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Tag: Agevolazioni imprese

  • Agevolazioni per le tue spese in Ricerca e Sviluppo

    Ricerca e Sviluppo: cosa si intende?

    I bandi Ricerca e Sviluppo intendono incentivare quelle attività che, a partire da studi e ricerche, portano a sviluppare un’innovazione tecnologica, con un conseguente e importante vantaggio competitivo per le aziende e per il Paese stesso.

    Ecco perché esistono varie agevolazioni rivolte alle attività di Ricerca industriale, sviluppo sperimentale e Innovazione tecnologica, sia in forma di Credito d’imposta che di contributi/finanziamenti.

    Vediamo insieme alcune delle principali agevolazioni Ricerca e Sviluppo attualmente in essere o in arrivo.

    1) Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione Tecnologica, Design e Ideazione Estetica

    Il governo italiano, già da svariati anni, ha introdotto un sistema di agevolazioni fiscali per la ricerca e lo sviluppo, noto come “credito d’imposta ricerca e sviluppo“. Si tratta di una misura importante per incoraggiare le imprese a investire in ricerca e a sviluppare nuovi prodotti, tecnologie, servizi e processi innovativi.

    In particolare, questo bonus ricerca e sviluppo consiste in una detrazione fiscale in forma di credito d’imposta, che le aziende possono utilizzare per compensare l’imposta sui redditi. La percentuale di detrazione varia in base al tipo di attività che viene svolta. 

    Attualmente, il credito d’imposta è riconosciuto:

    • per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, in misura pari al 10%, e nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro, per gli anni fiscali 2023-2031;
    • per le attività Per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati
      • in misura pari al 10% e nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro per il 2023 (il limite annuale sale a 4 milioni di euro per le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green, finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0)
      • in misura pari al 5% e nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro per gli anni 2024-2025 (anche in questo caso il limite annuale sale a 4 milioni di euro per le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green).
    • per le attività di design e ideazione estetica finalizzate ad innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali (linee, contorni, colori, struttura superficiale, ornamenti,…), in misura pari al 10% per il 2023 e al 5% per il 2024 e 2025, sempre nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro.
     

    Il credito d’imposta copre una serie di spese sostenute per progetti di ricerca e sviluppo, tra cui il personale, l’acquisto di materiali e la consulenza specialistica. Le imprese possono richiedere il credito d’imposta ogni anno, aumentando così il loro potenziale di investimento in ricerca e sviluppo.

    L’agevolazione è rivolta a tutte le imprese, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

    Per accedere al credito d’imposta ricerca e sviluppo, è necessario presentare un apposito progetto di ricerca e sviluppo, che vada ad affrontare tematiche inerenti la creazione di nuove conoscenze scientifiche e tecniche, l’introduzione sul mercato di nuovi prodotti e servizi, nonché l’innovazione dei processi produttivi.

    Ricorda inoltre che generalmente il bonus Ricerca e Sviluppo può essere utilizzato anche in combinazione con altri bandi Ricerca e Sviluppo.

     

    finanziamenti ricerca e sviluppo
    Agevolazioni Ricerca e Sviluppo

    2) Fondo per la Ricerca e lo Sviluppo Industriale e Biomedico

    Il Fondo è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2022, ma solo a dicembre dello stesso anno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto ministeriale 20 ottobre 2022 che ne definisce il funzionamento.

    Il Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico è un’altra iniziativa importante per promuovere l’innovazione e lo sviluppo tecnologico in Italia, ponendosi come obiettivo quello di sostenere progetti di ricerca e sviluppo in ambito industriale e biomedico, favorendo la collaborazione tra università, centri di ricerca e aziende. Il finanziamento è rivolto sia a progetti di ricerca applicata che a progetti di sviluppo tecnologico e innovazione di prodotto.  La finalità del fondo è di potenziare la ricerca, lo sviluppo e la riconversione industriale del settore biomedico per la produzione di farmaci e vaccini, di prodotti per la diagnostica e di dispositivi medicali. Inoltre, il Fondo supporta la creazione di nuove imprese innovative, favorendo la nascita di nuove idee e potenziando il sistema produttivo nazionale.

    Il suo funzionamento è basato su un sistema di finanziamenti mirati ad incentivare progetti innovativi nel campo dell’industria e della biomedicina, attraverso diverse modalità di intervento:

    • finanziamento del rischio e sostegno delle imprese della filiera del settore biomedico, attraverso investimenti diretti e indiretti;
    • finanziamento e sostegno di attività di ricerca e sviluppo nel settore biomedico
    • creazione di poli di alta specializzazione nel settore biomedico;
    • altri interventi a sostegno del settore biomedico, che possono includere la realizzazione di ulteriori forme di collaborazione o partenariato nel settore biomedico. 
     

    La gestione del Fondo è affidata all’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che ne garantisce il funzionamento e la trasparenza. 

    Al momento, però, si attende ancora l’operatività vera e propria del Fondo per l’emanazione di bandi ricerca e sviluppo.

    3) Fondo per il Trasferimento Tecnologico

    Il Fondo per il trasferimento tecnologico è uno strumento fondamentale per lo sviluppo e l’innovazione delle imprese italiane. Creato con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra università e industria, il fondo supporta la ricerca scientifica e il trasferimento di conoscenze tecnologiche dal mondo accademico a quello produttivo. Grazie a questo strumento, le aziende italiane hanno l’opportunità di accedere a nuove tecnologie e di sviluppare prodotti innovativi, rafforzando così la loro competitività sul mercato globale. 

    A seconda delle peculiarità e delle necessità finanziarie specifiche delle aziende, gli investimenti possono adottare diverse forme, tra cui interventi in equity e quasi-equity, prestiti convertibili e strumenti finanziari partecipativi, contratti e grant che includono opzioni convertibili. 

    Il Fondo, gestito dal MIMIT tramite la Fondazione ENEA Tech, garantisce investimenti di almeno 100.000 euro e non più di 15 milioni di euro per ciascuna azienda ed è rivolto in particolare a startup innovative e PMI innovative.

    I benefici per le imprese che usufruiscono del Fondo sono diversi. In primo luogo, il supporto finanziario permette di ridurre i costi di ricerca e sviluppo sostenuti dall’impresa, favorendo così l’investimento in progetti più ambiziosi e impegnativi. In secondo luogo, il Fondo aiuta a creare nuove sinergie e reti di collaborazione tra le imprese e gli enti di ricerca, favorendo il trasferimento di conoscenze e tecnologie dal mondo accademico a quello produttivo. Infine, la realizzazione di progetti innovativi può contribuire a creare nuovi mercati e a rafforzare la posizione competitiva dell’impresa nel proprio settore di riferimento.

     Anche nel caso del Fondo per il Trasferimento Tecnologico siamo in attesa dell’effettiva operatività.

    Altri bandi Ricerca e Sviluppo vengono spesso indetti anche dalle Regioni/Province autonome, ma si tratta di agevolazioni che in genere rimangono aperte per tempi molto brevi, perché le risorse disponibili finiscono molto rapidamente. Ti consigliamo quindi di rimanere sempre aggiornat* sui bandi Ricerca e Sviluppo e sulle tante altre agevolazioni per la tua impresa grazie a Trovabando!

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  • Bandi innovazione tecnologica: sfrutta le agevolazioni per innovare la tua impresa

    Come finanziare l’innovazione della tua impresa con i bandi innovazione tecnologica

    Le sovvenzioni e i bandi per l’innovazione tecnologica sono iniziative finanziate dal governo che forniscono fondi a imprese, organizzazioni di ricerca, università e altri enti per lo sviluppo di nuove tecnologie. Queste sovvenzioni e bandi possono variare da piccole somme di denaro per studi di proof of concept a grandi somme di denaro per lo sviluppo di un prodotto o servizio completo.

    Esistono varie fonti di sovvenzioni e bandi per la tecnologia, messi a disposizione dal governo, dalle regioni e dalle Camere di Commercio. Queste possono essere trovate online attraverso risorse come Incentivi.gov o attraverso una ricerca sui siti ufficiali degli enti eroganti.

    È importante ricordare che ogni agevolazione prevede specifici requisiti di ammissibilità, da verificare prima di presentare la domanda di ammissione.

    Le agevolazioni e i bandi per l’innovazione tecnologica sono generalmente emessi per stimolare l’innovazione in un particolare settore o industria. Queste sovvenzioni e bandi possono essere utilizzati per finanziare progetti incentrati sullo sviluppo di nuove tecnologie, sul miglioramento di quelle esistenti o sulla loro commercializzazione. I tipi di sovvenzioni più comuni includono finanziamenti di avviamento per le start-up, investimenti in capitale di rischio, finanziamenti per la fase iniziale di ricerca e sviluppo e sostegno finanziario per l’ingresso nel mercato.

