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Categoria: Imprenditorialità

  • Come aprire un Centro Estetico con Resto al Sud Invitalia

    La Miniguida su come aprire un centro estetico o un parrucchiere con il nuovo bando di Invitalia

    Scopri l’agevolazione di Invitalia che ti permette di aprire il tuo centro estetico o salone di parrucchiere in una delle Regioni del meridione.

    Se sei una giovane estetista o una parrucchiera under 56 e sogni di metterti in proprio in una delle regioni del Sud questa è l’agevolazione per te.

    Scopriamo insieme tutto su questa agevolazione e come fare per richiederla e partire subito con la tua nuova attività nel campo dell’estetica.

    Che cos’è Resto al Sud?

    Resto al Sud è una nuova agevolazione gestita da Invitalia e dedicata all’avvio di nuove attività giovanili nel Sud Italia.

    L’agevolazione interessa le seguenti regioni:

    • Abruzzo
    • Basilicata
    • Molise
    • Puglia
    • Calabria
    • Campania
    • Sicilia
    • Sardegna

    Chi può partecipare a Resto al Sud?

    Possono partecipare a Resto al Sud i giovani tra i 18 ed i 55 anni che risiedono nelle regioni elencate sopra o che intendono trasferire la propria residenza in una delle regioni elencate in caso di ammissione alla agevolazione.

    Attenzione

    Due cose molto importante da sapere prima di partecipare: per poter richiedere l’agevolazione non bisogna essere stati già titolari di altre attività di impresa (quindi titolari di partita iva o legali rappresentanti di società) alla data del 21/06/2017.

    Qualora, invece, si abbia un contratto a tempo indeterminato bisogna essere disposti a lasciare il proprio lavoro in caso di aggiudicazione dell’agevolazione.

    Quali attività possono essere finanziate con questo bando?

    Come ti anticipavo all’inizio, tra le moltissime attività che possono essere finanziate rientrano tutte quelle relative ai servizi alle persone quali:

    • Saloni di barbiere e parrucchiere uomo donna
    • Istituti di bellezza e centri estetici
    • Manicure e pedicure

    Come vedi, l’opportunità per chi vuole aprire un salone di estetica o un parrucchiere uomo/donna è davvero interessante.

    Come funziona effettivamente Resto al Sud?

    Resto al Sud assegna €50.000 per ciascun socio fino ad un massimo di € 200.000 nel caso di progetti presentati da 4 persone fisiche.

    I € 50.000 che sono assegnati al singolo socio sono suddivisi in base alle seguenti percentuali:

    • 50% a fondo perduto
    • 50% finanziamento bancario a tasso zero con garanzia statale dell’80% sul finanziamento.

    Ti faccio un esempio pratico:

    Se vuoi aprire un centro estetico insieme ad una socia, potrete richiedere globalmente € 100.000.

    Di questi, € 50.000 vi verranno assegnati a fondo perduto e non dovranno essere rimborsati mentre i restanti € 50.000 vi saranno erogati tramite un finanziamento a tasso zero della durata di 8 anni e con due anni di pre ammortamento.

    Quali spese potrai coprire con Resto al Sud?

    Usare Resto al Sud per aprire un centro estetico o un salone di parrucchiere è estremamente conveniente in quanto le spese che possono essere effettuate con il denaro ricevuto da Invitalia riguardano:

    • Acquisto di macchinari ed attrezzature nuove per il tuo salone (ad esempio i costosi macchinari per l’estetica avanzata e la strumentazione per l’estetica base ma anche il PC e la stampante che utilizzerai per gestire le prenotazioni)
    • Arredi per il tuo centro (lettini, poltrone, divanetti per l’attesa delle clienti, il bancone e molto altro per rendere bello ed accogliente il tuo centro)
    • Ristrutturazione del locale per renderlo idoneo alle normative previste per questa attività
    • Programmi informatici e realizzazione del sito web del tuo centro
    • Canoni di affitto del tuo nuovo locale
    • Utenze
    • Materiali di consumo
    • E…. molto altro!

    Attenzione: è sempre escluso l’acquisto di beni usati ma soprattutto tieni a mente che il bando non ti speserà l’IVA.

    Che significa? Che dovrai essere sicura di avere la liquidità sufficiente per pagare l’Iva delle fatture che i tuoi fornitori ti faranno in quanto questo importo non ti verrà fornito.

    Su questo punto ti invito alla massima attenzione perché, molti consulenti non mostrano la dovuta attenzione su questo punto che, invece, secondo noi di Trovabando è fondamentale.

    Ti faccio un esempio pratico per capire meglio:

    Poniamo che tu sia una estetista e che tu voglia aprire un tuo centro in autonomia.

    Potrai richiedere € 50.000 ad Invitalia suddivisi in una quota del 35% a fondo perduto ed una quota del 65% a tasso agevolato e con garanzia pubblica.

    Questi € 50.000 che richiederai però, non tengono conto dell’IVA che dovrai pagare sulle fatture che ti verranno fatte e che su questo importo è pari ad € 11.000.

    Dunque, nel caso tu voglia richiedere € 50.000 dovrai avere la disponibilità di € 11.000 extra che ti serviranno per pagare l’IVA.

    Tutto chiaro?

    Come hai visto, Resto al Sud è una agevolazione da tenere in considerazione se hai le giuste qualifiche come estetista o parrucchiera e stai pensando di aprire la tua attività nel campo dell’estetica e del benessere. Ma affrettati, si tratta di un bando a sportello e le risorse potrebbero terminare!

    Vuoi verificare se hai tutti i requisiti di accesso a questa agevolazione gratuitamente ed in meno di un minuto! Clicca sul pulsante “Scopri se posso richiedere Resto al Sud” ed effettua il nostro test online gratuito, verificherai in un lampo se questo bando fa per te e verrai riontattato da un consulente per maggiori informazioni!

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  • Pnrr in sintesi: cos’è il Piano Nazionale di ripresa e resilienza

    Cosa significa Pnrr, il piano dell’Italia per superare la crisi economica e sociale

    Pnrr: cosa significa

    Pnrr in sintesi è l’acronimo di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (conosciuto anche come Italia Domani). È il piano elaborato dall’Italia per superare i danni economici e sociali causati dall’emergenza sanitaria da Covid-19.

    Fornisce un vasto programma di riforme che verrà avviato, da qui fino al 2026, per investire i 750 miliardi di euro in arrivo dall’Europa.

    Cos’è il Pnrr?

