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Categoria: Imprenditorialità

  • Cos’è il rating di legalità e perché dovresti richiederlo per la tua azienda

    Come richiedere e rinnovare il rating di legalità

    Sempre più bandi ed agevolazioni, nazionali e regionali, inseriscono il rating di legalità tra i criteri di premialità, ovvero quelle caratteristiche dell’impresa che influiscono positivamente nella procedura di valutazione per la concessione di un’agevolazione pubblica.

    In alcuni casi, anche se più raramente, è possibile trovarlo come requisito di partecipazione ai bandi.

    Ma nello specifico cos’è questo particolare tipo di rating di impresa?

    Il rating di legalità è un giudizio sintetico espresso utilizzando una scala composta da 1 a 3 stelle ed attribuito alle imprese per la concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, e di accesso al credito bancario.

    Il rating di legalità è tenuto in considerazione non solo dalle pubbliche amministrazioni per la concessione di agevolazioni, contributi e finanziamenti, ma anche dalle banche che lavorano abitualmente con le imprese.

    Se intendi richiedere un finanziamento per la tua impresa, e sei in possesso di rating di legalità, non dimenticare di comunicare alla banca di essere iscritto nell’elenco tenuto dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM).

    Se invece non sei ancora in possesso di questo particolare tipo di rating, prendi in considerazione l’idea di richiederlo: anche perchè il giudizio attribuito dall’AGCM viene tenuto in considerazione nella procedura di istruttoria del finanziamento richiesto e comporta una riduzione dei tempi e soprattutto dei costi per la concessione del finanziamento.

    Questo significa maggiore facilità di accesso al credito ed un costo più basso per accedere al finanziamento.

    Una buona notizia, non trovi?

    La mia impresa può richiedere il rating di legalità?

    Puoi richiedere il rating per la tua impresa (in forma individuale o collettiva) se:

    • ha una sede operativa in Italia
    • ha almeno due milioni di euro di fatturato
    • risulta iscritta nel Registro delle imprese da almeno due anni

    Chi rilascia il rating di legalità?

    Se hai tutti i requisiti per richiedere il rating, puoi fare richiesta scaricando l’apposito formulario, firmandolo digitalmente ed inviandolo via pec alla casella mail dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: agcm@pec.agcm.it

    Al link che ti abbiamo proposto, da cui scaricare il formulario, troverai anche le istruzioni per l’inoltro della domanda.

    Come rinnovare il rating di legalità?

    Ho ottenuto il rating di legalità… e adesso? Ricorda che il rating di legalità ha durata di due anni dal rilascio, e può essere rinnovato su richiesta.

    E tu, che aspetti a richiedere il rating di legalità?

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  • Finanziamenti startup innovative: la lista definitiva dei bandi e le agevolazioni da non perdere

    Finanziamenti startup innovative e altre agevolazioni: le occasioni da non perdere

    Agevolazioni startup innovative, non perdere quest’occasione!

    Le startup innovative sono particolari categorie di imprese di nuova costituzione, che sviluppano, producono e commercializzano prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Esse possiedono specifici requisiti e sono iscritte in una sezione apposita del Registro delle imprese, e sono spesso oggetto di misure agevolative dedicate, sia a livello nazionale che regionale.

    Vediamo insieme alcune tra le principali agevolazioni.

    Smart&Start Italia

    Tra i finanziamenti startup innovative, Smart&Start Italia è sicuramente uno dei più famosi.

    L’agevolazione, gestita da Invitalia, consente di finanziare programmi ad alto contenuto tecnologico, di importo compreso fra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, con un finanziamento a tasso zero, senza alcuna garanzia, a copertura dell’80% delle spese ammissibili.

    Questo bando startup innovative è valido su tutto il territorio nazionale, ma riserva un ulteriore vantaggio alle startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e a quelle localizzate nel Cratere sismico del Centro Italia, che riceveranno un contributo a fondo perduto pari al 30% del finanziamento ricevuto, restituendo quindi solo il 70% della somma erogata.

    Fondo Rilancio

    Il Fondo Rilancio di CDP si rivolge a  startup e PMI innovative che stiano per concludere o che abbiano recentemente concluso (a partire dal 19/12/2019) un round d’investimento con investitori regolamentati e/o qualificati.

    Il Fondo effettuerà un investimento massimo pari a quattro volte l’ammontare investito dagli investitori qualificati e/o regolamentati, con un limite massimo di 1 milione di euro per ciascuna operazione.

    L’investimento consiste in un “finanziamento convertendo”, cioè uno strumento di quasi equity consistente in un apporto, che non dà luogo a restituzione o rimborso, produttivo di interessi figurativi (tasso semplice annuo 5%) fino al momento della conversione e comunque non oltre il termine di 5 anni dall’esecuzione dell’apporto. Eventuali follow on saranno invece effettuati mediante investimenti in equity.

    Agevolazioni fiscali per investimenti in startup

    Incentivi fiscali De minimis

    L’incentivo fiscale in “de minimis” all’investimento in startup innovative e PMI innovative (art. 29 bis, D.L. 179/2012) consiste in una detrazione IRPEF del 50% per le persone fisiche che investono nel capitale di rischio di startup innovative o PMI innovative.

    Se l’investimento è realizzato in startup innovative, l’importo massimo agevolabile è di 100.000 euro per ciascun periodo di imposta e l’investimento dovrà essere mantenuto per almeno tre anni. Se l’investimento fosse maggiore, sulla parte eccedente i 100.000 euro sarà possibile beneficiare di un’altra agevolazione fiscale, ovvero la Detrazione Irpef ordinaria di cui parliamo qui sotto.

    L’investimento deve essere mantenuto per almeno tre anni. 

    Detrazione Irpef ordinaria

    La detrazione Irpef prevista all’art.29 del D.L. 179/2012 è pari al 30% delle somme investite nel capitale sociale di una o più Start up innovative, con un investimento massimo agevolabile per ciascun periodo di 1.000.000 euro per ogni investitore (limite valido per tutti gli investimenti).

    Anche in questo caso l’investimento deve essere mantenuto per almeno 3 anni, pena la decadenza dal beneficio e l’obbligo di restituire l’importo detratto e i relativi interessi legali. 

    Emilia Romagna: Bando per il sostegno allo sviluppo delle start up innovative

    Il bando si rivolge alle micro e piccole startup innovative ed è finalizzato al finanziamento di interventi per:

    • sviluppo produttivo di risultati di ricerca o di soluzioni tecnologiche derivanti da una o più tecnologie abilitanti;
    • messa a punto del modello di business;
    • adattamento di prodotti/servizi alle esigenze di potenziali clienti;
    • ingegnerizzazione di prototipi e piani di sviluppo industriale (scale-up);
    • apertura e/o sviluppo di mercati esteri.

    L’agevolazione prevede la concessione di un contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili e fino a 150.000 euro. 

    Particolare attenzione verrà riservata alle imprese operanti nei settori delle industrie culturali e creative e innovazione nei servizi e ai progetti focalizzati sugli ambiti tematici cross-settoriali dell’Energia pulita, sicura e accessibile, della Circular Economy e del Clima e Risorse Naturali (aria, acqua e territorio).

