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Tag: Agevolazioni imprese

  • Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni, come chiederlo

    Avviso: il fondo perduto Decreto Sostegni è scaduto il 28 maggio 2021. Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di finanza agevolata clicca qui!

    Decreto Sostegni: ecco come presentare la domanda per accedere agli oltre 11 miliardi di euro a fondo perduto

    Il nuovo contributo a fondo perduto è previsto dal Decreto Sostegni” (Dl n. 41 del 22 marzo 2021), la misura varata dal Governo che contiene una serie di interventi di sostegno alle imprese, ai lavoratori autonomi e ai professionisti. Rientra nelle misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid-19.

    Come si evince dal nome, questo contributo è un sostegno che lo Stato eroga in favore delle realtà che maggiormente hanno risentito della crisi nata a seguito dell’emergenza sanitaria. Si tratta, dunque, di un’opportunità interessante per recuperare liquidità, sopratutto in un periodo di incertezza come quello che stiamo vivendo.

    Vediamo subito insieme di cosa si tratta.

    Rispetto ai precedenti contributi a fondo perduto, il decreto “Sostegni” ha introdotto una nuova modalità di erogazione dell’agevolazione.

    A scelta del beneficiario, l’Agenzia delle entrate può erogare il contributo spettante:

    • mediante accredito su conto corrente bancario o postale, intestato al beneficiario (o cointestato se il beneficiario è una persona fisica);
    • mediante riconoscimento di un credito d’imposta di pari valore, utilizzabile in compensazione tramite modello F24.

     

    L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019. Per i soggetti che hanno attivato la partita Iva dal 1º gennaio 2019, la percentuale di calo indennizzabile è applicata al calo della media mensile di fatturato calcolata per i soli mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA.

    Per chi?

    I sostegni previsti dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri non dipendono più dai Codici Ateco; possono, infatti, richiedere il contributo a fondo perduto i soggetti titolari di partita Iva che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, e che sono residenti o stabiliti in Italia. Rimangono esclusi i soggetti che hanno cessato l’attività prima del 23 marzo 2021 e i soggetti che hanno attivato la partita Iva dal 24 marzo 2021.

    Quali requisiti è necessario possedere per richiedere il contributo?
    Tutti i requisiti necessari sono indicati all’art. 1 del decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021.

    Scopriamoli subito!

    1º Requisito

    Il soggetto deve aver conseguito, nell’anno 2019, un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 10 milioni di euro (se il soggetto svolge più attività, il limite dei 10 milioni di euro per l’accesso al beneficio riguarda la somma dei ricavi/compensi riferiti a tutte le attività esercitate).

    Per le società con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, occorre fare riferimento al secondo periodo d’imposta precedente a quello in corso al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto “Sostegni”).

    Per i soggetti esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo, i ricavi a cui fare riferimento sono rispettivamente i ricavi di cui all’art. 85, comma 1, lettere a) e b) del Tuir e i compensi di cui all’art. 54, comma 1, del Tuir.

    Per semplificare ed evitare errori nel processo di determinazione dei ricavi/compensi relativi al 2019, i valori da tenere in considerazione sono quelli riportati nel modello della dichiarazione dei redditi 2020 (redditi 2019), secondo la tabella riportata nella guida rilasciata dell’Agenzia delle Entrate.

    Per le persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali titolari di reddito agrario e attività agricole connesse (per esempio, agriturismi, allevamento, eccetera), in luogo dell’ammontare dei ricavi, occorre far riferimento all’ammontare del volume d’affari del modello di dichiarazione Iva 2020 (per l’anno 2019).

    Il contributo spetta anche all’erede che prosegue l’attività di una persona fisica deceduta. Al riguardo, nel caso di prosecuzione avvenuta nel corso dell’anno 2019, l’erede dovrà determinare l’ammontare dei ricavi e compensi dell’anno 2019 con riferimento a entrambe le dichiarazioni dei redditi del deceduto e dell’erede.

    2º Requisito

    Per ottenere l’erogazione del contributo a fondo perduto è necessario, inoltre, che sia presente uno tra i seguenti requisiti:

    1. importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi relativa all’anno 2020 inferiore almeno del 30% rispetto all’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi relativi all’anno 2019;
    2. attivazione della partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019.

     

    Per quanto riguarda la determinazione dei due importi della media mensile relativa agli anni 2019 e 2020, occorre dapprima calcolare l’ammontare complessivo del fatturato e dei corrispettivi conseguito in ciascuno dei due anni.

    A tal fine, occorre far riferimento alla data di effettuazione delle operazioni di cessione dei beni e di prestazione dei servizi. Pertanto, per quanto riguarda le fatture immediate, dovrà essere considerata la data della fattura e, per le fatture differite, occorrerà far riferimento alla data dei DDT (cessioni di beni) o dei documenti equipollenti (prestazioni di servizio) richiamati nella fattura.

    Partite Iva attivate dal 1º gennaio 2019

    Con il provvedimento emesso il 29 marzo, sono state aggiornate le regole per le richieste effettuate da partite Iva attive dal 1º gennaio 2019.

    Cosa cambia praticamente?

    Gli aggiornamenti riguardano essenzialmente tre aspetti:

    1. il calo del fatturato: chi ha attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2019 in poi non deve più dimostrare di aver avuto una perdita di almeno il 30%, in quanto il contributo a fondo perduto spetta a prescindere dalla circostanza che essi abbiano registrato un calo del 30% della media mensile del fatturato del 2020 rispetto alla corrispondente media del 2019;
    2. la percentuale di calo indennizzabile: è applicata al calo della media mensile di fatturato calcolata per i soli mesi successivi a quello di attivazione della partita Iva;
    3. restano fermi il limite massimo di ricavi o compensi per l’ammissione al beneficio e gli importi minimi e massimi del contributo.

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo più nel dettaglio come si applica il nuovo credito d’imposta e quanto è possibile recuperare.

    A scelta del beneficiario, l’Agenzia delle entrate può erogare il contributo spettante:

    • mediante accredito su conto corrente bancario o postale, intestato al beneficiario (o cointestato se il beneficiario è una persona fisica);
    • mediante riconoscimento di un credito d’imposta di pari valore, utilizzabile in compensazione tramite modello F24 (il credito d’imposta riconosciuto non può essere ceduto ad altri soggetti).

     

    La scelta della modalità di erogazione è irrevocabile, deve essere espressa dal beneficiario nell’istanza per la richiesta del contributo e deve riguardare l’intero importo del contributo spettante.

    Nel caso di opzione per il riconoscimento del credito d’imposta, il relativo importo può essere utilizzato in compensazione a fronte delle imposte, dei contributi dovuti all’Inps e delle altre somme dovute allo Stato, agli enti locali e agli enti previdenziali, il cui versamento si effettua mediante presentazione del modello F24.

    Scopriamo, ora, secondo quali criteri è calcolato l’ammontare del contibuto.
    L’ammontare del contributo è determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’analogo importo dell’anno 2019.
    Le percentuali previste sono le seguenti:

    1. 60%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 100.000 euro;
    2. 50%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 100.000 euro ma non l’importo di 400.000 di euro;
    3. 40%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 400.000 euro ma non l’importo di 1.000.000 di euro;
    4. 30%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 1.000.000 di euro ma non l’importo di 5.000.000 di euro;
    5. 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 5.000.000 di euro ma non l’importo di 10.000.000 di euro.

     

    Nel dettaglio, il calcolo del contributo deve essere effettuato nel seguente modo:

    • se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa ed è almeno del 30%, a tale importo (preso in valore assoluto) si applica la percentuale prevista in relazione alla fascia dei ricavi/compensi 2019, fermo restando il riconoscimento del contributo minimo se superiore
    • per i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019, se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa ma inferiore al 30%, ovvero pari a zero o positiva, spetta l’importo minimo del contributo.

