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Tag: Fondo perduto

  • Marchi+ 2022: Agevolazioni a fondo perduto per la registrazione di marchi

    Cos’è Marchi+

    Se hai registrato un marchio per la tua impresa sai quanto il processo di registrazione sia costoso ed impegnativo, soprattutto se fatto a livello internazionale, e non solo europeo. Ti sarai sicuramente trovato a dover sostenere le spese per il design grafico del marchio, le spese legali per le ricerche di anteriorità, quelle per il deposito e, non da ultime, le tasse di deposito vere e proprie.

    Di quale bando parlo? Di Marchi+, ovviamente!

    Dopo il successo di Marchi +2, e del nuovo Marchi +3, il Ministero dello Sviluppo Economico, l‘Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e Unioncamere hanno deciso infatti di concedere una nuova opportunità agli imprenditori che intendono registrare (o hanno registrato) marchi comunitari e internazionali. Le nuove risorse messe a disposizione nel 2022 ammontano a 2 milioni di euro a fondo perduto, con modalità di accesso a sportello.

    Dunque… prima si presenta la domanda, meglio è! Soprattutto dopo che abbiamo visto quanto questo bando sia apprezzato!

    Chi può partecipare al bando Marchi+?

    L’incentivo si rivolge alle micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle imprese, anche appena costituite, con sede legale e operativa in Italia.

    Le imprese dovranno anche essere titolari del marchio oggetto della domanda di partecipazione, e non essere in stato di liquidazione.

    Quanto è possibile richiedere per la registrazione del marchio?

    Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, per la Misura A, le agevolazioni sono concesse nella misura dell’80% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di deposito e per l’acquisizione dei servizi specialistici e nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 6.000,00.

    Per la Misura B, le agevolazioni sono concesse nella misura del 90% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di registrazione e per l’acquisizione dei servizi specialistici per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 9.000,00.

    Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, sia per la Misura A sia per la Misura B, fino al raggiungimento del valore complessivo di € 25.000,00.

    Quali sono le spese agevolabili con il bando Marchi+?

    Il bando 2022, come quello dell’anno precedente, finanzia le spese per servizi specialistici di progettazione e registrazione di marchi per domande di agevolazione:

    • per le registrazioni UE – EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la Proprietà Intellettuale), per la “misura A”;
    • relative alle registrazioni di marchi internazionali presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici per la “misura B”.

    Misura A

    Vediamo, in particolare, quali sono le spese agevolabili dalla Linea A del bando Marchi+, per la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO:

    Per la Misura A, sono agevolabili le spese sostenute per le tasse di deposito e/o per l’acquisizione dei servizi specialistici di seguito indicati: 

    • Progettazione della rappresentazione. Il servizio si riferisce alla elaborazione della rappresentazione del marchio (ad esclusione del marchio denominativo) e deve essere effettuato da un professionista grafico titolare di partita IVA relativa all’attività in oggetto o da un’azienda di progettazione grafica/comunicazione
    • Assistenza per il deposito. Il servizio si riferisce all’assistenza per la compilazione della domanda di marchio dell’Unione europea ed alle conseguenti attività di deposito presso EUIPO e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Ricerche di anteriorità. Il servizio si riferisce all’attività di verifica dell’eventuale esistenza di marchi identici e/o di marchi simili che possano entrare in conflitto con il marchio che si intende registrare e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni seguenti al deposito della domanda di registrazione. Il servizio si riferisce all’assistenza prestata in tutte le fasi dei procedimenti di opposizione depositati da soggetti terzi successivamente alla domanda di registrazione del marchio presso EUIPO e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati.
    • Tasse di deposito presso EUIPO.

     

    Le spese sostenute devono:

    • Risultare da fatture emesse a decorrere dal 1° giugno 2019 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione, intestate all’impresa richiedente l’agevolazione; 
    • Essere state sostenute a decorrere dal 1° giugno 2019 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione dall’impresa richiedente.

    Misura B

    La Misura B prevede invece agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso OMPI, ovvero l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale.

    Per la Misura B, sono agevolabili le spese sostenute per le tasse di registrazione e/o per l’acquisizione dei servizi specialistici come: 

    • Progettazione della rappresentazione. Il servizio si riferisce alla elaborazione della rappresentazione del marchio (ad esclusione del marchio denominativo) utilizzato come base per la domanda internazionale, a condizione che quest’ultima venga depositata entro 6 mesi dal deposito della domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO. Il servizio deve essere effettuato da un professionista grafico titolare di partita IVA relativa all’attività in oggetto o da un’azienda di progettazione grafica/comunicazione.
    • Assistenza per il deposito. Il servizio si riferisce all’assistenza per la compilazione della domanda di marchio internazionale ed alle conseguenti attività di deposito presso UIBM o EUIPO o presso OMPI (per le sole designazioni successive) e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Ricerche di anteriorità. Il servizio si riferisce all’attività di verifica dell’eventuale esistenza di marchi identici e/o di marchi simili che possano entrare in conflitto con il marchio che si intende registrare e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni/rilievi seguenti al deposito della domanda di registrazione. Il servizio si riferisce all’assistenza prestata in tutte le fasi dei procedimenti di opposizione depositati da soggetti terzi successivamente alla domanda di registrazione del marchio presso OMPI e/o all’assistenza prestata di fronte agli uffici nazionali che hanno emesso il rilievo successivamente al deposito della domanda di registrazione presso OMPI. Il servizio deve esse effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati. L’agevolazione per tale servizio potrà essere richiesta – nel rispetto dei limiti previsti per singolo marchio – anche a fronte di un’agevolazione già concessa a valere sul presente Bando presentando, entro i termini di vigenza dello stesso, una nuova successiva domanda di partecipazione. e
    • Tasse sostenute presso UIBM o EUIPO e presso OMPI per la registrazione internazionale.

    Quali sono i requisiti per presentare la domanda?

    Abbiamo detto che il Bando Marchi+ sostiene le imprese di micro, piccola e media dimensione nella registrazione di marchi europei e internazionali, attraverso l’acquisizione di servizi specialistici.

    La misura, infatti, si articola in 2 tipologie di agevolazione che incentivano:

    • la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO (Misura A);
    • la registrazione di marchi internazionali presso OMPI (Misura B).

     

    Ad ogni misura, corrispondono diversi requisiti necessari alla presentazione della domanda per il Bando Marchi+: scopriamoli subito!

    Misura A

    Vediamo, nel dettaglio, quali sono i requisiti di accesso della Linea A del bando Marchi+, per la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO:

    Alla data di presentazione della domanda di partecipazione, l’impresa deve:

    • aver effettuato, a partire dal 1° giugno 2019, il deposito della domanda di registrazione presso EUIPO del marchio oggetto dell’agevolazione e aver provveduto a pagare le relative tasse di deposito;
    • aver ottenuto la registrazione, presso EUIPO, del marchio dell’Unione europea oggetto della domanda di partecipazione. Questa registrazione deve essere avvenuta in una data antecedente a quella della presentazione della domanda di partecipazione.

    Misura B

    Alla data di presentazione della domanda di partecipazione, l’impresa deve aver effettuato, a partire dal 1° giugno 2019, almeno una delle seguenti attività:

    • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio registrato a livello nazionale presso UIBM o di un marchio dell’Unione europea registrato presso EUIPO e aver pagato le relative tasse di registrazione;
    • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio per il quale è già stata depositata domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione;
    • il deposito della domanda di designazione successiva di un marchio registrato presso OMPI e aver pagato le relative tasse di registrazione.


    L’impresa dovrà anche aver ottenuto la pubblicazione della domanda di registrazione sul registro internazionale dell’OMPI del marchio interessato, in una data antecedente a quella della presentazione della domanda di partecipazione.

    Quando è possibile presentare la domanda per accedere a Marchi+?

    Sarà possibile compilare la domanda esclusivamente tramite la procedura informatica e secondo le modalità indicate al sito www.marchipiu2022.it

    La domanda, generata dalla piattaforma informatica deve – pena la non ammissibilità della stessa – essere firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa richiedente l’agevolazione ovvero dal procuratore speciale delegato sulla base di apposita procura speciale.

    Cosa aspetti? Approfittane subito: la domanda di partecipazione potrà essere presentata a partire dalle ore 9:30 del 25 ottobre 2022, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Tutte le agevolazioni pubbliche per avviare nuove imprese [guida aggiornata]

    La mini guida per aspiranti imprenditori

    Agevolazioni nuove imprese ? Vuoi avviare la tua nuova attività? Hai desiderio di metterti in proprio? Abbiamo buone notizie per te.

