La predisposizione delle domande potrà avvenire dal 26 ottobre al 23 novembre 2023
Il termine iniziale per l’invio delle domande di accesso è il 29 novembre 2023
Il Voucher per Consulenza in Innovazione è una misura che intende supportare le MPMI e le reti d’impresa di tutto il territorio nazionale nei processi di trasformazione tecnologica e digitale.
In pratica consiste in un contributo a fondo perduto riconosciuto a chi si avvale della consulenza specialistica di un Innovation Manager (manager dell’Innovazione) qualificato, inserendolo temporaneamente (ma per almeno 9 mesi) nella struttura operativa della propria attività.
Ma chi è l’Innovation Manager?
Il Manager per l’Innovazione, o Innovation Manager per gli anglofili, è un professionista iscritto nell’elenco dei manager per l’innovazione costituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tale professionista, ovviamente, deve rispondere a una serie di requisiti atti a garantire la sua effettiva preparazione e la sua professionalità.
Quali sono i progetti ammissibili al Voucher Innovation Manager Mise?
Grazie al Voucher per Consulenza in Innovazione è possibile coprire parte delle spese destinate al compenso del professionista che ti aiuterà a implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, ma anche a rinnovare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.
Per capirci meglio, l’Innovation Manager potrà aiutarti a trasformare la tua azienda in chiave tecnologica, affiancandoti durante la scelta e l’introduzione di specifiche tecnologie individuate dal bando Voucher Innovation Manager Mise (previste dal Piano nazionale impresa 4.0) individuate tra le seguenti:
a. big data e analisi dei dati;
b. cloud, fog e quantum computing;
c. cyber security;
d. integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale;
e. simulazione e sistemi cyber-fisici;
f. prototipazione rapida;
g. sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA);
h. robotica avanzata e collaborativa;
i. interfaccia uomo-macchina;
j. manifattura additiva e stampa tridimensionale;
k. internet delle cose e delle macchine;
l. integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
m. programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati;
n. programmi di open innovation.
In più, come già preannunciato, il consulente per la trasformazione digitale potrà rivoluzionare in meglio il tuo modo di lavorare rivedendo con te gli aspetti relativi all’organizzazione e alla gestione del tuo business, anche per quanto riguarda l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali attraverso:
a. l’applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa;
b. l’avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al Programma Elite, all’apertura del capitale di rischio a investitori indipendenti specializzati nel private equity o nel venture capital, all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale quali, a titolo esemplificativo, l’equity crowdfunding, l’invoice financing, l’emissione di minibond.
Quanto posso ricevere con il Voucher Innovation Manager Mise?
L’agevolazione Voucher Innovation Manager Mise, che come abbiamo visto consiste in un contributo a fondo perduto, viene erogata con intensità diverse a seconda della grandezza dell’impresa:
Per le Micro e Piccole imprese il contributo è pari al 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 40.000 euro
Per le Medie imprese il contributo pari al 30% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 25.000 euro
Infine, per le Reti di imprese è previsto un contributo del 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 80.000 euro.
Come posso accedere al contributo Voucher Innovation Manager Mise?
La presentazione della domanda per l’iscrizione dei Manager qualificati all’elenco del MiSE, prevede un iter che si articola in due fasi:
accesso alla procedura informatica e compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 12.00 del 26 ottobre 2023 e fino alle ore 12.00 del 23 novembre 2023;
invio della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dal 29 novembre 2023.
Immaginiamo che le risorse disponibili (75 milioni di euro) si esauriranno molto rapidamente, quindi… Non c’è tempo da perdere!
Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!
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Le MPMI delle Regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna) potranno compilare la domanda per l’agevolazione Investimenti Sostenibili 4.0.
Ad essere ammissibili sono le MPMI manifatturiere (con alcune eccezioni) e quelle di servizi alle imprese.
La misura, che ha una dotazione finanziaria di 400 milioni di euro, intende incentivare gli investimenti innovativi e sostenibili che facciano ampio ricorso alle tecnologie digitali, per sostenere il processo di transizione 4.0 delle imprese.
Spese ammissibili
I programmi di investimento dovranno prevedere spese ammissibili comprese fra 750.000 e 5 milioni di euro (e comunque entro il limite del 70% del fatturato dell’ultimo bilancio/dichiarazione fiscale) ed essere diretti all’ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva.
Devono inoltre rispettare i principi di tutela ambientale. In programmi particolarmente in linea con gli obiettivi di sostenibilità fissati dall’UE e quelli volti a favorire l’economia circolare e la transizione energetica saranno considerati prioritari.
Per l’accesso, inoltre, è necessario:
appartenere al settore manifatturiero (con alcune eccezioni) o dei servizi alle imprese trovarsi in regime di contabilità ordinaria
disporre di almeno 2 bilanci approvati e depositati presso il registro delle imprese ovvero aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi
Le spese ammissibili sono quelle necessarie alla realizzazione dei programmi e comprendono:
acquisto di macchinari, impianti e attrezzature opere murarie, entro il 40% del totale dei costi ammissibili;
programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali;
acquisizione di certificazioni ambientali.
Sono inoltre ammissibili:
spese per i servizi avanzati di consulenza specialistica (nei limiti del 5% dell’importo delle spese ammissibili relative ai beni)
spese relative ai servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica relativa all’unità produttiva oggetto di misure di efficientamento energetico, ammissibili solo per specifiche tipologie di programmi di investimento e nel limite del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili.
Che tipo di agevolazione è prevista?
L’agevolazione prevede un contributo in conto impianti e un finanziamento agevolato a tasso zero, che possono coprire complessivamente fino al 75% delle spese. Più in particolare, l’agevolazione sarà così ripartita:
per imprese di micro e piccola dimensione, il 50% dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili sarà corrisposto in forma di contributo in conto impianti e il 25% in forma di finanziamento agevolato;
per le imprese di media dimensione, il contributo in conto impianti sarà pari al 40% delle spese ammissibili, mentre il finanziamento agevolato coprirà il 35% delle spese.
Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.
L’invio delle domande sarà possibile a partire dal 18 ottobre 2023 e fino all’esaurimento delle risorse, mentre la compilazione potrà avvenire dal 20 settembre 2023.
Simest Internazionalizzazione 2023: di cosa si tratta?
Per supportare le imprese che intendono aprirsi ai mercati internazionali, SIMEST mette a disposizione una serie di strumenti specifici fra cui, simest fondo perduto internazionalizzazione.
Quest’anno è stato stanziato un plafond pari a 4 miliardi di euro e sono previste 6 differenti linee di intervento per promuovere l’internazionalizzazione delle imprese italiane:
Inserimento Mercati esteri;
E-commerce;
Fiere ed eventi;
Temporary Manager;
Certificazione e consulenze – per agevolare consulenze specialistiche e studi di fattibilità per l’internazionalizzazione dell’impresa e per l’ottenimento di certificazioni di prodotto per la tutela di diritti di proprietà intellettuale, di certificazioni di sostenibilità e innovazione tecnologica;
Transizione digitale ed ecologica – per la realizzazione di investimenti digitali o volti alla transizione ecologica e, parallelamente,per il rafforzamento patrimoniale dell’impresa.
Si tratta di finanziamenti agevolati che coprono le spese relative alle varie azioni necessarie allo sviluppo di un processo di internazionalizzazione e per i quali una parte fino al 10% può essere ottenuta come contributo a fondo perduto.
Il tasso d’interesse di questi finanziamenti è fisso ed è pari al 10% deltasso di riferimento di cui alla normativa comunitaria, quindi davvero molto conveniente!
Analizziamo brevemente le varie opportunità offerte da Simest!
Simest Internazionalizzazione
1) Internazionalizzazione Simest per E-commerce
Entità e durata del finanziamento agevolato
La durata del finanziamento è di 4 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.
L’importo massimo finanziabile è fino a 500.000euro e comunque non superiore al 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci depositati dall’impresa.
Spese ammissibili
1. Creazione e sviluppo di una Piattaformapropria oppure utilizzo di un market place
– creazione, acquisizione e configurazione della piattaforma; – componenti hardware e software; – estensioni componenti software per ampliare le funzionalità (es. software per la gestione degli ordini, circuiti di pagamento, servizi cloud, integrazioni con ERP, CRM, AI e realtà aumentata); – creazione e configurazione app; – spese di avvio dell’utilizzo di un market place.
2. Investimenti per una Piattaforma propria oppure per un market place:
– spese di hosting del dominio della piattaforma; – commissioni per utilizzo della piattaforma oppure di un market place; – spese per investimenti in sicurezza dei dati e della piattaforma; – aggiunta di contenuti e soluzioni grafiche; – spese per lo sviluppo del monitoraggio accessi alla piattaforma; – spese per lo sviluppo di analisi e tracciamento dati di navigazione; – consulenze finalizzate allo sviluppo e/o alla modifica della piattaforma; – registrazione, omologazione e per la tutela del marchio; – spese per certificazioni internazionali di prodotto.
