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Categoria: Imprenditorialità

  • Bando Pre Seed di Lazio Innova: proroga fino ad esaurimento fondi

    Bando Pre Seed di Lazio Innova: proroga fino ad esaurimento fondi

    Avviso: il bando è stato chiuso l’11 aprile 2022. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui

    Bando “Pre-Seed” di Lazio Innova, dedicato alle Startup Innovative e agli Spin off da ricerca

    Bando Pre Seed di Lazio Innova prorogato fino ad esaurimento fondi

    Un bando pensato dalla Regione Lazio per il “Sostegno alla creazione e al consolidamento delle Startup innovative ad alta intensità di applicazione della conoscenza e alle iniziative di spin-off della Ricerca, in ambiti in linea con la Strategia di specializzazione intelligente“.

    Sarebbe dovuto scadere il 31 dicembre 2018 e invece è stato nuovamente prorogato, con la comunicazione del 21 dicembre. Questa proroga pare che sarà l’ultima dato che la scadenza è fissata a quando risulteranno esauriti i fondi a disposizione.

    Perciò rivediamo insieme di cosa si tratta.

    Probabilmente in questo momento starai pensando che, già dal nome, deve essere necessariamente qualcosa di estremamente complesso…

    Ad onor del vero, leggendo le schede e gli approfondimenti presenti sul sito di Lazio Innova, si comprende che si tratta di un bando da preparare con la massima cura, ma che rappresenta sicuramente un’opportunità interessante.

    La terza missione

    L’obiettivo del bando Pre Seed di Lazio Innova è di diffondere nel territorio del Lazio i risultati della ricerca, in particolare quella svolta in ambito universitario.

    Un obiettivo che coincide con quella che in gergo è chiamata terza missione dell’Università: la capacità di docenti e ricercatori di trasferire all’esterno i risultati della ricerca svolta nelle aule e nei laboratori universitari, rendendoli operativi ed applicabili all’interno del mondo produttivo e d’impresa per creare innovazione. 

    Viste le premesse, non potevo che appassionarmi a questo contributo, anche perché il progetto Trovabando, nel suo piccolo, è nato proprio da una startup innovativa fondata nel 2014 da 4 docenti universitari, che hanno partecipato ad un bando simile a questo.

    Ma bando ai sentimentalismi. Vediamo quali sono le caratteristiche più interessanti di questa agevolazione, e soprattutto i requisiti da valutare bene prima di partecipare.

    Ambito di attività e settori ammessi

    Il punto cruciale del bando Pre Seed di Lazio Innova è rappresentato dall’ambito di attività della futura startup.

    Dovrà necessariamente essere quello definito dalla S3 – Strategia di Specializzazione Regionale (in questo caso quella della regione Lazio, che trovi qui), ma dovrà anche operare in uno dei settori ad alta intensità di conoscenza, detti settori KIA.

    E’ probabile che il termine “settori ad alta intensità di conoscenza” non ti sia familiare, perciò voglio aiutarti: qui trovi un elenco in inglese dei settori a cui si fa riferimento.

    Per semplificare, si tratta di quei settori in cui almeno 1/3 della forza lavoro è in possesso di un titolo post universitario.

    Significa che almeno il 33% dei lavoratori ha un master di secondo livello, oppure ha frequentato una scuola di specializzazione o è in possesso di un Dottorato di ricerca.

    Le startup e gli spin-off dovranno presentare per il bando Pre Seed di Lazio Innova un piano di attività articolato su un orizzonte temporale di un anno. Le proiezioni dovranno evidenziare come e perchè, alla fine di questo periodo, il progetto potrà diventare di interesse per operatori attivi nell’ambito del venture, nella fase early stage.

    Le startup dovranno proporre beni o servizi scalabili, basati su soluzioni innovative già identificate al momento della partenza del progetto.

    I soci e/o il loro team dovranno dimostrare di avere capacità tecniche e gestionali. Dovranno inoltre assicurare il proprio impegno allo sviluppo del progetto, anche in termini di apporto tecnologico e lavorativo.

    Ma che tipo di agevolazione concessa?

    Il  bando Pre Seed di Lazio Innova un contributo a fondo perduto riconosciuto a fronte di spese ammissibili, effettivamente sostenute e rendicontate, fino ad un massimo del 100%..

    Gli importi sono differenti in caso di “startup innovativa” e di “startup innovativa da spin off da ricerca”.

    Ma in tutti e due i casi, il contributo sarà commisurato agli apporti di capitale dei soci.

    Ti faccio un esempio numerico per rendere tutto più facile…

    Poniamo che tu sia un “socio innovatore” proveniente dal mondo della ricerca.

    Insieme ad altri colleghi, decidi di apportare € 40.000 di capitale. Un altro 40% sarà apportato dai tuoi soci innovatori, non in denaro ma in tempo lavorativo da dedicare al progetto.

    In questo caso, a fronte di un totale di € 80.000 apportati, la Regione ti concederà altri € 80.000 a copertura di una serie di spese. A solo titolo esemplificativo, gli investimenti materiali ed immateriali, i costi del personale, le spese di costituzione, e così via.

    Il contributo massimo concesso per arriva fino a € 100.000.

    Nel caso di startup innovative costituende, invece, il contributo massimo concesso dal bando Pre Seed di Lazio Innova  arriva a € 40.000, ma solo in presenza di investitori terzi ed indipendenti, come investitori professionali, business angels, soggetti identificati tramiteequity crowdfunding.

    Insomma, quella proposta da Lazio Innova è un’opportunità molto interessante per tutti quei ricercatori e docenti che vogliono applicare i risultati di studi e ricerche di una vita, e misurarsi con lo startup d’impresa.

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Il nuovo contributo a fondo perduto per l’artigianato del Lazio

    Il nuovo contributo a fondo perduto per l’artigianato del Lazio

    Avviso: il bando è stato chiuso. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui !

    Fondo perduto per l’artigianato Regione Lazio. Negli ultimi anni, complice anche la crisi, il numero di imprese artigiane italiane è, purtroppo, calato vertiginosamente. E’ in considerazione di questo fenomeno e della necessità di supportare questa tipologia di imprese nei propri processi di digitalizzazione, che la Regione Lazio ha scelto di sostenere l’artigianato le imprese iscritte alla sezione I dell’Albo delle imprese artigiane, con il bando “Innovazione e creatività Imprese Artigiane e CSA” di Lazio Innova.

    L’agevolazione, che si è aperta il 22 febbraio 2018, mette a disposizione 2.6 Milioni di Euro, sotto forma di contributi a fondo perduto, ed ha come obiettivo quello di favorire lo sviluppo dell’artigianato regionale, rafforzando la competitività delle imprese e l’innovazione tecnologica, organizzativa e commerciale.