     

    In presenza dei requisiti di cui abbiamo parlato precedentemente, il contributo è quindi comunque riconosciuto per un importo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. L’importo massimo del contributo è pari a 150.000 euro.

    Esclusioni

    Il contributo a fondo perduto NON spetta nei seguenti casi:

    • Soggetti che hanno attivato la partita Iva successivamente al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto “Sostegni”), con la sola eccezione degli eredi che hanno attivato partita Iva successivamente a tale data per la prosecuzione dell’attività di soggetto deceduto
    • Soggetti la cui attività è cessata alla data del 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto “Sostegni”)
    • Enti pubblici, di cui all’art. 74 del Tuir
    • Intermediari finanziari e società di partecipazione, di cui all’art. 162-bis del Tuir.

    Come presentare la domanda?

    Per usufruire dell’agevolazione è necessario presentare una una specifica istanza (il modello e le relative istruzioni di compilazione sono stati approvati con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 23 marzo 2021).

    Le istanze per il contributo a fondo perduto possono essere inviate all’Agenzia delle entrate a partire dal 30 marzo 2021 e non oltre il 28 maggio 2021.

    La predisposizione e trasmissione delle istanze deve avvenire esclusivamente in via telematica, attraverso:

    • un software di compilazione di mercato: il file contenente l’istanza deve essere inviato mediante il canale telematico Entratel /Fisconline attraverso cui sono trasmesse le dichiarazioni dei redditi;
    • un’apposita procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”, nella sezione “Contributo a fondo perduto”. Attraverso tale procedura è possibile predisporre e trasmettere un’istanza alla volta.

     

    Tutte le procedure relative alla presentazione dell’istanza sono riportate all’interno dell’apposita Guida realizzata dall’Agenzia delle Entrate.

    Hai tutte le carte in regola per ottenere il contributo a fondo perduto del Decreto Sostegni?

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Macchinari Innovativi: l’agevolazione per l’acquisto di macchinari tecnologici al Sud

    Avviso: il bando Macchinari Innovativi del MiSE, è stato chiuso il 28 aprile 2021. Se vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui!

    Resta aperto soltanto lo sportello “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile”

    Nuovo Avviso dal MiSE del 28 novembre – fondi esauriti

    Anche l’ultimo sportello per la presentazione delle domande di agevolazione, relative ai programmi che utilizzano “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile“, chiuderà a partire dal 29 novembre.

    Nuovo Avviso dal MiSE – 1° febbraio

    Lo sportello per la presentazione delle domande di agevolazione per il bando Macchinari Innovativi del MiSE è chiuso dal 1° febbraio 2019. Resta aperto solo lo sportello dedicato ai programmi che utilizzano “Tecnologie per un manifatturiero sostenibile“.

    Investire in innovazione al Sud è ancora più semplice con la nuova misura agevolativa del Ministero dello Sviluppo Economico denominata “Macchinari Innovativi”.

    L’agevolazione mette a disposizione 342 Milioni di euro, per le imprese operanti nel Sud Italia che vogliono acquistare macchinari, hardware e macchinari purché ad alto tasso di innovazione.

    Se la tua impresa opera in una delle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e hai bisogno di un aiuto per portare avanti i tuoi investimenti innovativi e per avvicinare la tua impresa manifatturiera alla cosiddetta “Fabbrica Intelligente”, questa misura è ciò di cui avevi bisogno!

    Ma vediamo insieme quali sono le caratteristiche che rendono “Macchinari Innovativi” un’agevolazione particolarmente interessante.

    Cosa significa “Fabbrica Intelligente”?

    Come prima cosa capiamo insieme il significato di “Fabbrica Intelligente”. In estrema sintesi, con questo termine si fa riferimento ad un nuovo processo produttivo che integra  e hardware, che può essere gestito e monitorato in tempo reale e che è in grado di rispondere alla forte richiesta di personalizzazione dei prodotti.

    Chi può richiedere questa agevolazione per acquistare macchinari innovativi?

    Per poter essere ammessa al bando Macchinari Innovativi del MiSE la tua impresa dovrà, prima di tutto, essere qualificata come micro, piccola o media impresa, che opera in una delle  cosiddette “Regioni meno sviluppate” ovvero Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e che risulta regolarmente iscritta al Registro delle Imprese.

    Questi requisiti, purtroppo, non sono sufficienti per poter avere accesso a questa misura. Vediamo insieme quali sono le altre caratteristiche per poter richiedere il bando “Macchinari Innovativi”.

    L’attività che eserciti dovrà appartenere al settore manifatturiero. Per avere la certezza che il settore in cui operi è proprio quello manifatturiero, controlla che il tuo Codice ATECO appartenga alla sezione C – Attività Manifatturiere.

    Rimangono, in ogni caso, escluse tutte le attività connesse ai seguenti settori:

    • siderurgia;
    • estrazione del carbone;
    • costruzione navale;
    • fabbricazione delle fibre sintetiche;
    • trasporti e relative infrastrutture;
    • produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastru

    Quali tipologie di progetti possono essere agevolati?

    Il primo requisito che il tuo progetto deve rispettare riguarda l’ammontare di spese previste. Il bando, infatti, impone che le spese che hai pensato di effettuare siano compresi tra 500 mila e 3 milioni di euro. Mi raccomando, non potrai accedere con progetti che non rientrano in questo range.

    Il bando Macchinari Innovativi del MiSE prevede come spese ammissibili l’acquisto di impianti e attrezzature purché siano nuovi di fabbrica e strettamente funzionali alla realizzazione del tuo progetto, ma anche programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo degli impianti e delle attrezzature.

    Quali spese possono essere agevolate con questo bando?

    Se gli investimenti che vuoi portare avanti hanno come obiettivo quello di ridurre i costi e aumentare il livello qualitativo dei tuoi prodotti, passando attraverso la  del processo produttivo, Macchinari Innovativi è una agevolazione da non perdere!

    Per permetterti di capire meglio quali tipologie di spese, riferibili all’area tematica “Fabbrica Intelligente”, potrai agevolare ti faccio qualche esempio specifico:

    • sistemi e modelli industriali per la produzione di prodotti personalizzati ad alto valore aggiunto, come ad esempio l’utilizzo della tecnologia per la costruzione di prototipi in 3D attraverso l’uso di specifici software e hardware;
    • sistemi in grado di rendere più sostenibili i processi produttivi, tra cui figurano le tecnologie per la gestione dell’end-of-life e riciclo di prodotti a fine ciclo vita e scarti di produzione, con particolare riguardo al riuso di componentistica e materiali hi-tech;
    •  che permettano alle persone e alle macchine di cooperare sinergicamente, condividendo attività in modo efficiente e sicuro, che includono tutta una serie di strumenti volti a favorire l’interazione avanzata uomo/macchina;
    • sistemi produttivi che consentano di minimizzare i costi e migliorare la produttività e la qualità del prodotto, quali ad esempio “design for efficiency” e “design for recycling”; e impianti diretti alla “zero defect manufacturing”.

    Che tipo di agevolazione viene concessa con il bando Macchinari Innovativi?

    Il contributo a fondo perduto del bando Macchinari Innovativi del MiSE, è rappresentato da un mix di agevolazioni, una parte concessa sotto forma di contributo in conto impianti e l’altra sotto forma di finanziamento agevolato, calcolato in relazione alla dimensione dell’impresa.

    • Se la tua è una micro o piccola impresa, avrai diritto ad un contributo in conto impianti pari al 35% e un  agevolato pari al 40%.
    • Se la tua è, invece, un’impresa di media dimensione potrai ricevere un contributo in conto impianti pari al 25% e un finanziamento agevolato pari al 50%.

    In entrambi i casi però il totale del contributo concesso non può superare il 75% delle spese ritenute ammissibili.

    Quali sono le modalità di presentazione delle domande per il bando Macchinari Innovativi?

