’energia e alla sua gestione.

    Grazie a Innoaid Puglia, la Regione intende quindi sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi, processi e soluzioni, ma anche l’efficientamento energetico delle imprese, soprattutto nel caso in cui si tratti di attività il cui svolgimento comporta un elevato consumo energetico.

    In questo modo per le imprese sarà più facile accedere a conoscenze e tecnologie che possano aiutarle a sviluppare nuovi prodotti/servizi, o anche ad ad acquisire idee, brevetti e conoscenze e nuove competenze che possano rispondere alle necessità di innovazione.

    E’ importante sapere però che i progetti di innovazione che verranno finanziati devono essere legati alle tre Aree di Innovazione che sono state individuate come prioritarie per il territorio, ovvero:

      1. Manifattura sostenibile, con riferimento a
        1. Fabbrica intelligente (settori applicativi: meccanica, manifatturiero, trasporti)
        2. Aerospazio-Aeronautica
        3. Meccatronica
    • Salute dell’uomo e dell’ambiente, con riferimento a
      1. Benessere della persona (settori applicativi: terapie innovative e farmaceutica, diagnostica, bioinformatica)
      2. Green Blue economy (settori applicativi: tecnologie per le energie, ambiente e territorio)
      3. Agroalimentare – Agroindustria
    1. Comunità digitali, creative e inclusive, con riferimento a
      1. Industria culturale e creativa (settori applicativi: social innovation – design – innovazione non R&D
      2. Beni culturali (settori applicativi: beni culturali).

    Innoaid Puglia: in cosa consiste l’agevolazione?

    L’agevolazione  prevede un contributo a fondo perduto pari al 45% delle spese,e può aumentare fino a raggiungere un massimo del 50% nel caso in cui l’impresa possieda:

    • Certificazione etica SA8000 (aumento di 1 punto percentuale)
    • Certificazione ambientale (aumento di 1 punto percentuale)
    • Rating di legalità (aumento di 2 punti percentuali)
    • Principio di parità e non discriminazione, sulla base di precisi requisiti (aumento di 1 punto percentuale).

    Chi può presentare domanda?

    All’agevolazione possono partecipare le Micro Piccole e Medie Imprese con sede legale o unità locale in Puglia. E’ possibile partecipare sia in forma singola che associata, in Consorzio, ATI, Reti di imprese con personalità giuridica (Reti- soggetto) o Reti senza personalità giuridica (Reti-contratto). Nel caso di raggruppamenti, è necessario che partecipino almeno 3 MPMI.

    E’ comunque necessario essere attivi in un settore economico ammissibile: i codici ISTAT ATECO 2007 accettati sono numerosi, ma ti consigliamo di verificare consultando l’Allegato 2 del bando.

    Infine, non sono ammissibili le imprese in contabilità semplificata.

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti ammissibili non devono essere ancora avviati e possono riguardare vari ambiti, in base al tipo o ai tipi di consulenza necessaria. Per ogni tipologia di consulenza sono definiti precisi limiti di investimento ammissibile ma, in ogni caso,il costo massimo per singolo progetto è di 520.000 euro. Cerchiamo di capire meglio!


    • Servizi di consulenza in materia di innovazione:
      • Servizi di supporto all’innovazione guidata dal design; si tratta di servizi utili a concepire nuovi prodotti/servizi legati a bisogni latenti e inespressi dei clienti e che possano occupare nuove nicchie di mercato.
        In questo caso sono ammissibili progetti compresi tra 10.000 euro e 60.000 euro.
      • Servizi di supporto all’innovazione di prodotto/servizio; sono servizi finalizzati alla progettazione tecnica di dettaglio di nuovi prodotti/servizi e/o al miglioramento delle loro caratteristiche funzionali e prestazionali. L’investimento deve essere compreso tra 15.000 euro e 80.000 euro.
      • Studi di fattibilità; sono funzionali allo studio della fattibilità tecnico-economica della realizzazione di progetti di R&D, di ingegnerizzazione, test e prototipazione, di trasferimento tecnologico o di realizzazione di impianti pilota. Sono ammissibili investimenti tra 5.000 e 35.000 euro.


    • Servizi di consulenza e supporto all’innovazione:
      • Servizi tecnologici di sperimentazione; riguardano le fasi di dimostrazione e ingegnerizzazione di nuovi prodotti e servizi. L’importo degli investimenti ammissibili deve rientrare tra i 15.000 e gli 80.000 euro.
      • Servizi di supporto alla gestione della proprietà intellettuale e alla certificazione di prodotto; sono i servizi inerenti la tutela della proprietà intellettuale relativamente a disegni, modelli, marchi, brevetti e diritti d’autore, e/o quelli per l’avvio dei processi di certificazione/etichettatura di qualità. L’importo dell’investimento può variare da 10.000 euro fino a 50.000 euro.


