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Categoria: Imprenditorialità

  • Premio Gaetano Marzotto 2017: settima edizione

    Premio Gaetano Marzotto 2017: settima edizione

    Avviso: il bando è stato chiuso il 12 giugno 2017. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui!

    Il Premio Gaetano Marzotto è un’iniziativa promossa dall’Associazione Progetto Marzotto, realtà nata nel 2010 con l’obiettivo di individuare giovani neo imprenditori che si sono distinti per coraggio ed intelligenza, fornendo mentorship ed un supporto economico.

    Dal 2010 a oggi, il Premio Gaetano Marzotto ha erogato oltre 6 milioni di euro a startup italiane ed innovatori. Sono stati selezionati 286 finalisti, ricevute più di 4500 applicazioni. Sono inoltre stati coinvolti una quarantina tra incubatori e acceleratori, e un centinaio di giurati.

    Il Premio è ispirato alla figura di Gaetano Marzotto, imprenditore di riferimento del Novecento, che ha saputo unire impresa e società, cultura e territorio.

    In cosa consiste il premio Gaetano Marzotto?

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    Il premio ispirato a Gaetano Marzotto giunge alla settima edizione, con 11 categorie di concorso e un montepremi complessivo di 2 milioni e mezzo di euro.

    Il montepremi di quest’anno, di oltre 2 milioni e mezzo di euro, prevede sia premi in denaro che percorsi di affiancamento ed è ripartito in 11 categorie di concorso:

    • PREMIO PER L’IMPRESA (in denaro)
    • PREMIO DALL’IDEA ALL’IMPRESA (in denaro)
    • AMAZON LAUNCHPAD AWARD
    • PREMIO SPECIALE AUBAY DIGITAL TRANSFORMATION
    • PREMIO SPECIALE CISCO
    • PREMIO SPECIALE CORPORATE FAST TRACK
    • PREMIO SPECIALE EY
    • PREMIO SPECIALE INVITALIA
    • PREMIO SPECIALE INGDAN FAR EAST DEVELOPMENT
    • PREMIO SPECIALE MARZOTTO VENTURE ACCELERATION PROGRAM
    • PREMIO SPECIALE UNICREDIT START LAB

    Ogni Premio ha una sua giuria, che valuta e seleziona la migliore proposta per ogni categoria, a suo insindacabile e inappellabile giudizio.

    Le giurie del Premio Gaetano Marzotto sono composte da imprenditori, ricercatori, rappresentanti di istituzioni, università, incubatori d’impresa, del mondo della finanza, venture capitalist, giornalisti ed esperti di innovazione.

    Chi può partecipare al premio?

    La competizione è aperta a persone fisiche, team di progetto, imprese startup, imprese già costituite, cooperative e associazioni.

    L’impatto economico e sociale dei progetti deve ricadere principalmente sul territorio italiano. Il progetto deve generare esiti positivi soprattutto in termini occupazionali. Per questo i progetti dovranno avere l’Italia come sede legale, oltre che come base di sviluppo.

    L’unico limite per partecipare è che bisogna essere maggiorenni: fa eccezione il Premio dall’idea all’impresa che è riservato ai giovani under 35.

    I soggetti che sono risultati finalisti delle passate edizioni del Premio Gaetano Marzotto, non potranno concorrere nel 2017 con lo stesso progetto per la stessa categoria.

    Come faccio a partecipare?

    C’è tempo fino al 12 giugno 2017 per partecipare alla settima edizione del Premio Gaetano Marzotto.

    La partecipazione è gratuita. Basta compilare il form online dalla sezione “Partecipa” del sito www.premiogaetanomarzotto.it, in accordo con i termini previsti:

    • apertura del bando – 20 aprile 2017
    • termine per l’invio delle proposte – 12 giugno 2017
    • premiazione Network Incubatori e Parchi Scientifici e Tecnologici – 20 luglio 2017, UniCredit Pavilion, Milano
    • premiazione Premio Speciale Corporate Fast Track – 27 ottobre 2017, SANTEX RIMAR GROUP, Trissino (Vicenza)
    • finale – 23 novembre 2017 a Roma, sede da definirsi.

     

    Condividiamo e riportiamo quanto dichiarato da Cristiano Seganfreddo, direttore di Progetto Marzotto:

    Il Premio è diventato negli anni una piattaforma continuativa per l’innovazione italiana. Oggi possiamo e dobbiamo sostenere le realtà che davvero hanno una visione internazionale, che parlano al mondo e stanno nel mondo. […] Dobbiamo concentrarci sulle emergenze positive e riscontrarle attraverso un network globale. L’innovazione ha avuto troppa comunicazione e meno azioni corrispondenti. Il Paese è sensibilizzato al tema, adesso bisogna fare, per davvero”.

    Se hai ancora dubbi o hai bisogno di un aiuto professionale per il tuo business plan, contattaci e saremo lieti di aiutarti!

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  • Tutto, ma proprio tutto, sugli incentivi Industria 4.0

    Tutto, ma proprio tutto, sugli incentivi Industria 4.0

    Hai sempre sentito parlare di incentivi Industria 4.0 ma non hai mai veramente compreso a quali agevolazioni ci si riferisce?

