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Tag: Fondo perduto

  • Cultura Crea: come partecipare al bando[1 di 3]

    Avviso: il bando è stato chiuso il 29 marzo 2021. Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità della finanza agevolata clicca qui!

    Come promesso eccoci di nuovo qui a parlare del bando Cultura Crea!

    (Se non sai di cosa stiamo parlando allora leggi il nostro precedente articolo!! )

    In questo post ti spiegherò la prima delle tre linee del bando, quella chiamata “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” e come presentare domanda bando Cultura Crea.

    Se vuoi conoscere anche le altre linee, non perderti i prossimi articoli!

    come-partecipare-al-bando-culturacrea-1-di-3
    Ottime notizie per te che vuoi fare impresa al Sud. In arrivo il nuovo bando Invitalia Cultura Crea a sostegno dell’industria culturale e turistica delle regioni del Sud Italia.

    Va bene, cominciamo…

    Questa linea di intervento del bando Cultura Crea ha come obiettivo il sostegno alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) dell’industria culturale che vogliono avviare un’attività nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

    “Ok, mi piace..voglio partecipare!” penserai… Ma quali caratteristiche devo avere?

    Se hai un’impresa che opera nell’industria culturale devi averla costituita nell’arco degli ultimi 36 mesi (fa attenzione, sono comprese anche le cooperative!).

    … e se non ho ancora un’impresa?

    Tranquillo, Invitalia ha pensato anche a te…

    Possono infatti partecipare al bando anche i team di persone fisiche, purché costituiscano un’impresa entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni!
    Bello, no?

    Nel caso in cui non avessi i requisiti richiesti da questo bando non ti disperare! Questa è solo una delle mille agevolazioni censite nel nostro database! Contattaci e insieme troveremo la soluzione adatta alle tue esigenze!

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis (approfondiremo questo argomento più avanti in un altro post!) e prevedono congiuntamente:

    • un finanziamento agevolato a tasso zero, fino al 40% della spesa ammessa
    • un contributo a fondo perduto fino al 40% della spesa ammessa

     

    Ma fa attenzione, se sei un’impresa femminile, giovanile o in possesso del rating di legalità, in entrambi i casi il tetto delle agevolazioni è elevabile al 45%!!

    Ma con tutti questi soldi, cosa ci posso fare?

    Innanzitutto bisogna specificare che sono finanziabili programmi di investimento fino a 400.000 euro.

    Inoltre i progetti finanziabili devono prevedere la creazione o l’introduzione di prodotti o servizi innovativi in una delle seguenti aree tematiche:

    • conoscenza: sviluppo o applicazione di tecnologie che permettano di creare, organizzare, archiviare e accedere a dati e informazioni sull’industria culturale.
    • conservazione: sviluppo o applicazione di modalità e processi innovativi per le attività legate a restauro/manutenzione e recupero del patrimonio culturale (restauro, manutenzione, recupero e rifunzionalizzazione) come materiali, tecnologie, analisi della gestione dei rischi, valutazione dei fattori di degrado e tecniche di intervento, ecc.
    • fruizione: modalità e strumenti innovativi di offerta di beni, anche in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e risorse del territorio; piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione
    • gestione: sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali

     

    Le spese ammissibili sono quindi di due tipologie:

    • Investimenti: macchinari, impianti, attrezzature e arredi programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, certificazioni e know how.
    • Spese di gestione personale: dipendente qualificato assunto dopo la presentazione della domanda servizi per tecnologie dell’informazione e della comunicazione consulenze specialistiche esterne.

    “Finalmente ho trovato l’agevolazione adatta a me”… Ora cosa devo fare per partecipare al bando?

    Una volta verificato di avere i requisiti richiesti dal bando Cultura Crea è arrivato il momento di preparare tutto il necessario per compilare la domanda di partecipazione al bando ed ottenere poi i finanziamenti.

    La domanda deve contenere, oltre ai dati anagrafici e al profilo del proponente, il business plan completo di:

    • descrizione dell’attività proposta
    • analisi del mercato e relative strategie
    • aspetti tecnico-produttivi ed organizzativi
    • aspetti economico finanziari

     

    Ecco l’elenco completo della documentazione necessaria se sei un’impresa già costituita o un’impresa ancora da costituire!

    Ricorda che la qualità della documentazione presentata è fondamentale ai fini dell’approvazione della domanda. Se hai bisogno di aiuto per preparare i documenti necessari non esitare a contattarci! Ti aiuteremo noi a preparare e scrivere tutto il necessario nella maniera corretta!

    … e ora?

    Una volta presentata la domanda al bando Cultura Crea basterà solo aspettare l’esito della valutazione della domanda da parte di Invitalia, e poi il gioco è fatto! Potrai usufruire delle agevolazioni e dei contributi per sostenere i fabbisogni finanziari della tua impresa!

    Quello che forse non sai ancora, è che ci sono moltissime agevolazioni a cui potresti partecipare (e quindi molti soldi da prendere) se solo facessi domanda..

    Se sei arrivato fino qui, puoi dire di aver finalmente trovato il tuo strumento per conoscere tutti i bandi a cui potresti partecipare, approfittando così di tutte le opportunità a tua disposizione per realizzare i tuoi progetti!

    P.S. Non perderti il prossimo articolo per conoscere le altre linee di intervento del bando CulturaCrea!
    Si parlerà dell’incentivo creato per sostenere lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale e turistica”!

    Leggi anche La guida completa per partecipare al bando!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tu amico, lascia un commento e condividilo sui social!


    PARLANE CON NOI

  • Come partecipare al bando Cultura Crea [3 di 3]

    Avviso: il bando Terza Linea Cultura Crea è stato chiuso il 29 marzo 2021. Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di finanza agevolata clicca qui!

    Eccoci arrivati all’ultima puntata del bando: Terza Linea Cultura Crea!

    (Se vuoi fare un rapido ripasso degli articoli precedenti ti basterà cliccare qui:

    Dai…un ultimo sforzo e potrai considerarti un esperto del bando Cultura Crea!

    La Terza Linea Cultura Crea (Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale) ha come obiettivo il sostegno per lo sviluppo e il consolidamento di imprese e di altri soggetti del terzo settore nelle attività collegate alla gestione di beni, ai servizi e alle attività culturali, anche favorendo forme di gestione integrata.

    Quanti paroloni… vediamo nel dettaglio di cosa si tratta!

    A chi si rivolge la terza linea Cultura Crea?

    La Terza Linea Cultura Crea, ha una dotazione finanziaria di 27 milioni di euro e si rivolge alle imprese – incluse le cooperative – e altri soggetti del terzo settore, in particolare:

    • ONLUS
    • e imprese sociali

    che attuano programmi di investimento fino a 400.000 euro in una o più delle seguenti aree di intervento:

    • attività collegate alla gestione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio
    • attività collegate alla fruizione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio
    • attività di animazione e partecipazione culturale

    e che operano nei Comuni delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale.

    Che tipo di agevolazione è concessa?

    Le agevolazioni previste dalla Terza Linea Cultura Crea sono concesse nei limiti del regolamento de minimis e prevedono un contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ammessa, elevabile al 90% in caso di impresa femminile, o impresa giovanile o in possesso del rating di legalità.

