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  • Decreti Cura Italia, Liquidità, Rilancio e altre agevolazioni utili per imprese e professionisti

    Decreti Cura Italia, Liquidità, Rilancio e altre agevolazioni utili per imprese e professionisti

    Le agevolazioni per sostenere la tua attività durante e dopo l’emergenza

    Decreti Cura Italia (Decreto 18/2020), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo insieme ad altri, prevedono una serie di misure volte a sostenere il nostro Paese che, in questi giorni, si trova a fronteggiare l’ormai tristemente nota emergenza da COVID-19 (Coronavirus). A questo primo Decreto hanno fatto seguito, nei mesi successivi, il Decreto Liquidità (Decreto 23/2020), il Decreto Rilancio (Decreto 34/2020) e il Decreto Rilancio 2 (ex Decreto Agosto, DL 104/2020).

    Tra i vari provvedimenti del Governo, numerosi sono anche quelli relativi al mondo delle imprese e dei professionisti, soggetti che si trovano, loro malgrado, ad affrontare una crisi sanitaria, economica e organizzativa piuttosto seria.

    A queste iniziative, poi, se ne aggiungono altre, anche a livello regionale, già previste o appositamente varate e che possono certamente rivelarsi un valido supporto economico in questo momento particolarmente critico e delicato.

    Vediamo subito insieme quali sono queste iniziative…

    Decreto Rilancio 2: Sgravi contributivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato

    L’articolo 6 del nuovo Decreto prevede l’esonero totale per 6 mesi dal versamento dei contributi previdenziali (con esclusione di quelli INAIL) per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 15 agosto al 31 dicembre 2020. L’importo di esonero massimo è di 8.060 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile.

    Possono usufruire dell’agevolazione tutti i datori di lavoro, con l’esclusione del settore agricolo (per il quale è prevista un’agevolazione specifica), ma sono esclusi i contratti di apprendistato e di lavoro domestico.

    Il sostegno è concesso anche nel caso di trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato, tranne nel caso in cui il lavoratore, nei sei mesi

    Decreto Rilancio: Contributi a fondo perduto per autonomi e imprese

    Fra le misure previste dal Decreto Rilancio per sostenere le imprese in difficoltà, all’articolo 25 è prevista la concessione di un contributo a fondo perduto per autonomi e imprese. Chiaramente, anche in questo caso, per poter richiedere il contributo è necessario rispettare una serie di requisiti.

    Per cominciare, il contributo viene riconosciuto ai soggetti che esercitano attività d’impresa o attività di lavoro autonomo e ai titolari di reddito agrario la cui media dei ricavi tipici sia inferiore a 5 milioni di euro.

    E’ inoltre necessario che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 rispetto all’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

    E’ utile ricordare che per le nuove attività si applicano criteri differenti.          
    Per chi ha avviato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 infatti, non è valido quanto previsto in merito al fatturato. Tale criterio non si applica nemmeno ai soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno la sede operativa (o il domicilio fiscale) nel territorio di comuni colpiti dalla calamità fin dal suo primo insorgere e i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19 (zone rosse chiuse prima del lockdown).

    Restano esclusi dall’agevolazione invece

    • gli Intermediari finanziari e le società di partecipazione;
    •  i contribuenti che hanno diritto alla percezione dei bonus previsti dal Decreto Cura Italia (artt. 27 e 38), cioè liberi professionisti titolari di partita IVA attiva al 23.02.2020 e lavoratori co.co.co. iscritti alla Gestione separata INPS, oppure lavoratori dello spettacolo).
    • lavoratori dipendenti professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (casse professionisti).

     

    Di certo ti starai chiedendo a quanto ammonta questo contributo… Ecco, per calcolarlo bisogna considerare la differenza fra l’ammontare del fatturato o dei corrispettivi di aprile 2019 e quelli di aprile 2020. Il contributo verrà erogato in percentuale su questa cifra, ma la percentuale varia in funzione dei ricavi o compensi del periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data del 19 maggio 2020 (nel caso in cui il periodo d’imposta coincida con l’anno solare si considerano quindi i ricavi del 2019):

    • 20% se i ricavi o compensi sono stati fino ad euro 400.000;
    • 15% se i ricavi o compensi sono stati compresi fra 400.000 euro e 1 milione di euro;
    • 10% se i ricavi o compensi sono stati compresi fra 1 milione e 5 milioni di euro.

     

    In ogni caso è previsto un contributo minimo fino a 1.000 euro alle persone fisiche e fino a 2.000 euro ai soggetti diversi dalle persone fisiche qualora il contributo a cui si ha diritto risulti inferiore o non calcolabile (come ad esempio per le attività avviate dopo il 30 aprile 2020).

    Il contributo può essere richiesto dal 15 giugno al 13 agosto 2020 (25 giugno – 24 agosto in caso di richiesta da parte di eredi) presentando istanza online, ma si attende comunque un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che definisca le varie disposizioni operative e le date di presentazione della domanda.

    Credito d’imposta per spese di Sanificazione, Dispositivi di Protezione Individuale e adeguamento dei locali aperti al pubblico

    Aggiornamento: Per l’adeguamento dei luoghi di lavoro aperti al pubblico, l’articolo 128 bis del Decreto Rilancio ha previsto anche un credito d’imposta al 60% della somma spesa, con un tetto massimo di 80.000 euro che comprende anche gli interventi edilizi per il rifacimento di locali quali spogliatoi, mense, spazi medici, ingressi e spazi comuni, l’acquisto di arredi di sicurezza e di apparecchi per il controllo della temperatura e anche gli investimenti in attività innovative, incluso lo sviluppo o l’acquisto di tecnologie necessarie per lo svolgimento del lavoro. Non è ancora chiaro se, come potrebbe sembrare, la spese relative alla realizzazione di piani di smart working possano beneficiare del Credito d’imposta, ma probabilmente per chiarire questo aspetto bisognerà attendere un apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico. Questo credito però non sarà utilizzabile già dalle scadenze fiscali del 2020 (che, lo ricordiamo, sono state rimandate a settembre), ma solo dal 2021. La buona notizia invece è che è comunque possibile la cessione del credito agli istituti di credito o agli intermediari finanziari.

    L’agevolazione “Credito d’imposta per le spese di sanificazione” è prevista all’art. 64 del Decreto Cura Italia e le risorse attualmente stanziate per questa misura sono pari a 50 milioni di euroma non si può escludere che tale dotazione possa essere incrementata nel caso in cui l’emergenza dovesse protrarsi nel tempo (ma ci auguriamo di no!). Con il successivo Decreto Liquidità (art.30, c. 1) inoltre, il credito d’imposta è stato esteso anche alle spese sostenute nel 2020 per l’acquiso di dispositivi di protezione di vario tipo. Procediamo con ordine.