    Quando parliamo del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ci riferiamo a un programma di oltre 200 pagine di non semplice comprensione che servirà ad accedere alle risorse economiche previste dal Next Generation EU.

    Sul PNRR aleggia un velo di mistero, sotto il quale si nascondono tante domande: quali sono gli obiettivi del piano? Da dove arrivano le risorse economiche? Quanti miliardi verranno stanziati? Quali sono i temi interessati? Ma soprattutto, quali imprese potranno realmente accedere alle risorse economiche?

    Cerchiamo subito di dare una risposta a queste (e a tante altre) domande.

    Da dove arrivano le risorse economiche?

    Facciamo un po’ di chiarezza rispondendo a una semplice domanda: da cosa nasce il PNRR? Per dare una risposta esaustiva dobbiamo partire dal NGEU. Il programma Next Generation EU (NGEU), infatti, è un fondo che intende sostenere il rilancio economico degli Stati della Comunità Europea a seguito della pandemia da Covid-19. Comprende due strumenti di sostegno agli Stati membri:

    1. Il REACT-EU (Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe), che vale 47,5 miliardi ed è stato concepito in un’ottica di più breve termine (2021-2022) per aiutare nella fase iniziale di rilancio delle economie.
    2. Il Recovery and Resilience Facility (RRF), che ha invece una durata di sei anni, (dal 2021 al 2026) e la sua dimensione totale è pari a 672,5 miliardi di euro, di cui 312,5 miliardi di sovvenzioni e 360 miliardi prestiti a tassi agevolati.

     

    All’Italia spetteranno €13,5 miliardi dal React-EU, €191,5 miliardi dal RRF e ben €31 miliardi dal Fondo Complementare Nazionale.

    Chi beneficerà degli investimenti europei?

    … Ma chi beneficerà degli incentivi europei? La risposta è nella struttura del Pnrr.

    Tutte le riforme e i relativi investimenti sono raggruppati in 6 Missioni, ciascuna delle quali rappresenta un settore di investimento:

    Missione 1: Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
    Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica
    Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile
    Missione 4: Istruzione e ricerca
    Missione 5: Inclusione e coesione
    Missione 6: Salute

    Ogni Missione contiene, al suo interno, riforme ed incentivi economici rivolti a Imprese, Pubblica Amministrazione, famiglie, ricerca e innovazione, comuni, ed il Mezzogiorno.

    Quali sono i bandi e le agevolazioni del Pnrr?

    Grazie al Pnrr sono state pensate numerose agevolazioni su svariati temi, come l’economia circolare (Missione 2), con l’obiettivo di realizzare la transizione verde ed ecologica, oppure ricerca e sviluppo (Missione 4) al servizio delle imprese, ma anche la mobilità sostenibile (Missione 3) e l’empowerment femminile, grazie al Fondo impresa femminile.

     

    Se vuoi scoprire quali sono le agevolazioni del Pnrr per la tua impresa, lascia un commento o clicca il tasto arancione per contattarci: sapremo consigliarti la soluzione migliore per te!


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  • Temporary framework: aggiornato e prorogato al 30 giugno 2022

    Prorogato il Quadro temporaneo di aiuti per il Covid-19

    Dopo varie proroghe che avevano rimandato la scadenza del Temporary framework al 31 dicembre 2021, ecco l’ultima novità, resa definitiva il 18 novembre 2021: la validità del Quadro temporaneo è stata ulteriormente estesa fino al 30 giugno 2022.

    L’epidemia da Covid-19 ha rappresentato una grave minaccia per la salute mondiale, ma anche un grande danno per l’economia degli stati. Tutti i Paesi infatti stanno affrontando una fase di recessione economica causata dall’emergenza sanitaria.
    È proprio per questo che la Commissione Europea ha adottato, il 19 marzo 2020, un Quadro di riferimento temporaneo per gli aiuti di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19. Il documento mira a consentire agli Stati membri di adottare misure di sostegno alle imprese duramente colpite dalla crisi, sfruttando la massima flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato.

     

    Temporary Framework: cos’è

    Si tratta di uno strumento che ha permesso l’attivazione di nuovi e numerosi incentivi e il rafforzamento di quelli esistenti per fronteggiare a livello economico la crisi Covid.

    Il Quadro Temporaneo non sostituisce, ma integra gli altri strumenti di intervento pubblico ordinari basati sulle norme già vigenti relative agli aiuti di Stato (ad esempio il “regime de minimis”).

    Dunque, le misure temporanee di aiuto previste possono essere cumulate tra loro, nonché possono essere cumulate con i regimi di aiuti ordinari consentiti, a patto che vengano rispettate le regole di cumulo previste.

    Proroga Temporary Framework e aiuti Covid: ecco le novità

    Inizialmente, la scadenza di applicabilità del Quadro era stata fissata al 31 dicembre 2020, fatta eccezione per le misure per la ricapitalizzazione delle imprese che potevano essere concesse fino al 30 giugno 2021.

    Dopo varie proroghe che avevano rimandato la scadenza al 31 dicembre 2021, ecco l’ultima novità, resa definitiva il 18 novembre 2021: la validità del Quadro temporaneo è stata ulteriormente estesa fino al 30 giugno 2022.

    Quali modifiche sono state introdotte oltre alla proroga?

    1. Aumento dei massimali della:
      – Sezione 3.1: aumentati a 2,3 milioni di euro (per impresa unica);
      – Sezione 3.12: aumentati a 12 milioni di euro (per impresa unica).
    2. Introduzione di due nuovi strumenti per sostenere la ripresa in corso dell’economia europea in modo sostenibile
    • Misure di sostegno agli investimenti per aiutare gli Stati membri a colmare il divario lasciato dalla crisi. La misura comprende salvaguardie per evitare indebite distorsioni della concorrenza. Questo strumento è a disposizione sino al 31 dicembre 2022.
    • Misure di sostegno alla solvibilità per mobilitare fondi privati ​​e renderli disponibili per investimenti in piccole e medie imprese, incluse le start-up e le piccole midcap. Gli Stati membri possono concedere garanzie a intermediari privati, creando incentivi per investire in questo tipo di società e fornendo loro un accesso più facile ai finanziamenti azionari. Questo strumento è a disposizione sino al 31 dicembre 2023.
      Inoltre la Commissione ha prorogato dal 30 giugno 2022 al 30 giugno 2023 la possibilità, per gli Stati membri, di convertire gli strumenti rimborsabili concessi nell’ambito del quadro temporaneo in altre forme di aiuto, come le sovvenzioni dirette.

