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Tag: Fondo perduto

  • Bando Campania Startup 2023 per Progetti Innovativi

    30 Milioni di euro in contributi a fondo perduto, per la nascita e lo sviluppo delle startup innovative campane

    Il Bando Campania Startup 2023 mira ad aumentare la competitività del sistema produttivo regionale sviluppando prodotti, processi e servizi innovativi in linea con la RIS3 Campania. 

    Il bando fa riferimento all’azione “1.1.3 Promuovere la nascita e il consolidamento di startup e spin-off innovativi e l’attrazione di imprese e capitali” nell’ambito dell’Obiettivo Specifico 1.1 “Sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e innovazione e l’introduzione delle tecnologie avanzate” dell’Asse Prioritario 1 “Ricerca, Innovazione, Digitalizzazione e Competitività” PR FESR Campania 2021-2027.

    Quali e quante spese possono essere finanziate?

    L’aiuto fornito a ciascun beneficiario, previsto dal Bando Campania Startup è pari al 70% della spesa ammissibile. Questa percentuale può aumentare se la spesa di investimento ammissibile è pari o inferiore a 100.000 euro; in quel caso, l’aiuto erogato sale all’80% della spesa ammissibile. L’importo massimo del contributo concesso è di 350.000 euro.

    In ogni caso, non sono ammissibili interventi che, all’esito istruttorio, generino un contributo inferiore a € 50.000.

    Ecco quali sono le principali Spese ammissibili:

    •  Spese connesse all’investimento materiale e immateriale
      – impianti specifici, macchinari, attrezzature
      – acquisto/realizzazione proprietà intellettuale e programmi informatici
      funzionali all’attività di impresa
    • Consulenze funzionali all’avvio e/o allo sviluppo del progetto
      – aventi ad oggetto servizi di sostegno all’innovazione
      – aventi ad oggetto servizi di sostegno alla penetrazione del mercato
    • Spese di gestione
      – Spese del personale contrattualizzato a tempo determinato o indeterminato,
      impiegato nelle attività progettuali
      – Spese generali
      – Altri costi di esercizio

     

    Ma vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti del bando Campania Startup Innovativa.

    campania startup 2023
    Il bando Campania Startup innovativa mette a disposizione delle agevolazioni a fondo perduto per le start up della Regione.

    Chi può partecipare al bando?

    Sono ammissibili al bando campania startup 2023:

    • startup innovative costituite da non più di 60 mesi alla data di pubblicazione dell’Avviso che risultino essere, all’atto della presentazione della domanda di agevolazione, iscritte nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura alla Sezione speciale dedicata alle Startup innovative, operanti nelle Aree di specializzazione della RIS3 Campania (vedremo più avanti di cosa si tratta);
    • persone fisiche che intendano costituire una micro o piccola impresa nella
      forma di start-up innovativa operante nell’ambito di una Area di specializzazione della RIS3
      Campania.
     

    Gli investimenti previsti dal bando startup campania 2023 devono essere finalizzati allo sviluppo di soluzioni tecnologiche relative a una o più Traiettorie Tecnologiche Prioritarie e ad un Ecosistema dell’Innovazione esclusivo o prevalente, come individuato dal Documento RIS3 Campania: “Strategia Regionale per la Ricerca e l’Innovazione per la Specializzazione Intelligente, come indicato nel Decreto Regionale n. 655 del 07/12/2022 della Regione Campania. Gli investimenti devono essere realizzati presso le unità locali situate nella regione Campania.

    Quali sono le aree di specializzazione della Regione Campania?

    Abbiamo detto poco fa che le startup innovative, per essere considerate ammissibili, devono operare nelle Aree di specializzazione della RIS3 Campania. Scopriamo subito quali sono:

    • Aerospazio
    • Biotecnologie, salute, agroalimentare
    • Blue Growth
    • Energia, ambiente, costruzioni sostenibili
    • Beni culturali, industrie creative, turismo
    • Nuovi materiali e tecnologie abilitanti
    • Moda (Made in Italy e Design)
    • Trasporti e logistica

    Come si presenta la domanda?

    La Domanda di partecipazione per startup campania 2023 deve essere compilata e presentata online insieme a tutti gli allegati, attraverso lo sportello telematico aperto dal 15 Giugno 2023 fino al 31 Luglio 2023.

    Vuoi partecipare a questo bando ma non sai da dove cominciare per la redazione del tuo progetto?

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  • Bando Parco Agrisolare: Fondo Perduto per il Fotovoltaico

    Bando Parco Agrisolare

    Il Ministero dell’Agricoltura ha proposto un nuovo decreto per promuovere la costruzione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici agricoli.

    Questa proposta fa parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che mira a promuovere l’autosufficienza energetica nel settore agricolo e agroalimentare. Il nuovo decreto mira a rendere questa misura più interessante, offrendo nuovi vantaggi come un aumento dell’importo del contributo per le imprese agricole, l’introduzione dell’autoconsumo condiviso e il raddoppio della capacità energetica dei sistemi fotovoltaici.

    Fino ad 1 miliardo di € saranno stanziati attraverso il bando Parco Agrisolare per sostenere questa proposta. L’intero progetto sarà gestito dal Responsabile dei Servizi Energetici e il decreto sarà sottoposto all’approvazione della Commissione Europea prima del lancio della gara d’appalto.

    Il bando riguarda la  realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, tramite l’erogazione di un contributo a fondo perduto.

    Il Decreto Ministeriale stabilisce i criteri e le modalità di erogazione delle risorse, tra cui i criteri per la concessione dell’aiuto individuale ai soggetti beneficiari e l’importo dell’aiuto stesso. Inoltre, definisce la procedura per l’ammissione all’aiuto e i criteri di verifica per la concessione dell’agevolazione.

    Chi sono i beneficiari?

    Il nuovo bando Parco Agrisolare prevede agevolazioni per la costruzione di impianti fotovoltaici sugli edifici agricoli.

    I beneficiari dell’agevolazione bando Parco Agrisolare devono essere imprenditori agricoli o agroindustriali, cooperative agricole e soggetti aggregati come A.T.I., R.T.I., reti d’impresa e CER (Comunità energetiche rinnovabili).

    Saranno esclusi i soggetti che sono esonerati dalla tenuta della contabilità IVA e che hanno un volume di affari annuo inferiore a €7.000.

    La classificazione dei soggetti beneficiari e quindi l’identificazione dell’attività svolta, si basa sul codice ATECO prevalente dell’azienda.

    I codici ATECO ammessi, sono consultabili nell’Allegato B dell’Avviso (aggiornamento 09 2022).

    I beneficiari del bando Parco Agrisolare alla data di presentazione della domanda, devono essere regolarmente costituiti e iscritti come attivi nel registro delle imprese, essere in regola con il DURC e  non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà.