    La legge di Bilancio 2017 prevede, per il triennio 2017-2019, moltissime opportunità di sviluppo per le imprese italiane.

    In particolare, oggi ti parlerò delle agevolazioni previste dal pacchetto Industria 4.0 e dagli altri numerosi incentivi nazionali pensati per aiutare, tante piccole e medie imprese, ma anche liberi professionisti, a realizzare gli investimenti di cui hanno bisogno per crescere…

    Un gran numero di strumenti previsto dal pacchetto Industria 4.0: dai contributi in conto interessi agli sgravi fiscali, tutti pensati per permettere alle imprese, piccole e grandi, di crescere.

    Industria 4.0: che cos’è e cosa significa

    Se ne sente parlare praticamente ovunque, sui giornali, sui social, durante le presentazioni organizzate da associazioni di categoria e dalle associazioni professionali. Ma che cosa si intende con il termine “Industria 4.0”?

    Wikipedia definisce il termine Industria 4.0 (o Industry 4.0) come “una tendenza dell’automazione industriale, che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro e aumentare la produttività e la qualità produttiva degli impianti”.

    Sempre secondo “Wikipedia”, Industria 4.0 si basa sul concetto di smart factory o Fabbrica Intelligente composta da:

    1. Smart production: nuove tecnologie produttive che creano collaborazione tra tutti gli elementi presenti nella produzione ovvero collaborazione tra operatore, macchine e strumenti.
    2. Smart services: tutte le “infrastrutture informatiche” e tecniche che permettono di integrare i sistemi; ma anche tutte le strutture che permettono, in modo collaborativo, di integrare le aziende (fornitore – cliente) tra loro e con le strutture esterne (strade, hub, gestione dei rifiuti, ecc.)
    3. Smart energy: tutto questo sempre con un occhio attento ai consumi energetici, creando sistemi più performanti e riducendo gli sprechi di energia.

     

    La chiave di volta dell’Industry 4.0 sono i sistemi ciberfisici (CPS) ovvero sistemi fisici che sono strettamente connessi con i sistemi informatici e che possono interagire e collaborare con altri sistemi CPS. Questo sta alla base della decentralizzazione e della collaborazione tra i sistemi, che è strettamente connessa con il concetto di industria 4.0.

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    Lo sapevi che all’interno della Legge di Bilancio 2017 sono incluse degli incentivi connessi proprio all’Industria 4.0?

    Industria 4.0 in Italia: le agevolazioni previste dal piano

    A livello globale, sono moltissimi i programmi e gli interventi declinati con strategie e formule differenti, ma tutti dedicati allo sviluppo e all’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet di “Industria 4.0”.

    Dal programma Manufacturing USA degli Stati Uniti, all’Industrie 4.0 tedesco, al programma Industrie du Future francese…

    In questo contesto l’Italia non è rimasta con le mani in mano. Con la legge di Bilancio 2017 è stato dato il via ad un piano basato su un intelligente mix di sgravi ed incentivi fiscali, contributi a fondo perduto, incentivi all’investimento in startup e pmi innovative ed altri strumenti dedicati allo sviluppo della competitività.

    In generale le agevolazioni previste dal pacchetto sono:

     

    A cui vanno aggiunti gli Incentivi per la Competitività

    Perché devi conoscere le agevolazioni previste dal piano italiano

    1. Se vuoi crescere ed investire in impianti, macchinari, strumenti e tecnologie è questo il momento giusto!
    2. Hai a disposizione strumenti diversi, ma cumulabili tra loro. Che significa? Che aver utilizzato un’agevolazione, come la Nuova Sabatini, non ti preclude l’utilizzo del super ammortamento. Non è mica un vantaggio da poco!
    3. Finalmente potrai digitalizzare la tua azienda, non era quello che stavi aspettando?

    Sei curioso di sapere come funziona la Nuova Sabatini nel dettaglio e se è l’agevolazione che fa davvero per te?

    Se hai ancora dubbi o hai bisogno di un aiuto professionale contattaci e saremo lieti di aiutarti!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Nuove imprese a tasso zero, ecco come compilare la domanda

    Nuove imprese a tasso zero, ecco come compilare la domanda

    Scopri la nostra mini guida per partecipare al bando Nuove Imprese a Tasso Zero.

    Attenzione

    A seguito dell’elevato numero di domande presentate, le risorse disponibili sono esaurite. Pertanto al momento non è più possibile inviare la domanda. Dall’apertura dello sportello, sono state finanziate più di 462 iniziative.

    Ma non disperare: scopri subito altre agevolazioni per te cliccando il pulsante qui in basso!

    Con un rifinanziamento da 100 milioni, Nuove imprese a tasso zero di Invitalia rappresenta un’occasione molto interessante per giovani, tra i 18 ed i 35 anni, e donne che abbiano costituito un’impresa da meno di 12 mesi, o che vogliano costituirne una.

    Se non sai cosa prevede il bando, provo a riassumerti brevemente le caratteristiche principali di questa agevolazione: si tratta di un finanziamento a tasso zero su 8 anni, che copre il 75% delle spese, su un investimento massimo che può arrivare ad un milione e mezzo di euro.