    Le domande possono essere presentate dalle ore 13 del 17 gennaio alle ore 13 del 17 febbraio 2023.

    Emilia Romagna: Fondo StartER

    Il Fondo StartER è un fondo rotativo tramite un finanziamento a tasso agevolato a copertura del 100% del progetto presentato, di cui il 70% erogato da risorse pubbliche ed il 30% messo a disposizione delle banche convenzionate.

    La durata del finanziamento è compresa tra 36 e 96 mesi e l’importo è compreso tra i 20.000 € e i 300.000 € a tasso zero per il 70%dell’importo ammesso, e ad un tasso convenzionato non superiore all’Euribor 6 mesi + 4,75% per il restante 30%.

    Inoltre, è previsto un contributo a fondo perduto dedicato a tutte le imprese aventi unità locale in uno dei comuni sede di estrazione di idrocarburi, fino ad un importo massimo pari a 30.000 €. Il contributo in ogni caso non può essere compreso nell’importo coperto dal finanziamento e non può superare il 30% dei costi ammessi.

    È possibile presentare la domanda dal 1° febbraio 2023, alle ore 11, fino al 22 marzo 2023. 

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  • Legge di bilancio 2023: agevolazioni e incentivi per imprese e professionisti

    Le migliori agevolazioni pubbliche per il nuovo anno

    La legge di bilancio 2023 agevolazioni imprese, chiamata comunemente anche legge di stabilità o, per semplicità, Legge di Bilancio 2023: è stata pubblicata da poco in Gazzetta Ufficiale, e prevede un gran numero di agevolazioni e contributi per imprese e professionisti, con alcune novità interessanti rispetto alla Legge di bilancio 2022. Dagli sgravi fiscali a quelli contributivi dedicati al mondo del lavoro, fino ai contributi a fondo perduto e a tasso agevolato, sono moltissime le agevolazioni proposte dalla nuova finanziaria.

    Leggi la nostra mini guida e scopri con noi le novità di finanza agevolata contenute nella Legge di Stabilità 2023.

    Credito di Imposta contro il caro energia della Legge di bilancio 2023

    Che la spesa energetica di imprese e famiglie italiane sia aumentata nell’ultimo anno non è una novità. Per questo la legge di bilancio ha previsto un pacchetto di interventi a contrasto del caro energia.

    La manovra prevede uno stanziamento di 21 miliardi di euro per queste misure, riconfermando i crediti di imposta per le imprese mirati a contrastare l’aumento dei costi di gas ed elettricità.

    È prevista dunque per i primi tre mesi dell’anno la cancellazione degli oneri impropri dalle bollette, e l’applicazione di nuovi crediti di imposta per le imprese. Per ciò che riguarda le aziende energivore e gasivore, cioè quelle che hanno un elevato consumo di energia e gas, il credito di imposta sale dal 40% al 45%.

    Per le imprese più piccole, ovvero attività di bar, ristoranti, ed esercizi commerciali, viene stabilito un aumento del credito di imposta sulle spese per le bollette dal 30% al 35%. Ricordiamo che l’intervento non riguarda solamente il credito di imposta, ma anche l’Iva.

    Legge di bilancio 2023: misure per le imprese

    La Legge di bilancio 2022 prevede anche una riconferma di alcune misure destinate alle imprese. Ricordiamo infatti le proroghe al 2023 dei seguenti interventi:

    • Nuova Sabatini 2023: vengono stanziati 150 milioni di euro per la proroga per rilanciare gli investimenti privati;
    • Fondo Garanzia PMI: viene rifinanziato per le operazioni finanziarie per l’attività di impresa portate avanti da un finanziatore, come una banca;
    • Bonus Ipo: prorogato il credito d’imposta per favorire la quotazione delle Pmi in Borsa;
    • Fondo per i lavoratori dello spettacolo: incremento di 60 milioni di euro per il 2023.

    Incentivi alle assunzioni della Legge di bilancio 2023

    La Legge di Bilancio 2023 introduce altresì degli incentivi per le assunzioni di personale dipendente. Se devi incrementare il numero di risorse all’interno della tua azienda, è questo il momento migliore per farlo.

    Vediamo subito tutte le agevolazioni nel dettaglio.

    Incentivo assunzioni percettori di Reddito di Cittadinanza

    Tutti i datori di lavoro privati che, a partire dal 1º gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, assumeranno percettori di reddito di cittadinanza con:

    1. contratto di lavoro a tempo indeterminato
    2. trasformazione di un contratto a tempo determinato in indeterminato

    Potranno ottenere, per un periodo massimo di 12 mesi, l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali (nel limite massimo di 8mila euro)

    Esonero assunzioni giovani under 26 e donne

    Ottime notizie anche per chi assume giovani under 26 e donne: tutti i datori di lavoro privati che, a partire dal 1º gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, assumeranno personale sotto i 26 anni e donne con:

    • contratto di lavoro a tempo indeterminato
    • trasformazione di un contratto a tempo determinato in indeterminato

    Potranno ottenere, per un periodo massimo di 18 mesi, l’esonero del 100% dei contributi previdenziali (nel limite massimo di 8mila euro)

    Se vuoi conoscere tutte le agevolazioni per assumere nuovo personale, ti consigliamo di dare un’occhiata al nostro articolo dedicato.

    Nuovi fondi per i lavoratori dello spettacolo

    Le novità non finiscono qui!

    È previsto per l’anno 2023 un incremento di 60 milioni di euro delle risorse del “Fondo per il sostegno economico temporaneo – SET” a favore dei lavoratori iscritti nel Fondo pensione lavoratori dello spettacolo.

    Sono previsti inoltre:

    • 6 milioni di euro per l’anno 2024
    • 8 milioni di euro per il 2025

    Se sei interessato a scoprire a quali agevolazioni puoi accedere, ricorda di cliccare sul pulsante che trovi alla fine di questo articolo per verificare tutti i bandi a cui puoi accedere davvero!


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  • Accordi per l’innovazione: cosa sono, procedura e domande

    Accordi innovazione apertura secondo sportello

    È finalmente in programma a gennaio 2023 l’apertura del secondo sportello relativo agli accordi per l’innovazione, con una dotazione finanziaria di ulteriori 500 milioni di euro a valere sul Fondo nazionale complementare al PNRR. 

    Ma cosa sono di preciso gli accordi per l’innovazione?

    Accordi per l’innovazione cosa sono?

    Gli accordi per l’innovazione sono, appunto, accordi che vengono sottoscritti tra le aziende proponenti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ed eventuali amministrazioni pubbliche interessate al cofinanziamento di specifici progetti. 

    La finalità è sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che possano innovare e sviluppare i livelli di competitività tecnologica, salvaguardare l’occupazione e accrescere la presenza di imprese estere nel territorio nazionale. Possono essere soggetti co-proponenti di un progetto congiunto anche gli Organismi di ricerca e, limitatamente ai progetti afferenti alle linee di intervento “Sistemi alimentari”, “Sistemi di bioinnovazione nella bioeconomia dell’Unione” e “Sistemi circolari anche le imprese agricole. Le imprese proponenti possono presentare progetti anche in forma congiunta tra loro, fino a un massimo di cinque soggetti co-proponenti.

    Chi sono i beneficiari?