    L’iter di presentazione della domanda di accesso al  bando Macchinari Innovativi del MiSE è articolato in tre fasi principali.

    Vediamo insieme nel dettaglio cosa dovrai fare durante ciascuna fase.

    La prima fase, che ha inizio alle ore 10.00 del 9 gennaio 2019, è necessaria per verificare se la tua CNS (Carta nazionale dei servizi) e la tua PEC (posta elettronica certificata) sono correttamente funzionanti, nonché per accertarti del fatto che il soggetto che presenterà la domanda di accesso all’agevolazione sia in possesso dei poteri di firma necessari.

    La seconda fase è quella relativa alla vera e propria compilazione della domanda ed ha inizio alle ore 10.00 del 15 gennaio 2019. In tale
    fase dovrai accedere al portale informatico per compilare e caricare la domanda di accesso all’agevolazione Macchinari Innovativi. Al termine della procedura di caricamento della domanda, verrà generato automaticamente il “codice di predisposizione domanda” necessario per il completamento della fase successiva.

    Durante la terza ed ultima fase, che ha inizio alle ore 10.00 del 29 gennaio 2019, dovrai inviare la domanda di accesso all’agevolazione Macchinari Innovativi immettendo sul portale informatico il  “codice di predisposizione domanda” generato durante la fase precedente.

    Il termine della procedura è segnato dal rilascio, da parte del sistema informatico, dell’attestazione di avvenuta presentazione della domanda.

    Se sei una azienda del Sud e sei alla ricerca di agevolazioni per l’acquisto di macchinari innovativi questo bando è sicuramente una occasione imperdibili per rinnovare la tua impresa e renderla maggiormente competitiva.

    Se vuoi finanziare la tua attività ricorda sempre di verificare prima di tutto quali sono le agevolazioni e i bandi a cui puoi accedere, ed inizia subito ad utilizzare la finanza agevolata!

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  • Trovabando e InnovUp: un acceleratore per il tuo business

    Trovabando e InnovUp: un acceleratore per il tuo business

    Trovabando e InnovUp avviano una partnership per permettere alle startup, Pmi, imprenditori e freelance di accelerare il proprio business, accedendo nel minor tempo possibile ai finanziamenti agevolati

    Un acceleratore per il tuo business

    Quando una startup o un imprenditore deve raggiungere determinati obiettivi, ha bisogno di investimenti che lo supportino.

    Qui entra in gioco la finanza agevolata.

    Orientarsi tra i bandi pubblici, tuttavia, non è sempre facile; bisogna saper cercare nel posto giusto e con le modalità più appropriate, per non perdere tempo e opportunità.

    È proprio da questa esigenza che nasce la partnership tra Trovabando e InnovUp; un acceleratore che mette in collegamento startup e imprenditori con le agevolazioni alle quali possono davvero partecipare.

    Perché questa Partnership?

    InnovUp, la più grande associazione italiana dell’ecosistema dell’innovazione e delle startup nata dall’unione di Italia Startup e APSTI, e Trovabando, l’innovativa piattaforma che consente di identificare, in meno di un minuto, le sole agevolazioni a cui si può effettivamente accedere, hanno infatti avviato una collaborazione per permettere a quante più startup, imprese e professionisti possibili di dare un’accelerazione al proprio business, accedendo senza difficoltà a bandi e agevolazioni pubbliche.

    Tutti i vantaggi per gli associati InnovUp

    Nello specifico, Trovabando ha riservato servizi esclusivi dedicati a tutti gli associati InnovUp per accedere ai contributi pubblici. Monitoraggio, formazione, e supporto sono al centro dei vantaggi rivolti a tutti i soci.

    Tra servizi pensati unicamente per gli associati InnovUp, troviamo:

    • Monitoraggio continuo: monitoraggio costante delle agevolazioni realmente disponibili;
    • Webinar gratuiti: partecipazione gratuita a webinar di lancio e webinar semestrali verticali sulle opportunità agevolative per gli associati;
    • Sportello online: consulenza online di 1 giorno/mese assieme agli esperti del team Trovabando sulle agevolazioni riservate agli associati InnovUp.

     

    Ma i vantaggi non finiscono qui: soltanto per i soci InnovUp, l’accordo prevede sconti esclusivi sugli abbonamenti pensati appositamente per startup e imprese.

    Insomma, la nuova partnership tra InnovUp e Trovabando è un’opportunità imperdibile per tutti gli imprenditori e startupper che vogliono dare una marcia in più alla propria attività, accedendo velocemente a tutti i bandi pubblici realmente disponibili.

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  • Decreto Rilancio 2020: Credito d’imposta 50% per investimenti in startup e PMI innovative

    Decreto Rilancio 2020: Credito d’imposta 50% per investimenti in startup e PMI innovative

    Ecco il credito d’imposta del 50% previsto dal Decreto Rilancio 2020, destinato ai contribuenti che investono in startup innovative e PMI innovative

    Il “Decreto Rilancio 2020” (DL n.34 del 19 maggio 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.128 del 19 maggio 2020) , che fa parte del panorama agevolazioni stratup innovative 2020, ha introdotto una nuova agevolazione per sostenere le imprese italiane a seguito dell’emergenza Coronavirus. Una buona opportunità all’interno del panorama dei bandi per startup 2020.

    È un credito d’imposta del 50% destinato a chi investe nel capitale sociale di una o più startup innovative, e/o di una o più Pmi innovative (articolo 38, commi 7 ed 8).

    Quando si parla di startup innovative si fa riferimento a società di capitali che rispondono a determinati requisiti previsti dall’art. 25, comma 2 del DL 179/2012.

    Per Pmi innovative, invece, si intendono società in possesso di almeno due dei seguenti requisiti:

    • il 3% dei costi totali deve essere attribuibile a attività di ricerca, sviluppo e innovazione;
    • un terzo del team deve essere composto da persone in possesso di una laurea magistrale;
    • un quinto del team deve essere formato da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori;
    • deve essere proprietaria di una forma di protezione intellettuale o di protezione del software.

    La detrazione del 50% è riconosciuta per investimenti – diretti o indiretti – che vengono mantenuti per almeno 3 anni. Nel caso in cui questa temporalità non sia rispettata, si decade dal beneficio e si è obbligati a restituire quanto detratto con interessi legali.

    Decreto Rilancio 2020: Quali soggetti vengono premiati con i bandi startup 2020?

    L’agevolazione del Decreto Rilancio 2020 premia tutti i contribuenti che investono nel capitale sociale di una o più realtà innovative che sono iscritte al Registro delle imprese al momento dell’investimento.

    L’investimento in questione può essere diretto o indiretto. Con investimenti indiretti si intendono quelli effettuati attraverso organismi di investimento collettivo (Oicr) oppure altre società di capitali che investono prevalentemente in Start up innovative e Pmi innovative ammissibili.

    Quanto si risparmia e su cosa con le agevolazioni startup innovative 2020?

    Vediamo più nel dettaglio a cosa si applica il nuovo credito d’imposta per investimenti in startup e Pmi del Decreto Rilancio 2020 e quanto è possibile recuperare tramite questo bando startup 2020.

    Chi investe in startup innovative, può detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 50% dell’investimento, fino ad un massimo di 100mila euro, per un ammontare di detrazione non superiore a 50mila euro.

    Chi, invece, decide di investire in Pmi innovative, può detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 50% dell’investimento fino ad un massimo di 300mila euro, per un ammontare di detrazione non superiore a 150mila euro. In caso di investimento superiore a 300mila euro, l’investitore potrà detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 30% dell’eccedenza, nel limite di 200mila euro, in tre esercizi finanziari.

    Cosa non può essere agevolato con il bando startup 2020 del Decreto Rilancio 2020?

    Il decreto Rilancio 2020 stabilisce che NON sono agevolabili:

    • Gli investimenti effettuati attraverso Oicr e società, direttamente o indirettamente, a partecipazione pubblica

    Non sono agevolabili con il bando startup 2020, inoltre, gli investimenti in startup innovative o di invetsire in Pmi innovative che operano in alcuni settori (indicati all’art. 1, comma 1 del Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013).