    Perché in questo momento la sanificazione è una pratica così importante?

    Tale pratica, sempre e comunque utile negli ambienti di lavoro, ma diventa indispensabile in questi giorni di propagazione del contagio, tanto più per tutti coloro che non hanno interrotto l’attività lavorativa e che si trovano a condividere spazi, attrezzature, postazioni di lavoro e che magari lavorano anche a contatto con il pubblico. Le misure di sicurezza imposte successivamente in relazione alla Fase 2 e alla ripresa delle attività inoltre, rendono comunque necessario effettuare spese di questo tipo al fine di tutelare lavoratori e clienti.

    Chi può richiederlo?

    Possono beneficiare del credito tutti i soggetti che esercitano attività d’, arte o professione, e quindi gli imprenditori, i titolari di partita IVA, le società e i professionisti. L’articolo 130 ter del Decreto Rilancio ha poi inserito fra i possibili beneficiari anche gli enti del Terzo Settore egli enti religiosi civilmente riconosciuti.

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione “Credito d’imposta per le spese di sanificazione” contenuta nel Cura Italia concede la possibilità per i richiedenti di beneficiare di un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro, fino a un massimo di 20.000 euro. Il Decreto Rilancio  ha fissato invece la misura del Credito d’Imposta al 60% dell’importo speso, portando il tetto massimo di spesa a 60.000 euro. Il credito può essere utilizzato in compensazione già della dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta in corso.

    Oltre che per le spese di sanificazione il Decreto Rilancio ha incluso anche l’acquisto di dispositivi di protezione individuale quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, termoscanner, termometri. Sono ammissibili anche l’acquisto e l’installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, come barriere e pannelli protettivi o tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti. Sono, inoltre, compresi i detergenti mani e i disinfettanti.

    Da quando è possibile richiederlo?

    Perché questa agevolazione sia fruibile bisogna attendere un decreto specifico da parte del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, che dovrebbe essere emanato a breve (era previsto entro il 16 aprile).

    Si presume che nel decreto verranno fornite anche maggiori informazioni in merito a dettagli operativi relativi alla scelta delle imprese autorizzate a effettuare gli interventi di sanificazione o ai prodotti da utilizzare.

    Se credi quindi che la tua attività abbia bisogno di interventi di sanificazione, non perderti gli aggiornamenti dell’articolo.

    Contributi per adeguamento dei luoghi di lavoro

    Questa nuova misura prevista all’articolo 102 del Decreto Rilancio prevede un parziale rimborso delle spese sostenute per adeguare i luoghi di lavoro alle nuove normative relative al contenimento del Coronavirus. Lo stanziamento di risorse per questo intervento è di 403 milioni di euro.

    Potranno accedere al contributo le imprese (anche quelle individuali) iscritte al Registro delle Imprese, le imprese artigiane e le imprese sociali iscritte al Registro delle Imprese. Rimangono quindi esclusi professionisti, commercianti e gli autonomi non iscritti al Registro delle Imprese.

    Non sono ancora molte le notizie relative all’attuazione di questa agevolazione, ma si sa che le spese ammissibili riguarderanno l’acquisto e l’installazione di apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento di lavoratori e utenti esterni e l’acquisto dei vari dispositivi di protezione individuale.

    Gli importi massimi concedibili saranno stabiliti in base al numero dei dipendenti per un massimo di

    • 15.000 euro per imprese da 1 a 9 dipendenti;
    • 50.000 euro per imprese da 10 a 50 dipendenti
    • 100.000 euro per imprese oltre i 50 dipendenti.

    decreto-cura-italia-e-altre-agevolazioni-utili-per-imprese-e-professionisti

    All’art. 65 il Decreto Cura Italia prevede una agevolazione che ha come finalità quella di sostenere, almeno in parte, le botteghe e i negozi che durante il mese di marzo hanno sostenuto le spese di locazione dell’immobile.

    E’ evidente come in un momento in cui le attività non possono fatturare, anche il pagamento del semplice canone di locazione diventa una spesa gravosa. 

    Stiamo parlando dunque di tutte le attività che hanno dovuto chiudere le serrande per effetto delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19, ma che sono comunque obbligate a pagare il canone di affitto ai proprietari degli immobili.

    Vediamo insieme tutte le caratteristiche specifiche di questa agevolazione…

     

    Chi può richiederlo?

    A poter beneficiare dell’agevolazione sono quindi solo le attività che sono state chiuse per effetto del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020.

    Ne sono quindi esclusi quei negozi che, poiché ritenuti attività essenziali, hanno potuto proseguire a esercitare, così come indicati agli allegati 1 e 2 del decreto stesso, ovvero:

    • Ipermercati
    • Supermercati
    • Discount di alimentari
    • Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
    • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
    • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
    • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)
    • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
    • Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
    • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
    • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
    • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
    • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
    • Farmacie
    • Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
    • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
    • Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale
    • Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
    • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
    • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
    • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
    • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
    • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
    • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
    • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
    • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
    • Attività delle lavanderie industriali
    • Altre lavanderie, tintorie
    • Servizi di pompe funebri e attività connesse

    Se non appartieni a nessuno di questi settori ed hai dovuto pagare il canone di affitto per il mese di marzo, questa agevolazione può esserti davvero utile!

    Che tipo di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione prevede un credito d’imposta del 60% riconosciuto a chi esercita attività d’impresa (sono quindi esclusi i professionisti) e che si applica ai canoni di locazione per immobili di categoria catastale C/1 (negozi e botteghe) relativamente al mese di marzo 2020.

    Da quando è possibile richiederlo?

    Il credito d’imposta per botteghe e negozi può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite F24, a partire dal 25 marzo, utilizzando il codice tributo 6914 (già determinato dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 13 del 20 marzo 2020).

    Credito d’imposta per canoni di locazione

    L’articolo 28 del Decreto Rilancio introduce un nuovo credito d’imposta del 60% o 30% relativo ai canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e sull’affitto d’azienda per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020 (aprile, maggio e giugno per le strutture turistico ricettive con attività stagionale).
    . Il credito è accessibile agli esercenti attività d’impresa, arte e o professione, enti non commerciali del terzo settore ed enti religiosi, ma per poterlo richiedere è necessario rientrare in alcuni parametri, che non sono uguali per tutti. Vediamoli:

    • I ricavi o compensi relativi al periodo d’imposta 2019 non devono essere superiori a 5 milioni di euro. Questo limite non riguarda però le strutture alberghiere e gli agriturismi, né gli enti non commerciali, compresi quelli del Terzo settore, e gli enti religiosi riconosciuti civilmente, che possono accedere al credito indipendentemente dal fatturato.
    • E’ necessario che il canone di locazione/leasing/concessione sia stato versato.
    • Per chi svolge attività economica è necessario aver subito un calo del fatturato (o dei corrispettivi) pari ad almeno il 50% nel mese di riferimento.

