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Tag: Agevolazioni imprese

  • Come fare un business plan perfetto: tutti i trucchi ed i consigli per te!

    Cosa fare, e cosa non fare, per scrivere un business plan coi fiocchi per la tua impresa o la tua startup

    Se sei capitato su questo articolo probabilmente sei impegnato, proprio in questo istante, nella scrittura del tuo  plan, o forse devi ancora metterti alla scrivania ed iniziare questa attività e vuoi capire meglio come poter realizzare un business plan solido per il tuo nuovo  imprenditoriale.

    Forse è stata la tua banca a chiederti questo documento per finanziare un tuo nuovo progetto o la tua nuova attività… o forse vuoi partecipare a quel contributo a fondo perduto che ti sembra così interessante…

    A prescindere dalle tue motivazioni, i nostri suggerimenti su come fare un business plan con i fiocchi è la cosa di cui hai bisogno!

    Leggi questa mini guida per comprendere:

    • Che cos’è il business plan
    • Quali sono gli elementi immancabili al suo interno
    • I trucchi per fare un business plan perfetto
    • Gli errori da non fare assolutamente

    Che cos’è il Business Plan

    Il Business Plan è un documento che descrive in maniera sintetica ma puntuale le caratteristiche di uno specifico progetto imprenditoriale o di una attività.

    All’interno di questo documento sono descritti, non solo il progetto imprenditoriale, ma anche la strategia per implementare il progetto stesso e i risultati economico-finanziari che ci si attende.

    Il business plan è una fotografia del tuo progetto dei suoi obiettivi e dei suoi risultati attesi.

    A che cosa serve il Business Plan e perché farne uno

    Le funzioni del business plan sono, sostanzialmente due. La prima è quella di formalizzare e cristallizzare l’idea di business, che, spesso, è solo nella testa dell’, la seconda è quella di presentare il progetto stesso a possibili finanziatori esterni. E’ questo il caso dei business plan che si presentano alle banche, a nuovi possibili soci, ai business angels, ai fondi di venture o agli enti erogatori come Regioni, , Ministeri o ad .

    Diciamoci la verità, la ricerca di finanziamenti o di liquidità per avviare un nuovo progetto o per far partire una nuova attività è il motivo più frequente che spinge imprenditori navigati e neofiti dell’imprenditoria ad approcciarsi con la scrittura di questo documento.

    Ed…è anche la ragione più frequente per la quale imprenditori e startupper si rivolgono a consulenti come me, con una forte esperienza in business planning.

    Quali sono gli elementi fondamentali da inserire in un business plan?

    Un business plan, come abbiamo detto, è un documento suddiviso in diverse sezioni. Queste sezioni servono ad analizzare ed esplicitare i diversi aspetti del progetto.

    Non esiste un format predefinito di business plan, tuttavia, le sezioni che non possono mancare in un business plan fatto nella maniera migliore sono sostanzialmente queste:

    • Indice
    • Executive Summary
    • Il progetto imprenditoriale
    • I prodotti o servizi che si intende proporre
    • La storia dell’azienda e degli imprenditori
    • Il mercato di riferimento
    • L’analisi dei competitor
    • La strategia commerciale e di posizionamento
    • La struttura organizzativa dell’impresa
    • Il piano operativo
    • La roadmap di sviluppo del progetto o cronoprogramma
    • Il piano economico finanziario
    • Gli eventuali allegati

    Come vedi le informazioni da presentare all’interno di un business plano sono molte e, a parte qualche aggiustamento in termini di contenuti, sono totalmente indipendenti dal  in cui operi o dallo stadio in cui si trova la tua attività.

    Anche se potrà sembrarti una questione molto complessa, la redazione di un Business Plan è un’attività particolarmente utile per l’imprenditore: questo perché consente a chi vuole partire con una propria attività e ha “tutto nella sua testa” di per mettere nero su bianco tanti aspetti o criticità del suo progetto a cui, magari, non ha mai neanche pensato.

    Il business plan, dunque, consente di dare forma a qualcosa di astratto o poco definito consentendo di comprendere se l’idea ha effettivamente le giuste potenzialità per essere realizzata.

    Ma vediamo insieme quali sono i 5 trucchi che devi conoscere per realizzare un business plan impeccabile…

    come fare un business plan
    Come fare un business plan perfetto – la guida completa

    I 5 trucchi che devi conoscere per realizzare un business plan impeccabile…e far finanziare la tua attività

    1. Executive summary

    L’Executive summary non è un optional, anzi è la prima cosa che leggerà la banca, o un potenziale investitore. Dedica il giusto tempo alla redazione del tuo executive summary, e scrivilo solo dopo che avrai terminato la redazione dei restanti punti del business plan. Quello che scriverai in questa sezione riassuntiva sarà determinante per formare nel lettore un primo giudizio del tuo documento. Ricordati che, come sempre nella vita,  che è la prima impressione quella che conta.

    2. Less is more

    Meglio scrivere una trentina di pagine ben fatte, e che contengano tutti gli elementi fondamentali del tuo progetto, piuttosto che un documento lunghissimo ma ripetitivo e privo di un senso logico.

    3. Inserisci un indice generale

    Per la redazione del tuo business plan parti sempre dalla costruzione dell’ indice generale di cui ti ho parlato prima Ti servirà per non “perderti” e ti guiderà nella compilazione di tutti i punti fondamentali. Non dimenticare mai di includere le informazioni fondamentali, presenti in ogni business plan che si rispetti: descrizione dell’idea progettuale e dell’impresa, mercato di riferimento, fonti di approvvigionamento (se ci sono), il problema che intendi risolvere e la tua value proposition,  la descrizione del prodotto/servizio che intendi offrire, la strategia commerciale e distributiva, la struttura organizzativa e manageriale, la roadmap di sviluppo del progetto, e i dati economico-finanziari.

    4. Cita le fonti

    Durante la redazione della sezione dedicata al mercato, sia per quanto riguarda la domanda che l’offerta, ricordati che citare le fonti è fondamentale. Mi raccomando: devono essere fonti affidabili e devono essere coerenti tra loro. Qualche esempio? Se devi valutare dati relativi al mercato italiano puoi utilizzare, ad esempio, dati Istat o dati provenienti da report e documenti che provengono dai ministeri, dai comuni o da centri studi.

    5. Inserisci “i numeri”

    Non dimenticare i dati economico-finanziari, inserendo i prospetti di , stato patrimoniale e rendiconto finanziario, su un orizzonte di 3-5 anni e con assumption ben definite ed esplicitate. Se è necessario puoi fornire approfondimenti ulteriori inserendo tavole e tabelle nella sezione dedicata agli allegati.

    Queste sono le informazioni che devi assolutamente inserire in un business plan…. ma vediamo insieme quali sono, invece, i 10 errori più frequenti commessi da imprenditori, startupper e neofiti del business da non commettere mai!

    Forse non sai che l’attività principale di Trovabando e del suo team, è quella di supportare imprese, piccole e grandi, aspiranti imprenditori e startupper a realizzare business plan.

    Perché ti sto raccontando questo?

    Perché vedendo business planning di tutti i tipi, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, da diversi anni mi sono resa conto che gli errori che vengono commessi nella redazione di un business plan sono quasi sempre gli stessi!

    Cosa NON devi fare quando realizzi il tuo business plan

    Eppure realizzare un business plan efficace è un po’ come preparare un piatto da chef… senza tecnica è difficile realizzare qualcosa di veramente speciale anche se ci metti tutto l’impegno del mondo.

    Sei curioso? Allora scopriamo subito insieme quali sono gli errori più comuni!

    come fare un business plan
    Come fare un business plan perfetto – la guida completa

    1. Un business plan per…tutte le stagioni

    La prima domanda che devi porti prima di iniziare a scrivere il tuo business plan è: a chi dovrò presentarlo? Lo terrò gelosamente per me? Lo porterò in banca? Oppure mi serve per cercare investitori? Magari me lo ha chiesto la banca per accedere al Fondo di Garanzia. Indipendentemente dalle motivazioni per il quale stai realizzando un business plan, sappi che ragioni diverse ed interlocutori diversi impongono documenti differenti! Il modello “4 stagioni” lasciamolo per altre cose! Ok?

    2. Executive Summary…questo sconosciuto

    Sii comprensivo con il tuo interlocutore e consenti sempre a chi prende in mano per la prima volta il tuo business plan di capire in pochi minuti quello che vuoi fare e perchè lui dovrebbe finanziarti/diventare tuo partner/vendere il tuo prodotto. Un buon executive summary è come un biglietto da visita: ricorda il vecchio detto “There is not a second chance to make a good first impression”.

    3. Analisi di mercato approssimativa

    L’analisi di mercato non è un’opinione: studia bene la domanda e l’offerta. Che caratteristiche ha il tuo target di clienti? Sarebbero disposti a spendere la cifra che intendi chiedergli per il tuo prodotto/servizio? Analizza molto bene il panorama competitivo, usando fonti affidabili: il Fact&Numbers checking se fatto male, potrebbe farti prendere una cantonata (oltre che farti perdere un sacco di soldi). Se pensi che non ci siano competitor nel tuo mercato, ricorda che il tuo mercato potrebbe non esistere!

    4. Limitarsi al business model canvas

    Il business model canvas è uno strumento molto utile nelle primissime fasi di formalizzazione della tua idea imprenditoriale, ed è un ottimo framework per mettere nero su bianco variabili qualitative ma… il business plan è una altra cosa! Non confonderli!

    5. Prendere sotto gamba le tue modalità di generazione dei ricavi (e la mancanza di un problema da risolvere o di un vero valore della tua soluzione)

    Come fai i soldi? È una delle prime domande a cui devi provare a dare una risposta, ragionando sul tuo business model e, di conseguenza, sul tuo modello di revenue. Sempre. Ah, dimenticavo: se non risolvi un problema reale con il tuo prodotto/servizio, le possibilità di riuscire a generare ricavi si assottigliano sensibilmente, perciò pensaci bene.