    Il bando “Innovazione e creatività Imprese Artigiane e CSA” prevede due misure che rispondono ad altrettanti obiettivi specifici tra loro complementari:

    1. Linea di intervento A. I progetti imprenditoriali devono riguardare: l’innovazione tecnologica, organizzativa e commerciale delle imprese artigiane e/o l’apertura di nuovi canali commerciali per via telematica.
    2. Linea di intervento B. Sono ammissibili esclusivamente progetti sovra-provinciali presentati dai Centri Servizi per l’Artigianato organizzati in rete.

     

    Analizziamo, quindi, quali sono gli ambiti progettuali e i destinatari della misura A del bando dedicato alle imprese artigiane per comprendere insieme se questo contributo a fondo perduto è, effettivamente, quello più adatto per la tua impresa ed il tuo progetto.

    Voucher digitalizzazione PMI: se sei stato ammesso e vuoi sapere cosa dovrai fare per avere i contributi, leggi il nostro approfondimento su cosa fare dopo l’ammissione.

    Chi può partecipare al bando per ricevere il contributo a Fondo perduto per l’artigianato Regione Lazio?

    Voucher digitalizzazione PMI: se sei stato ammesso e vuoi sapere cosa dovrai fare per avere i contributi, leggi il nostro approfondimento su cosa fare dopo l’ammissione.

    I destinatari delle agevolazioni previste dal bando sono le Imprese Artigiane, in forma singola o in forma di Aggregazione Temporanea e consorzi:

    • iscritte nel Registro delle Imprese, nell’Albo delle imprese artigiane;
    • con sede operativa nella Regione Lazio;
    • in regola con il pagamento del diritto camerale annuale.

    Che tipo di agevolazione viene concessa con il nuovo bando per l’artigianato del Lazio?

    L’Aiuto è concesso in regime De Minimis, sotto forma di un contributo a fondo perduto nella misura di base dell’80% delle spese ammissibili e nella misura massima di:

    • € 25.000 per Progetto realizzato da un impresa artigiana in forma singola;
    • € 70.000 per Progetto realizzato sotto forma di aggregazione stabile o temporanea.

     

    Le buone notizie non finiscono qui! È importante sottolineare, infatti, che per quanto riguarda la Linea di Intervento A, la percentuale del contributo può salire dall’80% al 100% delle spese ammesse nel caso in cui l’impresa artigiana, dopo aver presentato la richiesta di contributo, assuma personale di età inferiore ai 35 anni.

    Quali sono le spese finanziabili dal bando per l’artigianato del Lazio?

    Per la Misura A dedicata alle imprese artigiane, sono ammissibili le seguenti spese:

    • investimenti materiali: macchinari, impianti produttivi, hardware e attrezzature tecnologiche nuove di fabbrica funzionali alla realizzazione del Progetto imprenditoriale;
    • interventi edili e sugli impianti generici, purché solo se strettamente legati alle innovazioni introdotte e con un limite massimo del 10% delle Spese Ammesse;
    • investimenti Immateriali: programmi informatici, brevetti, licenze e know how concernenti nuove tecnologie di prodotti, processi produttivi e altri servizi acquisiti e funzionali alla realizzazione del Progetto ed ammortizzabili;
    • spese per servizi: canoni o assimilabili relativi all’acquisto di servizi innovativi per l’Impresa direttamente imputabili al Progetto imprenditoriale, quali, ad esempio: adesione ad una piattaforma di ecommerce, acquisto di software as a service, noleggio di stampanti 3D, servizi a supporto di logistica, marketing, gestione interna ed esterna, gestione degli acquisti e dei rapporti con i fornitori;
    • servizi e consulenze tecniche riguardanti l’innovazione di prodotto (es: consulenze qualificate per applicazione di processi creativi o di tecnologie digitali per il miglioramento di un prodotto già esistente o la creazione di un nuovo prodotto);
    • servizi e consulenze tecniche relative all’innovazione del processo produttivo;
      servizi e consulenze tecniche finalizzate all’innovazione dei modelli commerciali, quali ad esempio l’e-commerce o modelli collettivi di vendita;
    • servizi e consulenze attinenti la formazione per l’utilizzo delle nuove tecnologie acquisite con il Progetto, con un limite massimo del 20% delle spese ammesse al netto della voce di spesa spese generali;
    • servizi di assistenza tecnica e di supporto al progetto imprenditoriale, in particolare riguardanti il supporto tecnico ed operativo per la progettazione, implementazione e corretta rendicontazione nel limite massimo del 10% delle spese ammesse;
    • spese per l’ottenimento della fidejussione da rilasciare a fronte dell’erogazione dell’anticipo;
    • spese generali nella misura massima del 10% del totale delle Spese Ammesse;
    • servizi e consulenze per la formazione, e per l’utilizzo delle nuove tecnologie acquisite con il Progetto.

    Mi raccomando, ricorda che, come sempre in caso di agevolazioni pubbliche, tutte le spese rimborsabili con questo bando sono intese al netto dell’IVA.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande per ottenere il contributo a fondo perduto possono essere presentate dalle ore 12 del 22 febbraio 2018 alle ore 12 del 15 maggio 2018 e fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

    Si tratta di un bando a sportello, quindi, affrettati a preparare la tua pratica!

     

    Hai bisogno di un supporto professionale per richiedere il fondo perduto per le imprese artigiane del Lazio?

    Contattaci! Saremo lieti di aiutarti…

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Il nuovo contributo a fondo perduto per il turismo del Lazio – Bando Beni Culturali e Turismo

    Il nuovo contributo a fondo perduto per il turismo del Lazio – Bando Beni Culturali e Turismo

    Avviso: il bando beni culturali e turismo è stato chiuso il 10 aprile 2018. Nel frattempo non perderti le ultime novità sulla finanza agevolata, clicca qui !

    La Regione Lazio sostiene il turismo e l’industria culturale regionale con diverse iniziative, tutte estremamente interessanti. Prima fra tutte, il nuovo bando Beni Culturali e Turismo, per le PMI e i Liberi Professionisti laziali con tanta voglia di innovare nell’ambito del turismo e dei beni culturali.

    Dal 5 Dicembre 2017 è, possibile presentare la propria domanda per il nuovo bando Beni Culturali e Turismo di Lazio Innova.

    L’agevolazione mette a disposizione 15 Milioni di Euro, sotto forma di contributi a fondo perduto, ed ha come obiettivo quello di favorire lo sviluppo della filiera turistica e culturale regionale, rafforzando la competitività del tessuto produttivo laziale nei settori del Turismo, dei Beni Culturali e delle Tecnologie della Cultura, che rappresentano un asset strategico per l’economia della regione.