    Se pensi che questa possa essere l’agevolazione per te e hai intenzione di partecipare, ti chiedo di dedicarmi 5 minuti del tuo tempo per scoprire insieme quali sono i documenti che dovrai produrre e le procedure che dovrai effettuare per partecipare.

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    Come compilare la domanda per il bando “Nuove imprese a tasso zero”

    Cosa devi sapere per presentare la domanda senza imprevisti

    Prima di tutto devi sapere che tutta la procedura avviene online, ed il processo richiede la compilazione di un buon numero di allegati.

    Mi raccomando, ricorda che per partecipare devi avere la firma digitale, quindi, prima di procedere con l’application assicurati che la tua firma digitale sia attiva.

    Vediamo insieme, uno per uno, i dati e i documenti necessari per partecipare a Nuove Imprese a tasso zero, focalizzandoci sui documenti richiesti per le imprese che sono costituite da meno di un anno.

    Se vuoi sapere qual è lo stato attuale dell’agevolazione, clicca qui.

    Come compilare la domanda di ammissione per “Nuove Imprese a tasso zero”

    Per prima cosa, nella compilazione della domanda di ammissione, dovrai indicare i dati dell’impresa, del rappresentante legale e dei soci. A questo dovrai aggiungere una sintesi del tuo progetto, ed un piano sintetico degli investimenti.

    Giustamente Invitalia, nella sua guida alla compilazione, sottolinea che dovrai dedicare un “impegno adeguato alla compilazione del piano d’impresa” .

    Il motivo per il quale la compilazione del piano di impresa e degli allegati è assolutamente cruciale è rappresentato dal fatto che, il piano è l’unico strumento che ti consentirà di mostrare ad Invitalia che il tuo è un progetto:

    1. credibile
    2. fattibile a livello tecnico
    3. sostenibile dal punto di vista economico-finanziario.

    Ricordati: il piano d’impresa è il tuo biglietto da visita!

    Il processo di valutazione portato avanti da Invitalia è molto puntuale, approfondito ed articolato. Perciò dovrai dare il 100% nella preparazione della documentazione, se vuoi avere delle reali possibilità di essere finanziato. Se non sai di preciso come realizzare un Business Plan, puoi leggere il nostro articolo di approfondimento.

    In ogni caso, di seguito trovi le principali informazioni che dovrai includere nel Business Plan:

    • La descrizione dell’attività che verrà svolta, ovvero cosa vuoi fare in maniera sintetica e comprensibile anche ai non addetti ai lavori;
    • Gli elementi di innovatività della soluzione che intendi proporre, ovvero perché la tua proposta si differenzia da quelle già presenti sul mercato;
    • Il mercato di riferimento, i competitor e le eventuali barriere all’entrata ovvero la descrizione del panorama nel quale si posiziona il tuo progetto;
    • I bisogni che intendi soddisfare con la tua proposta, cioè quali richieste specifiche vuoi indirizzare e soprattutto a quali target di clienti ti rivolgi;
    • La strategia commerciale che intendi seguire per la distribuzione del tuo prodotto o servizio;
    • Gli aspetti tecnici del progetto, ovvero la tecnologia che intendi utilizzare;
    • Gli investimenti materiali ed immateriali che andrai ad effettuare, e con quali tempistiche li porterai a termine;
    • La struttura organizzativa e le risorse umane che saranno coinvolte;
    • Il conto economico e lo stato patrimoniale previsionale, su 5 anni;
    • Un piano di cash flow a 3 anni, ovvero un rendiconto finanziario su un orizzonte temporale di 3 anni. Cash is king, ricordalo!

     

    Alla domanda di ammissione dovranno essere allegati, inoltre, i curricula dei soci e del personale coinvolto nel progetto di sviluppo, oltre ad una serie di dichiarazioni relative al codice antimafia, ai carichi pendenti, e alle normative per l’antiriciclaggio.

    In conclusione

    Insomma… la mole di documentazione richiesta per partecipare a Nuove Imprese a Tasso Zero non è proprio di poco conto, ma le opportunità che si possono aprire partecipando al bando valgono sicuramente il tempo e la fatica per realizzare un piano a prova di finanziamento.

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  • Legge di Stabilità 2017: come funziona la Nuova Sabatini

    Legge di Stabilità 2017: come funziona la Nuova Sabatini

    Continui a sentir parlare della Legge di Stabilità 2017 e della Nuova Sabatini, ma in giro trovi solo articoli lunghissimi e poco chiari?

    Nuova Sabatini: ecco riassunte tutte le risposte che stai cercando:

    • beneficiari
    • scadenze
    • documenti da presentare e…. molto altro!

    Come funziona nel dettaglio la Nuova Sabatini?

    Le imprese potranno chiedere finanziamenti a Banche e società di leasing aderenti alla convenzione MISE-ABI-CDP con importi variabili da 20 mila a 2 milioni di euro. Riceveranno un contributo per abbattere gli interessi sul debito, a fronte del finanziamento ottenuto, pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali posticipate, al tasso del 2,75 % annuo per cinque anni.