    Le spese ammissibili riguardano:

    • macchinari, impianti e attrezzature
    • programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, certificazioni e know how.

     

    Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda ed entro i 12 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

    Quando e come posso presentare la domanda?

    Anche in questo caso Terza Linea Cultura Crea, come per le altre linee del bando, la domanda può essere presentata solo online dalle ore 12.00 del 15 settembre 2016.
    Il bando Cultura Crea è gestito da Invitalia, che valuta i business plan, eroga i finanziamenti e monitora la realizzazione dei progetti d’impresa.
    Per questo la documentazione (ecco per te la check list della modulistica da consegnare!) deve essere redatta accuratamente.

    La domanda deve contenere, oltre ai dati anagrafici e al profilo del proponente, il business plan completo di:

    • descrizione dell’attività proposta
    • analisi del mercato e relative strategie
    • aspetti tecnico-produttivi ed organizzativi
    • aspetti economico finanziari

    Le domande saranno valutate secondo un ordine cronologico e l’iter prevede l’esame dei requisiti formali di accesso e l’esame di merito.

    Ricorda, la qualità del business plan è fondamentale! Non esitare a contattarci se hai qualche dubbio!

    Complimenti! Ora che hai letto tutti gli articoli sul bando Cultura Crea puoi ritenerti un esperto!

    Ti sarai accorto di quante agevolazioni è possibile sfruttare se solo le conoscessi tutte…
    Ma non preoccuparti! Il team di Trovabando è qui per te!

    Registrati gratuitamente e scopri in tempo reale tutte le agevolazioni a cui la tua impresa può realmente partecipare!

    Leggi anche La guida completa per partecipare al bando!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tu amico, faccelo sapere con un commento e condividilo sui social!

    Alla prossima agevolazione!

    PARLANE CON NOI
  • Come partecipare al bando Cultura Crea [2 di 3]

    Come partecipare al bando Cultura Crea [2 di 3]

    Avviso: il bando è stato chiuso il 29 marzo 2021. Nel frattempo non perderti tutte le novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Continua la nostra rubrica sul bando Cultura Crea!

    Oggi analizzeremo la seconda delle tre linee in particolare i requisiti bando Cultura Crea linea: “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale e turistica”.

    Se ti sei perso le puntate precedenti, clicca qui e qui e non perderti il nostro prossimo articolo conclusivo sul bando Cultura Crea!

    come-partecipare-al-bando-cultura-crea-2-di-3
    Ottime notizie per te che vuoi fare impresa al Sud. In arrivo il nuovo bando Invitalia Cultura Crea a sostegno dell’industria culturale e turistica delle regioni del Sud Italia.

    La seconda linea del bando Cultura Crea ha come obiettivo il sostegno allo sviluppo e al consolidamento delle micro, piccole e medie imprese dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e del settore manifatturiero tipico locale.

    Ho i requisiti giusti per partecipare a questa linea del bando?

    Vediamo subito insieme quali sono le caratteristiche necessarie per partecipare alla seconda linea del bando Cultura Crea!

    Questa agevolazione si rivolge alle imprese costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi, incluse le cooperative che vogliono presentare progetti di investimento nei settori dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti tipici locali e si applica nei Comuni delle regioni Basilicata, Calabria, Campania e Puglia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale.

    Se vuoi sapere ora se hai i requisiti specifici richiesti da questo bando contattaci e ti diremo subito se puoi partecipare!

    Per questa linea, che tipo di agevolazione è prevista?

    Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis e prevedono congiuntamente:

    • un finanziamento agevolato a tasso zero fino al 60% della spesa ammessa.
    • un contributo a fondo perduto fino al 20% della spesa ammessa.

     

    Anche in questo caso, come per la prima linea, se sei un’impresa femminile, giovanile o in possesso del rating di legalità, in entrambi i casi il tetto delle agevolazioni può essere elevato del 5%, arrivando quindi, nel primo caso al 65%, mentre nel secondo fino al 25%.

    Quali attività posso finanziare con questa linea del bando Cultura Crea?

    I progetti imprenditoriali finanziabili devono riguardare:

    • servizi per la fruizione turistica e culturale;
    • promozione finalizzata alla valorizzazione delle risorse culturali;
    • recupero e valorizzazione di produzioni tipiche locali.

     

    I programmi di investimento finanziabili possono arrivare fino a 500.000 euro!

    Le spese ammissibili sono quindi di due tipi:

    • Investimenti: macchinari, impianti e attrezzature. programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, certificazioni e know how;
    • Spese di gestione: personale dipendente qualificato assunto dopo la presentazione della domanda, servizi per tecnologie dell’informazione e della comunicazione, consulenze specialistiche esterne.

    Come faccio a richiedere l’agevolazione?

    La domanda si presenta online, sul portale di Invitalia e deve essere firmata digitalmente. Le domande saranno valutate secondo un ordine cronologico.
    L’iter di valutazione prevede l’esame dei requisiti formali di accesso e l’esame di merito.

    Vuoi sapere se hai i requisiti giusti per partecipare? Contattaci e te lo diremo noi in tempo reale!

    La domanda da inviare deve contenere, oltre ai dati anagrafici e al profilo del proponente, il business plan completo di:

    • descrizione dell’attività proposta
    • analisi del mercato e relative strategie
    • aspetti tecnico-produttivi ed organizzativi
    • aspetti economico finanziari

     

    Ecco per te l’elenco dei documenti necessari per la presentazione della domanda alla seconda linea del bando Cultura Crea!

    Ricorda che, anche in questo caso, la qualità del tuo business plan può fare la differenza. Descrivi in maniera accurata ogni punto richiesto per avere una maggiore possibilità di accesso all’agevolazione prevista dal bando Cultura Crea!

    Ora non ti resta che preparare tutta la documentazione inviare la domanda e aspettare l’esito della valutazione della tua domanda da parte di Invitalia!

    P.S. Non perderti il prossimo articolo per conoscere l’ultima linea di intervento del bando Cultura Crea!
    Si parlerà dell’incentivo creato per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale”!

    Leggi anche La guida completa per partecipare al bando!

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  • Bando Isi INAIL 2020-2021

    Bando Isi INAIL 2020-2021

    Aggiornamento: Per le novità relative agli anni 2021-2022 ti consigliamo di leggere il nostro articolo!

    Il Bando ISI 2020 dell’Inail sostiene imprese che operano in Italia con incentivi a fondo perduto destinati a progetti di prevenzione e sicurezza sul lavoro.

    Il Bando Isi Inail 2020 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 297 del 30-11-2020) ha l’obiettivo di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento dei livelli di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso incentivi a fondo perduto.

    Come indicato dal Bando, sono finanziabili quattro tipologie di progetto, suddivise rispettivamente in 4 Assi di finanziamento:

    • Asse di finanziamento 1Progetti di investimento e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
    • Asse di finanziamento 2Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC)
    • Asse di finanziamento 3Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
    • Asse di finanziamento 4Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo quanto si risparmia, basandoci sulla suddivisione dei 4 Assi di finanziamento.

    Assi 1,2,3

    Sui progetti che rientrano nei primi 3 assi di finanziamento (Progetti di investimento e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC), Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto) è concesso un finanziamento in conto capitale del 65%. Il finanziamento è calcolato sulle spese sostenute al netto dell’IVA. Il finanziamento massimo erogabile è pari a 130mila euro e il finanziamento minimo ammissibile è pari a 5mila euro. Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale di cui all’Allegato 1.2, invece, non è fissato alcun limite minimo di finanziamento.