     

    Temporary Framework: chi può richiedere gli aiuti

    Con la Comunicazione del 29 giugno 2020, la Commissione ha esteso l’applicazione del quadro temporaneo a tutte le micro e piccole imprese. La loro inclusione vale anche se al 31 dicembre 2019 erano già in difficoltà finanziarie.

    La modifica ha anche aumentato le possibilità di sostenere le startup, in particolare quelle innovative, che svolgono un ruolo fondamentale per la ripresa economica dell’Unione.

     

    Temporary Framework: regimi di aiuto

    Il “Temporary Framework”, nella sua prima versione del 19 marzo 2020, ha ritenuto ammissibili, sino al 31 dicembre 2020, cinque categorie di aiuti finalizzati a garantire la liquidità e l’accesso ai finanziamenti per le imprese colpite dalle misure restrittive determinate della pandemia. In particolare, gli Stati membri sono stati autorizzati a concedere:

    • aiuti di importo limitato, quali sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o altre forme (Sezione 3.1 del Temporary Framework);
    • aiuti sotto forma di garanzie statali sui prestiti; (Sezione 3.2 del Temporary Framework)
    • aiuti sotto forma di tassi di interesse agevolati per i prestiti; (Sezione 3.3 del Temporary Framework)
    • aiuti sotto forma di garanzie e prestiti agevolati veicolati tramite enti creditizi o altri enti finanziari; (Sezione 3.4 del Temporary Framework)
      maggiore flessibilità nell’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine. (Sezione 3.5 del Temporary Framework)

    Con la successiva Comunicazione del 3 aprile, la Commissione ha integrato il Quadro Temporaneo, consentendo ulteriori misure di sostegno pubblico per accelerare la ricerca, la sperimentazione e la produzione di prodotti connessi alla crisi sanitaria da COVID-19, tutelare posti di lavoro e sostenere ulteriormente l’economia durante la crisi, quali:

    • il sostegno per le attività di ricerca e sviluppo connesse al coronavirus (Sezione 3.6 del Temporary Framework)
    • il sostegno alla costruzione e all’ammodernamento di impianti di prova (Sezione 3.7 del Temporary Framework)
    • il sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia (Sezione 3.8 del Temporary Framework)
    • il sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali e il sostegno mirato sotto forma di contributo ai costi salariali di imprese in settori o regioni che hanno maggiormente sofferto a causa della pandemia e che altrimenti dovrebbero licenziare del personale (Sezione 3.9 del Temporary Framework)

     

    Altri regimi di aiuto

    Le ultime 3 Sezioni del Quadro temporaneo riguardano:

    • Aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID-19 contributi ai costi salariali delle imprese (compresi i lavoratori autonomi) che, a causa della pandemia di Covid-19, sarebbero altrimenti costrette a licenziare i dipendenti (Sezione 3.10);
    • Misure di ricapitalizzazione sostegno pubblico sotto forma di strumenti di capitale e/o strumenti ibridi di capitale a favore di imprese che si trovano in difficoltà finanziarie a causa della pandemia di Covid-1944. Esso mira a garantire che la perturbazione dell’economia non dia luogo a un’uscita dal mercato non necessaria di imprese che erano redditizie prima della pandemia di Covid19 (Sezione 3.11);
    • Aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti (Sezione 3.12).

     

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  • Nuovo Selfiemployment: prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro per giovani, donne e disoccupati

    Bando chiuso dal 15 giugno 2023.

    Avvia la tua iniziativa imprenditoriale con finanziamenti fino al 100% su importi fino a 50.000 euro!

    Di cosa si tratta?

    Il Nuovo SELFIEmployment finanzia con prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali su tutto il territorio nazionale.

    L’incentivo è gestito da Invitalia nell’ambito del Programma Garanzia Giovani, sotto la supervisione dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (ANPAL).

    Rispetto all’edizione precedente, la nuova versione offre condizioni di accesso e di erogazione dei finanziamenti più vantaggiose: scopriamole subito!

    Chi può partecipare al nuovo SELFIEmployment?

    L’ è rivolto a una categoria specifica di persone che abbiano una forte attitudine al lavoro autonomo e voglia di mettersi in gioco.

    Per poter accedere al finanziamento infatti bisogna essere residenti nel territorio nazionale e appartenere a una delle seguenti categorie:

    •  (Not in Education, Employment or Training), vale a dire persone maggiorenni che, al momento della presentazione della domanda, si sono iscritti al programma Garanzia Giovani entro il 29esimo anno di età, e che non sono impegnati in altre attività lavorative e in percorsi di studio o di formazione professionale
    • Donne inattive, intese come donne maggiorenni che al momento della presentazione della domanda non risultano essere occupate in altre attività lavorative
    • Disoccupati di lunga durata, cioè persone maggiorenni che al momento della presentazione della domanda non risultano essere occupati in altre attività lavorative e hanno presentato – da almeno 12 mesi – una dichiarazione di disponibilità al lavoro (DID)

    Per accedere all’agevolazione le donne inattive e i disoccupati di lunga durata non dovranno necessariamente essere iscritti a Garanzia Giovani.

    Veniamo quindi al dunque: le categorie di persone che abbiamo appena citato possono presentare le domande in forma di:

    1. Imprese individuali,  di persone, Società cooperative, Cooperative sociali, Associazioni professionali e Società tra professionisti costituite da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda purché non attive;
    2. Imprese individuali, Società di persone, Società cooperative, Cooperative sociali non ancora costituite, a condizione che si costituiscano entro 90 giorni dall’eventuale Provvedimento di ammissione.

    Cosa finanzia e quali sono le spese ammissibili?

    Possono essere finanziate le iniziative in tutti i settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising, come ad esempio:

    • turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi;
    • servizi alla persona;
    • servizi per l’ambiente;
    • servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione);
    • risparmio energetico ed energie rinnovabili;
    • servizi alle imprese;
    • manifatturiere e artigiane;
    • commercio al dettaglio e all’ingrosso;
    • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

     

    Sono esclusi i settori della pesca e dell’acquacultura, della produzione primaria in agricoltura.

    Ma veniamo ora alle spese ammissibili… ecco cosa puoi finanziare con il Nuovo SELFIEmployment:

    • acquisto di strumentiattrezzature e macchinari
    • acquisto di hardware e software
    • opere murarie (entro il limite del 10% del totale delle spese in investimento ammesse)
    • spese di gestione quali: locazione di beni immobili e canoni di leasing; utenze; servizi informatici, di comunicazione e di promozione; premi assicurativi; materie prime, materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti; salari e stipendi

    Quando posso presentare la domanda per accedere a SELFIEmployment?