    In pratica, se richiedessi per la tua azienda 100.000 euro ad un tasso del 5% su un mutuo quinquennale a rate semestrali posticipate, pagheresti 14.258,76 euro. Grazie alla Nuova Sabatini potrai recuperare 7717,37 euro di interessi su questo prestito! Non male…

    E i vantaggi potrebbero non finire qui: sulle operazioni che deciderai di coprire con questa misura, potrai richiedere anche l’intervento del Fondo di Garanzia per le PMI.

    Chi sono i beneficiari?

    I beneficiari della misura sono micro, piccole e medie imprese (escluse quelle del settore finanziario), con sede operativa su tutto il territorio nazionale. Una platea di soggetti molto ampia!

    Ma quante sono le risorse che verranno rese disponibili per le imprese?

    Per il 2017 sono stati stanziati 28 milioni di euro che passeranno a 84 milioni di euro per il 2018, secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2017.

    Cogli al volo l’occasione di investire nella tua attività e di poter incentivare la competitività della tua impresa!

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  • Storie d’impresa: Alessia D’Epiro e la sua Womanboss© Academy

    Storie d’impresa: Alessia D’Epiro e la sua Womanboss© Academy

    Ecco una delle nostre storie d’impresa: Alessia d’Epiro ha cambiato la sua vita fondando un’accademia per sole donne.

    Cos’è la Womanboss Academy

    Questo è un post nel quale abbiamo deciso di raccontare delle storie d’impresa, di startup e di aziende, un post un po’ diverso dai classici approfondimenti su agevolazioni, bandi o imprenditorialità… un post in cui inauguriamo il ciclo di storie, interviste e approfondimenti su persone che hanno deciso di prendere in mano la propria vita e di cambiarla, in meglio!

    La prima storia è quella di Alessia d’Epiro, una brand manager di successo che dopo oltre 20 anni di carriera in giro per l’Italia e per l’Europa decide di mollare tutto e di diventare business coach e formatrice e di fondare la Womanboss© Academy, un’accademia per sole donne molto particolare… 

    Alessia, raccontaci la tua storia e perché ad un certo punto hai deciso di virare il timone e diventare una business coach

    La mia storia inizia con una carriera da Brand Manager, un lavoro che mi ero costruita da me, che amavo moltissimo e che andava a gonfie vele. Dopo tanti anni, però, mi sono accorta che lo stile di vita che conducevo a causa del mio lavoro non rispecchiava più i miei valori e miei bisogni, quindi la mia identità. Per questo ho deciso di formarmi come coach e utilizzare il mio bagaglio di esperienza nel mondo del business per aiutare le aiutare le donne a mettersi in proprio mantenendo una coerenza tra il loro lavoro e la loro essenza.

    La Womanboss © Academy è una accademia unica in cui convivono anime diverse, raccontacele meglio…

    La Womanboss © Academy rispecchia il mio metodo di insegnamento, che è “olistico”, ovvero unisce il lato razionale, orientato al raggiungimento di obiettivi imprenditoriali concreti, a un approccio che valorizza l’interiorità, i valori, i bisogni, i talenti delle donne in proprio. In questo modo, le womanboss possono avere successo senza snaturarsi: la mia mission è formare donne che guadagnino (bene!) rimanendo fedeli a loro stesse. La prima edizione è iniziata l’anno scorso, con 10 donne che non si riconoscevano più nel loro mestiere e volevano costruire qualcosa che somigliasse loro: è andata benissimo! A settembre partirà la seconda edizione; le iscrizioni saranno aperte fino al mese di luglio.

    Negli ultimi anni hai seguito molte donne: ma qual è la storia che ti ha dato maggiore soddisfazione come coach?

    Soddisfazione tanta, sempre; ti posso citare tre storie che rappresentano un po’ i percorsi “tipo” delle mie womanboss. Silvia, una dentista per cui il lavoro ormai era solo una questione di status sociale, stanca e desiderosa di essere fedele a se stessa ha virato con successo sulla danzaterapia! Poi c’è Manuela, informatica appassionata di libri, che sta creando un business legato al book sharing, trasformando così un’attività amatoriale in un’impresa. E poi c’è Marzia, che ama fare i dolci, ma aveva bisogno di chiarezza su come rendere la sua passione utile agli altri: ora si è specializzata nel produrre biscotti per i bambini celiaci. Credo che non ci sia limite a quello che una “womanboss” può creare!

    Una bella storia, quella di Alessia d’Epiro, che non solo ha saputo rivoluzionare la sua vita ma aiuta tante donne a riprendere in mano la propria diventando il “boss” della propria impresa di successo!

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  • H…come Horizon 2020

    H…come Horizon 2020

    Continua il glossario della finanza agevolata di Trovabando!
    Oggi scopriamo…cos’è Horizon 2020.

    Appartenente alla categoria dei fondi diretti e con un budget di circa 80 Miliardi di euro, Horizon 2020 è lo strumento della Commissione Europea per dare attuazione ad Europa 2020, attraverso il finanziamento della ricerca scientifica e innovazione.

    Ne avevamo già discusso su un nostro articolo, quando ancora non era iniziata la rubrica sul glossario della finanza agevolata: ti diamo qualche informazione in più.

    Horizon 2020 è strutturato su tre Pilastri che hanno al loro interno, programmi e temi di ricerca specifici e su cinque programmi trasversali.