    Grazie alla finanza agevolata ci sono ottime opportunità per avviare la tua attività con un aiuto pubblico!

    Per questo, se hai sempre desiderato avviare la tua impresa e il tuo sogno nel cassetto è quello di diventare un imprenditore o un’imprenditrice, la finanza agevolata è una risorsa da conoscere bene, e da utilizzare al meglio.

    Attualmente, infatti, sono attive diverse agevolazioni pubbliche, nazionali e regionali, che consentono a startupper e aspiranti imprenditori di tirare fuori i sogni dal cassetto e di… buttarsi nella mischia con la propria attività.

    Abbiamo già parlato delle agevolazioni per startup innovative, ma… per chi non rientra in questa categoria?

    Anche per chi vuole avviare un’attività “non innovativa”, o che non può rientrare nella definizione di startup innovativa, ci sono comunque molte opportunità agevolative da poter sfruttare!

    Vediamo subito alcuni dei principali finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto disponibili per l’avvio di nuove attività disponibili a livello nazionale.

    Bandi e agevolazioni nazionali per nuove imprese o startup

    Uno dei principali bandi nazionali per l’avvio di una nuova attività è sicuramente Resto al sud di Invitalia. Analizziamolo insieme nel dettaglio.

    Resto al Sud: l’agevolazione perfetta per avviare una nuova attività in tutte le regioni del Mezzogiorno

    Un’altra ottima opportunità per tutti coloro che risiedono nelle regioni del Mezzogiorno (e anche per chi risiede nelle aree del centro colpite dai terremoti del 2016 e 2017) è rappresentata dal bando Resto al Sud.

    E’ l’agevolazione promossa da Invitalia per gli aspiranti imprenditori di Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Sardegna.

    Un’agevolazione mista, che copre il 100% delle spese ammissibili ed è composta dal 50% di contributo a fondo perduto e dal 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

    La copertura complessiva può arrivare fino a € 200.000 (nel caso di 4 soci), promossa al fine di sostenere l’avvio di nuove attività imprenditoriali nel nostro meraviglioso Sud.

    Dato che ne abbiamo parlato molto in altre occasioni, di seguito ti proponiamo una lista di nostre risorse per approfondire l’argomento:

    Smart & Start Italia: l’incentivo per startup ad alto contenuto tecnologico

    Smart & Start è l’agevolazione che sostiene la nascita e la crescita delle start-up innovative ad alto contenuto tecnologico in tutte le regioni italiane.

    Le start up richiedenti possono beneficiare delle seguenti agevolazioni:

    • finanziamento agevolato, senza interessi, per un importo pari all’80% delle spese ammissibili;
    • servizi di tutoraggio;
    • conversione di una quota del finanziamento agevolato ottenuto in contributo a fondo perduto.

     

    La misura prevede un finanziamento agevolato, senza interessi, per l’80% delle spese ammissibili; l’importo del finanziamento può arrivare fino al 90% nel caso in cui la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani under 35, oppure abbia almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca.

    Un’ottima opportunità per aspiranti imprenditori che vogliono avviare o sviluppare la propria attività in Italia con un sostegno pubblico.

    Nuovo Selfiemployment: prestiti a tasso zero per giovani, donne, NEET e disoccupati

    Tra le agevolazioni più interessanti per l’avvio di nuove attività c’è il Nuovo Selfiemployment, che finanzia con prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali su tutto il territorio nazionale.

    Un contributo che finanzia al 100% progetti di investimento con un importo compreso tra €5.000 e €50.000. dedicato a chi vuole avviare la propria attività nei seguenti settori:

    • turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi;
    • servizi alla persona;
    • servizi per l’ambiente;
    • servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione);
    • risparmio energetico ed energie rinnovabili;
    • servizi alle imprese;
    • manifatturiere e artigiane;
    • commercio al dettaglio e all’ingrosso;
    • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

     

    E’ ammessa la partecipazione sia per le nuove attività in forma individuale che societaria.

    Regione Lombardia: bando per il supporto alle nuove imprese

    La Regione Lombardia sostiene l’avvio di nuove imprese lombarde del commercio, terziario, manifatturiero e artigiani e l’autoimprenditorialità come opportunità di ricollocamento con la misura “Bando Nuova Impresa”.

    Con questo incentivo si promuove l’avvio di nuove imprese per ricollocare i soggetti fuoriusciti dal mercato del lavoro, attraverso l’erogazione di contributi sui costi connessi alla creazione delle nuove imprese.

    I servizi erogati riguardano:

    • costi legali e notarili relativi alla costituzione d’impresa;
    • consulenze;
    • acquisto di hardware e software;
    • canoni di locazione;
    • sviluppo di un piano di comunicazione

     

    Per non sentirsi soli in un momento importante, ma impegnativo!

    Come vedi le agevolazioni per chi, come te, vuole avviare una nuova attività sono moltissime e… quelle della nostra guida sono solo alcune delle opportunità disponibili in questo momento in Italia.

    Se vuoi partire con il tuo nuovo progetto, verifica prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi che fanno al caso tuo!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Come aprire un Centro Estetico con Resto al Sud Invitalia

    La Miniguida su come aprire un centro estetico o un parrucchiere con il nuovo bando di Invitalia

    Scopri l’agevolazione di Invitalia che ti permette di aprire il tuo centro estetico o salone di parrucchiere in una delle Regioni del meridione.

    Se sei una giovane estetista o una parrucchiera under 56 e sogni di metterti in proprio in una delle regioni del Sud questa è l’agevolazione per te.

    Scopriamo insieme tutto su questa agevolazione e come fare per richiederla e partire subito con la tua nuova attività nel campo dell’estetica.

    Che cos’è Resto al Sud?

    Resto al Sud è una nuova agevolazione gestita da Invitalia e dedicata all’avvio di nuove attività giovanili nel Sud Italia.

    L’agevolazione interessa le seguenti regioni:

    • Abruzzo
    • Basilicata
    • Molise
    • Puglia
    • Calabria
    • Campania
    • Sicilia
    • Sardegna

    Chi può partecipare a Resto al Sud?

    Possono partecipare a Resto al Sud i giovani tra i 18 ed i 55 anni che risiedono nelle regioni elencate sopra o che intendono trasferire la propria residenza in una delle regioni elencate in caso di ammissione alla agevolazione.

    Attenzione

    Due cose molto importante da sapere prima di partecipare: per poter richiedere l’agevolazione non bisogna essere stati già titolari di altre attività di impresa (quindi titolari di partita iva o legali rappresentanti di società) alla data del 21/06/2017.

    Qualora, invece, si abbia un contratto a tempo indeterminato bisogna essere disposti a lasciare il proprio lavoro in caso di aggiudicazione dell’agevolazione.

    Quali attività possono essere finanziate con questo bando?

    Come ti anticipavo all’inizio, tra le moltissime attività che possono essere finanziate rientrano tutte quelle relative ai servizi alle persone quali:

    • Saloni di barbiere e parrucchiere uomo donna
    • Istituti di bellezza e centri estetici
    • Manicure e pedicure

    Come vedi, l’opportunità per chi vuole aprire un salone di estetica o un parrucchiere uomo/donna è davvero interessante.

    Come funziona effettivamente Resto al Sud?

    Resto al Sud assegna €50.000 per ciascun socio fino ad un massimo di € 200.000 nel caso di progetti presentati da 4 persone fisiche.

    I € 50.000 che sono assegnati al singolo socio sono suddivisi in base alle seguenti percentuali:

    • 50% a fondo perduto
    • 50% finanziamento bancario a tasso zero con garanzia statale dell’80% sul finanziamento.

    Ti faccio un esempio pratico:

    Se vuoi aprire un centro estetico insieme ad una socia, potrete richiedere globalmente € 100.000.

    Di questi, € 50.000 vi verranno assegnati a fondo perduto e non dovranno essere rimborsati mentre i restanti € 50.000 vi saranno erogati tramite un finanziamento a tasso zero della durata di 8 anni e con due anni di pre ammortamento.

    Quali spese potrai coprire con Resto al Sud?