    A quanto ammonta il contributo?

    Il nuovo decreto Pnrr Bando Parco Agrisolare offre sostegno per l’installazione di sistemi fotovoltaici nei settori agricolo ed agroindustriale.

    L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto che varia a seconda dell’attività svolta dall’impresa beneficiaria.

    Le aziende agricole attive nella produzione primaria possono ricevere un contributo pari all’80% con vincolo di autoconsumo (anche condiviso) e pari al 30% senza vincolo di autoconsumo, mentre le imprese attive nella trasformazione di prodotti agricoli possono ottenere un contributo fino all’80% senza vincolo di autoconsumo.

    Le imprese di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli e le altre imprese possono ricevere un contributo pari al 30% senza vincolo di autoconsumo.

    Il contributo totale destinato alle aziende agricole è di 775 milioni di €, mentre 150 milioni sono destinati alle imprese di trasformazione di prodotti agricoli e 75 milioni alle altre imprese.

    La spesa massima ammissibile per singolo progetto è pari a 750.000 euro nel limite massimo di 1 milione di euro per singolo soggetto beneficiario.

    Agli interventi previsti dal bando Parco Agrisolare viene dunque riconosciuto:

    • Per le aziende agricole di produzione primariase l’obiettivo è quello di soddisfare il fabbisogno energetico dell’azienda e se la loro capacità produttiva non supera il consumo medio annuo di energia elettrica dell’azienda agricola, un incentivo in conto capitale dell’80% della spesa massima ammessa;
    • Per le aziende agricole di produzione primariase l’obiettivo è quello di produrre più energia rispetto a quella media necessaria per l’autoconsumo, un incentivo in conto capitale per l’intero progetto (compreso la quota parte adibita all’autoconsumo):
      • fisso del 30% della spesa massima ammessa;
      • aggiuntivo del 20% per le piccole imprese;
      • aggiuntivo del 10% per le medie imprese;
      • maggiorato del 15% per le regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna
    • Per le aziende di trasformazione di prodotti agricoli, un incentivo in conto capitale dell’80% della spesa massima ammessa;
    • Per le aziende di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli, in esenzione ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014, un incentivo in conto capitale:
      • fisso del 30% della spesa massima ammessa;
      • aggiuntivo del 20% per le piccole imprese;
      • aggiuntivo del 10% per le medie imprese;
      • maggiorato del 15% per le regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

    Interventi e spese ammissibili

    Il PNRR Bando Parco Agrisolare prevede l’installazione di impianti fotovoltaici con una potenza di picco compresa tra 6 kWp e 1000 kWp sui tetti di edifici utilizzati per l’attività agricola, zootecnica e agroindustriale.

    Gli impianti devono essere di nuova costruzione e realizzati con componenti nuovi.

    Le aziende agricole di produzione primaria possono beneficiare di aiuti solo per l’autoconsumo o l’autoconsumo condiviso se costituite in forma aggregata.

    Inoltre, insieme all’installazione degli impianti fotovoltaici, possono essere effettuati interventi di riqualificazione per migliorare l’efficienza energetica, come la rimozione dell’amianto dai tetti, l’isolamento termico dei tetti e la realizzazione di un sistema di aerazione. Tuttavia, questi interventi devono essere effettuati da ditte specializzate e il grado di coibentazione e il sistema di aerazione devono essere descritti e giustificati dalla relazione del professionista abilitato in base alla destinazione produttiva dell’edificio.

    Sono considerate ammissibili dal bando Parco Agrisolare, ove effettivamente sostenute e comprovate, le seguenti spese:

    • per la realizzazione di impianti fotovoltaici: acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto; sistemi di accumulo; fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi; costi di connessione alla rete:
      • con un limite massimo di 1.500,00 euro/Kwp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, anche in considerazione delle dimensioni complessive dell’impianto da realizzare e delle correlate economie di scala;
      • fino ad ulteriori 1.000,00 euro/Kwh ove siano installati anche sistemi di accumulo (In ogni caso, il contributo complessivo corrisposto per i sistemi di accumulo non può eccedere euro 100.000,00);
      • fino ad ulteriori 30.000,00 euro massimi di spesa qualora siano installate colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, secondo gli importi e quantità massimi;
    • per la rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente, e/o l’esecuzione di interventi di realizzazione o miglioramento dell’isolamento termico e della coibentazione dei tetti e/o di realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria):
      • fino a un limite massimo di 700,00 euro/Kwp comprensivo di tutte le spese compreso quelle di demolizione e ricostruzione delle coperture e la messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi.

     

    Per tutti gli interventi ammissibili del bando Parco Agrisolare sono altresì ammissibili, se prestate da soggetti esterni all’impresa:

    • spese di progettazioneasseverazioni altre spese professionali richieste dal tipo di lavori;
    • spese relative all’elaborazione e presentazione della domandadirezione lavori e collaudi.

     

    Non sono ammissibili per il bando Parco Agrisolare i seguenti costi (a titolo meramente esplicativo, non esaustivo):

    • acquisto di beni usati;  
    • acquisto di beni in leasing;
    • acquisto di dispositivi per l’accumulo dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici già esistenti;
    • lavori in economia;
    • pagamenti effettuati cumulativamente, in contanti e in compensazione;
    • spese effettuate o fatturate al soggetto beneficiario da società con rapporti di controllo o di collegamento.

    Come e quando presentare la domanda?

    Modalità e termini del bando Parco Agrisolare sono fissati con successivi Provvedimenti.

    Gli interventi dovranno realizzare, collaudare e rendicontare gli interventi entro 18 mesi e comunque entro il 30 giugno 2026. 

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  • Lombardia Fesr: Fondo perduto per sviluppo aziendale

    Lombardia Fesr: Fondo perduto per sviluppo aziendale

    La finalità della misura promossa da Lombardia Fesr è quella di incentivare lo sviluppo delle PMI e delle Midcap, offrendo sostegno finanziario alle proposte progettuali finalizzate alla crescita, alla flessibilità e all’organizzazione aziendale.

    In particolare, si promuove il potenziamento della resilienza dell’azienda a eventuali difficoltà interne ed esterne, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

    Il bando fa parte degli investimenti regionali della Lombardia, utilizzando le risorse del LOMBARDIA Fesr 2021-2027. In questo modo, le imprese hanno l’opportunità di investire nella propria espansione e competitività sul mercato.

    Le risorse stanziate per questo bando corrispondono a € 115.000.000 divise in due distinti plafond: € 69.000.000 sul Fondo di Garanzia e € 46.000.000 per la quota a fondo perduto.

    Chi sono i beneficiari?

    L’agevolazione Lombardia Fesr è riservata alle PMI e alle MidCap che risultano regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese, e che hanno depositato almeno 2 bilanci al momento della richiesta.