    Asse 4

    Per quanto riguarda i progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività, è concesso un finanziamento in conto capitale del 65% (sulle spese sostenute al netto dell’IVA). In questo caso, cambiano gli importi: il finanziamento massimo erogabile è pari a 50mila euro e il finanziamento minimo ammissibile è pari a 2mila euro.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Sono ammesse al finanziamento:

    • Le spese di progetto
    • Le spese tecniche e assimilabili
    • Le spese di consulenza del progetto

     

    Sono “spese di progetto” tutte le spese direttamente necessarie all’intervento, nonché quelle accessorie utili alla sua realizzazione e indispensabili per la sua completezza. Queste ultime, tuttavia, non devono essere prevalenti rispetto a quelle direttamente riconducibili alla riduzione del rischio. Si considerano “spese tecniche e assimilabili” le spese che si rendono necessarie in funzione del progetto specifico.

    Come e quando si presenta la domanda?

    Le imprese interessate dovranno collegarsi sul portale istituzionale e compilare la domanda tramite i servizi online a disposizione, seguendo il percorso guidato sul sito dell’INAIL – “Accedi ai servizi online” – per l’inserimento della richiesta di finanziamento conformemente a quanto previsto dagli Avvisi regionali.

    Riassumiamo, quindi, le date più importanti da tenere a mente per poter partecipare:

    • Compilazione domande: dal 1 giugno 2021 al 15 luglio 2021 ore 18.00
    • Download codici identificativi: dal 20 luglio 2021
    • Comunicazione regole tecniche per l’invio della domanda online: entro il 15 luglio.

     

    Le aziende dovranno selezionare l’avviso di riferimento della propria regione in cui troveranno le modalità di compilazione della domanda con un percorso guidato.

    Sembra un’ottima opportunità, non trovi?

    Allora concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Bando Voucher 3I di Invitalia per le start-up innovative

    Bando Voucher 3I di Invitalia per le start-up innovative

    Avviso: a seguito dell’esaurimento delle risorse non è più possibile presentare domanda. Nel frattempo non perderti le ultime novità di finanza agevolata, clicca qui!

    Bando Voucher 3I: l’incentivo per le startup innovative che finanzia l’acquisto di servizi di consulenza per la brevettazione.

    Con la pubblicazione del Decreto Direttoriale del 14 maggio 2020 diviene operativo lo strumento denominato “Voucher 3I”, già previsto dal Decreto Crescita, interamente dedicato alle start-up che investono in innovazione.

    Il bando è promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia ed ha una dotazione finanziaria di 19, 5 milioni di euro per il triennio 2019-2021.

    Lo strumento ha l’obiettivo di supportare le imprese nella registrazione di un brevetto per invenzione industriale allo scopo di valorizzare e tutelare, in Italia e all’estero, i processi di innovazione tecnologica e digitale delle startup.

    Chi può richiedere il bando Voucher 3I?

    Hai diritto a richiedere questo voucher se sei una startup innovativa, ovvero una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione.

    Essere una startup innovativa però non basta, bisogna rispettare alcuni requisiti, tra cui:

    1. essere costituiti da non più di 60 mesi
    2. avere sede in Italia, o in uno degli Stati membri dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, a condizione di avere una sede produttiva o una filiale in Italia
    3. registrare, a partire dal secondo anno di attività, un valore totale della produzione annua non superiore a 5 milioni di euro
    4. non distribuire, e non aver distribuito, utili
    5. avere, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
    6. non essere stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda

     

    Per poter beneficiare del contributo bisogna inoltre possedere almeno uno tra questi ulteriori requisiti:

    • le spese in ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione
    • il personale complessivamente impiegato – come soci, dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo – deve essere costituito per almeno un terzo da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno due terzi da soggetti in possesso di laurea magistrale
    • l’impresa deve essere titolare o depositaria o licenziataria di una privativa industriale (brevetto) o di un software originario registrato, purché direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

    Che tipo di contributo viene concesso?

    Il contributo previsto dal bando è concesso sotto forma di voucher, finalizzato all’acquisizione di servizi specialistici di consulenza per :

    • ricerche di anteriorità preventive e alla verifica della brevettabilità dell’invenzione, concedibile nella misura massima di euro 2.000,00 + iva;
    • stesura della domanda di brevetto e di deposito presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi, concedibile nella misura massima di euro 4.000,00 +iva;
    • servizi di consulenza relativi al deposito all’estero della domanda nazionale di brevetto, concedibile nella misura massima di euro 6.000 + iva.

     

    I servizi possono essere acquistati anche separatamente e l’entità del voucher andrà a ricoprire interamente il costo del singolo servizio.

    Per ciascuna tipologia di servizio, inoltre, le startup possono richiedere fino a tre voucher, ricevendo la consulenza su tre diverse invenzioni e/o domande di brevetto.

    Potrai dunque ricevere fino a un massimo di 9 voucher nell’arco di un anno (12 mesi calcolati a partire dalla prima richiesta).

    Tieni a mente però che il voucher copre esclusivamente i costi dei servizi e non include gli oneri relativi a tasse e diritti relativi al deposito delle domande di brevetto presso gli uffici competenti.

    A chi posso rivolgermi per i servizi di consulenza specialistica?

    Ai fini dell’ammissibilità al bando, purtroppo, non tutti possono essere fornitori di servizi di consulenza specialistica.

    Il Decreto del MiSE precisa infatti che i servizi ammissibili possono essere forniti esclusivamente dai consulenti in proprietà industriale e avvocati, iscritti negli appositi elenchi predisposti e gestiti dall’Ordine dei consulenti in proprietà industriale e dal Consiglio nazionale forense.

    L’inclusione dei fornitori negli appositi elenchi avviene su base volontaria, tramite la presentazione della propria candidatura al Consiglio dell’Ordine dei consulenti in Proprietà industriale, per i consulenti in Proprietà industriale, e al Consiglio nazionale Forense, per gli avvocati.

    Se hai già in mente un fornitore, o ne stai cercando uno, assicurati che sia iscritto ad uno degli elenchi specificati.

    Quando e come posso presentare domanda?

    Le domande potranno essere compilate, a partire dalle ore 12 del 15 giugno 2020, utilizzando il format predisposto da Invitalia.

    Ogni domanda deve indicare la tipologia di servizi di consulenza di cui il richiedente intende beneficiare, nonché il fornitore individuato e la relativa accettazione dell’incarico.

    Alla domanda dovranno inoltre essere allegate le dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà, i cui format sono scaricabili in automatico al momento della presentazione della domanda.

    Le domande verranno valutate in base all’ordine di arrivo e fino a esaurimento dei fondi: non ci sono quindi graduatorie o scadenze per la presentazione delle domande.

    Si tratta di un voucher sicuramente molto interessante per tutte le startup che hanno l’esigenza di ottenere un supporto concreto per la tutela, in Italia e all’estero, delle proprie idee innovative.

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  • Temporary Manager Simest: il Temporary Export Manager per l’internazionalizzazione

    Temporary Manager Simest: il Temporary Export Manager per l’internazionalizzazione

    Cos’è l’attività di Temporary Manger e a cosa serve?