    Sono, infatti, esclusi gli investimenti effettuati in:

    • Imprese che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura;
    • Aziende che lavorano nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli;
    • Imprese operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (nei casi indicati dall’art.1, comma 1 del Regolamento (UE) n. 1407/2013)
    • Attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o Stati membri, ossia aiuti direttamente collegati ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese connesse con l’attività d’esportazione.

    Come e quando presentare la domanda per le agevolazioni startup innovative 2020?

    Come indicato nel Decreto Rilancio 2020, e preciasamente nella Gazzetta Ufficiale del 15 febbraio 2021, l’impresa beneficiaria dovrà presentare un’istanza attraverso la piattaforma online chiamata “Incentivi fiscali in regime «de minimis» per investimenti in start-up e Pmi innovative”, indicando dati e termini dell’investimento prima che diventi effettivo.

    Se, invece, tali investimenti sono già stati effettuati durante il 2020, si potrà presentare comunque la domanda, nel periodo che va dal 1° marzo al 30 aprile 2021.

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  • Bando Isi INAIL 2020-2021

    Bando Isi INAIL 2020-2021

    Aggiornamento: Per le novità relative agli anni 2021-2022 ti consigliamo di leggere il nostro articolo!

    Il Bando ISI 2020 dell’Inail sostiene imprese che operano in Italia con incentivi a fondo perduto destinati a progetti di prevenzione e sicurezza sul lavoro.

    Il Bando Isi Inail 2020 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 297 del 30-11-2020) ha l’obiettivo di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento dei livelli di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso incentivi a fondo perduto.

    Come indicato dal Bando, sono finanziabili quattro tipologie di progetto, suddivise rispettivamente in 4 Assi di finanziamento:

    • Asse di finanziamento 1Progetti di investimento e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
    • Asse di finanziamento 2Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC)
    • Asse di finanziamento 3Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
    • Asse di finanziamento 4Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività

    Quanto si risparmia e su cosa?

    Vediamo quanto si risparmia, basandoci sulla suddivisione dei 4 Assi di finanziamento.

    Assi 1,2,3

    Sui progetti che rientrano nei primi 3 assi di finanziamento (Progetti di investimento e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC), Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto) è concesso un finanziamento in conto capitale del 65%. Il finanziamento è calcolato sulle spese sostenute al netto dell’IVA. Il finanziamento massimo erogabile è pari a 130mila euro e il finanziamento minimo ammissibile è pari a 5mila euro. Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale di cui all’Allegato 1.2, invece, non è fissato alcun limite minimo di finanziamento.

    Asse 4

    Per quanto riguarda i progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività, è concesso un finanziamento in conto capitale del 65% (sulle spese sostenute al netto dell’IVA). In questo caso, cambiano gli importi: il finanziamento massimo erogabile è pari a 50mila euro e il finanziamento minimo ammissibile è pari a 2mila euro.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Sono ammesse al finanziamento:

    • Le spese di progetto
    • Le spese tecniche e assimilabili
    • Le spese di consulenza del progetto

     

    Sono “spese di progetto” tutte le spese direttamente necessarie all’intervento, nonché quelle accessorie utili alla sua realizzazione e indispensabili per la sua completezza. Queste ultime, tuttavia, non devono essere prevalenti rispetto a quelle direttamente riconducibili alla riduzione del rischio. Si considerano “spese tecniche e assimilabili” le spese che si rendono necessarie in funzione del progetto specifico.

    Come e quando si presenta la domanda?

    Le imprese interessate dovranno collegarsi sul portale istituzionale e compilare la domanda tramite i servizi online a disposizione, seguendo il percorso guidato sul sito dell’INAIL – “Accedi ai servizi online” – per l’inserimento della richiesta di finanziamento conformemente a quanto previsto dagli Avvisi regionali.

    Riassumiamo, quindi, le date più importanti da tenere a mente per poter partecipare:

    • Compilazione domande: dal 1 giugno 2021 al 15 luglio 2021 ore 18.00
    • Download codici identificativi: dal 20 luglio 2021
    • Comunicazione regole tecniche per l’invio della domanda online: entro il 15 luglio.

     

    Le aziende dovranno selezionare l’avviso di riferimento della propria regione in cui troveranno le modalità di compilazione della domanda con un percorso guidato.

    Sembra un’ottima opportunità, non trovi?

    Allora concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Credito d’imposta Mezzogiorno – incentivi per le imprese del Sud

    Credito d’imposta Mezzogiorno – incentivi per le imprese del Sud

    Il Programma Operativo Nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR assegna 123 milioni di euro alle imprese con sede nelle regioni del Mezzogiorno , che desiderano investire in beni strumentali.

    Il Programma Operativo Nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR assegna 163 Milioni di euro allo strumento del credito d’imposta Mezzogiorno, per le PMI italiane che desiderano investire in beni strumentali.

    Di questi, ben 123 milioni sono assegnati alle imprese con sede nelle regioni del Mezzogiorno.

    Come utilizzare il credito d’imposta Mezzogiorno

    Secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016, dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019, le aziende con sede nelle regioni del Mezzogiorno potranno usufruire di un credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi, da destinare alle proprie unità produttive.

    La misura in base all’articolo 1, comma 171, della legge n. 178/2020, si applica fino al 31 dicembre 2022.

    Qualche esempio delle spese che godranno di questo sgravio? Rientrano in questa definizione gli investimenti per l’acquisto di impianti, macchinari, arredi, strumentazione, attrezzature informatiche e licenze software. Sono gli investimenti che l’azienda utilizza per il suo funzionamento.

    Chi potrà beneficiare dell’agevolazione?

    Il Ministero tiene a sottolineare che il Decreto, in cui si definiscono i criteri di concessione del credito d’imposta, è destinato esclusivamente alle imprese ricadenti nell’ambito di ammissibilità del PON I&C.

    I beneficiari saranno quindi le Piccole e Medie imprese, le quali dovranno aver avuto, da parte dell’Agenzia delle Entrate, l’approvazione a poter usufruire del credito d’imposta in questione.

    Sono escluse dal beneficio le imprese che rientrano nel settore economico incluso nella sezione A della Classificazione Ateco, ovvero le imprese operanti nel settore dell’agricoltura, della caccia e della silvicultura.

    Inoltre, come specificato sul sito dell’Agenzia delle Entrate: ” l’agevolazione non si applica ai soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo“.

    Sono escluse anche le imprese in difficoltà.

    Quali caratteristiche dovranno avere gli investimenti?

    Saranno coperti gli investimenti in beni strumentali che abbiano le seguenti caratteristiche:

    • il bene acquistato deve essere rigorosamente nuovo;
    • l’ammontare dell’investimento deve essere pari o superiore a 500 mila euro;
    • l’investimento dovrà essere localizzato nelle regioni meno sviluppate o in transizione.

    Quali sono le novità sul credito d’imposta per il Mezzogiorno?

    La legge n. 18 del 27 febbraio 2017, ha modificato la disciplina del credito d’imposta ampliando gli ambiti di applicazione, le aliquote, e l’ammontare massimo delle spese agevolabili. L’Agenzia delle Entrate ha dato alcuni chiarimenti in merito, con la Circolare n. 12/E del 13 aprile 2017.

    Prima di elencare le novità introdotte dalla legge 18/2017, è importante tenere a mente che, in linea generale:

    • per gli investimenti effettuati prima del 1° marzo 2017 si applica la disciplina previgente;
    • per gli acquisti effettuati dopo il primo marzo, si applica la nuova normativa.
      Le principali modifiche, in sintesi, prevedono quanto segue.