    6. Dare le cose per scontate

    Non tutti conoscono il tuo business, soprattutto se ti occupi di nanotecnologie… ma anche una “classica” attività turistica o di ristorazione devono essere adeguatamente spiegate a chi non le conosce. Sii chiaro e definisci chiaramente cosa vuoi fare e come intendi farlo!

    7. Le one-man-band non esistono

    Sii realistico quando si tratta di definire l’evoluzione del personale della tua attività! È poco probabile riuscire a generare milioni di  con…..1 dipendete, ovvero te stesso! Se ci riesci, fammelo sapere però!

    8. Chi ha paura della matematica?

    I numeri fanno, purtroppo, paura a tutti: se le parole “proiezioni economico finanziarie” e “stima dei  mensilizzati”, ti fa venire un attacco di orticaria forse è meglio rivolgersi ad un esperto.

    9. Anche l’occhio vuole la sua parte

    Il comic sans è bandito, stessa cosa per i layout bizzarri! Usa uno stile di impaginazione semplice e chiaro. Anche in questo caso “less is more”.

    10. I costi operativi esistono e tu dovrai pagare l’affitto (oltre alla luce, l’acqua ed il gas)

    Anche se tutti tendono sempre ad ignorarli i costi operativi vanno pagati. Ovvero? Tieni conto nella redazione del tuo business plan di cose come le spese per il , i pareri legali, il consulente del lavoro oltre alle utenze, gli affitti, le consulenze del grafico per il tuo logo e tutti i costi che generalmente le persone tendono a dimenticare.

    Come vedi le cose da tenere a mente durante la scrittura di un business plan sono parecchie, spero di averti dato una serie di informazioni utili per rendere il tuo business plan a prova di….bomba!

    Ma ti lascio con un ultimo consiglio extra: ricordati sempre di essere umile. Sì, perché quando si parla di business plan la competenza in maniera è necessaria.

    E quindi?

    Fai revisionare il tuo Business Plan da qualcuno che abbia reali competenze per farlo… quindi con tuo cugino o l’amico del tuo amico… vai solo a prendere un caffè! Ok?

    Siamo arrivati alla fine di questa guida, spero davvero che gli spunti che ti ho dato ti siano stati utili per realizzare un business plan perfetto. E se avessi necessità di un supporto professionale per realizzare il tuo business plan, io ed il team di Trovabando siamo a tua disposizione per aiutarti!


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  • Bando Regione Lombardia efficientamento energetico

    Bando Regione Lombardia efficientamento energetico

    La misura del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico, finanziata attraverso il Programma Regionale FESR 2021-2027 (Azione 2.1.3.) di Regione Lombardia con fondi europei, ha l’obiettivo di agevolare l’avvio di investimenti volti all‘efficientamento energetico dei sistemi produttivi delle imprese

    Lo scopo principale è ridurre l’impatto ambientale generato da tali sistemi, sia attraverso la diminuzione dei consumi energetici, sia mediante il recupero di energia e/o la cattura dei gas serra prodotti durante i cicli produttivi.

    I Progetti del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico  devono comportare una riduzione di almeno il 30% delle emissioni climalteranti (emissioni dirette e indirette di gas ad effetto serra espresse in kg di CO2e/anno) rispetto alle emissioni ex ante relativamente alla specifica sede oggetto del Progetto.

    Finlombarda spa svolge per conto di Regione Lombardia la funzione di soggetto gestore della misura.

    I Progetti ammessi al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico devono essere realizzati e rendicontati entro 18 mesi dalla pubblicazione sul BURL del provvedimento di concessione. È fatta salva la possibilità di richiedere proroga motivata fino ad un massimo di 3 mesi.

    La dotazione finanziaria del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico è pari a 65 milioni di euro, comprensivi degli oneri di gestione, così suddivisa: 

    • 31 milioni di euro su risorse PR FESR 2021-2027 (Garanzia)
    • 34 milioni di euro su risorse PR FESR 2021-2027 (Contributo) 
     

    Il progetto deve essere corredato – in fase di domanda – da una diagnosi energetica finalizzata ad individuare esclusivamente gli interventi o le soluzioni impiantistiche da implementare e oggetto del progetto, che devono trovare puntuale riscontro negli investimenti e nelle relative voci di spesa.

    Chi sono i beneficiari?

    I beneficiari del bando Regione Lombardia efficientamento energetico sono le micro, piccole e medie imprese (MPMI) e le grandi imprese devono soddisfare i seguenti requisiti per poter partecipare:

    • Devono essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese, con almeno due bilanci depositati alla data di presentazione della domanda di partecipazione al bando. Nel caso delle imprese non residenti in Italia, devono essere costituite in conformità alle norme del diritto civile e commerciale vigenti nel loro Paese di residenza e iscritte nel relativo Registro delle Imprese.
    • Devono avere una sede operativa in Lombardia alla data di presentazione della domanda o devono costituire una sede operativa in Lombardia entro la concessione dell’Agevolazione.
    • Devono rientrare nella classificazione da 1 a 10, secondo la metodologia di Credit Scoring del Modello di valutazione utilizzato per calcolare la probabilità di inadempimento del Fondo Centrale di Garanzia.
     

    Sono escluse dal Bando Regione Lombardia efficientamento energetico i seguenti casi:

    • Le imprese che rientrano nella sezione A (agricoltura, silvicoltura e pesca) del codice primario o prevalente Istat Ateco 2007, ad eccezione di quelle iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia in conformità all’articolo 13 bis della Legge Regionale 31/2008.
    • Le imprese che operano nella sezione K (attività finanziarie e assicurative) del codice primario e/o secondario Istat Ateco 2007.
    • Le imprese attive nel settore di produzione, trasformazione e commercializzazione di tabacco e prodotti del tabacco, come definito nell’articolo 7, paragrafo 1, lettera c) del Regolamento (UE) n. 2021/1058. Questo si riferisce a imprese che operano in settori specifici corrispondenti ai codici primari o prevalenti inclusi nella sezione C (codice 12) e nella sezione G (codici 46.35, 46.39.20, 46.21.21, 47.26) della classificazione delle attività economiche Istat Ateco 2007.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Il bando Regione Lombardia efficientamento energetico mira a sostenere progetti che prevedano investimenti volti all’ottimizzazione dell’uso dell’energia, all’adeguamento e/o alla modernizzazione degli impianti produttivi. Questi progetti potrebbero anche includere l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili al fine di ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi, sia attraverso la diminuzione dei consumi energetici, sia tramite il recupero di energia e/o la riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dai cicli produttivi esistenti.

    Sono ammissibili al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico le spese per:

    a. Acquisto e installazione di macchinari, impianti di produzione, attrezzature ed hardware
    b. Acquisto, installazione e allacciamento alla rete di impianti per la produzione di energia rinnovabile, esclusivamente in combinazione con le altre voci di spesa di cui alle lettere a), c), d), e)
    c. Acquisto e installazione di impianti di produzione di energia termica e frigorifera e di impianti di cogenerazione/trigenerazione
    d. Acquisto e installazione di sistemi di accumulo dell’energia 
    e. Acquisto e installazione di caldaie ad alta efficienza a condensazione, a biomassa ovvero pompe di calore
    f. Acquisto e installazione di sistemi di domotica per il risparmio energetico
    g. Acquisto e installazione di apparecchi LED a basso consumo in sostituzione dell’illuminazione tradizionale (a fluorescenza, incandescenza o alogena, etc.) (c.d. relamping)
    h. Acquisto di software e licenze d’uso; costi per servizi software di tipo cloud e saas per un periodo non superiore ai 12 mesi di servizio, ammissibili solo in regime 3.13, de minimis e art. 14 del GBER
    i. Acquisizione di brevetti
    j. Opere murarie, opere di bonifica e impiantistica se direttamente correlate e funzionali all’installazione dei beni di cui alle voci da a) a f) nel limite del 20% di tali voci di spesa
    k. Solo in regime 3.13 e de minimis, costi di formazione
    l. Solo in regime 3.13 e de minimis, spese tecniche di consulenza nel limite del 20% dei costi di cui alle precedenti voci da a) a i)
    m. Solo in regime 3.13 e de minimis, spese generali determinate con un tasso forfettario pari al 7% delle spese ammissibili di cui alle precedenti lettere da a) a k).

    La misura 3.13 della comunicazione della Commissione europea C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”.

    A quanto ammonta il l’agevolazione?

    L’agevolazione prevista dal Bando Regione Lombardia efficientamento energetico prevede una dotazione finanziaria complessiva di 65 milioni di euro, di cui 34 milioni di euro sono concessi come contributo in conto capitale e 31 milioni di euro sono erogati tramite il Fondo di Garanzia. Le imprese possono richiedere un contributo massimo di 10 milioni di euro per le domande presentate entro il 28/07/2023 e 3 milioni di euro per le domande presentate dopo tale data. L’investimento minimo richiesto è di 100.000 euro.

    Le percentuali di risorse a fondo perduto variano a seconda della dimensione dell’impresa, dell’ubicazione dell’unità locale e della data di presentazione della domanda.

    Per le domande del Bando Regione Lombardia efficientamento energetico presentate entro il 28/07/2023:

    • Micro e piccole imprese: 35% per comuni NON aree 107.3.c, 50% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 45% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
    • Medie imprese: 25% per comuni NON aree 107.3.c, 40% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 35% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
    • Grandi imprese: 15% per comuni NON aree 107.3.c, 30% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 25% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
     

    Per le domande presentate dopo il 28/07/2023:

    • Micro e piccole imprese: 20% per comuni NON aree 107.3.c, 35% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 20% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
    • Medie imprese: 10% per comuni NON aree 107.3.c, 25% per aree 107.3.c delle province di PV, LO, CO, SO, 30% per aree 107.3.c delle province di MN e CR.
     

    Il finanziamento di medio-lungo termine supportato dalla garanzia gratuita regionale previsto dal Bando Regione Lombardia efficientamento energetico può coprire un importo fino a 9.000.000 euro per le domande entro il 28/07/2023 e fino a 2.850.000 euro per le domande successive. La durata dell’investimento deve essere compresa tra 3 e 6 anni, incluso un eventuale periodo di preammortamento fino a 24 mesi.