    Possono beneficiare delle agevolazioni su accordi innovazione:

    1.  Le imprese che esercitano un’ attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi; un’ attività di trasporto per terra, per acqua o per aria ed anche le imprese artigiane;
    2. Le imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
    3. Le imprese che esercitano le attività ausiliarie in favore delle imprese di cui sopra;
    4. I Centri di ricerca.

    Quali sono i requisiti per richiedere i contributi?

    I soggetti beneficiari, alla data di presentazione della domanda di agevolazioni per accordi innovazione, devono possedere i seguenti requisiti:

    • Essere regolarmente costituiti in forma societaria ed iscritti nel Registro delle imprese; 
    • I soggetti non residenti nel territorio italiano devono avere una personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza; per tali soggetti, inoltre, fermo restando il possesso, alla data di presentazione della domanda di agevolazioni, degli ulteriori requisiti previsti dal bando, deve essere dimostrata, pena la decadenza dal beneficio, alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni la disponibilità di almeno una sede secondaria nel territorio nazionale oltre al rispetto di altri adempimenti;
    • Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria,
      non essere sottoposte a procedure concorsuali e non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà;
    • Trovarsi in regime di contabilità ordinaria ed avere almeno due bilanci approvati.

    Accordi per innovazione cosa finanzia?

    Sono ammissibili per il bando accordi innovazione i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito delle seguenti aree di intervento riferibili al secondo pilastro del programma quadro di ricerca e innovazione “Orizzonte Europa”:

    • Tecnologie di fabbricazione;
    • Tecnologie digitali fondamentali, comprese le tecnologie quantistiche;
    • Tecnologie abilitanti emergenti;
    • Materiali avanzati;
    • Intelligenza artificiale e robotica;
    • Industrie circolari;
    • Industria pulita a basse emissioni di carbonio;
    • Malattie rare e non trasmissibili;
    • Malattie infettive, comprese le malattie trascurate e legate alla povertà;
    • Strumenti, tecnologie e soluzioni digitali per la salute e l’assistenza, compresa la medicina personalizzata;
    • Impianti industriali nella transizione energetica;
    • Competitività industriale nel settore dei trasporti;
    • Mobilità e trasporti puliti, sicuri e accessibili;
    • Mobilità intelligente;
    • Stoccaggio dell’energia;
    • Sistemi alimentari;
    • Sistemi di bio-innovazione nella bioeconomia dell’Unione;
    • Sistemi circolari.

    I progetti per poter essere considerati ammissibili al bando accordi innovazione devono rispondere ad una serie di requisiti quali:

    1. Essere realizzati dai soggetti proponenti, nell’ambito di una o più delle proprie unità locali ubicate nel territorio nazionale;
    2. Riguardare una sola delle aree di intervento del Programma “Orizzonte Europa”;
    3. Prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 5.000.000;
    4. Essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni e comunque, pena la revoca, non oltre 3 mesi dalla data di sottoscrizione del decreto di concessione; 
    5. Avere una durata non inferiore a 18 mesi e non superiore a 36 mesi (in ogni caso, i progetti devono essere conclusi entro il 31 dicembre 2026);
    6. Qualora presentati congiuntamente da più soggetti, prevedere che ciascun proponente
      sostenga almeno il 10% dei costi complessivi ammissibili, se di grande dimensione, e almeno il 5% in tutti gli altri casi.

     

    Sono ammissibili al bando accordi innovazione le spese e i costi relativi a:

    1. Personale tecnico, ricercatori e altro ausiliario impiegato nell’attività di R&S, dipendente o in rapporto di collaborazione o titolare di assegno di ricerca (le spese del personale dipendente sono ammesse sulla base dei costi standard definiti dal decreto 24 gennaio 2018);
    2. Strumenti ed attrezzature di nuova fabbricazione, per quote di ammortamento nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;
    3. Servizi di consulenza e altri servizi utilizzati per l’attività del progetto, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how;
    4. Spese generali calcolati su base forfettaria nella misura del 25% dei costi diretti ammissibili al progetto;
    5. Materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto.

     

    Sono previsti dei criteri di valutazione a punteggio per determinare l’ammissibilità dei progetti.

    A quanto ammonta il contributo?

    Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo diretto alla spesa e, eventualmente, del finanziamento agevolato nei limiti delle intensità massime di aiuto.

    In particolare:

    • Il limite massimo dell’intensità d’aiuto delle agevolazioni concedibili è pari al 50% dei costi ammissibili di ricerca industriale e al 25% dei costi ammissibili di sviluppo sperimentale;
    • Il finanziamento agevolato, qualora richiesto, è concedibile esclusivamente alle imprese, nel limite del 20% del totale dei costi ammissibili di progetto.

    Come partecipare al bando?

    La domanda di agevolazione e la documentazione, per il bando accordi innovazione, devono essere redatte e presentate in via esclusivamente telematica dalle ore 10.00 alle ore 18.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal 31 gennaio 2023, utilizzando la procedura disponibile nel sito internet del Soggetto gestore (https://fondocrescitasostenibile.mcc.it) per la richiesta delle agevolazioni a valere sull’intervento “Decreto ministeriale 31 dicembre 2021. Accordi per l’innovazione”.

    Le regioni, le province autonome e le altre amministrazioni pubbliche interessate al sostegno delle iniziative di ricerca e sviluppo agevolabili, devono presentare, in via esclusivamente telematica alla Direzione generale per gli incentivi alle imprese del Ministero, all’indirizzo PEC dgiai.segreteria@pec.mise.gov.it, una manifestazione di interesse per la sottoscrizione di un Accordo quadro con il Ministero.

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  • Fondo Nuove Competenze: cos’è e come funziona

    ANPAL: Fondo Nuove Competenze

    Il Fondo Nuove Competenze si aggiunge ai tanti provvedimenti legislativi ed economici stabiliti a supporto delle imprese in un periodo di grandi mutamenti economici.

    L’obiettivo dell’agevolazione è offrire l’opportunità di acquisire nuove o maggiori competenze, sostenendo le imprese nel processo di adeguamento al mercato in continua evoluzione, soprattutto per garantire i livelli occupazionali in questo periodo di ripresa economica.

    Il Fondo Nuove Competenze (anche chiamato FNC) mira quindi alla riqualificazione dei lavoratori e, di conseguenza, all’aumento di produttività dei business.

    Al Fondo nuove competenze possono accedere tutte le imprese, di qualunque settore e dimensione, che vogliono rimodulare, in modo temporaneo, l’orario di lavoro dei propri dipendenti e utilizzare una parte delle ore per attività formative.

    Il FNC è gestito dall’ANPAL ed è finanziato con 1 miliardo di euro dal REACT-EU e 730 milioni di euro del decreto agosto.

    Cos’è il Fondo Nuove Competenze

    Il Fondo per le nuove competenze è un programma finanziato dal governo che fornisce contributi alle imprese e alle organizzazioni per la formazione dei lavoratori su nuove competenze. Il programma, come dicevamo, è stato progettato per aiutare le aziende e le organizzazioni a tenere il passo con l’economia e le richieste di forza lavoro in continua evoluzione.