    Estensione dell’agevolazione all’intero territorio della Sardegna

    Con la precedente normativa, nelle regioni Sardegna, Molise ed Abruzzo, l’agevolazioni fiscale poteva essere utilizzata soltanto in alcune zone o alcuni comuni della regione, ossia quelle “ammissibili alle deroghe previste dall’art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE”.

    Le modifiche introdotte a marzo 2017, la Sardegna è stata inserita nell’altro gruppo di regioni del Mezzogiorno, ossia quelle “ammissibili alle deroghe previste dall’art. 107, paragrafo 3, lettera a) del TFUE”. In questo secondo caso, risulta agevolato l’intero territorio regionale.

    Aumento delle aliquote del credito d’imposta

    La normativa previgente prevedeva un credito d’imposta nella misura massima del:

    • 20% per le piccole imprese
    • 15 % per le medie imprese
    • 10 % per le grandi imprese.

     

    Con l’applicazione del nuovo modello, invece, sono state aumentate le aliquote per tutti i tipi di impresa, che dal primo marzo raggiungono la misura massima del:

    • 45 % per le piccole imprese
    • 35 % per le medie imprese
    • 25 % per le grandi imprese.

    Aumento dell’ammontare massimo delle spese agevolabili

    Rispetto a quanto precedentemente stabilito, il limite massimo dei costi ammissibili per ciascun progetto d’investimento sale da 1.5 milioni di euro a 3 milioni di euro per le piccole imprese, e da 5 a 10 milioni di euro per le medie imprese.

    Per le grandi imprese, invece, rimane invariata la soglia dei 15 milioni di euro.

    Inoltre, la determinazione del credito d’imposta sarà effettuata sulla base del costo complessivo dei beni acquisiti, e non più al netto degli ammortamenti fiscali dedotti nel periodo d’imposta.

    Possibilità di cumulo con gli aiuti De Minimis

    La nuova disciplina prevede che il credito d’imposta sia cumulabile con gli aiuti De Minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto gli stessi costi ammessi a beneficio.

    Di conseguenza, per garantire il rispetto del limite dell’intensità d’aiuto, previsto dal Regolamento De Minimis, bisognerà indicare le altre agevolazioni richieste ed eventualmente ottenute per coprire gli stessi costi, in modo da ridurre il credito richiesto nei limiti della misura massima consentita.

    Non pensi che sia un’ottima opportunità? Se anche te hai bisogno di fare grandi investimenti e ti trovi nelle regioni del Sud, approfittane!

     

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  • Temporary Manager Simest: il Temporary Export Manager per l’internazionalizzazione

    Temporary Manager Simest: il Temporary Export Manager per l’internazionalizzazione

    Cos’è l’attività di Temporary Manger e a cosa serve?

    Il Temporary Manager (o TEM – Temporary Export Manager) è una figura chiave per le imprese che vogliono rafforzare la propria presenza sui mercati esteri.

    Il finanziamento agevolato SIMEST, parte del Fondo 394/81, sostiene l’inserimento temporaneo di queste figure professionali altamente specializzate (temporary manager), e quindi l’inserimento temporaneo nell’impresa di un temporary manager, per realizzare progetti di internazionalizzazione, innovazione digitale, tecnologica o ecologica. Questo tipo di intervento rappresenta una tipica declinazione del temporary management, una soluzione intermedia che consente di ridurre al minimo le tempistiche operative per l’avvio di nuovi progetti.

    Con la nuova Circolare n. 8/394/2023, aggiornata a dicembre 2023 e operativa da marzo 2024, SIMEST ha introdotto novità importanti: aumento delle aree geografiche prioritarie, maggiore flessibilità nelle spese, semplificazione delle condizioni di accesso, ed estensione dei benefici anche a imprese non PMI in specifici casi. 

    A cosa serve ottenere un finanziamento per inserire un Temporary Manager

    L’obiettivo del finanziamento è supportare le imprese italiane nei processi di espansione estera, attraverso un affiancamento con temporary manager esperti. Il temporary manager viene messo a disposizione da una società di servizi qualificata e lavora all’interno dell’impresa per almeno 6 mesi.

    Questa forma di gestione temporanea consente all’impresa di beneficiare di competenze manageriali esistenti, accrescendone le competenze manageriali e garantendo un vantaggio competitivo nei mercati internazionali.

    Le attività finanziabili riguardano:

    • L’esportazione verso nuovi mercati (export);
    • La digitalizzazione dei processi aziendali;
    • L’innovazione ecologica e tecnologica;
    • Il miglioramento organizzativo;
    • L’acquisizione di certificazioni internazionali o marchi.

    Chi può accedere al bando per il Temporary Management

    Possono richiedere il finanziamento:

    • Micro, Piccole e Medie Imprese;
    • Altre imprese se in possesso dei requisiti specifici;
    • Imprese con sede legale e operativa in Italia;
    • Imprese in possesso di almeno due bilanci approvati o, in assenza, con documentazione contabile equivalente.

    Requisiti aggiuntivi:

    • Essere in regola con DURC, normativa ambientale e obblighi fiscali;
    • Non operare in settori esclusi (banche, assicurazioni, pesca, ecc.);
    • Non avere procedure concorsuali o situazioni di crisi e garantire la gestione di un’impresa stabile;
    • Non essere state destinatarie di revoche da parte di SIMEST.

    Quanto si può ottenere con il bando Temporary Manager

    L’importo finanziabile va da 10.000 a 500.000 euro, nel limite del 20% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci, per la realizzazione di progetti innovativi.

    Il finanziamento si compone di:

    • Una quota di prestito a tasso agevolato (tra 10%, 50% o 80% del tasso UE);
    • Un contributo a fondo perduto fino al 10% (massimo 100.000 euro), che può arrivare al 20% per le imprese del Sud o per progetti in Africa e America Latina.

    Quali sono le spese ammissibili e cosa finanzia il bando per il Temporary Management

    Le spese finanziabili sono suddivise in:

    Spese obbligatorie (minimo 60%):

    • Compenso e costi per il Temporary Manager, come da contratto stipulato con società di servizi esterna, per l’inserimento di un temporary manager a tempo nell’impresa. Si tratta di una figura spesso scelta anche in alternativa al manager a tempo pieno, per incarichi di medio termine (tipicamente 18-36 mesi).

    Spese accessorie (massimo 40%):

    • Attività di marketing e promozione;
    • Viaggi, fiere, eventi, soggiorni partner esteri;
    • Digitalizzazione e innovazione gestionale;
    • Adeguamenti organizzativi, certificazioni, marchi;
    • Consulenze per l’applicazione del progetto;
    • Spese legali per apertura filiali all’estero;
    • Costi di formazione del personale e interventi operativi su alcune funzioni aziendali.

    Come presentare domanda per il Temporary Manager

    La domanda si presenta esclusivamente online attraverso il Portale dedicato.

    Documenti da preparare:

    • Contratto con la società di servizi e dettagli sull’attività del temporary manager;
    • Bilanci o documenti contabili alternativi;
    • Documento sul rispetto della normativa ambientale;
    • Documento sui poteri del legale rappresentante;
    • Richiesta del CUP e apertura conto corrente dedicato.

    Modalità di erogazione e rendicontazione delle spese

    L’erogazione avviene in due tranche:

    • 25% anticipato a contratto firmato e condizioni rispettate;
    • 75% a saldo dopo la rendicontazione delle spese, da completarsi entro 4 mesi dalla fine del progetto.

     

    Linee guida per la Rendicontazione:

    • Le spese devono essere pagate tramite il conto dedicato;
    • Tutti i documenti (fatture, bonifici) devono riportare il CUP;
    • Devono essere accompagnati da dichiarazioni di fornitura, evidenze e relazioni finali.

     

    Quando viene erogato il fondo perduto

    Il contributo a fondo perduto viene concesso solo se, alla data di prima erogazione, l’impresa rispetta almeno uno dei seguenti criteri:

    • Sede operativa nel Sud Italia;
    • Impresa femminile o giovanile;
    • PMI innovativa;
    • Possesso di certificazioni ISO ambientali/sociali;
    • Export >20% del fatturato;
    • Interesse diretto o indiretto nei Balcani o paesi in Africa o America Latina.