    Vediamo insieme alcune agevolazioni utili a finanziare progetti di innovazione tecnologica.

    Nuova Sabatini

    La misura Beni strumentali – “Nuova Sabatini è un’agevolazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy cha facilita l’accesso al credito delle imprese aiutandole ad acquisire nuovi beni strumentali, favorendo in particolare gli investimenti in tecnologie 4.0 e gli investimenti green.

    I beni strumentali sono infatti un fattore chiave per la crescita e lo sviluppo di qualsiasi economia. L’iniziativa Nuova Sabatini è stata pensata per aiutare le piccole e medie imprese ad acquistare questa tipologia di beni. 

    In particolare la Nuova Sabatini permette di acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

    Attraverso questo strumento agevolativo le micro, piccole e medie imprese possono accedere a un finanziamento di importo compreso fra 20.000 euro e 4 milioni di euro e della durata massima di 5 anni e ottenere, da parte del Ministero, un contributo che copre parte degli interessi dovuti.

    L’ammontare del contributo (tecnicamente un contributo in conto impianti) è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:

      • 2,75% per gli investimenti ordinari
      • 3,575% per gli investimenti 4.0
      • 3,575  per gli investimenti green (solo per le domande presentate a partire dal 1° gennaio 2023).

     

    Per capire a quanto ammonta il contributo facciamo un esempio pratico.

    Per finanziare un investimento 4.0 da 500.000 euro, indipendentemente dal reale tasso di interesse applicato e dalla reale durata del finanziamento, il contributo verrà calcolato come se l’interesse fosse del 3,575% e la durata di 5 anni. In questo caso, quindi, l’impresa, in 5 anni, dovrebbe pagare un interesse pari a 50.461,92, che sarà anche l’importo del contributo. Se la durata del finanziamento o il tasso d’interesse applicato dalla banca/intermediario finanziario fossero diversi, il contributo rimarrebbe comunque lo stesso e la differenza dovrà essere a carico dell’impresa.

    Green New Deal

    Il bando Green New Deal mira ad agevolare progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare che abbiano spese e costi ammissibili fra 3 milioni e 40 milioni di euro. Il bando si concentra in particolare su progetti che riguardano l’efficienza energetica, le fonti di energia rinnovabile, l’adattamento e la mitigazione del clima, l’economia circolare, la mobilità verde e l’agricoltura sostenibile.

    Con questo bando, il Governo italiano dimostra il suo impegno a fornire risorse a chi lavora a soluzioni innovative per i problemi ambientali.

    A tal fine vengono erogati finanziamenti e contributi a fondo perduto per finanziare la ricerca industriale, lo sviluppo sperimentale e, per le piccole e medie imprese, l’industrializzazione dei risultati della ricerca e dello sviluppo.

    Sono ammissibili le imprese che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che potranno beneficiare di:

    • Finanziamenti agevolati del FRI (Fondo Rotativo Imprese) di importo pari al 60% dei costi di progetto, accompagnati da finanziamenti bancari per il 20% e in presenza di idonea attestazione creditizia.
    • Contributi a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili di progetto pari al:
      • 15% come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per i costi di consulenza relativi alle attività di industrializzazione;
      • 10% come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

    Digital Transformation

    Il bando Digital Transformation è un’iniziativa lanciata dal Ministero dello Sviluppo Economico (ora Ministero delle Imprese e del Made in Italy) per promuovere la trasformazione tecnologica e digitale delle PMI dei settori manifatturiero, dei servizi alle imprese manifatturiere, turistico o del commercio.  

    Questo programma è in linea con l’impegno dell’Italia per l’Industria 4.0, in quanto fornisce alle PMI le risorse necessarie per rendere le loro aziende più competitive nell’era digitale.

    Attraverso questa misura le piccole e medie imprese possono accedere a fondi per progetti che prevedano la realizzazione di:

    • attività di innovazione di processo o di innovazione dell’organizzazione

    oppure

    • investimenti

     

    Per poter accedere al bando è necessario disporre di almeno due bilanci approvati e depositati e, in relazione all’ultimo, aver conseguito un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a 100.000 euro.

    L’agevolazione finanzia il 50% dei costi e delle spese ammissibili di un progetto compreso tra 50.000 e 500.000 euro ed è articolata come segue:

    • 10 % sotto forma di contributo a fondo perduto
    • 40 % sotto forma di finanziamento agevolato.

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  • Fondi europei diretti e indiretti: tutto quello che devi sapere per conoscerli e usarli

    Mini guida per comprendere meglio come funzionano le opportunità di finanziamento tramite i fondi europei diretti e indiretti.

    Il mondo dei fondi europei diretti e indiretti per chi non si occupa di europrogettazione è spesso visto come un pianeta misterioso ed impenetrabile. In realtà le opportunità per aziende, startup, università, enti, e associazioni sono molteplici e decisamente interessanti.

    Per poter utilizzare correttamente i fondi europei diretti e indiretti, però, è fondamentale comprendere bene quali sono le differenze tra le varie tipologie di fondi, ma anche pro e contro di ciascuna tipologia di agevolazione, così da scegliere correttamente un fondo diretto piuttosto che un fondo indiretto, o viceversa.

    In linea generale, devi sapere che le opportunità che vengono dall’Europa si suddividono in fondi diretti e fondi indiretti. Vediamo insieme analogie e differenze di questi strumenti, per comprendere quale risorsa fa realmente al caso tuo.

    Fondi europei diretti

    I fondi europei diretti sono gestiti direttamente dalle Direzioni generali della  o dalle Agenzie esecutive, che per la gestione dei programmi del settennato 2021-2027 sono sei. 

    I fondi diretti sono strutturati in:

    • programmi tematici o comunitari
    • strumenti per l’assistenza esterna

    I fondi europei diretti sono erogati sotto forma di:

    1. Sovvenzioni (dette grants), ossia contributi economici destinati a specifici progetti collegati alle politiche dell’di solito a seguito di un “invito a presentare proposte”, o “call for proposal“.
    2. Appalti conclusi dalle istituzioni europee per acquistare servizi, beni o opere, necessari per le loro attività, per esempio studi specifici, corsi di formazione, organizzazione di eventi o conferenze, o la fornitura di nuove attrezzature informatiche. Gli appalti sono aggiudicati mediante bandi di gara (call for tenders).

    Alcuni dei programmi comunitari più noti e che, probabilmente avrai già sentito nominare, sono:

    Se desideri rimanere aggiornato su tutte le informazioni relative ai fondi diretti, ti consiglio di visitare il sito della Commissione Europea, che ti consente di verificare quali e quante sono le opportunità disponibili per il tuo progetto e le modalità di partecipazione per ciascun programma comunitario. In alternativa, se vuoi una soluzione più rapida e comoda, c’è Trovabando!

    Ricorda che una caratteristica estremamente importante di questa tipologia di fondi è la necessità (con rarissime eccezioni) della creazione di un partenariato transnazionale.

    Che cosa significa? In parole povere, i progetti presentati dovranno coinvolgere società o enti partner di almeno due stati membri della Comunità Europea. La ricerca di potenziali partner può essere effettuata attraverso numerosi portali, particolarmente utili sono gli strumenti di ricerca dell’Executive Agency for Smes (EASME), ed il motore di ricerca dell’Agency for the promotion of European Research (APRE).

    Last but not least, tutti i fondi diretti non finanziano mai il 100% dei costi del progetto. Quindi, se decidi di partecipare dovrai dimostrare di possedere la capacità economica sufficiente per poter sostenere le spese che saranno a tuo carico.

    Fondi europei indiretti

    I fondi europei indiretti sono rappresentati dai c.d fondi strutturali e di investimento anche detti fondi SIE. I fondi indiretti sono finanziati dalla Commissione Europea ma sono gestiti dalle autorità locali nazionali, come i ministeri (e si parlerà di PON, Programmi Operativi Nazionali), o regionali (e si parlerà di POR, Programmi Operativi Regionali).

    Questi fondi hanno l’obiettivo di attuare la “politica regionale” o “politica di coesione” dell’Unione Europea riducendo le disparità economiche, sociali e territoriali tra le varie regioni europee.

    I fondi strutturali sono suddivisi in:

    •  (FESR)
    • Fondo sociale europeo Plus (FSE+)
    • Fondo di coesione (FC)
    • Fondo per la giusta transizione (JTF)
    • Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)
    • Fondo Europeo Affari Marittimi Pesca e Acquacoltura (FEAMPA)

     

    In Italia sono operativi il FESR, l’FSE+, il FEASR e il FEAMPA, mentre possono accedere alle risorse del Fondo di Coesione, solo gli stati membri con Redditi Nazionali Lordi estremamente bassi come, la Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria.