    Il Temporary Manager (o TEM – Temporary Export Manager) è una figura chiave per le imprese che vogliono rafforzare la propria presenza sui mercati esteri.

    Il finanziamento agevolato SIMEST, parte del Fondo 394/81, sostiene l’inserimento temporaneo di queste figure professionali altamente specializzate (temporary manager), e quindi l’inserimento temporaneo nell’impresa di un temporary manager, per realizzare progetti di internazionalizzazione, innovazione digitale, tecnologica o ecologica. Questo tipo di intervento rappresenta una tipica declinazione del temporary management, una soluzione intermedia che consente di ridurre al minimo le tempistiche operative per l’avvio di nuovi progetti.

    Con la nuova Circolare n. 8/394/2023, aggiornata a dicembre 2023 e operativa da marzo 2024, SIMEST ha introdotto novità importanti: aumento delle aree geografiche prioritarie, maggiore flessibilità nelle spese, semplificazione delle condizioni di accesso, ed estensione dei benefici anche a imprese non PMI in specifici casi. 

    A cosa serve ottenere un finanziamento per inserire un Temporary Manager

    L’obiettivo del finanziamento è supportare le imprese italiane nei processi di espansione estera, attraverso un affiancamento con temporary manager esperti. Il temporary manager viene messo a disposizione da una società di servizi qualificata e lavora all’interno dell’impresa per almeno 6 mesi.

    Questa forma di gestione temporanea consente all’impresa di beneficiare di competenze manageriali esistenti, accrescendone le competenze manageriali e garantendo un vantaggio competitivo nei mercati internazionali.

    Le attività finanziabili riguardano:

    • L’esportazione verso nuovi mercati (export);
    • La digitalizzazione dei processi aziendali;
    • L’innovazione ecologica e tecnologica;
    • Il miglioramento organizzativo;
    • L’acquisizione di certificazioni internazionali o marchi.

    Chi può accedere al bando per il Temporary Management

    Possono richiedere il finanziamento:

    • Micro, Piccole e Medie Imprese;
    • Altre imprese se in possesso dei requisiti specifici;
    • Imprese con sede legale e operativa in Italia;
    • Imprese in possesso di almeno due bilanci approvati o, in assenza, con documentazione contabile equivalente.

    Requisiti aggiuntivi:

    • Essere in regola con DURC, normativa ambientale e obblighi fiscali;
    • Non operare in settori esclusi (banche, assicurazioni, pesca, ecc.);
    • Non avere procedure concorsuali o situazioni di crisi e garantire la gestione di un’impresa stabile;
    • Non essere state destinatarie di revoche da parte di SIMEST.

    Quanto si può ottenere con il bando Temporary Manager

    L’importo finanziabile va da 10.000 a 500.000 euro, nel limite del 20% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci, per la realizzazione di progetti innovativi.

    Il finanziamento si compone di:

    • Una quota di prestito a tasso agevolato (tra 10%, 50% o 80% del tasso UE);
    • Un contributo a fondo perduto fino al 10% (massimo 100.000 euro), che può arrivare al 20% per le imprese del Sud o per progetti in Africa e America Latina.

    Quali sono le spese ammissibili e cosa finanzia il bando per il Temporary Management

    Le spese finanziabili sono suddivise in:

    Spese obbligatorie (minimo 60%):

    • Compenso e costi per il Temporary Manager, come da contratto stipulato con società di servizi esterna, per l’inserimento di un temporary manager a tempo nell’impresa. Si tratta di una figura spesso scelta anche in alternativa al manager a tempo pieno, per incarichi di medio termine (tipicamente 18-36 mesi).

    Spese accessorie (massimo 40%):

    • Attività di marketing e promozione;
    • Viaggi, fiere, eventi, soggiorni partner esteri;
    • Digitalizzazione e innovazione gestionale;
    • Adeguamenti organizzativi, certificazioni, marchi;
    • Consulenze per l’applicazione del progetto;
    • Spese legali per apertura filiali all’estero;
    • Costi di formazione del personale e interventi operativi su alcune funzioni aziendali.

    Come presentare domanda per il Temporary Manager

    La domanda si presenta esclusivamente online attraverso il Portale dedicato.

    Documenti da preparare:

    • Contratto con la società di servizi e dettagli sull’attività del temporary manager;
    • Bilanci o documenti contabili alternativi;
    • Documento sul rispetto della normativa ambientale;
    • Documento sui poteri del legale rappresentante;
    • Richiesta del CUP e apertura conto corrente dedicato.

    Modalità di erogazione e rendicontazione delle spese

    L’erogazione avviene in due tranche:

    • 25% anticipato a contratto firmato e condizioni rispettate;
    • 75% a saldo dopo la rendicontazione delle spese, da completarsi entro 4 mesi dalla fine del progetto.

     

    Linee guida per la Rendicontazione:

    • Le spese devono essere pagate tramite il conto dedicato;
    • Tutti i documenti (fatture, bonifici) devono riportare il CUP;
    • Devono essere accompagnati da dichiarazioni di fornitura, evidenze e relazioni finali.

     

    Quando viene erogato il fondo perduto

    Il contributo a fondo perduto viene concesso solo se, alla data di prima erogazione, l’impresa rispetta almeno uno dei seguenti criteri:

    • Sede operativa nel Sud Italia;
    • Impresa femminile o giovanile;
    • PMI innovativa;
    • Possesso di certificazioni ISO ambientali/sociali;
    • Export >20% del fatturato;
    • Interesse diretto o indiretto nei Balcani o paesi in Africa o America Latina.

    In mancanza dei requisiti, la parte a fondo perduto viene revocata ma rimane il prestito agevolato.

     

    Garanzie richieste e casi di esenzione

    La garanzia dipende dallo scoring MCC (da 1 a 9):

    • Le imprese con scoring 1 o 2 non devono prestare garanzie;
    • Le altre devono offrire garanzie crescenti (fino al 40%).

     

    Sono esentate dalle garanzie anche:

    • PMI innovative;
    • Imprese nei Balcani, Africa o America Latina;
    • Imprese colpite da alluvioni (fino al 31/12/2024).

    Novità 2024–2025: Africa e America Latina tra i paesi prioritari

    Dal 2024, le imprese che realizzano progetti in Africa o America Latina hanno:

    • Fondo perduto fino al 20%;
    • Esenzione da garanzie;
    • Priorità in graduatoria.

     

    Queste novità si affiancano a quelle già attive per le imprese del Sud e per progetti nei Balcani Occidentali. L’attività nei contesti internazionali, specialmente in paesi extra-UE, rappresenta un supporto flessibile e concreto all’internazionalizzare.

    Vantaggi del Temporary Manager con elevata esperienza

    • Inserimento di un temporary manager, cioè un esperto a tempo altamente qualificato;
    • Accesso a nuovi mercati esteri;
    • Progetti green e digitali con cofinanziamento pubblico;
    • Ottimizzazione dell’organizzazione interna attraverso l’inserimento di top direttori;
    • Formazione del personale;
    • Miglioramento della reputazione internazionale;
    • Capacità di gestione e capacità di gestire lo stress nelle fasi di riassestamento o sviluppo di nuovi business.

    Il dirigente ad interim può rappresentare una leva fondamentale per garantire continuità all’organizzazione.

