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Categoria: Imprenditorialità

  • Cultura Crea 2.0: una grande opportunità per l’industria turistica e culturale del Sud!

    Finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto per il settore dell’industria culturale e turistica e creativa

    Cultura Crea, l’incentivo rivolto alle imprese turistico-culturali del Mezzogiorno, ha riaperto in versione rinnovata. Gestito da Invitalia e promosso dal Ministero della cultura nell’ambito del PON “Cultura e Sviluppo”, Cultura Crea  sostiene la nascita e la crescita di imprese e iniziative no profit nel settore dell’industria culturale, creativa e turistica, che puntano a valorizzare le risorse culturali nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. L’incentivo ha una risorsa finanziaria di circa 54 milioni di euro.

    Continua a leggere per scoprire tutti i requisiti necessari per accedere ai contributi a fondo perduto e ai finanziamenti a tasso zero!

    Chi sono i beneficiari?

    Cultura Crea 2.0 si rivolge alle MPMI dell’industria culturale e creativa, ai team di persone che vogliono costituire una società e ai soggetti del terzo settore che vogliono realizzare i loro progetti di investimento in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (destinatarie dell’intervento PON 2014-2020 Cultura e sviluppo) e alle reti d’impresa per progetti integrati.

    Gli ambiti di intervento interessati riguardano la creazione di nuove imprese di micro, piccola e media dimensione (startup), oppure la crescita e l’integrazione di imprese consolidate attive nella filiera culturale e creativa, nello spettacolo e nelle filiere dei prodotti tradizionali e tipici.

    Vediamo più nel dettaglio quali sono le 3 linee di intervento previste nei vari “Titoli” del decreto.

    Titolo II per la “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” destinato a:

    • Team di persone fisiche che vogliono costituire un’impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni;
    • Imprese costituite in forma societaria da non oltre 36 mesi, comprese le cooperative.

    Titolo III per lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale” destinato a:

    • Imprese costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi, comprese le cooperative.

    Titolo IV per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale” destinato a:

    • Onlus;
    • Imprese sociali;
    • Organizzazioni di volontariato;
    • Associazioni per la promozione sociale (APS).

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo più nel dettaglio a cosa si applicano gli incentivi previsti e quanto è possibile ottenere.

    All’agevolazione Cultura Crea 2.0 sono ammissibili i costi sostenuti direttamente dai soggetti beneficiari riguardanti le seguenti voci di investimento:

    • Impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili, questi ultimi ammissibili purché strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione o all’erogazione dei servizi;
    • Beni immateriali ad utilità pluriennale, limitatamente a programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate correlate al programma di investimento da realizzare. Tali spese devono essere supportate da apposita perizia giurata, rilasciata da un tecnico abilitato iscritto all’ordine di riferimento avente specifiche e documentate competenze nel settore di riferimento della spesa; la perizia deve contenere tutte le informazioni necessarie alla quantificazione del costo sostenuto per i beni pluriennali oggetto di finanziamento ed attestare la congruità del prezzo;
    • Opere murarie, nel limite del 20% del programma di investimenti complessivamente ritenuto ammissibile e comunque nel limite del 10% del programma di spesa complessivamente ritenuto ammissibile incluse le spese di capitale circolante. Rientrano nelle opere murarie anche gli impianti generali di servizio all’immobile, fatto salvo il caso di quelli strettamente funzionali al raggiungimento degli obiettivi del programma agevolato rientranti nel primo punto.


    Sono, altresì, ammissibili spese di capitale circolante, nel limite del 50% delle spese di investimento complessivamente ritenute ammissibili. L’agevolazione relativa alla quota di capitale circolante è concessa esclusivamente nella forma di finanziamento agevolato. 

    Come specificato precedentemente, Cultura Crea 2.0 prevede  interventi differenziati in base alla tipologia di beneficiario. Scopriamo subito come funziona! 

    Titolo II Incentivi per la “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale”

    I programmi di investimento devono riguardare l’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto o servizio, organizzative, di mercato, in una delle aree culturali ammissibili e possono prevedere spese fino a 400.000 euro e dovranno essere realizzati entro 18 mesi dalla firma del contratto di finanziamento.  In questo caso è possibile ricevere:

    • Un finanziamento agevolato a tasso zero, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa e della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento; la misura è elevabile al 45% in caso di impresa giovanile, femminile o in possesso del rating di legalità;
    • Un contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa; anche in questo caso la misura è elevabile al 45% negli stessi casi previsti.

    Alle imprese beneficiarie di cui al presente titolo possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.

    In tutti i casi in cui i suddetti massimali non siano raggiungibili, il contributo totale concesso avrà comunque la seguente composizione: fondo perduto pari al 50% del totale dei contributi concessi; finanziamento agevolato pari al 50% del totale dei contributi concessi; 

    Complessivamente, è quindi possibile coprire l’80% o addirittura il 90% del programma di investimento. 

    Titolo III Incentivi per lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale”

    In questo caso gli incentivi sono rivolti a imprese già consolidate, costituite da almeno 36 mesi e i Programmi di investimento, che potranno raggiungere i 500.000 euro, non possono essere realizzati in Sicilia, ma solo in Basilicata, Calabria, Campania o Puglia. Devono inoltre avere un legame funzionale con uno o più  Attrattori di rilevanza strategica per il territorio. I benefici consistono in:

    • Un finanziamento agevolato a tasso zero fino al 60% della spesa ammessa e della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento; la misura è elevabile al 65%) nei casi già visti per il titolo II.;
    • Un contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 20% della spesa ammessa, oppure fino al 25% per le previste premialità.

    Alle imprese beneficiarie di cui al presente titolo possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.

    In tutti i casi in cui i suddetti massimali non siano raggiungibili, il contributo totale concesso avrà comunque la seguente composizione: fondo perduto pari al 25% del totale dei contributi concessi; finanziamento agevolato pari al 75% del totale dei contributi concessi.

    Titolo IV Incentivi per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale”

    I progetti ammessi all’agevolazione possono prevedere spese fino a 400.000 euro. I soggetti del Terzo Settore possono ricevere:

    • Un contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ammessa. La copertura della spesa ammessa è aumentata al 90% – fermo restando il limite di intensità agevolativa previsto dal Regolamento de minimis – in caso il soggetto richiedente sia qualificabile come impresa ed abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.

    Alle imprese beneficiarie possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.

    Come posso accedere all’agevolazione Cultura Crea 2.0?

    Le domande di agevolazione possono essere presentate a Invitalia a partire dalle ore 12.00 del giorno 26 Aprile 2021. Le domande di agevolazione, redatte in lingua italiana, devono essere presentate esclusivamente per via elettronica al sito www.invitalia.it

    Ecco quali sono gli allegati da presentare in sede di domanda:

    • Statuto e atto costitutivo del soggetto beneficiario;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante il possesso dei requisiti previsti dal bando;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante in merito alle informazioni antimafia per i soggetti sottoposti alla verifica di cui all’art. 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e ss.mm.ii, nel caso in cui l’importo delle agevolazioni richieste sia uguale o superiore a 150.000,00 euro;
    • Piano d’impresa sottoscritto digitalmente dal legale rappresentante;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante la classificazione del soggetto proponente quale piccola e media impresa;
    • DSAN sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante attestante la concessione o l’assenza di altri aiuti, ai sensi del Regolamento de minimis, durante l’esercizio finanziario in corso al momento della domanda ed i due precedenti;
    • Per le nuove Imprese di cui al Titolo II del decreto ed i soggetti del terzo settore di cui al Titolo IV ultimo bilancio approvato, ove esistente, ovvero ultima situazione contabile aggiornata;
    • Per le Imprese già costituite di cui al Titolo III del decreto, ultimi due bilanci approvati, completi dei relativi documenti obbligatori e situazione di periodo, completa di stato patrimoniale e conto economico;
    • Nel caso di Imprese costituende di cui al Titolo II del decreto, la domanda di agevolazione deve essere accompagnata dal piano d’impresa.

    Sembra un’ottima opportunità, non credi?