    I fondi indiretti vengono gestiti ed erogati dalla autorità regionali o nazionali sotto forma di:

     

    Ma vediamo insieme quali sono le caratteristiche di questi fondi. I fondi indiretti sono, generalmente cofinanziati dallo Stato Italiano.

    Il cofinanziamento fa si che le risorse per le imprese, gli aspiranti imprenditori e gli enti, per il settennato 2021-2027 ammontino a circa 148 Miliardi di Euro come riportato dal portale del Dipartimento delle Politiche di Coesione “OpenCoesione“.

    Gli avvisi pubblici che vengono emanati dalle finanziarie regionali e dagli altri enti eroganti sono indirizzati sia allo sviluppo dell’imprenditorialità, sia allo sviluppo di iniziative esistenti per Piccole e Medie imprese, startup innovative, ma anche per liberi professionisti e titolari di ditte individuali che, solo dal 2017, dopo anni di attesa, sono stati ammessi a presentare domanda per richiedere questa tipologia di agevolazioni.A

    Come posso individuare le opportunità per me?

    Se ti stai chiedendo dove trovare tutte le opportunità derivanti da fondi europei indiretti… la risposta è facile!

    Su Trovabando, infatti, sono presenti, in un unico posto, tutte le opportunità derivanti da fondi indiretti in un unico posto.

    Spero che questa breve panoramica sul mondo delle agevolazioni e dei fondi europei diretti e indiretti ti abbia fatto comprendere quali strumenti utilizzare per finanziare il tuo progetto nel migliore dei modi. Se cerchi un aiuto professionale per la partecipazione a un bando o a un’agevolazione pubblica… non esitare a contattarci!

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  • Cos’è il rating di legalità e perché dovresti richiederlo per la tua azienda

    Come richiedere e rinnovare il rating di legalità

    Sempre più bandi ed agevolazioni, nazionali e regionali, inseriscono il rating di legalità tra i criteri di premialità, ovvero quelle caratteristiche dell’impresa che influiscono positivamente nella procedura di valutazione per la concessione di un’agevolazione pubblica.

    In alcuni casi, anche se più raramente, è possibile trovarlo come requisito di partecipazione ai bandi.

    Ma nello specifico cos’è questo particolare tipo di rating di impresa?

    Il rating di legalità è un giudizio sintetico espresso utilizzando una scala composta da 1 a 3 stelle ed attribuito alle imprese per la concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, e di accesso al credito bancario.

    Il rating di legalità è tenuto in considerazione non solo dalle pubbliche amministrazioni per la concessione di agevolazioni, contributi e finanziamenti, ma anche dalle banche che lavorano abitualmente con le imprese.

    Se intendi richiedere un finanziamento per la tua impresa, e sei in possesso di rating di legalità, non dimenticare di comunicare alla banca di essere iscritto nell’elenco tenuto dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM).

    Se invece non sei ancora in possesso di questo particolare tipo di rating, prendi in considerazione l’idea di richiederlo: anche perchè il giudizio attribuito dall’AGCM viene tenuto in considerazione nella procedura di istruttoria del finanziamento richiesto e comporta una riduzione dei tempi e soprattutto dei costi per la concessione del finanziamento.

    Questo significa maggiore facilità di accesso al credito ed un costo più basso per accedere al finanziamento.

    Una buona notizia, non trovi?

    La mia impresa può richiedere il rating di legalità?

    Puoi richiedere il rating per la tua impresa (in forma individuale o collettiva) se:

    • ha una sede operativa in Italia
    • ha almeno due milioni di euro di fatturato
    • risulta iscritta nel Registro delle imprese da almeno due anni

    Chi rilascia il rating di legalità?

    Se hai tutti i requisiti per richiedere il rating, puoi fare richiesta scaricando l’apposito formulario, firmandolo digitalmente ed inviandolo via pec alla casella mail dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: agcm@pec.agcm.it

    Al link che ti abbiamo proposto, da cui scaricare il formulario, troverai anche le istruzioni per l’inoltro della domanda.

    Come rinnovare il rating di legalità?

    Ho ottenuto il rating di legalità… e adesso? Ricorda che il rating di legalità ha durata di due anni dal rilascio, e può essere rinnovato su richiesta.

    E tu, che aspetti a richiedere il rating di legalità?

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  • Fondo StartER 2.0: finanziamenti agevolati in Emilia Romagna

    Fondo StartER

    Cos’è il Fondo StartER 2.0?

    Il Fondo StartER è un fondo rotativo tramite il quale la Regione Emilia Romagna intende sostenere le neo imprese, costituite da meno di 5 anni alla data di presentazione della domanda, tramite dei finanziamenti a tasso zero  per il 70% dell’importo ammesso, e ad un tasso convenzionato non superiore all’EURIBOR 6 mesi +4,75% per il restante 30%.

    I finanziamenti concessi vanno da un minimo di 20.000 € ad un massimo di 300.000 e assumono la forma tecnica di mutuo con rientri trimestrali a scadenze fisse, possono avere durata minima di 36 mesi e massima di 96 mesi, compreso eventuale preammortamento per un massimo di 12 mesi ed escluso il preammortamento tecnico.

    Il Fondo StartER, fa al caso mio?

    Vediamo quali requisiti devono avere i beneficiari del bando StartER Emilia-Romagna:

    1. essere micro o piccole imprese, ovvero imprese fino a 49 dipendenti e con un fatturato o un totale attivo di bilancio inferiore ai 10 Milioni di euro;
    2. essere iscritte al  da meno di 5 anni alla presentazione della domanda;
    3. avere Codice ATECO di appartenenza rientrante tra quelli presenti nel bando, ovvero appartenenti alle Sezioni:

    B “Estrazione di minerali da cave e torbiere”;

    C “Attività manifatturiere”;

    D “Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;

    E “Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento”;

    F “Costruzioni”;

    G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli”;

    H “Trasporto e magazzinaggio”;

    I “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”;

    J “Servizi di informazione e comunicazione”;

    L “Attività immobiliari”;

    M “Attività professionali, scientifiche e tecniche”;

    N “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese”;

    P “Istruzione”;

    Q “Sanità e assistenza sociale”;

    R “Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento”;

    S “Altre attività di servizi”.

    Le imprese devono presentare una situazione di regolarità contributiva e rispettare le soglie dei massimali previsti in base al Regolamento “De minimis”.

    Quali sono i progetti finanziabili con il Fondo StartER?

    I progetti ammessi a ricevere il finanziamento previsto dal Fondo rotativo devono necessariamente riguardare interventi relativi ai seguenti ambiti:

    • innovazione produttiva e/o di servizio;
    • sviluppo organizzativo;
    • messa a punto dei prodotti e servizi con potenzialità concrete di sviluppo;
    • consolidamento e creazione di nuova occupazione;
    • introduzione e uso efficace di strumenti  nelle forme di servizi e soluzioni avanzate con acquisti di soluzioni personalizzate di  e tecnologie innovative per la manifattura digitale.

    Quali sono le spese finanziabili con il Fondo StartER?

    Le spese finanziabili tramite il Fondo StartER 2.0 riguardano:

    • interventi su immobili strumentali: acquisto, ampliamento e/o ristrutturazione;
    • acquisto di macchinari, attrezzature, hardware, software, e arredi;
    • acquisizione di brevetti, licenze, marchi, avviamento;
    • spese per partecipazione a fiere e interventi promozionali;
    • consulenze tecniche e/o specialistiche;
    • spese del personale adibito al progetto;
    • materiali e scorte;
    • spese di locazione del locale adibito all’attività (risultante da visura camerale come sede principale/unità locale);
    • spese per la produzione della documentazione tecnica necessaria per la presentazione della domanda (a titolo esemplificativo redazione di business plan). Ciò significa che, se hai bisogno di assistenza per redigere il tuo business plan, per partecipare al bando Fondo StartER 2.0 potrai finanziare quest’attività attraverso l’agevolazione stessa.

     

    E’ importante però tenere presente che i costi per le spese di cui alle ultime 5 voci non devono superare complessivamente il 50% del finanziamento richiesto ed ammesso.

    In linea generale, i pagamenti per le spese ammesse dal bando StartER devono essere eseguiti successivamente alla data di presentazione della domanda e comunque entro la presentazione della rendicontazione finale.

    Come ed entro quando posso partecipare?

    E’ possibile presentare domanda a partire dalle ore 11.00 del giorno 1 febbraio 2023 fino alle ore 16.00 del giorno 22 marzo 2023.

    Per partecipare al bando Fondo StartER, una volta verificati i requisiti di ammissibilità e dopo aver ottenuto una predelibera bancaria da uno degli istituti convenzionati con il Fondo, basterà registrarsi alla piattaforma online.