    Questo strumento di politica attiva del lavoro istituito per contrastare gli effetti economici post Covid-19, è stato successivamente inserito tra gli interventi che, insieme al programma GOL e al sistema duale, completano il Piano Nazionale Nuove Competenze previsto nell’ambito del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (conosciuto come PNRR).

    Cosa finanzia il Fondo Nuove Competenze?

    Il FNC rimborsa il costo delle ore di lavoro destinate alla frequenza dei percorsi di formazione e di acquisizione delle competenze dei lavoratori.

    Ecco tutto ciò che devi sapere riguardo il rimborso:

    • la retribuzione oraria, al netto degli oneri, è finanziata dal FNC per un ammontare pari al 60% del totale (il calcolo della retribuzione oraria viene fatto a partire dalla retribuzione teorica mensile comunicata dal datore di lavoro all’INPS, moltiplicata per 12 mensilità e suddivisa per 1.720 ore considerate un tempo lavorativo annuo standard) che arriva fino al 100% in caso di accordi che prevedano una riduzione del normale orario di lavoro a parità di retribuzione complessiva (anche di natura sperimentale) per almeno un triennio in favore di tutti i lavoratori dell’azienda. Tali accordi devono prevedere una riduzione di almeno 1 ora del normale orario di lavoro settimanale.
    • gli oneri relativi ai contributi previdenziali e assistenziali delle ore destinate alla formazione sono rimborsati al 100%, inclusivi della quota a carico del lavoratore, al netto degli eventuali sgravi contributivi fruiti nel mese di approvazione dell’istanza di accesso al FNC.
    Fondo nuove competenze
    Didascalia lorem ipsum dolor sit, 2021

    Quali sono i requisiti per richiedere i contributi?

    Possono presentare istanza di ammissione ai contributi previsti dal FNC tutti i datori di lavoro privati, incluse le società a partecipazione pubblica.

    Per poter partecipare, i datori di lavoro devono aver sottoscritto entro il 31 dicembre 2022 accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro finalizzati a percorsi formativi di accrescimento delle professionalità. Queste ore di formazione potranno realizzarsi anche nel corso 2023.

    Come funziona il Fondo Nuove Competenze?

    Per poter accedere al Fondo, il datore di lavoro deve sottoscrivere un accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro entro il 31 dicembre 2022.

    Ma cosa dovrai fare per accedere al FNC?

    Prima di tutto, le aziende interessate a partecipare dovranno munirsi di un progetto formativo per i propri dipendenti, che dovranno inoltrare ad ANPAL al momento della presentazione della domanda.

    Tale progetto formativo dovrà poi essere sottoscritto dalle rappresentanze sindacali operative in azienda, e, in assenza di rappresentanze interne, da rappresentanze territoriali delle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

    Il documento dovrà includere lo sviluppo e l’accrescimento delle:

    • competenze digitali di base (riferimento: modello europeo «DigComp 2.1») e/o specialistiche (in base alla classificazione europea contenuta nella norma UNI EN 16234-1 «e-Competence Framework 3.0”);
    • abilità/competenze identificate dalla Commissione Europea quali utili alla transizione ecologica.

     

    Quando compilerai il progetto formativo, ricorda che tutte le attività formative (e la relativa rendicontazione) dovranno concludersi entro e non oltre 150 giorni dalla data di approvazione della domanda.

    I progetti formativi potranno essere attuati anche nel 2023, e dovranno prevedere – per ciascun lavoratore coinvolto – una durata minima di 40 ore e massima di 200 ore di formazione.

    Sono considerabili soggetti erogatori dei percorsi formativi tutti gli enti accreditati a livello nazionale o regionale, oppure altri soggetti anche privati che svolgono attività di formazione (comprese le Università statali e non statali).

    Al termine del percorso di sviluppo delle competenze, questi enti dovranno poi certificare l’acquisizione delle competenze dei dipendenti dell’azienda.

    Come partecipare al Fondo Nuove competenze?

    ANPAL ha messo a disposizione una piattaforma informatica dedicata alla presentazione delle domande (ammissione a contributo, richieste di anticipazione, richieste di saldo). Per l’utilizzo di tale piattaforma da parte del soggetto richiedente è necessario essere in possesso di identità SPID, CIE o CNS.

    In generale, oltre all’istanza, dovrà essere allegata la seguente documentazione.

    1. Accordo collettivo conforme: deve individuare i fabbisogni dell’impresa, ma può prevedere anche lo sviluppo di competenze volte a incrementare l’occupabilità del lavoratore. Deve, inoltre, specificare l’ente erogatore della formazione.
    2. Progetto formativo: che rispetterà gli obiettivi di apprendimento di cui abbiamo parlato in precedenza, e infine, devono essere certificate le competenze acquisite.
    3. Elenco dei lavoratori coinvolti: il limite massimo del contributo è di 200 ore per ogni dipendente.

    Il contributo massimo complessivo riconoscibile per ciascuna domanda presentata all’ANPAL non potrà superare i 10 milioni di euro. L’erogazione del contributo, invece, è eseguita dall’Inps in due tranche:

    • anticipazione del 40%, previa fideiussione bancaria e/o assicurativa
    • saldo.

     

    Affrettati: potrai presentare la domanda dal 13 dicembre 2022 fino al 28 febbraio 2023.

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  • Resto al Sud 2022 – i contributi per under 55 di Invitalia: la mini guida

    Richiedi l’agevolazione e accedi al 50% di fondo perduto per avviare la tua nuova attività: puoi ottenere fino a € 200.000!

    Resto al Sud 2022 è l’incentivo di Invitalia dedicato allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali giovanili nelle regioni del Sud Italia.

    Si tratta di un incentivo molto interessante che mette a disposizione 1,2 miliardi di euro, in parte a fondo perduto in parte con finanziamento bancario, destinati – ad oggi – ai giovani tra i 18 e i 55 anni delle regioni del Sud e delle aree del cratere sismico e isole minori.

    Nota bene: non ci sono bandi, scadenze o graduatorie. Le domande vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo…quindi, non c’è tempo da perdere!

    A chi è rivolto Resto al Sud 2022?

    Potrai chiedere le agevolazioni se alla data di presentazione della domanda:

    • Hai età compresa tra 18 e 55 anni (in altre parole, alla data di presentazione della domanda devi avere un’età compresa tra i 18 anni già compiuti e i 56 anni non ancora compiuti). Se invece risiedi in una delle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017, NON ci sono limiti d’età.
    • Sei residente in una di queste regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o in uno dei Comuni delle regioni del cratere sismico di Lazio, Marche ed Umbria. Puoi trasferire la residenza in una delle suddette regioni dopo aver presentato la domanda, entro massimo 60 giorni dall’eventuale esito positivo della valutazione (120 giorni se risiedi all’estero);
    • Non sei già titolare di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017;
    • Hai costituito o intendi costituire imprese individuali o società, comprese le cooperative, con sede legale o operativa nei territori destinatari della misura Resto al Sud. Per le società già costituite, la costituzione deve essere avvenuta successivamente alla data del 21 giugno 2017. Per le società costituende la costituzione deve avvenire entro 60 giorni (120 giorni in caso di residenza all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria
    •  
    • Non sei stato beneficiario di altre agevolazioni nazionali, negli ultimi tre anni, per l’autoimprenditorialità (come, ad esempio, Nuove Imprese a tasso zero, Selfie Employment, Smart & Start, etc.);
    • Non risulti titolare di partita IVA movimentata, nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella proposta (solo per il comparto delle attività libero professionali).
    Bando Resto al Sud a chi è rivolto
    Le regioni di operatività del bando Resto al Sud

    Inoltre, attenzione:

    • I giovani che hanno un rapporto a tempo indeterminato in corso in questo momento potranno presentare la domanda per richiedere Resto al Sud ma dovranno essere pronti ad abbandonare il proprio posto di lavoro qualora risultino vincitori del contributo.
    • Per tutta la durata dell’agevolazione, i giovani beneficiari del contributo non potranno essere titolari di alcun rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso altro soggetto.

