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Categoria: Imprenditorialità

  • Agevolazioni apertura studio professionale: Come aprire il tuo studio con le agevolazioni pubbliche

    Agevolazioni apertura studio professionale e finanza agevolata per liberi professionisti: tutto quello che devi sapere se vuoi aprire il tuo studio utilizzando le agevolazioni pubbliche

    Aprire il proprio studio è l’obiettivo di ogni professionista. Tuttavia questa giusta ambizione può essere resa difficile soprattutto se a nutrirla è un un giovane che si è affacciato da poco sul mercato.

    Se questo è il tuo caso, sai bene quanto può essere complicato finanziare l’acquisto di strumentazione, arredi, software o far fronte alle spese per la ristrutturazione dei locali e l’adeguamento alle normative settoriali.

    Alcune professioni, poi, richiedono uno sforzo in termini di investimenti più elevato di altri. Avviare uno studio medico, uno studio dentistico o un ambulatorio veterinario, ad esempio, può essere molto oneroso. Basti pensare al costo per l’acquisto dei macchinari biomedicali e di tutta la strumentazione necessaria per effettuare l’attività.

    Eppure… forse non sapevi che dal 2017 anche i liberi professionisti, come medici, veterinari e dentisti possono accedere alle agevolazioni pubbliche, in particolare i fondi strutturali.

    La legge di stabilità, infatti, ha equiparato i liberi professionisti alle piccole e medie imprese. Infatti, è stata data la possibilità, anche ai titolari di partita iva, di richiedere agevolazioni e contributi pubblici.

    Qualche esempio?

    Poniamo il caso che tu sia un giovane dentista e voglia metterti in proprio.

    Dovrai: affittare lo studio, effettuare i lavori di ristrutturazione dei locali, comprare gli arredi per la sala d’attesa, acquistare la strumentazione ed il mobilio necessari. Si va dalle cappe aspiranti alla strumentazione per la sterilizzazione. Senza considerare il costo per i materiali e le poltrone, le lampade scialitiche, la strumentazione radiografica…

    Insomma, una spesa non indifferente, che dal 2017 può essere finanziata grazie ad agevolazioni nazionali e regionali. Ad esempio il Fondo di Garanzia per le PMI, la Nuova Sabatini – beni strumentali e altre linee agevolative nazionali o regionali, come Resto al Sud, Oltre Nuove Imprese a Tasso zero o il Microcredito.

    fondo di garanzia pmi
    Le migliori agevolazioni per aprire uno studio professionale

    Vuoi sapere quali sono i vantaggi offerti da queste agevolazioni?

    Fondo di Garanzia e Nuova Sabatini

    Ti faccio solo qualche esempio, attraverso la garanzia del Fondo Centrale per le PMI potrai abbattere nettamente l’incidenza delle fidejussioni personali che devi rilasciare in relazione a un finanziamento bancario.

    Grazie alla Nuova Sabatini, invece, potrai beneficiare di un contributo a fondo perduto che ti permetterà di ridurre al minimo l’impatto degli interessi. Infatti la Nuova Sabatini è un’agevolazione associata a una richiesta di finanziamento di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro e la cui finalità sia l’acquisto di beni strumentali all’attività d’impresa. Essa permette di ridurre gli interessi dovuti per il finanziamento, con riduzioni particolarmente vantaggiose per investimenti tecnologici rientranti nel piano Industria 4.0 o per investimenti green. 

    Inoltre, se sei una donna professionista di qualsiasi età, per te è disponibile la sezione speciale del Fondo di Garanzia per le imprese femminili ed una serie di linee di credito agevolate. Puoi saperne di più leggendo questo post!

    Resto al Sud per liberi professionisti

    Resto al Sud è una delle agevolazioni più interessanti e conosciute per avviare e sviluppare nuove attività nelle regioni del Sud da parte di under 56 . Quello che non tutti sanno è che questa agevolazione, nel tempo, ha subito una serie di modifiche che hanno comportato l’apertura sia ai liberi professionisti che ad altre zone dell’Italia, in particolare i 146 comuni del cratere sismico del centro Italia (Abruzzo, Lazio e Marche) e alle isole minori, marine, lagunari e lacustri, del Centro-Nord. 

    Resto al Sud copre il 100% delle spese ammissibili con un mix di agevolazioni:

    • 50% di contributo a fondo perduto
    • 50% di finanziamento bancario a tasso zero, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. 
     

    Un professionista può richiedere fino a 60.000 euro, con la possibilità di ricevere, una colta completato il programma, un ulteriore contributo a fondo perduto di 15.000 euro.

    Per poter accedere è necessario che il libero professionista non risulti titolare di partita Iva nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui si fa richiesta.

    Microcredito imprenditoriale

    Il Microcredito è uno strumento rivolto a chi intende avviare o potenziare un’attività di microimpresa o di lavoro autonomo e/o che ha difficoltà di accesso al normale credito bancario. E’ una buona opportunità per avviare un piccolo studio, perché e si rivolge anche, tra gli altri, ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA da non più di 5 anni e con massimo cinque dipendenti.

    Il Microcredito permette di richiedere un mutuo chirografario fino a 40.000 euro, destinato a:

    • Acquisto di beni e materie prime, o  servizi connessi all’attività;

    • Pagamento di retribuzioni di nuovi dipendenti soci lavoratori;

    • Sostenimento dei costi per corsi di formazione aziendale;

    • Ripristino capitale circolante;

    • Operazioni di liquidità.

    Nel caso in cui si risulti puntuali con il pagamento delle rate e il progetto finanziato sia in linea con gli obiettivi previsti, è anche possibile ottenere ulteriori 10.000 euro.

    La durata massima del finanziamento è di 84 mesi, incluso l’eventuale preammortamento. Il Fondo di Garanzia potrà garantire l’80% dell’importo finanziato, ma la banca potrà richiedere garanzie personali (non reali) sulla parte non non coperta dalla garanzia pubblica. 

    ON Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero

    “ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero” è l’incentivo per i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori (anche per chi vuole aprire uno studio professionale!). 

    Le agevolazioni sono valide in tutta Italia e prevedono un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto per progetti d’impresa con spese fino a 3 milioni di euro, che può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili.

    Le imprese possono richiedere il finanziamento per realizzare nuove iniziative o ampliare, diversificare o trasformare le attività esistenti. La copertura delle spese ammissibili può arrivare al 90% da rimborsare in 10 anni.

    Non sono richieste garanzie in caso di finanziamenti inferiori a 250 mila euro; è prevista invece la garanzia sotto forma di privilegio speciale per i finanziamenti superiori a 250 mila euro È sempre richiesta l’ipoteca per i progetti di investimento che prevedono l’acquisto di un immobile.

    Alcuni esempi di spese del piano d’impresa:

    • Opere murarie e assimilate
    • Macchinari, impianti e attrezzature
    • Programmi informatici e servizi per l’ICT
    • Brevetti, licenze e marchi
    • Consulenze specialistiche
    • Spese connesse alla stipula del contratto di finanziamento
    • Spese per la costituzione della società

     

    Possono accedere al finanziamento le imprese costituite entro i 5 anni precedenti con regole e modalità differenti a seconda che si tratti imprese costituite da non più di 3 anni o da imprese costituite da almeno 3 anni e da non più di 5.

    Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, conl’impegno di costituire la società dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni

    Che aspetti ad esplorare tutte le opportunità offerte dalle agevolazioni regionali e nazionali per i liberi professionisti?

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  • Donne Innovazione e Impresa: contributi per le PMI femminili del Lazio

    Donne innovazione e impresa: cos’è?

    Donne innovazione e impresa è la nuova misura della Regione Lazio che promuove e valorizza l’imprenditoria femminile attraverso il sostegno e lo sviluppo delle MPMI, per favorirne i percorsi di innovazione aziendale.

    L’agevolazione mette a disposizione 5 milioni di euro da risorse del Programma FESR 2021-2027, e prevede contributi a fondo perduto per un importo massimo di 145mila euro per ciascun progetto presentato da imprese femminili per l’introduzione di innovazioni di prodotto o di processo aziendale. 