    Per eseguire correttamente la procedura di presentazione della domanda per il Fondo StartER 2.0 dovrai caricare i dati e tutti i documenti richiesti quali, ad esempio: la domanda di partecipazione, il piano economico-finanziario previsionale o business plan, la visura camerale, i preventivi di spesa e gli ultimi bilanci approvati.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Contributi digitalizzazione imprese 2022-2023

    Contributi digitalizzazione imprese

    Le tecnologie digitali stanno segnando una trasformazione dei settori produttivi e dei servizi (manifattura, turismo, commercio, agricoltura, cultura, terzo settore, ecc.) consentendo di creare nuovi modelli di business e di accrescere la produttività e la competitività delle imprese. 

    Progressi tecnologici quali l’internet delle cose (IoT), il 5G, il cloud computing, l’analisi dei dati e la robotica modificano prodotti, processi e modelli imprenditoriali in tutti i settori, stanno creando nuovi paradigmi industriali, commerciali e di servizio che spingono le imprese verso la digitalizzazione

    Il Ministero delle imprese e del Made in Italy, attraverso la leva delle agevolazioni e la creazione di tutte le condizioni di sistema a supporto dei processi di transizione digitale dell’economia nazionale, si pone come obiettivo quello di aiutare e accompagnare le micro, piccole e medie imprese nell’intraprendere questo percorso volto all’innovazione e alla digitalizzazione.

    Andiamo a scoprire nel dettaglio quali sono le agevolazioni più interessanti!

    1) Voucher connettività imprese e professionisti

    Con questa agevolazione è prevista l’erogazione di contributi per la digitalizzazione imprese, per abbonamenti ad internet ultraveloce. Questa tipologia di incentivo per la digitalizzazione del tessuto produttivo italiano va ad inserirsi nel quadro complessivo delle azioni del Governo per il rilancio dell’economia. 

    Questa misura, conosciuta con il nome di “Piano Voucher“, è stata prorogata con un avviso del 7 dicembre il MIMIT fino al 31 Dicembre 2023. 

    Ma in cosa consiste, e chi potrà beneficiarne?

    Chi sono i beneficiari?

    Il voucher è rivolto a:

    • Micro, piccole e medie imprese
    • Persone fisiche titolari di partita IVA che esercitano, in proprio o in forma associata, una professione intellettuale (articolo 2229 del Codice civile) o una delle professioni non organizzate (legge 14 gennaio 2013, n. 4).

     

    Il voucher si applica in caso di richiesta di attivazione di nuovi servizi di connettività banda ultra larga ad almeno 30 megabit o miglioramento della connettività già attiva (passaggio a fibra gigabit se si ha già una banda ultra larga di livello inferiore).

    La velocità attivata dovrà essere la migliore al numero civico dichiarato.

    Cosa finanzia e a quanto ammonta il contributo?

    La misura concede uno sconto sul prezzo di vendita dei canoni di connessione ad Internet in banda ultra larga. Lo sconto varia in base al tipo di contratto e alla velocità massima di download sottoscritta. Ma andiamo subito nel dettaglio.

    La ripartizione prevista è la seguente:

    • Al finanziamento dei voucher di tipologia A viene destinato il 15% delle risorse stanziate, distribuito per il 14% a favore dei voucher A1 e per l’1% a favore dei voucher A2;
    • Al finanziamento dei voucher di tipologia B viene destinato il 20% delle risorse stanziate;
    • Al finanziamento dei voucher di tipologia C viene destinato il 65% delle risorse stanziate.

     

    Di seguito le diverse tipologie di voucher:

    • Voucher A1: Voucher con contributo di connettività pari a 300 euro per un contratto della durata di 18 mesi che garantisca il passaggio ad una connettività con velocità massima in download compresa nell’intervallo 30 Mbit/s – 300 Mbit/s.
    • Voucher A2: Voucher con contributo di connettività pari a 300 euro per un contratto della durata di 18 mesi che garantisca il passaggio ad una connettività con velocità massima in download compresa nell’intervallo 300 Mbit/s – 1 Gbit/s. Per connessioni che offrono velocità pari ad 1 Gbit il voucher potrà essere aumentato di un ulteriore contributo fino a 500 euro a fronte di costi di allaccio alla rete sostenuti dai beneficiari.
    • Voucher B: Voucher con contributo di connettività pari a 500 euro per un contratto della durata di 18 mesi che garantisca il passaggio ad una connettività con velocità massima in download compresa nell’intervallo 300 Mbit/s – 1 Gbit/s. Per connessioni che offrono velocità pari ad 1 Gbit il voucher potrà essere aumentato di un ulteriore contributo fino a 500 euro a fronte di costi di allaccio alla rete sostenuti dai beneficiari. 
    • Voucher C: Voucher con contributo di connettività pari a 2mila euro per un contratto della durata d24 mesi che garantisca il passaggio ad una connettività con velocità massima in download superiore ad 1 Gbit/s. Il voucher potrà essere aumentato di un ulteriore contributo fino a 500 euro a fronte di costi di allaccio alla rete sostenuti dai beneficiari.

    Come partecipare al bando?

    I beneficiari possono richiedere il voucher ad uno qualsiasi degli operatori di telecomunicazioni accreditati, fino ad esaurimento delle risorse stanziate. Sul sito di Infratel, che gestisce la misura, è disponibile l’elenco degli operatori accreditati.

    contributi digitalizzazione imprese

    2) Digital Transformation

    Gli incentivi Digital Transformation hanno come finalità quella di favorire i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle micro, piccole e medie imprese del territorio nazionale. Questi sono dei veri e propri aiuti alle aziende, che possono essere erogati in forma di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto, il cui obiettivo è sostenere progetti per l’implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel Piano Nazionale Impresa 4.0 e di altre soluzioni tecnologiche e digitali di filiera.

    Chi sono i beneficiari?

    Possono beneficiare delle agevolazioni le PMI che operano in via prevalente o primaria:

    • Nei settori appartenenti a Agroalimentare, Moda e Tessile, Chimica e Farmaceutica, Metallurgia, Elettronica, Meccanica, Autoveicoli e altri mezzi di trasporto, Mobili, Legno e Carta, Edilizia, Fornitura Energia, Acqua e gestione Rifiuti, Commercio, Servizi di trasporto, Alberghiero, Ristorazione, ICT, Cultura, Turismo, Salute, Altri servizi e Artigianato;

    Le imprese devono inoltre:

    • Aver conseguito, nell’esercizio cui si riferisce l’ultimo bilancio approvato e depositato, un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a 100mila euro;
    • Disporre di almeno 2 bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese.

    Cosa finanzia e a quanto ammonta il contributo?

    I progetti ammissibili alle agevolazioni devono essere diretti alla trasformazione tecnologica
    e digitale dei processi produttivi dei soggetti proponenti mediante l’implementazione di:

    • Tecnologie abilitanti individuate dal Piano nazionale impresa 4.0. (advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale,
      industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics) e/o;
    • Tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera, finalizzate:
      1) all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle
      relazioni con i diversi attori;
      2) al software;
      3) alle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica
      con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio;
      4) ad altre tecnologie, quali sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via
      internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchangeEDI), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system
      integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale,
      internet of things. 

    I progetti inoltre devono rispettare i seguenti requisiti di ammissibilità:

    1. Essere realizzati nell’ambito di una unità produttiva ubicata su tutto il territorio nazionale;
    2. Prevedere un importo di spesa non inferiore a 50mila euro e non superiore a 500mila euro;
    3. Essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso alle
      agevolazioni, sulla base delle condizioni meglio  specificate nella normativa di riferimento;
    4. Essere ultimati non oltre il termine di 18 mesi decorrenti dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, sulla base delle condizioni meglio  specificate nella normativa di riferimento;
    5. Qualora presentati congiuntamente da più soggetti, prevedere che ciascun proponente sostenga almeno il 10% dei costi complessivi ammissibili.

     

    Le  agevolazioni sono concesse sulla base di una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili pari al 50% così articolati:

    • 10% sotto forma di contributo,
    • 40% come finanziamento agevolato. 


    Per quanto riguarda il finanziamento agevolato, questo deve essere restituito dal soggetto beneficiario senza interessi a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, in un periodo della durata massima di 7 anni. 

    Come partecipare al bando?

    Le domande potranno essere compilate, a decorrere dalle ore 12.00 del 15 Dicembre 2020, e devono essere compilate esclusivamente in forma elettronica e attraverso procedura informatica sul sito del Ministero delle imprese e del Made in Italy per maggiori informazioni consigliamo la lettura del nostro articolo dedicato!

    contributi digitalizzazione imprese

    3) Bonus export digitale

    Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale l’Agenzia ICE erogano contributi alle Micro e piccole imprese manufatturiere finalizzati a sviluppare l’attività di esportazione e di internazionalizzazione.