    Le domande possono essere inviate dalle ore 12.00 del 22 febbraio 2021.

    Non ci sono bandi, scadenze o graduatorie: le richieste di finanziamento vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo.

    La domanda e i relativi allegati possono essere inviati esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia.

    Per richiedere le agevolazioni è necessario:

    1. essere in possesso di una identità SPID per accedere alla piattaforma dedicata
    2. accedere all’area riservata tramite l’identità SPID per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e gli allegati.

    Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario possedere una firma digitale e un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

    L’onestà è un valore davvero molto importante per noi, quindi ci teniamo a dirti fin da subito che è possibile presentare una domanda per Nuovo Selfiemployment autonomamente, senza il supporto di un consulente. Ci sembra doveroso dirti anche che presentare domanda e vincere non è affatto semplice!

    Rivolgersi ad un team di professionisti come noi aumenta le possibilità che la tua domanda venga accolta positivamente.

    Contattaci subito senza impegno e scopri cosa possiamo fare per te!


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  • Credito d’imposta sanificazione e dispositivi di protezione 2021: come richiederlo

    Recupera parte delle spese di sanificazione del 2021, grazie ad un credito d’imposta pari al 30% delle spese ammissibili: quello che hai speso non va perso!

    Di cosa si tratta?

    Per favorire l’adozione di misure adatte a contrastare la diffusione del COVID-19, il Decreto Sostegni-bis ha introdotto uno sgravio fiscale per chi ha sostenuto spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati a lavoro, e che ha acquistato dispositivi di protezione individuale, come termoscanner, detergenti ecc

    Veniamo quindi al dunque: l’articolo 32 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73 ha riconosciuto un credito d’imposta per chi, nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021, ha sostenuto spese per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, comprese le spese per la somministrazione di tamponi per COVID-19.

    Scopriamo subito come recuperare parte delle spese sostenute grazie al credito d’imposta per la sanificazione!

    A chi è rivolto il Credito d’imposta Sanificazione?

    I contribuenti che possono accedere al beneficio fiscale sono:

    • i soggetti esercenti attività di impresa, arti e professioni;
    • gli enti non commerciali (compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti);
    • i soggetti esercenti attività extra-alberghiera a carattere non imprenditoriale.

    Per quest’ultima categoria c’è un’ulteriore specifica: dovranno possedere il codice identificativo specificato nell’articolo 13-quater, comma 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Ma vediamo nel dettaglio quali spese ti consente di agevolare il Credito di imposta Sanificazione 2021:

    1. La sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
    2. La somministrazione di tamponi a chi svolge la propria mansione nell’ambito delle attività lavorative;
    3. L’acquisto di dispositivi di protezione individuale, come mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che rispettino i requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
    4. L’acquisto di prodotti detergenti, disinfettanti o igienizzanti;
    5. L’acquisto di termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, comprese le eventuali spese di installazione;
    6. L’acquisto e l’installazione di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, come barriere e pannelli protettivi.

     

    È un’ottima occasione per recuperare parte delle spese sostenute a causa della pandemia! Ma quanto sarà possibile recuperare, e come?

    In cosa consiste il Credito di imposta per la sanificazione?

    Il credito d’imposta sanificazioni 2021 è pari al 30% delle spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021, entro un limite massimo di 60.000 euro.

    Se le richieste dovessero superare il plafond disponibile (200 milioni di euro per l’anno 2021) l’Agenzia determinerà la quota percentuale dei crediti effettivamente fruibili, in rapporto alle risorse disponibili.

    In questo caso, l’ammontare massimo del credito d’imposta fruibile sarà pari al credito richiesto moltiplicato per la percentuale che sarà resa nota con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate entro il 12 novembre 2021.

    Come richiedere il Credito di imposta

    Scopriamo allora come richiedere il Credito di imposta.

    La procedura è piuttosto semplice, ed è stata definita tramite l’apposito documento dell’Agenzia delle Entrate, chiamato “Definizione dei criteri e delle modalità di applicazione e fruizione del credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione, di cui all’articolo 32 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73”.

    Per accedere all’agevolazione, i contribuenti in possesso dei requisiti dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle spese ammissibili sostenute nei mesi interessati attraverso il Modello per la comunicazione delle spese per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione.

    La Comunicazione, da inviare esclusivamente in modalità telematica, potrà essere inoltrata dal contribuente o da un suo intermediario. L’inoltro avviene tramite il servizio web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate, oppure attraverso i canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

    Entro 5 giorni dall’invio della Comunicazione viene emessa una ricevuta che attesta la presa in carico o lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni.

    La Comunicazione può essere presentata dal 4 ottobre al 4 novembre 2021: durante questo stesso periodo, la dichiarazione può essere corretta, così come è possibile presentare domanda di rinuncia al credito di imposta precedentemente comunicato, utilizzando lo stesso modello.

    Modalità di utilizzo del Credito d’imposta

    Il credito d’imposta potrà essere utilizzato dai beneficiari:

    • nella dichiarazione dei redditi del periodo di imposta di sostenimento della spesa (il modello Redditi 2022);
    • in compensazione a partire dal giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento che determina la percentuale definitiva del credito di imposta spettante.

     

    L’utilizzo in compensazione potrà essere effettuato tramite modello F24, da presentare esclusivamente tramite i servizi online messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, utilizzando il codice tributo e le istruzioni che saranno rese disponibili con successiva risoluzione.

    Spero di averti dato una serie di informazioni utili per richiedere il credito di imposta per le spese di sanificazione da Covid-19. Naturalmente se vuoi saperne di più, clicca sul pulsante qui sotto e scopri come possiamo aiutarti!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!


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  • Voucher Internazionalizzazione 2021: contributi per le spese di consulenza digitali del TEM

    Attenzione: A seguito dell’esaurimento delle risorse, dal 15 dicembre 2021 è stato chiuso lo sportello per la presentazione delle domande relative alla misura Voucher per l’internazionalizzazione TEM con competenze digitali, di cui al DM MAECI 18/08/2020.

    Cos’è il Voucher per l’internazionalizzazione?

    Voucher internazionalizzazione Invitalia (o “Voucher TEM digitali”) è una misura che permette di usufruire di un contributo a fondo perduto per finanziare le spese di consulenza del Temporary Export Manager (TEM)

    Chi è il Temporary Export Manager? Il TEM è un professionista esperto di Export e Internazionalizzazione, che mette le proprie competenze a disposizione delle imprese. L’obiettivo di un TEM è migliorare il profitto all’estero dell’azienda, ottimizzando i processi e l’apporto commerciale.