     

    I giovani in possesso di tali requisiti possono presentare la domanda di ammissione per Resto Al Sud, sia come impresa costituita che come come singole persone fisiche. Qualora partecipino come persone fisiche, devono costituirsi sotto forma di ditta individuale o società (anche cooperativa), dopo aver ricevuto la risposta positiva dalla procedura di valutazione da parte di Invitalia.

    Quali sono le attività finanziabili da Resto al Sud?

    Possono essere finanziate:

    • le attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
    • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
    • turismo
    • commercio (Novità)
    • attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria)

     

    Sono escluse le attività agricole.

    Quali sono le attività escluse dall’agevolazione?

    Ma vediamo nel dettaglio quali sono tutte le attività escluse suddivise per codice ATECO:

    Sono escluse dal finanziamento le attività agricole. A seguito dell’estensione dell’ambito di applicazione di Resto al Sud, sono state ricomprese tra le attività ammissibili quelle afferenti alla sezione M della classificazione Ateco – attività professionali, scientifiche e tecniche – e alla sezione G della classificazione Ateco – commercio all’ingrosso e al dettaglio.
    Restano, pertanto, escluse dalle agevolazioni le sole attività economiche rientranti nella sezione A della classificazione Ateco – Agricoltura, silvicoltura e pesca, ad eccezione della divisione 3 – Pesca e acquacoltura.

    Che tipo di agevolazione concede Resto al Sud?

    L’agevolazione prevista da Resto al Sud è copre il 100% delle spese ammissibili ed è così composta:

    • 50% di contributo a fondo perduto
    • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

     

    Ma andiamo ancora più nel dettaglio: Resto al Sud copre fino al 100% delle spese, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci.

    Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro.

    A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto, che è di:

    • 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale
    • fino a un massimo di 40.000 euro per le società

     

    L’erogazione del finanziamento bancario avviene immediatamente dopo l’ammissione all’agevolazione, il contributo a fondo perduto viene erogato da Invitalia per stati di avanzamento lavori (SAL). Puoi chiedere la prima erogazione solo se hai realizzato almeno il 50% del tuo programma di spesa. Puoi chiedere il primo SAL anche a fronte di fatture non quietanzate.

    I tempi di erogazione sono questi:

    • 30 giorni dalla data di ricezione di tutta la documentazione, nel caso di primo SAL
    • 60 giorni per il SAL a saldo. Quest’ultimo viene erogato dopo un esame della documentazione e a seguito di un sopralluogo per verificare gli investimenti realizzati e le spese sostenute.

    Come faccio a presentare domanda per Resto Al Sud?

    Le domande possono essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di Invitalia.

    Prima di inviare la domanda è necessario:

    • registrarsi ai servizi online di Invitalia compilando l’apposito form
    • consultare e scaricare i fac-simile della modulistica
    • disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) valido e attivo, poiché tutte le comunicazioni tra Invitalia e i proponenti avvengono esclusivamente via PEC

     

    La domanda si compone di business plan da compilare online e documentazione da allegare.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Ma vediamo nel dettaglio quali spese ti consente di agevolare Resto al Sud:

    • Ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (fino a un massimo del 30% del programma di spesa);
    • Macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
    • Programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
    • Spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa.

    Quali spese sono escluse?

    Non sono ammissibili alle agevolazioni le spese:

    • beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback
    • beni e servizi di proprietà di uno o più soci del beneficiario nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado
    • investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature
    • il cosiddetto “contratto chiavi in mano
    • commesse interne
    • macchinari, impianti e attrezzature usati
    • spese notarili, imposte, tasse
    • acquisto di automezzi, tranne quelli strettamente necessari al ciclo di produzione o destinati al trasporto in conservazione condizionata dei prodotti
    • acquisto di beni di importo unitario inferiore a 500 euro, ad eccezione delle spese afferenti al capitale circolante
    • progettazione, consulenze ed erogazione delle retribuzioni ai dipendenti delle imprese individuali e delle società, nonché agli organi di gestione e di controllo delle società stesse
    • scorte, tasse e imposte (l’IVA realmente e definitivamente sostenuta dal soggetto beneficiario è una spesa ammissibile solo se non è da egli stesso recuperabile)

    Concentrati solo sul tuo business, al tuo bando ci pensiamo noi!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

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  • Marchi+ 2022: Agevolazioni a fondo perduto per la registrazione di marchi

    Cos’è Marchi+

    Se hai registrato un marchio per la tua impresa sai quanto il processo di registrazione sia costoso ed impegnativo, soprattutto se fatto a livello internazionale, e non solo europeo. Ti sarai sicuramente trovato a dover sostenere le spese per il design grafico del marchio, le spese legali per le ricerche di anteriorità, quelle per il deposito e, non da ultime, le tasse di deposito vere e proprie.

    Di quale bando parlo? Di Marchi+, ovviamente!

    Dopo il successo di Marchi +2, e del nuovo Marchi +3, il Ministero dello Sviluppo Economico, l‘Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e Unioncamere hanno deciso infatti di concedere una nuova opportunità agli imprenditori che intendono registrare (o hanno registrato) marchi comunitari e internazionali. Le nuove risorse messe a disposizione nel 2022 ammontano a 2 milioni di euro a fondo perduto, con modalità di accesso a sportello.

    Dunque… prima si presenta la domanda, meglio è! Soprattutto dopo che abbiamo visto quanto questo bando sia apprezzato!

    Chi può partecipare al bando Marchi+?

    L’incentivo si rivolge alle micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle imprese, anche appena costituite, con sede legale e operativa in Italia.

    Le imprese dovranno anche essere titolari del marchio oggetto della domanda di partecipazione, e non essere in stato di liquidazione.

    Quanto è possibile richiedere per la registrazione del marchio?

    Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, per la Misura A, le agevolazioni sono concesse nella misura dell’80% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di deposito e per l’acquisizione dei servizi specialistici e nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 6.000,00.

    Per la Misura B, le agevolazioni sono concesse nella misura del 90% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di registrazione e per l’acquisizione dei servizi specialistici per ciascuna tipologia e comunque entro l’importo massimo complessivo per marchio di € 9.000,00.

    Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, sia per la Misura A sia per la Misura B, fino al raggiungimento del valore complessivo di € 25.000,00.

    Quali sono le spese agevolabili con il bando Marchi+?