    Si tratta di una misura importante per lo sviluppo e la crescita delle imprese guidate da donne che sostiene l’adozione di innovazioni di prodotto, di processo e dell’organizzazione aziendale. Soprattutto in una regione come quella del Lazio, che vanta la maggiore concentrazione (40,5%) di imprese femminili costituite come società di persone, ed è primo tra le regioni per incidenza delle imprese femminili in forma di società di capitale con il 42,4%.

    L’obiettivo dell’agevolazione è quello di offrire alle imprese femminili l’opportunità di cogliere le occasioni offerte delle nuove tecnologie per affrontare le sfide lanciate dalla continua evoluzione dei mercati.

    Chi può presentare la domanda?

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere al Bando  “Donne, Innovazione e impresa”.

    Sono considerate ammissibili le imprese femminili che abbiano (al più tardi al momento della richiesta di erogazione a saldo) una sede operativa nel Lazio in cui si svolge l’attività imprenditoriale oggetto del Progetto di Innovazione Azienzale, e nello specifico: 

    • la lavoratrice autonoma
    • l’impresa individuale la cui titolare è una donna;
    • la società cooperativa; 
    • la società cooperativa, la società di persone o lo studio associato in cui il numero di donne socie o associate rappresenti almeno il 60% dei componenti della compagine sociale;
    • la società di capitale le cui quote di partecipazione siano possedute in misura non inferiore ai due terzi da donne e da imprese femminili e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne (in particolare, tale requisito aziendale dev’essere posseduto dall’impresa al momento della presentazione della domanda ed essere mantenuto per almeno tre anni dall’erogazione del contributo).

    A ciascuna PMI femminile può essere finanziato un unico progetto.

    Quali progetti possono essere agevolati?

    Ciascuna impresa femminile può presentare un solo progetto agevolabile riguardante la produzione di un bene o servizio nuovo o migliorato, che si differenzi in modo significativo rispetto a quelli già realizzati dall’impresa, ad esempio sul piano delle caratteristiche tecniche, dei componenti, dei materiali, del software incorporato, della facilità d’impiego, della semplificazione della procedura di utilizzo, della maggiore flessibilità o di altri elementi concernenti le prestazioni e le funzionalità. 

    Sono ammissibili le spese necessarie per la realizzazione del Progetto e in particolare:

    • a. spese per investimenti materiali;
    • b. spese dei canoni SaaS, IaaS e Paas sostenute per l’adozione di nuove soluzioni digitali;
    • c. spese per know how, servizi e consulenze nella misura massima del 20% delle precedenti voci a) e b);
    • d. spese per i costi del personale, generali e amministrativi, riconosciute nella misura forfettaria del 20% delle precedenti spese da rendicontare a), b) e c).

     

    Le spese da rendicontare di cui alle voci a), b) e c) non devono risultare inferiori a 50.000 euro e quindi il costo totale del progetto, comprensivo dei costi riconosciuti a forfait, non può risultare inferiore a 60.000 euro.

    I progetti devono essere conclusi e rendicontati entro 9 mesi dalla loro approvazione. 

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione è un contributo a fondo perduto, riconosciuto a titolo di de Minimis (Reg. (UE) 2023/2831) nella misura massima di 145.000 euro per singola PMI e con una percentuale sulle spese ammissibili dal 40% al 60%

    L’erogazione avviene a saldo in un’unica soluzione.

    Come presentare la domanda?

    L’avvio ad istruttoria dei progetti avviene mediante una graduatoria determinata sulla base dei criteri oggettivi di seguito riportati e inizialmente formata sulla base dei punteggi calcolati dalle medesime PMI femminili partecipanti. 

    Le imprese interessate possono presentare domanda online, tramite la piattaforma GeCoWEB Plus di Lazio Innova, dalle 12 del 23 aprile e fino alle 17 del 12 giugno 2024.

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  • Che cos’è la finanza agevolata: i 5 concetti chiave che devi conoscere per utilizzarla

    La finanza agevolata for dummies

    Se stai leggendo questo post, sarai sicuramente alla ricerca di informazioni sulla finanza agevolata e su come bandi, agevolazioni e contributi pubblici, possano essere di supporto alla tua attività.

    Cos’è la finanza agevolata?

    Del termine finanza agevolata non esiste una definizione univoca: ti basterà pensare che per ora non esiste nemmeno una pagina dedicata su Wikipedia. Sul web, infatti, si possono trovare una serie di definizioni, ma nessuna di queste è considerabile ufficiale. Allora cos’è la finanza agevolata?

    Tuttavia, possiamo riferirci alla finanza agevolata come a tutti quegli interventi disposti dal legislatore nazionale, regionale o comunitario, che hanno come obiettivo quello di mettere a disposizione delle imprese strumenti finanziari a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato, per favorire lo sviluppo di nuovi progetti, la realizzazione di nuovi investimenti o l’assunzione di nuovo personale.

    La finanza agevolata, ha come obiettivo, dunque, quello di favorire lo sviluppo del tessuto imprenditoriale nazionale, incrementando la competitività delle imprese esistenti e la nascita di nuove realtà imprenditoriali.

    Per perseguire questo ambizioso obiettivo, la finanza agevolata si avvale di strumenti di varia natura: dai finanziamenti agevolati agli sgravi fiscali, dai contributi a fondo perduto alla garanzia del credito, fino agli strumenti di investimento nel capitale di rischio, che possono essere messi a disposizione delle imprese da soggetti diversi e con modalità differenti.

    Le fonti della finanza agevolata sono, infatti, differenti: si va dalla legislazione comunitaria, che mette a disposizione delle imprese, dei professionisti e degli aspiranti imprenditori, risorse attraverso i fondi diretti e indiretti, fino alla legislazione nazionale.

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    Che cos’è la finanza agevolata e perché devi conoscerla per far crescere la tua attività

    PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

    Il PNRR è sicuramente l’intervento di finanza agevolata più importante messo in atto negli ultimi anni. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è il programma di riforme ed investimenti presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU (220 miliardi di euro).

    Questi aiuti sono fondamentali per riparare i danni economici e sociali causati dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Il Piano nazionale stabilisce, quindi, come e dove saranno investiti, da qui fino al 2027, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e Pubblica Amministrazione attraverso importanti agevolazioni. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    Se vuoi approfondire il tema, ti consiglio di dare un’occhiata agli articoli del nostro blog dedicati al PNRR.

    I 5 concetti chiave

    Ora che sai cos’è la finanza agevolata, passiamo ad analizzare alcuni concetti e definizioni fondamentali che devi conoscere, e che torneranno utili quando vorrai partecipare ad un bando o ad un’agevolazione pubblica.

    1. Tipologia di contributo

    Quando si parla di contributi e agevolazioni alle imprese, quasi sempre si pensa soltanto ai contributi a fondo perduto. In realtà la finanza agevolata mette a disposizione delle imprese strumenti molti diversi, adatti a bisogni differenti. Vediamoli insieme!

    1. contributi a fondo perduto
    2. finanziamenti agevolati
    3.  del credito
    4. sgravi fiscali e contributivi
    5. strumenti di intervento nel 

    2. Tipo di beneficiario

    La maggior parte dei contributi pubblici comunitari, regionali e nazionali, è destinata alle Micro, Piccole e Medie imprese, le c.d. MPMI (di cui fanno parte anche i ), ma esistono numerose agevolazioni per startup innovative, aspiranti imprenditori, imprenditoria femminile e giovanile (sotto i 35 anni), che spesso beneficiano di fondi specifici.

    Quando ti trovi alle prese con un avviso pubblico ricorda sempre di leggere bene quali sono i beneficiari dell’agevolazione che ti interessa, per comprendere bene se rientri, o meno, tra i soggetti che possono effettivamente accedere al bando.

    Per sapere se puoi partecipare, dovrai anche verificare se hai i requisiti giusti per farlo. Ad esempio dovrai appartenere alla classe Ateco prevista dal bando, o dovrai essere in regola con una serie di normative, tra cui il De Minimis, o quelle relative alla sicurezza dei lavoratori.