    Gli interventi ammissibili previsti dal bando Regione Lombardia efficientamento energetico riguardano gli investimenti per l’efficientamento energetico degli impianti produttivi, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e i consumi energetici. Per le Micro, Piccole e Medie Imprese che optano per regimi diversi da quello “de minimis”, è possibile realizzare un investimento per trasformare radicalmente il processo produttivo di uno stabilimento esistente. In caso di più sedi operative in Lombardia, è necessario scegliere una sede e redigere una DIAGNOSI ENERGETICA come documento.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande riferite al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico possono essere presentate a partire dalle ore 10:30 del 17 maggio 2023 fino a esaurimento delle risorse per le PMI e entro il 28 luglio 2023 per le grandi imprese.

    La domanda di partecipazione al Bando Regione Lombardia efficientamento energetico deve essere presentata in forma telematica, sulla piattaforma Bandi online, dal Soggetto richiedente. La domanda deve essere corredata dall’attestazione di un soggetto finanziatore che confermi l’approvazione del finanziamento, insieme a tutti gli altri documenti richiesti nell’avviso.

    Per presentare la domanda di agevolazione, è necessario utilizzare il Pacchetto Investimenti – Linea green.

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  • Agevolazioni alle imprese: 10 cose da sapere per partecipare ad un bando

    Agevolazioni alle imprese: 10 cose da non dimenticare

    Come avrai capito se segui il nostro blog, noi di Trovabando ci occupiamo di consulenza e di agevolazioni alle imprese da diversi anni ed i bandi e le agevolazioni pubbliche sono, letteralmente, il nostro pane quotidiano.

    Dall’inizio dell’avventura della nostra piattaforma web, ovvero dall’ottobre 2014, abbiamo lavorato con oltre 50 aspiranti imprenditori, liberi professionisti, aziende di piccole e piccolissime dimensioni, per accedere a bandi ed agevolazioni regionali e nazionali. Senza contare le agevolazioni a cui abbiamo partecipato noi stessi come azienda, ad esempio per assumere personale o sviluppare la nostra piattaforma.

    Tutto questo ci ha fatto comprendere come le convinzioni sbagliate, sul tema della finanza agevolata, siano abbastanza diffuse e radicate.

    La scarsa conoscenza del mondo delle agevolazioni alle imprese penalizza fortemente le imprese, le startup e gli aspiranti imprenditori che, a volte, finiscono per essere esclusi dai bandi o rinunciano direttamente a partecipare alle agevolazioni per paura di non risultare vincitori.

    agevolazioni-imprese-10-cose-da-sapere
    Ecco una lista delle 10 cose da tenere sott’occhio quando si partecipa ad un bando, leggila tutta!

    Eppure le regole da tenere a mente, non sono poi così tante, ed ho pensato di sintetizzartele in un piccolo decalogo che potrai utilizzare ogni qual volta deciderai di approcciarti ad un bando pubblico per non sprecare alcuna opportunità di partecipare anche tu alle agevolazioni alle imprese.

    1. Leggi con attenzione tutto il bando

    Non limitarti a leggere la scheda sintetica sul bando o gli articoli dei blog ma leggi sempre tutto l’avviso pubblico, la modulistica e le FAQ.

    2. Occhio alla data di scadenza

    Controlla sempre la data di scadenza del bando e la modalità di presentazione della domanda.

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    Ecco una lista delle 10 cose da tenere sott’occhio quando si partecipa ad un bando, leggila tutta!

    3. Modulistica e documentazione

    Controlla bene quali sono i documenti da presentare: c’è da scrivere il Business Plan?

    Devi compilare dei moduli specifici e tecnici? Il tempo per preparare la documentazione richiesta dall’avviso pubblico è sufficiente? Sei in grado di farlo da solo?

    Se sei autonom* nella gestione dei documenti, dovrai solo assicurarti di poter realizzare o raccogliere i moduli necessari alla partecipazione entro la data di scadenza della partecipazione. Ma, qualora dovessi avere delle difficoltà, ti suggerisco di leggere il punto successivo.

    4. Non avere paura di chiedere aiuto

    Usa le eventuali FAQ che trovi sul sito dell’ente erogante, ma, se hai dei dubbi, non avere paura di chiedere aiuto: al tuo consulente, all’ente erogante o ai servizi di assistenza indicati nell’avviso pubblico.

    Esistono tante società di consulenza che possono aiutarti nella partecipazione alle agevolazioni pubbliche. Anche Trovabando offre uno specifico servizio di Advisory, per aiutare le imprese ad ottenere i fondi a loro dedicati. 

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    Ecco una lista delle 10 cose da tenere sott’occhio quando si partecipa ad un bando, leggila tutta!

    5. Codice ateco e altri requisiti

    Se sei una società già costituita verifica di possedere tutti i requisiti richiesti dal bando facendo attenzione al tuo codice ateco e al regime di aiuto previsto dal bando (es. De Minimis, Reg 651/2014). Sono molte le agevolazioni alle imprese che sono indirizzate solo a chi opera in specifici settori di attività.

    Se sei una costituenda puoi costituirti con il codice ateco ammesso. Inoltre verifica se esistono altri requisiti come sede operativa in una determinata regione o limiti di età.

    Verifica l’elenco dei codici ateco ufficiale aggiornato al 2024.

    6. Posso partecipare?

    Verifica bene chi sono i soggetti beneficiari e i requisiti per partecipare: MPMI, ditta individuale, startup innovativa, società di persone, società di capitali, cooperative, RTI, ATI, e così via.

    Hai ben chiaro chi è il beneficiario del bando? 

    7. Che tipo di impresa sei?

    Il bando richiede di essere una startup innovativa, impresa sociale, impresa femminile o giovanile? Verifica con il tuo commercialista se hai i requisiti per esserlo o per diventarlo.

    fondo perduto imprese come richiederlo
    Ecco una lista delle 10 cose da tenere sott’occhio quando si partecipa ad un bando, leggila tutta!

    8. Ambito di investimento

    Se il bando richiede che il progetto ammissibile rientri in determinate aree tematiche (ad es. S3, settori KIA, innnovazione etc.) verifica che il tuo progetto rientri nell’area richiesta.

    9. Quali sono le spese ammissibili?

    Verifica che le spese a cui si riferisce il bando siano quelle di cui hai realmente bisogno ma soprattutto la modalità di funzionamento del bando: si riferisce a spese già sostenute o a spese ancora da sostenere?

    In quel caso, dovrai prima di tutto capire se la tua esigenza è quella di avere un ritorno su dei costi che hai già sostenuto, oppure se vuoi liquidità per le spese d’impresa da sostenere.

    10. Sii critic* e scrupolos*

    Se sei abituato a fare business plan e a presentare progetti non essere presuntuoso! Fai comunque revisionare il tuo progetto da persone competenti.

    Se hai ancora dubbi o hai bisogno di un aiuto professionale per accedere ad una agevolazione pubblica contattaci e saremo lieti di aiutarti!

    Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commento e condividilo sui social!

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  • PNRR: al via i Bandi per le imprese del Nord Ovest

    NODES – Nord Ovest Digitale e Sostenibile

    Il progetto Ecosistema Nodes – Nord Ovest Digitale e Sostenibile, parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sta prendendo forma con l’avvio di una serie di bandi a cascata per le imprese

    Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con una copertura di 115 milioni di euro, di cui 35,5 milioni a favore delle imprese, mira a creare un ecosistema dell’innovazione capace di integrare i diversi attori del territorio, come le imprese, le università, le istituzioni e i cittadini, per promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio e aumentare la competitività del sistema produttivo.

    Il Nodes rappresenta un’opportunità unica per la regione del Nord Ovest di diventare un polo di innovazione e sviluppo economico sostenibile a livello nazionale ed europeo. La realizzazione di questo progetto non solo favorirà la crescita di imprese e start-up, ma contribuirà anche alla creazione di un mercato del lavoro più qualificato e specializzato nei settori dell’innovazione, dell’energia, del turismo, della mobilità sostenibile, dell’agroindustria e della salute.

    I bandi a cascata coinvolgeranno le micro, piccole, medie e grandi imprese operanti sul territorio del Piemonte, della Valle d’Aosta e delle provincie di Como, Pavia e Varese che potranno beneficiare di consistenti contributi a fondo perduto a sostegno di investimenti aventi ad oggetto la trasformazione digitale e la sostenibilità ambientale del Nord Ovest italiano.

    Il programma Nodes si compone di 2 linee di intervento dedicate alle imprese:

    • Linea A: Ricerca industriale e sviluppo sperimentale, che prevede anche dei bandi a cascata per il Mezzogiorno
    • Linea B: Servizi avanzati di consulenza specialistica individuati nel “Catalogo dell’Ecosistema NODES”
      Ogni linea di intervento è poi suddivisa in 7 “spoke”, ovvero settori di intervento specifici, ognuno dei quali è finalizzato a sviluppare soluzioni innovative e sostenibili per le imprese e per la società.

    PNRR NODES: i 7 “spoke”

    I settori in cui si articola il progetto Nodes, sono i seguenti:

    1. Spoke 1: industria 4.0 per la mobilità e l’aerospazio
    2. Spoke 2: Sostenibilità industriale e green
    3. Spoke 3: Industria del turismo e cultura
    4. Spoke 4: Montagna digitale e sostenibile
    5. Spoke 5: Industria della Salute e silver economy
    6. Spoke 6: Agroindustria primaria
    7. Spoke 7: Agroindustria secondaria


    Ad ogni spoke è dedicato un bando per ogni linea di intervento (A o B).

    I bandi delle linee A e B per il Nord Ovest hanno una prima finestra di apertura dal 12 aprile al 16 giugno 2023 e una seconda finestra dal 1 settembre al 31 ottobre 2023.

    Per quanto riguarda i bandi della linea A dedicati al Mezzogiorno (nello specifico, alle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), è prevista un’unica finestra per la presentazione delle domande di agevolazione, dal 4 maggio 2023 al 31 ottobre 2023.

    Vediamo chi può beneficiare delle agevolazioni e qual è l’entità massima dei contributi ottenibili!

    bandi pnrr imprese del nord ovest
    PNRR: al via i Bandi per le imprese del NordOvest

    NODES: chi sono i beneficiari?