    Analizziamo, quindi, quali sono gli ambiti progettuali del bando “Beni Culturali e Turismo” della Regione Lazio per comprendere insieme se questo contributo a fondo perduto è, effettivamente, quello più adatto per la tua impresa ed il tuo progetto.

    Ambiti progettuali del bando Beni Culturali e Turismo

    Come si evince dal nome, il bando beni culturali e turismo di Lazio Innova consente ai richiedenti di presentare i propri progetti su due diversi settori, quello turistico e quello dei beni culturali. Di seguito analizzeremo le tipologie di progetti che possono essere presentati in ciascuno dei due settori.

    Turismo

    • Efficientamento energetico degli Alberghi
    • Servizi digitali per il turismo e sviluppo di soluzioni innovative, in ambito ICT, quali:
      • l’ideazione e la realizzazione di piattaforme digitali integrate che veicolino le informazioni legate alle località turistiche del Lazio e che consentano una più efficace azione di marketing territoriale facilitando la ricerca, pianificazione, acquisto ed esperienza delle scelte di viaggio nel Lazio;
      • lo sviluppo e l’adozione di tecnologie digitali integrate per la messa in rete di offerte e servizi turistici e tese a supportare il turismo legato a:
        1. agricoltura ed enogastronomia;
        2. cammini, sport, salute e natura;
        3. incoming formativo, corsi e laboratori di Italian Style;
        4. congressi e affari;
        5. personalizzazione e gamma alta;
      • l’adozione di sistemi basati su tecnologie  digitali finalizzati all’offerta di servizi digitali;

    la veicolazione sui nuovi media di informazioni e servizi turistici, garantendo una migliore accessibilità, sicurezza, comfort, connettività e disponibilità di nuovi contenuti anche in un’ottica di internet of things.

    • Miglioramento dell’offerta alberghiera
      Gli Alberghi possono richiedere il contributo a fondo perduto previsto dal Bando a sostegno di investimenti materiali ed immateriali in linea con le indicazioni del Piano del Turismo, quali:
      • quelli riguardanti il miglioramento dell’accessibilità delle strutture e dei relativi servizi per i diversamente abili;
      • quelli finalizzati ad intercettare nuova domanda in coerenza con i 5 cluster strategici regionali ivi individuati:
        1. nel segmento dei congressi e affari: investimenti riguardanti sale congressi, sale riunioni ed uffici temporanei, servizi business quali teleconferenze, call ed hangout;
        2. nel segmento della turismo di alta gamma: investimenti riguardanti SPA, altri trattamenti benessere, finalizzati a proposte di intrattenimento o sportive;
        3. interventi su immobili o giardini di pregio, interventi “firmati” di particolare pregio e richiamo architettonico-artistico, predisposizione di shop o corner per prodotti alti di gamma
        4. nel segmento dell’enogastronomia e dell’Italian Style: investimenti riguardanti l’upgrading ristoranti, bar-caffè, servizi di catering, relativa logistica ed inserimento in catene horeca riguardanti i prodotti agricoli locali, realizzazione e allestimento di locali dedicati a corsi di cucina, laboratori artigianali;
        5. in segmenti chiaramente individuati nell’ambito di Club di prodotto e catene volontarie, per adeguarsi a standard qualitativi derivanti da accordi Tour Operator Incoming (DMC o Territory Operator) o aggregatori tra domanda ed offerta turistica.

    Beni culturali

    Innovazioni di prodotto e di processo esclusivamente nell’ambito di:

    • Fluorescenza a raggi x;
    • Microscopia elettronica a scansione;
    • Modelli di dispersione degli inquinanti atmosferici;
    • Modelli di deposizione di inquinanti;
    • Riflettografia Infrarosso;
    • Telerilevamento;
    • Rilievi fotogrammetrici;
    • Tecnologie per scavi e ricerche archeologiche, archeologia sperimentale;
    • Tecnologie per la digitalizzazione e la classificazione;
    • New media & storytelling/storyguide/audiovisual guide;
    • Augmented reality;
    • Virtual museum, social museum, participatory museum, Qrcode;
    • Marked images, NFC, indoor geolocalization;
    • 3D projection mapping;
    • Tecnologie immersive interactive, motion/body;
    • Tracking, gesture control;
    • 3D imaging & simulation;
    • 3D laser scanning, modelling, e printing.

    Progetti Semplici e Progetti Integrati

    Il bando beni culturali e turismo consente alle imprese di presentare sia progetti semplici che progetti integrati.

    I progetti semplici possono essere presentati da una singola impresa e prevedono un importo di spese ammissibili compreso tra i € 50.000 ed i € 500.000.

    I progetti integrati possono essere presentati sia da una singola impresa ma, anche, da una aggregazione di imprese o di altri soggetti come, ad esempio, le Università e prevedono un importo di spese ammissibili compreso tra i 500.000 e i 3 Milioni di Euro.

    Il Contributo a fondo perduto previsto dal bando Beni Culturali e Turismo

    Il contributo a fondo perduto può essere richiesto in regime di esenzione o in Regime de minimis, e prevede percentuali differenti di rimborso in base al tipo di piano di investimento che l’impresa o le imprese vogliono attuare e alla dimensione aziendale.

    Se vuoi sapere l’importo preciso del contributo a fondo perduto che ti spetterebbe partecipando al bando ti consiglio di leggere con attenzione l’Art. 5 dell’Avviso Pubblico che puoi trovare qui.

    Quali sono i criteri di valutazione per partecipare al bando?

    I criteri di valutazione previsti dal bando Beni Culturali e Turismo riguardano i seguenti aspetti:

    1. validità tecnica e fattibilità del progetto
      • livello di chiarezza e dettaglio della proposta progettuale;
      • qualità tecnica del progetto;
      • miglioramento competitivo;
    1. validità economico-finanziaria del progetto, articolata in:
      • congruità e pertinenza delle spese previste in relazione ai risultati da raggiungere;
      • validità economico e finanziaria;
    2. impatto potenziale del progetto, con riferimento a:
      • mercato di riferimento, in termini di miglioramento delle condizioni occupazionali;
      • filiera di riferimento, in termini di diversificazione produttiva e di mercato;
      • sostenibilità ambientale e miglioramento delle performance ambientali della filiera/settore.
    1.  
    •  

    Fino a quando è possibile presentare le domande ?

    Il bando Beni Culturali e Turismo è un bando a sportello, questi significa che lo sportello resterà aperto fino a quando ci saranno risorse effettivamente disponibili.