    Nella maggior parte dei casi, ad eccezione dei bandi per aspiranti imprenditori, la tua impresa dovrà essere attiva ed iscritta al Registro delle imprese.

    3. Codice Ateco

    La quasi totalità dei contributi pubblici prevede, quale requisito di accesso, quello di avere un codice Ateco ben specifico e indicato all’interno dell’Avviso pubblico.

    Per Codice Ateco si intendo il Codice di Attività Economica, ovvero quel codice numerico di 6 cifre che classifica in maniera univoca la tua impresa. Se hai dubbi circa il tuo codice Ateco, puoi verificarlo sulla tua visura camerale o chiederlo al tuo commercialista.

    Puoi trovare un elenco completo di tutti i codici Ateco sul sito dell’Istat.

    Dovrai essere ammissibile quindi in base ai requisiti richiesti dal bando (es. PMI, Startup o ATI, ecc…)

    4. Spese ammissibili

    Quando si parla di “spese ammissibili” si fa riferimento alle spese (ovvero ai costi ed agli investimenti) che possono essere agevolate da un bando o da un contributo pubblico.

    Non tutte le spese possono, infatti, essere oggetto di agevolazione: alcuni bandi ti aiuteranno ad acquistare macchinari o strumentazione per la tua attività, altri ti consentiranno di spesare le consulenze, alcuni (pochi) le spese di marketing, ed altri ancora le ristrutturazioni edilizie.

    Ricorda sempre che le spese ammissibili saranno sempre considerate al netto dell’IVA, e di verificare le percentuali di copertura delle spese che, non sempre, sono pari al 100%.

    5. Regime De Minimis

    Se hai letto un avviso pubblico ti sarai sicuramente imbattuto nella dicitura “Regime De Minimis“: con questa locuzione, si fa riferimento ad aiuti di piccola entità che possono essere erogati alle imprese, senza obbligo di notifica all’UE da parte dei Paesi membri.

    Si presuppone infatti, proprio per la limitatezza degli importi, che la concessione di tali aiuti non incida sulla concorrenza tra imprese all’interno dell’Unione.

    Perché è importante? Esistono diverse tipologie di Regolamenti a cui i bandi fanno riferimento, ognuno dei quali prevede delle soglie (o massimali) di aiuti concedibili alle imprese. Questo significa che se hai già ricevuto delle agevolazioni in passato, per poter ricevere una nuova agevolazione dovrai rientrare nei massimali previsti dal Regolamento a cui il bando si riferisce.

    Se vuoi saperne di più, e capire come funziona il massimale previsto da questo regolamento (e quanti regolamenti ci sono), ti consiglio vivamente di leggere il nostro approfondimento sugli aiuti in De Minimis.

    Bene, abbiamo visto insieme che cos’è la finanza agevolata e quali sono i concetti chiave da conoscere se ti stai approcciando per la prima volta a questo mondo… adesso non devi fare altro che trovare l’agevolazione giusta per la tua attività!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


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  • Fondo di Garanzia: Il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI

    Le Nuove Regole del Fondo di Garanzia 2025: CosaCambia per PMI e Mid-Cap

    Nel 2025, il Fondo di Garanzia per le PMI ha introdotto significative novità per facilitare l’accesso al credito delle imprese italiane, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207, commi 450-454).

    Principali novità

    • Riduzione della copertura per operazioni di liquidità: La garanzia per i finanziamenti destinati a esigenze di liquidità è stata uniformata al 50%, indipendentemente dal rating dell’impresa. Questa modifica si applica alle richieste deliberate a partire dal 1° gennaio 2025, nonché a quelle presentate prima di tale data ma non ancora deliberate.
    • Mantenimento della copertura per investimenti e start-up: Rimane invariata la garanzia all’80% per i finanziamenti finalizzati a programmi di investimento e per le start-up innovative, riconoscendo l’importanza di sostenere la crescita e l’innovazione nel tessuto imprenditoriale italiano.
    • Aumento dell’importo massimo per operazioni di importo ridotto: Per le richieste presentate da soggetti garanti autorizzati a certificare il merito di credito, l’importo massimo garantito è stato innalzato da 80.000 a 100.000 euro, ampliando le possibilità di accesso al credito per le piccole imprese.
    • Estensione della garanzia alle imprese mid-cap: Il Fondo di Garanzia è stato esteso alle imprese con un numero di dipendenti fino a 499, considerando eventuali relazioni di associazione o collegamento con altre imprese. Tuttavia, questa misura è subordinata all’autorizzazione preliminare della Commissione Europea.
    • Introduzione di un premio aggiuntivo per i soggetti finanziatori: I soggetti finanziatori sono tenuti a versare al Fondo di Garanzia, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di rilascio delle garanzie, un premio aggiuntivo rispetto a quello dovuto per la singola operazione. I criteri e le modalità di attuazione di questo premio saranno definiti da un successivo decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

    Queste modifiche mirano a rendere il Fondo di Garanzia uno strumento più efficiente e mirato, in grado di supportare le diverse esigenze finanziarie delle imprese italiane, favorendo investimenti e crescita sostenibile.

    Fondo Centrale di Garanzia per PMI: cos’è?

    Il Fondo Centrale di Garanzia per PMI è uno strumento istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con la Legge n. 662/96 (art. 2, comma 100, lettera a), ed è operativo dal 2000.

    Il suo scopo principale è quello di favorire l’accesso alle fonti finanziarie da parte delle piccole e medie imprese e liberi professionisti, tramite la concessione (post richiesta della garanzia del fondo) di una garanzia pubblica che si affianca, e spesso si sostituisce, alle garanzie reali fornite dalle imprese.

    La garanzia costituisce per le banche una mitigazione del rischio di credito. Per questo, risulta molto utile per le imprese utilizzarla per migliorare le variabili di accesso al credito (condizioni contrattuali relative al rapporto di finanziamento: prezzo del credito, durata, importo etc.).

    Con il Fondo Centrale di Garanzia, l’Unione Europea e lo Stato Italiano affiancano le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario, perché non dispongono di sufficienti garanzie.

    La garanzia pubblica, in pratica, sostituisce le costose garanzie normalmente richieste per ottenere un finanziamento.

    Nel corso degli anni, sono state modificate le modalità operative del Fondo di garanzia semplificando le procedure, aumentando le coperture e ampliando la platea dei beneficiari, in seguito alla riforma del fondo di garanzia.

    In particolare, dal 1° gennaio 2024 e per i successivi 12 mesi, sono in vigore le nuove regole previste dal DL Anticipi (DL 145/2023, convertito con modificazioni dalla L. 191/2023), alle quali facciamo riferimento in questo articolo.

    Chi può accedere alla garanzia del Fondo?

    Possono essere garantite dal Fondo Centrale di Garanzia per PMI le imprese di micro, piccole o medie dimensioni (PMI), iscritte al Registro delle Imprese, i liberi professionisti titolari di P. Iva, ma anche le imprese femminili e le Startup (intese sia come startup innovative sia come “non innovative”).

    La nuova normativa include inoltre anche le small MidCap, ovvero imprese con un numero di addetti compreso tra le 250 e le 499 unità, e gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). Gli enti non iscritti al RUNTS avranno comunque la possibilità di accedere a una sezione speciale del Fondo, che deve però ancora essere istituita.

    È importante sapere che, per essere ammessi alla Garanzia del Fondo, è necessario effettuare una valutazione del rischio creditizio applicando un modello che tiene conto sia dei dati economico-finanziari, sia dei dati della Centrale Rischi. La valutazione comporta l’inserimento del richiedente in apposite fasce di rischio: chi rientra in fascia 5 non sarà ammissibile, ma alcune tipologie di imprese sono esentate dall’applicazione di questo modello di valutazione.

    Quali tipologie di operazioni garantisce?

    L’intervento è concesso su tutti i tipi di operazioni finalizzate all’attività di impresa, sia a breve sia a medio-lungo termine, con diverse coperture stabilite dalle disposizioni operative del Fondo e dall’attuale disciplina prevista per il 2024 dal Decreto Anticipi e che tengono conto della finalità del finanziamento, della tipologia di richiedente e della fascia di rating.

    Quali sono le percentuali di copertura?