    Chi sono i beneficiari?

    I beneficiari sono:

    • Micro e piccole imprese del settore manifatturiero in forma singola,
    • Reti o consorzi di almeno 5 microimprese.


    Aventi i seguenti requisiti:

    • Hanno avviato, da almeno un anno, la fatturazione di prodotti commerciali;
    • Operano nel settore manifatturiero, codice ATECO primario: C;

    Cosa finanzia e a quanto ammonta il contributo?

    Sono ammissibili al contributo di cui al presente accordo le seguenti spese sostenute dai soggetti
    beneficiari:

    1. Spese per la realizzazione di sistemi di e-commerce verso l’estero, siti e/o app mobile, ivi compresi eventuali investimenti atti a garantire la sincronizzazione con marketplace internazionali forniti da soggetti terzi;
    2. Spese per la realizzazione di sistemi di e-commerce che prevedano l’automatizzazione delle operazioni di trasferimento, aggiornamento e gestione degli articoli da e verso il web nonché il raccordo tra le funzionalità operative del canale digitale di vendita prescelto e i propri sistemi di Customer Relationship Management – CRM (ad esempio i sistemi API – Application Programming Interface);
    3. Spese per la realizzazione di servizi accessori all’ e-commerce quali quelli di smart payment,
      predisposizione di portfolio prodotti, traduzioni, shooting fotografici, video making, web design e content strategy;
    4. Spese per la realizzazione di una strategia di comunicazione, informazione e promozione per il canale dell’export digitale, con specifico riferimento al portafoglio prodotti, ai mercati esteri e ai siti di vendita online prescelti;
    5. Spese per digital marketing finalizzate a sviluppare attività di internazionalizzazione: campagne di
      promozione digitale, Search Engine Optimization (SEO), costi di backlink e di Search Engine Marketing (SEM), campagne di content marketing, inbound marketing, di couponing e costi per il rafforzamento della presenza sui canali social; spese di lead generation e lead nurturing;
    6. Servizi di CMS (Content Management System): restyling di siti web siano essi grafici e/o di
      contenuti volti all’aumento della presenza sui mercati esteri;
    7. Spese per l’iscrizione e/o l’abbonamento a piattaforme SaaS (Software as a Service) per la gestione della visibilità e spese di content marketing, quali strumenti volti a favorire il processo di esportazione;
    8. Spese per servizi di consulenza per lo sviluppo di processi organizzativi e di capitale umano finalizzati ad aumentare la presenza sui mercati esteri;
    9. Spese per l’upgrade delle dotazioni di hardware necessarie allo sviluppo di processi organizzativi di cui al punto 6;
    10. Ogni altra spesa per servizi strettamente connessi con le finalità del presente accordo.

     

    Il contributo a fondo perduto è pari a:

    • 4mila euro a fronte di spese per 5mila euro per le microimprese
    • 22.500 euro a fronte di spese per 25.000 euro per reti e consorzi

    Come partecipare al bando?

    È stato prorogato il periodo utile alle imprese per la compilazione e presentazione delle domande, inizialmente fissato al 15 luglio 2022, per disponibilità di fondi residui.

    Le domande devono essere presentate dal rappresentante legale dei soggetti richiedenti esclusivamente online, tramite il sito.

    contributi digitalizzazione imprese

    4. Bando voucher internazionalizzazione Modena

    Nel quadro dell’iniziativa strategica “Preparazione delle PMI ai mercati internazionali“, la Camera di Commercio di Modena, autorizzata dal Ministero delle imprese e del Made in Italy (decreto del 23 febbraio 2023), mira a potenziare la presenza internazionale delle imprese. Attraverso l’assegnazione di contributi digitalizzazione imprese, verrà sostenuta parzialmente la spesa delle Micro Piccole e Medie Imprese (MPMI) per l’acquisizione di servizi che favoriscano l’espansione dei mercati esteri e l’utilizzo di strumenti innovativi, inclusa la tecnologia digitale. L’obiettivo è individuare opportunità di business nei mercati esistenti e nell’apertura verso nuovi sbocchi commerciali.

    Chi sono i beneficiari?

    Possono beneficiare dei contributi internazionalizzazione delle imprese previste dal regolamento le imprese di tutti i settori che, al momento della richiesta e fino al momento dell’assegnazione dell’assistenza, soddisfino i seguenti requisiti:

    • Rientrino nella definizione di Micro, Piccole o Medie imprese secondo l’Allegato 1 del regolamento UE n. 651/2014 del 17 giugno 2014, come adottato a livello nazionale;
    • Siano attive e regolarmente iscritte presso il Registro delle Imprese della CCIAA di Modena;
    • Abbiano sede legale operativa e/o unità locale operativa nella provincia di Modena; saranno escluse le imprese con sede legale fuori provincia che abbiano esclusivamente unità locali nella provincia di Modena senza attività economica registrata (ad es. uffici, magazzini, depositi, mostre). L’iniziativa di internazionalizzazione deve essere legata all’attività svolta dall’impresa presso la sede legale o l’unità locale operativa situata nella provincia di Modena.

    Cosa finanzia e a quanto ammonta il contributo?

    Saranno considerate spese ammissibili:

    • Servizi di consulenza e/o formazione per il commercio internazionale;
    • Acquisto o noleggio di beni e servizi strumentali allo sviluppo delle iniziative previste dal bando;
    • Creazione di spazi espositivi (virtuali o fisici), inclusi noleggio, allestimento, interpretariato e hostess, e incontri d’affari, coprendo anche costi di partecipazione e trasporto dei prodotti (assicurazione inclusa).

     

    Saranno assegnati vantaggi attraverso voucher, con un massimo di €7.500,00 ciascuno, esclusa la potenziale premialità del rating di legalità. L’agevolazione massima non supererà il 70% delle spese ammesse, richiedendo un investimento minimo di €5.000,00. Imprese con un rating di legalità riceveranno un premio aggiuntivo di €250,00 fino al 100% delle spese ammesse.

     

    Come partecipare al bando?

    Le domande di contributo possono essere inviate a partire dalle ore 10:00 del 18/10/2023 fino alle ore 18:00 del 25/10/2023.

    contributi digitalizzazione imprese

    5. Bando Export Lombardia

    L’agevolazione sostiene progetti di sviluppo aziendale tramite figure professionali specializzate (EXIM Manager, TEM, DEM), che elaborano strategie di internazionalizzazione per far crescere imprese non esportatrici o occasionali, sfruttando opportunità globali reali o digitali.

    Chi sono i beneficiari?

    Sono ammissibili alla partecipazione le micro e piccole imprese manifatturiere con sede operativa attiva nel Registro Imprese di una Camera di Commercio della Lombardia, che non siano esportatrici abituali e non abbiano ricevuto agevolazioni regionali nei 5 anni precedenti da specifici bandi di promozione dell’export.

    Cosa finanzia e a quanto ammonta il contributo?

    Sono eleggibili progetti strategici per il progresso di imprese occasionali o non esportatrici sui mercati esteri, con supporto di professionisti come EXIM Manager, TEM e DEM. Le spese per l’assunzione di tali figure includono: analisi di mercato, identificazione di opportunità, acquisizione di clienti, piani di sviluppo export, contrattualistica internazionale, marketing online, potenziamento del team e competenze aziendali. L’investimento richiesto va da 10.000 a 30.000 euro e l’agevolazione prevede un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con limite di 15.000 euro, erogato sotto forma de minimis.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    Le domande di contributo devono essere presentate a partire dalle ore 10.00 del 20 luglio 2023 fino alle ore 12.00 del 29 settembre 2023 (salvo esaurimento anticipato delle risorse) a Unioncamere Lombardia tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it

    contributi digitalizzazione imprese

    6. Bando Internazionalizzazione Toscana

    La Regione Toscana promuove l’espansione internazionale delle micro, piccole e medie imprese locali al di fuori dell’UE per stimolare l’export e l’attività esportatrice. Il Bando fa parte di Giovanisì, l’iniziativa per l’autonomia dei giovani toscani, e fornisce agevolazioni tramite sovvenzioni a fondo perduto e contributi in forma di voucher. La selezione avviene tramite procedura automatica a graduatoria, conformemente all’azione 1.3.1 del PR FESR Toscana 2021-2027.

    Chi sono i soggetti beneficiari?

    Sono destinatari dei benefici:

    1. Micro Piccole e Medie Imprese (MPMI)
    2. Professionisti
    3. Forme associative con o senza personalità giuridica, costituite da almeno tre imprese/professionisti.