    É possibile caricare il proprio progetto sul portale GECOWEB dal 5 Dicembre 2017 ed inviare via pec la domanda di partecipazione al bando:

    • per i Progetti Semplici, a partire da 18 gennaio 2018 e fino alle ore 12:00 del 20 marzo 2018
    • per i Progetti Integrati, a partire dal 23 gennaio 2018 e fino alle ore 12:00 del 10 aprile 2018

     

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  • Apulia film fund 2017: per fare cinema e tv in Puglia [Risorse Esaurite il 18/05/2017]

    Apulia film fund 2017: per fare cinema e tv in Puglia [Risorse Esaurite il 18/05/2017]

    Avviso: il bando Apulia Film Fund 2017 è stato chiudo il 28 febbraio 2018. Rimani aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata, clicca qui!

    Cos’è Apulia film fund?

    Riapre l’Apulia Film Fund, dedicato alle imprese di produzione audiovisiva, cinematografica e televisiva. A disposizione delle imprese ci saranno €5 milioni, che potranno essere utilizzati per documentari, lungometraggi, cortometraggi, serie TV/WEB e format televisi.
    Se ti occupi di audiovisivo, cinema o tv sai benissimo che i fondi regionali possono rappresentare un ottimo strumento per realizzare i tuoi progetti creativi.

    apulia-film-fund-2017-la-guida-definitiva-per-fare-cinema-e-tv-in-puglia
    Riapre il bando della Apulia Film Commission: 5 Milioni di euro a fondo perduto per l’audiovisivo in Puglia

    Se stai pensando di girare una fiction o un documentario oppure vuoi dare finalmente dare vita a quel film che avevi nel cassetto da anni… ecco, questo può essere il tuo momento!

    Come? Semplice! Con l’Apulia Film Fund, il fondo erogato dalla Fondazione Apulia Film Commission per l’anno 2017 che ha come obiettivo quello di attrarre produzioni audiovisive sul territorio pugliese.

    Attraverso l’Apulia Film Fund la Regione Puglia sostiene le imprese di produzione audiovisiva, cinematografica e televisiva (contraddistinte dal codice ATECO 59.11) non solo italiane, ma anche europee ed extraeuropee, che intendono produrre i propri prodotti creativi in Puglia valorizzando le location pugliesi e promuovendole attraverso il canale cinematografico/televisivo.

    I contributi che vengono erogati sono a fondo perduto e sostengono diverse categorie di prodotti con logiche ed importi differenti ma con l’obiettivo comune di abbattere i costi di trasferta, il cast, le spese per la troupe, le location e lo scouting del territorio pugliese..

    Le categorie di progetto che possono beneficiare di queste agevolazioni sono le opere audiovisive appartenenti alle seguenti tipologie

    1. Fiction
      • Lungometraggi di finzione o animazione a principale sfruttamento cinematografico;
      • Film Tv di finzione o animazione;
      • Serie Tv/Web di finzione o animazione;
    2. Doc
      • Documentario a principale sfruttamento cinematografico;
      • Documentario Tv;
      • Serie di documentari Tv/Web;
    3. Short
      • Cortometraggio di fiction o animazione;
      • Cortometraggio musicale (videoclip o music-video) Tv/Web;
    4. Format
      • Reality;
      • Talent show;
      • Factual entertainment;
      • Fictionality/constructed reality;
      • Action game;
      • Adventure game.

    La dotazione del bando, è estremamente interessante: a disposizione ci sono,infatti, €5 Milioni.

    I contributi che verranno erogati saranno, al massimo:

    • €350.000 nel caso di progetto della categoria Fiction;
    • €60.000 nel caso di progetto della categoria Doc;
    • €25.000 nel caso di progetto della categoria Short;
    • €100.000 nel caso di progetto della categoria Format.

    Le spese coperte riguarderanno lo sviluppo e l’intera produzione dell’opera audiovisiva.

    La condizione inderogabile per ricevere il contributo è lo sviluppo dell’opera interamente o in parte nel territorio pugliese.

    Hai tempo per presentare le domande fino al 2018 ma affrettati le risorse finiscono in fretta! Che stai aspettando?

    Goditi anche tu le bellezze di questo territorio e sviluppa il tuo progetto cinematografico con l’Apulia Film Fund.

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  • Carta Nazionale dei Servizi – che cos’è e come richiederla

    Carta Nazionale dei Servizi – che cos’è e come richiederla

    Perchè è importante richiedere la Carta Nazionale dei Servizi

    La Carta Nazionale dei Servizi, spesso indicata con l’acronimo CNS, è uno dei vari strumenti messi a disposizione delle imprese per permettere una identificazione assolutamente certa dell’impresa da parte della Pubblica Amministrazione.

    La CNS può quindi essere vista come una sorta di carta d’identità elettronica dell’impresa. Consente a quest’ultima, tra le altre cose, di accedere ad una serie di servizi on-line offerti dalla pubblica amministrazione.

    Cos’è la Carta Nazionale dei Servizi?

    La Carta Nazionale dei Servizi è un dispositivo informatico che può avere l’aspetto di una chiavetta USB o di una smart card, e contiene al suo interno un “certificato digitale” che permette l’identificazione certa di qualsiasi azienda in rete.

    La CNS è, quindi, uno strumento digitale estremamente utile e sempre più indispensabile per tutte le aziende che vogliono dialogare con le Pubbliche Amministrazioni in via telematica.

    Cos'è la Carta Nazionale dei Servizi
    Cos’è la Carta Nazionale dei Servizi e e perchè dovresti richiederla se vuoi partecipare ad agevolazioni pubbliche

    Chi può richiedere la CNS?

    Se pensi che solo le imprese possano richiedere la CNS, ti sbagli di grosso!

    La CNS può essere richiesta anche da cittadini privati, per consultare i propri dati personali resi disponibili dalle pubbliche amministrazioni direttamente su un sito web.

    A cosa serve?

    La CNS consente non solo di firmare digitalmente documenti informatici come bilanci, fatture o contratti, con lo stesso valore legale di una firma autografa apposta su carta, ma anche di accedere in rete ai servizi della Pubblica Amministrazione come bandi ed agevolazioni pubbliche.

    Prima di presentare qualche esempio utile, ti proponiamo un video pubblicato dalla Camera di Commercio di Varese, che illustra che cos’è la Carta Nazionale dei Servizi.

     

    Fonte video: Camera di Commercio di Varese

    Come usare la Carta: qualche esempio utile

    Visitando, ad esempio, il sito https://impresa.italia.it e facendo login con CNS (o SPID) ogni impresa può accedere al “cassetto digitale”, il nuovo strumento per avere sempre a disposizione le informazioni ed i documenti ufficiali della propria impresa.