     

    Il credito sarà pari al 60% della spesa nel caso di canoni di locali destinati allo svolgimento di attività industriale, commerciale, artigianale, professionale, agricola, di interesse turistico.
    E’ invece prevista la riduzione al 30% del canone versato nel caso di affitto di azienda o di contratti di servizi a prestazioni complesse, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività economica.

    Il credito è riconosciuto a partire dal periodo d’imposta in cui si sostiene la spesa e può essere utilizzato anche in compensazione. In ogni caso, l’articolo 122 del Decreto Rilancio prevede che il credito possa essere oggetto di cessione, anche parziale.

    Piani Aziendali di Smart Working: le agevolazioni per realizzarli

    COVID-19 ha prodotto effetti molto importanti in ambito lavorativo, che si traducono nell’impossibilità in molti casi di recarsi a lavoro e nella difficoltà dei datori di lavoro a fronteggiare una situazione di emergenza totale.

    Come risolvere allora questa problematica?

    Fortunatamente ci viene in aiuto una nuova modalità di lavoro, attualmente ancora poco utilizzata, che è lo smart working ( “lavoro agile”). In estrema sintesi, si tratta d dare la possibilità ai lavoratori di restare a casa e prestare comunque l’attività lavorativa, ma da remoto.

    Per incentivare lo smart working, le Regioni stanno prevedendo delle misure agevolative ad hoc che ne favoriscano l’adozione.

    Vediamo alcuno esempi…

    Regione Lazio – Piani Aziendali di Smart Working. Adozione di modelli e strumenti da parte delle imprese e dei titolari di Partita IVA del Lazio

     

    Si tratta di una misura che la Regione Lazio ha attivato proprio nell’ambito dell’attuale fase di emergenza epidemiologica, al fine di permettere di proseguire nel massimo dell’efficienza e dell’efficacia, l’attività produttiva aziendale.

    N.B.: Aggiornamento: Le risorse finanziarie per questa agevolazione sono già esaurite e pertanto non è più possibile presentare la domanda.

    Il bando, rivolto a tutti i titolari di partita iva e alle imprese del Lazio, sostiene l’adozione di modelli innovativi di organizzazione del lavoro con piani aziendali che facilitino e promuovano l’uso di mezzi informatici per lo smart working.

    Il contributo è concesso per:

    • A) formazione/consulenza per realizzare piani di smart working (obbligatorio)
    • B) acquisizione di strumenti tecnologici (hardware e software) finalizzati allo smart working (facoltativo).

    Regione Lombardia – Avviso pubblico per l’adozione di piani aziendali di Smart Working

    L’intervento della Regione Lombardia era già previsto prima dell’emergenza, ma a causa della diffusione del Coronavirus è stato previsto che possano accedere all’agevolazione anche le aziende che hanno introdotto il lavoro agile per i propri dipendenti, in modalità provvisoria, durante il periodo dello stato di emergenza.

    N.B.: Aggiornamento: Le risorse finanziarie per questa agevolazione sono già esaurite e pertanto non è più possibile presentare la domanda.

    Possono accedere al contributo i titolari di patita iva e le imprese della regione Lombardia per l’acquisto di:

    • A – Servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working
    • B – Acquisto di “strumenti tecnologici” funzionali all’attuazione del piano di smart working

    Altre agevolazioni sono già previste e altri provvedimenti sono attesi nelle prossime settimane quindi continua a seguirci per rimanere aggiornato.


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  • Progetti di innovazione digitale: stanziati 5 milioni per la digitalizzazione delle imprese del Lazio

    Progetti di innovazione digitale: stanziati 5 milioni per la digitalizzazione delle imprese del Lazio

    Avviso: il bando Progetti di Innovazione Digitale è stato chiuso il 22 marzo 2020 per esaurimento dei foni. Rimani aggiornato su tutte le novità di finanza agevolata clicca qui!

    Stanziati dalla Regione Lazio 5 milioni di euro con il bando Progetti di Innovazione Digitale alle MPMI e liberi professionisti per l’innovazione digitale della propria attività

    Attenzione!!! I contributi richiesti hanno già raggiunto un importo pari a tre volte la dotazione finanziaria. Si prevede quindi la chiusura anticipata dello sportello mediante apposito provvedimento amministrativo.

    L’innovazione digitale è una tematica oggi più che mai rivelante per le aziende e i , ma trovare le risorse per stare al passo con i tempi non è mai semplice!

    Per fortuna arrivano ottime notizie sul versante : se sei una MPMI o un libero professionista operante nel Lazio grazie al nuovo bando “Progetti di Innovazione Digitale” potrai finalmente digitalizzare la tua attività!

    Cosa prevede Progetti di Innovazione Digitale?

    “Progetti di Innovazione Digitale” è il nuovo bando della Regione Lazio che destinerà ben 5 milioni di euro alle imprese  per l’introduzione di tecnologie digitali e di soluzioni  a sostegno dell’innovazione di processo e di prodotto.

    A chi si rivolge il bando?

    I destinatari del bando Progetti di Innovazione Digitale sono le MPMI (micro, ), inclusi i Liberi Professionisti, con Sede Operativa nel territorio della Regione Lazio, in forma singola o aggregata.

    Ahimè ci sono delle restrizioni che possono precludere l’ammissibilità della domanda a contributo e riguardano principalmente la capacità amministrativa, finanziaria e operativa necessaria a completare il Progetto presentato.

    Al momento della presentazione della domanda, infatti, i richiedenti devono avere il  pari ad almeno 5 volte il valore del Progetto non coperto dal contributo oppure, in alternativa, il Patrimonio netto pari ad almeno il valore del Progetto non coperto dal contributo.

    Che tipo di progetti possono essere presentati?

    Le imprese o i professionisti che presenteranno la propria domanda per il bando Progetti di Innovazione Digitale dovranno tenere a mente che sono agevolabili esclusivamente i Progetti che prevedono l’adozione di una o più soluzioni tecnologiche o sistemi digitali, finalizzate a introdurre innovazioni nei processi produttivi, logistici, organizzativi e commerciali.