3. Spese promozionali e formazione relative al progetto:
– spese per l’indicizzazione della piattaforma oppure del market place; – spese per web o spese per comunicazione; – formazione del personale interno adibito alla gestione/funzionamento della piattaforma.
4. spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.
5. spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato.
Le spese delle voci 1 e 2 devono rappresentare almeno il 50% dell’Intervento Agevolativo.
Simest Internazionalizzazione
2) Partecipazione a fiere, mostre
Per affermare e rafforzare la presenza del proprio brand all’estero, un’altra opportunità è certamente rappresentata dalla partecipazione a fiere, mostre, eventi e missioni internazionali che hanno luogo in Italia.
Il carattere internazionale della Fiera della Mostra o Missione imprenditoriale/Evento promozionale tenuti in Italia dovrà risultare dalla classificazione internazionale dell’evento nel calendario AEFI o, in alternativa, dalla “Dichiarazione resa dal soggetto organizzatore finalizzata al riconoscimento del carattere internazionale”.
Entità e durata del finanziamento agevolato
La durata del finanziamento è di 4 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.
L’mporto massimo finanziabile è l’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che l’Impresa Richiedente può chiedere è pari al minore tra:
il 20% dei ricavi risultanti dall’ultimo Bilancio (voce A1 del conto economico) per domande fino a € 150.000;
il 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico) per domande superiori a € 150.000;
€ 500.000.
Progetti e spese ammissibili
L’agevolazione prevede la partecipazione ad un massimo di 3 eventi di carattere internazionale per la promozione di beni e/o servizi prodotti in Italia o a marchio italiano.
Il carattere internazionale della Fiera della Mostra o Missione imprenditoriale/Evento promozionale tenuti in Italia dovrà risultare dalla classificazione internazionale dell’evento nel calendario AEFI o, in alternativa, dalla “Dichiarazione resa dal soggetto organizzatore finalizzata al riconoscimento del carattere internazionale”.
Ecco qualche dettaglio sulle spese ammissibili:
Spese per area espositiva: 1) affitto area espositiva, compresi eventuali costi di iscrizione, oneri e diritti fissi obbligatori; allestimento dell’area espositiva; 2) arredamento dell’area espositiva 3) attrezzature, supporto audio/video 4) servizio elettricità; 5) utenze varie; 6) servizio di pulizia dello stand; 7) costi di assicurazione; 8) compensi riconosciuti al personale incaricato dall’impresa (sia esterno che interno) per il periodo riferito all’esecuzione della fiera/mostra (compresi viaggi, soggiorni e trasferte per il raggiungimento del luogo della fiera/mostra) e/o direttamente collegati alla fiera/mostra stessa, come da idonea documentazione comprovante la spesa. Eventuali ulteriori compensi al personale incaricato dall’impresa (sia esterno che interno) sono riconosciuti nella misura massima del 10% dell’importo del finanziamento concesso; 9) servizi di traduzione ed interpretariato offline;
Spese logistiche: 1) trasporto a destinazione di materiale e prodotti esposti, compreso il trasporto di campionario; 2) movimentazione dei macchinari/prodotti;
Spese promozionali: 1) partecipazione/organizzazione di business meeting, workshop, B2B, B2C; 2) spese di pubblicità, cartellonistica e grafica per i mezzi di stampa (es. pubblicità nel catalogo ufficiale, magazine e quotidiani informativi della fiera o della mostra, a supporto dell’iniziativa, stampa specializzata, omaggistica); 3) realizzazione banner (es. poster e cartellonistica negli spazi esterni e limitrofi al centro fieristico). 4) spese di certificazione dei prodotti;
Spese per consulenze connesse alla partecipazione alla fiera/mostra: 1) consulenze esterne (es. designer/architetti, innovazione prodotti, servizi fotografici/video). 2) consulenze in ambito digitale (es. digital manager, social media manager, digital maketing manager);
Spese digitali connesse alla partecipazione alla fiera/mostra: 1) fee di iscrizione alla manifestazione virtuale, compresi i costi per l’elaborazione del contenuto virtuale (es. stand virtuali, presentazione dell’azienda, cataloghi virtuali, eventi live streaming, webinar) 2) spese per integrazione e sviluppo digitale di piattaforme CRM; 3) spese di web design (es. landing page, pagina dedicate all’evento) e integrazione/innovazione di contenuti/funzionalità digitali anche su piattaforme già esistenti; 4) spese per digital marketing (es. banner video, banner sul sito ufficiale della fiera/mostra, newsletter, social network); 5) servizi di traduzione ed interpretariato online;
Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.
Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato.
Simest Internazionalizzazione
3) Transizione digitale ed ecologica delle PMI con vocazione internazionale
Un altro aspetto importante per le imprese esportatrici riguarda la transizione digitale ed ecologica.
Per questo finanziamento sono richiesti ulteriori requisiti oltre a quelli sopracitati:
avere un Fatturato export pari ad almeno il 10% dell’ultimo Bilancio; oppure, in alternativa
essere una PMI produttiva, con un Fatturato export pari ad almeno il 3% dell’ultimo Bilancio, e far parte di una filiera produttiva di almeno 3 imprese clienti (con contratti di fornitura stipulati da almeno 12 mesi dalla presentazione della Domanda);
Entità e durata del finanziamento agevolato
La durata del finanziamento è di 6 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.
Finanziamento a tasso agevolato che può essere utilizzato – fino al 50% dell’importo complessivo deliberato – a sostegno degli investimenti in Transizione Digitale e/o Ecologica. La restante parte – fino al 50% – può essere invece destinata al rafforzamento patrimoniale dell’impresa.
L’importo massimo che può essere richiesto è pari al minore tra:
il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico);
€ 500.000 per le Micro Imprese; € 2.500.000 per le PMI e PMI innovative; € 5.000.000 per le Altre imprese
Spese ammissibili
1. Spese per la Transizione Digitale, anche in Italia:
integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale;
investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali;
consulenze in ambito digitale (i.e. digital manager);
disaster recovery e business continuity;
blockchain (esclusivamente per la notarizzazione dei processi produttivi e gestionali aziendali);
spese per investimenti e formazione legate all’industria 4.0 (es. cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborative, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine);
2. Spese per Transizione Ecologica, anche in Italia:
spese per investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale, anche in Italia (es. efficientamento energetico, idrico, mitigazione impatti climatici, ecc.);
spese per ottenimento e mantenimento delle certificazioni ambientali connesse gli investimenti oggetto del finanziamento;
3. Spese per investimenti volti a rafforzare la propria solidità patrimoniale, anche in Italia. Tali investimenti dovranno risultare nell’attivo patrimoniale;
4. Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale;
5. Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato e comunque non superiore a € 100.000.
Simest Internazionalizzazione
4) Certificazioni e consulenze
Entità e durata del finanziamento agevolato
La durata del finanziamento è di 4 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.
L’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che l’Impresa Richiedente può chiedere è pari al minore tra:
il 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico);
€ 500.000;
Progetti ammissibili
I progetti ammissibili sono:
consulenze specialistiche e studi di fattibilità per l’internazionalizzazione dell’impresa – inclusa la formazione relativa a tematiche di export e internazionalizzazione – e/o per l’innovazione digitale, tecnologica, di prodotto nell’ottica dell’internazionalizzazione dell’attività d’impresa;
l’ottenimento di certificazioni di prodotto, per la tutela di diritti di proprietà intellettuale, di certificazioni di sostenibilità e innovazione tecnologica.
I progetti aventi ad oggetto le attività di cui al primo punto devono essere regolati tramite il supporto esclusivo di Società di consulenza terze. I progetti aventi ad oggetto le attività di cui al secondo punto possono essere realizzati direttamente dall’Impresa Richiedente oppure per il tramite di società di consulenza.
Spese ammissibili
1) Consulenze per indagini e studi di fattibilità per l’internazionalizzazione finalizzate all’individuazione, allo sviluppo e al rafforzamento della presenza sui mercati esteri di interesse.
2) Formazione per export/internazionalizzazione:
Spese per la formazione del management e/o del personale della società richiedente relative alle iniziative di export e internazionalizzazione;
3) Consulenze per innovazione tecnologica e di prodotto relative ai processi produttivi e alla sostenibilità ambientale.
4) Certificazioni di prodotto e di sostenibilità ambientale:
Spese per l’innovazione/adeguamento di prodotto e/o servizio o altre spese finalizzate all’ottenimento di certificazioni internazionali;
Spese per ottenimento delle licenze di prodotti e/o servizi, registrazione di marchi o altre forme di tutela del made in Italy;
Spese per consulenze propedeutiche all’ottenimento delle certificazioni.
5) Spese di supporto al progetto (max 20% dell’Intervento Agevolativo – dell’importo rendicontato)
Spese di viaggio e soggiorno da parte degli amministratori dell’impresa richiedente;
Spese di viaggio e soggiorno (incoming) di potenziali partner locali (esclusa la clientela);
6) Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.
7) Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato.
Simest Internazionalizzazione
5) Temporary Manager
Entità e durata del finanziamento agevolato
La durata del finanziamento è di 4 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.