    Attualmente, per tutto il 2024, per le garanzie dirette in favore delle PMI sono previste le seguenti percentuali di copertura per le operazioni finanziarie che rispettano i criteri di valutazione del merito:

    • 80% per tutte le operazioni di finanziamento con finalità di investimento e, nel caso di PMI attive da meno di 3 anni, per tutte le operazioni finanziarie che richiedono una domanda al fondo. Questa percentuale si applica anche nel caso di operazioni di importo ridotto, di microcredito, per richieste inerenti l’agevolazione Nuova Sabatini, per gli enti del Terzo Settore e per gli incubatori certificati
    • 60% per le aziende PMI che rientrano nelle fasce 3 e 4 del modello di valutazione e che intendono effettuare operazioni di liquidità
    • 55% per le aziende PMI che ricadono nelle fasce 1 e 2 del modello di valutazione, per operazioni di liquidità
    • 50% per operazioni di capitale di rischio

    Per le MidCap invece, la Garanzia è esclusa per operazioni finanziarie inerenti investimenti nel capitale di rischio, mentre per le altre operazioni le percentuali di copertura sono:

    • 40% per operazioni di investimento (per tutte le operazioni se si tratta di startup, startup innovative o incubatori certificati)
    • 30% per operazioni di liquidità, secondo il modello di valutazione del fondo.

    Qual è l’importo del finanziamento che posso chiedere?

    L’importo massimo garantito per singola impresa è pari a 5 milioni di euro. Tale importo deve essere considerato come importo complessivo, risultante anche da diverse operazioni finanziarie. È necessario precisare però che per le richieste di garanzia di imprese con importi garantiti eccedenti i 2,5 milioni che presentano richiesta a valere sui Regolamenti de minimis e di esenzione, l’istruttoria verrà attualmente sospesa in attesa dell’autorizzazione da parte della Commissione europea.

    Per gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS le operazioni finanziarie non possono eccedere l’importo di 60.000 euro ciascuna.

    I vantaggi del Fondo di Garanzia

    Il Fondo Centrale di Garanzia per PMI può portare benefici per tutti i soggetti coinvolti nell’operazione finanziaria. Ovviamente, porta dei vantaggi alle imprese che, avendo lo Stato che fa da garante, riescono ad ottenere più facilmente il finanziamento.

    Allo stesso tempo, beneficiano dell’operazione anche le banche che concederanno credito senza sopportare il rischio d’insolvenza: nel peggiore dei casi, la banca potrà rivalersi sul Fondo o nei confronti dello Stato.

    Qual è il costo della Garanzia del Fondo?

    Per le microimprese l’accesso è gratuito, mentre è prevista una commissione una tantum nelle seguenti misure di agevolazione:

    • 0,5% dell’importo garantito per le piccole imprese
    • 1% dell’importo garantito per le medie imprese
    • 1,25% dell’importo garantito per le small MidCap

    Chi è esonerato dall’applicazione del modello di valutazione?

    L’applicazione del modello di scoring è prevista solo nel caso in cui i soggetti beneficiari siano in possesso di due bilanci depositati o dichiarazioni fiscali presentate, per facilitare la modulistica.

    Sono inoltre esentati anche gli enti del Terzo Settore che risultino iscritti al RUNTS e al REA presso il Registro delle Imprese.

    Come si può presentare la domanda?

    L’impresa, o il libero professionista, non può inoltrare la domanda direttamente al Fondo Centrale di Garanzia per PMI.

    Deve rivolgersi ad una banca convenzionata per richiedere il finanziamento e, contestualmente, richiedere che sul finanziamento sia acquisita la garanzia diretta. Sarà la banca stessa ad occuparsi della domanda.

    Se vuoi sapere di più su quest’agevolazione, leggi i nostri approfondimenti su:

    Ti piacerebbe sapere se la tua impresa è realmente ammissibile a partecipare al Fondo di Garanzia?

    Clicca sul pulsante qui in basso, compila il form, e ti diremo se hai tutte le caratteristiche per poter accedere!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!


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  • Smart e Start di Invitalia – tutte le novità

    Crea o sviluppa la tua startup innovativa con un finanziamento a tasso zero e un contributo a fondo perduto.

    Cos’è Smart e Start Italia

    Smart e Start Italia è un bando gestito da Invitalia a sostegno della nascita e della crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico.

    L’agevolazione è concessa, su tutto il territorio nazionale, al fine di stimolare e promuovere una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica, e incoraggiare il rientro dei «cervelli» dall’estero.

    Smart&Start Italia prevede un  agevolato, senza interessi, per l’80% delle spese ammissibili; l’importo del finanziamento arriva fino al 90% nel caso in cui la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani under 35, oppure abbia almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca da non più di 6 anni, che lavora all’estero da almeno 3 anni svolgendo attività di ricerca o attività didattica e vuole rientrare in Italia. 

    E le opportunità non sono ancora finite: per le imprese del sud o del Cratere sismico del Centro Italia è previsto anche un contributo a  sul finanziamento agevolato, pari al 30% del finanziamento ricevuto: in pratica andrà restituito solo il 70% della cifra ottenuta a titolo di finanziamento!

    Sono finanziabili progetti con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.  

    C’è un’altra cosa importante da sapere: non ci sono scadenze o graduatorie: le domande vengono valutate entro 60 giorni, in base all’ordine cronologico di arrivo. Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi. E questo significa solo una cosa: non c’è tempo da perdere!

    Quali sono i requisiti per accedere a Smart e Start

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere a Smart&Start Italia. 

    Possono richiedere le agevolazioni le startup innovative di micro e piccola dimensione. Ma cosa si intende per “startup innovative”? Sono società di capitali che rispondono a determinati requisiti previsti dall’art. 25, comma 2 del DL 179/2012: per scoprire di cosa si tratta, leggi il nostro approfondimento sulle startup innovative.

    Torniamo ai requisiti di Smart e Start Italia: per accedere al finanziamento agevolato, le startup innovative devono:

    • essere costituite da non più di 5 anni al momento della presentazione della domanda;
    • essere iscritte all’apposita sezione del ;
    • avere sede legale e operativa nel territorio nazionale.

    Ma abbiamo detto che Smart and Start sostiene anche chi vuole lanciare una startup innovativa. Ecco perché gli incentivi possono essere richiesti anche da team di persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa”.

    Se la tua è una impresa straniera che si impegna a istituire almeno una sede sul territorio italiano, potrai richiedere anche per la tua attività tutti i vantaggi dell’incentivo! In questo caso, la disponibilità di almeno una sede operativa nel territorio nazionale deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni.

    Cosa finanzia Smart and Start?

    Smart&Start Italia è un bando interessante perché finanzia piani di impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, per acquistare beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale.

    Il progetto imprenditoriale che si desidera finanziare deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:

    • avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo;
    • essere orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
    • essere finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata

     

    Cerchiamo però di andare nel merito: quali sono le spese finanziabili da Smart & Start?

    1) Spese del piano d’impresa

    Sono anzitutto finanziabili le spese del piano d’impresa, ovvero gli investimenti per la tua attività: facciamo qualche esempio!

    • Componenti  e software
    • Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica
    • Brevetti, marchi e 
    • Certificazioni e conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa
    • Licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale e licenze relative all’utilizzo di software
    • Progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi
    • Consulenze specialistiche tecnologiche
    • Costi salariali del personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori
    • Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa
    • Investimenti in marketing e web marketing

    Le spese del piano d’impresa devono essere sostenute nei 24 mesi successivi alla firma del contratto.

    2) Costi di funzionamento aziendale

    Potrai richiedere il finanziamento anche per i costi di funzionamento aziendale, come:

    • Materie prime
    • Servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa
    • Hosting e housing
    • Godimento beni di terzi

    Cosa vuoi di più… ? Non c’è dubbio: è un’occasione da non perdere per la tua startup! 

    Quali agevolazioni sono previste?

    Smart&Start Italia offre un finanziamento a tasso zero, che non richiede alcuna garanzia, con una copertura dell’80% delle spese ammissibili.

    Ma c’è una bella notizia: se la tua startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci è presente un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia, la percentuale di copertura può salire fino al 90%!

    Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, inoltre, possono godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo, e restituire così solo il 70% del finanziamento agevolato ricevuto.

    Il “Decreto Rilancio” del 20 maggio 2020 ha esteso il contributo a fondo perduto (il 30% del finanziamento concesso) anche alle startup innovative localizzate nel Cratere sismico del Centro Italia, ovvero nei 57 comuni interessati in provincia de L’Aquila, Teramo e Pescara.

    Il finanziamento va restituito in 10 anni a partire dal 12° mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuto.

    Tra i vantaggi previsti dall’incentivo Smart e Start, vi è anche un servizio di tutoraggio tecnico-gestionale riservato alle startup con meno di 12 mesi. Questo tutoraggio prevede una serie di servizi volti a rafforzare le competenze dei neo-imprenditori. 

    Per finire, come già accennato in precedenza, Smart&Start Italia prevede un’ulteriore, interessantissima opportunità.

    Infatti le startup già ammesse e nelle quali vengono realizzati investimenti in capitale di rischio,  possono chiedere di trasformare in fondo perduto una quota del mutuo se nella società vengono realizzati investimenti in capitale di rischio per almeno 80.000 euro, da parte di investitori terzi o dei soci stessi. Il valore del contributo sarà pari al 50% delle somme apportate e comunque entro il limite massimo del 50% del totale delle agevolazioni concesse alla startup stessa.

    È un bando a scadenza?

    Smart & Start Italia è una misura a sportello, le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo e non ci sono graduatorie.

    Le agevolazioni vengono concesse fino ad esaurimento dei fondi.

    Premialità Smart and Start

    Come se non bastasse, è previsto un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione per le iniziative che:

    • attivano collaborazioni con incubatori, acceleratori d’impresa, compresi gli innovation hub e gli organismi di ricerca
    • operano al Centro-Nord e realizzano piani di impresa al Sud
    • dispongono di un accordo di investimento con un investitore qualificato
    • dispongono del rating di legalità

    Le startup costituite da meno di un anno possono inoltre contare su servizi di tutoring tecnico-gestionale nella fase di avvio (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.).

    Come posso presentare la domanda per partecipare?

    Le domande possono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia

    Per richiedere le agevolazioni è necessario:

    • registrarsi ai servizi online di  indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario
    • una volta registrati, accedere all’area riservata per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e gli allegati

    Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC):

    • per le società già costituite: la domanda deve essere presentata dal rappresentante legale della società che la deve firmare digitalmente
    • per le società non costituite: la domanda deve essere presentata dalla persona fisica referente del progetto che la deve firmare digitalmente. Il referente del progetto deve essere uno dei futuri soci della società.

    Al termine di queste procedure, verrà assegnato un protocollo elettronico. Come abbiamo specificato all’inizio, non ci sono scadenze né graduatorie. Invitalia valuta le domande in base all’ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei fondi.

    La valutazione prevede una verifica formale e una valutazione di merito, compreso il colloquio con gli esperti di Invitalia, e si conclude in 60 giorni, salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se la tua startup innovativa e i tuoi progetti sono finanziabili o meno tramite Smart & Start Italia.

    Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!


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  • Fare Impresa in Sicilia: Bando 2023

    Che Cos’è il Bando FAInSicilia?

    Il Bando “FAre Impresa in Sicilia – FAInSicilia” rappresenta un’opportunità straordinaria per giovani e donne che desiderano avviare o sviluppare la propria attività imprenditoriale in Sicilia.

    Con un budget di 26 milioni di euro, il bando offre un contributo a fondo perduto per progetti innovativi. 

    Agevolazioni del Bando per Fare Impresa in Sicilia

    L’agevolazione finanzia con un contributo a fondo perduto fino al 90% progetti imprenditoriali di nuove imprese femminili o giovanili, di importo compreso tra 50.000 euro e 300.000 euro

    Chi Può Beneficiare del Bando Fare Impresa Sicilia?

    L’agevolazione è rivolta a giovani o donne che devono avviare la loro attività o che l’abbiano avviata da meno di 36 mesi. Più in particolare, possono accedere al bando FAInSicilia:

    • giovani di età compresa tra i 18 e i 45 anni e/o donne di qualsiasi età, già residenti in Sicilia o che comunque si impegnino a trasferire la propria residenza sull’isola, intenzionati a costituirsi in forma di impresa individuale o di società (anche cooperativa)
    • Micro e piccole imprese con sede in Sicilia (o che si impegnino ad aprirla), che siano attive da non più di 36 mesi e che siano costituite da persone fisiche di età compresa tra i 18 e i 45 anni o che siano donne. In caso di società, la compagine sociale deve essere composta in maggioranza da persone fisiche che rispettino questi requisiti e che detengano almeno il 51% del capitale sociale. Le persone giuridiche non possono detenere più di un terzo del capitale sociale.

     

    Sono ammissibili quasi tutti i settori, con l’esclusione della pesca e dell’acquacoltura, della produzione primaria di prodotti agricoli, dei trasporti e delle costruzioni, dell’estrazione di minerali e delle attività connesse all’esportazione.

    Quali progetti e spese vengono finanziati?

    I progetti imprenditoriali che possono essere finanziati devono riguardare almeno una delle seguenti finalità:

    • la fornitura di nuovi prodotti e/o servizi al mercato, ovvero la combinazione di prodotti e/o servizi in grado di differenziare l’impresa sul mercato rispetto ai concorrenti; 
    • l’introduzione di cambiamenti sui processi produttivi e/o di erogazione di servizi o parti di essi in grado di migliorarne l’efficienza e l’efficacia complessiva;
    • l’introduzione di prodotti, servizi e/o processi che generano come effetto l’ampliamento a nuovi target di consumatori o di utenza; 
    • la capacità di soddisfare bisogni culturali, sociali e sociosanitari, in modo più efficace rispetto alle alternative esistenti;
    • la valorizzazione di attività di ricerca e sviluppo.

     

    All’interno di questi ambiti, le spese ammissibili riguardano:

    • Opere edili di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria, nel limite massimo del 30% dei costi ammissibili (40% nel caso di alberghi e strutture simili, ristoranti e bar);
    • macchinari, impianti tecnologici, attrezzature e arredi, purché siano nuovi di fabbrica e funzionali all’attività di impresa
    • software e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione, entro il limite del 15% dell’importo totale del programma di spesa;
    • formazione specialistica per il personale coinvolto nell’attuazione del progetto ed oneri professionali ascrivibili a professioni regolamentate (progettazione tecnica, direzione lavori, studi di fattibilità, elaborazione di calcoli statistici…) , entro il limite del 7% del totale dei costi ammissibili

    Presentazione della Domanda e Valutazione

    Le domande di ammissione all’agevolazione possono essere presentate dal 20 febbraio 2023 al 27 febbraio 2023, inviando tramite piattaforma informatica la domanda, il progetto imprenditoriale e i vari allegati richiesti.

    Qualora le risorse disponibili, pari a 26 milioni di euro, non fossero sufficienti a finanziare tutte le domande presentate, le domande passeranno alla fase istruttoria sulla base della posizione assunta in un elenco che terrà conto della percentuale di cofinanziamento privato, data dal rapporto tra il cofinanziamento privato e il costo totale lordo del programma di investimento.

     

    La fase istruttoria vera e propria terrà invece in considerazione i seguenti criteri:

     

    1. adeguatezza e coerenza delle competenze possedute dal soggetto proponente o dai relativi soci rispetto alla specifica attività prevista dal progetto imprenditoriale (max. 12 punti);
    2. capacità di presidiare gli aspetti del processo tecnico-produttivo e organizzativo (max. 4 punti); 
    3. potenzialità del mercato di riferimento, vantaggio competitivo dell’iniziativa e relative strategie di marketing (max. 4 punti); 
    4. fattibilità e sostenibilità tecnica e qualità economico-finanziaria dell’iniziativa in termini di economicità della proposta, adeguatezza e sostenibilità del business plan e prospettive di crescita dell’impresa (max. 10 punti); 
    5. contributo allo sviluppo sostenibile (nuove attività di impresa delle filiere della green e della blue economy) (max. 2 punti); 
    6. contributo alla transizione digitale (max. 2 punti).