    I tre pilastri di Horizon 2020 sono:

    1. Exellent science volto a dare all’Europa il primato nel settore scientifico a livello mondiale.
    2. Industrial Leadership, con l’obiettivo di far diventare l’Europa un luogo più attraente per gli investimenti in ricerca ed innovazione, sostenendo le potenzialità di crescita delle aziende europee attraverso livelli di finanziamento adeguati.
      L’Industrial Leadership si articola, a sua volta, in 3 sotto tematiche:
      • Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali;
      • Accesso al capitale di rischio;
      • L’innovazione nelle PMI
    3. Societal challenges per affrontare le grandi sfide globali nei settori:
      • della Salute e del cambiamento demografico e benessere;
      • della sicurezza dell’alimentazione, agricoltura sostenibile, bio-economia;
      • dell’Energia sicura, pulita ed efficiente;
      • dei Trasporti intelligenti, “verdi” e integrati delle azioni climatiche ed efficienza delle risorse

    Ai tre pilastri si aggiungono i 5 programmi trasversali:

    1. Spreading excellence and widening participation;
    2. European Institute of Innovation and Technology (EIT);
    3. Science with and for Society;
    4. Joint Research Center;
    5. Euratom.

    Chi può partecipare?

    Il programma Horizon 2020 è aperto a tutti!
    Dunque, qualsiasi impresa, Università, Ente di ricerca, ricercatore o qualsiasi altro soggetto giuridico con sede in uno Stato membro, in un paese associato o in un paese terzo, può partecipare.

    Come funziona?

    I diversi step da seguire per partecipare sono sono:

    1. Trovare un bando adatto sul “portale dei partecipanti”.
    2. Trovare un partner di progetto o concorrere come singolo.
    3. Creare un account sul portale H2020.
    4. Registrare la propria organizzazione.
    5. Inviare la proposta di progetto alla Commissione.

    La valutazione

    Una volta inviata la proposta di progetto, verrà valutata da un comitato di esperti di settore che assegnerà ad ogni progetto un punteggio secondo i seguenti criteri:

    • eccellenza scientifica;
    • impatto;
    • qualità ed efficacia dell’implementazione.

     

    Le proposte migliori vengono selezionate per il finanziamento ed i candidati sono informati sull’esito.

    Vuoi una idea delle tempistiche? Per questa fase prendi in considerazione un periodo di 5/6 mesi.

    Per le proposte selezionate per il finanziamento, la Commissione europea redige quindi la convenzione di sovvenzione.

    La convenzione di sovvenzione conferma la descrizione delle attività di ricerca e innovazione che saranno intraprese, la durata e il bilancio del progetto, i tassi e i costi, i diritti e le obbligazioni, la divisione dei ruoli, le regole per la sospensione e la conclusione dei progetti e altro.

    Nel frattempo…

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Tante novità in casa Trovabando! Ma non dirlo a nessuno…

    Tante novità in casa Trovabando! Ma non dirlo a nessuno…

    Ti svelo un segreto: Trovabando si rifà il look e ti sorprende con tante funzionalità aggiuntive, solo per te! Scopri le tante novità in casa Trovabando

    É passato poco meno di un anno dall’uscita della prima versione di Trovabando… e da allora, grazie al contributo costante dei tanti utenti, come te, siamo andati avanti con il nostro lavoro per creare un servizio che rispondesse realmente alle esigenze di chi è alla ricerca di agevolazioni e contributi per la propria attività.

    Come tutte le startup non ci siamo mai fermati e abbiamo continuato a perfezionare ed affinare ogni aspetto del nostro servizio per poterti presentare tante novità in casa Trovabando..

    Vuoi scoprire le tante novità in casa Trovabando?

    Vediamole insieme…

           1. La demo

    Una Demo tutta nuova per scoprire da vicino cosa troverai nell’area riservata di Trovabando… Non sei curioso di provarla?

           2. Il report interattivo

    Il nuovo report scaricabile ed interattivo dei bandi e delle agevolazioni che abbiamo verificato ed individuato per te! Potrai scaricarlo in pdf e condividerlo con il tuo commercialista o consulente oppure… portarlo sempre con te e visualizzarlo quando vuoi.

           3. Un sistema di filtri intelligenti

    Tanti nuovi filtri che ti permetteranno di selezionare i bandi in base alle spese che intendi sostenere (operazioni ammissibili), al tipo di agevolazione che preferisci e all’importo di cui hai bisogno (intensità di aiuto).

    Così potrai visualizzare all’interno del tuo report solo i bandi e le agevolazioni che ti interessano davvero!

           4. La nostra consulenza gratuita

    Se hai trovato un’agevolazione che pensi faccia al caso tuo ma hai bisogno di confrontarti con un esperto per capirne di più, puoi cliccare sul tasto Richiedi consulenza per avere a disposizione un esperto del team Trovabando. Non è un obbligo, naturalmente, ma.. ti consiglio di provare per riuscire ad orientarti al meglio tra le numerose opportunità che troverai!
    Potrai prenotare la consulenza con un semplice click, all’ora e nel giorno che preferisci.

           5. La garanzia di matching

    E se non hai trovato nessun bando per te…? Siamo così sicuri che insieme riusciremo a trovare l’agevolazione giusta per te che nel remoto caso in cui non dovessero esserci, ti RIMBORSEREMO AL 100%!