    Pur cambiando il settore di riferimento, i singoli bandi sono accomunati da una medesima struttura che permette di fornire alcuni indicazioni generali relative ai beneficiari delle agevolazioni. 

    Per quanto riguarda i bandi della linea A, possono presentare domanda di contributo, i seguenti soggetti:

    • le Micro, Piccole e Medie imprese (MPMI) che concorrono in modalità singola o collaborativa con altre imprese
    • le Grandi Imprese (GI) in modalità collaborativa a condizione che persista il requisito di collaborazione con almeno una MPMI; possono sostenere al massimo il 70% del costo totale ammissibile di progetto.

    Inoltre, i soggetti pubblici aventi ruolo di End User possono partecipare in qualità di partner non beneficiari di contributo, a condizione che siano ricondotti alle aree di tematiche di sviluppo di NODES.

    Dai beneficiari dei bandi della linea B, vengono invece escluse le grandi imprese

    Tutti i soggetti richiedenti devono:

    • essere iscritti al Registro delle Imprese;
    • avere sede operativa in uno dei territori dell’area del Nord Ovest sopra indicata o del Mezzogiorno (in quest’ultimo caso solo per quanto riguarda i bandi a cascata della linea A);
    • dimostrare affidabilità economica e finanziaria;
    • avere regolarità contributiva e fiscale;
    • non essere sottoposte a procedure concorsuali
    • non essere identificabili come imprese in difficoltà

    Quali sono le attività ammissibili?

    Gli interventi ammissibili al finanziamento sono molteplici e riguardano principalmente lo sviluppo di progetti innovativi che siano in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di ciascun Spoke.

    Tra gli interventi ammissibili rientrano ad esempio lo sviluppo di nuove tecnologie, la realizzazione di progetti pilota, la creazione di reti di collaborazione tra imprese e centri di ricerca, l’adozione di soluzioni di efficienza energetica, la promozione del turismo sostenibile e la realizzazione di infrastrutture tecnologiche avanzate.

    Le spese ammissibili al finanziamento includono principalmente le spese di investimento e le spese di funzionamento necessarie per la realizzazione dei progetti, tra cui ad esempio le spese per l’acquisto di macchinari, attrezzature, tecnologie e beni immateriali, nonché le spese per la formazione e la ricerca e sviluppo.

    Per partecipare ai bandi del progetto Nodes, le imprese e le organizzazioni no-profit dovranno presentare un progetto dettagliato che rispetti le linee guida di ciascuno Spoke.

    In generale, anche in questo caso è possibile fare una distinzione tra gli interventi della linea A e della linea B.

    Per la linea A, sono ammissibili i seguenti tipi di intervento:

    • Ricerca industriale: la ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti 
    • Sviluppo sperimentale: l’acquisizione, la combinazione, la strutturazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati
      Per la linea B, possono essere invece finanziati i costi per servizi di consulenze specialistiche. Nello specifico, sono considerati ammissibili i soli servizi qualificati di innovazione che rientrino in una delle categorie di cui “Catalogo dell’Ecosistema NODES“ – Allegato 7 del bando e identificabili in una delle seguenti macrocategorie:

    • Servizi qualificati di supporto alla ricerca e sviluppo ed alla innovazione di prodotto e/o processo
    • Servizi qualificati per il sostegno a nuove imprese e nuove imprese innovative

    Entità delle agevolazioni e valore degli investimenti ammissibili

    L’entità delle agevolazioni e l’importo degli investimenti ammissibili variano in funzione del singolo bando Spoke, della dimensione dell’impresa richiedente e della tipologia di attività. 

    Per quanto riguarda la linea A, sono previste agevolazioni nella misura del 25% – 75%, a fronte di investimenti variabili da un minimo di 100.000 euro ad un massimo di 1.000.000 di euro. Nel caso di collaborazioni tra imprese o con soggetti pubblici, l’entità dell’agevolazione può essere inoltre maggiorata fino al 15%.

    Le imprese possono presentare non più di 1 domanda a valere su ogni finestra di presentazione del bando a cascata – Linea A di uno specifico Spoke.

    Di minore impatto finanziario sono invece i contributi della linea B che possono avere percentuale massima, calcolata sulle spese ammissibili del servizio pari a 50% e per un importo massimo concedibile per singolo beneficiario pari a 60.000 euro, a fronte di un costo complessivo del singolo servizio non inferiore a 15.000 euro e non superiore a 80.000 euro.

    In questo caso, le imprese possono presentare non più 3 domande a valere su bando a cascata – Linea B di uno specifico Spoke, fatto salvo il contributo massimo concedibile di 60.000 euro per impresa cumulabile con più servizi finanziati sulla sola Linea B dei Bandi dell’Ecosistema.

    Bandi NODES: come fare domanda?

    Per presentare domanda per i bandi Nodes, è necessario seguire le procedure specifiche indicate nei bandi stessi, che vengono pubblicati sul sito web dei partner del progetto Nodes e sul portale dedicato. Il richiedente dovrà presentare la domanda di finanziamento sulla piattaforma webtelemaco.infocamere.it.

    In generale, la procedura di presentazione delle domande prevede la compilazione di un modulo di domanda online, e una serie di allegati, riguardanti, da una parte, il contenuto, il cronoprogramma e il piano economico-finanziario del progetto proposto, dall’altra, i requisiti soggettivi del richiedente.

    È importante leggere attentamente il bando e verificare di soddisfare tutti i requisiti previsti per la partecipazione al bando. Inoltre, è possibile contattare i partner del progetto Nodes per richiedere ulteriori informazioni o supporto nella compilazione della domanda.

    Una volta presentata la domanda, verrà avviata la valutazione dei progetti da parte di una commissione di esperti, che successivamente stilerà una graduatoria sulla base di criteri di merito e della coerenza con gli obiettivi del progetto Nodes.

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  • Digital Transformation, il bando per le PMI: tutto quello che c’è da sapere

    100 milioni di euro per Digital Trasformation: ecco in cosa consiste e come accedere agli incentivi previsti.

    ll Ministero dello Sviluppo Economico (attuale Ministero delle Imprese e del Made in Italy) ha pubblicato il decreto che definisce i termini e le modalità di presentazione delle domande per il bando Digital Transformation, la cui chiusura è prevista per il 31 dicembre 2023 o ad esaurimento delle risorse.

    Per questa misura sono stati stanziati ben 100 milioni di euro, con l’obiettivo di favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle piccole e medie imprese, attraverso l’applicazione di tecnologie avanzate previste nell’ambito di Impresa 4.0 e di quelle relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera.

    Con Digital Transformation si punta a favorire lo sviluppo nel settore manifatturiero e in quello dei servizi diretti alle imprese, nel settore turistico per le imprese impegnate nella digitalizzazione della fruizione dei beni culturali e nel settore del commercio, contribuendo così agli obiettivi di innovazione e di crescita di competitività dell’intero tessuto produttivo del Paese.

    Bando Mise Digital Tranformation chi può richiedere il contributo?

    Per poter presentare domanda di contributo bisogna innanzitutto essere una piccola o media impresa (PMI) ed operare, in via prevalente o primaria, in uno dei seguenti settori:

    1. settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere
    2. settore turistico
    3. oppure nel settore del commercio.

    Per poter accedere alla misura la tua impresa deve necessariamente rispettare tutti i seguenti requisiti:

    • l’impresa è iscritta e attiva presso il Registro delle Imprese
    • devi aver conseguito nell’esercizio cui si riferisce l’ultimo bilancio approvato e depositato, un importo dei ricavi, delle vendite e delle prestazioni pari almeno a 100.000 euro
    • disponi di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle Imprese.

    È prevista la possibilità di presentare progetti realizzati congiuntamente da più imprese (max 10) attraverso il ricorso allo strumento del contratto di rete o di altre forme contrattuali di collaborazione compresi il consorzio e il partenariato.

    Che tipo di contributo viene concesso?

    Le agevolazioni previste dal bando Digital Transformation sono concesse sulla base di una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili pari al 50% così organizzata:

    • 10% sotto forma di contributo a fondo perduto
    • 40% sotto forma di finanziamento a tasso zero.

    Nel complesso, dunque, l’agevolazione ha una copertura massima pari alla metà delle spese totali connesse alla realizzazione del progetto di trasformazione digitale. 

    I progetti di spesa devono, inoltre,  prevedere un importo di spesa compreso fra 50.000 e 500.000 euro.

    Che tipo di progetti puoi realizzare?

    I progetti ammissibili alle agevolazioni del bando Digital Transformation devono riguardare la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi mediante l’implementazione di tecnologie abilitanti individuate dal Piano Nazionale di Impresa 4.0 e/o tecnologie relative a soluzioni tecnologiche di filiera digitale.

    Per fare chiarezza, ecco alcuni esempi di Tecnologie abilitanti individuate dal Piano Nazionale di Impresa 4.0:

    • advanced manufacturing solutions,
    • additive manufacturing,
    • realtà aumentata,
    • cyber security,
    • big data analytics,
    • industrial internet,
    • cloud,
    • simulation,
    • integrazione orizzontale e verticale.

     

    Per quanto riguarda le Tecnologie relative a soluzioni tecnologiche di filiera digitale, tali tecnologie dovranno essere finalizzate a:

    • piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio
    • Software
    • ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi soggetti
    • altre tecnologie come ad esempio i sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, sistemi elettronici per lo scambio di dati, geolocalizzazione, tecnologie per in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things.

     

    Ogni soggetto può presentare una sola domanda di accesso al bando Digital Transformation, presentando unicamente:

    1.  un progetto di innovazione di processo (Capo II)
    2. un progetto di innovazione dell’organizzazione (Capo II)
    3. un progetto di investimenti (Capo III).