    In mancanza dei requisiti, la parte a fondo perduto viene revocata ma rimane il prestito agevolato.

     

    Garanzie richieste e casi di esenzione

    La garanzia dipende dallo scoring MCC (da 1 a 9):

    • Le imprese con scoring 1 o 2 non devono prestare garanzie;
    • Le altre devono offrire garanzie crescenti (fino al 40%).

     

    Sono esentate dalle garanzie anche:

    • PMI innovative;
    • Imprese nei Balcani, Africa o America Latina;
    • Imprese colpite da alluvioni (fino al 31/12/2024).

    Novità 2024–2025: Africa e America Latina tra i paesi prioritari

    Dal 2024, le imprese che realizzano progetti in Africa o America Latina hanno:

    • Fondo perduto fino al 20%;
    • Esenzione da garanzie;
    • Priorità in graduatoria.

     

    Queste novità si affiancano a quelle già attive per le imprese del Sud e per progetti nei Balcani Occidentali. L’attività nei contesti internazionali, specialmente in paesi extra-UE, rappresenta un supporto flessibile e concreto all’internazionalizzare.

    Vantaggi del Temporary Manager con elevata esperienza

    • Inserimento di un temporary manager, cioè un esperto a tempo altamente qualificato;
    • Accesso a nuovi mercati esteri;
    • Progetti green e digitali con cofinanziamento pubblico;
    • Ottimizzazione dell’organizzazione interna attraverso l’inserimento di top direttori;
    • Formazione del personale;
    • Miglioramento della reputazione internazionale;
    • Capacità di gestione e capacità di gestire lo stress nelle fasi di riassestamento o sviluppo di nuovi business.

    Il dirigente ad interim può rappresentare una leva fondamentale per garantire continuità all’organizzazione.

    Diverse realtà aziendali, tra cui aziende di piccole dimensioni, si affidano oggi a società di temporary management per integrare temporaneamente alcune funzioni critiche, anche in ambiti come la finanza e controllo o il senior project management.

    Figure come il fractional manager o l’executive manager rappresentano opzioni efficaci per affiancare il manager o sostituire il manager con incarico a tempo determinato, con la possibilità di riattivare rapidamente strategie aziendali condivise e obiettivi concordati.

    Come combinare il bando Temporary Manager con altre agevolazioni SIMEST

    Il bando è cumulabile (entro i limiti del “de minimis”) con altre iniziative per l’internazionalizzazione:

    • Finanziamenti SIMEST per fiere e mostre;
    • Finanziamento per e-commerce estero;
    • Studi di fattibilità;
    • Inserimento in mercati extra UE;
    • Transizione digitale ed ecologica per progetti di innovazione tecnologica.

     

    Combinare più misure consente di amplificare l’impatto strategico del progetto di internazionalizzazione.

    Perché richiedere subito il finanziamento per Temporary Manager 

    Perché richiedere richiedere subito il finanziamento per Temporary Manager

    Con un tasso agevolato tra i più bassi in Europa, una quota a fondo perduto fino al 20% e spese flessibili, il bando Temporary Manager SIMEST rappresenta un’occasione concreta per fare il salto di qualità sui mercati internazionali attraverso l’inserimento di un direttore temporaneo.

    I fondi sono disponibili fino a esaurimento, con riserve specifiche per Sud Italia e aree prioritarie.

    La partecipazione al bando può rappresentare un acceleratore decisivo per portare competenze dirigenziali in azienda, con una copertura pubblica che riduce costi e rischi e può aiutare a garantire continuità in contesti di cambiamento.

    L’approccio dirigenziale e gestionale proposto dal fractional o dall’interim consente alle imprese di inserire una figura professionale ad interim anche solo per lo stesso periodo di tempo utile a completare un progetto di sviluppo aziendale ben definito.

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  • Bonus contributo a fondo perduto: il nuovo incentivo dell’Agenzia delle Entrate

    Bonus contributo a fondo perduto: il nuovo incentivo dell’Agenzia delle Entrate

    Avviso: dal 24 agosto 2020 non è più possibile presentare domanda. Se vuoi rimanere aggiornato sulle novità della finanza agevolata clicca qui!

    Dal 15 giugno le imprese che hanno avuto un calo di fatturato possono richiedere il bonus contributo a fondo perduto.

    L’ Agenzia delle Entrate ha messo online la guida con tutte le istruzioni per richiedere accesso alle risorse previste dal decreto Rilancio a favore delle imprese e delle partite Iva colpite dalla crisi emergenziale post Covid -19.

    Il contributo a fondo perduto si configura dunque come una somma di denaro che verrà corrisposta direttamente dall’Agenzia delle Entrate, in seguito alla presentazione dell’istanza, inviata in via telematica da imprese e titolari di partita iva.

    Tale importo dovrà essere necessariamente commisurato alla perdita del  e dei corrispettivi, questa condizione dovrà essere documentata e riportata nella presentazione, subita a seguito del lockdown.

    Chi può richiedere il contributo a fondo perduto?

    Il contributo a  potrà essere richiesto dai numerosi titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo o titolari di reddito agrario .

    Il primo requisito per poter richiedere il contributo è rappresentato dal conseguimento nell’anno 2019, di un ammontare di ricavi o compensi che non sia superiore ai 5 milioni di euro.

    Nel caso delle società con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, è specificato che si farà riferimento al periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio, ovvero il 19 maggio 2020.

    Se invece l’imprenditore svolge diverse attività, il limite dei 5 milioni di euro si riferirà a tutte le attività svolte.

    Per le persone fisichesocietà semplici ed enti non commerciali titolari di reddito agrario e attività agricole connesse, come nel caso di agriturismi o allevamento, sarà necessario fare riferimento all’ammontare del volume d’affari del modello di dichiarazione Iva 2020, con il periodo d’imposta 2019.

    Inoltre, per poter accedere all’erogazione del contribuito a fondo perduto occorre che sia presente almeno uno tra i tre seguenti requisiti:

    • ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019;
    • inizio dell’attività a partire dal 1° gennaio 2019;
    • domicilio fiscale o sede operativa che siano situate nel territorio di Comuni che sono stati colpiti da eventi calamitosi, in stato di emergenza ancora in atto al 31 gennaio 2020.

    Chi non può richiedere il contributo a fondo perduto?

    All’ interno della guida è specificato che il contributo spetta ai soggetti coloro i quali abbiano iniziato l’attività in data antecedente il 1° maggio 2020.

    Oltre ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria, con riferimento ai soggetti esclusi dal contributo, la norma cita:

    • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza;
    • i soggetti di cui all’art. 162-bis TUIR (intermediari finanziari e società di partecipazione);
    •  che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 e 38 del D.L. 18/2020.

     

    Sono esclusi i professionisti iscritti alle Casse degli Ordini privatizzati, gli intermediari finanziari, le società di partecipazione, gli enti pubblici e i soggetti che fruiscono del bonus professionisti e del bonus lavoratori (i 600 euro) introdotti dal Cura Italia.

    Alcuni casi di soggetti beneficiari particolari

    Per i soggetti con inizio attività tra gennaio e aprile 2019 o soggetti con domicilio fiscale o sede operativa in Comune colpito da calamità in corso al 31 gennaio 2020:

    • se la differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 risulta negativa a tale differenza (in valore assoluto) si applica la percentuale prevista in relazione alla soglia dei ricavi/compensi. Se il risultato è inferiore, spetta comunque l’importo minimo del contributo;
    • nel caso in cui, invece, tale differenza risulti positiva o pari a zero, il contributo è pari a quello minimo (1.000 euro per le  e 2.000 euro per i soggetti diversi).
    • per i soggetti con inizio attività da maggio 2019 (ma non oltre il 30 aprile 2020) spetta sempre l’importo minimo del contributo.