    Diverse realtà aziendali, tra cui aziende di piccole dimensioni, si affidano oggi a società di temporary management per integrare temporaneamente alcune funzioni critiche, anche in ambiti come la finanza e controllo o il senior project management.

    Figure come il fractional manager o l’executive manager rappresentano opzioni efficaci per affiancare il manager o sostituire il manager con incarico a tempo determinato, con la possibilità di riattivare rapidamente strategie aziendali condivise e obiettivi concordati.

    Come combinare il bando Temporary Manager con altre agevolazioni SIMEST

    Il bando è cumulabile (entro i limiti del “de minimis”) con altre iniziative per l’internazionalizzazione:

    • Finanziamenti SIMEST per fiere e mostre;
    • Finanziamento per e-commerce estero;
    • Studi di fattibilità;
    • Inserimento in mercati extra UE;
    • Transizione digitale ed ecologica per progetti di innovazione tecnologica.

     

    Combinare più misure consente di amplificare l’impatto strategico del progetto di internazionalizzazione.

    Perché richiedere subito il finanziamento per Temporary Manager 

    Perché richiedere richiedere subito il finanziamento per Temporary Manager

    Con un tasso agevolato tra i più bassi in Europa, una quota a fondo perduto fino al 20% e spese flessibili, il bando Temporary Manager SIMEST rappresenta un’occasione concreta per fare il salto di qualità sui mercati internazionali attraverso l’inserimento di un direttore temporaneo.

    I fondi sono disponibili fino a esaurimento, con riserve specifiche per Sud Italia e aree prioritarie.

    La partecipazione al bando può rappresentare un acceleratore decisivo per portare competenze dirigenziali in azienda, con una copertura pubblica che riduce costi e rischi e può aiutare a garantire continuità in contesti di cambiamento.

    L’approccio dirigenziale e gestionale proposto dal fractional o dall’interim consente alle imprese di inserire una figura professionale ad interim anche solo per lo stesso periodo di tempo utile a completare un progetto di sviluppo aziendale ben definito.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Bonus contributo a fondo perduto: il nuovo incentivo dell’Agenzia delle Entrate

    Bonus contributo a fondo perduto: il nuovo incentivo dell’Agenzia delle Entrate

    Avviso: dal 24 agosto 2020 non è più possibile presentare domanda. Se vuoi rimanere aggiornato sulle novità della finanza agevolata clicca qui!

    Dal 15 giugno le imprese che hanno avuto un calo di fatturato possono richiedere il bonus contributo a fondo perduto.

    L’ Agenzia delle Entrate ha messo online la guida con tutte le istruzioni per richiedere accesso alle risorse previste dal decreto Rilancio a favore delle imprese e delle partite Iva colpite dalla crisi emergenziale post Covid -19.

    Il contributo a fondo perduto si configura dunque come una somma di denaro che verrà corrisposta direttamente dall’Agenzia delle Entrate, in seguito alla presentazione dell’istanza, inviata in via telematica da imprese e titolari di partita iva.

    Tale importo dovrà essere necessariamente commisurato alla perdita del  e dei corrispettivi, questa condizione dovrà essere documentata e riportata nella presentazione, subita a seguito del lockdown.

    Chi può richiedere il contributo a fondo perduto?

    Il contributo a  potrà essere richiesto dai numerosi titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo o titolari di reddito agrario .

    Il primo requisito per poter richiedere il contributo è rappresentato dal conseguimento nell’anno 2019, di un ammontare di ricavi o compensi che non sia superiore ai 5 milioni di euro.

    Nel caso delle società con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, è specificato che si farà riferimento al periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio, ovvero il 19 maggio 2020.

    Se invece l’imprenditore svolge diverse attività, il limite dei 5 milioni di euro si riferirà a tutte le attività svolte.

    Per le persone fisichesocietà semplici ed enti non commerciali titolari di reddito agrario e attività agricole connesse, come nel caso di agriturismi o allevamento, sarà necessario fare riferimento all’ammontare del volume d’affari del modello di dichiarazione Iva 2020, con il periodo d’imposta 2019.

    Inoltre, per poter accedere all’erogazione del contribuito a fondo perduto occorre che sia presente almeno uno tra i tre seguenti requisiti:

    • ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019;
    • inizio dell’attività a partire dal 1° gennaio 2019;
    • domicilio fiscale o sede operativa che siano situate nel territorio di Comuni che sono stati colpiti da eventi calamitosi, in stato di emergenza ancora in atto al 31 gennaio 2020.

    Chi non può richiedere il contributo a fondo perduto?

    All’ interno della guida è specificato che il contributo spetta ai soggetti coloro i quali abbiano iniziato l’attività in data antecedente il 1° maggio 2020.

    Oltre ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria, con riferimento ai soggetti esclusi dal contributo, la norma cita:

    • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza;
    • i soggetti di cui all’art. 162-bis TUIR (intermediari finanziari e società di partecipazione);
    •  che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 e 38 del D.L. 18/2020.

     

    Sono esclusi i professionisti iscritti alle Casse degli Ordini privatizzati, gli intermediari finanziari, le società di partecipazione, gli enti pubblici e i soggetti che fruiscono del bonus professionisti e del bonus lavoratori (i 600 euro) introdotti dal Cura Italia.

    Alcuni casi di soggetti beneficiari particolari

    Per i soggetti con inizio attività tra gennaio e aprile 2019 o soggetti con domicilio fiscale o sede operativa in Comune colpito da calamità in corso al 31 gennaio 2020:

    • se la differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 risulta negativa a tale differenza (in valore assoluto) si applica la percentuale prevista in relazione alla soglia dei ricavi/compensi. Se il risultato è inferiore, spetta comunque l’importo minimo del contributo;
    • nel caso in cui, invece, tale differenza risulti positiva o pari a zero, il contributo è pari a quello minimo (1.000 euro per le  e 2.000 euro per i soggetti diversi).
    • per i soggetti con inizio attività da maggio 2019 (ma non oltre il 30 aprile 2020) spetta sempre l’importo minimo del contributo.

    Che tipo di contributo è previsto?

    L’agevolazione prevede la concessione di un contributo a fondo perduto, determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra quanto incassato con la propria attività nel mese di aprile 2020 e l’analogo importo riferito ad aprile 2019.

    In generale il finanziamento a fondo perduto sarà comunque riconosciuto per un importo non inferiore ai 1.000 euro per le persone fisiche e ai 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

    Per quanto riguarda quei soggetti che hanno iniziato l’attività da maggio 2019, a loro spetterà l’importo minimo del contributo.

    Come viene determinato l’importo del contributo?

    L’ammontare del contributo è determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’analogo importo del mese di aprile 2019.

    La differenza fra il fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 e il valore corrispondente di aprile 2019 si applica una specifica percentuale di contributo in relazione all’ammontare di ricavi e compensi:

    • 20% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 400 mila euro
    • 15% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 1 milione di euro
    • 10% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 5 milioni di euro

     

    Il bonus è escluso da tassazione – sia dalle imposte sui redditi, sia dall’Irap – e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Sono ammissibili le spese legate alla liquidità necessaria per l’attività produttiva e commerciale

    Quando è possibile richiedere il contributo a fondo perduto?