     

    Questi soggetti operano nei settori Manifatturiero e Turismo e Commercio, con attività specifiche escluse, come definito nella DGR n.643 del 28/07/2014. I settori includono attività dall’estrazione di minerali al commercio all’ingrosso, servizi di alloggio e ristorazione, attività professionali e altre attività di servizi, con alcune specifiche esclusioni.

    Cosa finanzia e a quanto ammonta il contributo?

    Sono eleggibili le seguenti spese:

    • Spese relative a beni immateriali: costi relativi alla partecipazione a fiere e saloni internazionali;
    • Costi delle consulenze per servizi di supporto specialistico all’internazionalizzazione ed all’innovazione commerciale per la fattibilità di presidio su nuovi mercati;
    • Costi delle consulenze per servizi di supporto all’innovazione;
    • Spese per revisore contabile.

    Quando è possibile presentare la domanda?

    La domanda di agevolazione, deve essere presentata esclusivamente per via telematica sul nuovo sistema informativo “Sistema Fondi Toscana” (SFT) disponibile all’indirizzo https://sft.sviluppo.toscana.it/, deve essere compilata dal titolare/rappresentante legale del soggetto richiedente o suo delegato e firmata digitalmente dal rappresentate legale del soggetto richiedente.

    La domanda potrà essere presentata a partire dalle ore 10:00 del 20/07/2023 e fino alle ore 12:00 del 31 Agosto 2023.

     

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  • Accordi per l’innovazione: cosa sono, procedura e domande

    Accordi innovazione apertura secondo sportello

    È finalmente in programma a gennaio 2023 l’apertura del secondo sportello relativo agli accordi per l’innovazione, con una dotazione finanziaria di ulteriori 500 milioni di euro a valere sul Fondo nazionale complementare al PNRR. 

    Ma cosa sono di preciso gli accordi per l’innovazione?

    Accordi per l’innovazione cosa sono?

    Gli accordi per l’innovazione sono, appunto, accordi che vengono sottoscritti tra le aziende proponenti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ed eventuali amministrazioni pubbliche interessate al cofinanziamento di specifici progetti. 

    La finalità è sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che possano innovare e sviluppare i livelli di competitività tecnologica, salvaguardare l’occupazione e accrescere la presenza di imprese estere nel territorio nazionale. Possono essere soggetti co-proponenti di un progetto congiunto anche gli Organismi di ricerca e, limitatamente ai progetti afferenti alle linee di intervento “Sistemi alimentari”, “Sistemi di bioinnovazione nella bioeconomia dell’Unione” e “Sistemi circolari anche le imprese agricole. Le imprese proponenti possono presentare progetti anche in forma congiunta tra loro, fino a un massimo di cinque soggetti co-proponenti.

    Chi sono i beneficiari?

    Possono beneficiare delle agevolazioni su accordi innovazione:

    1.  Le imprese che esercitano un’ attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi; un’ attività di trasporto per terra, per acqua o per aria ed anche le imprese artigiane;
    2. Le imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
    3. Le imprese che esercitano le attività ausiliarie in favore delle imprese di cui sopra;
    4. I Centri di ricerca.

    Quali sono i requisiti per richiedere i contributi?

    I soggetti beneficiari, alla data di presentazione della domanda di agevolazioni per accordi innovazione, devono possedere i seguenti requisiti:

    • Essere regolarmente costituiti in forma societaria ed iscritti nel Registro delle imprese; 
    • I soggetti non residenti nel territorio italiano devono avere una personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza; per tali soggetti, inoltre, fermo restando il possesso, alla data di presentazione della domanda di agevolazioni, degli ulteriori requisiti previsti dal bando, deve essere dimostrata, pena la decadenza dal beneficio, alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni la disponibilità di almeno una sede secondaria nel territorio nazionale oltre al rispetto di altri adempimenti;
    • Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria,
      non essere sottoposte a procedure concorsuali e non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà;
    • Trovarsi in regime di contabilità ordinaria ed avere almeno due bilanci approvati.

    Accordi per innovazione cosa finanzia?

    Sono ammissibili per il bando accordi innovazione i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito delle seguenti aree di intervento riferibili al secondo pilastro del programma quadro di ricerca e innovazione “Orizzonte Europa”:

    • Tecnologie di fabbricazione;
    • Tecnologie digitali fondamentali, comprese le tecnologie quantistiche;
    • Tecnologie abilitanti emergenti;
    • Materiali avanzati;
    • Intelligenza artificiale e robotica;
    • Industrie circolari;
    • Industria pulita a basse emissioni di carbonio;
    • Malattie rare e non trasmissibili;
    • Malattie infettive, comprese le malattie trascurate e legate alla povertà;
    • Strumenti, tecnologie e soluzioni digitali per la salute e l’assistenza, compresa la medicina personalizzata;
    • Impianti industriali nella transizione energetica;
    • Competitività industriale nel settore dei trasporti;
    • Mobilità e trasporti puliti, sicuri e accessibili;
    • Mobilità intelligente;
    • Stoccaggio dell’energia;
    • Sistemi alimentari;
    • Sistemi di bio-innovazione nella bioeconomia dell’Unione;
    • Sistemi circolari.

    I progetti per poter essere considerati ammissibili al bando accordi innovazione devono rispondere ad una serie di requisiti quali:

    1. Essere realizzati dai soggetti proponenti, nell’ambito di una o più delle proprie unità locali ubicate nel territorio nazionale;
    2. Riguardare una sola delle aree di intervento del Programma “Orizzonte Europa”;
    3. Prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 5.000.000;
    4. Essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni e comunque, pena la revoca, non oltre 3 mesi dalla data di sottoscrizione del decreto di concessione; 
    5. Avere una durata non inferiore a 18 mesi e non superiore a 36 mesi (in ogni caso, i progetti devono essere conclusi entro il 31 dicembre 2026);
    6. Qualora presentati congiuntamente da più soggetti, prevedere che ciascun proponente
      sostenga almeno il 10% dei costi complessivi ammissibili, se di grande dimensione, e almeno il 5% in tutti gli altri casi.

     

    Sono ammissibili al bando accordi innovazione le spese e i costi relativi a:

    1. Personale tecnico, ricercatori e altro ausiliario impiegato nell’attività di R&S, dipendente o in rapporto di collaborazione o titolare di assegno di ricerca (le spese del personale dipendente sono ammesse sulla base dei costi standard definiti dal decreto 24 gennaio 2018);
    2. Strumenti ed attrezzature di nuova fabbricazione, per quote di ammortamento nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;
    3. Servizi di consulenza e altri servizi utilizzati per l’attività del progetto, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how;
    4. Spese generali calcolati su base forfettaria nella misura del 25% dei costi diretti ammissibili al progetto;
    5. Materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto.

     

    Sono previsti dei criteri di valutazione a punteggio per determinare l’ammissibilità dei progetti.

    A quanto ammonta il contributo?

    Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo diretto alla spesa e, eventualmente, del finanziamento agevolato nei limiti delle intensità massime di aiuto.

    In particolare:

    • Il limite massimo dell’intensità d’aiuto delle agevolazioni concedibili è pari al 50% dei costi ammissibili di ricerca industriale e al 25% dei costi ammissibili di sviluppo sperimentale;
    • Il finanziamento agevolato, qualora richiesto, è concedibile esclusivamente alle imprese, nel limite del 20% del totale dei costi ammissibili di progetto.

    Come partecipare al bando?

    La domanda di agevolazione e la documentazione, per il bando accordi innovazione, devono essere redatte e presentate in via esclusivamente telematica dalle ore 10.00 alle ore 18.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal 31 gennaio 2023, utilizzando la procedura disponibile nel sito internet del Soggetto gestore (https://fondocrescitasostenibile.mcc.it) per la richiesta delle agevolazioni a valere sull’intervento “Decreto ministeriale 31 dicembre 2021. Accordi per l’innovazione”.

    Le regioni, le province autonome e le altre amministrazioni pubbliche interessate al sostegno delle iniziative di ricerca e sviluppo agevolabili, devono presentare, in via esclusivamente telematica alla Direzione generale per gli incentivi alle imprese del Ministero, all’indirizzo PEC dgiai.segreteria@pec.mise.gov.it, una manifestazione di interesse per la sottoscrizione di un Accordo quadro con il Ministero.

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  • Lombardia: bando efficienza energetica 2022

    Bando efficienza energetica Lombardia per i settori del commercio e dei servizi

    Regione Lombardia e il Sistema Camerale lombardo hanno stanziato un plafond pari a 10.745.500 euro per le micro piccole e medie imprese lombarde del Commercio, Pubblici esercizi e Servizi, che si trovano in difficoltà a seguito dell’aumento dei costi dell’energia.