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  • Bravo Innovation Hub, 5 Acceleratori per realtà innovative

    Cos’è Bravo Innovation Hub

    Bravo Innovation Hub, un programma acceleratore d’impresa creato da Invitalia, supporta le realtà imprenditoriali più innovative del Mezzogiorno.

    Questo Hub opera a Brindisi, Palermo e Cagliari e agisce come acceleratore di start-up, offrendo una serie di servizi per favorirne la crescita e lo sviluppo. Questi servizi includono formazione, consulenza, spazi di lavoro, supporto finanziario e assistenza nell’accesso al credito.

    Il programma, attivo da alcuni anni, è ora nella sua terza edizione ed è realizzato nell’ambito dell’Asse VI del PON IC 2014-2020-REACT EU. Attraverso il bando 2023, 50 start-up o imprese registrate nel Registro delle Imprese da non più di 60 mesi possono beneficiare di sostegno economico, consulenza, formazione e altri servizi per crescere e aumentare la loro competitività sul mercato.

    Bravo Innovation Hub offre percorsi di accelerazione focalizzati su diverse aree tematiche per agevolare l’ingresso rapido delle nuove imprese sul mercato. Queste aree includono il turismo, la cultura, il benessere e la sostenibilità; le nuove energie, le tecnologie green e pulite; l’inclusione, l’impatto sociale e la salute; la mobilità sostenibile e le smart cities; e le tecnologie per la transizione 4.0.

    Bravo Innovation Hub programmi

    Invitalia ha aperto le procedure per l’accesso a cinque nuovi programmi di accelerazione per gli anni 2023 e 2024. Questi programmi sono rivolti alle piccole imprese innovative e saranno realizzati presso gli hub di Brindisi, Palermo e Cagliari. Di seguito sono elencati i programmi e alcuni esempi di progetti di interesse per ciascuno di essi:

    • Tecnologie per Transizione 4.0” a Brindisi: progetti di sistemi di produzione e prototipazione per aumentare l’efficienza dei processi, sistemi per la gestione e l’analisi dei dati prodotti dalle smart factory, sistemi di cybersecurity.
    • Turismo, Cultura, Wellness e Sostenibilità” a Brindisi: progetti per il turismo sostenibile, utilizzo di tecnologie abilitanti nel settore turistico e culturale, interventi per la rigenerazione urbana, progetti innovativi per il turismo enogastronomico, culturale e sportivo.”New Energy, Green e
    • “Tech” a Palermo: progetti per l’efficienza energetica, il monitoraggio dei consumi energetici, soluzioni per lo smaltimento e il riciclo, riduzione delle emissioni di CO2, progetti per l’edilizia eco-friendly.
    • Inclusione, Impatto Sociale e Salute” a Palermo: progetti per la trasformazione digitale dei servizi sanitari, telemedicina, digitalizzazione dei servizi per il benessere e l’inclusione sociale, promozione di uno stile di vita sano, servizi di welfare aziendale, soluzioni per l’istruzione inclusiva e l’accesso al lavoro per persone fragili
    • Mobilità Green e Smart Cities” a Cagliari: progetti per la mobilità sostenibile, intermodalità e servizi di mobilità urbana, miglioramento delle infrastrutture urbane, guida autonoma, monitoraggio urbano tramite IoT e piattaforme di analisi, digitalizzazione dei servizi pubblici e privati, gestione efficiente dei rifiuti e degli spazi verdi, accesso ai servizi pubblici in ottica smart cities.

     

    I programmi di Bravo Innovation Hub offriranno supporto economico, consulenza, formazione e altri servizi alle start-up selezionate, e culmineranno in un Demo Day in cui le imprese potranno presentare i propri progetti agli investitori interessati a sostenerne la crescita.

    Chi sono i beneficiari?

    Le destinatarie dell’edizione 2023 del Bravo Innovation Hub sono 50 imprese in totale, 10 per ciascun programma di accelerazione. Ciascuna azienda, valutando i settori più affini alla propria attività, potrà presentare domanda per più di un percorso ma potrà partecipare a un solo programma. I requisiti di ammissibilità richiesti alle imprese ai fini della partecipazione a Bravo innovation Hub 2023 sono i seguenti:

    1. Essere iscritte al Registro Imprese da non più di 60 mesi dalla data di presentazione della domanda, in qualsiasi forma giuridica societaria.
    2. Rientrare nella definizione di impresa di piccola dimensione.
    3. Avere una sede operativa all’interno del territorio italiano.
    4. Non essere quotate in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione.
    5. Non aver distribuito ancora utili.
    6. Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali.
    7. Essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente.
    8. Non essere costituite a seguito di fusione.
    9. Non essere state beneficiarie e successivamente non aver rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati come illegali o incompatibili dalla Commissione europea.
    10. Non aver restituito agevolazioni oggetto di un ordine di recupero emanato dal Ministero, e non essere state destinatarie di provvedimenti di revoca totale di agevolazioni pubbliche, ad eccezione di rinunce volontarie.
    11. Non rientrare nella definizione di imprese in difficoltà secondo l’articolo 2, punto 18 del Regolamento UE n. 651/2014.

    Programmi e servizi offerti

    I programmi di accelerazione offerti dal Bravo Innovation Hub avranno una durata compresa tra 10 e 12 settimane e si svolgeranno nel periodo tra settembre e dicembre 2023. Le aziende selezionate avranno accesso a una serie di servizi e attività, tra cui:

    • Un contributo finanziario di 20.000 euro, richiedibile dopo due settimane dall’inizio del programma e soggetto a verifiche legali.
    • Un percorso di assessment personalizzato per identificare i punti di forza e le aree di miglioramento dei progetti delle aziende.
    • 60 ore di mentoring, coaching e consulenza su nuove tecnologie, tecniche di comunicazione, marketing e raccolta fondi.
    • Un percorso formativo di 18 giornate su competenze imprenditoriali e tematiche rilevanti del settore.
    • Uno spazio di lavoro presso il Bravo Innovation Hub di riferimento.
    • Un benchmark day per ascoltare e confrontarsi con testimonial nazionali e internazionali, imprenditori, ricercatori ed esperti specializzati.
    • Iniziative di business matching e Open Innovation.
    • Un evento conclusivo chiamato Demo Day, in cui le aziende avranno l’opportunità di presentare i loro progetti a investitori nazionali e internazionali.

     

    Questi servizi e attività mirano a supportare lo sviluppo e la crescita delle imprese partecipanti, offrendo loro l’opportunità di acquisire conoscenze, connessioni e risorse necessarie per avere successo nel mercato

    Presentazione delle domande

    Per partecipare ai programmi Bravo Innovation Hub, è necessario seguire i seguenti passaggi:

    1. Leggere attentamente il Regolamento del programma di accelerazione desiderato, che sarà disponibile sul sito web di Invitalia.
    2. Compilare il Pitch di programma e la Dichiarazione riepilogative, che possono essere trovati nella sezione del sito web di Invitalia dedicata al Bravo Innovation Hub. Successivamente, fare clic su “Invia la domanda”.
    3. Accedere all’area riservata della piattaforma online di Invitalia, selezionare la misura BRAVO e compilare l’apposito modulo online. Durante la procedura, assicurarsi di allegare tutti i documenti richiesti.
    4. Per accedere all’area riservata e presentare la domanda, è necessario disporre di un’identità digitale (SPID, CNS, CIE), una firma digitale del legale rappresentante dell’impresa e un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

    Le domande per Bravo Innovation Hub possono essere presentate sul sito di Invitalia fino alle ore 16:00 del giorno 3 luglio 2023.

    Si consiglia di prestare attenzione alle scadenze e di fornire tutte le informazioni e i documenti richiesti in modo accurato per aumentare le possibilità di essere selezionati per il programma di accelerazione.

     

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  • “Premio 2031”: Call per PMI e Startup Innovative fino al 25 Giugno

    Presentazione del Premio 2031 pmi startup innovative

    La tredicesima edizione del Premio 2031 per PMI e Startup innovative, che viene lanciata con grande entusiasmo e fiducia, con lo spirito di “Crediamo in te!”. 