    Usare Resto al Sud per aprire un centro estetico o un salone di parrucchiere è estremamente conveniente in quanto le spese che possono essere effettuate con il denaro ricevuto da Invitalia riguardano:

    • Acquisto di macchinari ed attrezzature nuove per il tuo salone (ad esempio i costosi macchinari per l’estetica avanzata e la strumentazione per l’estetica base ma anche il PC e la stampante che utilizzerai per gestire le prenotazioni)
    • Arredi per il tuo centro (lettini, poltrone, divanetti per l’attesa delle clienti, il bancone e molto altro per rendere bello ed accogliente il tuo centro)
    • Ristrutturazione del locale per renderlo idoneo alle normative previste per questa attività
    • Programmi informatici e realizzazione del sito web del tuo centro
    • Canoni di affitto del tuo nuovo locale
    • Utenze
    • Materiali di consumo
    • E…. molto altro!

    Attenzione: è sempre escluso l’acquisto di beni usati ma soprattutto tieni a mente che il bando non ti speserà l’IVA.

    Che significa? Che dovrai essere sicura di avere la liquidità sufficiente per pagare l’Iva delle fatture che i tuoi fornitori ti faranno in quanto questo importo non ti verrà fornito.

    Su questo punto ti invito alla massima attenzione perché, molti consulenti non mostrano la dovuta attenzione su questo punto che, invece, secondo noi di Trovabando è fondamentale.

    Ti faccio un esempio pratico per capire meglio:

    Poniamo che tu sia una estetista e che tu voglia aprire un tuo centro in autonomia.

    Potrai richiedere € 50.000 ad Invitalia suddivisi in una quota del 35% a fondo perduto ed una quota del 65% a tasso agevolato e con garanzia pubblica.

    Questi € 50.000 che richiederai però, non tengono conto dell’IVA che dovrai pagare sulle fatture che ti verranno fatte e che su questo importo è pari ad € 11.000.

    Dunque, nel caso tu voglia richiedere € 50.000 dovrai avere la disponibilità di € 11.000 extra che ti serviranno per pagare l’IVA.

    Tutto chiaro?

    Come hai visto, Resto al Sud è una agevolazione da tenere in considerazione se hai le giuste qualifiche come estetista o parrucchiera e stai pensando di aprire la tua attività nel campo dell’estetica e del benessere. Ma affrettati, si tratta di un bando a sportello e le risorse potrebbero terminare!

    Vuoi verificare se hai tutti i requisiti di accesso a questa agevolazione gratuitamente ed in meno di un minuto! Clicca sul pulsante “Scopri se posso richiedere Resto al Sud” ed effettua il nostro test online gratuito, verificherai in un lampo se questo bando fa per te e verrai riontattato da un consulente per maggiori informazioni!

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  • Temporary framework: aggiornato e prorogato al 30 giugno 2022

    Prorogato il Quadro temporaneo di aiuti per il Covid-19

    Dopo varie proroghe che avevano rimandato la scadenza del Temporary framework al 31 dicembre 2021, ecco l’ultima novità, resa definitiva il 18 novembre 2021: la validità del Quadro temporaneo è stata ulteriormente estesa fino al 30 giugno 2022.

    L’epidemia da Covid-19 ha rappresentato una grave minaccia per la salute mondiale, ma anche un grande danno per l’economia degli stati. Tutti i Paesi infatti stanno affrontando una fase di recessione economica causata dall’emergenza sanitaria.
    È proprio per questo che la Commissione Europea ha adottato, il 19 marzo 2020, un Quadro di riferimento temporaneo per gli aiuti di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19. Il documento mira a consentire agli Stati membri di adottare misure di sostegno alle imprese duramente colpite dalla crisi, sfruttando la massima flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato.

     

    Temporary Framework: cos’è

    Si tratta di uno strumento che ha permesso l’attivazione di nuovi e numerosi incentivi e il rafforzamento di quelli esistenti per fronteggiare a livello economico la crisi Covid.

    Il Quadro Temporaneo non sostituisce, ma integra gli altri strumenti di intervento pubblico ordinari basati sulle norme già vigenti relative agli aiuti di Stato (ad esempio il “regime de minimis”).

    Dunque, le misure temporanee di aiuto previste possono essere cumulate tra loro, nonché possono essere cumulate con i regimi di aiuti ordinari consentiti, a patto che vengano rispettate le regole di cumulo previste.

    Proroga Temporary Framework e aiuti Covid: ecco le novità

    Inizialmente, la scadenza di applicabilità del Quadro era stata fissata al 31 dicembre 2020, fatta eccezione per le misure per la ricapitalizzazione delle imprese che potevano essere concesse fino al 30 giugno 2021.

    Dopo varie proroghe che avevano rimandato la scadenza al 31 dicembre 2021, ecco l’ultima novità, resa definitiva il 18 novembre 2021: la validità del Quadro temporaneo è stata ulteriormente estesa fino al 30 giugno 2022.

    Quali modifiche sono state introdotte oltre alla proroga?

    1. Aumento dei massimali della:
      – Sezione 3.1: aumentati a 2,3 milioni di euro (per impresa unica);
      – Sezione 3.12: aumentati a 12 milioni di euro (per impresa unica).
    2. Introduzione di due nuovi strumenti per sostenere la ripresa in corso dell’economia europea in modo sostenibile
    • Misure di sostegno agli investimenti per aiutare gli Stati membri a colmare il divario lasciato dalla crisi. La misura comprende salvaguardie per evitare indebite distorsioni della concorrenza. Questo strumento è a disposizione sino al 31 dicembre 2022.
    • Misure di sostegno alla solvibilità per mobilitare fondi privati ​​e renderli disponibili per investimenti in piccole e medie imprese, incluse le start-up e le piccole midcap. Gli Stati membri possono concedere garanzie a intermediari privati, creando incentivi per investire in questo tipo di società e fornendo loro un accesso più facile ai finanziamenti azionari. Questo strumento è a disposizione sino al 31 dicembre 2023.
      Inoltre la Commissione ha prorogato dal 30 giugno 2022 al 30 giugno 2023 la possibilità, per gli Stati membri, di convertire gli strumenti rimborsabili concessi nell’ambito del quadro temporaneo in altre forme di aiuto, come le sovvenzioni dirette.

     

    Temporary Framework: chi può richiedere gli aiuti

    Con la Comunicazione del 29 giugno 2020, la Commissione ha esteso l’applicazione del quadro temporaneo a tutte le micro e piccole imprese. La loro inclusione vale anche se al 31 dicembre 2019 erano già in difficoltà finanziarie.

    La modifica ha anche aumentato le possibilità di sostenere le startup, in particolare quelle innovative, che svolgono un ruolo fondamentale per la ripresa economica dell’Unione.

     

    Temporary Framework: regimi di aiuto

    Il “Temporary Framework”, nella sua prima versione del 19 marzo 2020, ha ritenuto ammissibili, sino al 31 dicembre 2020, cinque categorie di aiuti finalizzati a garantire la liquidità e l’accesso ai finanziamenti per le imprese colpite dalle misure restrittive determinate della pandemia. In particolare, gli Stati membri sono stati autorizzati a concedere:

    • aiuti di importo limitato, quali sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o altre forme (Sezione 3.1 del Temporary Framework);
    • aiuti sotto forma di garanzie statali sui prestiti; (Sezione 3.2 del Temporary Framework)
    • aiuti sotto forma di tassi di interesse agevolati per i prestiti; (Sezione 3.3 del Temporary Framework)
    • aiuti sotto forma di garanzie e prestiti agevolati veicolati tramite enti creditizi o altri enti finanziari; (Sezione 3.4 del Temporary Framework)
      maggiore flessibilità nell’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine. (Sezione 3.5 del Temporary Framework)

    Con la successiva Comunicazione del 3 aprile, la Commissione ha integrato il Quadro Temporaneo, consentendo ulteriori misure di sostegno pubblico per accelerare la ricerca, la sperimentazione e la produzione di prodotti connessi alla crisi sanitaria da COVID-19, tutelare posti di lavoro e sostenere ulteriormente l’economia durante la crisi, quali:

    • il sostegno per le attività di ricerca e sviluppo connesse al coronavirus (Sezione 3.6 del Temporary Framework)
    • il sostegno alla costruzione e all’ammodernamento di impianti di prova (Sezione 3.7 del Temporary Framework)
    • il sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia (Sezione 3.8 del Temporary Framework)
    • il sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali e il sostegno mirato sotto forma di contributo ai costi salariali di imprese in settori o regioni che hanno maggiormente sofferto a causa della pandemia e che altrimenti dovrebbero licenziare del personale (Sezione 3.9 del Temporary Framework)

     

    Altri regimi di aiuto

    Le ultime 3 Sezioni del Quadro temporaneo riguardano:

    • Aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID-19 contributi ai costi salariali delle imprese (compresi i lavoratori autonomi) che, a causa della pandemia di Covid-19, sarebbero altrimenti costrette a licenziare i dipendenti (Sezione 3.10);
    • Misure di ricapitalizzazione sostegno pubblico sotto forma di strumenti di capitale e/o strumenti ibridi di capitale a favore di imprese che si trovano in difficoltà finanziarie a causa della pandemia di Covid-1944. Esso mira a garantire che la perturbazione dell’economia non dia luogo a un’uscita dal mercato non necessaria di imprese che erano redditizie prima della pandemia di Covid19 (Sezione 3.11);
    • Aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti (Sezione 3.12).