    Le domande potranno essere presentate dal 15 giugno e non oltre il 13 agosto 2020; se il soggetto richiedente è un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto, le istanze potranno essere trasmesse dal 25 giugno al 24 agosto.

    Per ottenere il contributo bisogna presentare telematicamente un’istanza all’Agenzia delle Entrate.  

    Per accedere possono essere utilizzate le credenziali Carta nazionale dei servizi, Fisconline, Spid e Entratel.

    In caso di contributo di importo superiore a 150.000 euro, il modello dell’istanza deve essere firmato digitalmente dal soggetto richiedente e inviato esclusivamente tramite Posta elettronica certificata (Pec).

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  • Fino a 300.000 euro e il 40% a fondo perduto per il tuo e-commerce in paesi esteri

    Fino a 300.000 euro e il 40% a fondo perduto per il tuo e-commerce in paesi esteri

    Resta aggiornato sulle novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Cosa prevede l’agevolazione e quanto posso ricevere?

    L’agevolazione Simest ecommerce, che già prevedeva l’erogazione di un  agevolato per il 100% delle spese ammissibili, si arricchisce di alcuni importanti cambiamenti che la rendono un’occasione davvero imperdibile per chi ha intenzione di aprire il proprio business a nuovi mercati internazionali.

    Iniziamo dalla notizia più ghiotta, ossia la possibilità di ottenere fino al 40% del finanziamento a nel caso in cui la PMI abbia una sede operativa al Sud, e fino al 25% per le restanti imprese. Il tasso del finanziamento rimane fisso al 10% del tasso di riferimento UE (attualmente, fino al 30 aprile 2021, il tasso UE è dello 0,55%, quindi l’interesse da pagare sul finanziamento è solo dello 0,055%!). 

    La restituzione avverrà in 4 anni, di cui 1 di preammortamento, mentre l’erogazione avverrà in due momenti: anticipo (50%) e saldo.

    Le rate sono 6 semestrali.

    Altra buona notizia riguarda le garanzie, perché è possibile accedere all’agevolazione senza necessità di presentare garanzie.

    Se ancora non ti basta, sappi che potrai ricevere fino a 300.000 euro se realizzi una tua piattaforma e fino a 200.000 euro se invece scegli di utilizzare un marketplace di terzi.

    L’importo non potrà comunque superare il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati, mentre è previsto un importo minimo di 10.000 euro.

    Se non ti è ben chiara la differenza tra piattaforma proprietaria e marketplace, cerchiamo di fare un minimo di chiarezza!

    Una piattaforma proprietaria di e-commerce indica un sito internet in cui l’azienda vende online i propri prodotti. Si tratta di un sito realizzato direttamente dall’azienda e e in cui è l’impresa stessa a gestire ogni aspetto relativo alla gestione e alla vendita: dalla progettazione e sviluppo del sito all’aggiornamento delle schede di prodotto, dalla fatturazione alla gestione degli ordini e delle spedizioni, dalla sponsorizzazione all’assistenza ai clienti.

    L’investimento da effettuare, in termini sia economici che di risorse umane impiegate nella realizzazione e poi nella gestione del sito, è certamente maggiore, ma è maggiore anche l’autonomia di cui si gode e la possibilità di aumentare la brand awareness della propria azienda, utilizzando il proprio sito anche come strumento di marketing e di branding.

     

    Un marketplace invece è una piattaforma in cui sono riuniti molti rivenditori, ognuno dei quali avrà un suo spazio, ma insieme a tutti gli altri (una specie di centro commerciale virtuale, insomma…) e in cui sarà necessario gestire solo alcune attività, perché a molte altre pensa il market place stesso.

    Questo implica certamente una maggiore semplicità di gestione, ma limita anche, al tempo stesso, l’indipendenza dell’imprenditore, che in cambio della semplificazione delle attività e della maggiore facilità, soprattutto iniziale, di entrare in contatto con molti nuovi potenziali clienti, dovrà comunque sostenere dei costi o delle commissioni e avrà limitazioni nella scelta delle azioni di marketing e di personalizzazione della propria “vetrina”

    Chi può richiedere il contributo?

    Come dicevamo, l’opportunità è rivolta alle Società di Capitali che abbiano depositato almeno 2 bilanci completi.

    Dal momento che l’importo massimo del finanziamento è legato alla media dei ricavi degli ultimi 2 anni e che il finanziamento minimo è di 25.000 euro, andando a fare qualche calcolo non troppo complesso risulta che, per poter accedere, la media dei tuoi ricavi medi nel biennio precedente deve essere di circa 166.700 euro.

    A chi non dovesse raggiungere questi valori, ricordiamo che quelle di Sace-Simest non sono le uniche agevolazioni dedicate all’internazionalizzazione e che spesso è possibile ricevere contributi anche per la partecipazione a fiere e mostre internazionali (sia in Italia che all’estero) per iniziare comunque, senza investimenti troppo elevati, a farsi conoscere anche su altri mercati.

    Ancora una precisazione. Ricordati che esiste un limite di esposizione verso il  Fondo 394/81 di Simest (ovvero il Fondo per l’Internazionalizzazione) e il Fondo per la crescita sostenibile (quando previsto).

    Questo significa che, se hai chiesto altri finanziamenti a valere su tali risorse, dovrai fare attenzione che l’esposizione dell’ (compreso l’importo che stai richiedendo) non superi il 50% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci approvati e depositati.

    Adesso vediamo più nel dettaglio cosa è possibile realizzare.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Anche in questo caso non resterai deluso, perché, qualsiasi opzione tu abbia scelto (marketplace o piattaforma proprietaria), le spese ammissibili possono essere finanziate al 100% e sono… praticamente tutte! L’essenziale è che l’e-commerce abbia un dominio di primo livello nazionale registrato nel Paese di destinazione e che i beni o servizi distribuiti siano prodotti in Italia o con marchio italiano.

    Differentemente dall’edizione precedente, potrai realizzare o migliorare un E-commerce estero, qualora tu lo abbia già!

    E’ possibile infatti finanziare :

    Le spese relative alla creazione e miglioramento di una propria piattaforma informatica:

    • creazione sito e-commerce front-end, sito responsive/sito mobile/app;
    • circuiti di pagamento;
    • costo configurazione del sistema;
    • spese di avvio dell’utilizzo del marketplace;
    • software per la gestione degli ordini.

     

    Le spese relative alla gestione/funzionamento della propria piattaforma informatica / marketplace:

    • spese per la sicurezza dei dati e della piattaforma;
    • spese di hosting del dominio o annual fee;
    • spese per certificazioni internazionali;
    • analisi e tracciamento dati di navigazione;
    • registrazione, omologazione e tutela del marchio.

     

    Le spese relative alle attività promozionali ed alla formazione connesse allo sviluppo del programma:

    • spese per l’indicizzazione dell’e-commerce;
    • spese per web marketing;
    • spese per comunicazione e promozione;
    • formazione del personale adibito alla gestione/funzionamento della piattaforma;
    • aggiunta di grafiche;

     

    Non male, eh?

    Come posso accedere?

    Per non farti sfuggire questa opportunità dovrai registrarti sul Portale Sace-Simest, compilare e inviare la domanda sottoscritta digitalmente.

    La domanda, che dovrà riguardare un solo Paese, deve essere presentata prima di iniziare il programma di investimento presentato.