    Il bando 2022, come quello dell’anno precedente, finanzia le spese per servizi specialistici di progettazione e registrazione di marchi per domande di agevolazione:

    • per le registrazioni UE – EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la Proprietà Intellettuale), per la “misura A”;
    • relative alle registrazioni di marchi internazionali presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici per la “misura B”.

    Misura A

    Vediamo, in particolare, quali sono le spese agevolabili dalla Linea A del bando Marchi+, per la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO:

    Per la Misura A, sono agevolabili le spese sostenute per le tasse di deposito e/o per l’acquisizione dei servizi specialistici di seguito indicati: 

    • Progettazione della rappresentazione. Il servizio si riferisce alla elaborazione della rappresentazione del marchio (ad esclusione del marchio denominativo) e deve essere effettuato da un professionista grafico titolare di partita IVA relativa all’attività in oggetto o da un’azienda di progettazione grafica/comunicazione
    • Assistenza per il deposito. Il servizio si riferisce all’assistenza per la compilazione della domanda di marchio dell’Unione europea ed alle conseguenti attività di deposito presso EUIPO e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Ricerche di anteriorità. Il servizio si riferisce all’attività di verifica dell’eventuale esistenza di marchi identici e/o di marchi simili che possano entrare in conflitto con il marchio che si intende registrare e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni seguenti al deposito della domanda di registrazione. Il servizio si riferisce all’assistenza prestata in tutte le fasi dei procedimenti di opposizione depositati da soggetti terzi successivamente alla domanda di registrazione del marchio presso EUIPO e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati.
    • Tasse di deposito presso EUIPO.

     

    Le spese sostenute devono:

    • Risultare da fatture emesse a decorrere dal 1° giugno 2019 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione, intestate all’impresa richiedente l’agevolazione; 
    • Essere state sostenute a decorrere dal 1° giugno 2019 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione dall’impresa richiedente.

    Misura B

    La Misura B prevede invece agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso OMPI, ovvero l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale.

    Per la Misura B, sono agevolabili le spese sostenute per le tasse di registrazione e/o per l’acquisizione dei servizi specialistici come: 

    • Progettazione della rappresentazione. Il servizio si riferisce alla elaborazione della rappresentazione del marchio (ad esclusione del marchio denominativo) utilizzato come base per la domanda internazionale, a condizione che quest’ultima venga depositata entro 6 mesi dal deposito della domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO. Il servizio deve essere effettuato da un professionista grafico titolare di partita IVA relativa all’attività in oggetto o da un’azienda di progettazione grafica/comunicazione.
    • Assistenza per il deposito. Il servizio si riferisce all’assistenza per la compilazione della domanda di marchio internazionale ed alle conseguenti attività di deposito presso UIBM o EUIPO o presso OMPI (per le sole designazioni successive) e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Ricerche di anteriorità. Il servizio si riferisce all’attività di verifica dell’eventuale esistenza di marchi identici e/o di marchi simili che possano entrare in conflitto con il marchio che si intende registrare e deve essere effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati o da un centro PATLIB – Patent Library.
    • Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni/rilievi seguenti al deposito della domanda di registrazione. Il servizio si riferisce all’assistenza prestata in tutte le fasi dei procedimenti di opposizione depositati da soggetti terzi successivamente alla domanda di registrazione del marchio presso OMPI e/o all’assistenza prestata di fronte agli uffici nazionali che hanno emesso il rilievo successivamente al deposito della domanda di registrazione presso OMPI. Il servizio deve esse effettuato da un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale o da un avvocato iscritto all’Ordine degli avvocati. L’agevolazione per tale servizio potrà essere richiesta – nel rispetto dei limiti previsti per singolo marchio – anche a fronte di un’agevolazione già concessa a valere sul presente Bando presentando, entro i termini di vigenza dello stesso, una nuova successiva domanda di partecipazione. e
    • Tasse sostenute presso UIBM o EUIPO e presso OMPI per la registrazione internazionale.

    Quali sono i requisiti per presentare la domanda?

    Abbiamo detto che il Bando Marchi+ sostiene le imprese di micro, piccola e media dimensione nella registrazione di marchi europei e internazionali, attraverso l’acquisizione di servizi specialistici.

    La misura, infatti, si articola in 2 tipologie di agevolazione che incentivano:

    • la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO (Misura A);
    • la registrazione di marchi internazionali presso OMPI (Misura B).

     

    Ad ogni misura, corrispondono diversi requisiti necessari alla presentazione della domanda per il Bando Marchi+: scopriamoli subito!

    Misura A

    Vediamo, nel dettaglio, quali sono i requisiti di accesso della Linea A del bando Marchi+, per la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO:

    Alla data di presentazione della domanda di partecipazione, l’impresa deve:

    • aver effettuato, a partire dal 1° giugno 2019, il deposito della domanda di registrazione presso EUIPO del marchio oggetto dell’agevolazione e aver provveduto a pagare le relative tasse di deposito;
    • aver ottenuto la registrazione, presso EUIPO, del marchio dell’Unione europea oggetto della domanda di partecipazione. Questa registrazione deve essere avvenuta in una data antecedente a quella della presentazione della domanda di partecipazione.

    Misura B

    Alla data di presentazione della domanda di partecipazione, l’impresa deve aver effettuato, a partire dal 1° giugno 2019, almeno una delle seguenti attività:

    • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio registrato a livello nazionale presso UIBM o di un marchio dell’Unione europea registrato presso EUIPO e aver pagato le relative tasse di registrazione;
    • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio per il quale è già stata depositata domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione;
    • il deposito della domanda di designazione successiva di un marchio registrato presso OMPI e aver pagato le relative tasse di registrazione.


    L’impresa dovrà anche aver ottenuto la pubblicazione della domanda di registrazione sul registro internazionale dell’OMPI del marchio interessato, in una data antecedente a quella della presentazione della domanda di partecipazione.

    Quando è possibile presentare la domanda per accedere a Marchi+?

    Sarà possibile compilare la domanda esclusivamente tramite la procedura informatica e secondo le modalità indicate al sito www.marchipiu2022.it

    La domanda, generata dalla piattaforma informatica deve – pena la non ammissibilità della stessa – essere firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa richiedente l’agevolazione ovvero dal procuratore speciale delegato sulla base di apposita procura speciale.

    Cosa aspetti? Approfittane subito: la domanda di partecipazione potrà essere presentata a partire dalle ore 9:30 del 25 ottobre 2022, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Fondo impresa femminile: contributi a fondo perduto per le donne imprenditrici

    Attenzione: A seguito dell’esaurimento delle risorse disponibili, con Avviso del 7 giugno 2022 è disposta, con effetto dall’8 giugno 2022, la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande relative alle agevolazioni per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili.

    200 milioni di euro per creare o sviluppare nuove imprese femminili

    Sei un’imprenditrice o una lavoratrice autonoma? Vuoi creare una nuova realtà imprenditoriale al femminile o far crescere un’impresa già attiva? Per te esiste fondo impresa  femminile.

    Nel decreto pubblicato il 14 dicembre 2021 in Gazzetta Ufficiale, è stato istituito il nuovo fondo a sostegno dell’imprenditoria femminile: parliamo di 200 milioni di euro stanziati per il 2022 e altre risorse complementari dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

    Se vuoi sapere cos’è il Pnrr in sintesi, ti suggerisco di guardare l’articolo del nostro blog.