    Tali spese devono necessariamente appartenere alle seguenti macrocategorie:

    • Investimenti materiali e immateriali
    • Acquisto di servizi e consulenze
    • Costi a forfait (del personale e indiretti)

     

    Ma, nel dettaglio, quali sono le tipologie di spese che potranno essere includere nel progetto?

    Per semplificarti la vita, ti faccio qualche esempio pratico:

    • soluzioni di digital marketing;
    • e-commerce;
    • punto vendita digitale;
    • soluzioni digitali di prenotazione e pagamento;
    • sistemi Self scanning e Self checkout;
    • stampa 3D;
    • IOT (internet of things);
    • logistica digitale;
    • amministrazione digitale;
    • sicurezza digitale.

    Quale tipologia di agevolazione è prevista?

    L’agevolazione è concessa in regime De Minimis, sotto forma di contributo a fondo perduto nella misura del 40% dell’importo complessivo del Progetto ammesso.

    I costi ammissibili previsti nel Progetto non possono essere inferiori a:

    • 50.000 euro nel caso di progetti presentati da una MPMI in forma singola;
    • 50.000 euro, con un importo minimo di 20.000 euro per singola MPMI, nel caso di Progetti da realizzare mediante una aggregazione temporanea.

     

    Nel caso in cui la MPMI opti per il contributo in RGE (Regolamento Generale di Esenzione n. 651/2014), tale regime sarà applicato a tutte le Spese Ammissibili da rendicontare.

    La quota di contributo sui costi a forfait (del personale e indiretti) potrà comunque essere concessa esclusivamente in regime De Minimis, con intensità di Aiuto del 40%.

    ​Da quando posso presentare domanda per partecipare?

    Le richieste di contributo  per il bando Progetti di Innovazione Digitale potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 4 marzo 2020 e fino alle ore 18:00 del 21 aprile 2020.

    Come faccio a presentare la domanda?

    Le richieste devono essere presentate esclusivamente via PEC successivamente alla finalizzazione del Formulario GeCoWEB.

    Per farlo bisognerà utilizzare la modulistica in parte prodotta automaticamente da GeCoWEB stesso dalle ore 12:00 del 5 febbraio 2020 e fino alle ore 12:00 del 21 aprile 2020.

    Come si accede al sistema GeCoWEB?

    Tranquillo dovrai semplicemente registrarti al portale www.impresainungiorno.gov.it ed effettuare la relativa autenticazione per l’accesso ai servizi on-line.

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  • Bando “Al Via” – Agevolazioni per la Valorizzazione degli Investimenti Aziendali

    Bando “Al Via” – Agevolazioni per la Valorizzazione degli Investimenti Aziendali

    Attenzione: AL VIA Agevolazioni Lombarde per la Valorizzazione degli Investimenti Aziendali ha chiuso lo sportello in data 30 Giugno 2021.

    Oltre 486 milioni di euro a sostegno degli investimenti produttivi aziendali delle imprese lombarde con il bando Al Via.

    Con il bando Al Via la Regione Lombardia agevola gli investimenti dedicati allo sviluppo aziendale, ma anche a programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo delle PMI lombarde. 

    Un buona notizia è che la dotazione finanziaria del bando Al Via è stata più volte aumentata dai 75 milioni iniziali, fino ad arrivare alla somma di 486.5 milioni di euro ripartiti tra finanziamenti agevolati, garanzie del credito e contributi a fondo perduto.

    A chi è rivolto il bando Al Via?

    Il bando Al Via è rivolto alle Piccole e Medie Imprese (PMI) costituite da almeno 24 mesi e caratterizzate dai seguenti codici ATECO:

    • C – Attività manifatturiere;
    • F – Costruzioni;
    • H – Trasporto e magazzinaggio;
    • J – Servizi di informazione e comunicazione;
    • M – Attività professionali, scientifiche e tecniche;
    • N – Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle 

    Inoltre, indipendentemente dal codice ATECO  possono presentare la domanda per il bando Al Via anche le PMI iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche della Regione Lombardia.

    Esclusioni

    Il bando Al Via esclude diverse attività quali, ad esempio,

    • Industria del tabacco;
    • Fabbricazione di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio;
    • Attività editoriali;
    • Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore;

    Sono escluse anche le altre attività che riguardano le sezioni J, M e N della tabella Ateco. Per questa ragione, per visionare un elenco esaustivo dei codici Ateco esclusi si rimanda all’Allegato 2 del bando.

    Le linee di intervento

    Il bando Al Via prevede due diverse linee con caratteristiche differenti in termini di interventi finanziabili:

    1. Linea Sviluppo Aziendale: finanzia investimenti per l’ammodernamento e l’ampliamento produttivo;
    2. Linea Rilancio Aree Produttive: finanzia investimenti per lo sviluppo aziendale basati su programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo collegati a piani di riqualificazione e/o riconversione territoriale di aree produttive.

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    Bando al via agevolazioni per gli investimenti aziendali

    Qualeagevolazione prevede il bando?

    Le agevolazioni previste dal bando Al Via comprendono in ogni caso un finanziamento assistito da  del credito e da un  In base alla linea scelta possono essere presentati differenti tipologie di progetto, ed è possibile coprire differenti tipologie di spese.

    La linea Sviluppo Aziendale, prevede Progetti standard Progetti incentivati nei casi in cui i progetti stessi abbiano determinate caratteristiche. Mentre la linea Rilancio Aree produttive non prevede Progetti incentivati.

    Per entrambe le linee, l’agevolazione sarà concessa in alternativa, a scelta del beneficiario, nel rispetto del Regolamento de minimis oppure nel rispetto del Regolamento di esenzione.

    Gli incentivi economici previsti saranno:

    • Finanziamento agevolato, tra un minimo di 50 mila e un massimo di 2,85 milioni di euro;
    • Garanzia prestata a titolo gratuito, nel limite del 70% del Finanziamento;
    • Contributo in conto capitale, in misura variabile tra il 5% e il 15% in base alle caratteristiche del progetto presentato e al Regolamento scelto.

    Focus sulla linea Sviluppo Aziendale

    Vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche fondamentali della linea “Sviluppo aziendale” del bando Al Via.

    I progetti presentati non potranno avere un importo totale inferiore ai € 53.000 e superiore a € 2.000.000 (nel caso di De Minimis) o € 3.000.000 (nel caso di Regolamento di esenzione 651/14).

    I Progetti dovranno essere realizzati in uno degli ambiti della Strategia di Specializzazione Regionale (S3) della Regione Lombardia, ovvero rientrare in una delle seguenti aree:

    • aerospazio;
    • agroalimentare;
    • eco-industria;
    • industrie creative e culturali;
    • industria della salute;
    • manifatturiero avanzato;
    • mobilità sostenibile.