    L’annuncio ufficiale avviene durante la MIND Innovation Week presso il MIND (Milano Innovation District), con la presenza di oltre 100 partner. In palio ci sono 55 premi e un montepremi milionario, distribuito tra 15 Premi Speciali offerti da aziende e 41 dai migliori Centri di Innovazione italiani, insieme al prestigioso 2031 Startup Award.

    Il Premio Speciale Invitalia

    Invitalia, anche quest’anno, è partner del Premio 2031 pmi startup innovative e offre un Premio Speciale del valore di 50.000 euro in servizi di orientamento e accompagnamento. 

    Questo premio è riservato alle startup attive nei settori Clean/Energy Tech, FinTech/RegTech, Life Science, Industry 4.0 e Transportation/Logistic. Le startup vincitrici avranno l’opportunità di lavorare con un mentor specializzato selezionato dal network Sistema Invitalia Startup, per definire e implementare una strategia di successo per entrare sul mercato. Inoltre, verrà fornito supporto nella ricerca degli incentivi più idonei al progetto d’investimento della startup.

    Accompagnamento personalizzato e opportunità di business matching

    I vincitori del Premio 2031 pmi startup innovative beneficeranno di un percorso personalizzato di accompagnamento, che comprende la compilazione del piano d’impresa e una valutazione della sostenibilità economica e finanziaria dell’iniziativa. Il servizio di accompagnamento sarà fornito attraverso tre incontri uno a uno con esperti dell’Agenzia. Inoltre, verranno offerte occasioni di business matching per favorire l’incontro con potenziali partner commerciali.

    premio 2031 pmi startup innovative
    Premio “2031”. Fino al 25 giugno aperta la call dedicata a imprese e startup innovative

    Primo Round – Il premio per le migliori startup early stage italiane

    Una novità dell’edizione di quest’anno del Premio 2031 pmi startup innnovative è il Primo Round, un premio dedicato a individuare e supportare le migliori startup early stage italiane. Le idee selezionate dalla call di 2031 avranno l’opportunità di presentarsi davanti a una giuria di investitori durante i tre giorni dell’Italian Tech Week di Torino, dal 27 al 29 settembre. Tra gli investitori presenti ci saranno nomi di rilievo come Isabelle Andrieu, Paola Bonomo, Lucia Chierchia, Luca Ferrari, Fausta Pavesio, Andrea Rota e Silvia Wang.

    Partecipazione al Premio 2031

    La competizione del Premio 2031 pmi startup innovative è aperta a diverse categorie di partecipanti, tra cui persone fisiche, team di progetto, imprese startup, imprese già costituite, cooperative e associazioni. È fondamentale che i progetti imprenditoriali abbiano l’Italia come sede legale e base di sviluppo. Inoltre, la ricaduta economica e sociale di tali progetti deve avvenire principalmente nel territorio italiano, con l’obiettivo di generare risultati positivi, soprattutto in termini occupazionali.

    Non ci sono restrizioni di età per partecipare al Premio, purché i partecipanti siano maggiorenni. Il premio è suddiviso in due bandi, consentendo ai partecipanti di concorrerecontemporaneamente a più percorsi.

    Le idee proposte devono essere originali, innovative, finanziariamente sostenibili e in grado di generare ritorni economici. Ricordiamo anche che, i soggetti finalisti nelle edizioni precedenti del Premio 2031 pmi startup innovative, non possono concorrere nel 2023 con lo stesso progetto. Per partecipare, è necessario presentare il proprio progetto tramite la piattaforma disponibile sul sito www.2-0-3-1.com, nella sezione “Partecipa”, entro la mezzanotte del 25 giugno 2023.

    Successi passati del Premio

    Dal 2010, il Premio ha coinvolto oltre settemila startup, ha avviato centinaia di premi e percorsi, e ha generato decine di milioni di euro di investimenti grazie alla collaborazione con centinaia di partner. Questo testimonia l’impatto positivo e la rilevanza che il Premio 2031 ha avuto nell’ecosistema imprenditoriale italiano nel corso degli anni.

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  • Come fare un business plan perfetto: tutti i trucchi ed i consigli per te!

    Cosa fare, e cosa non fare, per scrivere un business plan coi fiocchi per la tua impresa o la tua startup

    Se sei capitato su questo articolo probabilmente sei impegnato, proprio in questo istante, nella scrittura del tuo  plan, o forse devi ancora metterti alla scrivania ed iniziare questa attività e vuoi capire meglio come poter realizzare un business plan solido per il tuo nuovo  imprenditoriale.

    Forse è stata la tua banca a chiederti questo documento per finanziare un tuo nuovo progetto o la tua nuova attività… o forse vuoi partecipare a quel contributo a fondo perduto che ti sembra così interessante…

    A prescindere dalle tue motivazioni, i nostri suggerimenti su come fare un business plan con i fiocchi è la cosa di cui hai bisogno!

    Leggi questa mini guida per comprendere:

    • Che cos’è il business plan
    • Quali sono gli elementi immancabili al suo interno
    • I trucchi per fare un business plan perfetto
    • Gli errori da non fare assolutamente

    Che cos’è il Business Plan

    Il Business Plan è un documento che descrive in maniera sintetica ma puntuale le caratteristiche di uno specifico progetto imprenditoriale o di una attività.

    All’interno di questo documento sono descritti, non solo il progetto imprenditoriale, ma anche la strategia per implementare il progetto stesso e i risultati economico-finanziari che ci si attende.

    Il business plan è una fotografia del tuo progetto dei suoi obiettivi e dei suoi risultati attesi.

    A che cosa serve il Business Plan e perché farne uno

    Le funzioni del business plan sono, sostanzialmente due. La prima è quella di formalizzare e cristallizzare l’idea di business, che, spesso, è solo nella testa dell’, la seconda è quella di presentare il progetto stesso a possibili finanziatori esterni. E’ questo il caso dei business plan che si presentano alle banche, a nuovi possibili soci, ai business angels, ai fondi di venture o agli enti erogatori come Regioni, , Ministeri o ad .

    Diciamoci la verità, la ricerca di finanziamenti o di liquidità per avviare un nuovo progetto o per far partire una nuova attività è il motivo più frequente che spinge imprenditori navigati e neofiti dell’imprenditoria ad approcciarsi con la scrittura di questo documento.

    Ed…è anche la ragione più frequente per la quale imprenditori e startupper si rivolgono a consulenti come me, con una forte esperienza in business planning.

    Quali sono gli elementi fondamentali da inserire in un business plan?

    Un business plan, come abbiamo detto, è un documento suddiviso in diverse sezioni. Queste sezioni servono ad analizzare ed esplicitare i diversi aspetti del progetto.

    Non esiste un format predefinito di business plan, tuttavia, le sezioni che non possono mancare in un business plan fatto nella maniera migliore sono sostanzialmente queste:

    • Indice
    • Executive Summary
    • Il progetto imprenditoriale
    • I prodotti o servizi che si intende proporre
    • La storia dell’azienda e degli imprenditori
    • Il mercato di riferimento
    • L’analisi dei competitor
    • La strategia commerciale e di posizionamento
    • La struttura organizzativa dell’impresa
    • Il piano operativo
    • La roadmap di sviluppo del progetto o cronoprogramma
    • Il piano economico finanziario
    • Gli eventuali allegati

    Come vedi le informazioni da presentare all’interno di un business plano sono molte e, a parte qualche aggiustamento in termini di contenuti, sono totalmente indipendenti dal  in cui operi o dallo stadio in cui si trova la tua attività.

    Anche se potrà sembrarti una questione molto complessa, la redazione di un Business Plan è un’attività particolarmente utile per l’imprenditore: questo perché consente a chi vuole partire con una propria attività e ha “tutto nella sua testa” di per mettere nero su bianco tanti aspetti o criticità del suo progetto a cui, magari, non ha mai neanche pensato.

    Il business plan, dunque, consente di dare forma a qualcosa di astratto o poco definito consentendo di comprendere se l’idea ha effettivamente le giuste potenzialità per essere realizzata.