L’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che l’Impresa Richiedente può chiedere è pari al minore tra:
il 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci;
€ 500.000;
Sono ammissibili investimenti per l’inserimento temporaneo nell’Impresa di Temporary Manager, per la realizzazione di progetti di innovazione tecnologica, digitale o ecologica, a sostegno dell’internazionalizzazione dell’Impresa. L’inserimento temporaneo di Temporary Manager è regolato da un Contratto di Temporary Management stipulato esclusivamente con una Società di servizi terza.
Spese ammissibili
Spese per le prestazioni professionali del Temporary Manager (almeno il 60% dell’Intervento Agevolativo):
Spese relative alle prestazioni temporanee di Temporary Manager risultanti dal Contratto di Temporary Management;
Spese strettamente connesse alla realizzazione del progetto elaborato con l’assistenza del Temporary Manager (massimo il 40% delle spese rendicontate ammissibili all’Intervento Agevolativo):
Spese per attività di marketing e promozionali;
Spese per integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
Spese per la realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali;
Spese di ideazione per l’innovazione/adeguamento di prodotto e/o servizio;
Spese per le certificazioni internazionali e le licenze di prodotti e/o servizi, deposito di marchi o altre forme di tutela del Made in Italy;
Spese per attività di supporto: a) Spese per la formazione interna/esterna del personale amministrativo o tecnico; b) Spese di viaggio e soggiorno da parte degli amministratori e/o titolari dell’impresa richiedente; c) Spese di viaggio e soggiorno (incoming) di potenziali partner locali (esclusa la clientela); d) Spese legali per la costituzione di società controllate locali o filiali gestite direttamente.
Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.
Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato.
Simest Internazionalizzazione
6) Inserimento nei mercati esteri
Entità e durata del finanziamento agevolato
La durata del finanziamento è di 6 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.
Importo massimo finanziabile: l’importo massimo dell’Intervento Agevolativo che può essere richiesto è pari al minore tra:
il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico);
€ 500.000 per le Micro Imprese; € 2.500.000 per le PMI e PMI innovative; € 3.500.000 per le Altre imprese.
Progetti ammissibili
Il Programma di inserimento mercati deve avere ad oggetto esclusivamente o in prevalenza beni e/o servizi dell’Impresa prodotti in Italia o distribuiti con marchio italiano registrato.
La Domanda dovrà riguardare 1 Paese Estero e fino a un massimo di 2 Paesi target per l’effettuazione di missioni (viaggi/soggiorni) del personale operante presso la struttura estera e/o attività promozionali. L’apertura della Struttura risultante dal Contratto di locazione/acquisto, non può essere antecedente i 12 mesi alla data di presentazione della Domanda.
Spese ammissibili
Classe 1 – Spese di investimento per la Struttura (almeno il 50% dell’Intervento Agevolativo):
1.1. Spese di struttura
locali;
ristrutturazione e investimento di start-up;
1.2. Spese di personale (non ammissibili nel caso di negozio):
personale operante in via esclusiva e continuativa all’estero, per lo svolgimento di mansioni non correlate all’attività commerciale di vendita;
viaggi del personale;
Classe 2 – Spese di supporto (massimo il 50% dell’Intervento Agevolativo):
spese per formazione (non ammissibili nel caso di negozio);
spese per consulenze specialistiche afferenti la realizzazione del Programma di inserimento mercati, nei limiti del 10% del totale delle spese rendicontate e ammissibili all’Intervento Agevolativo
spese per attività promozionali allo scopo di lanciare su un nuovo mercato un prodotto nuovo o già esistente;
spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato e comunque non superiore a € 100.000.;
spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.
Se stai pensando di internazionalizzare la tua impresa, non perdere questa opportunità!
Pensi di non riuscire a prepararti in così poco tempo?
MADE, Competence Center riconosciuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha lanciato il Bando Made Industria 4.0 che mira a sostenere progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale nel contesto dell’Industria 4.0. Con una copertura finanziaria di 12.5 milioni, il bando fa parte dell’Investimento 2.3 della Missione 4 “Istruzione e Ricerca” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che si propone di potenziare la rete dei centri di trasferimento tecnologico in Italia.
L’obiettivo principale del bando è promuovere l’adozione delle tecnologie digitali da parte delle imprese italiane, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI), per favorire l’innovazione di prodotto, di servizio e di processo. MADE Industria 4.0 si propone di supportare le imprese lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione all’ingegnerizzazione, dalla gestione della produzione alla consegna, inclusa la gestione del fine ciclo del prodotto.
Attraverso il bando MADE 4.0, si intende dunque potenziare e favorire sul territorio nazionale un sistema integrato di trasferimento tecnologico, offrendo servizi tecnologici avanzati e innovativi alle imprese, al fine di aumentarne la competitività e promuovere lo sviluppo sostenibile dell’industria italiana.
I Beneficiari di MADE 4.0
Il bando MADE Industria 4.0 è rivolto alle PMI e alle Grandi Imprese italiane e ai raggruppamenti delle stesse.
Come di consueto, ci sono però alcuni requisiti specifici da rispettare: vediamo quali!
Innanzitutto, le imprese richiedenti devono essere regolarmente costituite in forma societaria e iscritte al Registro Imprese. Nel caso di soggetti non residenti in Italia, devono possedere una personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza. Inoltre, devono dimostrare di avere almeno una sede secondaria nel territorio nazionale e di adempiere agli obblighi previsti dalla normativa italiana in materia.
Non sono invece ammissibili al bando MADE 4.0 le imprese che:
– hanno ricevuto aiuti di Stato considerati illegali o incompatibili dalla Commissione europea e non li hanno rimborsati o li hanno depositati in un conto bloccato
– non sono in regola con la restituzione di eventuali somme dovute in seguito a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero.
– si trovano nello stato di “impresa in difficoltà“
– siano sottoposte a procedure concorsuali
Le imprese partecipanti devono inoltre rispettare le soglie previste dal Regolamento GBER o dal regolamento “de minimis”. È altresì richiesto il rispetto delle norme ambientali nazionali ed europee ed, in particolare del principio “DNSH” di non arrecare un danno significativo all’ambiente.
I Progetti e le spese ammissibili
MADE 4.0 sostiene progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e studi di fattibilità che riguardano l’Industria 4.0. I progetti devono essere coerenti con almeno una delle seguenti attività progettuali:
Attività di trasferimento tecnologico relative a:
Strategia Industria 4.0: pianificazione dell’adozione delle tecnologie digitali e delle competenze strategiche per consentire alle aziende di evolversi verso l’Industria 4.0, migliorando l’efficienza e l’efficacia dei processi.
Progetti di innovazione: ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione di prodotto, processo o modelli organizzativi per trasformare idee innovative in concetti dimostrabili.
Demo e test: sviluppo di dimostratori, prototipi, Proof of Concept (PoC) e Test-Bed nell’ambito dell’Industria 4.0, utilizzando le risorse tecniche, tecnologiche e metodologiche disponibili nei centri di competenza.
Scouting tecnologico: individuazione delle tecnologie e dei partner tecnologici più adatti a supportare l’innovazione di prodotto e di processo, definendo una strategia tecnologica coerente con le tendenze del settore.
Consulenza Tecnologica: consulenza e studi di fattibilità per l’implementazione di soluzioni tecnologiche, organizzative e gestionali volte a migliorare i processi aziendali nell’ambito dell’Industria 4.0.
Validazione di progetti Industria 4.0: valutazione dell’adeguatezza delle tecnologie, delle metodologie e dell’esecuzione dei progetti di innovazione rispetto agli obiettivi prefissati.
2. Accesso alle strumentazioni e alle isole tecnologiche:
Accesso alle infrastrutture tecnologiche e alle tecnologie di MADE: fornitura di servizi quali il noleggio di attrezzature, l’accesso a infrastrutture tecnologiche per piattaforme, strutture di laboratorio e supporto alla produzione per test e prototipazione.
Le spese ammissibili al finanziamento includono i costi del personale impiegato nel progetto, l’acquisizione di strumentazioni e attrezzature utilizzate per il progetto, le spese per la ricerca contrattuale, l’acquisizione di conoscenze e brevetti, i servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente per il progetto.
Tipologia ed intensità dell’agevolazione
I partecipanti al bando Made Industria 4.0 potranno beneficiare di un contributo a fondo perduto, a parziale copertura delle spese ammissibili sopracitate.
L’intensità dell’aiuto varia in funzione della dimensione di impresa e della tipologia di attività da realizzare (ricerca industriale, sviluppo sperimentale o studi di fattibilità) e può raggiungere il 70% dei costi di progetto ammissibili.