    Vediamo insieme quali sono le agevolazioni e gli strumenti di supporto pensati per favorire l’imprenditoria femminile.

    Fondo impresa donna: requisiti

    Possono richiedere le agevolazioni le imprese femminili di qualsiasi dimensione, già costituite o di nuova costituzione, con sede legale e operativa in Italia.

    Ricordati che potrai richiedere per la tua impresa femminile se rientri in una di queste categorie:

    • cooperative o società di persone con almeno il 60% di donne socie;
    • società di capitali con quote e componenti degli organi di amministrazione per almeno i due terzi di donne;
    • imprese individuali con titolare donna;
    • lavoratrici autonome con partita IVA.

    Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, con l’impegno di costituire una nuova impresa femminile dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni.

    Fondo impresa femminile: l’agevolazione

    Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributi a fondo perduto e finanziamento agevolato a tasso zero, che variano a seconda delle caratteristiche dell’impresa e dell’ammontare si spesa.

    Gli incentivi finanziano programmi di investimento per l’avvio o lo sviluppo delle imprese femminili da realizzare in 24 mesi.

    La forma e la misura delle agevolazioni sono articolate in funzione delle linee di azione e dell’ammontare delle spese ammissibili:

    • Agevolazioni per la nascita di nuove imprese femminili;
    • Agevolazioni per lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili già costituite.

    1) Agevolazioni per la nascita di nuove imprese femminili

    Se sei una libera professionista e vuoi costituire una nuova impresa (oppure la tua impresa è stata costituita da meno di 12 mesi), puoi presentare progetti d’investimento fino a € 250.000.

    L’agevolazione mette a disposizione un contributo a fondo perduto che varia in funzione della dimensione del progetto:

    • per progetti fino a € 100.000, l’agevolazione copre fino all’80% delle spese (o fino al 90% per donne disoccupate) entro un tetto massimo di € 50.000;
    • per progetti fino a € 250.000, l’agevolazione copre il 50% delle spese, fino a un massimo di € 125.000.

    2) Agevolazioni per lo sviluppo di imprese già costituite

    Se, invece, hai già un’impresa femminile e desideri svilupparla e consolidarla, avrai a disposizione un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato a tasso zero (da rimborsare in ben 8 anni!), il tutto con una copertura fino all’80% delle spese ammissibili, per un massimo di €320.000.

    Ancora una volta, le agevolazioni sono articolate a seconda del tipo di beneficiario. Se la tua impresa:

    • E’ costituita da meno di 36 mesi, le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’80% delle spese ammissibili, con un 50% di contributo a fondo perduto e 50% di finanziamento agevolato;
    • E’ costituita da più di 36 mesi, le agevolazioni sono concesse in relazione alle spese di investimento, mentre le esigenze di capitale circolante sono agevolate nella forma del contributo a fondo perduto.

    Ma c’è di più! In aggiunta a tali agevolazioni, sono previsti servizi di assistenza tecnico-gestionale, fino all’importo massimo di € 4.000 per impresa, che potrai usufruire in parte attraverso servizi erogati dal Soggetto gestore, in parte sotto forma di voucher per l’acquisto di servizi specialistici presso terzi.

    Ma quali sono le spese ammissibili?

    Potrai richiedere l’agevolazione per sostenere progetti realtivi all’avvio e la costituzione di una nuova impresa femminile, oppure per il suo sviluppo e consolidamento, nei seguenti settori:

    • industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
    • fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
    • commercio e turismo.

    Tieni a mente, tuttavia, che le iniziative dovranno essere realizzate entro 24 mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

    Vediamo ora quali sono le spese ammissibili che potrai agevolare con il Fondo impresa femminile 2022:

    1. Beni materiali: macchinari, impianti, attrezzature, opere edili (ristrutturazioni) per un max 30% di tutto il piano di spesa.
    2. Beni immateriali: software, consulenze/ know capitalizzabili, brevetti, licenze, marchi.
    3. Servizi in cloud: funzionali ai processi portanti della gestione aziendale.
    4. Personale dipendente: assunto – a tempo determinato o indeterminato – dopo la data di presentazione della domanda e impiegato nella realizzazione dell’iniziativa agevolata.
    5. Capitale circolante

    Quando puoi presentare la domanda per accedere al Fondo impresa donna?

    La presentazione della domanda prevede una prima fase di compilazione e un successivo invio della stessa da effettuare sulla piattaforma on line di Invitalia, che verrà attivata nelle date di apertura dello sportello.

    Lo sportello verrà infatti aperto in due fasi successive:

    Per le nuove imprese:

    • compilazione della domanda: dalle ore 10.00 del 5 maggio 2022
    • presentazione della domanda: dalle ore 10.00 del 19 maggio 2022

    Per le imprese avviate:

    • compilazione della domanda: dalle ore 10.00 del 24 maggio 2022
    • presentazione della domanda: dalle ore 10.00 del 7 giugno 2022

    Per accedere alla piattaforma web di Invitalia è necessario essere in possesso di una identità digitale (SPID, CNS, CIE). Inoltre, è importante assicurarsi di disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del legale rappresentante della società già costituita al momento della presentazione, oppure della persona fisica (in qualità di socio o soggetto referente) della società costituenda.

    Vuoi scoprire quanto ti spetta dal Fondo impresa femminile? Clicca il tasto qui in basso e compila il nostro form!


    SCOPRI QUANTO PUOI OTTENERE DAL FONDO IMPRESA FEMMINILE

  • Tutte le agevolazioni pubbliche per avviare nuove imprese [guida aggiornata]

    La mini guida per aspiranti imprenditori

    Agevolazioni nuove imprese ? Vuoi avviare la tua nuova attività? Hai desiderio di metterti in proprio? Abbiamo buone notizie per te.

    Grazie alla finanza agevolata ci sono ottime opportunità per avviare la tua attività con un aiuto pubblico!

    Per questo, se hai sempre desiderato avviare la tua impresa e il tuo sogno nel cassetto è quello di diventare un imprenditore o un’imprenditrice, la finanza agevolata è una risorsa da conoscere bene, e da utilizzare al meglio.

    Attualmente, infatti, sono attive diverse agevolazioni pubbliche, nazionali e regionali, che consentono a startupper e aspiranti imprenditori di tirare fuori i sogni dal cassetto e di… buttarsi nella mischia con la propria attività.

    Abbiamo già parlato delle agevolazioni per startup innovative, ma… per chi non rientra in questa categoria?

    Anche per chi vuole avviare un’attività “non innovativa”, o che non può rientrare nella definizione di startup innovativa, ci sono comunque molte opportunità agevolative da poter sfruttare!

    Vediamo subito alcuni dei principali finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto disponibili per l’avvio di nuove attività disponibili a livello nazionale.

    Bandi e agevolazioni nazionali per nuove imprese o startup

    Uno dei principali bandi nazionali per l’avvio di una nuova attività è sicuramente Resto al sud di Invitalia. Analizziamolo insieme nel dettaglio.