     

    Sono inoltre previste premialità aggiuntive di 5 punti ciascuna per i progetti presentati da startup innovative (anche costituende) e per progetti legati a un’attività economica che sia coerente con almeno una delle Traiettorie previste dagli Ambiti di Specializzazione intelligente della S3 Sicilia 2021-2023.

    È comunque necessario raggiungere un punteggio almeno pari a 20.

    Giovani e donne siciliani, siete pronti a far decollare la vostra attività?

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  • Bonus Regione Lazio 2024 2025: Voucher Internazionalizzazione PMI

    Se sei una piccola o media impresa del Lazio e stai pensando di far conoscere i tuoi prodotti o servizi oltre i confini italiani, questo è il momento giusto per agire. Con il nuovo bonus Regione Lazio 2024 2025, puoi ricevere un contributo a fondo perduto per partecipare a fiere internazionali e avviare o rafforzare il tuo percorso di internazionalizzazione. Ma attenzione: il tempo stringe e le opportunità non aspettano!

    Cos’è il Voucher Internazionalizzazione PMI della Regione Lazio 2025

    Il Bonus Regione Lazio 2024 2025 (Voucher Internazionalizzazione) è un’agevolazione prevista nell’ambito del PR FESR Lazio 2021-2027, che sostiene la partecipazione a fiere internazionali delle PMI regionali e mira a favorirne i processi di internazionalizzazione. L’obiettivo? Semplice e ambizioso: ampliarne l’accesso ai mercati esteri, aiutando le imprese a promuoversi all’estero, rafforzare il proprio business e sviluppare nuove relazioni commerciali.

    La Spinta Verso i Mercati Esteri: 5 Milioni di Euro con il Bonus Regione Lazio 2024 2025

    Il programma prevede una dotazione finanziaria pari a 5 milioni di euro, stanziati dalla Regione Lazio per incentivare la partecipazione delle PMI del Lazio a fiere internazionali, in Italia e all’estero. L’avviso sul BUR Lazio rappresenta un’opportunità concreta per ogni beneficiario che vuole investire nel proprio futuro imprenditoriale, rafforzare la propria presenza internazionale. L’agevolazione ha l’obiettivo di spingere le PMI regionali su nuovi mercati esteri e favorirne i processi di internazionalizzazione.

    A Quanto Ammonta il Bonus Concesso

    Il contributo, previsto dal Bonus Regione Lazio 2024 2025,  deve promuovere l’attività imprenditoriale e viene riconosciuto a fondo perduto per un importo pari a 15.240 euro per ciascuna singola fiera internazionale.

    Questo importo è composto da:

    • 12.700 euro come quota fissa per la partecipazione;
    • un 20% aggiuntivo, calcolato automaticamente dalla piattaforma GeCoWEB Plus, per coprire i costi diretti del personale coinvolto.

     

    Ciascuna PMI può presentare un solo progetto, per partecipare a fino a tre fiere internazionali oggetto del contributo, a condizione che queste inizino dopo la data di pubblicazione e si concludano entro il 31 dicembre 2025.

    In totale, il contributo concedibile è pari a 45.720 euro.

    Chi può essere beneficiario: requisiti per farsi ammettere

    Possono essere ammesse al Bonus Regione Lazio 2024 2025 tutte le imprese con almeno una sede o più sedi operative ubicate nel Lazio e in possesso dei seguenti requisiti:

    • Iscrizione al Registro delle Imprese italiano;
    • Regolarità contributiva tramite DURC;
    • Settori non esclusi (sono escluse ad esempio agricoltura primaria, gioco d’azzardo, nucleare, ecc.);
    • Partecipazione in forma singola, con proprio spazio espositivo fisico.

     

    I requisiti devono restare validi fino alla data della concessione del contributo.

    Le sedi operative nel Lazio possono essere attivate anche prima dell’erogazione, ma devono essere sedi operative localizzate nel territorio del Lazio.

    A Quali Fiere si Può Partecipare: Requisiti di Ammissibilità

    Per ottenere il contributo, previsto dal Bonus Regione Lazio 2024 2025, le fiere internazionali oggetto del contributo devono rispettare precisi criteri.

    Nello specifico:

    • Se la fiera si svolge in Italia, deve essere inserita nel calendario manifestazioni fieristiche ufficiale pubblicato su Regioni.it;
    • Se la fiera si svolge in uno stato estero ed è censita nel sito TradeFairDates o, oppure non è ivi censita, deve comunque essere dimostrata la sua natura business-to-business e non rivolta ai consumatori finali.

     

    In ogni caso, la fiera internazionale a cui la PMI beneficiaria deve partecipare ad un evento che deve avere luogo dopo la data di pubblicazione del bando e concludersi entro il 31 dicembre 2025.

    Può essere finanziato un unico progetto di partecipazione.

    Presentazione della Domanda di Partecipazione alla Misura

    La presentazione della domanda al Bonus Regione Lazio 2024 2025 avviene esclusivamente online, tramite GeCoWEB Plus, seguendo queste tre fasi:

    1. Calcolo del punteggio (calcolato automaticamente dalla piattaforma);

    2. Compilazione del formulario, disponibile dal 28 novembre 2024 e fino alle ore 17:00 del 15 gennaio 2025;

    3. L’invio della domanda deve avvenire tramite PEC, secondo quanto previsto dall’avviso del Bonus Regione Lazio 2024 2025.

    Ogni beneficiario può presentare una sola domanda per il Bonus Regione Lazio 2024 2025: in caso di invii multipli, verrà considerata valida solo l’ultima.

    Le spese devono tutte iniziare successivamente alla presentazione della domanda.

     

    Documenti richiesti

    Per presentare domanda di partecipazione alle fiere internazionali oggetto del contributo previsto dal Bonus Regione Lazio 2024 2025, il beneficiario dovrà allegare:

    • Dichiarazione IVA 2023 (modello 2024);
    • Attestazione INPS di ottobre 2024 (campo “Forza Aziendale”);
    • Eventuali certificazioni (ambientali, di parità di genere);
    • Link al sito web aziendale in lingua straniera, se dichiarato.

     

    Come funziona la selezione: criteri di valutazione

    Le domande per il Bonus Regione Lazio 2024 2025 non sono valutate in ordine cronologico dalla data della domanda ma secondo una graduatoria, basata su questi punteggi:

    • Dimensione internazionale (max 40 punti);
    • Numero di addetti (max 25 punti);
    • Articolazione del progetto (max 15 punti);
    • Sito web multilingue, certificazioni, impresa giovanile (fino a 5 punti ciascuno).

     

    La selezione tiene conto della coerenza con l’attività imprenditoriale svolta della PMI.

    A parità di punteggio, prevale chi ottiene un punteggio migliore sui primi tre criteri.

    Come Avviene l’Erogazione del Contributo Richiesto

    Il contributo viene erogato in un’unica soluzione a saldo, previa presentazione entro due mesi dalla conclusione della fiera dei seguenti documenti:

    • DSAN che attesta la partecipazione e l’assenza di altri contributi;
    • Contratto con l’organizzatore della fiera;
    • Relazione descrittiva sull’attività promozionale svolta;
    • Documentazione fotografica o video con loghi UE, Italia e Regione Lazio.

     

    Lazio Innova ha fino a 80 giorni per validare la rendicontazione ed erogare il contributo.

     

    Revoche, rinunce e obblighi

    La revoca del contributo Bonus Regione Lazio 2024 2025 può avvenire nei casi di:

    • Mancata firma dell’atto di impegno;
    • Requisiti non più validi;
    • Dichiarazioni false;
    • Doppio finanziamento sulla stessa spesa;
    • Trasferimento dell’attività fuori dal Lazio entro 5 anni.

     

    I beneficiari del Bonus Regione Lazio 2024 2025 devono conservare la documentazione e rispettare le normative europee, incluso il principio DNSH.