           6. Un esempio di report in PDF

    Tutto molto bello, ma che informazioni avrò sul mio report? Per farti vedere esattamente come sarà il tuo report abbiamo creato un PDF di esempio che potrai scaricare così da non aver più alcun dubbio!

    Ora non hai più scuse…
    Che aspetti a regalarti il nuovo Trovabando?

    Se ti è piaciuto questo articolo e hai apprezzato le tante novità in casa Trovabando, o pensi che il servizio possa essere utile per qualche tu amico, faccelo sapere con un commento e condividilo sui social!nov

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  • E…come Ente Erogatore

    E…come Ente Erogatore

    Che cos’è e che cosa si intende per “Ente Erogatore”?

    142 miliardi di euro per le imprese italiane nel periodo 2014-2020. Ormai lo abbiamo sentito moltissime volte.
    Ma vi siete mai chiesti chi decide chi, come e quanto possono essere agevolate le imprese italiane?

    Indovinate? Il soggetto che si occupa di tutto questo è proprio l’Ente Erogatore!

    due mani che tengono un vocabolario con la scritta il glossario di trovabando e il logo contributo a fondo perduto
    Tutto quello che devi sapere sulla finanza agevolata.

    Chi è l’Ente Erogatore?

    Non esiste una definizione specifica per Ente Erogatore, ma noi cercheremo di fornirvela lo stesso…

    L’Ente Erogatore è quel soggetto, solitamente pubblico, che eroga l’agevolazione alle imprese vincitrici di un’agevolazione.
    Può essere rappresentato da diverse figure, come ad esempio da Agenzie Nazionali (una su tutte, Invitalia), da una finanziaria regionale, da un Confidi (acronimo di “consorzio di garanzia collettiva dei fidi” ovvero un consorzio che svolge attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell’accesso ai finanziamenti, a breve medio e lungo termine, destinati alle attività economiche e produttive), o da una Camera di Commercio.

    Sono talmente tanti che nel nostro database ne monitoriamo giornalmente quasi 200!

    Cosa fa l’Ente Erogatore?

           1. Provvede alla stesura dell’avviso pubblico

    Uno dei compiti dell’Ente Erogatore è proprio quello di scrivere il testo del bando.
    Esistono diversi livelli di autonomia nel farlo. A volte bisogna rispettare le direttive imposte dalla Comunità Europea, mentre in altri casi c’è più libertà e possibilità di “personalizzazione”. Come si può facilmente immaginare, infatti, le esigenze delle imprese localizzate in regioni diverse possono essere molto differenti tra loro e per questo è necessario definire vincoli e obiettivi specifici a seconda delle necessità del tessuto imprenditoriale che verrà agevolato.

           2. I vincoli di partecipazione ai bandi

    Nel definire l’obiettivo dei bandi, l’Ente Erogatore si occupa anche della definizione dei criteri di partecipazione.
    Nel testo del bando, solitamente esiste un paragrafo dedicato solo ai vincoli di accesso che i potenziali beneficiari del bando devono assolutamente avere.
    Questi criteri possono essere molto stringenti oppure molto ampi. Nel caso di bandi nazionali, emessi ad esempio da Invitalia o dai vari Ministeri, per consentire la partecipazione ad un numero maggiori di imprese, i vincoli di partecipazione al bando saranno molto generici.
    Nel caso di bandi redatti da Camere di Commercio, invece, i vincoli saranno molto più precisi e puntuali.
    Alcuni esempi di vincoli di accesso sono il possesso di uno specifico codice ateco, la localizzazione della sede legale o l’appartenenza ai settori ammessi dal Regolamento De Minimis.

           3. La valutazione delle domande e assegnazione dell’agevolazione

    Uno dei compiti più importanti dell’Ente Erogatore è la verifica del rispetto dei vincoli stabiliti nel bando da parte delle imprese che hanno richiesto l’agevolazione.
    Nel caso in cui l’impresa non possedesse tutti i vincoli sarà esclusa dall’agevolazione.
    E’ per questo che è importante verificare di avere tutti i requisiti giusti per partecipare, prima di impiegare il proprio tempo nella redazione della documentazione.
    Se non sai come fare e vuoi essere sicuro di poter partecipare realmente contattaci!

           4. Il supporto (eventuale) per la richiesta dell’agevolazione

    Oltre alla fase di scrittura del bando, molte volte l’Ente Erogatore svolge anche attività di supporto alle imprese nella fase di richiesta di agevolazione.
    Utilizzando strumenti come le FAQ (domande frequenti) e la documentazione specifica, eroga delle informazioni aggiuntive ed esposte in modo più chiaro per le imprese.
    Ma purtroppo, vista la complessità della materia, a volte potrebbero non bastare: l’aiuto di un consulente esperto, in questi casi, può fare la differenza nella presentazione di un progetto e nella conseguente vittoria del bando.

    Se sei un imprenditore ed hai bisogno di un supporto per accedere alle agevolazioni contattaci o clicca sul bottone “Consulenza gratuita – prenotala!” per raccontarci il tuo progetto.
    Ti aiuteremo a capire, in base alle caratteristiche della tua impresa e del tuo progetto, qual è l’agevolazione più adatta a te!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tu amico, faccelo sapere con un commento e condividilo sui social!