    Ma non perdiamo altro tempo: scopriamo subito tutti i vantaggi del Voucher Internazionalizzazione!

    Chi può richiedere il Voucher Internazionalizzazione?

    Il Voucher internazionalizzazione 2021 si rivolge alle micro e piccole imprese che abbiano i seguenti requisiti:

    1. Costituite in forma societaria
    2. Sede legale sul territorio italiano
    3. Iscritte come attive al Registro delle imprese

     

    Le imprese devono inoltre avere codice Ateco primario appartenente alla classificazione C (manifatturiero). Possono usufruire della misura anche le Reti di Imprese costituite da almeno due micro/piccole imprese.

    Cosa finanzia Voucher TEM digitali?

    Il voucher finanzia le spese sostenute per usufruire di consulenze da parte di Temporary Export Manager (TEM) con competenze digitali, inseriti temporaneamente in azienda e iscritti nell’apposito elenco del Ministero degli Esteri.

    La consulenza dei Temporary Export Manager deve essere finalizzata a supportare i processi di internazionalizzazione attraverso:

    1. Analisi e ricerche sui mercati esteri
    2. Individuazione e acquisizione di nuovi clienti
    3. Assistenza nella contrattualistica per l’internazionalizzazione
    4. Incremento della presenza nelle piattaforme di e-commerce
    5. Integrazione dei canali di marketing online
    6. Gestione evoluta dei flussi logistici

     

    Le prestazioni di consulenza dovranno avvenire nell’ambito di un contratto di consulenza manageriale della durata di 12 mesi per le micro e piccole imprese e della durata di 24 mesi per le reti.

    A chi posso rivolgermi per i servizi di consulenza sull’Export?

    Ai fini dell’ammissibilità al bando, purtroppo, non tutti i TEM possono essere fornitori di servizi di consulenza.

    Il decreto del Ministro degli Esteri del 18 agosto 2020 ha istituito l’elenco dei Temporary Export Manager (TEM) e delle società di TEM abilitati a erogare i servizi previsti dall’agevolazione.

    Ad ogni modo, la consulenza deve essere erogata da un Temporary Export Manager con le seguenti caratteristiche:

    • avere significativa esperienza negli ambiti di:
    • progettazione e organizzazione della rete di distribuzione di prodotti e servizi in nuovi mercati esteri;
    • assistenza alle imprese nella partecipazione a fiere internazionali in modalità virtuale ed ad eventi in diretta su piattaforme streaming internazionali;
    • implementazione di strumenti di logistica integrata per distribuzione e approvvigionamenti, analisi della concorrenza e valutazione delle iniziative volte a migliorare le performance di e-commerce;
    • realizzazione di cataloghi digitali, negoziazione, promozione dei prodotti sugli showroom digitali, coinvolgimento di possibili acquirenti internazionali e utilizzo di micro-influencer;
    • predisposizione di accordi e sviluppo di rapporti con distributori ed agenti esteri, operatori stranieri del settore, provider di servizi di supply chain e di commercio digitale;
    • trasferimento delle conoscenze, metodologie e tecniche di trasformazione digitale e adozione di metodi e strumenti di e-commerce coerenti con il settore di attività e la generale evoluzione digitale dello scenario competitivo internazionale.
    • deve essere in possesso di almeno due certificazioni sull’utilizzo di strumenti digitali di marketing tra quelle rilasciate da Hubspot Academy, Facebook Blueprint, Google Skillshop e Microsoft Advertising.
    • aver svolto almeno 5 progetti di supporto a processi di internazionalizzazione d’impresa tra il 1° gennaio 2017 e la data di presentazione della domanda di inserimento nell’elenco del Ministero, con esito positivo.
    • essere in possesso di partita IVA da almeno due anni prima della richiesta di inserimento nell’elenco del Ministero.

    Contributo previsto dal Voucher Internazionalizzazione 2021

    Questa misura prevede un contributo a fondo perduto in “regime de minimis” pari a:

    • 20.000 € per micro e piccole imprese, con un contratto di consulenza di importo superiore a 30.000 €,
    • 40.000 € per le reti di imprese, con un contratto di consulenza di importo superiore a 60.000 €.

     

    Inoltre, le imprese beneficiarie possono richiedere un contributo aggiuntivo di € 10.000, se raggiungono questi volumi di vendita all’estero:

    • incremento volume d’affari estero di almeno il 15%
    • fatturato verso l’estero di almeno il 6% del fatturato complessivo aziendale

    Come presentare la domanda per il voucher internazionalizzazione?

    È possibile presentare una sola domanda per impresa esclusivamente online, sul sito di Invitalia.

    Al momento non è prevista una data di chiusura dello sportello: la chiusura dello sportello, infatti, sarà disposta ad esaurimento delle risorse stanziate con apposito provvedimento.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Smart Money: contributi a fondo perduto per startup innovative

    Avviso: il bando è stato chiuso il 3 agosto 2021 per esaurimento delle risorse.
    Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata clicca qui!

    Contributi a fondo perduto fino al 100% e investimenti nel capitale di rischio​ per la tua startup innovativa

    Aggiornamento:
    In previsione dell’esaurimento delle risorse finanziarie dal giorno 3 agosto alle 12.00 non sarà più possibile presentare domanda per i contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati.

    Smart Money è la nuova misura promossa dal MiSE (Decreto ministeriale 18 settembre 2020) e gestita da Invitalia fatta su misura per le startup innovative che intendono “agevolarsi” con dei contributi a fondo perduto!

    L’obiettivo dell’agevolazione è quello di facilitare l’incontro tra startup innovative e la rete degli incubatori e degli altri soggetti abilitati per rafforzare la presenza delle startup in Italia e supportare le potenzialità delle imprese innovative che si preparano a fare il loro ingresso nel mercato. Come? Grazie a ben 2 tipi di agevolazione! Prima di parlarne, però, scopriamo qual è la somma in gioco e a chi si rivolge.

    L’incentivo ha una dotazione finanziaria di 9,5 milioni di euro e si rivolge, per l’appunto, a startup innovative che intendono sfruttare i servizi specialistici e il know-how qualificato dei rappresentanti dell’ecosistema dell’innovazione per definire il loro progetto imprenditoriale e prepararsi per il lancio sul mercato.