Nello specifico, per le attività di ricerca industriale e per gli studi di fattibilità è previsto un contributo pari al 50% delle spese ammissibili ed elevabile al:
70% per le piccoleimprese
60% per le medie imprese
Per le attività di sviluppo sperimentale, il contributo sarà invece pari al 25% delle spese ammissibili ed elevabile al:
45% per le piccole imprese
35% per le medie imprese
Valutazione delle proposte progettuali
Le proposte progettuali presentate saranno valutate da una Commissione composta da valutatori indipendenti selezionati da MADE. La valutazione terrà conto dei criteri stabiliti nel bando, tra cui:
Coerenza della proposta progettuale con gli ambiti tecnologici di MADE e con gli obiettivi del bando;
Grado di innovazione e valore aggiunto che la proposta può apportare all’industria italiana;
Qualità e fattibilità del progetto, con particolare attenzione all’efficacia della metodologia di lavoro proposta;
Impatto sulla competitività delle imprese coinvolte e sul sistema produttivo nazionale;
Sostenibilità ambientale e impatto sull’efficienza energetica;
Capacità di diffondere e condividere i risultati ottenuti con altre imprese e il territorio circostante.
Modalità di presentazione delle domande
Le domande di agevolazione possono essere presentate, in via esclusivamente telematica, a partire dal giorno 05/07/2023 ed entro e non oltre il 31/12/2024.
La presentazione della proposta progettuale dovrà avvenire attraverso la piattaforma PICA (Piattaforma Concorsi Atenei) di Cineca, accessibile qui.
È necessario compilare i documenti e gli allegati richiesti, che includono una dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio, una descrizione dettagliata della proposta progettuale e un impegno a sottoscrivere un accordo di partenariato, se necessario.
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TOCC Transizione Digitale ed Ecologica: i bandi “capacity building”
La Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha emanato due nuovi bandi pubblici che pongono al centro la transizione verde e quella digitale nel settore culturale e creativo. Con un finanziamento complessivo di 10 milioni di euro per ciascun bando, questi avvisi, denominati TOCC Transizione Digitale ed Ecologica Organismi Culturali e Creativi, mirano a promuovere il rinnovamento delle competenze digitali e la riduzione dell’impronta ecologica degli eventi e dei prodotti culturali.
Lacapacity building rappresenta il cardine di questi due nuovi bandi rientranti nella galassia degli interventi TOCC – Organismi culturali e creativi, rientranti nel NGEU – Next Generation Europe e finanziati attraverso i fondi destinati al PNRR – Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”. con l’obiettivo di migliorare costantemente le competenze del capitale umano e dei sistemi di gestione e sviluppo organizzativo nel settore culturale e creativo.
Con l’espressione capacity building si fa riferimento ad un processo di miglioramento finalizzato a potenziare i servizi offerti e le opportunità per gli operatori e le organizzazioni culturali e creative e a promuovere la collaborazione, il trasferimento di pratiche e la creazione di una rete di contatti.
I due bandi consentono a ogni soggetto di presentare una sola Domanda di Finanziamento, che deve includere almeno due diversi Progetti.
Vediamo nel dettaglio come funzionano i due Avvisi Tocc.
TOCC – Capacity Building: i beneficiari
I due Avvisi pubblici TOCC finanziano due differenti azioni:
Azione A1 – “Interventi per migliorare l’ecosistema in cui operano i settori culturali e creativi, incoraggiando la cooperazione tra operatori culturali e organizzazioni e facilitando upskill e reskill”
Azione B1 – “Promuovere la riduzione dell’impronta ecologica degli eventi culturali favorendo l’inclusione di criteri sociali e ambientali nelle politiche degli appalti pubblici, orientando così la filiera verso l’eco-innovazione di prodotti e servizi”.
Il primo bando, Azione A1, sostiene finanziariamente progetti di capacity building volti a fornire strumenti e conoscenze agli operatori culturali e a favorire la transizione digitale e tecnologica della catena del valore nel settore culturale e creativo.
Il secondo bando, Azione B1, finanzia invece progetti di capacity building che mirano a trasferire competenze e conoscenze agli operatori culturali per promuovere la transizione green e ridurre l’impronta ecologica nei processi di produzione culturale e, in particolare, nell’organizzazione di eventi come rassegne, festival, mostre e altre manifestazioni artistiche.
Oggetto di finanziamento saranno dunque le proposte progettuali di capacity building, da una parte incentrate sulla transizione digitale, dall’altra su quella ecologica. Al netto di questa differenza tematica, i bandi sono dedicati agli stessi soggetti della filiera culturale e creativa: organizzazioni, pubbliche o private, singolarmente oppure aggregate in reti specializzate, operanti sul territorio nazionale nei seguenti settori:
Macro-ambito A
Musica;
Audiovisivo e radio (inclusi: film/cinema, televisione, videogiochi, software e multimedia);
Patrimonio culturale materiale e immateriale (inclusi: archivi, biblioteche e musei);
I soggetti richiedenti dovranno inoltre essere in possesso dei seguenti requisiti:
competenze ed esperienze nel campo della formazione, della ricerca, dell’attività di innovazione digitale (Azione A1) o di riduzione dell’impronta ambientale (Azione B1) nella produzione e nella partecipazione culturale, dello sviluppo delle imprese creative e culturali per quanto attiene i contenuti, la produzione, le politiche e la gestione relativamente ai macro-ambiti sopracitati:
avere organizzato/realizzato, negli ultimi cinque anni, almeno una delle seguenti tipologie di intervento:
Accelerazione/open innovation per l’ideazione di nuovi prodotti, servizi, processi e profili lavorativi e l’individuazione di nuove pratiche/modelli/ idee innovative.
Capacitazione per l’accompagnamento allo sviluppo e all’implementazione di progetti che perseguono le finalità e l’obiettivo generale delle rispettive Azioni A1 e B1
Empowerment delle competenze degli operatori della filiera delle Organizzazioni culturali e creative.
Quali sono le spese ammissibili?
I due bandi TOCC coprono le seguenti categorie di spese:
spese relative al funzionamento ordinario dei Soggetti realizzatori (personale e oneri di carattere generale, quali ad esempio carta e altri materiali di consumo, utenze, noleggio di attrezzature, canoni di locazione, ecc.) per un periodo congruente con i tempi di realizzazione del Progetto e nel limite del 15% del suo costo totale;
spese per personale dipendente qualificato, in proporzione al tempo impiegato nelle attività previste dal progetto finanziato e per un periodo congruente con i tempi di realizzazione di queste ultime.
spese per contratti di consulenza, collaborazione continuativa o a tempo determinato, prestazione professionale, coerenti con la normativa vigente, a condizione che l’oggetto del contratto sottoscritto riguardi espressamente ed esclusivamente le attività previste dal progetto finanziato, compresa l’attività di docenza;
spese per la locazione di immobili, quali, ad esempio, sale e aule, adibiti ad ospitare i Destinatari del progetto, incluse eventuali quote di ammortamento;
spese per il noleggio e/o quota di ammortamento relative all’utilizzo di beni durevoli materiali ed immateriali (es.: computer, software);
spese per l’acquisto di beni di consumo specificamente necessari per la realizzazione delle attività previste dal progetto;
spese per l’acquisizione di servizi e prestazioni, strettamente vincolate alle attività realizzate per il progetto;
spese per impianti ed opere murarie relative ad immobili adibiti ad ospitare i Destinatari delle attività previste dal progetto per l’adeguamento degli standard di sicurezza e di fruibilità da parte dei soggetti con disabilità, fino ad un massimo del 5% del costo totale del progetto;
spese per spostamenti del personale impegnato, strettamente necessari per la realizzazione delle attività, fino ad un massimo del 2% del costo totale del progetto. Tali costi devono essere riconducibili, a date e luoghi di svolgimento delle attività;
spese per attività di promozione e comunicazione, da un minimo del 2% fino ad un massimo del 5% del costo totale del progetto.
Tipologia ed entità delle agevolazioni
Le agevolazioni consistono in dei contributi a fondo perduto, di intensità massima pari all’80% delle spese ammissibili e, in ogni caso, per un importo massimo pari a euro 240.000 in media per progetto presentato. Ogni soggetto richiedente, ai fini dell’ammissibilità, dovrà proporre almeno due progetti di capacity building, ognuno del valore minimo di euro100.000.
Il contributo complessivo massimo concedibile a ciascun Soggetto proponente, considerando che al presente Avviso devono essere proposti più progetti, è pari ad euro960.000,00.
I soggetti richiedenti dovranno finanziare con risorse proprie la quota non coperta dalle agevolazioni. Tale quota può essere finanziata anche per mezzo di altri finanziamenti pubblici o privati, a condizione che questi non coprano lo stesso costo, nel rispetto dei vincoli previsti dall’art. 9 del Regolamento (UE) 2021/241 e dalla circolare MEF-RGS n. 33 del 31/12/2021.
Come presentare la domanda di contributo?
La domanda può essere presentata online esclusivamente attraverso il sito web della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura a partire dalle ore 12.00 del 15 giugno 2023 fino alle ore 18.00 del 25 agosto 2023.