     

    Le spese ammissibili dalla linea Sviluppo Aziendale sono:

    1. acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica
    2. acquisto di sistemi gestionali integrati (software & hardware)
    3. acquisizione di marchi, brevetti e licenze di produzione;
    4. opere murarie, di bonifica, impiantistica e costi, anche finalizzati all’introduzione di criteri di ingegneria antisismica.

     

    Le agevolazione previste per questa linea sono rappresentate da un finanziamento a medio lungo termine assistito da una garanzia e da un contributo in conto capitale.

     

    Focus sulla linea Rilancio Aree Produttive

    Vediamo, ora, quali sono le caratteristiche peculiari della linea “Rilancio aree produttive” del bando “Al Via“.

    I progetti presentati non potranno avere un importo totale inferiore ai € 53.000, e superiore a € 2.000.000 (nel caso di De Minimis) o € 6.000.000 (nel caso di Regolamento di esenzione 651/14).

    Nel caso di progetti presentati a valere su questa linea, l’impresa richiedente dovrà allegare una dichiarazione del Comune su cui è programmato l’investimento, che attesti l’inutilizzo, da almeno un’anno, dell’area o dell’immobile stesso, oppure una prova di appartenenza dell’area o dell’immobile agli elenchi delle aree dismesse della Regione Lombardia.

    Anche in questo caso, i progetti dovranno essere coerenti con la Strategia di Specializzazione Regionale (S3) e dovranno essere realizzati entro 12 mesi dalla concessione dell’agevolazione.

    Le spese ammissibili dalla linea “Rilancio aree produttive” sono:

    1. acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, arredi nuovi di fabbrica;
    2. acquisto di sistemi gestionali integrati (software & );
    3. acquisizione di marchi, di brevetti e di licenze di produzione;
    4. opere murarie, di bonifica, impiantistica e costi assimilati, anche finalizzati all’introduzione di criteri di ingegneria antisismica;
    5. acquisto di proprietà/diritto di superficie in relazione ad immobili destinati all’esercizio dell’impresa;

    Per le prime tre spese in elenco, le agevolazioni sono rappresentate da un finanziamento a medio lungo termine assistito da garanzia e da un contributo in conto capitale , mentre per le ultima due spese (4 e 5) l’agevolazione prevista è un contributo in conto capitale.

    Come e quando è possibile presentare la domanda?

    Le richieste di accesso agli incentivi possono essere presentate esclusivamente on-line, sul portale Siage, a partire dal 05 luglio 2017 e fino al 31 dicembre 2020.

    Di seguito ti proponiamo due video esplicativi della Regione Lombardia, su come presentare la domanda di ammissione per le due linee. Se vuoi farti aiutare per presentare la domanda e non commettere errori, contattaci… saremo lieti di aiutarti!

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Adeguamento del registratore di cassa telematico: il credito d’imposta

    Adeguamento del registratore di cassa telematico: il credito d’imposta

    Nuova normativa registratore di cassa fiscale

    Il nuovo obbligo di adeguamento del registratore di cassa telematico per gli esercizi commerciali. Scopri come funziona il credito d’imposta. ha portato un certo scompiglio nel mondo degli esercizi commerciali… Vediamo di fare un po’ di chiarezza!

    Dal 1° gennaio 2020 tutti gli esercizi commerciali (artigiani e commercianti) dovranno avere una cassa telematica che consenta la memorizzazione elettronica e l’invio telematico dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate. Per gli esercenti con volume d’affari superiore a 400.000 euro, l’obbligo è anticipato addirittura al 1° luglio 2019.

    La buona notizia è che la normativa, per l’obbligo di adeguamento del registratore di cassa telematico per gli esercizi commerciali, ha previsto anche un contributo per le spese sostenute per l’acquisto di un nuovo misuratore fiscale o per adattarne uno vecchio.

    Il contributo per l’obbligo di adeguamento del registratore di cassa telematico per gli esercizi commerciali, permette di ricevere un  pari al 50% della spesa sostenuta, fino a un massimo di 250 euro in caso di acquisto di un nuovo apparecchio e un massimo di 50 euro in caso di adeguamento di un registratore di cassa già posseduto.

    Il credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, facendo ricorso al modello F24 e utilizzando l’apposito codice tributo 6899, comunicato dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 33/E del 1° marzo 2019.

    In realtà, in un primo momento, si era previsto che il contributo venisse anticipato direttamente dal fornitore del bene, sotto forma di sconto diretto sull’acquisto. Certo, forse sarebbe stato più comodo (tranne che per il fornitore, in effetti…), ma allo stato attuale dei fatti, la Legge di Bilancio 2019 ha stabilito che il credito sarà riconosciuto al contribuente che sosterrà le spese per l’adeguamento.

    Sono valide le spese sostenute nel 2019 e nel 2020.

    Come beneficiare del credito d’imposta per adeguamento del registratore di cassa telematico per gli esercizi commerciali

    A partire dalla prima liquidazione periodica dell’IVA, successiva al mese in cui è stata registrata la fattura di acquisto o dell’intervento di adeguamento, sarà già possibile iniziare a utilizzare il credito, indicandolo nella dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta in cui si è sostenuta la spesa e in quelle successive, finché il credito non sia esaurito.

    Quindi, visto che comunque bisognerà attenersi all’ obbligo di adeguamento del registratore di cassa telematico per gli esercizi commerciali, che aspetti? Tanto vale farlo risparmiando grazie a questo contributo statale!

    Vuoi conoscere altri contributi e agevolazioni disponibili per la tua impresa? Scopri Trovabando!

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  • 2 milioni di € per l’efficientamento energetico delle PMI lombarde

    2 milioni di € per l’efficientamento energetico delle PMI lombarde

    Avviso: il bando è scaduto il 30 settembre 2019. Se vuoi rimanere aggiornato sulle novità della finanza agevolata clicca qui

    Se hai una piccola o media impresa in Lombardia e stai pensando all’ efficientamento energetico delle tue sedi operative, preparati a partecipare al prossimo bando in uscita approvato dalla tua Regione!
    Dal 28 settembre 2016 infatti, sarà possibile presentare domanda al “Bando per l’ efficientamento energetico delle piccole e medie imprese”, fino ad esaurimento delle risorse disponibili (pari ad oltre 2.27 milioni di euro!). In quel caso sarà creata una lista di riserva fino ad un massimo di richieste aggiuntive pari a circa 220 mila euro.