    Perchè Richiedere il Bonus Regione Lazio 2024 2025

    Il contributo è pensato per favorire l’internazionalizzazione delle PMI beneficiarie e ampliarne l’accesso ai mercati esteri. In un contesto competitivo come quello attuale, partecipare a fiere internazionali è un investimento fondamentale.

    Con la guida di Trovabando, potrai accedere al bando con facilità e ricevere supporto operativo in ogni fase. Preparati per novembre 2024 e non lasciarti sfuggire questa occasione.

    Vuoi far crescere la tua impresa all’estero? Questa è la strada giusta. Il tuo viaggio può iniziare oggi.


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  • Voucher Innovation Manager MIMIT – Consulenza in Innovazione

    Fino a 40.000 euro per la trasformazione tecnologica e digitale grazie al Voucher Innovation Manager del MIMIT

    Voucher Innovation Manager MIMIT

    Il decreto direttoriale del 16 ottobre 2023 ha stabilito i termini e le modalità di partecipazione al bando Voucher Innovation Manager del MIMIT:

    • La predisposizione delle domande potrà avvenire dal 26 ottobre al 23 novembre 2023 
    • Il termine iniziale per l’invio delle domande di accesso è il 29 novembre 2023


    Il Voucher per Consulenza in Innovazione è una misura che intende supportare le MPMI e le reti d’ di tutto il territorio nazionale nei processi di trasformazione tecnologica e digitale.

    In pratica consiste in un contributo a fondo perduto riconosciuto a chi si avvale della consulenza specialistica di un Innovation Manager (manager dell’Innovazione) qualificato, inserendolo temporaneamente (ma per almeno 9 mesi) nella struttura operativa della propria attività.

    Ma chi è l’Innovation Manager?

    Il Manager per l’Innovazione, o Innovation Manager per gli anglofili, è un professionista iscritto nell’elenco dei manager per l’innovazione costituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tale professionista, ovviamente, deve rispondere a una serie di requisiti atti a garantire la sua effettiva preparazione e la sua professionalità.

    Quali sono i progetti ammissibili al Voucher Innovation Manager Mise?

    Grazie al Voucher per Consulenza in Innovazione è possibile coprire parte delle spese destinate al compenso del professionista che ti aiuterà a implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, ma anche a rinnovare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

    Per capirci meglio, l’Innovation Manager potrà aiutarti a trasformare la tua azienda in chiave tecnologica, affiancandoti durante la scelta e l’introduzione di specifiche tecnologie individuate dal bando Voucher Innovation Manager Mise (previste dal Piano nazionale impresa 4.0) individuate tra le seguenti:

    a. big data e analisi dei dati;

    b. cloud, fog e quantum computing;

    c. cyber security;

    d. integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei , anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale;

    e. simulazione e sistemi cyber-fisici;

    f. prototipazione rapida;

    g. sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e  (RA);

    h. robotica avanzata e collaborativa;

    i. interfaccia uomo-macchina;

    j. manifattura additiva e stampa tridimensionale;

    k. internet delle cose e delle macchine;

    l. integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;

    m. programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati;

    n. programmi di open innovation.

    In più, come già preannunciato, il consulente per la trasformazione digitale potrà rivoluzionare in meglio il tuo modo di lavorare rivedendo con te gli aspetti relativi all’organizzazione e alla gestione del tuo business, anche per quanto riguarda l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali attraverso:

    a. l’applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa;

    b. l’avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al Programma Elite, all’apertura del  a investitori indipendenti specializzati nel  o nel , all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale quali, a titolo esemplificativo, l’, l’invoice financing, l’emissione di minibond.

    Quanto posso ricevere con il Voucher Innovation Manager Mise?

    L’agevolazione Voucher Innovation Manager Mise, che come abbiamo visto consiste in un contributo a fondo perduto, viene erogata con intensità diverse a seconda della grandezza dell’impresa:

    • Per le Micro e Piccole imprese il contributo è pari al 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 40.000 euro
    • Per le Medie imprese il contributo pari al 30% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 25.000 euro
    • Infine, per le Reti di imprese è previsto un contributo del 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 80.000 euro.

    Come posso accedere al contributo Voucher Innovation Manager Mise?

    La presentazione della domanda per l’iscrizione dei Manager qualificati all’elenco del MiSE, prevede un iter che si articola in due fasi:

    • accesso alla procedura informatica e compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 12.00 del 26 ottobre 2023 e fino alle ore 12.00 del 23 novembre 2023;
    • invio della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dal 29 novembre 2023.

    Immaginiamo che le risorse disponibili (75 milioni di euro) si esauriranno molto rapidamente, quindi… Non c’è tempo da perdere!

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

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  • Trovabando si rinnova

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    Lo sappiamo tutti: la finanza agevolata è fondamentale per sostenere la crescita di ciascuna impresa

    Soprattutto dopo il Covid, con la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), tantissime risorse sono state messe a disposizione delle aziende per i loro futuri investimenti imprenditoriali.

    D’altro canto, anche i professionisti si sono attivati per supportare le imprese italiane ad ottenere tutte le opportunità del PNRR attraverso la finanza agevolata.

    Eppure… c’è un “ma”! 

    La finanza agevolata è un mondo davvero complicato.

    Tante imprese non riescono a trovare le agevolazioni compatibili con i loro progetti, ed i professionisti di finanza agevolata (commercialisti, consulenti) perdono tempo a gestire tutte il mare magnum di informazioni, bandi, scadenze e presentazioni delle domande. 

    La Mission di Trovabando

    L’obiettivo di Trovabando è semplificare l’accesso alla finanza agevolata per sbloccare gli investimenti ed aumentare l’occupazione nelle imprese.

    Proprio per questo abbiamo introdotto in piattaforma tantissime nuove funzionalità che semplificheranno ancor di più l’accesso alle agevolazioni per imprese e professionisti!

    Partecipa al nostro Webinar Gratuito del Nuovo Trovabando: “La Finanza agevolata semplice, innovativa e a portata di click” di Mercoledì 4 Ottobre alle ore 14.30.

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    Durante il live Webinar ti mostreremo le principali novità della piattaforma!

    Nuove funzionalità per le Imprese

    Scopriamone alcune insieme per le imprese:

    • l’indice di compatibilità progettuale: con la nuova piattaforma scoprirai quali delle agevolazioni disponibili per la tua impresa sono maggiormente compatibili con i progetti che intendi sviluppare 
    • le agevolazioni Europee: all’interno della tua area riservata avrai a disposizione un database delle agevolazioni Europee disponibili per la tua impresa per sviluppare i tuoi investimenti
    • la sezione Trova Professionista: Una volta individuati i bandi e le agevolazioni a cui puoi davvero accedere, potrai usare la feature “Trova Professionista” per individuare e scegliere i migliori consulenti del network Trovabando che possono accompagnarti durante tutto il percorso di richiesta e ottenimento dell’agevolazione

    Nuove funzionalità per i Professionisti 

    Ecco svelata qualche novità per i Professionisti

    • l’indice di compatibilità progettuale: con la nuova piattaforma scoprirai quali delle agevolazioni disponibili per la tua impresa cliente sono maggiormente compatibili con i progetti che intende sviluppare 
    • le agevolazioni Europee: all’interno della tua area riservata avrai a disposizione un database delle agevolazioni Europee disponibili per i tuoi clienti per sviluppare i loro investimenti
    • la personalizzazione dei report: con la nuova piattaforma potrai generare dei report personalizzati di agevolazioni disponibili per i tuoi clienti inserendo il logo del tuo studio, scegliendo un colore e inserendo una descrizione
    • la dashboard di data insight: in una sola pagina troverai tutte le informazioni importanti riguardanti l’attività di ciascun tuo cliente, le agevolazioni Nazionali ed Europee individuate per il tuo cliente e come sono distribuite a livello di compatibilità progettuale, il calendario con le scadenze principali, e molto altro ancora..

     

    Vuoi scoprire tutte le funzionalità e approfittare della PROMO LANCIO… ? 

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    Ti aspettiamo Mercoledì 4 Ottobre alle 14:30 al live webinar! 

    Ci vediamo lì!

    il team Trovabando

    PARLANE CON NOI
  • Sostegno per gli investimenti delle imprese del turismo

    Sostegno per gli investimenti delle imprese del turismo: di cosa si tratta?