     

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  • Lazio creativo: i vincitori del fondo creatività 2016

    Lazio creativo: i vincitori del fondo creatività 2016

    Il Programma Lazio Creativo nasce per avvolgere in un unico network: talenti, start up, luoghi, appuntamenti e occasioni di finanziamento.

    Ottimi risultati per il 2016: complimenti!

    Su 416 domande presentate, le start up finanziate dal Fondo della creatività 2016 sono 40, per un totale di contributi ammessi di oltre 1 milione e 118 mila euro, e un finanziamento massimo per impresa di 30 mila euro. Un ottimo risultato per la provincia di Latina, con 7 startup finanziate, e per la provincia di Viterbo, con 4 startup finanziate.

    Le graduatorie sono disponibili dal 16 novembre sul sito della Regione Lazio.

    Lo scorso anno la Regione ha stanziato 1.5 milioni di euro per il sostegno e lo sviluppo di imprese nei settori delle arti e dei beni culturali, dell’architettura, del design, dello spettacolo, della musica, dell’audiovisivo, e dell’editoria. Le domande ricevute furono oltre 630 da tutte le province del Lazio, e ben 53 i progetti premiati.

    Con Lazio creativo la creatività è stata posta al centro del programma strategico, con l’obiettivo di rilanciare un segmento importante per l’economia del territorio regionale. Infatti, questo settore produce 78.6 miliardi di valore aggiunto, nel Lazio si trovano oltre il 10% delle industrie creative nazionali (630 mila imprese) e vale l’8% del Pil, contro circa il 6% della media nazionale [fonte Regione Lazio].

    Per la prossima edizione

    Nella nuova programmazione la Regione Lazio investirà 100 milioni di fondi europei e regionali per le start up innovative e creative, oltre che 20 milioni destinati a e-commerce e manifattura digitale, e un ulteriore milione nel 2017 sul fondo creatività.

    Perciò se avete partecipato, ma non è andata come speravate in questa edizione, non disperate. Siate fiduciosi!

    In ogni caso, siamo contenti per le startup vincitrici, sappiamo quanto sia difficile, e non possiamo che concludere facendo loro i nostri più sinceri complimenti.

    Se vuoi partecipare anche tu ad un bando e possibilmente vincerlo (per scoprire chi ha vinto clicca qui) contatta Trovabando e scopri i nostri servizi di consulenza one-to-one! Un team di esperti ti accompagnerà passo passo nella redazione della documentazione e della modulistica per partecipare ai bandi ed alle agevolazioni pubbliche.

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  • D…come De Minimis

    D…come De Minimis

    Aiuti De Minimis? Di che cosa si tratta? Scopriamolo insieme nella nuova puntata del Glossario Trovabando.

    I contributi ai sensi del presente Avviso sono concessi in base al regime di aiuto De Minimis.
    Quante volte ti è capitato di leggere questa frase su bandi e agevolazioni?

    Ma cosa vuol dire esattamente? Cos’è il regime di aiuto De Minimis?

    Vediamolo insieme…

    due mani che tengono un vocabolario con la scritta il glossario di trovabando e il logo contributo a fondo perduto
    Tutto quello che devi sapere sulla finanza agevolata.

    Le origini

    De minimis non curat praetor” è una locuzione latina che tradotta significa “il pretore non si occupa di cose di poca importanza o di poco conto”.

    L’Unione Europea ha adottato il termine De Minimis per indicare gli aiuti di stato di piccolissima entità che non devono essere sottoposti al vaglio comunitario, ma dei quali ha fissato legislativamente il valore.

    Qual è lo scopo del Regolamento De Minimis?

    Facciamo un passo indietro…

    Per comprendere appieno la ratio di questo regolamento, occorre risalire al concetto di aiuti di Stato definito nel trattato istitutivo dell’Unione Europea che, agli articoli 87 e 88, disciplina il regime che i singoli Stati membri devono rispettare per quanto concerne i sistemi di incentivazione alle imprese.

    L’articolo 87 dice infatti: “Salvo deroghe contemplate nel presente trattato, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidono sugli scambi tra gli Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.”

    A questi aiuti fanno eccezione quelli di piccola entità, definiti dall’UE De Minimis, i quali si presume non incidano sulla concorrenza in modo significativo. Le pubbliche autorità possono quindi erogare aiuti alle imprese di qualsiasi dimensione, in regime De Minimis, senza obbligo di notifica.

    Questo regolamento quindi, disciplina l’erogazione di aiuti alle imprese dell’UE. Si tratta, in altre parole, di incentivi pubblici a favore delle attività produttive di misura talmente ridotta da non poter in alcun modo intaccare i principi comunitari della libera concorrenza e libertà negli scambi tra gli Stati membri.

    Questo comporta anche il vantaggio di permettere agli Stati di sostenere alcuni settori di attività o imprese, tramite la concessione di aiuti di modesta entità, senza dover attendere l’autorizzazione da parte della Commissione, semplificando e velocizzando le procedure.