    Inoltre, per poter usufruire dell’intervento, l’azienda deve avere una sede operativa in Lombardia e rientrare nella classificazione da 1 a 10 secondo la metodologia di Credit Scoring su dati storici del Modello di valutazione per il calcolo della probabilità di inadempimento del Fondo Centrale di Garanzia.

    Sono escluse dall’agevolazione prevista da Lombardia Fesr le imprese che operano nell’agricoltura, silvicoltura e pesca, ad eccezione di quelle iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia ai sensi della L.r. 31/2008 art. 13 bis, le imprese di magazzinaggio e trasporto, le attività finanziarie e assicurative, le grandi strutture di vendita e le imprese che operano nella fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco e dei prodotti del tabacco.

    Se, quindi, la tua impresa non fa parte dei settori esclusi, continua a leggere per scoprire cosa finanzia!

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il bando Lombardia Fesr prevede spese ammissibili, escluse le imposte sul valore aggiunto, che comprendono i seguenti tipi di costi che devono essere funzionali e connessi al progetto di investimento:

    • l’acquisto e l’installazione di macchinari, impianti di produzione, attrezzature, hardware e mobili necessari per raggiungere gli obiettivi del progetto;
    • l’acquisto di software, licenze d’uso software e costi per servizi software cloud e saas simili per non oltre 12 mesi di servizio;
    • l’acquisizione di marchi, brevetti e licenze di produzione;
    • lavori edili, bonifiche e impiantistica strettamente connesse e funzionali all’installazione dei beni di cui alla voce a), limitatamente al 20% di tali spese.

     

    Gli interventi devono essere effettuati esclusivamente nella sede operativa del soggetto richiedente situata in Lombardia. Nel caso in cui ci siano più sedi operative in Lombardia, il richiedente dovrà selezionarne una sola e indicarla nella domanda. Per le MidCap che scelgono il regime di aiuto ex art. 14 del Regolamento GBER, l’intervento può consistere in un investimento in beni materiali e immateriali per un nuovo stabilimento o la diversificazione delle attività di uno stabilimento, a condizione che le nuove attività non siano uguali o simili a quelle svolte precedentemente nello stabilimento. L’investimento e le relative spese devono essere rendicontate entro 15 mesi dalla data di pubblicazione sul BURL del decreto di concessione dell’agevolazione.

    Non saranno ammessi progetti di smantellamento o costruzione di centrali nucleari, investimenti per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, produzione, trasformazione e commercializzazione di tabacco e prodotti derivati, investimenti in infrastrutture aeroportuali e in attività di smaltimento dei rifiuti in discariche, ad eccezione della dismissione, riconversione o messa in sicurezza delle discariche esistenti.

    Gli investimenti destinati ad aumentare la capacità degli impianti di trattamento dei rifiuti residui sono esclusi, tranne gli investimenti in tecnologie per il recupero di materiali ai fini dell’economia circolare. 

    A quanto ammonta l’agevolazione?

    L’agevolazione prevista dal bando Lombardia Fesr consiste in un contributo a fondo perduto in conto capitale sull’investimento e unagaranzia regionale gratuita su un finanziamento a medio-lungo termine erogato dai Soggetti Finanziatori per ottenere le risorse finanziarie necessarie per l’investimento.

    Il contributo massimo concesso previsto da Lombardia Fesr rivolto alle imprese dipende dall’area di riferimento e dal tipo di impresa.

    • Per le PMI, il contributo massimo è del 15% delle spese ammissibili per le domande presentate a valere sull’Area 1 tramite il Regolamento de minimis o l’art. 17 del Regolamento GBER.
    • Per le MidCap, il contributo massimo è del 15% delle spese ammissibili nel limite del plafond de minimis dell’impresa.

     

    Per le domande presentate a valere sull’Area 2, il contributo massimo varia dal 10% al 30% delle spese ammissibili in base alla zona individuata.

    Il finanziamento massimo concesso è di €2.850.000 e la durata varia da un minimo di 6 semestri a un massimo di 12 semestri, incluso l’eventuale preammortamento. Il tasso di interesse nominale annuo finale è determinato in seguito ad apposita istruttoria economico-finanziaria in funzione del livello di rischio assegnato al Soggetto richiedente dal Soggetto finanziatore.

    La Garanzia è rilasciata da Regione Lombardia a favore dei Soggetti finanziatori e nell’interesse dei Soggetti beneficiari. L’importo minimo dell’investimento è di €100.000 e l’importo massimo agevolabile (finanziamento assistito da garanzia e contributo) è pari ad €3 milioni. I massimali sono tali anche nel caso in cui venga presentato un investimento di valore superiore. La Garanzia è prestata a titolo gratuito e si intende diretta, esplicita, incondizionata, irrevocabile ed escutibile a prima richiesta.

    Quando e dove è possibile presentare la domanda?

    Le domande per il bando Lombardia Fesr dovranno essere presentate esclusivamente tramite la procedura Bandi Online e dovranno essere corredate dalla delibera di finanziamento da parte del Soggetto Finanziatore scelto. La domanda di partecipazione al bando, corredata dalla delibera di Finanziamento di un Soggetto finanziatore, può essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma Bandi online all’indirizzo www.bandi.regione.lombardia.it a partire dalle ore 10:30 del 13 giugno 2023.

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  • Bando Nuova Impresa Lombardia

    Cos’è il bando nuova impresa?

    Anche quest’anno Unioncamere Lombardia vuole sostenere l’autoimprenditorialità attraverso l’emanazione del Bando Nuova Impresa.

    L’obiettivo del bando, in continuità con le precedenti edizioni, è quello di erogare un contributo a fondo perduto, per sostenere le spese connesse alla creazione delle nuove imprese.

    Il target di riferimento sono le MPMI e i lavoratori autonomi con partita IVA individuale, i quali potranno presentare domanda di agevolazione fino al 28 marzo 2024.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il bando nuova impresa prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile nel limite massimo di €10.000.

    La dotazione finanziaria è pari a € 2.100.300,00.

    I progetti dovranno prevedere un investimento minimo di 3.000 euro. Ogni impresa o professionista (come indentificati dal codice fiscale) può presentare per il bando nuova impresa una sola domanda di agevolazione. L’agevolazione è concessa a fronte di un budget di spesa composto da spese in conto capitale e spese di parte corrente, con un minimo di spese in conto capitale pari al 50% del totale.

    Possono essere presentate anche domande di contributo che prevedano esclusivamente spese in conto capitale.

    bando nuova impresa lombardia
    Bando Nuova Impresa Lombardia 2023

    Chi sono i beneficiari?