    E adesso non ti rimane che prepararti alla conquista di nuovi mercati!

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Bando “Al Via” – Agevolazioni per la Valorizzazione degli Investimenti Aziendali

    Bando “Al Via” – Agevolazioni per la Valorizzazione degli Investimenti Aziendali

    Attenzione: AL VIA Agevolazioni Lombarde per la Valorizzazione degli Investimenti Aziendali ha chiuso lo sportello in data 30 Giugno 2021.

    Oltre 486 milioni di euro a sostegno degli investimenti produttivi aziendali delle imprese lombarde con il bando Al Via.

    Con il bando Al Via la Regione Lombardia agevola gli investimenti dedicati allo sviluppo aziendale, ma anche a programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo delle PMI lombarde. 

    Un buona notizia è che la dotazione finanziaria del bando Al Via è stata più volte aumentata dai 75 milioni iniziali, fino ad arrivare alla somma di 486.5 milioni di euro ripartiti tra finanziamenti agevolati, garanzie del credito e contributi a fondo perduto.

    A chi è rivolto il bando Al Via?

    Il bando Al Via è rivolto alle Piccole e Medie Imprese (PMI) costituite da almeno 24 mesi e caratterizzate dai seguenti codici ATECO:

    • C – Attività manifatturiere;
    • F – Costruzioni;
    • H – Trasporto e magazzinaggio;
    • J – Servizi di informazione e comunicazione;
    • M – Attività professionali, scientifiche e tecniche;
    • N – Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle 

    Inoltre, indipendentemente dal codice ATECO  possono presentare la domanda per il bando Al Via anche le PMI iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche della Regione Lombardia.

    Esclusioni

    Il bando Al Via esclude diverse attività quali, ad esempio,

    • Industria del tabacco;
    • Fabbricazione di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio;
    • Attività editoriali;
    • Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore;

    Sono escluse anche le altre attività che riguardano le sezioni J, M e N della tabella Ateco. Per questa ragione, per visionare un elenco esaustivo dei codici Ateco esclusi si rimanda all’Allegato 2 del bando.

    Le linee di intervento

    Il bando Al Via prevede due diverse linee con caratteristiche differenti in termini di interventi finanziabili:

    1. Linea Sviluppo Aziendale: finanzia investimenti per l’ammodernamento e l’ampliamento produttivo;
    2. Linea Rilancio Aree Produttive: finanzia investimenti per lo sviluppo aziendale basati su programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo collegati a piani di riqualificazione e/o riconversione territoriale di aree produttive.

    bando-al-via-agevolazioni-per-gli-investimenti-aziendali
    Bando al via agevolazioni per gli investimenti aziendali

    Qualeagevolazione prevede il bando?

    Le agevolazioni previste dal bando Al Via comprendono in ogni caso un finanziamento assistito da  del credito e da un  In base alla linea scelta possono essere presentati differenti tipologie di progetto, ed è possibile coprire differenti tipologie di spese.

    La linea Sviluppo Aziendale, prevede Progetti standard Progetti incentivati nei casi in cui i progetti stessi abbiano determinate caratteristiche. Mentre la linea Rilancio Aree produttive non prevede Progetti incentivati.

    Per entrambe le linee, l’agevolazione sarà concessa in alternativa, a scelta del beneficiario, nel rispetto del Regolamento de minimis oppure nel rispetto del Regolamento di esenzione.

    Gli incentivi economici previsti saranno:

    • Finanziamento agevolato, tra un minimo di 50 mila e un massimo di 2,85 milioni di euro;
    • Garanzia prestata a titolo gratuito, nel limite del 70% del Finanziamento;
    • Contributo in conto capitale, in misura variabile tra il 5% e il 15% in base alle caratteristiche del progetto presentato e al Regolamento scelto.

    Focus sulla linea Sviluppo Aziendale

    Vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche fondamentali della linea “Sviluppo aziendale” del bando Al Via.

    I progetti presentati non potranno avere un importo totale inferiore ai € 53.000 e superiore a € 2.000.000 (nel caso di De Minimis) o € 3.000.000 (nel caso di Regolamento di esenzione 651/14).

    I Progetti dovranno essere realizzati in uno degli ambiti della Strategia di Specializzazione Regionale (S3) della Regione Lombardia, ovvero rientrare in una delle seguenti aree:

    • aerospazio;
    • agroalimentare;
    • eco-industria;
    • industrie creative e culturali;
    • industria della salute;
    • manifatturiero avanzato;
    • mobilità sostenibile.

     

    Le spese ammissibili dalla linea Sviluppo Aziendale sono:

    1. acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica
    2. acquisto di sistemi gestionali integrati (software & hardware)
    3. acquisizione di marchi, brevetti e licenze di produzione;
    4. opere murarie, di bonifica, impiantistica e costi, anche finalizzati all’introduzione di criteri di ingegneria antisismica.

     

    Le agevolazione previste per questa linea sono rappresentate da un finanziamento a medio lungo termine assistito da una garanzia e da un contributo in conto capitale.

     

    Focus sulla linea Rilancio Aree Produttive

    Vediamo, ora, quali sono le caratteristiche peculiari della linea “Rilancio aree produttive” del bando “Al Via“.

    I progetti presentati non potranno avere un importo totale inferiore ai € 53.000, e superiore a € 2.000.000 (nel caso di De Minimis) o € 6.000.000 (nel caso di Regolamento di esenzione 651/14).

    Nel caso di progetti presentati a valere su questa linea, l’impresa richiedente dovrà allegare una dichiarazione del Comune su cui è programmato l’investimento, che attesti l’inutilizzo, da almeno un’anno, dell’area o dell’immobile stesso, oppure una prova di appartenenza dell’area o dell’immobile agli elenchi delle aree dismesse della Regione Lombardia.

    Anche in questo caso, i progetti dovranno essere coerenti con la Strategia di Specializzazione Regionale (S3) e dovranno essere realizzati entro 12 mesi dalla concessione dell’agevolazione.

    Le spese ammissibili dalla linea “Rilancio aree produttive” sono:

    1. acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, arredi nuovi di fabbrica;
    2. acquisto di sistemi gestionali integrati (software & );
    3. acquisizione di marchi, di brevetti e di licenze di produzione;
    4. opere murarie, di bonifica, impiantistica e costi assimilati, anche finalizzati all’introduzione di criteri di ingegneria antisismica;
    5. acquisto di proprietà/diritto di superficie in relazione ad immobili destinati all’esercizio dell’impresa;

    Per le prime tre spese in elenco, le agevolazioni sono rappresentate da un finanziamento a medio lungo termine assistito da garanzia e da un contributo in conto capitale , mentre per le ultima due spese (4 e 5) l’agevolazione prevista è un contributo in conto capitale.

    Come e quando è possibile presentare la domanda?

    Le richieste di accesso agli incentivi possono essere presentate esclusivamente on-line, sul portale Siage, a partire dal 05 luglio 2017 e fino al 31 dicembre 2020.

    Di seguito ti proponiamo due video esplicativi della Regione Lombardia, su come presentare la domanda di ammissione per le due linee. Se vuoi farti aiutare per presentare la domanda e non commettere errori, contattaci… saremo lieti di aiutarti!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per liberi professionisti – mini guida 2019

    Finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per liberi professionisti – mini guida 2019

    Sei un libero professionista? Se pensi che le agevolazioni ed i bandi non facciano per te…sbagli di grosso!