     

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  • Contributo a fondo perduto per settore tessile, moda e accessori

    Attenzione: è stato chiuso lo sportello per la presentazione delle domande della misura agevolativa contributo a fondo perduto per settore tessile, della moda e accessori. L’avviso è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

    Se la tua MPMI opera nel settore tessile, moda o accessori, è questo il contributo a fondo perduto che fa per te!

    Di cosa si tratta?

    Il Ministero dello Sviluppo economico (MISE) ha pubblicato il decreto 3 agosto 2021 che definisce i termini e le modalità di presentazione delle domande per accedere alle agevolazioni a sostegno delle piccole imprese operanti nell’industria del tessile, della moda e degli accessori.

    Il provvedimento sostiene tutte le start-up che investono nel design e nella creazione, con lo scopo di valorizzare i prodotti made in Italy di alto contenuto artistico e creativo.

    La misura mette a disposizione 5 milioni di euro per la concessione di contributi a fondo perduto in favore di progetti presentati da piccole imprese costituite da non più di 5 anni, che svolgono la propria attività in Italia e realizzano progetti innovativi e tecnologici.

    A chi si rivolge?

    Possono accedere alle agevolazioni le imprese di piccola dimensione (come MPMI e startup), non quotate, che non hanno rilevato l’attività di un’altra impresa e non sono state costituite in seguito a fusione.

    Inoltre è necessario che svolgano in Italia una o più attività economiche identificate dall’elenco codici Ateco ammissibili che hanno integrato con Decreto del 18 Maggio 2021.

    Le predette imprese devono:

    • Risultare iscritte e “attive” nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente da non più di 5 anni;
    • Svolgere in Italia una o più delle attività economiche indicate dal bando;
    • Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie; alla data del 31 dicembre 2019, le imprese non dovevano essere in situazione di difficoltà;
    • Essere in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi;
    • Non avere ancora distribuito utili.

    Che tipo di agevolazione è concessa?

    Il contributo è concesso nella misura del 50% delle spese ammissibili sostenute. Le agevolazioni sono erogate dal Ministero in non più di due quote, in relazione a spese effettivamente sostenute per la realizzazione del progetto.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente decreto i seguenti progetti:

    • Progetti finalizzati alla realizzazione di nuovi elementi di design;
      Progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo;
    • Progetti finalizzati alla realizzazione e all’utilizzo di tessuti innovativi;
    • Progetti ispirati ai principi dell’economia circolare finalizzati al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili;
    • Progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali.

    Devono inoltre prevedere spese ammissibili complessivamente non inferiori a euro 50.000,00 e non superiori a euro 200.000,00.

    Sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente decreto le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti di investimento relative a:

    • Acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione;
    • Brevetti, programmi informatici e licenze software;
    • Formazione del personale inerenti agli aspetti su cui è incentrato il progetto a fronte del quale è richiesta l’agevolazione. La formazione deve essere acquisita da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente e alle normali condizioni di mercato, in misura non superiore al 10% dell’importo del progetto.

     

    È altresì ammissibile alle agevolazioni un importo a copertura delle esigenze di capitale circolante, nel limite del 20% delle spese complessivamente ritenute ammissibili. Le esigenze di capitale circolante devono essere giustificate nella proposta progettuale e possono essere utilizzate ai fini del pagamento delle seguenti voci di spesa:

    • Materie prime, ivi compresi i beni acquistati soggetti ad ulteriori processi di trasformazione, sussidiarie, materiali di consumo e merci;
    • Servizi, diversi da quelli compresi nelle spese di cui al comma 1, necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa;
    • Godimento di beni di terzi;
    • Personale direttamente impiegato nella realizzazione dei progetti di investimento.

    Come posso presentare la domanda?

    Le imprese interessate potranno presentare domanda di agevolazione a partire dalle ore 12:00 del 22 settembre 2021 esclusivamente attraverso la procedura informatica disponibile sul sito di Invitalia.

    Le domande di agevolazione, redatte in lingua italiana, devono essere compilate esclusivamente attraverso la piattaforma informatica, secondo le modalità e gli schemi resi disponibili dall’Agenzia prima dell’apertura dello sportello.

    Le domande, da sottoscrivere tramite il Sistema Pubblico di Identità Digitale in modalità persona fisica, devono essere corredate dalla proposta progettuale e dall’ulteriore documentazione indicata nella domanda medesima.

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  • Voucher Internazionalizzazione 2021: contributi per le spese di consulenza digitali del TEM

    Attenzione: A seguito dell’esaurimento delle risorse, dal 15 dicembre 2021 è stato chiuso lo sportello per la presentazione delle domande relative alla misura Voucher per l’internazionalizzazione TEM con competenze digitali, di cui al DM MAECI 18/08/2020.

    Cos’è il Voucher per l’internazionalizzazione?

    Voucher internazionalizzazione Invitalia (o “Voucher TEM digitali”) è una misura che permette di usufruire di un contributo a fondo perduto per finanziare le spese di consulenza del Temporary Export Manager (TEM)

    Chi è il Temporary Export Manager? Il TEM è un professionista esperto di Export e Internazionalizzazione, che mette le proprie competenze a disposizione delle imprese. L’obiettivo di un TEM è migliorare il profitto all’estero dell’azienda, ottimizzando i processi e l’apporto commerciale.

    Ma non perdiamo altro tempo: scopriamo subito tutti i vantaggi del Voucher Internazionalizzazione!

    Chi può richiedere il Voucher Internazionalizzazione?

    Il Voucher internazionalizzazione 2021 si rivolge alle micro e piccole imprese che abbiano i seguenti requisiti:

    1. Costituite in forma societaria
    2. Sede legale sul territorio italiano
    3. Iscritte come attive al Registro delle imprese

     

    Le imprese devono inoltre avere codice Ateco primario appartenente alla classificazione C (manifatturiero). Possono usufruire della misura anche le Reti di Imprese costituite da almeno due micro/piccole imprese.

    Cosa finanzia Voucher TEM digitali?

    Il voucher finanzia le spese sostenute per usufruire di consulenze da parte di Temporary Export Manager (TEM) con competenze digitali, inseriti temporaneamente in azienda e iscritti nell’apposito elenco del Ministero degli Esteri.

    La consulenza dei Temporary Export Manager deve essere finalizzata a supportare i processi di internazionalizzazione attraverso:

    1. Analisi e ricerche sui mercati esteri
    2. Individuazione e acquisizione di nuovi clienti
    3. Assistenza nella contrattualistica per l’internazionalizzazione
    4. Incremento della presenza nelle piattaforme di e-commerce
    5. Integrazione dei canali di marketing online
    6. Gestione evoluta dei flussi logistici

     

    Le prestazioni di consulenza dovranno avvenire nell’ambito di un contratto di consulenza manageriale della durata di 12 mesi per le micro e piccole imprese e della durata di 24 mesi per le reti.

    A chi posso rivolgermi per i servizi di consulenza sull’Export?

    Ai fini dell’ammissibilità al bando, purtroppo, non tutti i TEM possono essere fornitori di servizi di consulenza.

    Il decreto del Ministro degli Esteri del 18 agosto 2020 ha istituito l’elenco dei Temporary Export Manager (TEM) e delle società di TEM abilitati a erogare i servizi previsti dall’agevolazione.