    Grazie al cassetto digitale, le imprese italiane possono accedere in maniera del tutto gratuita a:

    • Visura ordinaria, visura storica, visura artigiana e scheda società;
    • Modello di dichiarazione sostitutiva del certificato Registro Imprese;
    • Statuti, atti e bilanci depositati;
    • Situazione dei pagamenti del diritto annuale;
    • Stato pratiche Registro Imprese (trasparenza amministrativa).

     

    Ma l’utilità della CNS non si esaurisce qui. Il possesso della CNS è spesso un requisito fondamentale per poter avere accesso alle procedure per la trasmissione delle domande di accesso alle agevolazioni pubbliche.

    È il caso, ad esempio, del voucher per la digitalizzazione delle PMI che abbiamo visto sul blog di Trovabando in maniera molto approfondita.

    Il cittadino invece, può collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate, registrarsi senza digitare tutti i propri dati e accedere così al sito e verificare lo stato della propria posizione fiscale.

    Come richiedere la Carta

    Le Camere di Commercio, in quanto Pubbliche Amministrazioni, rilasciano la CNS insieme al servizio di firma digitale degli atti e dei documenti.

    Per poter avviare le pratiche di emissione e consegna della Carta Nazionale dei Servizi con funzioni di Firma Digitale bisognerà presentarsi di persona presso la propria Camera di Commercio, con un documento di riconoscimento valido e un indirizzo e-mail.

    Alcune Camere di Commercio rendono disponibile la possibilità di prenotare la propria CNS direttamente tramite web.

    Per agevolare gli utenti interessati, e per rendere la procedura di richiesta della Carta Nazionale dei Servizi più veloce, è stata attivata una collaborazione con soggetti esterni accreditati.

     

     

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  • Finanziamenti a tasso zero per il Turismo [Fare Lazio]

    Finanziamenti a tasso zero per il Turismo [Fare Lazio]

    Avviso: non è più possibile presentare domanda per questo Bando. Nel frattempo se vuoi rimanere sulle ultime novità di finanza agevolata clicca qui !

    Fondo Rotativo per il Piccolo Credito di Fare Lazio: operativa la sotto sezione dedicata al Turismo

    Che la Regione Lazio abbia avviato una politica di sostegno a favore delle imprese del settore turistico è abbastanza evidente dagli ultimi bandi proposti, interamente dedicati al turismo ed ai beni culturali. L’importanza del turismo per l’economia del Lazio è strategica, ed il supporto alle imprese turistiche ed alberghiere laziali da parte dell’amministrazione regionale è sempre più forte.

    Abbiamo già parlato sul nostro blog del contributo a fondo perduto “Beni Culturali e Turismo”, ed oggi è la volta del bando Fondo Rotativo per il Piccolo Credito di Fare Lazio, che dal 20 Novembre 2017 ha reso operativa la sotto sezione dedicata al Turismo.

    Il Fondo Rotativo per il piccolo credito, infatti, mette a disposizione € 4 milioni in finanziamenti a tasso zero per le strutture ricettive alberghiere operanti nel Lazio.

    Ma vediamo nel dettaglio che cosa prevede questa agevolazione.

    Quali sono i

    beneficiari di Fare Lazio: operativa la sotto sezione dedicata al Turismo

    I destinatari della sottosezione dedicata al turismo del Fondo Rotativo per il Piccolo credito sono le PMI del settore turistico che svolgono l’attività di “Alberghi” nel territorio della Regione Lazio.

    I beneficiari devono essere costituiti da almeno 36 mesi dalla data di presentazione della domanda, e devono avere una esposizione bancaria inferiore ai € 100.000 su crediti per cassa a scadenza.

    Quale agevolazione è prevista dal Fondo Rotativo per il piccolo Credito?

    Il Fondo Rotativo concede finanziamenti a tasso zero della durata massima di 36 mesi e con un anno di preammortamento e rate mensili posticipate.

    Il finanziamento agevolato che può essere richiesto deve essere compreso tra i € 10.000 ed i € 50.000.

    Quali spese è possibile finanziare a tasso zero?

    Il Fondo Rotativo per il piccolo credito ti consente di finanziare a tasso zero le spese connesse a:

    • investimenti materiali;
    • investimenti immateriali;
    • servizi di consulenza (fino al 20% del totale delle spese ammissibili);
    • esigenze di liquidità dell’impresa (fino al 30% del totale delle spese ammissibili).

     

    Mi raccomando, tieni bene a mente che tutti i costi o gli investimenti che ti ho elencato sopra sono ammissibili al netto dell’ IVA, e di altre imposte e tasse. Dunque, quando ti appresti a calcolare il tuo fabbisogno di cassa, considera sempre anche il valore dell’IVA che dovrai pagare.

    Come presentare la domanda?

    Le richieste di accesso a questa agevolazione possono essere presentate esclusivamente on-line sul portale FareLazio.

    Hai bisogno di un supporto professionale per preparare il tuo progetto?

    Affidati a noi, contattaci e saremo lieti di aiutarti!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Superammortamento 2017 – Cosa siginifica e come si applica

    Superammortamento 2017 – Cosa siginifica e come si applica

    Superammortamento 2017: Tutto quello che c’è da sapere su questo importante incentivo fiscale

    Il Superammortamento 2017 è uno degli incentivi più noti del Piano nazionale Industria 4.0

    Quest’agevolazione prevede un incentivo fiscale di cui possono godere le imprese per l’acquisto di beni strumentali. In particolare, il superammortamento prevede una maggiorazione dell’ammortamento al 140% per i macchinari tradizionali.

    Per i beni funzionali alla digitalizzazione, invece, il Piano Industria 4.0 ha previsto un’altra agevolazione: l’iper ammortamento al 250%.

    Cos’è e cosa significa Superammortamento?

    Già nel corso del 2015, con la legge di Stabilità 2016, era stata prevista la possibilità di operare un super ammortamento per gli investimenti in beni materiali nuovi, effettuati appunto da ottobre 2015 al 31 dicembre 2016.

    Questo incentivo fiscale è stato riproposto con la legge di Bilancio 2017 (superammortamento 2017), per lo stesso tipo di investimenti effettuati durante il corso di quest’anno, e sarà prorogato per tutto il 2018 grazie alla nuova Legge di Stabilità 2018. Nell’ultimo paragrafo di questo post vedremo quali sono le novità.

    Ma, dopo questa breve ricapitolazione generale, torniamo a noi: cos’è il superammortamento o super ammortamento?