    Il bando nuova impresa si rivolge a due tipologie di soggetti di seguito meglio specificati:

    • MPMI che hanno aperto una nuova impresa (sede legale e operativa) in Lombardia,
      a decorrere dal 1° gennaio 2023 e fino al 31 dicembre 2023 e che sono in regola con
      l’iscrizione al Registro delle imprese e risultano attive. L’impresa deve essere iscritta e attiva
      a decorrere dal 1° gennaio 2023 e con partita IVA attribuita nel termine massimo di dodici
      mesi precedenti all’iscrizione al Registro delle Imprese Non si considera nuova impresa l’attivazione di una nuova
      sede operativa sul territorio lombardo da parte di imprese già esistenti;
    • Lavoratori autonomi con partita iva individuale non iscritti al Registro delle Imprese e che hanno la partita IVA attribuita dall’Agenzia delle Entrate attiva a decorrere dal 1° gennaio 2023 ed entro il 31 dicembre 2023 e che hanno il domicilio fiscale in Lombardia.

    Indipendentemente dal codice ATECO, il bando nuova impresa individua fra i soggetti beneficiari anchele nuove imprese iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia.

    Sono escluse le MPMI e i lavoratori autonomi che abbiano codice Ateco primario o prevalente, risultante dalla visura camerale ovvero dall’Anagrafe Tributaria, ricompreso nella sezione A (Agricoltura, silvicoltura e pesca) e K (Attività finanziarie ed assicurative) della classificazione Ateco 2007 e altresì quelli che svolgono attività primaria o prevalente di cui ai seguenti codici ATECO:

    • 47.78.94 commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop);
    • 92.00 attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco;
    • 92.00.02 gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a
      gettone;
    • 92.00.09 altre attività connesse con le lotterie e le scommesse;
    • 96.04.1 servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali).

    In attuazione della l.r. 8/2013 sono escluse dal bando nuova impresa coloro i quali detengono a qualsiasi titolo apparecchi per il gioco d’azzardo lecito.

    Il bando nuova impresa  non ammette fra i soggetti beneficiari coloro i quali sono in rapporto di collegamento, controllo e/o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il bando nuova impresa prevede due categorie di spesa. 

    1) Spesa in conto capitale:

    • Acquisto di beni strumentali/macchinari/attrezzature/arredi nuovi, incluse le spese per il
      montaggio/trasporto/manodopera e realizzazione di strutture, anche in muratura,
      strettamente collegate. Le spese devono riguardare esclusivamente beni durevoli, non di
      consumo e strettamente funzionali all’attività svolta (non sono ammessi gli autoveicoli);
    • Acquisto di software gestionale, professionale e altre applicazioni aziendali, licenze d’uso e servizi software di tipo cloud e saas e simili, brevetti e licenze d’uso sulla proprietà intellettuale, nella misura massima del 60% della spesa totale di progetto;
    • Acquisto di hardware (sono escluse le spese per smartphone e cellulari);
    • Registrazione e sviluppo di marchi e brevetti e per le certificazioni di qualità.

    2) Spesa in conto corrente:

    • Onorari notarili e costi relativi alla costituzione d’impresa (al netto di tasse, imposte, diritti e
      bolli anticipate dal notaio/consulente);
    • Onorari per prestazioni e consulenze relative all’avvio d’impresa
    • Contabilità e fiscalità;
    • Spese relative alle consulenze specialistiche legate alla registrazione allo sviluppo di marchi e brevetti, nonché per le certificazioni di qualità di cui alla relativa voce di spesa in conto capitale;
    • Canoni di locazione della sede legale e operativa della nuova impresa;
    • Sviluppo di un piano di comunicazione (progettazione del logo aziendale, progettazione e
      realizzazione sito internet, registrazione del dominio, progettazione piano di lancio dell’attività) e strumenti di comunicazione e promozione (es. messaggi pubblicitari su radio, TV, cartellonistica, social network, banner su siti di terzi, Google Ads, spese per materiali
      pubblicitari, etc).
    • Spese generali riconosciute in maniera forfettaria nella misura del 7%

    Come e quando è possibile presentare la domanda di agevolazione?

    Le domande di partecipazione per il bando nuova impresa devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale, tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it dalle ore 14.00 del 27 Aprile 2023 fino alle ore 12.00 del 28 Marzo 2024. Le istruzioni per profilarsi e compilare la domanda sono disponibili sul sito www.unioncamerelombardia.it nell’apposita sezione “Bandi e contributi alle imprese”.

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  • TOCC: Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi

    Bando TOCC – Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi: cos’è?

    Nell’ambito della Missione 1 del PNRR, la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha emanato l’Avviso Pubblico TOCC – Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi che ha l’obiettivo di promuovere l’innovazione e l’eco-design inclusivo, anche in termini di economia circolare e orientare il pubblico verso comportamenti più responsabili nei confronti dell’ambiente e del clima” – Azione B2, finanziato con 20 milioni di euro

    Il bando, in linea con gli obiettivi programmatici del Next Generation Ue e con il principio di “non arrecare un danno significativo” (DNSH) agli obiettivi ambientali, è volto ad incoraggiare e promuovere un approccio green e sostenibile lungo tutta la filiera culturale e creativa, attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto a soggetti che, a vario titolo, animano i settori le cui attività si basano su valori culturali es espressioni artistiche creative.

    Vediamo chi sono i beneficiari, quali sono i progetti ammissibili e come funziona!.

    TOCC – chi sono i beneficiari?

    Possono richiedere i contributi a fondo perduto TOCC i seguenti soggetti:

    1. le micro e piccole imprese, in forma societaria di capitali o di persone, ivi incluse le società cooperative di cui all’art. 2511 e seguenti del codice civile; 
    2. le associazioni riconosciute e non riconosciute; 
    3. le fondazioni
    4. le organizzazioni dotate di personalità giuridica no profit;
    5. gli Enti del Terzo settore di cui all’art. 4 del D.Lgs. n. 117/2017 e ss.mm.ii

     

    I soggetti richiedenti devono essere già costituiti alla data del 31 dicembre 2021 e devono svolgere la propria attività, orientata o meno al mercato, nei seguenti ambiti culturali e creativi:

    1. Musica
    2. Audiovisivo e radio (inclusi: film/cinema, televisione, videogiochi, software e multimedia); 
    3. Moda;
    4. Architettura e Design
    5. Arti visive (inclusa fotografia); 
    6. Spettacolo dal vivo e Festival
    7. Patrimonio culturale materiale e immateriale (inclusi: archivi, biblioteche e musei); 
    8. Artigianato artistico
    9. Editoria, libri e letteratura
    10. Area interdisciplinare (relativo ai soggetti che operano in più di un ambito di intervento tra quelli elencati).
    Transizione ecologica organismi culturali e creativi
    Didascalia lorem ipsum dolor sit, 2021

    Quali sono i progetti e le spese ammissibili?