    L’obiettivo è quello di incentivare la realizzazione delle diagnosi energetiche o l’adozione del sistema di gestione ISO 50001 in una o più delle sedi operative (fino a un massimo di 10), situate in Lombardia, in cui svolge l’attività l’impresa.

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    Perché dovrei utilizzare un sistema di gestione dell’energia?

    Se non stai ancora pensando all’efficientamento energetico per la tua impresa, be’…hai l’occasione per iniziare a farlo!

    Secondo lo standard ISO 50001, il sistema di gestione dell’energia (Energy Management System) stimola lo sviluppo di una politica energetica. Questo, identificando i consumi energetici passati e presenti, determina gli obiettivi di miglioramento futuri, tenendoli poi sotto controllo attraverso opportuni piani di monitoraggio.

    Dall’analisi dei consumi si possono ottenere informazioni utili per attuare piani di miglioramento dell’efficienza energetica, e ridurre i costi del consumo energetico.

    Chi può presentare la domanda per efficientamento energetico delle pmi lombarde?

    La domanda può essere presentata dal legale rappresentante di un’impresa lombarda (PMI) operante in qualsiasi settore. Questo a condizione che l’azienda sia regolarmente costituita e iscritta nel registro delle imprese da almeno 2 anni alla data del 30.10.2015.

    Come posso presentare la domanda al bando?

    La domanda di contributo deve essere presentata a decorrere dal 28 settembre 2016 esclusivamente on-line, per mezzo del Sistema Informativo “SIAGE”.

    Che tipo di contributo è previsto?

    Il bando prevede un contributo a fondo perduto finalizzato a coprire il 50% delle spese ammissibili.
    Le spese ammissibili non saranno considerate oltre l’importo di:

    • € 10.000 al netto dell’iva per ciascuna diagnosi energetica;
    • € 20.000 al netto dell’iva per la 50001 per ciascuna adozione del sistema di gestione ISO 50001.

     

    Pertanto, il contributo massimo che potrà essere riconosciuto sarà di:

    • € 5.000 per ogni diagnosi energetica;
    • € 10.000 per ogni adozione del sistema di gestione ISO 50001.

    Quali spese possono essere agevolate?

    Sono ammissibili al contributo le spese al netto dell’iva, sostenute a partire dalla data di comunicazione regionale di assegnazione del contributo:

    • per la realizzazione diagnosi energetiche, eseguite da soggetti certificati da organismi accreditati;
    • per l’adozione del sistema di gestione conforme alla norma ISO 50001, comprendente prestazioni di consulenza, inclusa la formazione al personale, acquisto di software e di dispositivi hardware per l’analisi dei dati, e la certificazione di conformità alla norma.

    Non sei ancora sicuro se questo è il bando adatto a te? Chiedi a noi di Trovabando!

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  • Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019: finanziamenti agevolati e garanzie per le imprese

    Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019: finanziamenti agevolati e garanzie per le imprese

    Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 promosso da MiSE e Invitalia

    Grazie al Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019, è possibile ottenere finanziamenti agevolati e garanzie per investimenti di efficientamento energetico su immobili, impianti e processi produttivi.

    Il Fondo, di natura rotativa, ha infatti la finalità di sostenere interventi che possano garantire il raggiungimento dei target nazionali di efficienza energetica, riuscendo a mobilitare, proprio grazie a tale strumento, maggiori risorse private in questo settore.

    A questo scopo, con i suoi 310 milioni di dotazione finanziaria al 2020, si prevede che il Fondo possa mobilitare un volume di investimenti di oltre 1.7 miliardi di euro, grazie al quale generare un utilizzo più razionale dell’energia e una riduzione delle emissioni climalteranti.

    Chi può partecipare al bando Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 e come funziona

    Possono accedere al Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 quasi tutte le imprese (in forma singola o associata/aggregata), le ESCo (Energy Service Company) e anche le Pubbliche Amministrazioni. Per tutte le imprese, tra gli altri requisiti, è necessario che siano costituite da almeno 2 anni e iscritte al .

    Sono previste esclusioni solo per i settori della pesca e dell’acquacoltura, della produzione primaria dei prodotti agricoli o della loro trasformazione e commercializzazione, e per alcuni casi specifici.

    Il Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 permetterà una riduzione dei costi di accesso al credito ed è articolato in due sezioni.

    La prima, che comprende il 30% delle risorse annuali, è destinata alla concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento, a coprire fino all’80% dei costi agevolabili, per importi da 150.000 a 2.500.000 euro; la seconda, invece, prevede l’erogazione di finanziamenti a un tasso agevolato dello 0.25%. E’ possibile richiedere sia la garanzia che il finanziamento.

    Per le imprese il finanziamento del Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019  può avere una durata massima di 10 anni e può arrivare a coprire fino al 70% dei costi agevolabili, per un importo compreso fra 250.000 euro e 4 milioni di euro. La richiesta di finanziamento può essere presentata presso tutti gli istituti bancari.

    E’ obbligatorio fornire con mezzi propri una copertura finanziaria minima del 15% dell’investimento. La buona notizia è che per le operazioni relative a questa “quota privata” è comunque possibile utilizzare il Fondo di Garanzia per le PMI (rispettando comunque i limiti di cumulabilità).

    Non solo fotovoltaico: cosa si può fare con il Fondo Nazionale Efficienza Energetica

    Le imprese con il Fondo Nazionale Efficienza energetica 2019 possono finanziare progetti di investimento che riguardino:

    • il miglioramento dell’efficienza energetica dei processi e dei servizi;
    • la riqualificazione energetica degli edifici (ad es. fotovoltaico);
    • l’installazione o il potenziamento di impianti per il teleriscaldamento e il teleraffrescamento.

    Per queste tipologie di progetto, le spese ammissibili sono quelle per:

    1.  consulenze (nella misura max del 10% delle spese ammissibili), con riferimento in particolare alle spese per progettazioni ingegneristiche relative alle strutture dei fabbricati e degli impianti, direzione lavori, collaudi di legge, progettazione e implementazione di sistemi di gestione energetica, studi di fattibilità nonché la predisposizione dell’attestato di prestazione energetica degli edifici e della diagnosi energetica degli edifici pubblici;
    2. impianti, macchinari e attrezzature quali le apparecchiature, gli impianti, nonché macchinari e attrezzature varie, solo se nuovi (inclusi i sistemi di telegestione, telecontrollo e monitoraggio per la raccolta dei dati riguardanti i risparmi conseguiti) comprensivi delle forniture di materiali e dei componenti previsti per la realizzazione dell’intervento;
    3. interventi sull’involucro edilizio comprensivi di opere murarie e assimilate, inclusi i costi per gli interventi di mitigazione del rischio sismico, qualora riguardanti elementi edilizi interessati dagli interventi di efficientamento energetico;
    4. infrastrutture specifiche, comprese le opere civili, i supporti, le linee di adduzione dell’acqua, dell’energia elettrica – comprensivo dell’allacciamento alla rete del gas e/o del combustibile biomassa necessari per il funzionamento dell’impianto, nonché i sistemi di misura dei vari parametri di funzionamento dell’impianto.