    Ad ogni modo, la consulenza deve essere erogata da un Temporary Export Manager con le seguenti caratteristiche:

    • avere significativa esperienza negli ambiti di:
    • progettazione e organizzazione della rete di distribuzione di prodotti e servizi in nuovi mercati esteri;
    • assistenza alle imprese nella partecipazione a fiere internazionali in modalità virtuale ed ad eventi in diretta su piattaforme streaming internazionali;
    • implementazione di strumenti di logistica integrata per distribuzione e approvvigionamenti, analisi della concorrenza e valutazione delle iniziative volte a migliorare le performance di e-commerce;
    • realizzazione di cataloghi digitali, negoziazione, promozione dei prodotti sugli showroom digitali, coinvolgimento di possibili acquirenti internazionali e utilizzo di micro-influencer;
    • predisposizione di accordi e sviluppo di rapporti con distributori ed agenti esteri, operatori stranieri del settore, provider di servizi di supply chain e di commercio digitale;
    • trasferimento delle conoscenze, metodologie e tecniche di trasformazione digitale e adozione di metodi e strumenti di e-commerce coerenti con il settore di attività e la generale evoluzione digitale dello scenario competitivo internazionale.
    • deve essere in possesso di almeno due certificazioni sull’utilizzo di strumenti digitali di marketing tra quelle rilasciate da Hubspot Academy, Facebook Blueprint, Google Skillshop e Microsoft Advertising.
    • aver svolto almeno 5 progetti di supporto a processi di internazionalizzazione d’impresa tra il 1° gennaio 2017 e la data di presentazione della domanda di inserimento nell’elenco del Ministero, con esito positivo.
    • essere in possesso di partita IVA da almeno due anni prima della richiesta di inserimento nell’elenco del Ministero.

    Contributo previsto dal Voucher Internazionalizzazione 2021

    Questa misura prevede un contributo a fondo perduto in “regime de minimis” pari a:

    • 20.000 € per micro e piccole imprese, con un contratto di consulenza di importo superiore a 30.000 €,
    • 40.000 € per le reti di imprese, con un contratto di consulenza di importo superiore a 60.000 €.

     

    Inoltre, le imprese beneficiarie possono richiedere un contributo aggiuntivo di € 10.000, se raggiungono questi volumi di vendita all’estero:

    • incremento volume d’affari estero di almeno il 15%
    • fatturato verso l’estero di almeno il 6% del fatturato complessivo aziendale

    Come presentare la domanda per il voucher internazionalizzazione?

    È possibile presentare una sola domanda per impresa esclusivamente online, sul sito di Invitalia.

    Al momento non è prevista una data di chiusura dello sportello: la chiusura dello sportello, infatti, sarà disposta ad esaurimento delle risorse stanziate con apposito provvedimento.

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    PARLANE CON NOI

  • Smart Money: contributi a fondo perduto per startup innovative

    Avviso: il bando è stato chiuso il 3 agosto 2021 per esaurimento delle risorse.
    Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata clicca qui!

    Contributi a fondo perduto fino al 100% e investimenti nel capitale di rischio​ per la tua startup innovativa

    Aggiornamento:
    In previsione dell’esaurimento delle risorse finanziarie dal giorno 3 agosto alle 12.00 non sarà più possibile presentare domanda per i contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati.

    Smart Money è la nuova misura promossa dal MiSE (Decreto ministeriale 18 settembre 2020) e gestita da Invitalia fatta su misura per le startup innovative che intendono “agevolarsi” con dei contributi a fondo perduto!

    L’obiettivo dell’agevolazione è quello di facilitare l’incontro tra startup innovative e la rete degli incubatori e degli altri soggetti abilitati per rafforzare la presenza delle startup in Italia e supportare le potenzialità delle imprese innovative che si preparano a fare il loro ingresso nel mercato. Come? Grazie a ben 2 tipi di agevolazione! Prima di parlarne, però, scopriamo qual è la somma in gioco e a chi si rivolge.

    L’incentivo ha una dotazione finanziaria di 9,5 milioni di euro e si rivolge, per l’appunto, a startup innovative che intendono sfruttare i servizi specialistici e il know-how qualificato dei rappresentanti dell’ecosistema dell’innovazione per definire il loro progetto imprenditoriale e prepararsi per il lancio sul mercato.

    Le imprese che si trovano nella fase iniziale della loro attività (e che presenteranno il progetto di sviluppo richiesto per poter accedere all’agevolazione) potranno richiedere un contributo a fondo perduto pari all’80% per sostenere l’acquisto dei servizi forniti dagli enti abilitati, come ad esempio incubatori, acceleratori, organismi di ricerca ed innovation hub.

    Inoltre, dopo aver completato il piano di attività ammesso alle agevolazioni, le startup possono richiedere un secondo contributo a fondo perduto al 100% se sono presenti enti abilitati, investitori qualificati o business angels che abbiano fatto investimenti in equity nel capitale sociale.

    Non c’è che dire: è un’occasione imperdibile. Continua a leggere per scoprire se possiedi tutti i requisiti necessari per richiedere i contributi a fondo perduto!

    Chi può richiedere l’agevolazione?

    Potranno richiedere l’agevolazione tutte le startup innovative che:

    • Sono costituite da meno di 24 mesi e iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese;
    • Hanno sede legale e operativa in Italia;
    • Sono di piccole dimensioni;
    • Si trovano in una delle seguenti fasi: avviamento dell’attività, sperimentazione dell’idea d’impresa (pre-seed) o nella fase di test del mercato finale per misurare l’interesse per il prodotto/servizio (seed).

     

    Non solo; potranno presentare domanda di finanziamento anche le persone fisiche che intendono dar vita a una startup innovativa, con l’impegno di costituire la società entro 30 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni. Ma, attenzione: entro lo stesso termine, l’impresa dovrà inoltrare domanda di iscrizione al Registro delle Imprese.

    Quali sono gli enti abilitati?

    Come abbiamo visto, le startup innovative potranno beneficiare delle agevolazioni per sfruttare i servizi specialistici forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati. Ma quali sono, quindi, gli enti abilitati nell’ambito degli interventi di Smart Money?

    Le startup innovative potranno chiedere i contributi a fondo perduto per l’acquisto dei servizi forniti dai seguenti enti:

    • Incubatori certificati e acceleratori;
    • Innovation hub, i poli di innovazione che aiutano le imprese nella trasformazione digitale e ad accedere all’ecosistema dell’innovazione a livello regionale, nazionale ed europeo
    • Organismi di ricerca;
    • Per l’attività di rafforzamento patrimoniale con operazioni di investimento nel capitale delle startup sono abilitati anche business angels e investitori qualificati.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo più nel dettaglio come si applica l’incentivo Smart Money e quanto è possibile ottenere.

    Smart money prevede due forme di sostegno delle startup innovative:

    • Contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati

     

    Si tratta di contributi a fondo perduto pari all’80% per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati per un importo massimo di 10.000 euro. Il contributo è riconosciuto ai sensi del de minimis e l’aiuto massimo concedibile per ciascuna “impresa unica” non può superare l’importo di 200.000 euro in tre anni.
    Per ottenere l’agevolazione, le imprese dovranno presentare dei progetti di sviluppo in ambiti specifici (se vuoi sapere come presentare i progetti di sviluppo, scorri fino all’ultimo paragrafo).

    • Investimenti nel capitale di rischio delle start-up innovative

     

    Tale secondo intervento è previsto per le startup che abbiano completato i progetti di sviluppo, menzionati al paragrafo precedente.

    Tali startup potranno richiedere un secondo contributo a fondo perduto, nel caso in cui abbiano ricevuto capitali di rischio da parte di enti abilitati, investitori qualificati o business angels per finanziare i loro piani di sviluppo. In questo caso, il contributo a fondo perduto è del 100% dell’investimento nel capitale di rischio, nel limite di 30 mila euro per start-up innovativa.

    Per ottenere il contributo collegato all’investimento, l’operazione deve essere in equity, di importo superiore a 10.000 euro, non raggiungere la quota di maggioranza nel capitale sociale e garantire una permanenza per almeno 18 mesi (la raccolta fondi deve essere avvenuta senza l’intermediazione di piattaforme di equity crowdfunding).

    Esclusioni

    Sono ESCLUSE da Smart Money le startup innovative:

    • Operanti nei settori dell’agricoltura primaria, della pesca e dell’acquacoltura;
    • Che abbiano ricevuto una sanzione interdittiva;
    • I cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta.

    Come presentare il progetto?

    Per ottenere l’agevolazione, le imprese dovranno presentare dei progetti di sviluppo che:

    • Contengano una soluzione innovativa da proporre sul mercato, con un modello di business scalabile, da sviluppare nei dettagli operativi in una fase successiva
    • Puntino sul valore delle competenze tecnologiche e manageriali all’interno dell’impresa, attraverso i soci e/o il team proposto, o con professionalità da reperire sul mercato
    • Siano nella fase di individuazione del mercato o siano vicini alla fase di test di mercato, con lo sviluppo di un prototipo (Minimum Viable Product) o con la prima sperimentazione del prodotto o servizio per misurare il gradimento dei potenziali clienti e/o investitori.