    Per beneficiare dell’agevolazione TOCC, è necessario presentare progetti volti alla realizzazione di:

    1. attività, progetti o prodotti improntati sull’eco-design e sulla sostenibilità, anche finalizzati alla sensibilizzazione del pubblico verso tematiche ambientali;
    2. strumenti e soluzioni per la realizzazione di eventi, attività e servizi culturali a basso impatto ambientale
    3. azioni di pianificazione strategica, organizzativa ed operativa per la redazione e attuazione di piani di sviluppo di governance e di misurazione degli impatti ambientali, ivi compresi programmi di efficienza energetica; 
    4. prodotti culturali con una forte componente educativa e didattica finalizzati alla sensibilizzazione del rispetto dell’ambiente
    5. attività di sviluppo e prototipazione sperimentale, finalizzate all’ecodesign dei prodotti e al recupero, riuso, riciclo di prodotti.
     

    I progetti proposti devono essere conformi ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) e devono concorrere al raggiungimento degli scopi del Green Deal europeo e alla transizione ecologica, coniugando design e sostenibilità, sensibilizzando e diffondendo consapevolezza sui temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale fra tutti i soggetti coinvolti nella filiera culturale e creativa.

     

    I contributi possono essere utilizzati a parziale copertura delle seguenti spese:

    1. impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili di ultima generazione, a basso impatto ambientale e finalizzati all’utilizzo del ciclo produttivo green. 
    2. servizi specialistici e beni immateriali ad utilità pluriennale, limitatamente a programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate correlate al progetto da realizzare. Tali spese devono essere supportate da apposita perizia giurata, rilasciata da un tecnico abilitato iscritto all’ordine di riferimento avente specifiche e documentate competenze nel settore di riferimento della spesa;
    3. opere murarie fino al limite massimo del 20% del progetto di spesa ammissibile, per l’adeguamento alle condizioni necessarie alla realizzazione dell’investimento proposto e finanziato, delle unità locali dei soggetti realizzatori.
    4. capitale circolante, fino al limite massimo del 20% del progetto di spesa ammissibile e, a tal riguardo, nello specifico:
      • materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti connessi al processo produttivo, purché strettamente funzionali al progetto finanziato e a basso impatto ambientale;
      • utenze relative all’unità locale purché strettamente funzionali al progetto finanziato;
      • canoni di locazione relativi all’unità locale purché strettamente funzionali al progetto finanziato;
      • prestazioni di servizi strettamente funzionali al progetto finanziato non rientranti direttamente nelle spese per servizi specialistici di cui al comma 1 lett. b), ma comunque connessi ad esigenze derivanti dalla realizzazione del progetto; e. nuovo personale assunto per il progetto finanziato, che non benefici di altre agevolazioni.

     

    L’imposta sul valore aggiunto (IVA) è un costo ammissibile solo se questa non sia recuperabile.

    Qual è l’entità del contributo e come fare domanda?

    Le agevolazioni sono concesse esclusivamente sotto forma di contributi a fondo perduto e nella misura massima dell’80% del progetto di spesa ammissibile e, comunque, per un importo massimo pari a euro 75.000

    I progetti proposti possono avere un valore massimo di euro 100.000, dovranno avere durata massima pari a 18 mesi e dovranno in ogni caso concludersi entro e non oltre il 31 dicembre 2025.

    I soggetti in linea con i requisiti dell’Avviso Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi, potranno presentare domande esclusivamente su Invitalia,  a partire dalle ore 12:00 dell’11 maggio 2023 ed entro e non oltre le ore 18:00 del 12 luglio 2023.

     

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  • Bonus export digitale: fondo perduto settore manifatturiero

    Bonus export digitale

    Il Bonus Export Digitale è una misura del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Agenzia ICE, volto a sostenere le microimprese nella loro attività di internazionalizzazione attraverso la digitalizzazione. 

    La Convenzione MAECI-ICE per la promozione del Made in Italy prevede il supporto alla digitalizzazione delle PMI per consolidare le attività di export e internazionalizzazione. 

    L’agevolazione prevede la concessione di contributi sotto forma di bonus per promuovere l’esportazione e l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese manifatturiere attraverso l’utilizzo di soluzioni digitali per l’export. Questa disposizione prevede un finanziamento di 30 milioni di euro dal bilancio di ICE per supportare questa iniziativa.

    Chi sono i soggetti beneficiari?

    Il Bonus Export Digitale è un contributo che può essere richiesto dalle micro, piccole e medie imprese manifatturiere, nonché dalle reti e dai consorzi di tali imprese. Le reti e i consorzi devono essere composti da almeno cinque imprese che soddisfano determinati requisiti. 

    Le imprese devono avere meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo o totale di bilancio inferiore a 10 milioni di euro, devono essere attive da almeno un anno, avere sede in Italia e operare nel settore manifatturiero primario.

    Tra le principali attività manifatturiere (ATECO C dal 10.00.00 al 33) indichiamo:

    • Industrie alimentari
    • Industria del legno e dei mobili
    • Confezione di articoli di abbigliamento, di articoli in pelle e pelliccia
    • Fabbricazione di prodotti in metallo
    • Altre attività manifatturiere: gioielli, macchinari e apparecchiature, stampa, pelle, gomma, plastiche, chimici, elettronica, elettromedicali

     

    Devono inoltre essere in regola con le norme fiscali e di contribuzione, non avere già richiesto altri contributi pubblici e non aver beneficiato di aiuti de minimis che superino il limite massimo previsto.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il Bonus Export Digitale è un contributo fornito sotto il regolamento de minimis per sostenere l’espansione internazionale attraverso soluzioni digitali offerte da fornitori specifici.

    Il contributo è concesso alle microimprese manifatturiere per un importo pari a €4.000 a fronte di spese ammesse di importo non inferiore ad €5.000,00.

    Inoltre, alle reti e ai consorzi composti da almeno cinque imprese, viene concesso un importo pari a €22.500 a fronte di spese ammesse di importo non inferiore ad €25.00. Non sono erogabili contributi a fronte di spese ammesse inferiori ai suddetti importi.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il Bonus Export Digitale prevede una serie di spese ammissibili per i soggetti beneficiari.

     Tra le spese coperte rientrano: 

    • la realizzazione di sistemi di e-commerce verso l’estero, siti e/o app mobile;
    • la creazione di sistemi di e-commerce automatizzati per la gestione degli articoli e il raccordo con i propri sistemi di Customer Relationship Management;
    • la realizzazione di servizi accessori all’e-commerce come smart payment, traduzioni, shooting fotografici, video making, web design e content strategy;
    • la definizione di una strategia di comunicazione, informazione e promozione per il canale dell’export digitale;
    • le spese per il digital marketing finalizzato a sviluppare attività di internazionalizzazione, tra cui campagne di promozione digitale, SEO, SEM, content marketing, lead generation e lead nurturing. Inoltre, sono ammissibili spese per servizi di CMS, di consulenza per lo sviluppo di processi organizzativi e di capitale umano, e per l’upgrade delle dotazioni di hardware necessarie.