    Ma vediamo insieme quali sono i 5 trucchi che devi conoscere per realizzare un business plan impeccabile…

    come fare un business plan
    Come fare un business plan perfetto – la guida completa

    I 5 trucchi che devi conoscere per realizzare un business plan impeccabile…e far finanziare la tua attività

    1. Executive summary

    L’Executive summary non è un optional, anzi è la prima cosa che leggerà la banca, o un potenziale investitore. Dedica il giusto tempo alla redazione del tuo executive summary, e scrivilo solo dopo che avrai terminato la redazione dei restanti punti del business plan. Quello che scriverai in questa sezione riassuntiva sarà determinante per formare nel lettore un primo giudizio del tuo documento. Ricordati che, come sempre nella vita,  che è la prima impressione quella che conta.

    2. Less is more

    Meglio scrivere una trentina di pagine ben fatte, e che contengano tutti gli elementi fondamentali del tuo progetto, piuttosto che un documento lunghissimo ma ripetitivo e privo di un senso logico.

    3. Inserisci un indice generale

    Per la redazione del tuo business plan parti sempre dalla costruzione dell’ indice generale di cui ti ho parlato prima Ti servirà per non “perderti” e ti guiderà nella compilazione di tutti i punti fondamentali. Non dimenticare mai di includere le informazioni fondamentali, presenti in ogni business plan che si rispetti: descrizione dell’idea progettuale e dell’impresa, mercato di riferimento, fonti di approvvigionamento (se ci sono), il problema che intendi risolvere e la tua value proposition,  la descrizione del prodotto/servizio che intendi offrire, la strategia commerciale e distributiva, la struttura organizzativa e manageriale, la roadmap di sviluppo del progetto, e i dati economico-finanziari.

    4. Cita le fonti

    Durante la redazione della sezione dedicata al mercato, sia per quanto riguarda la domanda che l’offerta, ricordati che citare le fonti è fondamentale. Mi raccomando: devono essere fonti affidabili e devono essere coerenti tra loro. Qualche esempio? Se devi valutare dati relativi al mercato italiano puoi utilizzare, ad esempio, dati Istat o dati provenienti da report e documenti che provengono dai ministeri, dai comuni o da centri studi.

    5. Inserisci “i numeri”

    Non dimenticare i dati economico-finanziari, inserendo i prospetti di , stato patrimoniale e rendiconto finanziario, su un orizzonte di 3-5 anni e con assumption ben definite ed esplicitate. Se è necessario puoi fornire approfondimenti ulteriori inserendo tavole e tabelle nella sezione dedicata agli allegati.

    Queste sono le informazioni che devi assolutamente inserire in un business plan…. ma vediamo insieme quali sono, invece, i 10 errori più frequenti commessi da imprenditori, startupper e neofiti del business da non commettere mai!

    Forse non sai che l’attività principale di Trovabando e del suo team, è quella di supportare imprese, piccole e grandi, aspiranti imprenditori e startupper a realizzare business plan.

    Perché ti sto raccontando questo?

    Perché vedendo business planning di tutti i tipi, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, da diversi anni mi sono resa conto che gli errori che vengono commessi nella redazione di un business plan sono quasi sempre gli stessi!

    Cosa NON devi fare quando realizzi il tuo business plan

    Eppure realizzare un business plan efficace è un po’ come preparare un piatto da chef… senza tecnica è difficile realizzare qualcosa di veramente speciale anche se ci metti tutto l’impegno del mondo.

    Sei curioso? Allora scopriamo subito insieme quali sono gli errori più comuni!

    come fare un business plan
    Come fare un business plan perfetto – la guida completa

    1. Un business plan per…tutte le stagioni

    La prima domanda che devi porti prima di iniziare a scrivere il tuo business plan è: a chi dovrò presentarlo? Lo terrò gelosamente per me? Lo porterò in banca? Oppure mi serve per cercare investitori? Magari me lo ha chiesto la banca per accedere al Fondo di Garanzia. Indipendentemente dalle motivazioni per il quale stai realizzando un business plan, sappi che ragioni diverse ed interlocutori diversi impongono documenti differenti! Il modello “4 stagioni” lasciamolo per altre cose! Ok?

    2. Executive Summary…questo sconosciuto

    Sii comprensivo con il tuo interlocutore e consenti sempre a chi prende in mano per la prima volta il tuo business plan di capire in pochi minuti quello che vuoi fare e perchè lui dovrebbe finanziarti/diventare tuo partner/vendere il tuo prodotto. Un buon executive summary è come un biglietto da visita: ricorda il vecchio detto “There is not a second chance to make a good first impression”.

    3. Analisi di mercato approssimativa

    L’analisi di mercato non è un’opinione: studia bene la domanda e l’offerta. Che caratteristiche ha il tuo target di clienti? Sarebbero disposti a spendere la cifra che intendi chiedergli per il tuo prodotto/servizio? Analizza molto bene il panorama competitivo, usando fonti affidabili: il Fact&Numbers checking se fatto male, potrebbe farti prendere una cantonata (oltre che farti perdere un sacco di soldi). Se pensi che non ci siano competitor nel tuo mercato, ricorda che il tuo mercato potrebbe non esistere!

    4. Limitarsi al business model canvas

    Il business model canvas è uno strumento molto utile nelle primissime fasi di formalizzazione della tua idea imprenditoriale, ed è un ottimo framework per mettere nero su bianco variabili qualitative ma… il business plan è una altra cosa! Non confonderli!

    5. Prendere sotto gamba le tue modalità di generazione dei ricavi (e la mancanza di un problema da risolvere o di un vero valore della tua soluzione)

    Come fai i soldi? È una delle prime domande a cui devi provare a dare una risposta, ragionando sul tuo business model e, di conseguenza, sul tuo modello di revenue. Sempre. Ah, dimenticavo: se non risolvi un problema reale con il tuo prodotto/servizio, le possibilità di riuscire a generare ricavi si assottigliano sensibilmente, perciò pensaci bene.

    6. Dare le cose per scontate

    Non tutti conoscono il tuo business, soprattutto se ti occupi di nanotecnologie… ma anche una “classica” attività turistica o di ristorazione devono essere adeguatamente spiegate a chi non le conosce. Sii chiaro e definisci chiaramente cosa vuoi fare e come intendi farlo!

    7. Le one-man-band non esistono

    Sii realistico quando si tratta di definire l’evoluzione del personale della tua attività! È poco probabile riuscire a generare milioni di  con…..1 dipendete, ovvero te stesso! Se ci riesci, fammelo sapere però!

    8. Chi ha paura della matematica?

    I numeri fanno, purtroppo, paura a tutti: se le parole “proiezioni economico finanziarie” e “stima dei  mensilizzati”, ti fa venire un attacco di orticaria forse è meglio rivolgersi ad un esperto.

    9. Anche l’occhio vuole la sua parte

    Il comic sans è bandito, stessa cosa per i layout bizzarri! Usa uno stile di impaginazione semplice e chiaro. Anche in questo caso “less is more”.

    10. I costi operativi esistono e tu dovrai pagare l’affitto (oltre alla luce, l’acqua ed il gas)

    Anche se tutti tendono sempre ad ignorarli i costi operativi vanno pagati. Ovvero? Tieni conto nella redazione del tuo business plan di cose come le spese per il , i pareri legali, il consulente del lavoro oltre alle utenze, gli affitti, le consulenze del grafico per il tuo logo e tutti i costi che generalmente le persone tendono a dimenticare.

    Come vedi le cose da tenere a mente durante la scrittura di un business plan sono parecchie, spero di averti dato una serie di informazioni utili per rendere il tuo business plan a prova di….bomba!

    Ma ti lascio con un ultimo consiglio extra: ricordati sempre di essere umile. Sì, perché quando si parla di business plan la competenza in maniera è necessaria.

    E quindi?

    Fai revisionare il tuo Business Plan da qualcuno che abbia reali competenze per farlo… quindi con tuo cugino o l’amico del tuo amico… vai solo a prendere un caffè! Ok?

    Siamo arrivati alla fine di questa guida, spero davvero che gli spunti che ti ho dato ti siano stati utili per realizzare un business plan perfetto. E se avessi necessità di un supporto professionale per realizzare il tuo business plan, io ed il team di Trovabando siamo a tua disposizione per aiutarti!