Sarà necessario allegare alla domanda telematica una serie di documenti, tra i quali:
atto costitutivo, statuto e curriculum del Soggetto proponente; in caso di rete, i suddetti documenti per ciascuna delle organizzazioni componenti la rete;
copia leggibile del documento di riconoscimento del legale rappresentante del Soggetto proponente;
piano dei costi dettagliato per ciascuno dei progetti candidati, articolato per categoria di spesa ammissibile e, in caso di rete, per componente che sosterrà la spesa, redatto utilizzando il modello fornito in piattaforma;
nel caso di rete, l’atto costitutivo della stessa se esistente e l’autodichiarazione di responsabilità, secondo il modello presente all’interno della sopracitata piattaforma, sottoscritta dai legali rappresentanti di tutti i Soggetti, con individuazione espressa del Capofila;
certificato di attribuzione del codice fiscale attribuito entro il 31/12/2020 per le organizzazioni non iscritte nel Registro delle Imprese tenuto presso la C.C.I.A.A, nel Registro delle persone giuridiche presso le Prefetture o nel RUNTS (Registro Nazionale del Terzo Settore).
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Simest: Ristori per le imprese emiliane colpite dall’alluvione
Grazie al bando Simest Ristori Emilia Romagna arrivano i primi ristori per le imprese esportatrici dell’Emilia Romagna localizzate nei comuni e nelle frazioni colpiti dall’ondata di maltempo del maggio 2023.
Si tratta di 300 milioni di euro (dei 700 milioni complessivamente messi a disposizione dal MAECI e gestiti da Simest) che dal 26 giugno 2023 possono essere richiesti per compensare i danni materiali subiti su beni mobili e immobili, ma anche la perdita di reddito derivante dal calo di fatturato.
Simest inoltre consente alle imprese la sospensione fino al 31 dicembre 2023 dei pagamenti in quota capitale e interessi sui finanziamenti in essere a valere sul Fondo 394 e sulla misura PNRR/Fondo 394, ferma restando la durata massima del finanziamento concesso.
Quali sono le imprese ammissibili?
Al bando Simest Ristori Emilia Romagna possono accedere le micro, piccole e medie imprese e le Mid Cap (imprese con un nuomero di dipendenti tra 250 e 1.500 unità o ULA) esportatrici, con sede operativa o unità locali nei territori colpiti dall’alluvione.
Se ti stai chiedendo quali imprese possano considerarsi esportatrici, questa è la risposta: i contributi saranno concessi alle imprese che, nell’ultimo esercizio, hanno realizzato un fatturato estero pari ad almeno il 10% del fatturato totale.
Per essere più precisi e non rischiare di sbagliare, dovrai verificare il rapporto tra il fatturato estero e il fatturato totale dell’Impresa, considerando i valori che troverai nella dichiarazione iva 2023, alle voci VE30 e VE34, rapportati alla valore VE50. Se stai beneficiando di una proroga per la presentazione della dichiarazione iva 2023, potrai considerare quella del 2022.
Riguardo invece alla localizzazione delle sedi, i Comuni e le frazioni ammissibili sono quelli per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza, indicati nell’allegato al Decreto-Legge 61/2023, che puoi consultare a questo link.
E’ necessario inoltre avere depositato il Bilancio relativo all’esercizio 2022, o in caso di proroga dei termini per il deposito, il Bilancio relativo all’esercizio 2021.
Non possono comunque accedere al contributo le imprese
1) attive nel settore bancario, finanziario e assicurativo;
2) attive in via prevalente nei settori della pesca e dell’acquacoltura e nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli (la Sezione Ateco A e i codici Ateco C 10.11 e C 10.12.
Quanto possono ricevere e per cosa?
Il Contributo del bando Simest Ristori Emilia Romagna serve a coprire i danni direttamente causati dalle alluvioni di maggio 2023.
Il Contributo può essere riconosciuto soltanto in relazione ai Danni non coperti da eventuali e pertanto è possibile ricevere:
per gli attivi non coperti da polizza assicurativa, fino all’80% del valore dei Danni certificati;
per gli attivi coperti da polizza assicurativa, fino al 100% del valore dei Danni certificati che non rientrano nelle coperture della polizza assicurativa (c.d. franchigia/scoperto o quota non assicurata).
In ogni caso il limite massimo del Contributo concedibile non può superare 1,5 milioni di euro.
Cosa serve per richiedere il contributo?
Per presentare la domanda di contributo, l’impresa dovrà fornire, oltre a una serie di Dichiarazioni e alla Domanda stessa, che verrà generata dal portale Simest a seguito della compilazione online, anche la seguente documentazione:
Perizia Asseverata rilasciata da un perito incaricato dall’Impresa Richiedente iscritto ad un Albo/ordine/collegio professionale, volta a certificare i Danni, e a descrivere il nesso di causalità diretta tra Evento e Danni subiti dall’Impresa:
Documento di identità del perito;
Dichiarazione IVA;
DURC;
Documentazione afferente agli obblighi Antimafia, nei casi di Contributo richiesto pari o superiori a € 150.000;
Documentazione attestante il possesso dei poteri di firma da parte del Legale Rappresentante (Statuto, atto di nomina oppure delibera di conferimento dei poteri secondo format SIMEST);
Il proprio casellario giudiziale in corso di validità e l’eventuale domanda o concessione di un provvedimento di applicazione della pena su richiesta ex art. 444 c.p.p.
Ti ricordiamo infine che a breve Simest renderà disponibili altri 400 milioni di euro per concedere finanziamenti agevolati non solo alle imprese esportatrici, ma anche a tutte quelle della filiera produttiva locale. Stay tuned! Hai bisogno di un supporto per indirizzare la tua richiesta di contributo sul bando Simest Ristori Emilia Romagna? Contattaci subito!
PARLANE CON NOI
Finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto per il settore dell’industria culturale e turistica e creativa
Cultura Crea, l’incentivo rivolto alle imprese turistico-culturali del Mezzogiorno, ha riaperto in versione rinnovata. Gestito da Invitalia e promosso dal Ministero della cultura nell’ambito del PON “Cultura e Sviluppo”, Cultura Crea sostiene la nascita e la crescita di imprese e iniziative no profit nel settore dell’industria culturale, creativa e turistica, che puntano a valorizzare le risorse culturali nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. L’incentivo ha una risorsa finanziaria di circa 54 milioni di euro.
Continua a leggere per scoprire tutti i requisiti necessari per accedere ai contributi a fondo perduto e ai finanziamenti a tasso zero!
Chi sono i beneficiari?
Cultura Crea 2.0 si rivolge alle MPMI dell’industria culturale e creativa, ai team di persone che vogliono costituire una società e ai soggetti del terzo settore che vogliono realizzare i loro progetti di investimento in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (destinatarie dell’intervento PON 2014-2020 Cultura e sviluppo) e alle reti d’impresa per progetti integrati.
Gli ambiti di intervento interessati riguardano la creazione di nuove imprese di micro, piccola e media dimensione (startup), oppure la crescita e l’integrazione di imprese consolidate attive nella filiera culturale e creativa, nello spettacolo e nelle filiere dei prodotti tradizionali e tipici.
Vediamo più nel dettaglio quali sono le 3 linee di intervento previste nei vari “Titoli” del decreto.
Titolo II per la “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” destinato a:
Team di persone fisiche che vogliono costituire un’impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni;
Imprese costituite in forma societaria da non oltre 36 mesi, comprese le cooperative.
Titolo III per lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale” destinato a:
Imprese costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi, comprese le cooperative.
Titolo IV per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale” destinato a:
Onlus;
Imprese sociali;
Organizzazioni di volontariato;
Associazioni per la promozione sociale (APS).
Quanto si risparmia e su cosa?
Vediamo più nel dettaglio a cosa si applicano gli incentivi previsti e quanto è possibile ottenere.
All’agevolazione Cultura Crea 2.0 sono ammissibili i costi sostenuti direttamente dai soggetti beneficiari riguardanti le seguenti voci di investimento:
Impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili, questi ultimi ammissibili purché strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione o all’erogazione dei servizi;
Beni immateriali ad utilità pluriennale, limitatamente a programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate correlate al programma di investimento da realizzare. Tali spese devono essere supportate da apposita perizia giurata, rilasciata da un tecnico abilitato iscritto all’ordine di riferimento avente specifiche e documentate competenze nel settore di riferimento della spesa; la perizia deve contenere tutte le informazioni necessarie alla quantificazione del costo sostenuto per i beni pluriennali oggetto di finanziamento ed attestare la congruità del prezzo;
Opere murarie, nel limite del 20% del programma di investimenti complessivamente ritenuto ammissibile e comunque nel limite del 10% del programma di spesa complessivamente ritenuto ammissibile incluse le spese di capitale circolante. Rientrano nelle opere murarie anche gli impianti generali di servizio all’immobile, fatto salvo il caso di quelli strettamente funzionali al raggiungimento degli obiettivi del programma agevolato rientranti nel primo punto.
Sono, altresì, ammissibili spese di capitale circolante, nel limite del 50% delle spese di investimento complessivamente ritenute ammissibili. L’agevolazione relativa alla quota di capitale circolante è concessa esclusivamente nella forma di finanziamento agevolato.
Come specificato precedentemente, Cultura Crea 2.0 prevede interventi differenziati in base alla tipologia di beneficiario. Scopriamo subito come funziona!