     

    Non sono ammissibili, invece, le spese per l’acquisto generico di hardware, le spese per imposte, tasse e oneri sociali, le spese legali e notarili, le spese relative alle attività amministrative, aziendali o commerciali e i costi diretti relativi all’acquisizione o alla registrazione e alla tutela della proprietà intellettuale.

    Dove presentare la domanda?

    Per richiedere il Bonus per l’Export Digitale, è sufficiente compilare e inviare la domanda attraverso il sito web di INVITALIA. Dopo aver effettuato l’accesso con SPID al seguente indirizzo: https://sso-padigitale.invitalia.it/Account/Login, selezionare la misura “Bonus per l’Export Digitale” e seguire la procedura guidata.

    Inoltre, nella sezione “Presenta la domanda” sono disponibili i manuali guida per aiutare nella compilazione e invio della domanda. Il processo è rapido e semplice, richiedendo solo pochi minuti del tuo tempo.

     

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  • Bando Fiere Emilia Romagna: progetti di promozione dell’export e fiere

    Bando progetti di promozione e fiere Emilia Romagna

    Con il bando fiere Emilia Romagna,  si vogliono promuovere le piccole e medie imprese locali e la loro diversificazione di mercato, attraverso l’emissione di un bando per il sostegno a progetti di promozione dell’export e partecipazione ad eventi fieristici nel 2023. 

    L’obiettivo di questo provvedimento è di agevolare l’accesso delle imprese ai mercati esteri, aprendo nuovi canali di vendita e rinforzando la funzione del commercio estero all’interno delle aziende.

    L’iniziativa non solo promuoverà la crescita economica delle imprese e delle regioni coinvolte, ma creerà anche nuovi posti di lavoro e fornirà un contributo importante all’economia locale. Inoltre, questo progetto rappresenta un’opportunità per le imprese emiliano-romagnole di acquisire una maggiore conoscenza e comprensione dei mercati esteri e delle loro esigenze, migliorando la loro capacità di competere globalmente.

    Per finanziare i progetti approvati sono stati stanziati € 7.000.000 per l’annualità 2023

    Chi sono i beneficiari del bando?

    I beneficiari del bando fiere Emilia Romagna sono le imprese di micro, piccola e media dimensione e soggetti giuridici iscritti al Repertorio economico amministrativo (REA), aventi sede legale o unità operativa in Emilia-Romagna.

    I codici ATECO ammissibili primari o secondari sono:

    • C, D, E, F, G codice 47.78.31; 
    • J, M, N (divisione 82), Q, R, S codici 94.00.0; 94.99.00; 94.99.20.


    Il bando fiere Emilia Romagna prevede la partecipazione anche da parte di soggetti che non hanno sede legale o unità operativa in Emilia-Romagna, purché si impegnino ad aprire l’unità operativa sul territorio regionale dopo la concessione del contributo. L’apertura deve avvenire entro 3 mesi dalla data di adozione dell’atto di concessione del contributo e sarà verificata in fase di rendicontazione del progetto. La mancata apertura comporterà la revoca totale del contributo concesso.

    Quali sono i progetti e le spese ammissibili?

    I progetti ammissibili del bando fiere Emilia Romagna riguardano progetti per la partecipazione a una o più fiere internazionali svolte in paesi esteri o in Italia purché con qualifica internazionale. Le fiere possono essere sia in presenza, sia digitalizzate (fiere virtuali con partecipazione da remoto).

    È ammessa anche l’adesione a incontri d’affari (B2B) o eventi di promozione collettivi e di livello internazionale, organizzati da soggetti terzi con comprovata esperienza in ambito internazionale, in presenza o in formato virtuale.

    Gli interventi previsti dal bando firere Emilia Romagna devono essere eseguiti nell’arco del 2023 e riguardare esclusivamente l’unità produttiva/sede operativa del richiedente nella regione Emilia Romagna. Non sono ammissibili le attività che riguardano delocalizzazioni o trasferimenti di attività produttive provenienti da altri Stati membri o regioni italiane.

    L’investimento complessivo per la realizzazione degli interventi proposti dal bando fiere Emilia Romagna deve essere di almeno €10.000 (IVA esclusa), mentre per i soggetti del settore cinematografico, culturale e musicale il minimo è di €5.000 (IVA esclusa). Al termine del progetto, le spese ammissibili devono essere pari ad almeno il 50% del costo originariamente approvato, pena la revoca del contributo.

    Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa per le Fiere internazionali in presenza:

    • Affitto spazi;
    • Noleggio allestimento (incluse le spese di progettazione degli stand;
    • Gestione spazi;
    • Trasporto merci in esposizione e assicurazione delle stesse;
    • Ingaggio di hostess/interpreti.

     

    Per le Fiere Virtuali sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:

    • Iscrizione alla fiera e ai relativi servizi;
    • Consulenze in campo digital;
    • Hosting;
    • Produzione di contenuti digitali;
    • Accordi onerosi con media partners;
    • Spese di spedizione dei campionari.

     

    Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa per B2B ed eventi:

    • Adesione da parte del beneficiario del contributo a eventi promozionali;
    • Incontri di affari.

     

    Le voci di spesa ammissibili per B2B ed eventi sono le medesime elencate per le fiere internazionali. Per alcuni settori di attività sono previste ulteriori spese ammissibili.

     

    A quanto ammonta il contributo?

    Il contributo regionale del bando fiere Emilia Romagna sarà concesso a fondo perduto nella misura del 70% delle spese ritenute ammissibili, per un importo non superiore a euro 25.000.

    L’importo del contributo può essere incrementato del 5%  nei casi in cui:

    • Si tratta di un’impresa a prevalente partecipazione femminile e/o giovanile;
    • Le sedi operative/unità locali dove si realizza l’intervento, sono ubicate in zone montane;
    • Le sedi operative/unità locali oggetto di intervento sono ubicate nelle aree dell’Emilia-Romagna comprese nella carta nazionale degli aiuti di stato a finalità regionale;
    • Le sedi operative/unità locali oggetto di intervento sono ubicate , nelle aree interne dell’Emilia-Romagna;
    • Il fatturato annuo è pari o maggiore a 2 mln di €.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    La domanda di contributo per il bando fiere Emilia Romagna dovrà essere compilata ed inviata tramite l‘applicazione web Sfinge 2020 a partire dalle ore 12.00 del 16 marzo 2023 fino alle ore 16.00 del 18 aprile 2023.
    Ogni soggetto può presentare una sola domanda.