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  • Agevolazioni alle imprese: 10 cose da sapere per partecipare ad un bando

    Agevolazioni alle imprese: 10 cose da non dimenticare

    Come avrai capito se segui il nostro blog, noi di Trovabando ci occupiamo di consulenza e di agevolazioni alle imprese da diversi anni ed i bandi e le agevolazioni pubbliche sono, letteralmente, il nostro pane quotidiano.

    Dall’inizio dell’avventura della nostra piattaforma web, ovvero dall’ottobre 2014, abbiamo lavorato con oltre 50 aspiranti imprenditori, liberi professionisti, aziende di piccole e piccolissime dimensioni, per accedere a bandi ed agevolazioni regionali e nazionali. Senza contare le agevolazioni a cui abbiamo partecipato noi stessi come azienda, ad esempio per assumere personale o sviluppare la nostra piattaforma.

    Tutto questo ci ha fatto comprendere come le convinzioni sbagliate, sul tema della finanza agevolata, siano abbastanza diffuse e radicate.

    La scarsa conoscenza del mondo delle agevolazioni alle imprese penalizza fortemente le imprese, le startup e gli aspiranti imprenditori che, a volte, finiscono per essere esclusi dai bandi o rinunciano direttamente a partecipare alle agevolazioni per paura di non risultare vincitori.

    agevolazioni-imprese-10-cose-da-sapere
    Ecco una lista delle 10 cose da tenere sott’occhio quando si partecipa ad un bando, leggila tutta!

    Eppure le regole da tenere a mente, non sono poi così tante, ed ho pensato di sintetizzartele in un piccolo decalogo che potrai utilizzare ogni qual volta deciderai di approcciarti ad un bando pubblico per non sprecare alcuna opportunità di partecipare anche tu alle agevolazioni alle imprese.

    1. Leggi con attenzione tutto il bando

    Non limitarti a leggere la scheda sintetica sul bando o gli articoli dei blog ma leggi sempre tutto l’avviso pubblico, la modulistica e le FAQ.

    2. Occhio alla data di scadenza

    Controlla sempre la data di scadenza del bando e la modalità di presentazione della domanda.

    come trovare le agevolazioni imprese
    Ecco una lista delle 10 cose da tenere sott’occhio quando si partecipa ad un bando, leggila tutta!

    3. Modulistica e documentazione

    Controlla bene quali sono i documenti da presentare: c’è da scrivere il Business Plan?

    Devi compilare dei moduli specifici e tecnici? Il tempo per preparare la documentazione richiesta dall’avviso pubblico è sufficiente? Sei in grado di farlo da solo?

    Se sei autonom* nella gestione dei documenti, dovrai solo assicurarti di poter realizzare o raccogliere i moduli necessari alla partecipazione entro la data di scadenza della partecipazione. Ma, qualora dovessi avere delle difficoltà, ti suggerisco di leggere il punto successivo.

    4. Non avere paura di chiedere aiuto

    Usa le eventuali FAQ che trovi sul sito dell’ente erogante, ma, se hai dei dubbi, non avere paura di chiedere aiuto: al tuo consulente, all’ente erogante o ai servizi di assistenza indicati nell’avviso pubblico.

    Esistono tante società di consulenza che possono aiutarti nella partecipazione alle agevolazioni pubbliche. Anche Trovabando offre uno specifico servizio di Advisory, per aiutare le imprese ad ottenere i fondi a loro dedicati. 

    come ottenere agevolazioni imprese
    Ecco una lista delle 10 cose da tenere sott’occhio quando si partecipa ad un bando, leggila tutta!

    5. Codice ateco e altri requisiti

    Se sei una società già costituita verifica di possedere tutti i requisiti richiesti dal bando facendo attenzione al tuo codice ateco e al regime di aiuto previsto dal bando (es. De Minimis, Reg 651/2014). Sono molte le agevolazioni alle imprese che sono indirizzate solo a chi opera in specifici settori di attività.

    Se sei una costituenda puoi costituirti con il codice ateco ammesso. Inoltre verifica se esistono altri requisiti come sede operativa in una determinata regione o limiti di età.

    Verifica l’elenco dei codici ateco ufficiale aggiornato al 2024.

    6. Posso partecipare?

    Verifica bene chi sono i soggetti beneficiari e i requisiti per partecipare: MPMI, ditta individuale, startup innovativa, società di persone, società di capitali, cooperative, RTI, ATI, e così via.

    Hai ben chiaro chi è il beneficiario del bando? 

    7. Che tipo di impresa sei?

    Il bando richiede di essere una startup innovativa, impresa sociale, impresa femminile o giovanile? Verifica con il tuo commercialista se hai i requisiti per esserlo o per diventarlo.

    fondo perduto imprese come richiederlo
    Ecco una lista delle 10 cose da tenere sott’occhio quando si partecipa ad un bando, leggila tutta!

    8. Ambito di investimento

    Se il bando richiede che il progetto ammissibile rientri in determinate aree tematiche (ad es. S3, settori KIA, innnovazione etc.) verifica che il tuo progetto rientri nell’area richiesta.

    9. Quali sono le spese ammissibili?

    Verifica che le spese a cui si riferisce il bando siano quelle di cui hai realmente bisogno ma soprattutto la modalità di funzionamento del bando: si riferisce a spese già sostenute o a spese ancora da sostenere?

    In quel caso, dovrai prima di tutto capire se la tua esigenza è quella di avere un ritorno su dei costi che hai già sostenuto, oppure se vuoi liquidità per le spese d’impresa da sostenere.

    10. Sii critic* e scrupolos*

    Se sei abituato a fare business plan e a presentare progetti non essere presuntuoso! Fai comunque revisionare il tuo progetto da persone competenti.

    Se hai ancora dubbi o hai bisogno di un aiuto professionale per accedere ad una agevolazione pubblica contattaci e saremo lieti di aiutarti!

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  • Innovative SMEs: Sostegno alle PMI innovative

    Innovative SMEs Sostegno alle PMI innovative

    Eureka, con una storia di quasi 40 anni, ha sviluppato numerose iniziative, tra cui Innovative SMEs, Network projects, Clusters, Globalstars e Investment Readiness Programma. Innovative SMEs è finanziato dalla Commissione Europea, mentre le altre iniziative ricevono finanziamenti direttamente dagli Stati Membri e da altri Paesi extra UE (37 in totale), assegnando fondi dai propri bilanci statali.

    Innovative SMEs è un partenariato dedicato alle PMI innovative, progettato per aumentare la loro capacità di ricerca e innovazione, nonché la produttività. Ciò offre alle PMI la possibilità di inserirsi nella value chain europea e in quelle di nuovi mercati globali, supportando la competitività, l’innovazione e l’internazionalizzazione delle PMI innovative, attraverso la connessione con lo Spazio Europeo della Ricerca (ERA).

    Le imprese che partecipano avranno la possibilità di collaborare a livello internazionale, definendo la propria idea di progetto, condividendo competenze e creando reti con aziende innovative in tutto il mondo.

    Nell’ambito dell’iniziativa europea Innovative SMEs è stato emanato il bando Eurostars, che ha l’obiettivo di finanziare le piccole e medie imprese che desiderano collaborare a progetti di ricerca e sviluppo per creare prodotti, processi o servizi innovativi per la commercializzazione.

    Chi sono i beneficiari?

    Il bando Eurostars è aperto a diverse tipologie di imprese e organizzazioni che desiderano collaborare su progetti innovativi, inclusi: piccole e medie imprese (PMI) che cercano finanziamenti per sviluppare prodotti, processi o servizi innovativi; PMI innovative con un alto livello di innovazione e ricerca di soluzioni all’avanguardia; start-up innovative nelle prime fasi di sviluppo che cercano finanziamenti per portare avanti idee innovative; organismi di ricerca che possono fornire competenze e conoscenze specializzate per il progetto di ricerca e sviluppo; e grandi imprese che desiderano collaborare con PMI, PMI innovative o start-up innovative per progetti innovativi. Inoltre, il bando all’interno di innovative smes consente la collaborazione tra diverse tipologie di imprese e organizzazioni, favorendo la creazione di sinergie imprenditoriali e stimolando l’innovazione europea.

    Quali sono le spese ammissibili?

    L’agevolazione all’interno di innovative smes riguarda le spese sostenute dal soggetto proponente o dal personale in collaborazione con il progetto di ricerca e sviluppo.