    In poche parole, è uno strumento di deducibilità fiscale che permette di aumentare i costi dell’ammortamento (del 40%, appunto) per alcune tipologie di beni aziendali, riducendo l’ammontare di imposte pagate sul bene stesso.

    superammortamento-140-esempio-come-si-applica
    Superammortamento: l’incentivo fiscale previsto dal Piano nazionale Industria 4.0 per i beni strumentali

    Questo sgravio fiscale è stato introdotto dal governo, come abbiamo visto sopra, per supportare ed incentivare le aziende italiane a compiere nuovi investimenti, e quindi come misura di rilancio dell’economia.

    Come funziona il superammortamento al 140% ?

    Nello specifico, il superammortamento 2017 al 140%, incrementando fiscalmente le quote di ammortamento di un bene del 40%, rispetto all’effettivo valore del bene acquistato, permette di pagare le imposte su una base imponibile inferiore, grazie alle deduzioni delle quote di ammortamento maggiorate.

    Per semplificare, si tratta di una supervalutazione del bene che consente di beneficiare di una deduzione fiscale maggiore rispetto a quella che spetterebbe se il bene fosse iscritto in bilancio al suo reale costo.

    Quindi, permette di pagare meno tasse sul bene acquistato. Investi 100 mila euro, e ne deduci 140. 2017

    Cosa rientra nel Superammortamento 2017? Come si applica?

    Innanzitutto si applica soltanto ai beni strumentali nuovi. Questo chiarimento è stato reso noto dall’Agenzia delle Entrate a maggio 2016, con la circolare numero 23/E.

    Sono suscettibili di superammortamento sia i beni acquistati in proprietà che quelli acquistati in leasing, purché siano beni materiali acquistati fino al 31 dicembre 2017. Inoltre, per gli investimenti effettuati in leasing la maggiorazione spetta soltanto all’utilizzatore del bene, e non al concedente.

    Super ammortamento per i software

    Se il richiedente beneficia anche dell’iper ammortamento, potrà usufruire del superammortamento 2017 anche per alcuni beni strumentali immateriali, come software e sistemi IT.

    A chi si applica?

    Dal punto di vista soggettivo, possono beneficiare dell’agevolazione prevista dal pacchetto Industria 4.0 tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, compresi gli esercenti di arti e professioni. Quindi, indipendentemente dalla dimensione aziendale, dalla forma giuridica adottata e dal settore economico in cui operano.

    Possono beneficiare dell’agevolazione anche gli enti non commerciali con riferimento all’attività commerciale eventualmente esercitata.

    E i liberi professionisti?

    La circolare n. 4/E dell’Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017 ha fornito chiarimenti in merito, disponendo che:

    “per quanto riguarda gli esercenti di arti e professioni, si ricorda che la disposizione sul super ammortamento si applica ai contribuenti che esercitano le attività di lavoro autonomo, anche se svolte in forma associata”.

    E’ possibile applicare questa maggiorazione anche per le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni che rientrano nel “regime di vantaggio“. Sono quindi escluse le persone fisiche a cui si applica il “regime forfettario“, e il cui reddito è determinato attraverso l’applicazione di un coefficiente di redditività al volume dei ricavi o compensi.

    Per quel che interessa i lavoratori autonomi, la maxi deduzione si applica soltanto ai fini IRPEF e non ha alcun effetto sull’IRAP.

    Sulla circolare, vengono dati molti chiarimenti anche per quanto riguarda l’applicazione agli investimenti effettuati da imprese che aderiscono a “contratti di rete“.

    Come faccio ad avere il beneficio fiscale?

    Si può accedere al super ammortamento in maniera automatica, o quasi, in fase di presentazione del bilancio. Ottimo, no?!?

    Bisogna compilare un’autocertificazione in fase di redazione del bilancio, ma il diritto all’agevolazione matura soltanto, come accennato prima, se l’ordine è stato accettato dal fornitore e sono stati pagati almeno il 20% degli anticipi entro il 31 dicembre. In questo caso si può beneficiare di una proroga fino al 30 giugno 2018.

    L’autocertificazione di fatto sarebbe una dichiarazione del legale rappresentante, in cui si attesta che il bene:

    • possiede le caratteristiche per essere incluso in quelli descritti nell’Allegato A e nell’Allegato B (per iper ammortamento);
    • è collegato al sistema aziendale di gestione della produzione o della fornitura.

    La consegna del bene deve comunque avvenire entro il 30 settembre 2018.

    Super ammortamento 140: un esempio su come si calcola

    Ammettiamo che un’impresa acquisti, 5 nuovi pc portatili, entro il 31 dicembre 2017, per un totale di 5.000 euro + IVA.

    La maggiorazione del 40% sarà pari a 2.000 euro.

    Quindi il costo maggiorato dei pc sarà pari a 7 mila euro.

    Ammettiamo che l’aliquota di ammortamento sia pari al 20%.

    In questo caso, l’ammortamento deducibile per quest’anno sarà pari a: 7.000*20% = 1.400 euro. Si avrà quindi una deducibilità ordinaria di 1.000 euro, con una maggiorazione di 400 euro.

    La procedura sarà la stessa anche per gli anni successivi.

    Un caso particolare di super ammortamento, applicato ai professionisti, è quello che riguarda le auto acquistate in leasing.

    Come contabilizzare il super ammortamento

    Per quanto risulta a noi, il super ammortamento non si contabilizza, ma è una voce da inserire nei quadri di reddito tra gli altri componenti in diminuzione.

    Novità introdotte dalla Legge di stabilità 2018

    La Legge di bilancio 2018 ha confermato la proroga di un anno per iper e super ammortamento.

    superammortamento-140-esempio-come-si-applica
    Le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2018 per il Superammortamento

    Le novità riguardano il fatto che per gli investimenti effettuati nel corso del 2018, il super ammortamento sarà del 130%, invece che del 140. Questo significa che le imprese dal 1° gennaio 2018 potranno beneficiare di una maggiorazione del 30% sul costo di acquisto dei beni sopra citati.

    Ovviamente stiamo parlando dei beni acquistati durante il 2018 (con la stessa proroga descritta precedentemente, fino a giugno 2019).

    Sfortunatamente per il settore auto, con la nuova legge di Bilancio è stato abolito il super ammortamento auto al 120%. Almeno per ora. Vedremo se vi saranno critiche dagli addetti ai lavori di questo settore.

    Vi ricordiamo che il beneficio è cumulabile con tutti gli altri incentivi del pacchetto Industria 4.0, ossia:

    Hai ancora dubbi?

    Per avere chiarimenti in materia di disposizioni tributarie legate a fattispecie concrete e personali, è possibile presentare un’istanza d’appello all’Agenzia delle Entrate.