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  • Bando CONneSSi 2023 Lombardia: contributo a fondo perduto fino al 50%

    Bando CONneSSI 2023: 2,5 milioni di euro alle MPMI

    La Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, al fine di incentivare l’utilizzo di strumenti e canali digitali per la promozione di beni e servizi nelle micro, piccole e medie imprese, ha emanato il bando “CONneSSI – Contributi alle MPMI per lo sviluppo di strategie digitali per i mercati globali – Anno 2023”.

    Il bando prevede la concessione di contributi diretti alle MPMI finalizzate all’implementazione di corrette strategie di marketing online digitale all’interno di un panorama internazionale.

    Chi sono i beneficiari?

    I beneficiari del bando CONneSSI 2023 sono le MPMI con sede legale e/o unità locale iscritta e attiva presso la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi. La domanda di partecipazione è riservata a coloro i quali alla data del 01/07/2022 siano titolari di:

    • un sito internet multilingua (italiano più almeno una lingua straniera) attivo e pienamente operativo e di almeno uno dei seguenti canali digitali già attivi ed operativi:
      • un sito di e-commerce aziendale multilingua (italiano più almeno una lingua straniera);
      • una pagina aziendale/di prodotto su un marketplace internazionale;
      • una o più pagine social aziendali (es. Facebook, Instagram e Linkedin)

    Qualora l’esito di assegnazione contributi risulti positivo, il soggetto beneficiario dovrà contestualmente partecipare al corso di formazione sulle tematiche digitali organizzato da Promos Italia.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il bando CONneSSI 2023 eroga un contributo a fondo perduto del valore massimo di 10.000 euro a fronte di un investimento minimo di spesa pari a 5.000 euro.

    I fornitori abilitati a erogare i servizi ammissibili possono essere:

    • imprese, fondazioni, enti operanti nel campo del digital marketing e della consulenza, attive ed iscritte alla CCIAA di propria competenza in data non successiva al 31/12/2019;
    • liberi professionisti titolari di Partita Iva, almeno dal 31/12/2019;
    • Camere di Commercio Italiane all’estero, se ufficialmente riconosciute da Assocamerestero

    Quali sono le attività e spese ammissibili?

    Il bando CONneSSI 2023 prevede lo sviluppo di una serie di attività che puntano all’espansione del business sui mercati internazionali realizzati con strumenti e servizi digitali.

    Sono considerate ammissibili le seguenti attività:

    • attività di digital marketing (Content e Social Media marketing, Display Advertising, E-mail marketing, Couponing);
    • campagne di promozione su motori di ricerca, marketplace o piattaforme social;
    • attività di SEO E SEM;
    • live streaming ecommerce attività di vendita online in occasione di dirette streaming) sui canali online (quali ad es. Instagram, Facebook, Amazon Live, Taobao Live, WeChat, Lazada, etc…);

     

    Sono considerate ammissibili le attività e le corrispondenti spese, al netto dell’IVA, realizzate e interamente pagate nel periodo che decorre dalla data di apertura del bando, fino al termine previsto per la realizzazione delle stesse (max 240 gg dalla determina di concessione).

    Come posso presentare la domanda di partecipazione?

    Il bando CONneSSI 2023 ha stabilito come termine iniziale di presentazione delle domande il giorno 31 Gennaio 2023 a partire dalle ore 10.00 fino alle 14.00 del 16 Marzo 2023

    Le domande di contributo possono essere inoltrate esclusivamente in via telematica attraverso il sito http://webtelemaco.infocamere.it, a cui le imprese possono accedere con SPID, CNS, CIE, o attraverso le proprie credenziali (username e password) se già richieste con  prima del 28 febbraio 2021.

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  • Emilia Romagna: sostegno imprenditoria femminile

    Sostegno imprenditoria femminile

    La Regione Emilia Romagna inizia il 2023 con una serie di agevolazioni regionali e bandi tesi a supportare le pmi del territorio e a maggioranza femminile.

    L’agevolazione in questione ha come obiettivo quello di incentivare interventi riguardanti la crescita e il consolidamento dell’imprenditoria femminile.

    Questi dovranno mirare all’aumento della competitività e della qualità delle imprese gestite da donne, ed evidenziare, qualora fosse possibile, il legame tra le pari opportunità, il business aziendale e la qualità del lavoro. Le risorse assegnate sono pari a 3.000.000 milioni di euro, i destinatari sono le imprese a partecipazione femminile.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il bando sostegno imprenditoria femminile della Regione Emilia Romagna prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto nella misura massima del 50% della spesa ammessa e per un importo, comunque, non superiore a euro 80.000,00 e sarà calcolato come segue:

    • una quota parte sarà determinata in misura pari al 30% della spesa ritenuta ammissibile;
    • una eventuale quota parte concedibile fino ad un massimo del 15% della spesa ritenuta ammissibile, a copertura del costo per interessi da sostenersi per l’attivazione di un mutuo di almeno 4 anni, calcolato sulla base dell’attualizzazione dei costi di interessi. Il calcolo di tale importo sarà effettuato considerando la durata e il valore del mutuo effettivamente stipulato dall’impresa (di importo almeno pari al 50% dell’investimento), applicando un tasso massimo di interesse forfettario del 4%.

    Chi sono i beneficiari?

    I beneficiari dell’agevolazione sostegno imprenditoria femminile sono le MPMI (micro, piccole e medie imprese, compresi consorzi, società consortili e società cooperative) con sede legale e/o operativa in Emilia-Romagna, a “prevalente partecipazione femminile” così individuate:

    • le imprese individuali in cui il titolare sia una donna;
    • le società di persone e le società cooperative in cui il numero di donne socie rappresenti
      almeno il 60% dei componenti la compagine sociale, indipendentemente dalle quote di capitale detenute;
    • le società di capitali in cui le donne detengano almeno i due terzi delle quote di capitale e
      costituiscano almeno i due terzi del totale dei componenti dell’organo di amministrazione.

    I soggetti che non possono in alcun caso accedere all’agevolazione sono le imprese agricole.

    Quali sono gli investimenti ammissibili?