     

    I progetti dovranno prevedere piani di attività da realizzare in almeno 12 mesi ed evidenziare che l’utilizzo dei servizi specialistici sia diretto ad accelerare lo sviluppo di uno specifico progetto.

    Sono ammissibili alle agevolazioni i piani di attività (aventi una durata non inferiore a 12 mesi) che prevedono l’acquisizione di servizi finalizzati ad accelerare e facilitare la realizzazione del progetto di sviluppo nei seguenti ambiti:

    • la consulenza organizzativa, operativa e strategica per lo sviluppo e la realizzazione del progetto
    • la gestione della proprietà intellettuale
    • il supporto nell’autovalutazione della maturità digitale
    • lo sviluppo e lo scouting di tecnologie
    • la prototipazione, ad esclusione del prototipo funzionale
    • i lavori preparatori per campagne di crowfunding

     

    Sono inoltre ammissibili i servizi di incubazione come l’affitto dello spazio fisico e i servizi accessori di connessione e le attività di networking, se direttamente collegati ai servizi indicati nell’elenco.


    PARLANE CON NOI

  • Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni, come chiederlo

    Avviso: il fondo perduto Decreto Sostegni è scaduto il 28 maggio 2021. Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di finanza agevolata clicca qui!

    Decreto Sostegni: ecco come presentare la domanda per accedere agli oltre 11 miliardi di euro a fondo perduto

    Il nuovo contributo a fondo perduto è previsto dal Decreto Sostegni” (Dl n. 41 del 22 marzo 2021), la misura varata dal Governo che contiene una serie di interventi di sostegno alle imprese, ai lavoratori autonomi e ai professionisti. Rientra nelle misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid-19.

    Come si evince dal nome, questo contributo è un sostegno che lo Stato eroga in favore delle realtà che maggiormente hanno risentito della crisi nata a seguito dell’emergenza sanitaria. Si tratta, dunque, di un’opportunità interessante per recuperare liquidità, sopratutto in un periodo di incertezza come quello che stiamo vivendo.

    Vediamo subito insieme di cosa si tratta.

    Rispetto ai precedenti contributi a fondo perduto, il decreto “Sostegni” ha introdotto una nuova modalità di erogazione dell’agevolazione.

    A scelta del beneficiario, l’Agenzia delle entrate può erogare il contributo spettante:

    • mediante accredito su conto corrente bancario o postale, intestato al beneficiario (o cointestato se il beneficiario è una persona fisica);
    • mediante riconoscimento di un credito d’imposta di pari valore, utilizzabile in compensazione tramite modello F24.

     

    L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019. Per i soggetti che hanno attivato la partita Iva dal 1º gennaio 2019, la percentuale di calo indennizzabile è applicata al calo della media mensile di fatturato calcolata per i soli mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA.

    Per chi?

    I sostegni previsti dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri non dipendono più dai Codici Ateco; possono, infatti, richiedere il contributo a fondo perduto i soggetti titolari di partita Iva che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, e che sono residenti o stabiliti in Italia. Rimangono esclusi i soggetti che hanno cessato l’attività prima del 23 marzo 2021 e i soggetti che hanno attivato la partita Iva dal 24 marzo 2021.

    Quali requisiti è necessario possedere per richiedere il contributo?
    Tutti i requisiti necessari sono indicati all’art. 1 del decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021.

    Scopriamoli subito!

    1º Requisito

    Il soggetto deve aver conseguito, nell’anno 2019, un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 10 milioni di euro (se il soggetto svolge più attività, il limite dei 10 milioni di euro per l’accesso al beneficio riguarda la somma dei ricavi/compensi riferiti a tutte le attività esercitate).

    Per le società con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, occorre fare riferimento al secondo periodo d’imposta precedente a quello in corso al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto “Sostegni”).

    Per i soggetti esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo, i ricavi a cui fare riferimento sono rispettivamente i ricavi di cui all’art. 85, comma 1, lettere a) e b) del Tuir e i compensi di cui all’art. 54, comma 1, del Tuir.

    Per semplificare ed evitare errori nel processo di determinazione dei ricavi/compensi relativi al 2019, i valori da tenere in considerazione sono quelli riportati nel modello della dichiarazione dei redditi 2020 (redditi 2019), secondo la tabella riportata nella guida rilasciata dell’Agenzia delle Entrate.

    Per le persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali titolari di reddito agrario e attività agricole connesse (per esempio, agriturismi, allevamento, eccetera), in luogo dell’ammontare dei ricavi, occorre far riferimento all’ammontare del volume d’affari del modello di dichiarazione Iva 2020 (per l’anno 2019).

    Il contributo spetta anche all’erede che prosegue l’attività di una persona fisica deceduta. Al riguardo, nel caso di prosecuzione avvenuta nel corso dell’anno 2019, l’erede dovrà determinare l’ammontare dei ricavi e compensi dell’anno 2019 con riferimento a entrambe le dichiarazioni dei redditi del deceduto e dell’erede.

    2º Requisito

    Per ottenere l’erogazione del contributo a fondo perduto è necessario, inoltre, che sia presente uno tra i seguenti requisiti:

    1. importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi relativa all’anno 2020 inferiore almeno del 30% rispetto all’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi relativi all’anno 2019;
    2. attivazione della partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019.

     

    Per quanto riguarda la determinazione dei due importi della media mensile relativa agli anni 2019 e 2020, occorre dapprima calcolare l’ammontare complessivo del fatturato e dei corrispettivi conseguito in ciascuno dei due anni.

    A tal fine, occorre far riferimento alla data di effettuazione delle operazioni di cessione dei beni e di prestazione dei servizi. Pertanto, per quanto riguarda le fatture immediate, dovrà essere considerata la data della fattura e, per le fatture differite, occorrerà far riferimento alla data dei DDT (cessioni di beni) o dei documenti equipollenti (prestazioni di servizio) richiamati nella fattura.

    Partite Iva attivate dal 1º gennaio 2019

    Con il provvedimento emesso il 29 marzo, sono state aggiornate le regole per le richieste effettuate da partite Iva attive dal 1º gennaio 2019.

    Cosa cambia praticamente?

    Gli aggiornamenti riguardano essenzialmente tre aspetti:

    1. il calo del fatturato: chi ha attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2019 in poi non deve più dimostrare di aver avuto una perdita di almeno il 30%, in quanto il contributo a fondo perduto spetta a prescindere dalla circostanza che essi abbiano registrato un calo del 30% della media mensile del fatturato del 2020 rispetto alla corrispondente media del 2019;
    2. la percentuale di calo indennizzabile: è applicata al calo della media mensile di fatturato calcolata per i soli mesi successivi a quello di attivazione della partita Iva;
    3. restano fermi il limite massimo di ricavi o compensi per l’ammissione al beneficio e gli importi minimi e massimi del contributo.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo più nel dettaglio come si applica il nuovo credito d’imposta e quanto è possibile recuperare.

    A scelta del beneficiario, l’Agenzia delle entrate può erogare il contributo spettante:

    • mediante accredito su conto corrente bancario o postale, intestato al beneficiario (o cointestato se il beneficiario è una persona fisica);
    • mediante riconoscimento di un credito d’imposta di pari valore, utilizzabile in compensazione tramite modello F24 (il credito d’imposta riconosciuto non può essere ceduto ad altri soggetti).

     

    La scelta della modalità di erogazione è irrevocabile, deve essere espressa dal beneficiario nell’istanza per la richiesta del contributo e deve riguardare l’intero importo del contributo spettante.

    Nel caso di opzione per il riconoscimento del credito d’imposta, il relativo importo può essere utilizzato in compensazione a fronte delle imposte, dei contributi dovuti all’Inps e delle altre somme dovute allo Stato, agli enti locali e agli enti previdenziali, il cui versamento si effettua mediante presentazione del modello F24.

    Scopriamo, ora, secondo quali criteri è calcolato l’ammontare del contibuto.
    L’ammontare del contributo è determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’analogo importo dell’anno 2019.
    Le percentuali previste sono le seguenti:

    1. 60%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 100.000 euro;
    2. 50%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 100.000 euro ma non l’importo di 400.000 di euro;
    3. 40%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 400.000 euro ma non l’importo di 1.000.000 di euro;
    4. 30%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 1.000.000 di euro ma non l’importo di 5.000.000 di euro;
    5. 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 5.000.000 di euro ma non l’importo di 10.000.000 di euro.