    Non ci soffermiamo sull’iter normativo del regolamento perchè sarebbe noioso per la maggior parte dei lettori, ma se vuoi approfondire l’argomento ti suggeriamo di visitare il sito di Unioncamere.

    Cosa significa che gli aiuti sono concessi in regime De Minimis?

    Facciamo una piccola premessa…

    Secondo questo regolamento, l’importo totale massimo degli aiuti di questo tipo, ottenuti da una impresa, non può superare nell’arco di tre anni i 200.000 euro.

    Ciò significa che per definire se un’impresa possa o meno ottenere un’agevolazione in regime De Minimis, e di conseguenza l’ammontare della agevolazione stessa, bisognerà sommare tutti gli aiuti ottenuti da quell’impresa, a qualsiasi titolo (per investimenti, attività di ricerca, promozione all’estero, ecc.) in regime De Minimis, nell’arco dei tre esercizi finanziari precedenti, ovvero l’esercizio finanziario in cui l’aiuto è concesso più i due precedenti.

    Con “periodo degli esercizi finanziari”, non si intendono più i mesi dell’anno in vigore, come accadeva con il vecchio Regolamento 69/2001 per determinare il quale si contavano i 36 mesi naturali a ritroso nel tempo, ma, appunto, l’annualità finanziaria. Di conseguenza, qualsiasi sia il mese dell’anno in cui viene erogato l’aiuto, l’arco di tempo rilevante abbraccia la relativa annualità finanziaria e le due precedenti.

    Nel caso un’agevolazione concessa in De Minimis superi il massimale previsto a disposizione in quel momento dell’impresa beneficiaria, l’aiuto non potrà essere concesso nemmeno per la parte non eccedente.

    Nella compilazione della domanda di finanziamento, l’impresa che richiede un aiuto di questo tipo dovrà dichiarare, tramite l’apposito modulo, quali altri aiuti ha ottenuto in base a quel regime. Sarà l’ente erogante, in fase di analisi della domanda, a verificare la disponibilità residua sul massimale individuale dell’impresa.

    Nel settore del trasporto di merci su strada per conto terzi il massimale degli aiuti De Minimis, nell’arco dei tre anni, è ridotto a 100.000 euro ad impresa beneficiaria. Inoltre è escluso l’acquisto di veicoli.

    I 4 regolamenti per gli aiuti De Minimis?

           1. Il Regolamento Ue 1407/2013

    Questo Regolamento Ue, ha mantenuto il massimale di 200.000 euro per gli aiuti de minimis che un’impresa unica può ricevere nell’arco di tre anni da uno Stato membro e quello di 100.000 euro per le imprese che effettuano trasporto di merci su strada per conto terzi, escludendo i settori della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura per i quali si sono create delle norme specifiche, e ammettendo invece nel campo di applicazione la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli.

           2. De minimis per il settore agricolo

    Per quanto riguarda la produzione primaria di prodotti agricoli, il 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il Regolamento della Commissione europea n. 1408/2013, che sostituisce il Regolamento n. 1535/2007, applicabile fine al 31 dicembre 2013.

    La normativa innalza il massimale dell’aiuto concesso a un’impresa unica nell’arco di un triennio a 15.000 euro e porta il limite nazionale all’1% della produzione annua, che nel caso dell’Italia vale 475.080.000 euro, contro i precedenti 320.505.000 euro.

           3. De minimis per il settore della pesca e dell’acquacoltura

    Le pubbliche autorità possono erogare aiuti alle imprese di qualsiasi dimensione, in regime de minimis, senza obbligo di notifica, nel settore della pesca (produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti della pesca di cui all’articolo 5 del regolamento UE n. 1379/2013 del Parlamento e del Consiglio), nel rispetto delle condizioni di cui, attualmente, al regolamento UE della Commissione n. 717/2014.

    L’importo totale massimo degli aiuti di questo tipo ottenuti da una impresa non può superare, nell’arco di tre anni, i 30.000 euro.

    Ogni Stato membro ha a disposizione un plafond nazionale che costituisce l’importo cumulativo che può essere corrisposto alle imprese del settore della pesca nell’arco di tre esercizi finanziari: per l’Italia ammonta a 96.310.000 euro.

           4. De minimis SIEG

    In base a questo regolamento le misure di aiuto possono beneficiare del regime de minimis se l’importo totale degli aiuti concessi a un’impresa che fornisce servizi di interesse economico generale non supera 500.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari. Questa nuova regola risponde alle esigenze di riduzione degli oneri amministrativi e di semplificazione provenienti dagli operatori e dalle amministrazioni pubbliche, specie a livello locale.

    Abbiamo collezionato i documenti che riguardano questi quattro regolamenti nelle nostre FAQ. Se ne hai bisogno puoi scaricarli da lì.

    Queste sono alcune nozioni base che ti permetteranno di muoverti con più sicurezza nel mondo della finanza agevolata. Se hai ancora dubbi contattaci e saremo lieti di aiutarti!

    Ora non ti resta che scoprire se il bando giusto per te è o no in regime De Minimis!

    Non perderti tutti gli aggiornamenti del nostro Glossario per conoscere ogni giorno qualcosa di più sul mondo della Finanza Agevolata! Nel frattempo…

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