    Le imprese che si trovano nella fase iniziale della loro attività (e che presenteranno il progetto di sviluppo richiesto per poter accedere all’agevolazione) potranno richiedere un contributo a fondo perduto pari all’80% per sostenere l’acquisto dei servizi forniti dagli enti abilitati, come ad esempio incubatori, acceleratori, organismi di ricerca ed innovation hub.

    Inoltre, dopo aver completato il piano di attività ammesso alle agevolazioni, le startup possono richiedere un secondo contributo a fondo perduto al 100% se sono presenti enti abilitati, investitori qualificati o business angels che abbiano fatto investimenti in equity nel capitale sociale.

    Non c’è che dire: è un’occasione imperdibile. Continua a leggere per scoprire se possiedi tutti i requisiti necessari per richiedere i contributi a fondo perduto!

    Chi può richiedere l’agevolazione?

    Potranno richiedere l’agevolazione tutte le startup innovative che:

    • Sono costituite da meno di 24 mesi e iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese;
    • Hanno sede legale e operativa in Italia;
    • Sono di piccole dimensioni;
    • Si trovano in una delle seguenti fasi: avviamento dell’attività, sperimentazione dell’idea d’impresa (pre-seed) o nella fase di test del mercato finale per misurare l’interesse per il prodotto/servizio (seed).

     

    Non solo; potranno presentare domanda di finanziamento anche le persone fisiche che intendono dar vita a una startup innovativa, con l’impegno di costituire la società entro 30 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni. Ma, attenzione: entro lo stesso termine, l’impresa dovrà inoltrare domanda di iscrizione al Registro delle Imprese.

    Quali sono gli enti abilitati?

    Come abbiamo visto, le startup innovative potranno beneficiare delle agevolazioni per sfruttare i servizi specialistici forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati. Ma quali sono, quindi, gli enti abilitati nell’ambito degli interventi di Smart Money?

    Le startup innovative potranno chiedere i contributi a fondo perduto per l’acquisto dei servizi forniti dai seguenti enti:

    • Incubatori certificati e acceleratori;
    • Innovation hub, i poli di innovazione che aiutano le imprese nella trasformazione digitale e ad accedere all’ecosistema dell’innovazione a livello regionale, nazionale ed europeo
    • Organismi di ricerca;
    • Per l’attività di rafforzamento patrimoniale con operazioni di investimento nel capitale delle startup sono abilitati anche business angels e investitori qualificati.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo più nel dettaglio come si applica l’incentivo Smart Money e quanto è possibile ottenere.

    Smart money prevede due forme di sostegno delle startup innovative:

    • Contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati

     

    Si tratta di contributi a fondo perduto pari all’80% per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati per un importo massimo di 10.000 euro. Il contributo è riconosciuto ai sensi del de minimis e l’aiuto massimo concedibile per ciascuna “impresa unica” non può superare l’importo di 200.000 euro in tre anni.
    Per ottenere l’agevolazione, le imprese dovranno presentare dei progetti di sviluppo in ambiti specifici (se vuoi sapere come presentare i progetti di sviluppo, scorri fino all’ultimo paragrafo).

    • Investimenti nel capitale di rischio delle start-up innovative

     

    Tale secondo intervento è previsto per le startup che abbiano completato i progetti di sviluppo, menzionati al paragrafo precedente.

    Tali startup potranno richiedere un secondo contributo a fondo perduto, nel caso in cui abbiano ricevuto capitali di rischio da parte di enti abilitati, investitori qualificati o business angels per finanziare i loro piani di sviluppo. In questo caso, il contributo a fondo perduto è del 100% dell’investimento nel capitale di rischio, nel limite di 30 mila euro per start-up innovativa.

    Per ottenere il contributo collegato all’investimento, l’operazione deve essere in equity, di importo superiore a 10.000 euro, non raggiungere la quota di maggioranza nel capitale sociale e garantire una permanenza per almeno 18 mesi (la raccolta fondi deve essere avvenuta senza l’intermediazione di piattaforme di equity crowdfunding).

    Esclusioni

    Sono ESCLUSE da Smart Money le startup innovative:

    • Operanti nei settori dell’agricoltura primaria, della pesca e dell’acquacoltura;
    • Che abbiano ricevuto una sanzione interdittiva;
    • I cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta.

    Come presentare il progetto?

    Per ottenere l’agevolazione, le imprese dovranno presentare dei progetti di sviluppo che:

    • Contengano una soluzione innovativa da proporre sul mercato, con un modello di business scalabile, da sviluppare nei dettagli operativi in una fase successiva
    • Puntino sul valore delle competenze tecnologiche e manageriali all’interno dell’impresa, attraverso i soci e/o il team proposto, o con professionalità da reperire sul mercato
    • Siano nella fase di individuazione del mercato o siano vicini alla fase di test di mercato, con lo sviluppo di un prototipo (Minimum Viable Product) o con la prima sperimentazione del prodotto o servizio per misurare il gradimento dei potenziali clienti e/o investitori.

     

    I progetti dovranno prevedere piani di attività da realizzare in almeno 12 mesi ed evidenziare che l’utilizzo dei servizi specialistici sia diretto ad accelerare lo sviluppo di uno specifico progetto.

    Sono ammissibili alle agevolazioni i piani di attività (aventi una durata non inferiore a 12 mesi) che prevedono l’acquisizione di servizi finalizzati ad accelerare e facilitare la realizzazione del progetto di sviluppo nei seguenti ambiti:

    • la consulenza organizzativa, operativa e strategica per lo sviluppo e la realizzazione del progetto
    • la gestione della proprietà intellettuale
    • il supporto nell’autovalutazione della maturità digitale
    • lo sviluppo e lo scouting di tecnologie
    • la prototipazione, ad esclusione del prototipo funzionale
    • i lavori preparatori per campagne di crowfunding

     

    Sono inoltre ammissibili i servizi di incubazione come l’affitto dello spazio fisico e i servizi accessori di connessione e le attività di networking, se direttamente collegati ai servizi indicati nell’elenco.


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  • PNRR, Missione 5: Inclusione e coesione

    Sostegno all’empowerment femminile, contrasto alle discriminazioni di genere, incremento delle prospettive occupazionali dei giovani, sviluppo del Mezzogiorno PNRR Missione 5: Coesione e inclusione

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali opportunità offrirà alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Prima di scoprire i principali incentivi destinati alle aziende, rispondiamo a una domanda: cosa è il PNRR?

    Si tratta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU.