    • Servizi di consulenza legati all’energia e alla sua gestione:
      • Servizi di consulenza per l’adozione di un sistema di gestione dell’energia ISO 50001; riguardano la progettazione del sistema, l’integrazione con altri sistemi di gestione aziendale o ambientale e i vari servizi connessi al percorso di ottenimento della certificazione. L’importo minimo deve essere di 5.000 euro mentre quello massimo è di 40.000 euro
      • Servizi di supporto alla realizzazione di audit e diagnosi energetica; servizi diretti a sostenere la realizzazione di audit energetici, diagnosi, consulenze, monitoraggio e proposte d’intervento per migliorare le modalità di utilizzo dell’energia in azienda. Gli investimenti ammissibili devono in questo caso rientrare tra un minimo di 5.000 euro e un massimo di 35.000 euro per ogni sede operativa.

    Spese finanziate indipendentemente dall’ambito specifico del progetto

    Le spese che vengono finanziate invece, indipendentemente dall’ambito specifico del progetto, riguardano:

    • Acquisizione di servizi di consulenza su specifiche problematiche direttamente afferenti il progetto di investimento presentato
    • Costi per l’ottenimento, la convalida e la difesa dei brevetti, degli altri diritti di proprietà industriale e intellettuale e altri attivi immateriali
    • Costi per l’acquisizione di servizi di consulenza e di sostegno dell’innovazione

     

    La durata delle varie attività previste dal progetto non può eccedere gli 8 mesi.

    Quando posso presentare la mia domanda e come verrà valutata?

    Dal 12 giugno 2023 è possibile presentare domanda sul nuovo sportello agevolativo, che presenta una dotazione finanziaria di 4 milioni di euro. Non è prevista una data di scadenza: fino a quando ci saranno risorse disponibili, sarà possibile presentare la domanda.

    L’erogazione del contributo avverrà attraverso una procedura valutativa a sportello che prenderà in considerazione specifiche caratteristiche della proposta progettuale, come il grado di innovatività del progetto e dei servizi richiesti, la congruenza tecnico-economica della proposta, l’impatto potenziale del progetto sul sistema socio-economico-industriale, la sostenibilità ambientale…

    Beh, sembra proprio arrivato il momento di innovare… Con Innoaid Puglia! 

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  • Bonus Regione Lazio 2024 2025: Voucher Internazionalizzazione PMI

    Se sei una piccola o media impresa del Lazio e stai pensando di far conoscere i tuoi prodotti o servizi oltre i confini italiani, questo è il momento giusto per agire. Con il nuovo bonus Regione Lazio 2024 2025, puoi ricevere un contributo a fondo perduto per partecipare a fiere internazionali e avviare o rafforzare il tuo percorso di internazionalizzazione. Ma attenzione: il tempo stringe e le opportunità non aspettano!

    Cos’è il Voucher Internazionalizzazione PMI della Regione Lazio 2025

    Il Bonus Regione Lazio 2024 2025 (Voucher Internazionalizzazione) è un’agevolazione prevista nell’ambito del PR FESR Lazio 2021-2027, che sostiene la partecipazione a fiere internazionali delle PMI regionali e mira a favorirne i processi di internazionalizzazione. L’obiettivo? Semplice e ambizioso: ampliarne l’accesso ai mercati esteri, aiutando le imprese a promuoversi all’estero, rafforzare il proprio business e sviluppare nuove relazioni commerciali.

    La Spinta Verso i Mercati Esteri: 5 Milioni di Euro con il Bonus Regione Lazio 2024 2025

    Il programma prevede una dotazione finanziaria pari a 5 milioni di euro, stanziati dalla Regione Lazio per incentivare la partecipazione delle PMI del Lazio a fiere internazionali, in Italia e all’estero. L’avviso sul BUR Lazio rappresenta un’opportunità concreta per ogni beneficiario che vuole investire nel proprio futuro imprenditoriale, rafforzare la propria presenza internazionale. L’agevolazione ha l’obiettivo di spingere le PMI regionali su nuovi mercati esteri e favorirne i processi di internazionalizzazione.

    A Quanto Ammonta il Bonus Concesso

    Il contributo, previsto dal Bonus Regione Lazio 2024 2025,  deve promuovere l’attività imprenditoriale e viene riconosciuto a fondo perduto per un importo pari a 15.240 euro per ciascuna singola fiera internazionale.

    Questo importo è composto da:

    • 12.700 euro come quota fissa per la partecipazione;
    • un 20% aggiuntivo, calcolato automaticamente dalla piattaforma GeCoWEB Plus, per coprire i costi diretti del personale coinvolto.

     

    Ciascuna PMI può presentare un solo progetto, per partecipare a fino a tre fiere internazionali oggetto del contributo, a condizione che queste inizino dopo la data di pubblicazione e si concludano entro il 31 dicembre 2025.

    In totale, il contributo concedibile è pari a 45.720 euro.

    Chi può essere beneficiario: requisiti per farsi ammettere

    Possono essere ammesse al Bonus Regione Lazio 2024 2025 tutte le imprese con almeno una sede o più sedi operative ubicate nel Lazio e in possesso dei seguenti requisiti:

    • Iscrizione al Registro delle Imprese italiano;
    • Regolarità contributiva tramite DURC;
    • Settori non esclusi (sono escluse ad esempio agricoltura primaria, gioco d’azzardo, nucleare, ecc.);
    • Partecipazione in forma singola, con proprio spazio espositivo fisico.