    Chi sono i beneficiari

    I beneficiari del bando efficienza energetica Lombardia sono le micro, piccole e medie imprese con codice Ateco primario o secondario in riferimento alla sede oggetto dell’intervento appartenenti a tutti i settori, ad eccezione dei seguenti:

    •  settori con codice Ateco A, B, C e K;
    • imprese che esercitano attività ricettiva alberghiera e non alberghiera ai sensi della
      legge regionale n. 27/2015.
     

    Ricordiamo inoltre che sono escluse dall’agevolazione anche le imprese, che detengono a qualsiasi titolo apparecchi per il gioco d’azzardo.

    Quali sono i requisiti per richiedere i contributi?

    Per poter accedere al bando Bando efficienza energetica Lombardia è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:

    • Risultare regolarmente iscritti e attivi nel Registro delle imprese (come risultante da visura camerale) da almeno 12 mesi;
    • Avere la sede operativa oggetto dell’intervento in Lombardia.

    Cosa finanzia il bando?

    Sono ammissibili al contributo a fondo perduto investimenti per l’efficientamento energetico pari ad almeno 2.000 euro, da realizzare unicamente presso la sede di intervento presente in Lombardia.

    Nello specifico le spese ammissibili riguardano:

    • Acquisto e installazione di collettori solari termici e/o impianti di microcogenerazione;
    • Impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia con fonti rinnovabili;
    • Acquisto e installazione di macchinari e attrezzature in sostituzione;
    • Pompe di calore in sostituzione delle caldaie in uso;
    • Acquisto e installazione di raffrescatori/raffreddatori evaporativi portatili o fissi;
    • Acquisto e installazione di sistemi di domotica per il risparmio energetico e di monitoraggio dei consumi energetici;
    • Acquisto e installazione di apparecchi LED a basso consumo;
    • Costi per opere murarie, impiantistica e costi assimilati nel limite del 20%;
    • Spese tecniche di consulenza correlate alla realizzazione dell’intervento;
    • Altri costi indiretti (spese generali), riconosciuti in misura forfettaria nella misura del 7% dei costi diretti.
     

    È ammissibile anche l’acquisto di attrezzature tecnologiche tramite leasing finanziario a determinate condizioni.

    Non è ammesso l’acquisto di beni usati o il noleggio dei beni.

    Le spese sono ammissibili dal 26 Aprile 2022 al 15 Dicembre 2023 (farà fede la data di emissione della fattura).

    A quanto ammonta il contributo?

    Il bando efficienza energetica Lombardia prevede l’ erogazione di un contributo a fondo perduto fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile nel limite massimo di 30.000,00 euro.

    Come partecipare al bando?

    E’ possibile inoltrare la domanda di partecipazione al bando efficienza energetica esclusivamente tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it dalle ore 10.00 del 15 Giugno 2022 fino alle ore 12.00 del 15 Dicembre 2023.

    Bando efficienza energetica
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    Bando efficienza energetica Lombardia per le imprese turistiche

    Con il bando Linea Efficienza Energetica – contributi imprese turistiche di Unioncamere Lombardia, la Regione insieme al sistema camerale lombardo offrono una dotazione totale complessiva pari a 2.000.000 di euro alle imprese lombarde appartenenti al settore turistico (strutture ricettive alberghiere e non, villaggi turistici e campeggi, agenzie viaggio).

    Chi sono i beneficiari

    I beneficiari sono le MPMI comprese le ditte individuali – che esercitano attività ricettiva alberghiera, non alberghiera e le agenzie di viaggio.

    Quali sono i requisiti per richiedere i contributi?

    Per poter accedere al bando Bando efficienza energetica Lombardia per le imprese turistiche è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:

    • Risultare regolarmente iscritti e attivi nel Registro delle imprese;
    • Avere la sede legale o operativa oggetto dell’intervento in Lombardia.

    Cosa finanzia il bando?

    Sono ammissibili al contributo a fondo perduto investimenti per l’efficientamento energetico pari ad almeno 4.000 euro, da realizzare unicamente presso la sede legale o operativa oggetto di intervento.

    Nello specifico le spese ammissibili riguardano:

    • Acquisto e installazione di collettori solari termici e/o impianti di microcogenerazione;
    • Impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia con fonti rinnovabili;
    • Acquisto e installazione di macchinari e attrezzature in sostituzione;
    • Pompe di calore in sostituzione delle caldaie in uso;
    • Acquisto e installazione di raffrescatori/raffreddatori evaporativi portatili o fissi;
    • Acquisto e installazione di sistemi di domotica per il risparmio energetico e di monitoraggio dei consumi energetici;
    • Acquisto e installazione di apparecchi LED a basso consumo;
    • Costi per opere murarie, impiantistica e costi assimilati nel limite del 20%;
    • Spese tecniche di consulenza correlate alla realizzazione dell’intervento;
    • Altri costi indiretti (spese generali), riconosciuti in misura forfettaria nella misura del 7% dei costi diretti.

    Le spese sono ammissibili dal 1° gennaio 2022 al 22 dicembre 2022. Farà fede la data di emissione della fattura.

    Sono considerate invece spese non ammissibili al contributo:

    • Le spese in auto-fatturazione/lavori in economia;
    • Le spese per fornitura di beni e servizi da parte di società controllate e/o collegate e/o
      con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti;
    • Le spese per la gestione della domanda di contributo;
    • I costi del personale;
    • Spese derivanti da obblighi di legge;
    • Spese per minuterie.

    A quanto ammonta il contributo?

    Il bando efficienza energetica Lombardia per le imprese turistiche prevede la concessione di un contributo a fondo perduto pari al 50% della spesa ritenuta ammissibile nel limite massimo di 40.000,00 euro.

    Come partecipare al bando?

    E’ possibile inoltrare la domanda di partecipazione al bando efficienza energetica per le imprese turistiche esclusivamente tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it dalle ore 11.00 del 31 Ottobre 2022 fino alle ore 16.00 del 22 Dicembre 2023.

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  • Fondo Nuove Competenze: cos’è e come funziona

    ANPAL: Fondo Nuove Competenze

    Il Fondo Nuove Competenze si aggiunge ai tanti provvedimenti legislativi ed economici stabiliti a supporto delle imprese in un periodo di grandi mutamenti economici.

    L’obiettivo dell’agevolazione è offrire l’opportunità di acquisire nuove o maggiori competenze, sostenendo le imprese nel processo di adeguamento al mercato in continua evoluzione, soprattutto per garantire i livelli occupazionali in questo periodo di ripresa economica.

    Il Fondo Nuove Competenze (anche chiamato FNC) mira quindi alla riqualificazione dei lavoratori e, di conseguenza, all’aumento di produttività dei business.

    Al Fondo nuove competenze possono accedere tutte le imprese, di qualunque settore e dimensione, che vogliono rimodulare, in modo temporaneo, l’orario di lavoro dei propri dipendenti e utilizzare una parte delle ore per attività formative.

    Il FNC è gestito dall’ANPAL ed è finanziato con 1 miliardo di euro dal REACT-EU e 730 milioni di euro del decreto agosto.

    Cos’è il Fondo Nuove Competenze

    Il Fondo per le nuove competenze è un programma finanziato dal governo che fornisce contributi alle imprese e alle organizzazioni per la formazione dei lavoratori su nuove competenze. Il programma, come dicevamo, è stato progettato per aiutare le aziende e le organizzazioni a tenere il passo con l’economia e le richieste di forza lavoro in continua evoluzione.

    Questo strumento di politica attiva del lavoro istituito per contrastare gli effetti economici post Covid-19, è stato successivamente inserito tra gli interventi che, insieme al programma GOL e al sistema duale, completano il Piano Nazionale Nuove Competenze previsto nell’ambito del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (conosciuto come PNRR).

    Cosa finanzia il Fondo Nuove Competenze?

    Il FNC rimborsa il costo delle ore di lavoro destinate alla frequenza dei percorsi di formazione e di acquisizione delle competenze dei lavoratori.

    Ecco tutto ciò che devi sapere riguardo il rimborso:

    • la retribuzione oraria, al netto degli oneri, è finanziata dal FNC per un ammontare pari al 60% del totale (il calcolo della retribuzione oraria viene fatto a partire dalla retribuzione teorica mensile comunicata dal datore di lavoro all’INPS, moltiplicata per 12 mensilità e suddivisa per 1.720 ore considerate un tempo lavorativo annuo standard) che arriva fino al 100% in caso di accordi che prevedano una riduzione del normale orario di lavoro a parità di retribuzione complessiva (anche di natura sperimentale) per almeno un triennio in favore di tutti i lavoratori dell’azienda. Tali accordi devono prevedere una riduzione di almeno 1 ora del normale orario di lavoro settimanale.
    • gli oneri relativi ai contributi previdenziali e assistenziali delle ore destinate alla formazione sono rimborsati al 100%, inclusivi della quota a carico del lavoratore, al netto degli eventuali sgravi contributivi fruiti nel mese di approvazione dell’istanza di accesso al FNC.
    Fondo nuove competenze
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    Quali sono i requisiti per richiedere i contributi?