    Per avere chiarimenti in merito all’ambito oggettivo di applicazione del beneficio, quindi con riferimento ad un bene in particolare, è possibile richiedere un parere tecnico al Ministero dello Sviluppo Economico, inviando una mail al seguente indirizzo: dgpicpmi.dg@pec.mise.gov.it

     

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  • Fondi europei e agevolazioni pubbliche per lo sviluppo di franchising

    Fondi europei e agevolazioni pubbliche per lo sviluppo di franchising

    Scopri come utilizzare fondi europei e agevolazioni pubbliche per franchising e avviare subito la tua attività

    Come avviare la tua attività in franchising

    Con oltre 950 catene, 51 mila affiliati ed un fatturato di 24 Miliardi, l‘universo del franchising in Italia è in continua crescita ed evoluzione.

    I dati diffusi dall’ultimo Salone del Franchising che si è tenuto a Milano tra il 12 ed il 14 Ottobre parlano chiaro: gli investimenti per avviare nuovi punti vendita si attestano, nel 18% dei casi , tra i €50.000 ed i €100.000 con punte che superano i €500.000 per gli investimenti richiesti a circa il 2% dei franchisee. Sono i settori del food, della ristorazione, del wellness e del fitness quelli più gettonati.

    Ma se avviare un punto vendita può essere una sfida interessante, spesso gli entusiasmi dei potenziali affiliati vengono smorzati nel momento in cui si trovano a quantificare le spese che dovranno affrontare.

    Non ci sono solo le fee di ingresso o le royalties da versare, ma anche investimenti per la ristrutturazione del locale commerciale, la messa a nuovo degli impianti, l’acquisto di attrezzature, macchinari ed arredi, l’acquisto degli hardware e dei software e l’assunzione del personale… tutte spese che, messe insieme, raggiungono anche importi consistenti e che spesso finiscono per scoraggiare i potenziali nuovi affiliati.

    Quello che forse non sai è che in aiuto di nuovi affiliati e perché no, dei franchisor stessi, può esserci uno strumento in più oltre al classico mutuo ed al capitale proprio… la finanza agevolata ed i contributi europei, nazionali e regionali destinati alle piccole e medie imprese ed agli aspiranti imprenditori.

    Fondi europei e agevolazioni per le imprese per il franchising

    Sia che tu sia un franchisor desideroso di sviluppare la tua rete commerciale che un aspirante affiliato, con tanto entusiasmo ma pochi capitali, il bisogno di liquidità sarà, tutto sommato, il medesimo (seppure con importi diversi).

    Sicuramente avrai pensato a finanziarle con capitale proprio o facendoti prestare soldi dalla banca… Quello a cui forse non hai pensato è di poter utilizzare la finanza agevolata ed i contributi concessi dallo Stato, dalle regioni, dai comuni o dalle camere di commercio per dare il primo slancio alla tua attività! Fondi europei e agevolazioni pubbliche per franchising possono essere la soluzione alle tue necessità!

    Quello che non mi stancherò mai di ripetere come consulente ai clienti di Trovabando è che un singolo bando o una specifica agevolazione può non essere la soluzione ottimale per coprire tutte le esigenze di un’impresa.

    Ragionare sempre nell’ottica di una combinazione di più agevolazioni o strumenti può essere, invece, la scelta migliore per soddisfare tutte (o quasi) le necessità di liquidità di una impresa, soprattutto nell’ambito del franchising.

    In linea generale, sappi che, mentre sarà molto difficile trovare agevolazioni o contributi che ti aiutino a pagare la fee di ingresso e le royalties, sarà molto più semplice agevolare spese quali:

    1. Ristrutturazioni edilizie ed impiantistica
    2. Acquisto di mobilio e arredi
    3. Acquisto di macchinari ed attrezzature
    4. Acquisto di hardware e licenze software
    5. Personale

    Fondi europei e agevolazioni pubbliche per franchising: quali sono disponibili?

    Le forme con cui finanziare il proprio progetto (e questo sia come franchisor che come affiliato) possono essere molteplici: si va dalla Nuova Sabatini beni strumentali per l’acquisto di arredi o dei macchinari di cui hai bisogno, alla richiesta di accesso al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI gestito dal Medio Credito Centrale, che offre una garanzia al fine di ridurre le fidejussioni richieste ai soci e facilitare l’accesso al credito, senza dimenticare una serie di linee di credito agevolate che passano dal canale bancario ma con tassi di interesse molto vantaggiosi.

    Ma i vantaggi non finiscono qui: è possibile beneficiare di diversi sgravi fiscali come i crediti di imposta o i bonus occupazionali per abbattere i costi connessi con i contributi da versare al personale che assumerai… Senza contare le agevolazioni regionali che, ogni regione appunto, mette a disposizione delle imprese ed il bando “Nuove imprese a tasso zero” di Invitalia.

    Insomma, come puoi immaginare le opportunità sono molte per te che vuoi partire con la tua attività in franchising o per te che sei un franchisor e vuoi utilizzare la finanza agevolata e i contributi europei, nazionali o regionali alle imprese per favorire lo sviluppo della tua rete commerciale.

    In ogni caso, se vuoi approfondire con noi il discorso su fondi europei e agevolazioni pubbliche per franchising, sia come franchisor che come franchisee, contattaci!

     

    Sei alla ricerca dell’agevolazione giusta per la tua attività?

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  • Fondo di Garanzia PMI: tutte le novità del modello di rating (2018)

    Fondo di Garanzia PMI: tutte le novità del modello di rating (2018)

    Il nuovo modello di rating del Fondo di Garanzia PMI

    Attivo da 17 anni e con oltre 658 mila operazioni accolte al 31/03/2017, il Fondo Centrale di Garanzia PMI è la più nota e longeva agevolazione nazionale utilizzata in Italia negli ultimi anni.

    Dopo una lunga discussione, il Fondo di Garanzia PMI è stato oggetto di un processo di riforma che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2018.

    Vediamo insieme quali sono le principali novità.

    La riforma del Fondo di Garanzia PMI

    Il cuore della riforma è l’introduzione di un sistema di rating che incasella le imprese all’interno di classi di rischio diversificate. Perciò si prevedono riflessi importanti sulla percentuale di garanzia concessa dal fondo stesso.

    L’obiettivo della riforma del Fondo è quella di consentire al maggior numero di imprese di fruire della garanzia pubblica, supportando maggiormente proprio le imprese con un livello di rischio superiore.

    Sono queste imprese, infatti, che incontrano maggiori difficoltà dal punto di vista bancario.

    Il nuovo modello di rating è utilizzato al momento, in via sperimentale, per le sole operazioni di garanzia sui finanziamenti Sabatini-ter.

    A partire dal 2018, il modello di valutazione verrà utilizzato per valutare tutte le richieste da parte di imprese con almeno due esercizi contabili chiusi.