    Progetti di innovazione di processo o di innovazione organizzativa

    Le spese e i costi ammissibili nell’ambito dei progetti di innovazione di processo o di innovazione organizzativa devono essere sostenuti direttamente dal soggetto beneficiario e pagati dallo stesso e sono quelli relativi a:

    1. personale dipendente del soggetto proponente o in rapporto di collaborazione o di somministrazione lavoro, ovvero titolare di specifico assegno di ricerca, limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività previste dal progetto. Sono escluse le spese del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali;
    2. strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto.
    3. servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per la realizzazione del progetto, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato;
    4. le spese generali supplementari e altri costi di esercizio, compresi i costi dei materiali, delle forniture e di prodotti analoghi, direttamente imputabili al progetto.

    Progetti di investimento

    Le spese ammissibili nell’ambito dei progetti di investimento devono essere sostenute direttamente dal soggetto beneficiario e dallo stesso pagate e sono quelle relative a:

    1. immobilizzazioni materiali, quali macchinari, impianti e attrezzature tecnologicamente avanzate ovvero tecnico-scientifiche, purché coerenti con le finalità di trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi dell’impresa
    2. immobilizzazioni immateriali necessarie alle finalità del progetto agevolato;
    3. costi per servizi di consulenza specialistica strettamente funzionali alla realizzazione del progetto, nella misura massima del 10% dei costi complessivi ammissibili;
    4. costi sostenuti a titolo di canone per l’utilizzo, mediante soluzioni cloud computing, dei programmi informatici ovvero per la fruizione di servizi di connettività a banda larga o ultra larga;
    5. costi per i servizi resi alle PMI beneficiarie dal soggetto promotore capofila per la gestione delle iniziative riguardanti i progetti presentati congiuntamente da più imprese nella misura massima del 2% dei costi complessivi ammissibili.

    Come posso richiedere l’agevolazione?

    Le domande potranno essere compilate, a decorrere dalle ore 12.00 del 15 Dicembre 2020, e devono essere compilate esclusivamente in forma elettronica e attraverso procedura informatica sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

    La chiusura è prevista per il 31 dicembre 2023 o ad esaurimento delle risorse.

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  • Innovative SMEs: Sostegno alle PMI innovative

    Innovative SMEs Sostegno alle PMI innovative

    Eureka, con una storia di quasi 40 anni, ha sviluppato numerose iniziative, tra cui Innovative SMEs, Network projects, Clusters, Globalstars e Investment Readiness Programma. Innovative SMEs è finanziato dalla Commissione Europea, mentre le altre iniziative ricevono finanziamenti direttamente dagli Stati Membri e da altri Paesi extra UE (37 in totale), assegnando fondi dai propri bilanci statali.

    Innovative SMEs è un partenariato dedicato alle PMI innovative, progettato per aumentare la loro capacità di ricerca e innovazione, nonché la produttività. Ciò offre alle PMI la possibilità di inserirsi nella value chain europea e in quelle di nuovi mercati globali, supportando la competitività, l’innovazione e l’internazionalizzazione delle PMI innovative, attraverso la connessione con lo Spazio Europeo della Ricerca (ERA).

    Le imprese che partecipano avranno la possibilità di collaborare a livello internazionale, definendo la propria idea di progetto, condividendo competenze e creando reti con aziende innovative in tutto il mondo.

    Nell’ambito dell’iniziativa europea Innovative SMEs è stato emanato il bando Eurostars, che ha l’obiettivo di finanziare le piccole e medie imprese che desiderano collaborare a progetti di ricerca e sviluppo per creare prodotti, processi o servizi innovativi per la commercializzazione.

    Chi sono i beneficiari?

    Il bando Eurostars è aperto a diverse tipologie di imprese e organizzazioni che desiderano collaborare su progetti innovativi, inclusi: piccole e medie imprese (PMI) che cercano finanziamenti per sviluppare prodotti, processi o servizi innovativi; PMI innovative con un alto livello di innovazione e ricerca di soluzioni all’avanguardia; start-up innovative nelle prime fasi di sviluppo che cercano finanziamenti per portare avanti idee innovative; organismi di ricerca che possono fornire competenze e conoscenze specializzate per il progetto di ricerca e sviluppo; e grandi imprese che desiderano collaborare con PMI, PMI innovative o start-up innovative per progetti innovativi. Inoltre, il bando all’interno di innovative smes consente la collaborazione tra diverse tipologie di imprese e organizzazioni, favorendo la creazione di sinergie imprenditoriali e stimolando l’innovazione europea.

    Quali sono le spese ammissibili?

    L’agevolazione all’interno di innovative smes riguarda le spese sostenute dal soggetto proponente o dal personale in collaborazione con il progetto di ricerca e sviluppo.

    Sono ammessi i costi del personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, ad esclusione del personale amministrativo, contabile e commerciale. Sono ammissibili anche gli strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione utilizzati per il progetto, con una quota di ammortamento fiscali ordinarie calcolate sul periodo di svolgimento del progetto. Sono inoltre inclusi i servizi di consulenza e l’acquisizione dei brevetti e del know-how tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato. Vengono inoltre coperte le spese generali, comprese le spese per la comunicazione e la disseminazione dei risultati, calcolate su base forfettaria nella misura del 25% dei costi diretti ammissibili.

    Le agevolazioni sono concesse in base alle soglie di notifica individuali stabilite, con un contributo diretto alla spesa del 50% per i costi di ricerca industriale e del 25% per i costi di sviluppo sperimentale, fino a un massimo di €500.000 per progetto, indipendentemente dal numero di partecipanti italiani.

    Per accedere al programma, è necessario soddisfare specifiche caratteristiche, tra cui la formazione di un consorzio che coinvolga almeno due soggetti indipendenti, inclusi organismi di ricerca e grandi imprese, e la nomina di un capo progetto che sia una PMI innovativa di un Paese Eurostars.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Per partecipare al progetto congiunto all’interno di innovative smes, sarà necessario presentare una domanda sia al bando europeo che a quello nazionale. Il bando europeo è già disponibile online con scadenza fissata al 13 aprile 2023. Per accedervi, è necessario creare un account sulla piattaforma di progetto e avviare la richiesta.

    Per quanto riguarda la domanda nazionale, i ministeri saranno responsabili della gestione. I due ministeri pubblicheranno presto un provvedimento con i termini e le modalità di presentazione delle richieste, che non dovrebbero differire troppo dalla documentazione richiesta a livello europeo. Sul sito del MIMIT sono disponibili già la normativa e tutte le informazioni necessarie.

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  • Nuovo Patent Box

    Nuovo Patent box: di cosa si tratta?

    Il nuovo Patent Box è finalizzato a promuovere la creazione e lo sfruttamento economico di specifici beni immateriali nello svolgimento della propria attività d’impresa. 

    Così come riformulato dall’art. 6 del D.L. 146/2021, questo regime fiscale agevolato consiste in una deduzione maggiorata dei costi di Ricerca & Sviluppo sostenuti per alcuni beni immateriali utilizzati nell’attività di impresa e per i quali si detiene un diritto allo sfruttamento economico. 

    L’agevolazione può comprendere il recupero delle spese relative anche agli 8 anni fiscali precedenti il conseguimento della privativa ed è cumulabile, secondo precise regole, con il credito d’imposta R&S

    Come funziona il nuovo Patent box?

    A differenza della vecchia disciplina, che prevedeva una parziale esenzione dei redditi derivanti dall’impiego di beni immateriali, il nuovo Patent Box riguarda invece le spese per attività di Ricerca e Sviluppo inerenti alcune tipologie di beni immateriali:

    • software coperti da copyright
    • brevetti industriali  (inclusi i brevetti per invenzione, le invenzioni biotecnologiche e i relativi certificati complementari di protezione), brevetti per modello d’utilità, brevetti e certificati per varietà vegetali e topografie di prodotti a semiconduttori; 
    • disegni e modelli giuridicamente tutelati. 
     

    Il nuovo regime fiscale non si applica per i marchi di impresa e il know-how (informazioni  relative a esperienze maturate nel settore industriale, commerciale o scientifico che possono essere legalmente protette tramite formule e informazioni riservate. 

    Ma come funziona nel dettaglio? 

    Il nuovo Patent Box è rivolto a coloro che, a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2021, ottengono un titolo di privativa industriale sui beni immateriali ammissibili.

    Grazie al Patent Box è possibile maggiorare del 110% le spese di ricerca e sviluppo che sono state state sostenute per il mantenimento, il potenziamento, la tutela e l’accrescimento del valore dei beni immateriali considerati ammissibili, ottenendo quindi, per tali spese, una deduzione fiscale maggiorata e, conseguentemente, un imponibile minore sul quale pagare IRES e IRAP. 

    Il titolare del diritto allo sfruttamento economico dei beni immateriali impiegati nelle attività d’impresa, potrà dedurre in maniera maggiorata non solo i costi sostenuti nel corso dell’anno di ottenimento della privativa, ma anche quelli degli otto periodi di imposta precedenti.

    Patent box: un esempio pratico

    Facciamo un esempio pratico per comprendere meglio il tipo di beneficio che è possibile ottenere grazie all’agevolazione Patent Box.

    Poniamo il caso che un’impresa sostenga costi ammissibili per 200.000 euro. Ai fini della deducibilità, potrà calcolare questi costi con una maggiorazione del 110% e quindi come se avesse speso 220.000 euro. 

    Ipotizziamo che questa impresa debba pagare IRES (al 24%) e IRAP (al 3,9%) su un imponibile di 500.000. Da tale imponibile è possibile dedurre i costi di Ricerca e Sviluppo ammissibili, e grazie alla maggiorazione prevista dal Patent Box, l’impresa potrà dedurre 220.000 euro, anziché 200.000. Di conseguenza, pagherà IRES e IRAP su un imponibile di 280.000 euro (500.000 euro – 220.000 euro), invece che su un imponibile di 300.000 euro (cioè 500.000 euro – 200.000 euro), per un totale di 78.120 euro (27,9% di 280.000 euro) contro gli 83.700 euro (27,9% di 300.000) che avrebbe pagato senza l’opzione Patent Box, risparmiando quindi 5.580 euro. 

     

    Come accedere al Patent Box?

    Si tratta di un regime opzionale e l’esercizio di tale opzione dovrà essere comunicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta al quale la stessa si riferisce. 

    In particolare, l’opzione verrà indicata nel quadro OP della dichiarazione dei redditi, mentre le specifiche relative alla tipologia e al numero dei beni agevolabili dovranno essere indicate nel quadro RS.