    Possono presentare istanza di ammissione ai contributi previsti dal FNC tutti i datori di lavoro privati, incluse le società a partecipazione pubblica.

    Per poter partecipare, i datori di lavoro devono aver sottoscritto entro il 31 dicembre 2022 accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro finalizzati a percorsi formativi di accrescimento delle professionalità. Queste ore di formazione potranno realizzarsi anche nel corso 2023.

    Come funziona il Fondo Nuove Competenze?

    Per poter accedere al Fondo, il datore di lavoro deve sottoscrivere un accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro entro il 31 dicembre 2022.

    Ma cosa dovrai fare per accedere al FNC?

    Prima di tutto, le aziende interessate a partecipare dovranno munirsi di un progetto formativo per i propri dipendenti, che dovranno inoltrare ad ANPAL al momento della presentazione della domanda.

    Tale progetto formativo dovrà poi essere sottoscritto dalle rappresentanze sindacali operative in azienda, e, in assenza di rappresentanze interne, da rappresentanze territoriali delle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

    Il documento dovrà includere lo sviluppo e l’accrescimento delle:

    • competenze digitali di base (riferimento: modello europeo «DigComp 2.1») e/o specialistiche (in base alla classificazione europea contenuta nella norma UNI EN 16234-1 «e-Competence Framework 3.0”);
    • abilità/competenze identificate dalla Commissione Europea quali utili alla transizione ecologica.

     

    Quando compilerai il progetto formativo, ricorda che tutte le attività formative (e la relativa rendicontazione) dovranno concludersi entro e non oltre 150 giorni dalla data di approvazione della domanda.

    I progetti formativi potranno essere attuati anche nel 2023, e dovranno prevedere – per ciascun lavoratore coinvolto – una durata minima di 40 ore e massima di 200 ore di formazione.

    Sono considerabili soggetti erogatori dei percorsi formativi tutti gli enti accreditati a livello nazionale o regionale, oppure altri soggetti anche privati che svolgono attività di formazione (comprese le Università statali e non statali).

    Al termine del percorso di sviluppo delle competenze, questi enti dovranno poi certificare l’acquisizione delle competenze dei dipendenti dell’azienda.

    Come partecipare al Fondo Nuove competenze?

    ANPAL ha messo a disposizione una piattaforma informatica dedicata alla presentazione delle domande (ammissione a contributo, richieste di anticipazione, richieste di saldo). Per l’utilizzo di tale piattaforma da parte del soggetto richiedente è necessario essere in possesso di identità SPID, CIE o CNS.

    In generale, oltre all’istanza, dovrà essere allegata la seguente documentazione.

    1. Accordo collettivo conforme: deve individuare i fabbisogni dell’impresa, ma può prevedere anche lo sviluppo di competenze volte a incrementare l’occupabilità del lavoratore. Deve, inoltre, specificare l’ente erogatore della formazione.
    2. Progetto formativo: che rispetterà gli obiettivi di apprendimento di cui abbiamo parlato in precedenza, e infine, devono essere certificate le competenze acquisite.
    3. Elenco dei lavoratori coinvolti: il limite massimo del contributo è di 200 ore per ogni dipendente.

    Il contributo massimo complessivo riconoscibile per ciascuna domanda presentata all’ANPAL non potrà superare i 10 milioni di euro. L’erogazione del contributo, invece, è eseguita dall’Inps in due tranche:

    • anticipazione del 40%, previa fideiussione bancaria e/o assicurativa
    • saldo.

     

    Affrettati: potrai presentare la domanda dal 13 dicembre 2022 fino al 28 febbraio 2023.

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  • Voucher per la digitalizzazione delle imprese – Camera di Commercio di Roma

    Nuova edizione 2022

    Se sei di Roma e non sei riuscito a partecipare al “Voucher per la digitalizzazione delle imprese” del Ministero dello Sviluppo Economico, per mancanza di tempo o perché non sei riuscito a recuperare in tempo la tua CNS, ci sono buone notizie per te. Hai tempo fino al 30 Settembre 2019 per finanziare il tuo progetto di  d’impresa.

    La Camera di Commercio di Roma, infatti, eroga contributi a fondo perduto per agevolare la digitalizzazione delle imprese operanti nella provincia di Roma.

    Con l’iniziativa “Bando voucher digitali 4.0 – Edizione 2022” sono proposte due misure che rispondono ad altrettanti obiettivi specifici tra loro complementari:

    1. Sviluppare la capacità di collaborazione tra imprese e soggetti qualificati nel
      campo dell’utilizzo delle tecnologie I4.0, attraverso la realizzazione di progetti
      mirati all’introduzione di nuovi modelli di business 4.0 e modelli green oriented;
    2. Promuovere l’utilizzo, da parte delle imprese di Roma e provincia, di servizi o soluzioni focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali in attuazione della strategia definita nel Piano Transizione 4.0;
    3. Favorire interventi di digitalizzazione e automazione funzionali alla continuità operativa delle imprese di Roma e provincia durante l’emergenza sanitaria da Covid-19 e alla ripartenza nella fase post-emergenziale.

    voucher-per-la-digitalizzazione-camera-di-commercio-di-roma

    Chi può richiedere il Voucher per la digitalizzazione delle imprese della Camera di Commercio di Roma?

    Vediamo subito, nel dettaglio, quali sono i beneficiari del contributo a fondo perduto previsto da Bando voucher digitali 4.0 – Anno 2022:

    MPMI ovvero micro, piccole e medie imprese: 

    • con sede legale e/o unità locali nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Roma
    • iscritte nel registro delle imprese
    • in regola con il pagamento del diritto annuale camerale.

    Quanto è possibile richiedere?

    Questa è un’altra buona notizia!

    La nuova edizione del Voucher prevede un importo massimo maggiore rispetto alla precedente. Mentre la scorsa edizione prevedeva un massimo di € 3.000, la nuova edizione prevede un importo massimo di € 10.000, oltre la premialità relativa al rating di legalità.

     

    Quali sono le spese finanziabili con il voucher per la digitalizzazione?

    Per entrambe le Misure, sono ammissibili esclusivamente spese per servizi di consulenza e/o formazione relative ad una o più tecnologie tra le seguenti:

    Tecnologie principali

    • robotica avanzata e collaborativa;
    • interfaccia uomo-macchina;
    • manifattura additiva e stampa 3D;
    • prototipazione rapida;
    • internet delle cose e delle macchine;
    • cloud, high performance computing (HPC) fog e quantum computing;
    • soluzioni di cyber security e business continuity;
    • big data e analytics;
    • intelligenza artificiale;
    • blockchain;
    • soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e
      partecipativa (realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D);
    • simulazione e sistemi cyberfisici;
    • integrazione verticale e orizzontale;
    • soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain;
    • soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi
      aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività (ad es. ERP,
      MES, PLM, SCM, CRM, incluse le tecnologie di tracciamento, ad es. RFID,
      barcode, etc);
    • sistemi di e-commerce;
    • sistemi per lo smart working e il telelavoro;
    • soluzioni tecnologiche digitali per l’automazione del sistema produttivo e di vendita;
    • soluzioni tecnologiche per il negozio 4.0 e l’esercizio pubblico 4.0 (vetrina intelligente, sensori di presenza, analisi dei passanti, sistemi di prenotazione evoluta, servizi logistici di prossimità, big data, casse fiscali evolute).

    Tecnologie accessorie

    • sistemi di pagamento mobile e/o via Internet;
    • sistemi fintech;
    • sistemi EDI, electronic data interchange;
    • geolocalizzazione;
    • tecnologie per l’in-store customer experience;
    • system integration applicata all’automazione dei processi;
    • tecnologie della Next Production Revolution (NPR);
    • digital marketing (esclusa la mera promozione commerciale o pubblicitaria);
    • soluzioni tecnologiche per la transizione ecologica;
    • connettività banda ultralarga.

    Quando è possibile presentare la domanda per accedere al voucher?

    Le domande per ottenere il contributo a fondo perduto possono essere presentate dalle ore 14:00 del 18 luglio 2022 alle ore 14:00 del 5 agosto 2022.

    IL TEMPO È POCO, È VERO, MA CON L’AIUTO DI TROVABANDO PRESENTARE LA TUA DOMANDA È UN GIOCO DA RAGAZZI!

    Hai bisogno di un supporto professionale per presentare la tua domanda alla Camera di Commercio di Roma?


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