Titolo II Incentivi per la “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale”
I programmi di investimento devono riguardare l’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto o servizio, organizzative, di mercato, in una delle aree culturali ammissibili e possono prevedere spese fino a 400.000 euro e dovranno essere realizzati entro 18 mesi dalla firma del contratto di finanziamento. In questo caso è possibile ricevere:
Un finanziamento agevolato a tasso zero, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa e della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento; la misura è elevabile al 45% in caso di impresa giovanile, femminile o in possesso del rating di legalità;
Un contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa; anche in questo caso la misura è elevabile al 45% negli stessi casi previsti.
Alle imprese beneficiarie di cui al presente titolo possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.
In tutti i casi in cui i suddetti massimali non siano raggiungibili, il contributo totale concesso avrà comunque la seguente composizione: fondo perduto pari al 50% del totale dei contributi concessi; finanziamento agevolato pari al 50% del totale dei contributi concessi;
Complessivamente, è quindi possibile coprire l’80% o addirittura il 90% del programma di investimento.
Titolo III Incentivi per lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale”
In questo caso gli incentivi sono rivolti a imprese già consolidate, costituite da almeno 36 mesi e i Programmi di investimento, che potranno raggiungere i 500.000 euro, non possono essere realizzati in Sicilia, ma solo in Basilicata, Calabria, Campania o Puglia. Devono inoltre avere un legame funzionale con uno o più Attrattori di rilevanza strategica per il territorio. I benefici consistono in:
Un finanziamento agevolato a tasso zero fino al 60% della spesa ammessa e della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento; la misura è elevabile al 65%) nei casi già visti per il titolo II.;
Un contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 20% della spesa ammessa, oppure fino al 25% per le previste premialità.
Alle imprese beneficiarie di cui al presente titolo possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.
In tutti i casi in cui i suddetti massimali non siano raggiungibili, il contributo totale concesso avrà comunque la seguente composizione: fondo perduto pari al 25% del totale dei contributi concessi; finanziamento agevolato pari al 75% del totale dei contributi concessi.
Titolo IV Incentivi per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale”
I progetti ammessi all’agevolazione possono prevedere spese fino a 400.000 euro. I soggetti del Terzo Settore possono ricevere:
Un contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ammessa. La copertura della spesa ammessa è aumentata al 90% – fermo restando il limite di intensità agevolativa previsto dal Regolamento de minimis – in caso il soggetto richiedente sia qualificabile come impresa ed abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.
Alle imprese beneficiarie possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.
Come posso accedere all’agevolazione Cultura Crea 2.0?
Le domande di agevolazione possono essere presentate a Invitalia a partire dalle ore 12.00 del giorno 26 Aprile 2021. Le domande di agevolazione, redatte in lingua italiana, devono essere presentate esclusivamente per via elettronica al sito www.invitalia.it
Ecco quali sono gli allegati da presentare in sede di domanda:
Statuto e atto costitutivo del soggetto beneficiario;
DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante il possesso dei requisiti previsti dal bando;
DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante in merito alle informazioni antimafia per i soggetti sottoposti alla verifica di cui all’art. 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e ss.mm.ii, nel caso in cui l’importo delle agevolazioni richieste sia uguale o superiore a 150.000,00 euro;
Piano d’impresa sottoscritto digitalmente dal legale rappresentante;
DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante la classificazione del soggetto proponente quale piccola e media impresa;
DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante la concessione o l’assenza di altri aiuti, ai sensi del Regolamento de minimis, durante l’esercizio finanziario in corso al momento della domanda ed i due precedenti;
Per le nuove Imprese di cui al Titolo II del decreto ed i soggetti del terzo settore di cui al Titolo IV ultimo bilancio approvato, ove esistente, ovvero ultima situazione contabile aggiornata;
Per le Imprese già costituite di cui al Titolo III del decreto, ultimi due bilanci approvati, completi dei relativi documenti obbligatori e situazione di periodo, completa di stato patrimoniale e conto economico;
Nel caso di Imprese costituende di cui al Titolo II del decreto, la domanda di agevolazione deve essere accompagnata dal piano d’impresa.
Sembra un’ottima opportunità, non credi?
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Bravo Innovation Hub, un programma acceleratore d’impresa creato da Invitalia, supporta le realtà imprenditoriali più innovative del Mezzogiorno.
Questo Hub opera a Brindisi, Palermo e Cagliari e agisce come acceleratore di start-up, offrendo una serie di servizi per favorirne la crescita e lo sviluppo. Questi servizi includono formazione, consulenza, spazi di lavoro, supporto finanziario e assistenza nell’accesso al credito.
Il programma, attivo da alcuni anni, è ora nella sua terza edizione ed è realizzato nell’ambito dell’Asse VI del PON IC 2014-2020-REACT EU. Attraverso il bando 2023, 50 start-up o imprese registrate nel Registro delle Imprese da non più di 60 mesi possono beneficiare di sostegno economico, consulenza, formazione e altri servizi per crescere e aumentare la loro competitività sul mercato.
Bravo Innovation Hub offre percorsi di accelerazione focalizzati su diverse aree tematiche per agevolare l’ingresso rapido delle nuove imprese sul mercato. Queste aree includono il turismo, la cultura, il benessere e la sostenibilità; le nuove energie, le tecnologie green e pulite; l’inclusione, l’impatto sociale e la salute; la mobilità sostenibile e le smart cities; e le tecnologie per la transizione 4.0.
Bravo Innovation Hub programmi
Invitalia ha aperto le procedure per l’accesso a cinque nuovi programmi di accelerazione per gli anni 2023 e 2024. Questi programmi sono rivolti alle piccole imprese innovative e saranno realizzati presso gli hub di Brindisi, Palermo e Cagliari. Di seguito sono elencati i programmi e alcuni esempi di progetti di interesse per ciascuno di essi:
“Tecnologie per Transizione 4.0” a Brindisi: progetti di sistemi di produzione e prototipazione per aumentare l’efficienza dei processi, sistemi per la gestione e l’analisi dei dati prodotti dalle smart factory, sistemi di cybersecurity.
“Turismo, Cultura, Wellness e Sostenibilità” a Brindisi: progetti per il turismo sostenibile, utilizzo di tecnologie abilitanti nel settore turistico e culturale, interventi per la rigenerazione urbana, progetti innovativi per il turismo enogastronomico, culturale e sportivo.”New Energy, Green e
“Tech” a Palermo: progetti per l’efficienza energetica, il monitoraggio dei consumi energetici, soluzioni per lo smaltimento e il riciclo, riduzione delle emissioni di CO2, progetti per l’edilizia eco-friendly.
“Inclusione, Impatto Sociale e Salute” a Palermo: progetti per la trasformazione digitale dei servizi sanitari, telemedicina, digitalizzazione dei servizi per il benessere e l’inclusione sociale, promozione di uno stile di vita sano, servizi di welfare aziendale, soluzioni per l’istruzione inclusiva e l’accesso al lavoro per persone fragili
“Mobilità Green e Smart Cities” a Cagliari: progetti per la mobilità sostenibile, intermodalità e servizi di mobilità urbana, miglioramento delle infrastrutture urbane, guida autonoma, monitoraggio urbano tramite IoT e piattaforme di analisi, digitalizzazione dei servizi pubblici e privati, gestione efficiente dei rifiuti e degli spazi verdi, accesso ai servizi pubblici in ottica smart cities.
I programmi di Bravo Innovation Hub offriranno supporto economico, consulenza, formazione e altri servizi alle start-up selezionate, e culmineranno in un Demo Day in cui le imprese potranno presentare i propri progetti agli investitori interessati a sostenerne la crescita.
Chi sono i beneficiari?
Le destinatarie dell’edizione 2023 del Bravo Innovation Hub sono 50 imprese in totale, 10 per ciascun programma di accelerazione. Ciascuna azienda, valutando i settori più affini alla propria attività, potrà presentare domanda per più di un percorso ma potrà partecipare a un solo programma. I requisiti di ammissibilità richiesti alle imprese ai fini della partecipazione a Bravo innovation Hub 2023 sono i seguenti:
Essere iscritte al Registro Imprese da non più di 60 mesi dalla data di presentazione della domanda, in qualsiasi forma giuridica societaria.
Rientrare nella definizione di impresa di piccola dimensione.
Avere una sede operativa all’interno del territorio italiano.
Non essere quotate in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione.
Non aver distribuito ancora utili.
Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali.
Essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente.
Non essere costituite a seguito di fusione.
Non essere state beneficiarie e successivamente non aver rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati come illegali o incompatibili dalla Commissione europea.
Non aver restituito agevolazioni oggetto di un ordine di recupero emanato dal Ministero, e non essere state destinatarie di provvedimenti di revoca totale di agevolazioni pubbliche, ad eccezione di rinunce volontarie.
Non rientrare nella definizione di imprese in difficoltà secondo l’articolo 2, punto 18 del Regolamento UE n. 651/2014.