     

    Nel dettaglio, il calcolo del contributo deve essere effettuato nel seguente modo:

    • se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa ed è almeno del 30%, a tale importo (preso in valore assoluto) si applica la percentuale prevista in relazione alla fascia dei ricavi/compensi 2019, fermo restando il riconoscimento del contributo minimo se superiore
    • per i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019, se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa ma inferiore al 30%, ovvero pari a zero o positiva, spetta l’importo minimo del contributo.

     

    In presenza dei requisiti di cui abbiamo parlato precedentemente, il contributo è quindi comunque riconosciuto per un importo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. L’importo massimo del contributo è pari a 150.000 euro.

    Esclusioni

    Il contributo a fondo perduto NON spetta nei seguenti casi:

    • Soggetti che hanno attivato la partita Iva successivamente al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto “Sostegni”), con la sola eccezione degli eredi che hanno attivato partita Iva successivamente a tale data per la prosecuzione dell’attività di soggetto deceduto
    • Soggetti la cui attività è cessata alla data del 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto “Sostegni”)
    • Enti pubblici, di cui all’art. 74 del Tuir
    • Intermediari finanziari e società di partecipazione, di cui all’art. 162-bis del Tuir.

    Come presentare la domanda?

    Per usufruire dell’agevolazione è necessario presentare una una specifica istanza (il modello e le relative istruzioni di compilazione sono stati approvati con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 23 marzo 2021).

    Le istanze per il contributo a fondo perduto possono essere inviate all’Agenzia delle entrate a partire dal 30 marzo 2021 e non oltre il 28 maggio 2021.

    La predisposizione e trasmissione delle istanze deve avvenire esclusivamente in via telematica, attraverso:

    • un software di compilazione di mercato: il file contenente l’istanza deve essere inviato mediante il canale telematico Entratel /Fisconline attraverso cui sono trasmesse le dichiarazioni dei redditi;
    • un’apposita procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”, nella sezione “Contributo a fondo perduto”. Attraverso tale procedura è possibile predisporre e trasmettere un’istanza alla volta.

     

    Tutte le procedure relative alla presentazione dell’istanza sono riportate all’interno dell’apposita Guida realizzata dall’Agenzia delle Entrate.

    Hai tutte le carte in regola per ottenere il contributo a fondo perduto del Decreto Sostegni?

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Macchinari Innovativi: l’agevolazione per l’acquisto di macchinari tecnologici al Sud

    Avviso: il bando Macchinari Innovativi del MiSE, è stato chiuso il 28 aprile 2021. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui!

    Resta aperto soltanto lo sportello “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile”

    Nuovo Avviso dal MiSE del 28 novembre – fondi esauriti

    Anche l’ultimo sportello per la presentazione delle domande di agevolazione, relative ai programmi che utilizzano “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile“, chiuderà a partire dal 29 novembre.

    Nuovo Avviso dal MiSE – 1° febbraio

    Lo sportello per la presentazione delle domande di agevolazione per il bando Macchinari Innovativi del MiSE è chiuso dal 1° febbraio 2019. Resta aperto solo lo sportello dedicato ai programmi che utilizzano “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile“.

    Investire in innovazione al Sud è ancora più semplice con la nuova misura agevolativa del Ministero dello Sviluppo Economico denominata “Macchinari Innovativi”.

    L’agevolazione mette a disposizione 342 Milioni di euro, per le imprese operanti nel Sud Italia che vogliono acquistare macchinari, hardware e macchinari purché ad alto tasso di innovazione.

    Se la tua impresa opera in una delle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e hai bisogno di un aiuto per portare avanti i tuoi investimenti innovativi e per avvicinare la tua impresa manifatturiera alla cosiddetta “Fabbrica Intelligente”, questa misura è ciò di cui avevi bisogno!

    Ma vediamo insieme quali sono le caratteristiche che rendono “Macchinari Innovativi” un’agevolazione particolarmente interessante.

    Cosa significa “Fabbrica Intelligente”?

    Come prima cosa capiamo insieme il significato di “Fabbrica Intelligente”. In estrema sintesi, con questo termine si fa riferimento ad un nuovo processo produttivo che integra  e hardware, che può essere gestito e monitorato in tempo reale e che è in grado di rispondere alla forte richiesta di personalizzazione dei prodotti.

    Chi può richiedere questa agevolazione per acquistare macchinari innovativi?

    Per poter essere ammessa al bando Macchinari Innovativi del MiSE la tua impresa dovrà, prima di tutto, essere qualificata come micro, piccola o media impresa, che opera in una delle  cosiddette “Regioni meno sviluppate” ovvero Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e che risulta regolarmente iscritta al Registro delle Imprese.

    Questi requisiti, purtroppo, non sono sufficienti per poter avere accesso a questa misura. Vediamo insieme quali sono le altre caratteristiche per poter richiedere il bando “Macchinari Innovativi”.

    L’attività che eserciti dovrà appartenere al settore manifatturiero. Per avere la certezza che il settore in cui operi è proprio quello manifatturiero, controlla che il tuo Codice ATECO appartenga alla sezione C – Attività Manifatturiere.

    Rimangono, in ogni caso, escluse tutte le attività connesse ai seguenti settori:

    • siderurgia;
    • estrazione del carbone;
    • costruzione navale;
    • fabbricazione delle fibre sintetiche;
    • trasporti e relative infrastrutture;
    • produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastru

    Quali tipologie di progetti possono essere agevolati?

    Il primo requisito che il tuo progetto deve rispettare riguarda l’ammontare di spese previste. Il bando, infatti, impone che le spese che hai pensato di effettuare siano compresi tra 500 mila e 3 milioni di euro. Mi raccomando, non potrai accedere con progetti che non rientrano in questo range.

    Il bando Macchinari Innovativi del MiSE prevede come spese ammissibili l’acquisto di impianti e attrezzature purché siano nuovi di fabbrica e strettamente funzionali alla realizzazione del tuo progetto, ma anche programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo degli impianti e delle attrezzature.

    Quali spese possono essere agevolate con questo bando?

    Se gli investimenti che vuoi portare avanti hanno come obiettivo quello di ridurre i costi e aumentare il livello qualitativo dei tuoi prodotti, passando attraverso la  del processo produttivo, Macchinari Innovativi è una agevolazione da non perdere!

    Per permetterti di capire meglio quali tipologie di spese, riferibili all’area tematica “Fabbrica Intelligente”, potrai agevolare ti faccio qualche esempio specifico:

    • sistemi e modelli industriali per la produzione di prodotti personalizzati ad alto valore aggiunto, come ad esempio l’utilizzo della tecnologia per la costruzione di prototipi in 3D attraverso l’uso di specifici software e hardware;
    • sistemi in grado di rendere più sostenibili i processi produttivi, tra cui figurano le tecnologie per la gestione dell’end-of-life e riciclo di prodotti a fine ciclo vita e scarti di produzione, con particolare riguardo al riuso di componentistica e materiali hi-tech;
    •  che permettano alle persone e alle macchine di cooperare sinergicamente, condividendo attività in modo efficiente e sicuro, che includono tutta una serie di strumenti volti a favorire l’interazione avanzata uomo/macchina;
    • sistemi produttivi che consentano di minimizzare i costi e migliorare la produttività e la qualità del prodotto, quali ad esempio “design for efficiency” e “design for recycling”; e impianti diretti alla “zero defect manufacturing”.

    Che tipo di agevolazione viene concessa con il bando Macchinari Innovativi?

    Il contributo a fondo perduto del bando Macchinari Innovativi del MiSE, è rappresentato da un mix di agevolazioni, una parte concessa sotto forma di contributo in conto impianti e l’altra sotto forma di finanziamento agevolato, calcolato in relazione alla dimensione dell’impresa.

    • Se la tua è una micro o piccola impresa, avrai diritto ad un contributo in conto impianti pari al 35% e un  agevolato pari al 40%.
    • Se la tua è, invece, un’impresa di media dimensione potrai ricevere un contributo in conto impianti pari al 25% e un finanziamento agevolato pari al 50%.

    In entrambi i casi però il totale del contributo concesso non può superare il 75% delle spese ritenute ammissibili.

    Quali sono le modalità di presentazione delle domande per il bando Macchinari Innovativi?

    L’iter di presentazione della domanda di accesso al  bando Macchinari Innovativi del MiSE è articolato in tre fasi principali.

    Vediamo insieme nel dettaglio cosa dovrai fare durante ciascuna fase.