     

    I requisiti devono restare validi fino alla data della concessione del contributo.

    Le sedi operative nel Lazio possono essere attivate anche prima dell’erogazione, ma devono essere sedi operative localizzate nel territorio del Lazio.

    A Quali Fiere si Può Partecipare: Requisiti di Ammissibilità

    Per ottenere il contributo, previsto dal Bonus Regione Lazio 2024 2025, le fiere internazionali oggetto del contributo devono rispettare precisi criteri.

    Nello specifico:

    • Se la fiera si svolge in Italia, deve essere inserita nel calendario manifestazioni fieristiche ufficiale pubblicato su Regioni.it;
    • Se la fiera si svolge in uno stato estero ed è censita nel sito TradeFairDates o, oppure non è ivi censita, deve comunque essere dimostrata la sua natura business-to-business e non rivolta ai consumatori finali.

     

    In ogni caso, la fiera internazionale a cui la PMI beneficiaria deve partecipare ad un evento che deve avere luogo dopo la data di pubblicazione del bando e concludersi entro il 31 dicembre 2025.

    Può essere finanziato un unico progetto di partecipazione.

    Presentazione della Domanda di Partecipazione alla Misura

    La presentazione della domanda al Bonus Regione Lazio 2024 2025 avviene esclusivamente online, tramite GeCoWEB Plus, seguendo queste tre fasi:

    1. Calcolo del punteggio (calcolato automaticamente dalla piattaforma);

    2. Compilazione del formulario, disponibile dal 28 novembre 2024 e fino alle ore 17:00 del 15 gennaio 2025;

    3. L’invio della domanda deve avvenire tramite PEC, secondo quanto previsto dall’avviso del Bonus Regione Lazio 2024 2025.

    Ogni beneficiario può presentare una sola domanda per il Bonus Regione Lazio 2024 2025: in caso di invii multipli, verrà considerata valida solo l’ultima.

    Le spese devono tutte iniziare successivamente alla presentazione della domanda.

     

    Documenti richiesti

    Per presentare domanda di partecipazione alle fiere internazionali oggetto del contributo previsto dal Bonus Regione Lazio 2024 2025, il beneficiario dovrà allegare:

    • Dichiarazione IVA 2023 (modello 2024);
    • Attestazione INPS di ottobre 2024 (campo “Forza Aziendale”);
    • Eventuali certificazioni (ambientali, di parità di genere);
    • Link al sito web aziendale in lingua straniera, se dichiarato.

     

    Come funziona la selezione: criteri di valutazione

    Le domande per il Bonus Regione Lazio 2024 2025 non sono valutate in ordine cronologico dalla data della domanda ma secondo una graduatoria, basata su questi punteggi:

    • Dimensione internazionale (max 40 punti);
    • Numero di addetti (max 25 punti);
    • Articolazione del progetto (max 15 punti);
    • Sito web multilingue, certificazioni, impresa giovanile (fino a 5 punti ciascuno).

     

    La selezione tiene conto della coerenza con l’attività imprenditoriale svolta della PMI.

    A parità di punteggio, prevale chi ottiene un punteggio migliore sui primi tre criteri.

    Come Avviene l’Erogazione del Contributo Richiesto

    Il contributo viene erogato in un’unica soluzione a saldo, previa presentazione entro due mesi dalla conclusione della fiera dei seguenti documenti:

    • DSAN che attesta la partecipazione e l’assenza di altri contributi;
    • Contratto con l’organizzatore della fiera;
    • Relazione descrittiva sull’attività promozionale svolta;
    • Documentazione fotografica o video con loghi UE, Italia e Regione Lazio.

     

    Lazio Innova ha fino a 80 giorni per validare la rendicontazione ed erogare il contributo.

     

    Revoche, rinunce e obblighi

    La revoca del contributo Bonus Regione Lazio 2024 2025 può avvenire nei casi di:

    • Mancata firma dell’atto di impegno;
    • Requisiti non più validi;
    • Dichiarazioni false;
    • Doppio finanziamento sulla stessa spesa;
    • Trasferimento dell’attività fuori dal Lazio entro 5 anni.

     

    I beneficiari del Bonus Regione Lazio 2024 2025 devono conservare la documentazione e rispettare le normative europee, incluso il principio DNSH.

    Perchè Richiedere il Bonus Regione Lazio 2024 2025

    Il contributo è pensato per favorire l’internazionalizzazione delle PMI beneficiarie e ampliarne l’accesso ai mercati esteri. In un contesto competitivo come quello attuale, partecipare a fiere internazionali è un investimento fondamentale.

    Con la guida di Trovabando, potrai accedere al bando con facilità e ricevere supporto operativo in ogni fase. Preparati per novembre 2024 e non lasciarti sfuggire questa occasione.

    Vuoi far crescere la tua impresa all’estero? Questa è la strada giusta. Il tuo viaggio può iniziare oggi.


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