    Il bando sostegno imprenditoria femminile finanzia una serie di interventi volti alla crescita e al consolidamento dell’imprenditoria femminile. Fra gli investimenti ammissibili troviamo quelli volti a:

    • all’innovazione e valorizzazione di prodotto e dei sistemi di vendita;
    • al miglioramento dell’efficienza dei processi di erogazione dei servizi, all’innovazione dei servizi con particolare riferimento alla messa a punto ed alla sperimentazione di metodologie e applicazioni innovative nel campo della progettazione, dei processi e del monitoraggio;
    • alla informatizzazione e alle innovazioni di processo;
    • allo sviluppo innovativo dei sistemi informatici-informativi e dei processi di digitalizzazione del lavoro;
    • ad implementare e diffondere metodi di promozione, acquisto e vendita on line di servizi
      nonché a sviluppare nuove funzioni avanzate nel rapporto con la clientela;
    • a sviluppare sistemi di sicurezza informatica;
    • alla riqualificazione estetica e funzionale del laboratorio/punto vendita;
    • all’automatizzazione e informatizzazione dell’attività anche con acquisto di strumenti e
      attrezzature professionali tecnico-strumentali e tecnologiche;
    • al riposizionamento strategico dell’attività;
    • a implementare sistemi di controllo di gestione e valutazione economica dell’attività;
    • all’introduzioni di soluzioni in grado di consentire lo sviluppo di un contesto e di un’organizzazione lavorativa tali da agevolare la conciliazione delle responsabilità lavorative e di quelle familiari.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il sostegno imprenditoria femminile della Regione Emilia Romagna prevede una serie di spese ammissibili di seguito elencate:

    1. acquisto di macchinari e attrezzature, infrastrutture telematiche e digitali;
    2. acquisto di brevetti, licenze software, cloud e servizi applicativi o altre forme di
      proprietà intellettuale, necessari al conseguimento degli obiettivi dell’intervento;
    3. consulenze, destinate all’aumento della produttività, all’innovazione organizzativa, al
      trasferimento delle tecnologie, alla ricerca di nuovi mercati per il collocamento dei
      prodotti, gli studi di fattibilità e i piani d’impresa, comprensivi dell’analisi di mercato, gli
      studi per la valutazione dell’impatto ambientale, le spese relative ad iniziative e campagne promozionali debitamente motivate e contestualizzate. Tali spese saranno riconosciute nella misura massima del 30% della somma delle spese di cui ai numeri 1+2;
    4. opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, funzionali alla realizzazione del progetto, riconosciute nel limite massimo di 5.000 euro;
    5. costi generali nella misura massima del 5% dei costi diretti ammissibili dell’operazione,
      ovvero della somma delle spese di cui ai numeri 1+2+3+4.

    Sono da considerarsi non ammissibili tutte le voci di spesa non contenute in questo elenco.

    Ricordiamo inoltre che è prevista una valutazione a punteggio.

    Come e quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande di partecipazione al bando sostegno imprenditoria femminile devono essere presentate dalle ore 10.00 del giorno 24 febbraio 2023 alle ore 13.00 del giorno 28 marzo 2023, per interventi da realizzarsi entro il 31 dicembre 2023.

    Le domande di contributo dovranno essere compilate, validate ed inviate alla Regione esclusivamente per via telematica, tramite l’applicazione web SFINGE 2020, le cui modalità di accesso e di utilizzo saranno rese disponibili sul sito internet della Regione al seguente indirizzo: http://fesr.regione.emilia-romagna.it, nella sezione dedicata al bando.


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  • Fri-Tur di Invitalia: agevolazioni per strutture ricettive

    Cos’è il Fri-Tur?

    Invitalia dal 1° marzo 2023 apre gli sportelli per presentare la domanda di sostegno per l’incentivo FRI-Tur (Fondo rotativo imprese per il sostegno alle imprese e gli investimenti di sviluppo nel turismo).

    Il Fri-Tur è un contributo diretto alla spesa erogato dal Ministero o in alternativa di un finanziamento agevolato concesso da Cassa Depositi e Prestiti. Entrambe le agevolazioni verranno riconosciute sui progetti relativi a investimenti medio-grandi, compresi tra 500.000 e 10 milioni di euro.

    Come funziona l’incentivo e le tipologie di agevolazione?

    L’agevolazione FRI-tur prevede due forme di incentivo ovvero:

    • contributo diretto alla spesa, concesso per massimo il 35% della spesa sulla base degli importi ammissibili delle spese, tenuto conto delle percentuali massime sulla base della dimensione dell’impresa e della localizzazione dell’investimento, coerentemente con i target di attuazione previsti dal PNRR;
    • finanziamento agevolato, concesso ad un tasso nominale annuo pari allo 0,5% con durata tra 4 e 15 anni e un periodo di preammortamento di massimo 3 anni.

    Al finanziamento agevolato deve essere abbinato un finanziamento bancario a tasso di mercato di pari importo e durata, erogato da una banca finanziatrice che aderisce alla Convenzione del 29 agosto 2022 firmata dal Ministero del Turismo, Associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti.

    Il 40% delle risorse stanziate per il contributo diretto alla spesa è dedicato alle imprese con sede in una delle Regioni del Mezzogiorno.

    Il 50% delle risorse è destinato agli interventi di riqualificazione energetica.

    Chi sono i Beneficiari?

    I beneficiari del FRI-Tur sono le realtà del settore turistico, cioè in particolare:

    • le imprese alberghiere
    • le imprese che esercitano attività agrituristica
    • le imprese che gestiscono strutture ricettive all’aria aperta
    • le imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale
    • gli stabilimenti balneari
    • i complessi termali
    • i porti turistici
    • i parchi tematici, inclusi i parchi acquatici e faunistici.

     

    Queste realtà, per essere considerate ammissibili, devono essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese e inserite negli elenchi, albi, anagrafi previsti dalla rispettiva normativa di riferimento.

    Quali sono gli interventi ammissibili?

    Gli incentivi FRI-Tur possono essere richiesti per interventi di:

    • riqualificazione energetica e antisismica
    • eliminazione delle barriere architettoniche
    • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, installazione di manufatti leggeri
    • realizzazione di piscine termali (solo per gli stabilimenti termali)
    • digitalizzazione
    • acquisto o rinnovo di arredi.

     

    L’investimento deve essere riferito ad una o più unità dell’impresa richiedente situate sul territorio nazionale e deve prevedere spese ammissibili, al netto dell’IVA, comprese tra 500.000 euro e 10 milioni di euro.

    progetti devono essere realizzati entro il 31 dicembre 2025 e il 50% delle risorse è destinato agli interventi di riqualificazione energetica.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili all’agevolazione FRI-Tur sono:

    • Servizi di progettazione, nella misura massima complessiva del 2%
    • Suolo aziendale e sue sistemazioni, nella misura massima del 5%
    • Fabbricati, opere murarie e assimilate, nella misura massima del 50%
    • Macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica
    • Investimenti in digitalizzazione, esclusi i costi di intermediazione, nella misura massima del
      5%.

    Come e quando presentare la domanda?

    E’ possibile presentare domanda per l’agevolazione FRI-Tur dalle 12.00 del 1 marzo 2023, fino alle  12.00 del 31 marzo 2023. Per inviare la domanda è necessario:

    • essere in possesso di un’identità digitale (SPID, CNS, CIE);
    • accedere all’area riservata per compilare online la domanda.

    Inoltre, bisogna disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). Al termine della procedura online viene assegnato un protocollo elettronico. Le domande sono esaminate in ordine cronologico di presentazione.

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