    Come presentare la domanda di partecipazione

    La domanda di presentazione per il Fondo Nazionale Efficienza Energetica 2019 va inviata direttamente online sulla piattaforma di Invitalia prima della data di inizio dei lavori, a partire dal 20 maggio 2019.

    Le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo entro 60 giorni dalla presentazione (salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti).

    Ottima opportunità, quindi, soprattutto considerando che queste agevolazioni sono cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie previste da altre norme comunitarie, nazionali e regionali. Quali? Scoprilo con Trovabando!

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  • Decreto Crescita 2019: le novità

    Decreto Crescita 2019: le novità

    Il Decreto Crescita 2019 è stato convertito in legge: ecco alcuni dei maggiori vantaggi per le imprese.

    Decreto Crescita 2019: negli ultimi tempi se ne è sentito parlare molto, ma vediamo quali sono le novità introdotte dal Decreto legge 34/2019, convertito in legge n. 58 del 2019.

    Nel testo, in realtà sono previsti molti interventi finalizzati a stimolare la ripresa economica attraverso varie agevolazioni, incentivi e bonus fiscali.

    Vediamo insieme alcuni dei più interessanti per , ditte e liberi professionisti.

    Super ammortamento

    Questo incentivo, che era stato cancellato dalla Legge di Bilancio 2019, è stato ora reintrodotto. Prevede la possibilità di maggiorare del 30% il valore dell’ammortamento per i beni strumentali nuovi acquisiti da titolari di reddito d’impresa o da esercenti arti e professioni.

    Sono valide le spese fino a 2,5 milioni di euro effettuate dal 1° aprile 2019 fino al 31 dicembre 2019 e, pagando un acconto del 20%, anche fino al 30 giugno 2020, ma sono esclusi i veicoli. 

    Modifiche alla Nuova Sabatini

    Anche rispetto a questa nota agevolazione, il Decreto Crescita ha introdotto alcune importanti novità.

    La prima consiste nell’innalzamento del tetto massimo del finanziamento che è possibile richiedere, portato da 2 a 4 milioni di euro, con la possibilità  di ricevere il beneficio in un’unica soluzione nel caso in cui il finanziamento richiesto sia di importo inferiore ai 100.000 euro.

    Le nuove modifiche riconoscono il sostegno anche a progetti di capitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese costituite in forma societaria e che abbiano intenzione di realizzare un programma di investimento.

    Ecobonus

    Il Decreto Crescita ha introdotto la possibilità di usufruire dell’Ecobonus (detrazione  del 65% spettante per gli interventi di riqualificazione energetica) non più sotto forma di detrazione fiscale, ma direttamente come sconto sulla fattura del fornitore.

    Il fornitore riceverà poi un rimborso come  che potrà utilizzare in compensazione o cedere ai propri fornitori (che però non potranno cederlo ulteriormente). 

    Credito d’imposta fiere

    Per favorire l‘internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane il Decreto Crescita ha introdotto la possibilità di usufruire di un credito d’imposta del 30% (fino a un massimo di 60.000 euro) a sostegno delle spese di partecipazione a fiere internazionali di settore, sia all’estero che in Italia.

    Manca ancora però il provvedimento di approvazione delle misure attuative, che dovrebbe contenere anche l’elenco delle manifestazioni fieristiche ammissibili.

    Per usufruire dell’agevolazione le imprese devono essere già costituita alla data del 1° gennaio 2019. Il credito è ripartito in tre quote annuali di pari importo ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il modello F24.

    Bonus Assunzioni Sud

    Altro importante intervento messo in atto dal Decreto Crescita riguarda il famoso bonus relativo alle assunzioni nelle regioni del sud Italia.

    Per il 2019 infatti, il bonus era riconosciuto solo per le assunzioni effettuate a partire dal 1° maggio, mentre la nuova normativa ha esteso l’incentivo anche a quelle effettuate nel primo quadrimestre dell’anno.

    Grazie a questo incentivo è possibile ottenere un’esenzione contributiva corrispondente al costo della contribuzione previdenziale dovuta all’INPS dal Datore di Lavoro per un anno, fino a un massimo di € 8.060.

    Bonus giovani eccellenze

    L’intervento posto in atto dal Decreto Crescita non cambia in realtà la misura già prevista dalla Legge di Bilancio 2019 per agevolare l’assunzione di giovani laureati o dottori di ricerca rispondenti a particolari requisiti di merito.

    La novità consiste nel reperimento dei fondi necessari all’attuazione del provvedimento, ora a carico del Fondo del programma operativo complementare per le politiche attive, in modo tale da facilitarne l’operatività. 

    Anche in questo caso l’incentivo comporta uno sgravio totale dei contributi previdenziali per 12 mesi fino a un massimo di € 8.000 per ogni assunzione.

    Marchi storici

    Con l’obiettivo di dare un supporto alle imprese italiane storiche, il Decreto Crescita ha previsto un’importante novità.

    Presso l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti viene infatti istituito un nuovo Registro Speciale dei marchi storici di interesse nazionale destinato a titolari (o licenziatari esclusivi) di marchi d’impresa registrati da 50 anni o più, o comunque utilizzati per più di 50 anni in via continuativa.

    I vantaggi previsti per gli iscritti al nuovo Registro sono più di uno:

    • possibilità di utilizzare il logo “ storico di di interesse nazionale”, da realizzare con apposito decreto ministeriale;
    • possibilità di accedere al Fondo per la tutela dei marchi storici e di interesse nazionale, anch’esso di prossima attuazione da parte del MiSE. Il Fondo potrà intervenire mediante interventi nel capitale di rischio delle imprese, con il preciso intento di evitare la cessazione o la delocalizzazione all’estero dell’attività. I titolari di imprese che si trovino a dover fronteggiare situazioni di questo tipo sono infatti obbligati a darne tempestiva comunicazione al MiSE.

    Revisione Mini IRES

    La Legge di Bilancio 2019 aveva introdotto l’Ires al 15% per gli utili d’esercizio accantonati a riserva e reinvestiti  in nuovi macchinari o in nuovo personale.