    Sostegno per gli investimenti delle imprese del turismo” è un’agevolazione a sostegno della nascita e del rinnovo delle strutture turistiche dell’Emilia-Romagna.

    L’obiettivo della misura è quello di promuovere la competitività e la sostenibilità delle imprese turistiche dell’Emilia-Romagna che svolgono attività ricettive nonché l’attrattività dei territori e delle città in cui quelle attività sono localizzate. 

    Prevede un contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili per un importo non superiore a complessivi €200.000, o addirittura fino al 50% in caso di sussistenza di uno o più requisiti di premialità.

    Possono presentare domanda per questa agevolazione i gestori delle strutture ricettive, ed i proprietari non gestori di strutture turistiche.

    Le domande di contributo dovranno essere trasmesse alla Regione dalle ore 10.00 del giorno 6 giugno 2023 fino alle ore 13.00 del giorno 5 settembre 2023.

    A chi è rivolta l’agevolazione?

    Scopriamo allora quali sono i requisiti per poter accedere a questa agevolazione. 

    Possono richiedere i contributi i seguenti soggetti:

    • GESTORI: tutti i soggetti privati che, al momento della domanda, esercitino una delle seguenti attività in immobili o aree di loro proprietà (in caso di gestore proprietario) o di proprietà di terzi (nel caso di gestore non proprietario):
      • attività ricettiva alberghiera nelle strutture quali alberghi, residenze turistico alberghiere, condhotel;
      • attività ricettiva all’aria aperta nelle strutture quali campeggi, villaggi turistici, marina resort;

    • PROPRIETARI NON GESTORI: tutti i soggetti privati che, al momento della domanda, sono proprietari delle strutture nelle quali sono svolte attività di ricezione (anche se momentaneamente sospesa per lavori) e che intendono affittare o dare in disponibilità a imprese o soggetti terzi. In quest’ultimo ultimo caso, al momento della rendicontazione, l’attività dovrà essere effettivamente gestita ed aperta al pubblico.

     

    I soggetti di cui abbiamo parlato in precedenza devono possedere, al momento della presentazione della domanda di contributo, i seguenti requisiti soggettivi di ammissibilità:

    – devono possedere le dimensioni di micro, piccole e medie imprese;
    – devono essere regolarmente costituiti e iscritti nel Repertorio Economico Amministrativo (REA) tenuto dalle competenti CCIAA;
    – devono avere la sede legale o l’unità locale nel territorio della Regione Emilia-Romagna;
    – non devono trovarsi in stato di liquidazione giudiziale;
    – non devono essere destinatari di provvedimenti di decade.nza, di sospensione o di divieto 

    Cosa finanzia l’agevolazione?

    Si tratta un bando interessante perché finanzia: 

    • la realizzazione di nuove strutture ricettive in immobili esistenti, anche se oggetto di demolizione e ricostruzione;
    • la riqualificazione, ammodernamento, ampliamento delle strutture ricettive esistenti;
    • il rinnovo delle attrezzature e degli arredi;
    • l’offerta di nuovi servizi alla clientela e/o al loro miglioramento, tramite soluzioni
    • innovative e/o digitali attente anche agli aspetti di sostenibilità ambientale, sociale edi sicurezza.

     

    Gli interventi potranno essere avviati a partire dalla data del 1° gennaio 2023 e conclusi entro la data del 31 dicembre 2024. Pertanto, tutti i contratti e/o tutte le obbligazioni giuridicamente vincolanti – comprese le accettazioni di preventivi – strettamente funzionali e strumentali alla realizzazione del progetto proposto dovranno essere perfezionati all’interno del periodo sopra indicato.

    Da tenere in considerazione che gli interventi non dovranno essere stati materialmente completati o interamente attuati prima che sia stata presentata la domanda di contributo, e dovranno essere realizzati presso unità locali e/o immobili ubicati nel territorio della regione Emilia-Romagna.

    L’investimento complessivo per la realizzazione degli interventi proposti dovrà avere una dimensione finanziaria non inferiore a € 200.000 I.V.A. esclusa.

    TURISMO EMILIA ROMAGNA
    Sostegno per gli investimenti delle imprese del turismo

    Quali sono le spese ammissibili?

    Vediamo quindi nel dettaglio quali sono le spese che sono considerate ammissibili dalla misura:

    1. spese per opere edili, murarie e impiantistiche, finalizzate anche all’efficientamento energetico e idrico, comprese quelle per la progettazione e la direzione lavori che non potranno superare il 10% dei lavori complessivi;
    2. spese per l’acquisto di macchinari e attrezzature – anche nella forma del leasing – di finiture e arredi;
    3. spese per l’acquisto di dotazioni informatiche, hardware, software e relative licenze d’uso, servizi di cloud computing;
    4. spese per l’acquisizione di servizi di consulenza specializzata relativa agli interventi di digitalizzazione e di sostenibilità ambientale eventualmente previsti nel progetto e/o finalizzata all’acquisizione di certificazioni (tali spese sono riconosciute nel limite massimo del 20% della somma delle spese di cui alle lettere a + b + c);
    5. costi generali per la definizione e gestione del progetto

     

    Importante: le fatture relative ai progetti ammessi a finanziamento, per essere considerate ammissibili, devono essere emesse ed effettivamente pagate nel periodo ricompreso tra la data del 1° gennaio 2023 e la data del 31 marzo 2025, ovvero entro la data di presentazione della rendicontazione delle spese, se precedente, e devono comunque riferirsi alle attività e agli interventi svolti dal 1° gennaio 2023 ed entro il 31 dicembre 2024, salvo eventuali proroghe. 

    Quali agevolazioni sono previste?

    “Sostegno per gli investimenti delle imprese del turismo” offre un contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili per un importo non superiore a complessivi €200.000.

    Nel caso di più domande presentate dallo stesso soggetto e riferite a unità locali diverse, la somma complessiva dei contributi concedibili sulle domande presentate non potrà comunque superare la soglia massima di contributo di euro 200.000.

    C’è un’altra buona notizia: il contributo a fondo perduto sarà concesso nella misura del 50% della spesa ammessa in presenza, al momento della domanda, di uno o più dei seguenti requisiti di premialità: 

    – nel caso in cui i progetti proposti abbiano una ricaduta positiva effettiva in termini di incremento occupazionale a tempo indeterminato e stabile;
    – qualora l’attività di impresa del richiedente sia caratterizzata dalla rilevanza della presenza femminile e/o giovanile;
    – nel caso in cui gli interventi contenuti nel progetto prevedano il recupero dei materiali e la conseguente riduzione della produzione di rifiuti;
    – nel caso in cui i soggetti proponenti, che abbiano un fatturato annuo pari o maggiore a 2 mln di €, siano in possesso, al momento della domanda, del rating di legalità;
    – nel caso in cui i soggetti proponenti i progetti operino, nelle aree montane o nelle aree interne dell’Emilia Romagna (allegato E del bando); 
    – nel caso in cui il progetto proposto preveda interventi documentati finalizzati a favorire l’accessibilità nelle strutture e ai servizi da parte dei soggetti disabili.

    Come puoi presentare la domanda?

    Le domande di contributo dovranno essere compilate, validate ed inviate alla Regione esclusivamente per via telematica, tramite l’applicazione web “SFINGE 2020”, le cui modalità di accesso e di utilizzo saranno rese disponibili sul sito internet della Regione al seguente indirizzo: http://fesr.regione.emilia-romagna.it, nella sezione dedicata al bando, secondo le modalità e con i documenti richiesti.

    Le domande di contributo dovranno essere trasmesse alla Regione dalle ore 10.00 del giorno 25 maggio 2023 alle ore 13.00 del giorno 5 settembre 2023. L’applicativo web SFINGE 2020 sarà reso disponibile a partire dalle ore 10.00 del giorno 19 maggio 2023 per la sola compilazione e validazione delle domande.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per capire se gli interventi che intendi realizzare nella struttura turistica o meno finanziabili tramite l’agevolazione. Naturalmente se vuoi saperne di più su questo bando, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!

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