    È fondamentale, perché stabilisce come e dove saranno investiti, da qui fino al 2026, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo scopriremo la Missione 5, ovvero l’ambito del PNRR dedicato a Inclusione e coesione.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse sono previste?

    Per raggiungere gli obiettivi prefissati, la Missione 5 mette in campo risorse pari a 19,81 miliardi di euro, ripartite in 3 aree di intervento:

    1. Politiche per il lavoro (€6,66 mld);
    2. Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore (€11,17 mld);
    3. Interventi speciali per la coesione territoriale (€ 1,98 mld).

     

    Questa missione, come le precedenti, si rivolge a soggetti specifici. Scopriamoli subito!

    Quali sono le opportunità per le PMI?

    Per imprese che vogliono investire nella formazione dei propri lavoratori occupati, è stato rafforzato il Fondo nuove competenze, istituito per consentire alle aziende di rimodulare l’orario di lavoro, al fine di favorire attività di formazione (sulla base di specifici accordi collettivi con le organizzazioni sindacali). In questo modo, individuato il fabbisogno formativo per la specifica azienda, il settore o il territorio, si assicura l’aggiornamento professionale richiesto mettendo in capo alle risorse del Fondo il costo delle ore trascorse in formazione.

    Tra gli investimenti più interessanti rientra quello relativo alla creazione di imprese femminili. Il progetto ha lo scopo aumentare i livelli di partecipazione delle donne nel mercato del lavoro grazie a investimenti economici e servizi di supporto. Questi interventi economici sosterranno:

    • Imprese già costituite a conduzione femminile o prevalente partecipazione femminile (digitalizzazione delle linee di produzione, passaggio all’energia verde, ecc.) che realizzino progetti aziendali innovativi riguardanti la digitalizzazione delle linee di produzione o passaggio all’energia verde;
    • Attività imprenditoriali in fase di avvio, attraverso la definizione di un’offerta che venga incontro alle necessità delle donne in modo più puntuale (mentoring, supporto tecnico-gestionale, misure per la conciliazione vita-lavoro, ecc.)
    • Azioni di comunicazione che valorizzino l’imprenditorialità femminile, in particolare, presso scuole e università, creando un clima culturale favorevole ed emulativo.

    Il “Fondo Impresa Donna”

    Dal punto di vista operativo sarà creato e attivato il “Fondo Impresa Donna” a sostegno dell’imprenditoria femminile. Questo fondo rafforzerà finanziariamente:

    • Una serie di misure già esistenti lanciate per supportare l’imprenditoria, come Nuove Imprese a Tasso Zero e Smart&Start (la prima misura supporta la creazione di piccole e medie imprese e auto imprenditoria, la seconda supporta start-up e PMI innovative), i cui schemi saranno modificati e calibrati per dedicare risorse specificatamente all’imprenditoria femminile;
    • Il nuovo Fondo per l’imprenditoria femminile (previsto dalla Legge di Bilancio 2021).

    Altri incentivi interessanti

    Un altro investimento che riguarda molto da vicino le imprese è quello per il “Sistema duale”. Il duale è una modalità di apprendimento basata sull’alternanza di momenti formativi “in aula” (presso una istituzione formativa) e momenti di formazione pratica in “contesti lavorativi” (presso una impresa/organizzazione). Il progetto dispone di un ammontare complessivo di 600 milioni di euro.

    Perché è interessante? Ai datori di lavoro privati di tutti i settori che attivano percorsi in duale spettano sgravi contributivi e fiscali, sgravi retributivi e incentivi economici!

    Rafforzamento delle Zone Economiche Speciali (ZES)” punta a semplificare il sistema di governance delle ZES (Regione Campania; Regione Calabria; Ionica Interregionale nelle regioni Puglia e Basilicata; Adriatica Interregionale nelle Regioni Puglia e Molise; Sicilia occidentale; Sicilia orientale; Regione Abruzzo) per favorire l’insediamento di nuove imprese.

    Altri attori coinvolti sono quelli del Terzo settore, per i quali sono stati dedicati “Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore”. La misura intende contrastare la povertà educativa delle Regioni del Sud attraverso il potenziamento dei servizi socio-educativi a favore dei minori, finanziando iniziative del Terzo Settore.

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  • PNRR, Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile

    PNRR Missione 3 progetta incentivi in grado di affrontare le sfide ambientali e logistiche nel settore della mobilità. La tua azienda è pronta per il futuro?

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali opportunità offrirà alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Prima di scoprire i principali incentivi destinati alle aziende, rispondiamo a una domanda: cos’è il PNRR?

    Si tratta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU.

    È fondamentale, perché stabilisce come e dove saranno investiti, da qui fino al 2026, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo scopriremo la Missione 3, ovvero l’ambito del PNRR dedicato alle Infrastrutture per una mobilità sostenibile.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse sono previste?

    Le risorse economiche destinate alla Missione 3 sono complessivamente 25,40 miliardi di euro, ripartite in 2 aree di intervento:

    • 24,77 mld di euro saranno rivolti agli “Investimenti sulla rete ferroviaria”;
    • 0,63 mld di euro andranno, invece, a “Intermodalità e logistica integrata”.

     

    Scopriamo adesso quali sono i destinatari degli investimenti del PNRR nel settore delle infrastrutture e della mobilità sostenibile.

    Quali sono le opportunità per le PMI?

    Abbiamo detto che la Missione 3 prevede investimenti nei trasporti ferroviari ad alta velocità, con significativi miglioramenti dei tempi di percorrenza soprattutto nell’area Centro-Sud.

    Cosa significa tutto questo? Incentivare lo sviluppo dei treni ad alta velocità significa ridurre i tempi di trasporto delle merci, con un conseguente aumento della capacità dei treni (facciamo un esempio: stando alle previsioni, la tratta Napoli-Bari sarà percorribile in 2 ore, rispetto alle attuali 3 ore e 30 minuti; questo porterà ad un aumento della capacità da 4 a 10 treni all’ora).

    È chiaro, quindi, che il miglioramento delle reti ferroviarie avrà impatti positivi anche sui servizi di trasporto delle merci, che diventeranno così più competitivi: faciliteranno le importazioni e le esportazioni e spingeranno le aziende a localizzare i loro siti di produzione e/o servizi vicino a nodi di trasporto efficienti.

    Ecco perché questi interventi di potenziamento delle linee ferroviarie regionali, dei sistemi portuali, ma anche la digitalizzazione della catena logistica, fanno sì che questa Missione sia a beneficio delle imprese che abbiano a che fare con il settore dei trasporti.