    L’opzione è irrevocabile, rinnovabile e di durata pari a cinque periodi di imposta.

    Ti rendi conto di quanto sia importante, per un’impresa, sfruttare ogni possibilità offerta dalla finanza agevolata?

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  • Digital Transition Fund dedicato alle start-up

    Digital Transition Fund

    Il PNRR, in particolare la Missione 4, prevede il finanziamento di startup con una dotazione di 300 milioni di euro sotto forma di prestiti che potenziano il Fondo Nazionale Innovazione e creano il Digital Transition Fund gestito da CDP Venture Capital SGR SpA.

    Le risorse saranno destinate a:

    • investimenti diretti, cioè investimenti che abbiano ad oggetto strumenti di equity, quasi equity, debito e quasi-debito di imprese target;
    • investimenti indiretti, ossia investimenti in fondi di venture capital o in fondi di venture debt, gestiti da un gestore autorizzato.

     

    L’obiettivo di questo finanziamento è quello di favorire la digitalizzazione delle filiere e delle piccole e medie imprese attraverso la realizzazione di progetti innovativi in vari ambiti, tra cui l’Industria 4.0, l’intelligenza artificiale, il cloud, la cybersecurity, la fintech, la blockchain e altri. Questo permetterà di stimolare la crescita dell’ecosistema innovativo attraverso gli investimenti di capitale di rischio (venture capital), sia diretti che indiretti.

    Il Fondo è stato istituito tramite un decreto ministeriale pubblicato il 6 maggio 2022, e il 27 giugno 2022 è stato stipulato un accordo tra il MIMIT e CDP Venture Capital SGR SpA per formalizzare e gestire gli obblighi tra le parti, le modalità e l’utilizzo delle risorse disponibili.

    Chi sono i beneficiari?

    Il Digital Transition Fund (DTF), che fa parte dell’Investimento 3.2 del PNRR, mira a sostenere entro il 30 giugno 2025 almeno 250 imprese target, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese che operano nella transizione digitale e che portano avanti progetti innovativi, con un significativo grado di scalabilità. Il DTF favorisce il co-investimento con fondi istituiti e gestiti dal Soggetto gestore, nonché con altri fondi di investimento gestiti da gestori autorizzati con esperienza e risultati positivi in operazioni analoghe, e in linea con le migliori prassi di mercato.

    Il Soggetto gestore destina il 40% delle risorse disponibili per gli investimenti del DTF alle imprese target per il finanziamento di operazioni da realizzare nelle Regioni del Mezzogiorno o che abbiano una sede operativa in tali regioni. Il DTF investe sia in modo diretto che indiretto, quest’ultimo attraverso intermediari finanziari ammissibili, come i gestori autorizzati con esperienza e risultati positivi in operazioni analoghe e in possesso di un assetto organizzativo in linea con le migliori prassi di mercato.

    Non sono ammissibili al Digital Transition Fund le operazioni riferite alle seguenti attività:

    • Attività e attivi connessi ai combustibili fossili;
    • Attività e attivi nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento;
    • Attività e attivi connessi alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico;
    • Attività e attivi nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all’ambiente.

    In cosa consiste l’agevolazione?

    Il Digital Transition Fund agirà attraverso una serie di strategie, tra cui investimenti diretti o indiretti a sostegno di startup con un alto potenziale di sviluppo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese che operano nella transizione digitale e che portano avanti progetti innovativi. Questi progetti, anche se già avviati, devono essere caratterizzati da un significativo grado di scalabilità e non devono essere stati avviati prima del 1° febbraio 2020.

    Inoltre, il Fondo incoraggerà il co-investimento con fondi gestiti da CDP Venture Capital Sgr, ma anche con altri fondi di investimento gestiti da team indipendenti, purché siano dotati di significativa esperienza e abbiano avuto successo in operazioni simili in passato. È necessario che questi team siano organizzati secondo le migliori prassi di mercato per garantire la massima efficacia e efficienza degli investimenti.

    Quali sono le operazioni ammissibili?

    Sono ammissibili al sostegno del Fondo Digital Transition Fund operazioni:

    • Volte a favorire la transizione digitale delle filiere negli ambiti, in particolare, dell’Intelligenza Artificiale, del cloud, dell’assistenza sanitaria, dell’Industria 4.0, della cybersicurezza, del fintech e blockchain, ovvero di altri ambiti della transizione digitale;
    • Conformi all’articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852 di “non arrecare un danno significativo” (principio DNSH);
    • Rispettano il divieto di doppio finanziamento di cui all’articolo 9 del Regolamento (UE) 2021/241, secondo le indicazioni della Circolare del Ministero dell’economia e delle finanze RGS-MEF n. 33 del 31 dicembre 2021;
    • Conformi alle ulteriori disposizioni nazionali ed europee di riferimento.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Sia per gli investimenti diretti che indiretti, i soggetti Interessati al Digital Transition Fund possono presentare i progetti per un eventuale investimento nelle imprese da parte del Fondo, inviando la presentazione del progetto all’indirizzo digitaltransitionfund@cdpventurecapital.it 

    Per reperire i documenti a corredo della domanda è necessario andare sul sito del Ministero delle Imprese e de Made in Italy.

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  • Bando Fiere Emilia Romagna: progetti di promozione dell’export e fiere

    Bando progetti di promozione e fiere Emilia Romagna

    Con il bando fiere Emilia Romagna,  si vogliono promuovere le piccole e medie imprese locali e la loro diversificazione di mercato, attraverso l’emissione di un bando per il sostegno a progetti di promozione dell’export e partecipazione ad eventi fieristici nel 2023. 

    L’obiettivo di questo provvedimento è di agevolare l’accesso delle imprese ai mercati esteri, aprendo nuovi canali di vendita e rinforzando la funzione del commercio estero all’interno delle aziende.

    L’iniziativa non solo promuoverà la crescita economica delle imprese e delle regioni coinvolte, ma creerà anche nuovi posti di lavoro e fornirà un contributo importante all’economia locale. Inoltre, questo progetto rappresenta un’opportunità per le imprese emiliano-romagnole di acquisire una maggiore conoscenza e comprensione dei mercati esteri e delle loro esigenze, migliorando la loro capacità di competere globalmente.

    Per finanziare i progetti approvati sono stati stanziati € 7.000.000 per l’annualità 2023

    Chi sono i beneficiari del bando?

    I beneficiari del bando fiere Emilia Romagna sono le imprese di micro, piccola e media dimensione e soggetti giuridici iscritti al Repertorio economico amministrativo (REA), aventi sede legale o unità operativa in Emilia-Romagna.

    I codici ATECO ammissibili primari o secondari sono:

    • C, D, E, F, G codice 47.78.31; 
    • J, M, N (divisione 82), Q, R, S codici 94.00.0; 94.99.00; 94.99.20.


    Il bando fiere Emilia Romagna prevede la partecipazione anche da parte di soggetti che non hanno sede legale o unità operativa in Emilia-Romagna, purché si impegnino ad aprire l’unità operativa sul territorio regionale dopo la concessione del contributo. L’apertura deve avvenire entro 3 mesi dalla data di adozione dell’atto di concessione del contributo e sarà verificata in fase di rendicontazione del progetto. La mancata apertura comporterà la revoca totale del contributo concesso.

    Quali sono i progetti e le spese ammissibili?

    I progetti ammissibili del bando fiere Emilia Romagna riguardano progetti per la partecipazione a una o più fiere internazionali svolte in paesi esteri o in Italia purché con qualifica internazionale. Le fiere possono essere sia in presenza, sia digitalizzate (fiere virtuali con partecipazione da remoto).

    È ammessa anche l’adesione a incontri d’affari (B2B) o eventi di promozione collettivi e di livello internazionale, organizzati da soggetti terzi con comprovata esperienza in ambito internazionale, in presenza o in formato virtuale.

    Gli interventi previsti dal bando firere Emilia Romagna devono essere eseguiti nell’arco del 2023 e riguardare esclusivamente l’unità produttiva/sede operativa del richiedente nella regione Emilia Romagna. Non sono ammissibili le attività che riguardano delocalizzazioni o trasferimenti di attività produttive provenienti da altri Stati membri o regioni italiane.

    L’investimento complessivo per la realizzazione degli interventi proposti dal bando fiere Emilia Romagna deve essere di almeno €10.000 (IVA esclusa), mentre per i soggetti del settore cinematografico, culturale e musicale il minimo è di €5.000 (IVA esclusa). Al termine del progetto, le spese ammissibili devono essere pari ad almeno il 50% del costo originariamente approvato, pena la revoca del contributo.

    Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa per le Fiere internazionali in presenza:

    • Affitto spazi;
    • Noleggio allestimento (incluse le spese di progettazione degli stand;
    • Gestione spazi;
    • Trasporto merci in esposizione e assicurazione delle stesse;
    • Ingaggio di hostess/interpreti.

     

    Per le Fiere Virtuali sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:

    • Iscrizione alla fiera e ai relativi servizi;
    • Consulenze in campo digital;
    • Hosting;
    • Produzione di contenuti digitali;
    • Accordi onerosi con media partners;
    • Spese di spedizione dei campionari.

     

    Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa per B2B ed eventi:

    • Adesione da parte del beneficiario del contributo a eventi promozionali;
    • Incontri di affari.

     

    Le voci di spesa ammissibili per B2B ed eventi sono le medesime elencate per le fiere internazionali. Per alcuni settori di attività sono previste ulteriori spese ammissibili.

     

    A quanto ammonta il contributo?

    Il contributo regionale del bando fiere Emilia Romagna sarà concesso a fondo perduto nella misura del 70% delle spese ritenute ammissibili, per un importo non superiore a euro 25.000.