    Sono ammessi i costi del personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, ad esclusione del personale amministrativo, contabile e commerciale. Sono ammissibili anche gli strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione utilizzati per il progetto, con una quota di ammortamento fiscali ordinarie calcolate sul periodo di svolgimento del progetto. Sono inoltre inclusi i servizi di consulenza e l’acquisizione dei brevetti e del know-how tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato. Vengono inoltre coperte le spese generali, comprese le spese per la comunicazione e la disseminazione dei risultati, calcolate su base forfettaria nella misura del 25% dei costi diretti ammissibili.

    Le agevolazioni sono concesse in base alle soglie di notifica individuali stabilite, con un contributo diretto alla spesa del 50% per i costi di ricerca industriale e del 25% per i costi di sviluppo sperimentale, fino a un massimo di €500.000 per progetto, indipendentemente dal numero di partecipanti italiani.

    Per accedere al programma, è necessario soddisfare specifiche caratteristiche, tra cui la formazione di un consorzio che coinvolga almeno due soggetti indipendenti, inclusi organismi di ricerca e grandi imprese, e la nomina di un capo progetto che sia una PMI innovativa di un Paese Eurostars.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Per partecipare al progetto congiunto all’interno di innovative smes, sarà necessario presentare una domanda sia al bando europeo che a quello nazionale. Il bando europeo è già disponibile online con scadenza fissata al 13 aprile 2023. Per accedervi, è necessario creare un account sulla piattaforma di progetto e avviare la richiesta.

    Per quanto riguarda la domanda nazionale, i ministeri saranno responsabili della gestione. I due ministeri pubblicheranno presto un provvedimento con i termini e le modalità di presentazione delle richieste, che non dovrebbero differire troppo dalla documentazione richiesta a livello europeo. Sul sito del MIMIT sono disponibili già la normativa e tutte le informazioni necessarie.

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  • I…come Impresa Femminile

    Marzo è il mese delle donne e ovviamente non poteva mancare sul nostro blog un articolo dedicato proprio a loro!

    Cos’è un’impresa femminile e quali sono i requisiti

    Secondo la definizione ufficiale, “si considerano femminili, le imprese la cui partecipazione del controllo e della proprietà è detenuta in prevalenza da donne: sono classificate in base al maggiore o minore grado di imprenditorialità femminile, desunto dalla natura giuridica dell’impresa, dall’eventuale quota di capitale sociale detenuta da ciascun socio, e dalla percentuale di donne presenti tra gli amministratori o titolari o soci dell’impresa“.

    In altre parole…

    Le imprese femminili sono le micro, piccole e medie imprese che possiedono queste caratteristiche:

    1. possono essere società cooperative o società di persone costituite in misura non inferiore al 60% da donne;
    2. oppure società di capitali le cui quote di partecipazione spettano in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno due terzi da donne;
    3. o anche imprese individuali gestite da donne.
      La definizione delle imprese femminili è stabilita dall’art. 2, comma 1, lettera a) della legge 215/1992 e successive modifiche e integrazioni.

    Cosa vuol dire? Vediamo insieme un esempio pratico..

    Hai una ditta individuale?

    Sei considerata impresa femminile se sei la titolare di una ditta individuale. Questo è il caso sicuramente più semplice di impresa femminile!

    Hai una società di capitali?

    Se hai delle quote di una srl o le azioni di una spa, il calcolo è un pochino più complesso, poichè bisogna tener conto sia della percentuale di quote detenute dalle socie donne, sia della governance dell’impresa.

    Riprendiamo l’esempio di prima e immaginiamo che tu sia in società con tua sorella e tuo fratello, ma che la vostra sia una srl la cui composizione è la seguente:

    • Tu detieni il 35%
    • Tua sorella detiene il 35%
    • Tuo fratello detiene il 30%

     

    In questo caso la componente femminile (tu e tua sorella per capirci) detiene congiuntamente il 70% delle quote (35% + 35%) e supera il limite “minimo” del 60% richiesto dalla normativa per essere considerata un’impresa femminile.

    Però (eh si, c’è sempre un però) è necessario che anche gli organi amministrativi dell’impresa siano costituiti per almeno 2/3 da donne…

    Che significa? Che nel caso in cui la vostra impresa adotti il sistema tradizionale, con un Consiglio di Amministrazione quindi, è necessario che questo sia composto da te, tua sorella e da tuo fratello. In questo modo sarà rispettata la composizione di 2/3 richiesta dalla norma per quanto concerne gli organi amministrativi.

    Ricorda, quindi, che non basta avere delle socie donne in azienda, ma vanno sempre prese in considerazione la percentuale delle quote di ogni socia e composizione degli organi di controllo (come il Consiglio di Amministrazione, ad esempio).

    …e in Italia?

    Non spaventarti, non sei sola! Se ti stai chiedendo quante imprese femminili ci sono attualmente attive in Italia, sappi che non sono poche. Le italiane sono un popolo di imprenditrici!

    Esiste anche un interessante strumento che tratta proprio di questo: l’Osservatorio Imprenditoria Femminile di Unioncamere – Infocamere.

    I dati del 3° Rapporto Nazionale “Impresa in genere” 2016, realizzato in collaborazione tra Unioncamere, Ministero dello Sviluppo Economico e Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le Pari Opportunità parlano chiaro:

    Il ruolo attivo delle donne nel tessuto imprenditoriale del Paese è espresso dalla presenza, nel 2014, di 1,3 milioni di imprese femminili, ovvero in Italia un’impresa su 5 è una impresa femminile!

    …e tu? Cosa aspetti ad aprire la tua impresa femminile?

    Sapevi che esistono delle agevolazioni dedicate solo a questo tipo di impresa? Contattaci per scoprire qual è quella su misura per te!

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  • Le 8 idee per attirare clienti potenziali

    La mini guida con le principali strategie per commercialisti… e non solo!

    Le 8 idee per attirare clienti e una serie di semplici tool che ti consentiranno di lavorare meglio, comunicare meglio ed in definitiva… semplificare la tua vita lavorativa.

    Sono tutti rigorosamente online, alcuni gratuiti e altri disponibili per poco meno di 10 o 20 euro.

    Prima di procedere però vorrei darti qualche informazione in più sull’argomento…

    Gli ultimi Rapporti Annuali sull’Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili parlano chiaro: nel 2022 il numero dei Commercialisti iscritto all’albo è aumentato del 15%, i redditi medi stanno lentamente diminuendo e attori sempre più competitivi sul business “tradizionale” consolidano le proprie posizioni come, ad esempio, i CAF.

    Il risultato è che acquisire nuovi clienti è diventata, specialmente per i giovani commercialisti, una “missione impossibile”. 

    Come attirare nuovi clienti potenziali?

    Volantinaggio? Pubblicità sui giornali locali? Passaparola?

    Se le hai provate praticamente tutte per trovare nuovi clienti, tutte ma senza risultati visibili e stai cercando un modo efficace per aumentare il numero di clienti ed il fatturato del tuo studio professionale..sei nel posto giusto!

    Inizia a pensare “out of the box” ed impara a:

    • rendere più efficiente il tuo lavoro
    • offrire qualcosa di diverso dalla “classica” assistenza contabile e fiscale
    • semplificare il rapporto con i tuoi clienti
    • farti trovare da chi non ti conoscere

    trovare clienti commercialista
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    Le 8 idee per attirare clienti e aumentare il fatturato

    Se non è possibile ridurre le scadenze fiscali, scegliere solo clienti perfetti ed emigrare alle Maldive…è però possibile utilizzare una serie di strumenti che ti renderanno più semplice e veloce il tuo lavoro.

    1. Fatti trovare facilmente  

    Ti sembrerà scontato ma non è così! Il primo passo da fare è inserire il tuo studio su Google My Business.

    Ti basterà registrare il tuo studio su questo strumento gratuito di Google e potrai mostrare l’orario di apertura, il numero di telefono e le indicazioni stradali per raggiungerti nella Ricerca Google e su Maps, tramite Google My Business.