    Misure per il sistema logistico

    La digitalizzazione dei sistemi logistici – inclusi quelli aeroportuali – avrà un ruolo rilevante nel rilancio di questi settori, grazie all’utilizzo delle soluzioni tecnologiche innovative volte a efficientare il sistema e ridurre anche l’impatto ambientale.

    Grazie alla digitalizzazione saranno garantiti:

    • Procedimenti “just in sequence”;
    • “Industrializzazione” della catena di trasporto tra aeroporti, porti marittimi, dry ports;
    • “Modularità” e standardizzazione necessaria per gestire grandi numeri di merci sbarcate nei porti.

     

    Finalità trasversale della Missione è dunque la rivoluzione digitale, così come l’aumento di produttività a essa correlata; sarà perseguita attraverso un investimento significativo per portare banda larga e 5G nei nodi principali della catena logistica.

    Altri incentivi interessanti

    Fondamentale citare l’intervento ha come obiettivo quello di contrastare l’eccessiva burocrazia nelle procedure, la frammentazione dei sistemi informatici implementati dai vari enti e attori della catena logistica, i tempi di attesa per il carico/scarico delle merci e per i consueti controlli che risultano non competitivi rispetto ad altri paesi europei.

    Risultato: l’investimento aumenterà la competitività logistica nazionale grazie alla realizzazione di un sistema digitale interoperabile tra attori pubblici e privati per il trasporto merci e la logistica, in grado di semplificare procedure, processi e controlli puntando sulla de-materializzazione dei documenti e lo scambio di dati e informazioni.

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  • PNRR, Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica

    Economia circolare, agricoltura sostenibile, energie rinnovabili e mobilità sostenibile; scopri tutti gli incentivi “green” del PNRR Missione 2

    Hai sentito parlare ovunque del PNRR, ma non sai quali opportunità offrirà alle PMI? Sei nel posto giusto!

    Prima di scoprire i principali incentivi destinati alle aziende, rispondiamo a una domanda: cos’è il PNRR?

    Si tratta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di riforme presentato dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU.

    È fondamentale, perché stabilisce come e dove saranno investiti, da qui fino al 2026, tutti gli aiuti economici che arriveranno dall’Europa.

    Tutte le misure coinvolgeranno aziende italiane, startup e PA attraverso il sostegno agli investimenti. È un’occasione straordinaria, e le nostre PMI dovranno saper sfruttare al meglio tutti i vantaggi.

    In questo articolo scopriremo la Missione 2, ovvero la sezione del PNRR dedicata a Rivoluzione verde e transizione ecologica.

    Continua a leggere e scopri tutte le opportunità per la tua impresa!

    Quante risorse economiche sono previste?

    Prima di procedere, è importante sottolineare che quello che stiamo analizzando è l’ambito del PNRR con maggiore dotazione finanziaria. La motivazione è semplice: l’obiettivo quello di rispondere prontamente e concretamente agli effetti dei cambiamenti climatici.

    Veniamo dunque ai numeri: per questa Missione sono stati stanziati ben 59,47 miliardi di euro, ripartiti rispettivamente in 4 aree tematiche.

    Andiamo a vedere quali:

    1. 5,27 mld di euro andranno a “Economia circolare e agricoltura sostenibile”;
    2. 23,78 mld di euro saranno riservati alla “Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”
    3. 15,36 mld di euro sono destinati a “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici”
    4. 15,06 mld di euro sono dedicati alla “Tutela del territorio e della risorsa idrica”

     

    Ma a quali PMI saranno destinati tutti questi questi incentivi?

    Quali sono le opportunità per le PMI?

    La Missione 2 è l’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con più risorse economiche. Ma quali sono le opportunità che le PMI dovranno cogliere?

    Un incentivo interessante è quello a sostegno dell’ammodernamento dei macchinari agricoli, l’utilizzo di tecnologie di agricoltura 4.0, nonché l’ammodernamento del parco automezzi al fine di ridurre le emissioni. Come? Attraverso un contributo in conto capitale, vale a dire una specifica tipologia di contributo a fondo perduto. L’investimento include inoltre l’ammodernamento delle fasi di lavorazione, stoccaggio e confezionamento di prodotti alimentari.

    La Missione 2 punta altresì su interventi, investimenti e riforme per incrementare l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, con particolare focus su una mobilità più sostenibile e sulla decarbonizzazione di alcuni segmenti industriali, includendo l’avvio dell’adozione di soluzioni basate sull’idrogeno (in linea con la EU Hydrogen Strategy). Fra gli interventi interessanti di vi è senz’altro quello a supporto di startup e venture capital attivi nella transizione ecologica; a questo scopo, l’intervento prevede l’introduzione di un fondo dedicato (Green Transition Fund).

    E le sorprese non finiscono qui: è prevista l’estensione della misura del Superbonus 110% – fino al 2023. Il sostegno sarà fornito in forma di detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute, usufruibili in un periodo di 5 anni, e saranno disponibili per chi intende effettuare ristrutturazioni energetiche e antisismiche degli edifici residenziali.

    Nonostante non riguardi direttamente le imprese, questa misura porterà un aumento della richiesta per le imprese del settore edile e dei settori ad esso collegati (quindi ristrutturazioni edilizie, architetti, ingegneri, produttori di infissi, caldaie, finestre ecc…).

    Incentivi energetici nel settore agroalimentare

    Se la tua impresa ha a che fare con il settore agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo, c’è un intervento riservato a te che riguarda lo sviluppo della logistica! Il suo scopo è quello di migliorare la sostenibilità con una serie di interventi, che prevedono il miglioramento dell’accessibilità ai villaggi merci e ai servizi hub e della capacità logistica dei mercati all’ingrosso, il miglioramento della capacità di stoccaggio delle materie prime, la garanzia di tracciabilità dei prodotti e riduzione degli sprechi alimentari e potenziamento della capacità di esportazione delle PMI agroalimentare italiane.

    Non allontanandoci dal settore agricolo, la misura “sviluppo agro-voltaico” prevede l’implementazione di sistemi ibridi di produzione di energia che non compromettano l’utilizzo dei terreni dedicati all’agricoltura, e il monitoraggio delle realizzazioni e della loro efficacia, con la raccolta dei dati sia sugli impianti fotovoltaici sia su produzione e attività agricola sottostante, al fine di valutare il risparmio idrico, la resilienza ai cambiamenti climatici e la produttività agricola per i diversi tipi di colture.

    Quante opportunità per una sola Missione: concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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