    Le novità nel modello di rating del Fondo di Garanzia PMI

    Se leggere le disposizioni operative non ti entusiasma, di seguito trovi una breve sintesi delle maggiori novità:

    1. Introduzione di classi di rischio: la garanzia pubblica viene differenziata in funzione del profilo di rischio dell’impresa. Ad ogni impresa, con almeno due bilanci depositati, sarà attribuita una una probabilità di inadempimento e assegnata una classe di valutazione ben determinata.
    2. Il modello di valutazione utilizzato per determinare la probabilità di default e la relativa classe di valutazione è strutturato in due moduli, più un blocco informativo:
      • modulo economico – finanziario: fornisce una misura predittiva del profilo di rischio patrimoniale, economico e finanziario.
      • Modulo andamentale: fornisce una misura predittiva del profilo di rischio di credito. Infatti, approfondisce la dinamica dei rapporti intrattenuti con le istituzioni finanziarie a livello di sistema bancario. Nei dati presi in considerazione dal modulo andamentale rientrano i dati forniti dalla Centrale dei Rischi e dai vari Credit Bureau o SIC. Qualche esempio? Rate scadute, sconfinamenti e analisi del rapporto tra accordato e utilizzato.
      • Blocco informativo: valuta la presenza di atti ed eventi pregiudizievoli a carico dell’impresa e dei soci come, ad esempio, ipoteca giudiziale o pignoramento, ipoteca legale, etc.

    A differenza dell’attuale sistema basato su un modello di scoring economico-finanziario, con la riforma, la valutazione del merito di credito dell’impresa, e dunque della probabilità di default, diventa il risultato dell’analisi dei dati dei due moduli e del blocco informativo.

    In base alla probabilità di inadempimento, o probabilità di default (PD) stimata, ogni impresa viene classificata in una delle 12 classi di valutazione, che a loro volta sono raggruppate all’interno di una delle 5 macro fasce di valutazione.

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    Tutte le novità introdotte dal nuovo modello di rating del Fondo di Garanzia per le PMI.

    Quali sono le caratteristiche delle imprese che appartengono alle 5 fasce di valutazione?

    Prima fascia – Sicurezza: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento fino allo 0.12%, ovvero con un rischio di credito estremamente ridotto.

    Seconda fascia – Solvibilità: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento fino all’ 1.02% e riguarda le aziende con un rischio di credito contenuto.

    Terza fascia – Vulnerabilità: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento fino al 3.62% e riguarda le aziende con un rischio di credito accettabile.

    Quarta fascia – Pericolosità: raggruppa le imprese con elementi di fragilità ed una probabilità di inadempimento fino al 9,43%.

    Quinta fascia – Rischiosità: raggruppa le imprese con una probabilità di inadempimento superiore al 9.43% e con un rischio di credito estremamente elevato.

    La riforma, quindi, intende collegare la percentuale di copertura concessa dal Fondo di Garanzia PMI, non solo con la durata e la tipologia di operazione, ma soprattutto con la rischiosità dell’impresa. L’obiettivo finale è quello di sostenere con la garanzia pubblica le imprese giudicate più a rischio.

    Un intento lodevole, che mira ad ampliare la platea di imprese potenzialmente interessate a beneficiare della garanzia, e a sostenerle nel difficile percorso dell’accesso al credito bancario.

    Puoi restare aggiornato sul Fondo di Garanzia PMI isitando la nostra pagina dedicata.

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  • Bando turismo e attrattività Regione Lombardia (POR FESR 2014-2020)

    Bando turismo e attrattività Regione Lombardia (POR FESR 2014-2020)

    Avviso: il bando Turismo e Attrattività Regione Lombardia è stato chiuso il 12 giugno 2017 per esaurimento delle risorse. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità della finanza agevolata clicca qui

    Oltre 32 Milioni di euro per il bando Turismo e Attrattività Regione Lombardia.

    Si apre alle ore 12.00 del 2 maggio 2017, fino ad esaurimento risorse, il tanto atteso bando Turismo e Attrattività della Regione Lombardia.

    Al momento il bando è chiuso: scopri quali sono i migliori bandi della Regione Lombardia.

    L’agevolazione prevista dal bando Turismo e Attrattività Regione Lombardia è un contributo a fondo perduto fino a 40.000 euro, per i progetti di riqualificazione di strutture ricettive alberghiere, extra-alberghiere e di pubblici esercizi.

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    Bando turismo e attrattività: fino a € 40.000 a fondo perduto per attività ricettive alberghiere, extra-alberghiere e di pubblici esercizi.

    Chi può partecipare?

    Possono partecipare i seguenti soggetti:

    1. proprietario di strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere e dei pubblici esercizi;
    2. gestore di strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere e i pubblici esercizi;

     

    In particolare, possono presentare domanda: sia le attività che operano in forma imprenditoriale con codici ateco 55 (ad esclusione dell’ateco 55.20.52), che le attività con codice ateco 56 (ad esclusione del codice 56.2).

    Possono parteciapre al bando anche le attività in forma non imprenditoriale, come b&b, che svolgono attività economica regolare ed il cui titolare possiede i requisiti richiesti dall’art 29 della l.r.n 27/2015 “Politiche regionali in materia di turismo e attrattività del territorio lombardo”.

    Attenzione, i progetti dovranno far riferimento ad una tra queste 6 tematiche:

    1. enogastronomia & food experience
    2. fashion e design
    3. business congressi & incentive
    4. natura & green
    5. sport & turismo attivo
    6. terme & benessere

    Per conoscere i dettagli di ogni singola area tematica, ti consiglio di leggere l’allegato della Regione Lombardia che identifica le specificità di ogni area.

    Quale agevolazione prevede il bando Turismo e Attrattività Regione Lombardia?

    Il contributo a fondo perduto previsto per ogni domanda è:

    • € 40.000 per i soggetti beneficiari in forma imprenditoriale;
    • € 15.000 per i soggetti beneficiari in forma non imprenditoriale.

     

    Per tutti i soggetti beneficiari l’intensità d’aiuto è pari al 40% della spesa complessiva ammissibile, e l’investimento minimo ammissibile non deve essere inferiore a € 20.000.

    Le domande di partecipazione al bando dovranno essere presentate esclusivamente per mezzo del Sistema informativo SiAge.

    Quali spese può finanziare?

    Le spese che puoi agevolare grazie al bando turismo e attrattività sono:

    • arredi
    • impianti
    • macchinari e attrezzature
    • acquisto di hardware e software
    • opere edili-murarie e impiantistiche
    • progettazione e direzione lavori

    Vuoi partecipare a questo bando ma non sai da dove cominciare? Contattaci e saremo lieti di aiutarti!

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