    L’importo del contributo può essere incrementato del 5%  nei casi in cui:

    • Si tratta di un’impresa a prevalente partecipazione femminile e/o giovanile;
    • Le sedi operative/unità locali dove si realizza l’intervento, sono ubicate in zone montane;
    • Le sedi operative/unità locali oggetto di intervento sono ubicate nelle aree dell’Emilia-Romagna comprese nella carta nazionale degli aiuti di stato a finalità regionale;
    • Le sedi operative/unità locali oggetto di intervento sono ubicate , nelle aree interne dell’Emilia-Romagna;
    • Il fatturato annuo è pari o maggiore a 2 mln di €.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    La domanda di contributo per il bando fiere Emilia Romagna dovrà essere compilata ed inviata tramite l‘applicazione web Sfinge 2020 a partire dalle ore 12.00 del 16 marzo 2023 fino alle ore 16.00 del 18 aprile 2023.
    Ogni soggetto può presentare una sola domanda.

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  • Bandi Online Regione Lombardia – Agevola Credito – Bandi e Servizi Regione Lombardia

    Bando Agevola credito 2023

    La Regione Lombardia ha implementato un sistema di bandi online che offre numerosi servizi ai cittadini e alle imprese. Questi bandi promossi dalla Regione Lombardia sono progettati per agevolare l’accesso a finanziamenti e contributi, rendendo il processo di partecipazione più semplice e accessibile. 

    In questo articolo, esploreremo i vari aspetti dei bandi online e dei servizi correlati, fornendo informazioni dettagliate su come accedere, partecipare e monitorare le domande.

    Tra i bandi online regione Lombardia il bando Agevola credito 2023 eroga un contributo a fondo perduto in favore delle MPMI con sede legale e/o unità locale nei territori di competenza della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.
    Sono previste due linee di intervento principali:

    • Intervento 1: l’abbattimento dei tassi d’interesse dei finanziamenti bancari e del costo della garanzia prestata dai Confidi per operazioni di investimento (1a), patrimonializzazione (1.b), consolidamento e ristrutturazione del debito (1c) e contributo a fondo perduto per la garanzia prestata dai Confidi.
    • Intervento 2: l’abbattimento dei tassi di interesse dei finanziamenti erogati alle PMI direttamente dai Confidi.

    La dotazione finanziaria è così suddivisa:

    • per la misura 1: € 200.000
    • per la misura 2: € 50.000

    Chi sono i beneficiari del bando?

    I soggetti beneficiari del bando Agevola credito 2023 sono tutte le imprese indipendentemente dal settore di appartenenza che al momento di presentazione della domanda risultino attive e in regola con l’iscrizione al Registro delle imprese.

    Non sono ammissibili le imprese che versano in condizioni di difficoltà come individuato dall’ art. 2 punto 18 del Regolamento 651/2014 della Commissione europea.

    Quali sono i programmi e le spese ammissibili?

    Sono agevolabili i finanziamenti destinati alla realizzazione dei seguenti programmi/operazioni:

    1) Investimenti 1a

    Le operazioni agevolabili relativi agli investimenti sono:

    • avvio di attività imprenditoriale e acquisto di attività preesistente
    • realizzazione di progetti aziendali concernenti l’innovazione di prodotto, tecnologica o organizzativa
    •  realizzazione di progetti aziendali innovativi 
    • incremento e/o miglioramento della capacità produttiva attraverso l’ammodernamento, l’ampliamento dei processi aziendali e delle strutture operative
    • realizzazione di percorsi di certificazione inerenti sia l’impresa che un prodotto specifico
    • incremento/implementazione di sistemi di sicurezza e sorveglianza
    • al miglioramento organizzativo e gestionale attraverso l’adeguamento strumentale e tecnologico del sistema informativo.

    Le tipologie di spesa agevolabili per l’Intervento sono le seguenti:

    • acquisto/ristrutturazione di immobili (esclusi i terreni) e/o fabbricati solo se negli stessi si svolge l’attività dell’impresa o questa verrà svolta entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda. 
    • acquisto, rinnovo, adeguamento di impianti, macchinari, attrezzature industriali e commerciali 
    • acquisto di sistemi informatici di gestione (hardware e software) 
    • spese per la realizzazione di siti e sistemi web propri dell’azienda, all’erogazione di propri servizi web su Internet, all’attivazione di procedure di commercio elettronico tradizionale 
    • acquisizioni di marchi e brevetti e fee d’ingresso per franchising
    • acquisizioni di aziende o di rami d’azienda documentate da contratti di cessione, acquisizione di almeno il 70% di partecipazioni in aziende con attività connessa a quella dell’acquirente, avviamento se acquisito a titolo oneroso 
    • acquisti di automezzi per un importo pari al costo deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa 
    • acquisto di scorte entro il limite massimo del 20% – 40% per le nuove imprese – dell’ammontare complessivo dell’investimento agevolato 
    • spese per consulenze specialistiche riferite ai programmi di investimenti oggetto dell’agevolazione nel limite del 30% delle stesse 
    • installazione impianti di allarme antintrusione, sorveglianza, ecc. 
    • acquisto di nuove strutture, impianti e attrezzature per la realizzazione di interventi di riduzione dell’impatto ambientale
    • spese per consulenze specialistiche riferite al passaggio da ditta individuale/società di persone a società di capitali nel limite del 30% delle stesse
    • spese notarili riferite al passaggio da ditta individuale/società di persone, a società di capitali
    • spese relative alla prototipazione
    • spese relative a pubblicità, promozione e partecipazioni a eventi fieristici

    2) Investimenti digitali

    Le operazioni agevolabili relativi agli investimenti digitali sono:

    • adozione di tecnologie informatiche per la promozione e la vendita on line di prodotti e servizi (Mobile & Social eCommerce)
    • adozione di tecnologie informatiche che consentano di supportare i processi che coinvolgono partner esterni, anche attraverso tecnologie di cloud computing (Extended Enterprise)
    • adozione di soluzioni digitali innovative, che comprendano tecnologie e contenuti digitali, per la vendita e la promozione di prodotti e servizi (Dettaglio Digitale)
    • adozione di soluzioni telecontrollo riscaldamento, gestione scenari e più in generale energy management (Smart Building)
    • adozione di tecnologie digitali avanzate a supporto dei processi produttivi caratteristici dell’azienda (Produzione digitale)
    • adozione di tecnologie finalizzate alla gestione di grandi quantità di dati direttamente in rete (Cloud)
    • adozione di tecnologie digitali a supporto della tracciabilità dei prodotti e tecnologie per la gestione automatizzata del magazzino
    • adozione di tecnologie IoT per i sistemi di produzione per migliorare la flessibilità, la capacità di interazione con l’operatore umano e la gestione in remoto di asset di valore (Smart and Digital Factories)
    • adozione di tecnologie che garantiscono sicurezza durante le operazioni in rete e su sistemi in cloud (Cybersicurezza e business continuity)
    • adozione di soluzioni IoT volte ad aumentare la sicurezza sul lavoro e negli spazi aperti al pubblico (Safety)
    • adozione di Sistemi informativi e gestionali es. ERP, MES, PLM SCM, CRM
    • adozione di tecnologie IoT finalizzate alla gestione ottimale delle risorse ambientali Smart Environment
    • adozione di tecnologie IoT finalizzati alla tracciabilità e la gestione delle produzioni e il monitoraggio agrometeorologico dell’ambiente di coltivazione (Agricoltura digitale)
    • adozione di servizi, strumenti e tecnologie ICT per gestire e valorizzare grandi quantità di dati (Big Data)
    • adozione di tecnologie per l’utilizzo di apparecchiature di comunicazione tra operatore/operatori e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality (Dispositivi wearable)
    • adozione di tecnologie per applicazioni che consentono alle macchine di mostrare un’abilità e/o attività intelligente in campi specifici (Artificial intelligence & machine learning)

     

    Le tipologie di spesa agevolabili previste dal bando Agevola credito sono:

    • Acquisti di Software di sistema e software applicativo e licenze software
    • Acquisti di infrastrutture abilitanti: Hardware, PC, Server, macchine virtuali; stampanti 3D
    • Acquisti di Infrastrutture, apparecchiature e servizi per protezione dati
    • Acquisti di apparecchiature di rilevamento dati per i dispositivi della rete elettrica
    • Investimenti in implementazione di strutture sensoristiche per sviluppare l’IoT sia nel settore della manifattura che in quello dei servizi es. linea di produzione, retail digitale (vetrine digitali, scaffali virtuali, digital mirror) etc.
    • Acquisto di dispositivi di realtà aumentata e virtual reality
    • Realizzazione di APP funzionali ad altre infrastrutture funzionali al BtoB.

    3) Patrimonializzazione e altri interventi

    Sono ammissibili tre tipi di operazioni di patrimonializzazione:

    • Aumento di capitale sociale
    • Versamento soci in conto capitale
    • Finanziamento soci

     

    Per quanto riguarda gli altri due interventi, invece:

    Intervento 1c Operazioni di consolidamento e ristrutturazione del debito:

    Sono ammissibili le operazioni di razionalizzazione e consolidamento del debito effettuate tramite i Confidi convenzionati, finalizzate a migliorare l’esposizione debitoria dell’impresa. I finanziamenti non devono essere stati precedentemente oggetto di agevolazioni.

    Intervento 2 Finanziamenti erogati direttamente dai confidi:

    Sono agevolabili le spese di:

    • investimento;
    • liquidità.

    Le domande di contributo devono essere presentate, al massimo, entro 3 mesi dalla data del finanziamento.

    A quanto ammonta il contributo?

    Il bando Agevola credito 2023 stabilisce che:

    1. Rispetto all’obiettivo del finanziamento in corso, è possibile presentare domanda per un contributo per l’abbattimento dei tassi di interesse a partire dal 2,5% fino all’abbattimento totale, tranne casi particolari (3% per investimenti delle startup ovvero imprese con meno di due anni di iscrizione al Registro Imprese) fino al 4% per la patrimonializzazione (4,5% per le startup) nei limiti minimi e massimi indicati nel bando;
    2. Un contributo fino ad un massimo di 3.000 €, fino al 50% del costo della garanzia del Confidi, per le operazioni di cui all’Intervento 1
    3. Un contributo complessivo unico fino al massimo di 12.000 € sul costo della garanzia e per l’abbattimento dei tassi di interesse del finanziamento.