Programmi e servizi offerti
I programmi di accelerazione offerti dal Bravo Innovation Hub avranno una durata compresa tra 10 e 12 settimane e si svolgeranno nel periodo tra settembre e dicembre 2023. Le aziende selezionate avranno accesso a una serie di servizi e attività, tra cui:
Un contributo finanziario di 20.000 euro, richiedibile dopo due settimane dall’inizio del programma e soggetto a verifiche legali.
Un percorso di assessment personalizzato per identificare i punti di forza e le aree di miglioramento dei progetti delle aziende.
60 ore di mentoring, coaching e consulenza su nuove tecnologie, tecniche di comunicazione, marketing e raccolta fondi.
Un percorso formativo di 18 giornate su competenze imprenditoriali e tematiche rilevanti del settore.
Uno spazio di lavoro presso il Bravo Innovation Hub di riferimento.
Un benchmark day per ascoltare e confrontarsi con testimonial nazionali e internazionali, imprenditori, ricercatori ed esperti specializzati.
Iniziative di business matching e Open Innovation.
Un evento conclusivo chiamato Demo Day, in cui le aziende avranno l’opportunità di presentare i loro progetti a investitori nazionali e internazionali.
Questi servizi e attività mirano a supportare lo sviluppo e la crescita delle imprese partecipanti, offrendo loro l’opportunità di acquisire conoscenze, connessioni e risorse necessarie per avere successo nel mercato
Presentazione delle domande
Per partecipare ai programmi Bravo Innovation Hub, è necessario seguire i seguenti passaggi:
Leggere attentamente il Regolamento del programma di accelerazione desiderato, che sarà disponibile sul sito web di Invitalia.
Compilare il Pitch di programma e la Dichiarazione riepilogative, che possono essere trovati nella sezione del sito web di Invitalia dedicata al Bravo Innovation Hub. Successivamente, fare clic su “Invia la domanda”.
Accedere all’area riservata della piattaforma online di Invitalia, selezionare la misura BRAVO e compilare l’apposito modulo online. Durante la procedura, assicurarsi di allegare tutti i documenti richiesti.
Per accedere all’area riservata e presentare la domanda, è necessario disporre di un’identità digitale (SPID, CNS, CIE), una firma digitale del legale rappresentante dell’impresa e un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).
Le domande per Bravo Innovation Hub possono essere presentate sul sito di Invitaliafino alle ore 16:00 del giorno 3 luglio 2023.
Si consiglia di prestare attenzione alle scadenze e di fornire tutte le informazioni e i documenti richiesti in modo accurato per aumentare le possibilità di essere selezionati per il programma di accelerazione.
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Bando Regione Lombardia efficientamento energetico
La misura del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico, finanziata attraverso il Programma Regionale FESR 2021-2027 (Azione 2.1.3.) di Regione Lombardia con fondi europei, ha l’obiettivo di agevolare l’avvio di investimenti volti all‘efficientamento energetico dei sistemi produttivi delle imprese.
Lo scopo principale è ridurre l’impatto ambientale generato da tali sistemi, sia attraverso la diminuzione dei consumi energetici, sia mediante il recupero di energia e/o la cattura dei gas serra prodotti durante i cicli produttivi.
I Progetti del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico devono comportareuna riduzione di almeno il 30% delle emissioni climalteranti (emissioni dirette e indirette di gas ad effetto serra espresse in kg di CO2e/anno) rispetto alle emissioni ex ante relativamente alla specifica sede oggetto del Progetto.
Finlombarda spa svolge per conto di Regione Lombardia la funzione di soggetto gestore della misura.
I Progetti ammessi al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico devono essere realizzati e rendicontati entro 18 mesi dalla pubblicazione sul BURL del provvedimento di concessione. È fatta salva la possibilità di richiedere proroga motivata fino ad un massimo di 3 mesi.
La dotazione finanziaria del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico è pari a 65 milioni di euro, comprensivi degli oneri di gestione, così suddivisa:
31 milioni di euro su risorse PR FESR 2021-2027 (Garanzia)
34 milioni di euro su risorse PR FESR 2021-2027 (Contributo)
Il progetto deve essere corredato – in fase di domanda – da una diagnosi energetica finalizzata ad individuare esclusivamente gli interventi o le soluzioni impiantistiche da implementare e oggetto del progetto, che devono trovare puntuale riscontro negli investimenti e nelle relative voci di spesa.
Chi sono i beneficiari?
I beneficiari del bando Regione Lombardia efficientamento energetico sono le micro, piccole e medie imprese (MPMI) e le grandi imprese devono soddisfare i seguenti requisiti per poter partecipare:
Devono essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese, con almeno due bilanci depositati alla data di presentazione della domanda di partecipazione al bando. Nel caso delle imprese non residenti in Italia, devono essere costituite in conformità alle norme del diritto civile e commerciale vigenti nel loro Paese di residenza e iscritte nel relativo Registro delle Imprese.
Devono avere una sede operativa in Lombardia alla data di presentazione della domanda o devono costituire una sede operativa in Lombardia entro la concessione dell’Agevolazione.
Devono rientrare nella classificazione da 1 a 10, secondo la metodologia di Credit Scoring del Modello di valutazione utilizzato per calcolare la probabilità di inadempimento del Fondo Centrale di Garanzia.
Sono escluse dal Bando Regione Lombardia efficientamento energetico i seguenti casi:
Le imprese che rientrano nella sezione A (agricoltura, silvicoltura e pesca) del codice primario o prevalente Istat Ateco 2007, ad eccezione di quelle iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia in conformità all’articolo 13 bis della Legge Regionale 31/2008.
Le imprese che operano nella sezione K (attività finanziarie e assicurative) del codice primario e/o secondario Istat Ateco 2007.
Le imprese attive nel settore di produzione, trasformazione e commercializzazione di tabacco e prodotti del tabacco, come definito nell’articolo 7, paragrafo 1, lettera c) del Regolamento (UE) n. 2021/1058. Questo si riferisce a imprese che operano in settori specifici corrispondenti ai codici primari o prevalenti inclusi nella sezione C (codice 12) e nella sezione G (codici 46.35, 46.39.20, 46.21.21, 47.26) della classificazione delle attività economiche Istat Ateco 2007.
Quali sono le spese ammissibili?
Il bando Regione Lombardia efficientamento energetico mira a sostenere progetti che prevedano investimenti volti all’ottimizzazione dell’uso dell’energia, all’adeguamento e/o alla modernizzazione degli impianti produttivi. Questi progetti potrebbero anche includere l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili al fine di ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi, sia attraverso la diminuzione dei consumi energetici, sia tramite il recupero di energia e/o la riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dai cicli produttivi esistenti.
Sono ammissibili al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico le spese per:
a. Acquisto e installazione di macchinari, impianti di produzione, attrezzature ed hardware b. Acquisto, installazione e allacciamento alla rete di impianti per la produzione di energia rinnovabile, esclusivamente in combinazione con le altre voci di spesa di cui alle lettere a), c), d), e) c. Acquisto e installazione di impianti di produzione di energia termica e frigorifera e di impianti di cogenerazione/trigenerazione d. Acquisto e installazione di sistemi di accumulo dell’energia e. Acquisto e installazione di caldaie ad alta efficienza a condensazione, a biomassa ovvero pompe di calore f. Acquisto e installazione di sistemi di domotica per il risparmio energetico g. Acquisto e installazione di apparecchi LED a basso consumo in sostituzione dell’illuminazione tradizionale (a fluorescenza, incandescenza o alogena, etc.) (c.d. relamping) h. Acquisto di software e licenze d’uso; costi per servizi software di tipo cloud e saas per un periodo non superiore ai 12 mesi di servizio, ammissibili solo in regime 3.13, de minimis e art. 14 del GBER i. Acquisizione di brevetti j. Opere murarie, opere di bonifica e impiantistica se direttamente correlate e funzionali all’installazione dei beni di cui alle voci da a) a f) nel limite del 20% di tali voci di spesa k. Solo in regime 3.13 e de minimis, costi di formazione l. Solo in regime 3.13 e de minimis, spese tecniche di consulenza nel limite del 20% dei costi di cui alle precedenti voci da a) a i) m. Solo in regime 3.13 e de minimis, spese generali determinate con un tasso forfettario pari al 7% delle spese ammissibili di cui alle precedenti lettere da a) a k).
L’agevolazione prevista dal Bando Regione Lombardia efficientamento energetico prevede una dotazione finanziaria complessiva di 65 milioni di euro, di cui 34 milioni di euro sono concessi come contributo in conto capitale e 31 milioni di euro sono erogati tramite il Fondo di Garanzia. Le imprese possono richiedere un contributo massimo di 10 milioni di euro per le domande presentate entro il 28/07/2023 e 3 milioni di euro per le domande presentate dopo tale data. L’investimento minimo richiesto è di 100.000 euro.
Le percentuali di risorse a fondo perduto variano a seconda della dimensione dell’impresa, dell’ubicazione dell’unità locale e della data di presentazione della domanda.