    Che tipo di contributo è previsto?

    L’agevolazione prevede la concessione di un contributo a fondo perduto, determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra quanto incassato con la propria attività nel mese di aprile 2020 e l’analogo importo riferito ad aprile 2019.

    In generale il finanziamento a fondo perduto sarà comunque riconosciuto per un importo non inferiore ai 1.000 euro per le persone fisiche e ai 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

    Per quanto riguarda quei soggetti che hanno iniziato l’attività da maggio 2019, a loro spetterà l’importo minimo del contributo.

    Come viene determinato l’importo del contributo?

    L’ammontare del contributo è determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’analogo importo del mese di aprile 2019.

    La differenza fra il fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 e il valore corrispondente di aprile 2019 si applica una specifica percentuale di contributo in relazione all’ammontare di ricavi e compensi:

    • 20% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 400 mila euro
    • 15% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 1 milione di euro
    • 10% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 5 milioni di euro

     

    Il bonus è escluso da tassazione – sia dalle imposte sui redditi, sia dall’Irap – e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Sono ammissibili le spese legate alla liquidità necessaria per l’attività produttiva e commerciale

    Quando è possibile richiedere il contributo a fondo perduto?

    Le domande potranno essere presentate dal 15 giugno e non oltre il 13 agosto 2020; se il soggetto richiedente è un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto, le istanze potranno essere trasmesse dal 25 giugno al 24 agosto.

    Per ottenere il contributo bisogna presentare telematicamente un’istanza all’Agenzia delle Entrate.  

    Per accedere possono essere utilizzate le credenziali Carta nazionale dei servizi, Fisconline, Spid e Entratel.

    In caso di contributo di importo superiore a 150.000 euro, il modello dell’istanza deve essere firmato digitalmente dal soggetto richiedente e inviato esclusivamente tramite Posta elettronica certificata (Pec).

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  • Fino a 300.000 euro e il 40% a fondo perduto per il tuo e-commerce in paesi esteri

    Fino a 300.000 euro e il 40% a fondo perduto per il tuo e-commerce in paesi esteri

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    Cosa prevede l’agevolazione e quanto posso ricevere?

    L’agevolazione Simest ecommerce, che già prevedeva l’erogazione di un  agevolato per il 100% delle spese ammissibili, si arricchisce di alcuni importanti cambiamenti che la rendono un’occasione davvero imperdibile per chi ha intenzione di aprire il proprio business a nuovi mercati internazionali.

    Iniziamo dalla notizia più ghiotta, ossia la possibilità di ottenere fino al 40% del finanziamento a nel caso in cui la PMI abbia una sede operativa al Sud, e fino al 25% per le restanti imprese. Il tasso del finanziamento rimane fisso al 10% del tasso di riferimento UE (attualmente, fino al 30 aprile 2021, il tasso UE è dello 0,55%, quindi l’interesse da pagare sul finanziamento è solo dello 0,055%!). 

    La restituzione avverrà in 4 anni, di cui 1 di preammortamento, mentre l’erogazione avverrà in due momenti: anticipo (50%) e saldo.

    Le rate sono 6 semestrali.

    Altra buona notizia riguarda le garanzie, perché è possibile accedere all’agevolazione senza necessità di presentare garanzie.

    Se ancora non ti basta, sappi che potrai ricevere fino a 300.000 euro se realizzi una tua piattaforma e fino a 200.000 euro se invece scegli di utilizzare un marketplace di terzi.

    L’importo non potrà comunque superare il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati, mentre è previsto un importo minimo di 10.000 euro.

    Se non ti è ben chiara la differenza tra piattaforma proprietaria e marketplace, cerchiamo di fare un minimo di chiarezza!

    Una piattaforma proprietaria di e-commerce indica un sito internet in cui l’azienda vende online i propri prodotti. Si tratta di un sito realizzato direttamente dall’azienda e e in cui è l’impresa stessa a gestire ogni aspetto relativo alla gestione e alla vendita: dalla progettazione e sviluppo del sito all’aggiornamento delle schede di prodotto, dalla fatturazione alla gestione degli ordini e delle spedizioni, dalla sponsorizzazione all’assistenza ai clienti.

    L’investimento da effettuare, in termini sia economici che di risorse umane impiegate nella realizzazione e poi nella gestione del sito, è certamente maggiore, ma è maggiore anche l’autonomia di cui si gode e la possibilità di aumentare la brand awareness della propria azienda, utilizzando il proprio sito anche come strumento di marketing e di branding.

     

    Un marketplace invece è una piattaforma in cui sono riuniti molti rivenditori, ognuno dei quali avrà un suo spazio, ma insieme a tutti gli altri (una specie di centro commerciale virtuale, insomma…) e in cui sarà necessario gestire solo alcune attività, perché a molte altre pensa il market place stesso.

    Questo implica certamente una maggiore semplicità di gestione, ma limita anche, al tempo stesso, l’indipendenza dell’imprenditore, che in cambio della semplificazione delle attività e della maggiore facilità, soprattutto iniziale, di entrare in contatto con molti nuovi potenziali clienti, dovrà comunque sostenere dei costi o delle commissioni e avrà limitazioni nella scelta delle azioni di marketing e di personalizzazione della propria “vetrina”

    Chi può richiedere il contributo?

    Come dicevamo, l’opportunità è rivolta alle Società di Capitali che abbiano depositato almeno 2 bilanci completi.

    Dal momento che l’importo massimo del finanziamento è legato alla media dei ricavi degli ultimi 2 anni e che il finanziamento minimo è di 25.000 euro, andando a fare qualche calcolo non troppo complesso risulta che, per poter accedere, la media dei tuoi ricavi medi nel biennio precedente deve essere di circa 166.700 euro.

    A chi non dovesse raggiungere questi valori, ricordiamo che quelle di Sace-Simest non sono le uniche agevolazioni dedicate all’internazionalizzazione e che spesso è possibile ricevere contributi anche per la partecipazione a fiere e mostre internazionali (sia in Italia che all’estero) per iniziare comunque, senza investimenti troppo elevati, a farsi conoscere anche su altri mercati.

    Ancora una precisazione. Ricordati che esiste un limite di esposizione verso il  Fondo 394/81 di Simest (ovvero il Fondo per l’Internazionalizzazione) e il Fondo per la crescita sostenibile (quando previsto).

    Questo significa che, se hai chiesto altri finanziamenti a valere su tali risorse, dovrai fare attenzione che l’esposizione dell’ (compreso l’importo che stai richiedendo) non superi il 50% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci approvati e depositati.

    Adesso vediamo più nel dettaglio cosa è possibile realizzare.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Anche in questo caso non resterai deluso, perché, qualsiasi opzione tu abbia scelto (marketplace o piattaforma proprietaria), le spese ammissibili possono essere finanziate al 100% e sono… praticamente tutte! L’essenziale è che l’e-commerce abbia un dominio di primo livello nazionale registrato nel Paese di destinazione e che i beni o servizi distribuiti siano prodotti in Italia o con marchio italiano.

    Differentemente dall’edizione precedente, potrai realizzare o migliorare un E-commerce estero, qualora tu lo abbia già!

    E’ possibile infatti finanziare :

    Le spese relative alla creazione e miglioramento di una propria piattaforma informatica:

    • creazione sito e-commerce front-end, sito responsive/sito mobile/app;
    • circuiti di pagamento;
    • costo configurazione del sistema;
    • spese di avvio dell’utilizzo del marketplace;
    • software per la gestione degli ordini.

     

    Le spese relative alla gestione/funzionamento della propria piattaforma informatica / marketplace:

    • spese per la sicurezza dei dati e della piattaforma;
    • spese di hosting del dominio o annual fee;
    • spese per certificazioni internazionali;
    • analisi e tracciamento dati di navigazione;
    • registrazione, omologazione e tutela del marchio.