    Inoltre i tuoi clienti potranno lasciare delle recensioni e, come sicuramente saprai, il passaparola positivo è uno degli strumenti determinanti nella scelta di un professionista da parte di un cliente!

    2. Organizza al meglio il tuo lavoro

    Sul web ci sono moltissimi strumenti di project mangement che ti consentiranno di gestire al meglio compiti, progetti e appunti e abbandonare definitivamente i fogli volanti e le corse all’ultimo minuto per finire quello che stavi facendo.

    Qualche esempio? Prova con Asanatrello o basecamp! Potrai provarli in versione free e magari passare alla versione a pagamento (ma si tratta di pochi euro) per coordinare efficacemente anche il lavoro dei tuoi colleghi e collaboratori.

    Noi di Trovabando utilizziamo da diversi anni Asana e ci troviamo benissimo!

    3. Mostra chi sei e cosa sai fare

    Se sei pratico di informatica puoi provare a creare il tuo sito aziendale con piattaforme online gratuite, come ad esempio wordpress, oppure utilizzare alcuni strumenti online che consentono a tutti, ma proprio tutti, di creare il proprio sito da zero senza avere competenze di programmazione.

    Qualche esempio? Wix.com o Flazio fra tutti.

    Perché ti dico questo? Perché il sito web è spesso la prima cosa che gli altri vedono di te quando cercano il tuo nome su Google e… non essere presenti sul web o esserlo in maniera poco professionale o approssimativa è davvero una pessima pubblicità

    D’altronde, la prima impressione è quello che conta: perché giocarsi male una possibile opportunità?

    Essere un professionista significa, in fondo, che sei tu il tuo prodotto e devi saperti proporre nel modo giusto, evidenziando le tue competenze, specializzazioni e capacità, nell’ottica del Personal Branding (per il concetto di personal branding ti rimando all’ottimo manuale “Fai di te stesso un brand” di Riccardo Scandellari).

    4. Risparmia tempo

    Perché vedersi di persona e perdere tempo nel traffico se puoi incontrarti virtualmente? Prova ad usare Gotomeeting o Join.me e risparmierai tempo e fatica, riducendo il tempo degli spostamenti per te e per i tuoi clienti.

    Meno stress per te e per loro, e soddisfazione per tutti. Non male, non trovi?

    5. Resta aggiornato 

    Forse usi già Google Alert ma per non perdere nulla, ma proprio nulla, di quello che ti interessa perché non utilizzare delle cosiddette “Reading App”?

    Ce ne sono diverse, da Feedly a Flipboard… Un ottimo modo per non perdersi aggiornamenti e novità quando sei impegnato, e leggerli con calma nei ritagli di tempo.

    6. Cura i canali social

    Se anche tu pensi che creare una pagina Facebook del tuo studio, una pagina aziendale su Linkedin o un account Twitter sia una perdita di tempo… ti sbagli di grosso!

    Curare la tua presenza sui social ti consentirà di comunicare ai tuoi clienti, di oggi e di domani, le tue aree di competenza, le tue specializzazioni ed i tuoi interessi professionali ed extra professionali, veicolando allo stesso tempo informazioni utili su argomenti attinenti il tuo lavoro. Essere generosi ripaga sempre, ricordatelo! Anche e soprattutto sui social.

    Se vuoi gestire i tuoi canali social con un unico strumento che ti permette di calendarizzare i tuoi post o tweet ti segnalo Postpickr, piattaforma gratuita italiana che ti consente la gestione integrata di tutti i tuoi account in maniera semplice ed intuitiva.

    Testato dal team di Trovabando!

    7. Tieni un blog

    Non c’è modo migliore per farsi conoscere da nuovi potenziali clienti e mettere in luce le proprie aree di competenza specialistica che tenere un blog.

    Se non vuoi addentrarti nella creazione e gestione di un blog strutturato, perché magari sei solo all’inizio, prendi in considerazione piattaforme come Linkedin Pulse, Facebook Note e Medium.

    Se vuoi approfondire questo aspetto, questo articolo di Ninja Marketing fa al caso tuo.

    8. Fai felici i tuoi clienti con un servizio innovativo…

    Converrai con me che un cliente soddisfatto è viatico per una vita professionale, serena e proficua. Se cerchi un servizio in grado di fare davvero felici i tuoi clienti, individuando per loro tutte le opportunità provenienti da bandi e contributi europei… sei già sul sito giusto.

    Concentrati solo sulla tua professione, a trovare il bando giusto per i tuoi clienti ci pensiamo noi!

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  • Emilia Romagna: sostegno imprenditoria femminile

    Sostegno imprenditoria femminile

    La Regione Emilia Romagna inizia il 2023 con una serie di agevolazioni regionali e bandi tesi a supportare le pmi del territorio e a maggioranza femminile.

    L’agevolazione in questione ha come obiettivo quello di incentivare interventi riguardanti la crescita e il consolidamento dell’imprenditoria femminile.

    Questi dovranno mirare all’aumento della competitività e della qualità delle imprese gestite da donne, ed evidenziare, qualora fosse possibile, il legame tra le pari opportunità, il business aziendale e la qualità del lavoro. Le risorse assegnate sono pari a 3.000.000 milioni di euro, i destinatari sono le imprese a partecipazione femminile.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il bando sostegno imprenditoria femminile della Regione Emilia Romagna prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto nella misura massima del 50% della spesa ammessa e per un importo, comunque, non superiore a euro 80.000,00 e sarà calcolato come segue:

    • una quota parte sarà determinata in misura pari al 30% della spesa ritenuta ammissibile;
    • una eventuale quota parte concedibile fino ad un massimo del 15% della spesa ritenuta ammissibile, a copertura del costo per interessi da sostenersi per l’attivazione di un mutuo di almeno 4 anni, calcolato sulla base dell’attualizzazione dei costi di interessi. Il calcolo di tale importo sarà effettuato considerando la durata e il valore del mutuo effettivamente stipulato dall’impresa (di importo almeno pari al 50% dell’investimento), applicando un tasso massimo di interesse forfettario del 4%.

    Chi sono i beneficiari?

    I beneficiari dell’agevolazione sostegno imprenditoria femminile sono le MPMI (micro, piccole e medie imprese, compresi consorzi, società consortili e società cooperative) con sede legale e/o operativa in Emilia-Romagna, a “prevalente partecipazione femminile” così individuate:

    • le imprese individuali in cui il titolare sia una donna;
    • le società di persone e le società cooperative in cui il numero di donne socie rappresenti
      almeno il 60% dei componenti la compagine sociale, indipendentemente dalle quote di capitale detenute;
    • le società di capitali in cui le donne detengano almeno i due terzi delle quote di capitale e
      costituiscano almeno i due terzi del totale dei componenti dell’organo di amministrazione.

    I soggetti che non possono in alcun caso accedere all’agevolazione sono le imprese agricole.

    Quali sono gli investimenti ammissibili?

    Il bando sostegno imprenditoria femminile finanzia una serie di interventi volti alla crescita e al consolidamento dell’imprenditoria femminile. Fra gli investimenti ammissibili troviamo quelli volti a:

    • all’innovazione e valorizzazione di prodotto e dei sistemi di vendita;
    • al miglioramento dell’efficienza dei processi di erogazione dei servizi, all’innovazione dei servizi con particolare riferimento alla messa a punto ed alla sperimentazione di metodologie e applicazioni innovative nel campo della progettazione, dei processi e del monitoraggio;
    • alla informatizzazione e alle innovazioni di processo;
    • allo sviluppo innovativo dei sistemi informatici-informativi e dei processi di digitalizzazione del lavoro;
    • ad implementare e diffondere metodi di promozione, acquisto e vendita on line di servizi
      nonché a sviluppare nuove funzioni avanzate nel rapporto con la clientela;
    • a sviluppare sistemi di sicurezza informatica;
    • alla riqualificazione estetica e funzionale del laboratorio/punto vendita;
    • all’automatizzazione e informatizzazione dell’attività anche con acquisto di strumenti e
      attrezzature professionali tecnico-strumentali e tecnologiche;
    • al riposizionamento strategico dell’attività;
    • a implementare sistemi di controllo di gestione e valutazione economica dell’attività;
    • all’introduzioni di soluzioni in grado di consentire lo sviluppo di un contesto e di un’organizzazione lavorativa tali da agevolare la conciliazione delle responsabilità lavorative e di quelle familiari.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il sostegno imprenditoria femminile della Regione Emilia Romagna prevede una serie di spese ammissibili di seguito elencate:

    1. acquisto di macchinari e attrezzature, infrastrutture telematiche e digitali;
    2. acquisto di brevetti, licenze software, cloud e servizi applicativi o altre forme di
      proprietà intellettuale, necessari al conseguimento degli obiettivi dell’intervento;
    3. consulenze, destinate all’aumento della produttività, all’innovazione organizzativa, al
      trasferimento delle tecnologie, alla ricerca di nuovi mercati per il collocamento dei
      prodotti, gli studi di fattibilità e i piani d’impresa, comprensivi dell’analisi di mercato, gli
      studi per la valutazione dell’impatto ambientale, le spese relative ad iniziative e campagne promozionali debitamente motivate e contestualizzate. Tali spese saranno riconosciute nella misura massima del 30% della somma delle spese di cui ai numeri 1+2;
    4. opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, funzionali alla realizzazione del progetto, riconosciute nel limite massimo di 5.000 euro;
    5. costi generali nella misura massima del 5% dei costi diretti ammissibili dell’operazione,
      ovvero della somma delle spese di cui ai numeri 1+2+3+4.

    Sono da considerarsi non ammissibili tutte le voci di spesa non contenute in questo elenco.

    Ricordiamo inoltre che è prevista una valutazione a punteggio.

    Come e quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande di partecipazione al bando sostegno imprenditoria femminile devono essere presentate dalle ore 10.00 del giorno 24 febbraio 2023 alle ore 13.00 del giorno 28 marzo 2023, per interventi da realizzarsi entro il 31 dicembre 2023.

    Le domande di contributo dovranno essere compilate, validate ed inviate alla Regione esclusivamente per via telematica, tramite l’applicazione web SFINGE 2020, le cui modalità di accesso e di utilizzo saranno rese disponibili sul sito internet della Regione al seguente indirizzo: http://fesr.regione.emilia-romagna.it, nella sezione dedicata al bando.


    PARLANE CON NOI

  • Fondi europei diretti e indiretti: tutto quello che devi sapere per conoscerli e usarli

    Mini guida per comprendere meglio come funzionano le opportunità di finanziamento tramite i fondi europei diretti e indiretti.

    Il mondo dei fondi europei diretti e indiretti per chi non si occupa di europrogettazione è spesso visto come un pianeta misterioso ed impenetrabile. In realtà le opportunità per aziende, startup, università, enti, e associazioni sono molteplici e decisamente interessanti.

    Per poter utilizzare correttamente i fondi europei diretti e indiretti, però, è fondamentale comprendere bene quali sono le differenze tra le varie tipologie di fondi, ma anche pro e contro di ciascuna tipologia di agevolazione, così da scegliere correttamente un fondo diretto piuttosto che un fondo indiretto, o viceversa.

    In linea generale, devi sapere che le opportunità che vengono dall’Europa si suddividono in fondi diretti e fondi indiretti. Vediamo insieme analogie e differenze di questi strumenti, per comprendere quale risorsa fa realmente al caso tuo.

    Fondi europei diretti

    I fondi europei diretti sono gestiti direttamente dalle Direzioni generali della  o dalle Agenzie esecutive, che per la gestione dei programmi del settennato 2021-2027 sono sei. 

    I fondi diretti sono strutturati in:

    • programmi tematici o comunitari
    • strumenti per l’assistenza esterna

    I fondi europei diretti sono erogati sotto forma di:

    1. Sovvenzioni (dette grants), ossia contributi economici destinati a specifici progetti collegati alle politiche dell’di solito a seguito di un “invito a presentare proposte”, o “call for proposal“.
    2. Appalti conclusi dalle istituzioni europee per acquistare servizi, beni o opere, necessari per le loro attività, per esempio studi specifici, corsi di formazione, organizzazione di eventi o conferenze, o la fornitura di nuove attrezzature informatiche. Gli appalti sono aggiudicati mediante bandi di gara (call for tenders).

    Alcuni dei programmi comunitari più noti e che, probabilmente avrai già sentito nominare, sono:

    Se desideri rimanere aggiornato su tutte le informazioni relative ai fondi diretti, ti consiglio di visitare il sito della Commissione Europea, che ti consente di verificare quali e quante sono le opportunità disponibili per il tuo progetto e le modalità di partecipazione per ciascun programma comunitario. In alternativa, se vuoi una soluzione più rapida e comoda, c’è Trovabando!

    Ricorda che una caratteristica estremamente importante di questa tipologia di fondi è la necessità (con rarissime eccezioni) della creazione di un partenariato transnazionale.

    Che cosa significa? In parole povere, i progetti presentati dovranno coinvolgere società o enti partner di almeno due stati membri della Comunità Europea. La ricerca di potenziali partner può essere effettuata attraverso numerosi portali, particolarmente utili sono gli strumenti di ricerca dell’Executive Agency for Smes (EASME), ed il motore di ricerca dell’Agency for the promotion of European Research (APRE).

    Last but not least, tutti i fondi diretti non finanziano mai il 100% dei costi del progetto. Quindi, se decidi di partecipare dovrai dimostrare di possedere la capacità economica sufficiente per poter sostenere le spese che saranno a tuo carico.

    Fondi europei indiretti

    I fondi europei indiretti sono rappresentati dai c.d fondi strutturali e di investimento anche detti fondi SIE. I fondi indiretti sono finanziati dalla Commissione Europea ma sono gestiti dalle autorità locali nazionali, come i ministeri (e si parlerà di PON, Programmi Operativi Nazionali), o regionali (e si parlerà di POR, Programmi Operativi Regionali).

    Questi fondi hanno l’obiettivo di attuare la “politica regionale” o “politica di coesione” dell’Unione Europea riducendo le disparità economiche, sociali e territoriali tra le varie regioni europee.

    I fondi strutturali sono suddivisi in:

    •  (FESR)
    • Fondo sociale europeo Plus (FSE+)
    • Fondo di coesione (FC)
    • Fondo per la giusta transizione (JTF)
    • Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)
    • Fondo Europeo Affari Marittimi Pesca e Acquacoltura (FEAMPA)

     

    In Italia sono operativi il FESR, l’FSE+, il FEASR e il FEAMPA, mentre possono accedere alle risorse del Fondo di Coesione, solo gli stati membri con Redditi Nazionali Lordi estremamente bassi come, la Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria.

    I fondi indiretti vengono gestiti ed erogati dalla autorità regionali o nazionali sotto forma di:

     

    Ma vediamo insieme quali sono le caratteristiche di questi fondi. I fondi indiretti sono, generalmente cofinanziati dallo Stato Italiano.

    Il cofinanziamento fa si che le risorse per le imprese, gli aspiranti imprenditori e gli enti, per il settennato 2021-2027 ammontino a circa 148 Miliardi di Euro come riportato dal portale del Dipartimento delle Politiche di Coesione “OpenCoesione“.

    Gli avvisi pubblici che vengono emanati dalle finanziarie regionali e dagli altri enti eroganti sono indirizzati sia allo sviluppo dell’imprenditorialità, sia allo sviluppo di iniziative esistenti per Piccole e Medie imprese, startup innovative, ma anche per liberi professionisti e titolari di ditte individuali che, solo dal 2017, dopo anni di attesa, sono stati ammessi a presentare domanda per richiedere questa tipologia di agevolazioni.A

    Come posso individuare le opportunità per me?

    Se ti stai chiedendo dove trovare tutte le opportunità derivanti da fondi europei indiretti… la risposta è facile!

    Su Trovabando, infatti, sono presenti, in un unico posto, tutte le opportunità derivanti da fondi indiretti in un unico posto.

    Spero che questa breve panoramica sul mondo delle agevolazioni e dei fondi europei diretti e indiretti ti abbia fatto comprendere quali strumenti utilizzare per finanziare il tuo progetto nel migliore dei modi. Se cerchi un aiuto professionale per la partecipazione a un bando o a un’agevolazione pubblica… non esitare a contattarci!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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