    La prima fase, che ha inizio alle ore 10.00 del 9 gennaio 2019, è necessaria per verificare se la tua CNS (Carta nazionale dei servizi) e la tua PEC (posta elettronica certificata) sono correttamente funzionanti, nonché per accertarti del fatto che il soggetto che presenterà la domanda di accesso all’agevolazione sia in possesso dei poteri di firma necessari.

    La seconda fase è quella relativa alla vera e propria compilazione della domanda ed ha inizio alle ore 10.00 del 15 gennaio 2019. In tale
    fase dovrai accedere al portale informatico per compilare e caricare la domanda di accesso all’agevolazione Macchinari Innovativi. Al termine della procedura di caricamento della domanda, verrà generato automaticamente il “codice di predisposizione domanda” necessario per il completamento della fase successiva.

    Durante la terza ed ultima fase, che ha inizio alle ore 10.00 del 29 gennaio 2019, dovrai inviare la domanda di accesso all’agevolazione Macchinari Innovativi immettendo sul portale informatico il  “codice di predisposizione domanda” generato durante la fase precedente.

    Il termine della procedura è segnato dal rilascio, da parte del sistema informatico, dell’attestazione di avvenuta presentazione della domanda.

    Se sei una azienda del Sud e sei alla ricerca di agevolazioni per l’acquisto di macchinari innovativi questo bando è sicuramente una occasione imperdibili per rinnovare la tua impresa e renderla maggiormente competitiva.

    Se vuoi finanziare la tua attività ricorda sempre di verificare prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi a cui puoi accedere, ed inizia subito ad utilizzare la finanza agevolata!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • ON – Oltre Nuove imprese a Tasso Zero: incentivi per giovani e donne

    ON – Oltre Nuove imprese a Tasso Zero: incentivi per giovani e donne

    Avviso: le ulteriori risorse stanziate sono esaurite. Rimane, tuttavia, la possibilità di presentare le domande fino a nuove comunicazioni. 

    Novità: Dopo l’ultimo esaurimento delle risorse finanziarie, dal 24 marzo, alle ore 12.00, riapre lo sportello “ON – Oltre Nuove Imprese a tasso zero” per la presentazione delle domande. Per conoscere ulteriori dettagli ti alleghiamo il  Decreto pubblicato dal Ministero dello sviluppo economico

    Lancia o sviluppa il tuo business con finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto. La copertura può arrivare fino al 90% per spese fino a 3 milioni di euro!

    Per chi?

    Gli incentivi previsti da ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero si rivolgono principalmente a due categorie distinte:

    • Micro e piccole imprese;
    • Persone fisiche che vogliono costituire una società.

    Scopriamo quali sono le caratteristiche richieste per accedere a Oltre Nuove imprese a Tasso zero!

    Micro e piccole imprese

    Le micro e piccole imprese (definite secondo la classificazione contenuta nell’Allegato I al Regolamento GBER) devono avere queste caratteristiche:

    Essere composte per almeno il 51% da giovani under 35 e da donne di tutte le età;
    Essere costituite da non più di 5 anni dalla domanda di agevolazione;
    Essere costituite in forma societaria;
    Essere iscritte al Registro delle Imprese.

    La percentuale del 51% si riferisce sia al numero di componenti donne e/giovani presenti nella compagine sociale, sia alle quote di capitale detenute.

    Facciamo un esempio: se parliamo di una società composta solo da un uomo over 35 e una donna/uomo under 35, questi non saranno ammessi al finanziamento. Per accedere agli incentivi, sarà richiesta una terza persona in possesso dei requisiti.

    Accedono, dunque, al finanziamento le imprese costituite entro i 5 anni precedenti con regole e modalità differenti a seconda che si tratti imprese costituite da non più di 3 anni, o da imprese costituite da almeno 3 anni e da non più di 5.

    Persone fisiche

    Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, con l’impegno di costituire la società dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni entro i termini indicati nella comunicazione di ammissione alle agevolazioni inviata dal Soggetto gestore ai sensi dell’articolo 8, comma 6 del Decreto menzionato precedentemente.

    Dovranno, quindi, far pervenire la documentazione necessaria che provi l’avvenuta costituzione dell’impresa e il possesso dei requisiti richiesti per l’accesso alle agevolazioni. Anche in questo caso, possesso dei requisiti dovrà essere dimostrato in data di presentazione della domanda di agevolazione.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo più nel dettaglio a cosa si applicano i finanziamenti a tasso zero e i contributi a fondo perduto per micro e piccole imprese e aspiranti imprenditori e quanto è possibile recuperare.

    Le imprese possono richiedere il finanziamento per realizzare nuove iniziative o ampliare, diversificare o trasformare le attività esistenti.

    La copertura delle spese ammissibili può arrivare al 90% da rimborsare in 10 anni. Il finanziamento non richiede garanzie in caso di progetti fino a 250 mila euro; è prevista, invece, la garanzia sotto forma di privilegio speciale per i progetti superiori a 250 mila euro.

    È sempre richiesta l’ipoteca per i progetti di investimento che prevedono l’acquisto di un immobile.

    I piani di impresa devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e devono essere conclusi entro 24 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

    Sono previste due linee di finanziamento diverse, a seconda che le imprese siano costituite da non più di 3 anni oppure da almeno 3 e non più di 5 anni.

    Vediamole subito insieme!

    Per le imprese costituite da non più di 3 anni

    Nel caso di imprese costituite da non più di 3 anni, si potranno presentare progetti di investimento fino a 1,5 milioni di euro per realizzare nuove iniziative o sviluppare attività esistenti nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo.

    Come abbiamo detto in precedenza, la copertura delle spese ammissibili può arrivare al 90% da rimborsare in 10 anni. Possono accedere ad un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto che non può superare il limite del 20% della spesa ammissibile.

    Le imprese possono richiedere anche un contributo per la copertura delle esigenze di capitale circolante collegate alle spese per materie prime e servizi necessari allo svolgimento dell’attività d’impresa, che può arrrivare fino al 20% delle spese di investimento.

    Ecco alcuni esempi di spese del piano d’impresa:

    • Opere murarie e assimilate (30% di investimento ammissibile);
    • Macchinari, impianti e attrezzature;
    • Programmi informatici e servizi per l’ICT;
    • Brevetti, licenze e marchi;
    • Consulenze specialistiche (5% investimento ammissibile);
    • Spese connesse alla stipula del contratto di finanziamento;
    • Spese per la costituzione della società.

    Per le imprese costituite tra i 3 e i 5 anni

    Le imprese costituite da almeno 3 anni e da non più di 5, invece, possono presentare progetti che prevedono spese per investimento fino a 3 milioni di euro per realizzare nuove iniziative o ampliare, diversificare o trasformare attività esistenti, nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo.

    In questo caso, le agevolazioni che consistono nel mix di tasso zero e fondo perduto, non possono superare superare il limite del 15% della spesa ammissibile.

    Alcuni esempi di spese del piano d’impresa:

    • Acquisto di immobili solo nel settore turistico (40% di investimento ammissibile);
    • Opere murarie e assimilate (30% di investimento ammissibile);
    • Macchinari, impianti e attrezzature;
    • Programmi informatici;
    • Brevetti, licenze e marchi.

    Esclusioni

    NON sono agevolabili le imprese:

    • nei cui confronti sia stata applicata la sanzione interdittiva
    • i cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile
    • che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
    • in liquidazione volontaria;
    • sottoposte a procedure concorsuali;
    • in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà (così come individuato all’articolo 2, punto 18, del Regolamento GBER).

    Come presentare la domanda?

    Come indicato nel Decreto direttoriale 16 marzo 2022, sarà possibile presentare domanda di agevolazione a partire dal 24 marzo 2022 (tutti i criteri di valutazione e attribuzione del punteggio sono definiti dalla Circolare direttoriale 20 aprile 2021, n. 135072)

    La domanda si presenta esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia.

    Lì troverai disponibile tutta la documentazione necessaria per presentare le nuove domande di finanziamento: facsimile di domanda, allegati richiesti, guide alla compilazione (modalità di presentazione, dettagli sugli incentivi e criteri di valutazione sono consultabili nella Circolare).

    L’iter di valutazione prevede due colloqui con Invitalia per verificare le competenze tecniche, organizzative e gestionali del team e la coerenza del progetto da finanziare al suo interno e in riferimento alle potenzialità del mercato.

    Sei interessato e vorresti ottenere le agevolazioni previste da ON- Oltre Nuove imprese a Tasso Zero? Clicca il pulsante arancione qui in basso e compila il nostro form!


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