    Scopri vantaggi e svantaggi dei contributi a fondo perduto per liberi professionisti con la nostra mini guida. Una panoramica completa sulle principali agevolazioni, i contributi (anche a fondo perduto) regionali e nazionali per liberi professionisti e freelance.

    Da freelance o libero professionista, ti sarai sicuramente domandato molte volte se le opportunità di finanza agevolata, come contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati,potessero rappresentare risorse effettivamente utilizzabili per lo sviluppo della tua attività.

    Devi sapere che, fino a pochissimo tempo fa, nel nostro Paese i liberi professionisti, i lavoratori autonomi ed i titolari delle ditte individuali, erano esclusi dall’accesso ai fondi strutturali europei (i più noti PON, POR,  e FSER). Una situazione davvero spiacevole che si è, fortunatamente risolta, con l’approvazione della  2016.

    Dal 2017 in poi, infatti, sempre più regioni hanno allargato la platea di potenziali beneficiari. Questo ha comportato non solo la possibilità per le ditte individuali di essere equiparate alle Micro e Piccole Medie Imprese (MPMI), ma anche ai liberi professionisti di accedere a bandi e agevolazioni che fino ad allora erano esclusivamente dedicati alle imprese.

    Accesso ai fondi europei per i liberi professionisti

    Con l’approvazione della Legge di stabilità, infatti, lo Stato italiano ha finalmente recepito la Raccomandazione CE 2003/361/CE, del 6 maggio 2003, ed ha equiparato i liberi professionisti, e i titolari di partita iva, alle PMI che esercitano un’attività economica, consentendo a questi soggetti la possibilità di accedere a bandi ed agevolazioni pubbliche.

    L’art. 1, comma 821, della Legge di stabilità 2016, recita così:

    “I Piani operativi POR e PON del Fondo sociale europeo (FSE) e del  (FESR), rientranti nella programmazione dei fondi strutturali europei 2014/2020, si intendono estesi anche ai liberi professionisti, in quanto equiparati alle piccole e medie imprese come esercenti attivita’ economica, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, […], ed espressamente individuati, dalle Linee d’azione per le libere professioni del Piano d’azione imprenditorialita’ 2020, come destinatari a tutti gli effetti dei fondi europei stanziati fino al 2020, sia diretti che erogati tramite Stati e regioni.”

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    Tutto quello che devi sapere sulle agevolazioni (anche a fondo perduto) per i liberi professionisti e lavoratori freelance!

    Che significa di preciso “per i liberi professionisti“?

    Che finalmente anche tu che fai il dentista, il veterinario, l’avvocato o l’architetto, potrai richiedere una o più delle agevolazioni della tua regione.

    Non sono solo le professioni c.d. ordinistiche a poter beneficiare della agevolazioni regionali e nazionali, ma anche tutti i lavoratori autonomi che non appartengono ad ordini: come grafici, sviluppatori, consulenti aziendali e…chi più ne ha più ne metta.

    Insomma, dopo anni di attesa viene concesso il libero accesso ai fondi europei per tutti i liberi professionisti, proprio come te.

    Quali sono i vantaggi di utilizzare i fondi europei se sei un libero professionista?

    I vantaggi dell’utilizzo delle agevolazioni pubbliche per un libero professionista, o un titolare di partita iva, sono molteplici.

    Si va da una riduzione del costo del debito, in caso di finanziamenti agevolati o a tasso zero, fino alla riduzione delle  fidejussiorie richieste dalle banche su un mutuo.

    Per non parlare dei contributi a fondo perduto, che ti consentono di recuperare gran parte delle spese sostenute per lo sviluppo di un determinato progetto a fronte della presentazione delle fatture di spesa quietanzate, così come richiesto dal bando.

    I contributi a fondo perduto per liberi professionisti possono essere richiesti per partire con la tua attività o per sviluppare un business esistente. Possono rappresentare un’ottima opportunità, specialmente se devi effettuare investimenti materiali come: l’acquisto di macchinari, arredi per il tuo studio professionale, strumenti, hardware o .

    Quali sono gli svantaggi nell’utilizzare queste risorse?

    Sicuramente richiedere contributi a fondo perduto per liberi professionisti e tutte le altre agevolazioni previste dai fondi europei non è semplicissimo, soprattutto se non sei particolarmente abituato a misurarti con adempimenti burocratici.

    Anche la redazione del business plan, necessario per partecipare alla maggior parte delle agevolazioni pubbliche, può non essere alla portata di tutti, ma per questo puoi affidarti a società di consulenza in materia di europrogettazione e finanza agevolata, che ti sapranno supportare in tutte le fasi del processo.

    Quali sono i bandi e i contributi più interessanti per i liberi professionisti?

    Vediamo di seguito quali sono i contributi a fondo perduto per liberi professionisti ed i titolari di p.iva a livello nazionale e regionale.

    Per iniziare ti ricordo che, i titolari di p.iva iscritti al , e che si configurano come ditta individuale possono accedere al Fondo di Garanzia per le PMI e alla Nuova Sabatini beni strumentali nonchè ai Voucher Camerali Industria 4.0.

    Per i titolari di P.IVA che non sono iscritti al registro delle imprese, invece, alcuni dei bandi da tenere d’occhio sono:

    • Intraprendo di cui abbiamo parlato in precedenza, che prevede un contributo a fondo perduto ed un finanziamento agevolato per i liberi professionisti attivi nella Regione Lombardia, con p.iva aperta da non più di 2 anni.
    • Fondo Creatività, di cui abbiamo già parlato in un articolo precedente, ovvero un contributo a fondo perduto fino a € 30.000 per i liberi professionisti attivi da non più di 2 anni nei settori culturali e creativi ed operativi nella Regione Lazio.
    • Microcredito Regione Toscana ovvero un finanziamento a tasso zero fino a  € 25.000 per i liberi professionisti con progetti di innovazione tecnologica nell’ambito dell’ITC e della Fotonica, della fabbrica intelligente, della Chimica e delle nanotecnologie.
    • Il bando Filiera produttiva turistica, culturale e creativa per la fruizione dei beni del patrimonio culturale e naturale della Regione Basilicata ovvero un contributo a fondo perduto, fino al 50% delle spese, per progetti relativi alle industrie culturali, creative, dello spettacolo e dei servizi del turismo, alla industria dei prodotti tradizionali e tipici ( artigianato artistico e tradizionale, ristorazione, bar, design industriale e artigianato) e dell’industria dei servizi e delle attività a valenza ambientale e naturalistica.
    • Resto al Sud, di cui abbiamo ampiamente parlato nella nostra mini guida e negli articoli di approfondimento, che da pochi mesi è accessibile anche ai liberi professionisti fino ai 46 anni di età, residenti in una delle regioni del Meridione o che vogliano spostare la loro residenza in seguito alla ammissione al bando.

    Come vedi, i contributi a fondo perduto per liberi professionisti sono numerosi e disponibili su tutta Italia. Per individuare quella più corretta, però, ti suggerisco di utilizzare la piattaforma Trovabando per identificare in meno di un minuto i bandi a cui puoi effettivamente puoi accedere.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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