     

    Le spese relative alle attività promozionali ed alla formazione connesse allo sviluppo del programma:

    • spese per l’indicizzazione dell’e-commerce;
    • spese per web marketing;
    • spese per comunicazione e promozione;
    • formazione del personale adibito alla gestione/funzionamento della piattaforma;
    • aggiunta di grafiche;

     

    Non male, eh?

    Come posso accedere?

    Per non farti sfuggire questa opportunità dovrai registrarti sul Portale Sace-Simest, compilare e inviare la domanda sottoscritta digitalmente.

    La domanda, che dovrà riguardare un solo Paese, deve essere presentata prima di iniziare il programma di investimento presentato.

    E adesso non ti rimane che prepararti alla conquista di nuovi mercati!

    Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Credito Adesso 2020 e Credito Adesso Evolution – il sostegno alla liquidità aziendale della Regione Lombardia

    Credito Adesso 2020 e Credito Adesso Evolution – il sostegno alla liquidità aziendale della Regione Lombardia

    L’ormai celebre agevolazione della Regione Lombardia rifinanziata e rivisitata per vedere la luce in una nuova versione-Covid!

    Per dare un sostegno ancora più concreto alle imprese durante l’emergenza epidemiologica in corso, la Regione  ha deciso di apportare alcune modifiche al bando Credito Adesso 2020, estendendo l’agevolazione anche a nuovi settori di attività e stanziando per questa agevolazione nuove risorse finanziarie, ulteriormente incrementate grazie all’ingresso dei Confidi tra gli istituti convenzionati. Altra importante novità riguarda l’innalzamento del contributo in conto interesse dal 2 al 3%. Ma procediamo con calma.

    Cosa prevede l’agevolazione?

    Credito Adesso è un’agevolazione mista e consiste nell’erogazione di un finanziamento abbinato a un contributo a fondo perduto destinato ad abbattere il costo degli interessi relativi al finanziamento (contributo in conto interessi).

    Recentemente la dotazione finanziaria per questo intervento è stata incrementata con ulteriori 35 milioni di euro per i finanziamenti e 1,8 milioni di euro per la concessione dei contributi a fondo perduto. Contemporaneamente è stata ampliata anche la platea dei beneficiari, mentre il contributo in conto interessi è stato portato dal 2% al 3%.

    Chi può accedere all’agevolazione?

    I soggetti beneficiari sono i professionisti, gli studi professionali associati, le PMI e le MID CAP con organico inferiore a 3.000 dipendenti e con sede operativa in Lombardia. E’ necessario inoltre che la media dei ricavi tipici risultante dagli ultimi due esercizi contabilmente chiusi sia di almeno 72 mila euro. Non tutti i settori di attività sono ammessi, però!

    Vediamo nel dettaglio chi può realmente partecipare al bando:

    PMI e MID CAP:

    • singole e in qualunque forma costituite, comprese le imprese artigiane;
    • con sede operativa in Lombardia;
    • iscritte al registro delle imprese;
    • operative da almeno 24 mesi;
    • appartenenti, con specifiche esclusioni, ad uno dei seguenti settori:
    1.  settore manifatturiero
    2. settore del commercio all’ingrosso
    3. settore delle costruzioni
    4. settore del 

     

    Più nel dettaglio, i codici ISTAT – ATECO 2007 ammessi sono: C, J60, J62, J63, M69, M70, M71, M72, M73, M74, N78, N79, N81, N82, H49, H52, S.96.01.10, G45, G46.2, G46.3, G46.4, G46.5, G46.6, G46.7, G47.2, G.47.3, G47.4, G47.5, G47.6, G47.7 F, I55, I56, Q88.91.

    LIBERI PROFESSIONISTI E STUDI ASSOCIATI

    • dotati di partita Iva da almeno 24 mesi;
    • operanti in uno dei comuni della Lombardia;
    • appartenenti ad uno dei settori di cui alla lettera M del codice ISTAT primario – ATECO 2007.

    Quanto posso ricevere?

    Il finanziamento erogato non potrà comunque superare il 25% della media dei ricavi tipici risultante dagli ultimi due esercizi contabilmente chiusi e sarà comunque compreso fra i seguenti importi:

    • tra 18 mila e 200 mila euro (per i Liberi Professionisti, gli Studi Associati e le imprese Ateco J 60),
    • ­tra 18 mila e 750 mila euro (per le PMI)
    • tra 18 mila e 1,5 milioni di euro (per le MID CAP)

     

    La durata del finanziamento, senza preammortamento ad esclusione di quello tecnico, è compresa fra 24 e 36 mesi.

    Il tasso di interesse è pari a Euribor a 6 mesi, oltre a un margine che varierà in funzione della classe di rischio assegnata al Soggetto richiedente, ma che sarà comunque compreso fra 0 e 600 bps p.a.

    Il contributo in conto interessi, come già visto, sarà pari al 3%, ma è incrementato al 4% per le agenzie di viaggio o altre imprese del settore che dimostrano di aver diversificato la propria attività.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Con Credito Adesso le imprese possono ottenere dei finanziamenti erogati dagli istituti di credito convenzionati con Finlombarda per sostenere le necessità di liquidità legata all’attività produttiva e commerciale. Le spese ammissibili sono quindi quelle relative al capitale circolante, ovvero quelle sostenute per

    • materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci;
    • servizi;
    • personale;
    • oneri diversi di gestione.

     

    Non sono considerate spese inerenti il capitale circolante quelle inerenti gli investimenti materiali e immateriali, le poste di natura finanziaria (ivi inclusi i leasing operativi e finanziari) e fiscale.

    Come posso accedere all’agevolazione?

    La domanda di partecipazione può essere presentata a partire dalle ore 10.30 del giorno 23 aprile 2020, esclusivamente per mezzo di Bandi on Line.

    Quali sono le novità rispetto al bando precedente?

    Rispetto alla vecchia edizione del bando le maggiori novità sono:

    • Ampliamento dei settori di attività ammissibili per le imprese;
    • Ammissibilità come funding partner, insieme alle banche già convenzionate, anche dei Consorzi di Garanzia Collettiva fidi (Confidi);
    • Contributo in conto interessi incrementato dal 2% al 3%;
    • Potenziamento attraverso la linea Credito Adesso Evolution.

    Credito Adesso Evolution

    Per prevenire la crisi di liquidità delle MPMI causata dall’emergenza sanitaria ed economica COVID 19 Regione Lombardia ha creato, all’interno della misura Credito Adesso 2020, una linea specifica denominata “Credito Adesso Evolution” e finalizzata a supportare il tessuto produttivo lombardo in maniera ancora più specifica, anche in complementarietà con le misure statali per la liquidità.

    Questa linea speciale è molto simile a Credito Adesso 2020, ma se ne differenzia per alcuni aspetti importanti. Ecco quali.

    Nonostante i settori di attività ammissibili siano gli stessi, per accedere a Credito Adesso Evolution la media dei Ricavi Tipici degli ultimi 2 esercizi contabili chiusi deve risultare pari ad almeno 72.000 euro per Professionisti e Studi Associati e a 300.000 euro per le PMI e le MID CAP.

    1. Gli importi del finanziamento, pur dovendo comunque sottostare al criterio del 25% della Media dei Ricavi Tipici degli ultimi 2 esercizi contabili, dovranno essere compresi
      • fra 18.000 e 200.000 euro per i liberi professionisti e gli Studi Associati
      • fra 75.000 e 800.000 euro per le PMI
      • fra 75.000 e 1,5 milioni di euro per le MID CAP
    2. La Durata del finanziamento invece è compresa fra 24 e 72 mesi, potendo prevedere anche un periodo di preammortamento fino a 24 mesi.
    3. Il contributo a fondo perduto è pari al 3%, senza alcuna eccezione.

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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