    Resto al Sud: l’agevolazione perfetta per avviare una nuova attività in tutte le regioni del Mezzogiorno

    Un’altra ottima opportunità per tutti coloro che risiedono nelle regioni del Mezzogiorno (e anche per chi risiede nelle aree del centro colpite dai terremoti del 2016 e 2017) è rappresentata dal bando Resto al Sud.

    E’ l’agevolazione promossa da Invitalia per gli aspiranti imprenditori di Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Sardegna.

    Un’agevolazione mista, che copre il 100% delle spese ammissibili ed è composta dal 50% di contributo a fondo perduto e dal 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

    La copertura complessiva può arrivare fino a € 200.000 (nel caso di 4 soci), promossa al fine di sostenere l’avvio di nuove attività imprenditoriali nel nostro meraviglioso Sud.

    Dato che ne abbiamo parlato molto in altre occasioni, di seguito ti proponiamo una lista di nostre risorse per approfondire l’argomento:

    Smart & Start Italia: l’incentivo per startup ad alto contenuto tecnologico

    Smart & Start è l’agevolazione che sostiene la nascita e la crescita delle start-up innovative ad alto contenuto tecnologico in tutte le regioni italiane.

    Le start up richiedenti possono beneficiare delle seguenti agevolazioni:

    • finanziamento agevolato, senza interessi, per un importo pari all’80% delle spese ammissibili;
    • servizi di tutoraggio;
    • conversione di una quota del finanziamento agevolato ottenuto in contributo a fondo perduto.

     

    La misura prevede un finanziamento agevolato, senza interessi, per l’80% delle spese ammissibili; l’importo del finanziamento può arrivare fino al 90% nel caso in cui la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani under 35, oppure abbia almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca.

    Un’ottima opportunità per aspiranti imprenditori che vogliono avviare o sviluppare la propria attività in Italia con un sostegno pubblico.

    Nuovo Selfiemployment: prestiti a tasso zero per giovani, donne, NEET e disoccupati

    Tra le agevolazioni più interessanti per l’avvio di nuove attività c’è il Nuovo Selfiemployment, che finanzia con prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali su tutto il territorio nazionale.

    Un contributo che finanzia al 100% progetti di investimento con un importo compreso tra €5.000 e €50.000. dedicato a chi vuole avviare la propria attività nei seguenti settori:

    • turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi;
    • servizi alla persona;
    • servizi per l’ambiente;
    • servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione);
    • risparmio energetico ed energie rinnovabili;
    • servizi alle imprese;
    • manifatturiere e artigiane;
    • commercio al dettaglio e all’ingrosso;
    • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

     

    E’ ammessa la partecipazione sia per le nuove attività in forma individuale che societaria.

    Regione Lombardia: bando per il supporto alle nuove imprese

    La Regione Lombardia sostiene l’avvio di nuove imprese lombarde del commercio, terziario, manifatturiero e artigiani e l’autoimprenditorialità come opportunità di ricollocamento con la misura “Bando Nuova Impresa”.

    Con questo incentivo si promuove l’avvio di nuove imprese per ricollocare i soggetti fuoriusciti dal mercato del lavoro, attraverso l’erogazione di contributi sui costi connessi alla creazione delle nuove imprese.

    I servizi erogati riguardano:

    • costi legali e notarili relativi alla costituzione d’impresa;
    • consulenze;
    • acquisto di hardware e software;
    • canoni di locazione;
    • sviluppo di un piano di comunicazione

     

    Per non sentirsi soli in un momento importante, ma impegnativo!

    Come vedi le agevolazioni per chi, come te, vuole avviare una nuova attività sono moltissime e… quelle della nostra guida sono solo alcune delle opportunità disponibili in questo momento in Italia.

    Se vuoi partire con il tuo nuovo progetto, verifica prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi che fanno al caso tuo!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

    Hai trovato il nostro post interessante? Lasciaci un commento e condividi questa pagina con i tuoi amici!


    Prova gratis Trovabando

  • Nuova Sabatini: Calcola il contributo con il tool gratuito per PMI

    Attenzione:

    Con decreto interministeriale MISE-MEF, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.139 del 16 giugno 2022, sono stati disciplinati i nuovi criteri per la concessione e l’erogazione del contributo Nuova Sabatini per l’acquisto di beni strumentali a favore delle piccole e medie imprese.

    In questo articolo troverai le info sulla Nuova Sabatini calcolo contributo

    Hai sentito spesso parlare dell’agevolazione del MiSE  – Nuova Sabatini” e vuoi sapere che tipo di contributo è previsto?

    Se vuoi calcolare quanto puoi ricevere da questa agevolazione, e quanto può essere conveniente, dovresti già sapere come funziona: se così non fosse ti consigliamo di leggere la nostra mini guida sulla Nuova Sabatini.

    In ogni caso, faremo un breve riassunto sulle caratteristiche di questo contributo concesso dal Ministero dello Sviluppo Economico, prima di farti utilizzare il tool Nuova Sabatini calcolo contributo.

    Se sai già tutto, puoi saltare il prossimo paragrafo e passare direttamente all’utilizzo dello strumento di calcolo.

    Cosa finanzia e cosa prevede la Nuova Sabatini

    Perchè pagare più interessi per l’acquisto di macchinari, impianti o attrezzature utili alla tua impresa?
    La “Nuova Sabatini2022 è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. La misura mira a sostenere gli investimenti per acquistare in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali a uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

    Come riportato nel decreto sopra citato i benefici previsti dal decreto riguardano:

    • Agevolazioni per investimenti in beni strumentali,
    • Agevolazioni per investimenti 4.0,
    • Agevolazioni per investimenti green introdotta nel 2022,
    • Nuova Sabatini Sud, anche questa una novità del 2022.

     

    Oltre a queste tre tipologie di intervento, il decreto illustra anche un contributo maggiorato a favore delle imprese che effettuano investimenti nelle regioni del Meridione; ma analizziamo più nel dettaglio gli interventi previsti dalla Nuova Sabatini 2022.

    La Nuova Sabatini mette a disposizione un contributo in conto impianti pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di 5 anni.

    Il tasso di interesse annuo è diversificato in base alla tipologia di intervento:

    • 2,75% per gli investimenti ordinari (diversi da quelli Impresa 4.0);
    • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali 4.0 ed investimenti green;
    • 5,5% per gli investimenti in tecnologie Impresa 4.0 delle micro e piccole imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

     

    L’importo richiesto deve essere compreso tra i 20.000 e i 4.000.000 di euro.

    L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (leasing) o assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso.

    Le nuove misure si affiancano ai contributi per gli investimenti in tecnologie 4.0 e per gli investimenti “ordinari”.

    La Legge di Bilancio 2022  ha previsto il ripristino di erogazione in più quote; mentre la possibilità di ricevere il contributo in un’unica soluzione è limitata ai finanziamenti fino a 200mila euro.

     

    Strumento di calcolo del contributo

    Clicca sul pulsante qua sotto per sapere gratuitamente quale contributo riceveresti e quanto potresti risparmiare rispetto ad un normale finanziamento bancario. Bastano 3 minuti!

    Ti basterà inserire il valore del finanziamento di cui hai bisogno e il tasso d’interesse che applicherebbe la tua banca di riferimento. Per semplicità, il nostro tool calcola sempre il valore del contributo su un finanziamento di durata quinquennale.


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