Per le domande del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico presentate entro il 28/07/2023:
Micro e piccole imprese: 35% per comuni NON aree 107.3.c, 50% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 45% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
Medie imprese: 25% per comuni NON aree 107.3.c, 40% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 35% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
Grandi imprese: 15% per comuni NON aree 107.3.c, 30% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 25% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
Per le domande presentate dopo il 28/07/2023:
Micro e piccole imprese: 20% per comuni NON aree 107.3.c, 35% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 20% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
Medie imprese: 10% per comuni NON aree 107.3.c, 25% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 30% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
Il finanziamento di medio-lungo termine supportato dalla garanzia gratuita regionale previsto dal Bando Regione Lombardia efficientamento energetico può coprire un importo fino a 9.000.000 euro per le domande entro il 28/07/2023 e fino a 2.850.000 euro per le domande successive. La durata dell’investimento deve essere compresa tra 3 e 6 anni, incluso un eventuale periodo di preammortamento fino a 24 mesi.
Gli interventi ammissibili previsti dal bando Regione Lombardia efficientamento energetico riguardano gli investimenti per l’efficientamento energetico degli impianti produttivi, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e i consumi energetici. Per le Micro, Piccole e Medie Imprese che optano per regimi diversi da quello “de minimis”, è possibile realizzare un investimento per trasformare radicalmente il processo produttivo di uno stabilimento esistente. In caso di più sedi operative in Lombardia, è necessario scegliere una sede e redigere una DIAGNOSI ENERGETICA come documento.
Quando è possibile presentare la domanda?
Le domande riferite al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico possono essere presentate a partire dalle ore 10:30 del 17 maggio 2023 fino a esaurimento delle risorse per le PMI e entro il 28 luglio 2023 per le grandi imprese.
La domanda di partecipazione al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico deve essere presentata in forma telematica, sulla piattaforma Bandi online, dal Soggetto richiedente. La domanda deve essere corredata dall’attestazione di un soggetto finanziatore che confermi l’approvazione del finanziamento, insieme a tutti gli altri documenti richiesti nell’avviso.
Per presentare la domanda di agevolazione, è necessario utilizzare il Pacchetto Investimenti – Linea green.
Dall’8 giugno 2023, Invitalia apre le porte ai contributi a valere sul bando PNRR Imprese Borghi. Questo ambizioso programma, promosso dal Ministero della Cultura, mette a disposizione una dotazione finanziaria di 188 milioni di euro, derivante dal PNRR, Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”.
L’obiettivo principale di questo incentivo è favorire il recupero dell’economia e della produttività in 294 borghi italiani, sostenendo progetti imprenditoriali presentati da PMI. Le due finalità principali su cui si punta sono la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli comuni e la promozione della sostenibilità ambientale.
Più nel dettaglio, il bando Imprese Borghi, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo di iniziative imprenditoriali nei piccoli centri italiani, persegue i seguenti obiettivi:
Riduzione dell’abbandono e recupero del patrimonio: il bando mira a frenare l’emigrazione dalle aree rurali, incentivando l’avvio di nuove imprese o la riqualificazione di quelle esistenti. Ciò contribuisce a preservare e valorizzare il ricco patrimonio storico, artistico e culturale che caratterizza i borghi italiani.
Promozione dell’occupazione e dell’innovazione: l’iniziativa si propone di creare nuove opportunità lavorative, stimolando l’imprenditorialità locale e favorendo la diversificazione economica. Attraverso il sostegno finanziario e l’accesso a servizi di consulenza specializzata, il bando incoraggia l’innovazione e lo sviluppo di settori strategici per la sostenibilità economica dei borghi.
Sostenibilità ambientale: il bando Imprese Borghi, come accennato, promuove l’adozione di pratiche sostenibili e incoraggia progetti che tengano conto dell’uso efficiente delle risorse, della riduzione dell’impatto ambientale e della promozione di iniziative legate all’ecoturismo e alla valorizzazione delle risorse naturali presenti nei borghi.
Valorizzazione del turismo locale: I borghi italiani sono spesso ricchi di storia, cultura e bellezze naturali. Il bando mira a potenziare l’attrattività turistica dei centri minori, favorendo la creazione di servizi e strutture e contribuendo a generare flussi turistici sostenibili e a valorizzare le tradizioni locali.
Si tratta dunque sicuramente di obiettivi molto ambiziosi ma vediamo concretamente come funzionerà l’intervento e a chi è dedicato.
Chi può beneficiarne?
Le agevolazioni del bando Pnrr Imprese Borghi sono destinate a micro, piccole e medie imprese che presentano progetti imprenditoriali sia individualmente che in forma aggregata. Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese già costituite o che hanno l’intenzione di costituirsi come società di capitali o di persone, comprese le ditte individuali e le società cooperative. Inoltre, sono ammesse le imprese agricole, per iniziative non connesse alla produzione primaria dei prodotti agricoli, e le associazioni non riconosciute, le organizzazioni dotate di personalità giuridica senza scopo di lucro e gli Enti del Terzo Settore, che sono iscritti o in corso di iscrizione al Registro Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
E’ necessario fare alcune precisazioni:
i soggetti richiedenti devono avere sede operativa o unità locale oggetto dell’investimento in uno dei 294 Comuni/borghi storici assegnatari di risorse per i Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale
le persone fisiche che intendono realizzare un’attività da localizzare nei comuni/borghi storici ammessi dall’intervento,devono, entro sessanta giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni inviata dal Soggetto gestore, far pervenire la documentazione necessaria a comprovare l’avvenuta costituzione dell’impresa e il possesso dei requisiti richiesti per l’accesso alle agevolazioni.
Inoltre, ai fini dell’ammissibilità, le imprese già costituite:
non devono essere sottoposte a procedure concorsuali
devono risultare in regola con le normative vigenti in materia di edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente
non devono aver ricevuto aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
devono avere restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dalla Pubblica Amministrazione un ordine di recupero
I Progetti e le spese ammissibili
Il contributo a fondo perduto previsto dal bando Pnrr Imprese Borghi è destinato a progetti imprenditoriali, del valore massimo di 150.000 euro, che mirano a rilanciare le economie locali nei settori delle attività culturali, creative, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali.
L’obiettivo è valorizzare i prodotti, le conoscenze e le tecniche tradizionali del territorio, promuovendo al contempo lo sviluppo sostenibile.
Le iniziative imprenditoriali possono essere strutturate in linea con i due campi di intervento indicati nell’Allegato VI del Regolamento UE 2021/241 per questa specifica azione. Questi campi di intervento comprendono l’efficienza energetica e progetti dimostrativi nelle PMI e le misure di sostegno che contribuiscono alla riduzione dei cambiamenti climatici. Inoltre, sono ammissibili le iniziative che si occupano della protezione, dello sviluppo e della promozione dei beni turistici pubblici e dei servizi turistici.
È fondamentale che i progetti imprenditoriali proposti siano coerenti con la strategia di rigenerazione scelta dal Comune/i beneficiario/i del finanziamento. Devono rispondere ai bisogni effettivi dei residenti e avere come obiettivo la costruzione di imprese che rafforzino la comunità e generino benessere nelle aree interessate.
I progetti i devono essere avviati dopo la presentazione della domanda. La durata massima prevista per ogni progetto è di 18 mesi, a partire dalla data di accettazione del provvedimento di ammissione, e tutti i progetti devono essere completati entro il 31 dicembre 2025.
In relazione ai suddetti progetti, sono ammissibili le seguenti spese:
investimenti in impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione o erogazione dei servizi;
spese relative a beni immateriali di utilità pluriennale, come programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, a condizione che siano supportate da una perizia giurata di un tecnico abilitato.
spese per opere murarie, entro il limite massimo del 40% della spesa ammissibile, per adeguare le sedi operative dei soggetti realizzatori all’investimento proposto e finanziato;
spese di capitale circolante quali materie prime, materiali di consumo, semilavorati, prodotti finiti connessi al processo produttivo, utenze, canoni di locazione, prestazioni di servizi connesse all’attività agevolata e costo del lavoro dipendente assunto a seguito della realizzazione dell’iniziativa imprenditoriale e non beneficiario di altre agevolazioni (nel limite limite massimo del 20% della spesa ammissibile).
Affinché siano ammissibili, gli interventi e le spese devono essere conformi al principio “non arrecare un danno significativo” all’ambiente(DNSH)
A quanto ammonta il contributo a fondo perduto?
Le agevolazioni finanziarie relative al bando PNRR Imprese Borghi sono concesse esclusivamente sotto forma di contributo a fondo perduto, fino al 90% dell’iniziativa imprenditoriale ammissibile. Il contributo massimo non può superare l’importo di 75.000 euro.
In determinati casi, la percentuale di finanziamento può arrivare al 100% se si tratta di nuove imprese che si costituiscono entro 60 giorni dalla concessione del contributo, o se si tratta di imprese a prevalente titolarità giovanile e/o femminile.
Le imprese devono in ogni caso finanziarie con risorse proprie la quota non coperta dalle agevolazioni.
Le domande vanno presentate online sulla piattaforma Invitalia, a partire dalle ore 12.00 dell’8 giugno 2023 e fino alle ore 18.00 dell’11 settembre 2023.
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