     

    Ogni impresa partecipante al bando Agevola credito 2023 può beneficiare di un contributo massimo complessivo pari a 12.000 euro – dato dalla somma dei contributi a fondo perduto per l’abbattimento del tasso di interesse e per la riduzione del costo della garanzia. Nel caso un’impresa presenti, a fronte di finanziamenti agevolabili diversi, più domande di contributo la somma dei contributi erogabili alla medesima impresa non potrà superare l’ammontare massimo di 12.000 euro.

    Prima della presentazione della domanda per Agevola credito 2023 le imprese interessate devono avere effettuato preliminarmente il test di autovalutazione economico finanziaria partecipando ad almeno un incontro con gli esperti della Camera di Commercio di Milano Lodi Monza Brianza.

    Quando è possibile presentare la domanda??

    E’ possibile presentare domanda di contributo per il bando Agevola credito 2023, a partire dalle ore 10.00 del 20 Febbraio 2023. Il Bando è sempre aperto, salvo esaurimento delle risorse (l’esaurimento delle risorse come pure l’eventuale chiusura del bando verranno pubblicati sulla pagina web della camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi dedicata al Bando https://www.milomb.camcom.it/contributi-e-finanziamenti-credito). Le domande di contributo potranno essere inoltrate esclusivamente in via telematica attraverso il sito http://webtelemaco.infocamere.it 

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    Quali sono i servizi disponibili per bandi online in Lombardia?

     Esistono una vasta gamma di bandi online, che spaziano da finanziamenti per progetti imprenditoriali a contributi per iniziative culturali e sociali. I bandi promossi dalla Regione Lombardia sono suddivisi in diverse categorie, tra cui quelli destinati a piccole e medie imprese, progetti di innovazione tecnologica, e iniziative per la sostenibilità ambientale. Ogni bando ha specifici obiettivi e requisiti, rendendo fondamentale per i cittadini e le imprese informarsi sui dettagli di ciascuna opportunità. Inoltre, i bandi online sono progettati per essere facilmente accessibili, consentendo agli utenti di presentare online le domande in modo rapido e intuitivo.

     

    Come accedere ai servizi di bandi online?

    Per accedere ai servizi di bandi online offerti nel territorio lombardo, è necessario registrarsi sulla piattaforma dedicata. La registrazione è un passo fondamentale per poter presentare online le domande di partecipazione. Una volta completata la registrazione, gli utenti possono navigare tra i vari bandi disponibili, consultare le informazioni necessarie e preparare la documentazione richiesta. La piattaforma è progettata per essere user-friendly, facilitando l’accesso ai servizi e permettendo agli utenti di rimanere aggiornati sulle nuove opportunità di finanziamento per i bandi promossi dalla Regione Lombardia.

     

    Quali sono i requisiti necessari per partecipare ai bandi?

    La partecipazione ai bandi online è soggetta a requisiti specifici, che possono variare a seconda del tipo di bando. In generale, è necessario essere un cittadino o un’impresa registrata in Lombardia. Inoltre, per alcuni bandi è richiesto di dimostrare la capacità di realizzare il progetto proposto e di fornire informazioni dettagliate sul piano di finanziamento. È fondamentale leggere attentamente i requisiti di ciascun bando, poiché la mancata conformità può comportare l’esclusione dalla selezione: le istituzioni si impegnano a garantire che i bandi siano accessibili a tutti coloro che soddisfano i criteri stabiliti.

    Come ottenere informazioni sui bandi online della Regione Lombardia? Dove trovare informazioni aggiornate sui bandi?

    Per ottenere informazioni aggiornate sui bandi online, gli utenti possono visitare il sito ufficiale della Regione Lombardia, dove vengono pubblicati regolarmente avvisi e aggiornamenti sui bandi e servizi disponibili. La piattaforma offre anche una sezione dedicata alle FAQ, dove è possibile trovare risposte alle domande più comuni riguardanti la partecipazione ai bandi. Inoltre, è consigliabile iscriversi alla newsletter della Regione per ricevere notifiche dirette sulle nuove opportunità di finanziamento e sui bandi promossi.

     

    Quali sono le fonti ufficiali di informazione?

    Le fonti ufficiali di informazione sui bandi online includono il sito web della Regione, i portali dedicati ai bandi e i canali social ufficiali. Queste fonti forniscono informazioni dettagliate sui bandi, inclusi i requisiti, le scadenze e le modalità di presentazione delle domande. È importante fare riferimento solo a fonti ufficiali per evitare informazioni errate o fuorvianti. Inoltre, la Regione Lombardia offre anche eventi informativi e webinar per approfondire le opportunità di finanziamento disponibili.

     

    Come contattare il servizio di assistenza per informazioni?

    Per qualsiasi domanda o chiarimento riguardante i bandi online, gli utenti possono contattare il servizio di assistenza della Regione Lombardia. Questo servizio è disponibile tramite email, telefono e chat online, offrendo supporto diretto agli utenti. È consigliabile preparare in anticipo le domande specifiche per ottenere risposte più rapide ed efficaci. Il servizio di assistenza è un’importante risorsa per coloro che desiderano avere maggiori informazioni sui bandi e sui requisiti necessari per la partecipazione.

     

    Quali allegati sono necessari per la partecipazione ai bandi online?

    Documentazione richiesta per la presentazione delle domande

    La documentazione richiesta per la presentazione delle domande di partecipazione ai bandi online varia a seconda del tipo di bando. In generale, è necessario fornire documenti che attestino l’identità del richiedente, la registrazione dell’impresa, e una descrizione dettagliata del progetto proposto. Inoltre, potrebbero essere richiesti documenti finanziari, come bilanci e piani di investimento, per dimostrare la sostenibilità economica del progetto. È fondamentale preparare tutta la documentazione in modo accurato e completo per evitare ritardi o esclusioni dalla selezione.

     

    Come preparare gli allegati in formato digitale?

    Preparare gli allegati in formato digitale è un passaggio cruciale per la presentazione delle domande online. Gli utenti devono assicurarsi che i documenti siano in formati accettati dalla piattaforma, come PDF o JPEG, e che siano di alta qualità per garantire la leggibilità. È consigliabile organizzare i documenti in cartelle chiare e denominarli in modo appropriato per facilitare il caricamento. Inoltre, è utile verificare che tutti i file siano completi e corretti prima di procedere con la presentazione online delle domande di partecipazione.

     

    Scadenze per la presentazione degli allegati

    Ogni bando online ha scadenze specifiche per la presentazione degli allegati. È fondamentale tenere traccia di queste scadenze per garantire che la domanda venga presentata in tempo utile. La Regione Lombardia pubblica le date di scadenza sul proprio sito web, e gli utenti sono incoraggiati a pianificare in anticipo per evitare di perdere opportunità di finanziamento. In caso di ritardi, è possibile che la domanda venga esclusa, quindi è importante rispettare le tempistiche indicate.

     

    Quali sono i vantaggi dei bandi online rispetto ai bandi tradizionali?

    1) Facilità di accesso e partecipazione

    I bandi online offrono numerosi vantaggi rispetto ai bandi tradizionali, in particolare per quanto riguarda la facilità di accesso e partecipazione. Gli utenti possono accedere alla piattaforma da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, eliminando la necessità di recarsi fisicamente presso gli uffici della Regione Lombardia. Questo approccio digitale consente di presentare online le domande in modo rapido e senza complicazioni, rendendo il processo molto più efficiente per i cittadini e le imprese.

    2)Risparmio di tempo e risorse

    Un altro vantaggio significativo dei bandi online è il risparmio di tempo e risorse. La possibilità di compilare e inviare la domanda direttamente online riduce notevolmente i tempi di attesa e le spese associate alla stampa e alla spedizione dei documenti. Inoltre, gli utenti possono monitorare lo stato della propria domanda in tempo reale, evitando ulteriori spostamenti e comunicazioni cartacee. Questo approccio moderno e snello contribuisce a rendere il processo di partecipazione ai bandi più sostenibile e accessibile.

    3)Maggiore trasparenza e tracciabilità

    I bandi online garantiscono anche una maggiore trasparenza e tracciabilità rispetto ai bandi tradizionali. Gli utenti possono facilmente accedere a informazioni dettagliate sui criteri di selezione, le tempistiche di risposta e le modalità di finanziamento. Inoltre, la possibilità di monitorare lo stato della propria domanda consente agli utenti di essere sempre informati sull’andamento della propria richiesta. Questa trasparenza è fondamentale per costruire fiducia tra la Regione Lombardia e i cittadini, assicurando che il processo di assegnazione dei finanziamenti sia equo e aperto.

     

    Come seguire l’andamento della propria domanda per i bandi online?

    Strumenti per monitorare lo stato della domanda

    La Regione Lombardia offre diversi strumenti per monitorare lo stato della domanda per i bandi online. Gli utenti possono accedere alla propria area personale sulla piattaforma, dove è possibile visualizzare tutte le domande presentate e il loro stato attuale. Questo sistema di tracciamento consente agli utenti di rimanere aggiornati e di intervenire tempestivamente in caso di richieste di integrazione documentale o altre comunicazioni da parte della Regione.

    Tempistiche di risposta da parte della Regione Lombardia

    Le tempistiche di risposta da parte della Regione Lombardia possono variare a seconda del tipo di bando e del numero di domande ricevute. In generale, la Regione si impegna a fornire risposte tempestive, ma è importante che gli utenti siano pazienti e comprendano che i processi di valutazione possono richiedere tempo. Gli utenti possono consultare le informazioni sulle tempistiche di risposta direttamente sulla piattaforma, dove vengono pubblicati aggiornamenti regolari.

    Come gestire eventuali richieste di integrazione documentale?

    In caso di richieste di integrazione documentale, è fondamentale rispondere prontamente e fornire i documenti richiesti nel formato e nei tempi indicati dalla Regione Lombardia. Gli utenti possono ricevere notifiche via email o attraverso la piattaforma stessa riguardo a eventuali mancanze nella documentazione. È consigliabile mantenere una comunicazione aperta con il servizio di assistenza per chiarire eventuali dubbi e garantire che la domanda possa essere completata con successo. La gestione efficace delle richieste di integrazione è essenziale per aumentare le possibilità di ottenere il finanziamento desiderato.

     

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