    Il Decreto Crescita invece ha eliminato le indicazioni relative alle modalità di reinvestimento, ma ha stabilito una diversa aliquota progressiva, stabilita in un valore pari al 22.5% per il 2019, 21.5% per il 2020, 21% per il 2021 e 20.5% per il 2022.

    Si rimane per ora in attesa del Decreto Attuativo che renda possibile il reale accesso a questa agevolazione. 

    Se vuoi verificare immediatamente la tua effettiva possibilità di usufruire di queste o di altre agevolazioni, non ti resta che farti aiutare da Trovabando!

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  • Trovabando e MPS: una storia di open innovation

    Trovabando e MPS: una storia di open innovation

    Fare startup (digitale e no) è complicato, sotto tutti i punti di vista… E’ necessario avere la capacità di comprendere il mercato ed i suoi bisogni, formalizzare l’idea ed il modello di business più adatto, trovare i capitali necessari per partire, mettere insieme il miglior team possibile, cambiare idea, sbagliare, riprovarci, prendere tante porte in faccia, ripartire per fare meglio.… questo sono le sfide con cui si confronta chi decide di fare startup.

    Elon Musk, che non è proprio l’ultimo arrivato, qualche anno fa ha detto “ Running a start-up is like chewing glass and staring into the abyss”.  Ecco, masticare vetri sull’orlo di un precipizio rende bene l’idea.

    Per una startup crescere è l’imperativo categorico ed uno dei modi per farlo è tramite accordi con partner e clienti, possibilmente di grandi dimensioni e con una base clienti che, per una  nata da pochissimo, sarebbe impossibile da raggiungere in pochissimo tempo.

    E’ questo il principio sui cui si basa l’open innovation, teorizzata nel 2003 dall’economista americano Chesbrough. Ovvero un meccanismo per il quale l’innovazione necessaria ad imprese di medie e grandi dimensioni non viene ricercata solamente all’interno dell’azienda ma anche coinvolgendo altri attori, come le startup, le università o i centri di ricerca.

    Una formula che le grandi imprese italiane stanno adottando sempre di più, negli ultimi anni e che vede le startup sempre più coinvolte e ricercate. Ma partecipare ad un  di open innovation può non essere semplice, né per le startup e neanche per le grandi imprese.

    Le difficoltà possono essere molte, spesso i mondi in cui vivono e lavorano le startup e grandi imprese sono, davvero, universi paralleli.  Spesso le startup e le grandi imprese faticano a trovare un punto di incontro, un terreno comune su cui lavorare.

    Quello che voglio raccontarti oggi, è, però una storia di open innovation a lieto fine: quella che abbiamo vissuto noi di Trovabando insieme a Banca Monte dei Paschi di Siena, la più antica banca del mondo e che ha portato alla nascita del nuovo servizio MPS Agevola+.

    Il servizio che abbiamo pensato e realizzato insieme a MPS e che consente in pochi click di scoprire le agevolazioni pubbliche a cui possono accedere imprese, ditte e liberi professionisti alla ricerca di contributi pubblici.

    Vuoi sapere come è andata?

    Ok, continua a leggere. Era il 1 febbraio 2018 ed una mail dalla mia socia Marina mi avvisava della possibilità di partecipare all’iniziativa di open innovation Officina MPS di Banca Monte dei Paschi di Siena(oggi giunta alla seconda edizione). Abbiamo subito capito che poteva essere un’ottima di occasione di visibilità nei confronti di uno dei principali target del nostro servizio: il  bancario. Sono seguiti giorni di riunioni febbrili e mail di bozze di documenti aggiornati, rivisti, ricontrollati, modificati…

    Arriva il giorno dell’invio delle informazioni sulla piattaforma: ultimo check e poi il fatidico click su “Invia”.

    Ora bisognava solo aspettare…Era il 26 marzo quando Marina ha ricevuto una mail che annunciava che, delle oltre 230 startup che avevano partecipato a questa iniziativa, eravamo rientrati tra le 21 aziende selezionate per andare avanti nella fase successiva! WOW! Increduli ma felici passiamo anche questa selezione e approdiamo alla finale del 17 Maggio 2018.

    trovabando-e-mps-una-storia-di-open-innovation

    In quell’occasione, di fronte al gotha della banca, ad investitori professionali, ai top manager di realtà multinazionali ci confrontiamo a suon di “pitch” con altre startup ed  scelti, come noi, per offrire i propri servizi alla banca. A dire la verità eravamo convinti che i vincitori sarebbero stati Sellf di Diego Pizzocaro o Braincontrol di Pasquale Fedele. Quando l’AD Marco Morelli ci ha proclamati chiamandoci sul palco, onestamente, stentavamo a crederci. Sapevamo che la parte più semplice del percorso era appena finita e stavamo per iniziare quella più complessa che ci avrebbe assorbito completamente per diversi mesi.

    Per una startup entrare all’interno della più antica banca del mondo non è stato semplice, ma abbiamo avuto la possibilità di farci conoscere e di essere supportati da un team cross-funzionale di professionisti interni alla banca, che si sono appassionati alla nostra idea e con i quali abbiamo condiviso l’idea di fondo del progetto: quella di dare un servizio di valore alle imprese italiane, attraverso il servizio MPS Agevola+.

    Insieme abbiamo costruito l’esperienza dell’utente, dalla A alla Z, con una logica inclusiva e costruttiva: è stato davvero bello vedere un’organizzazione intera, quella di MPS, mobilitarsi e coordinarsi per far sì che tutto questo si realizzasse.

    Da giovedì 04 Aprile il servizio sarà operativo e, come spesso accade, ciò che l’utente vede è solo una minima parte del  che è stato necessario per giungere a questo risultato.

    Clicca qui e leggi il comunicato stampa congiunto dell’iniziativa

    Da parte mia e di tutto il team di Trovabando un grazie speciale a Banca MPS per la splendida opportunità: in questi momenti di difficoltà per le  europee, speriamo davvero che grazie a questo nostro servzio molte imprese italiane possano avvicinarsi al credito agevolato con maggiore fiducia ed effettuare gli investimenti che sono necessari per far ripartire l’occupazione nel nostro Paese.


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  • Regione Emilia Romagna: agevolazioni per l’innovazione delle PMI

    Regione Emilia Romagna: agevolazioni per l’innovazione delle PMI

    Avviso: il bando è stato chiudo il 28 febbraio 2019. Se vuoi conoscere le ultime novità sulle agevolazioni clicca qui.

    In arrivo contributi per l’innovazione delle imprese emiliane

    In arrivo contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per le micro, piccole e medie imprese emiliane che vogliono innovare! Scopri se la tua impresa è tra quelle che possono richiedere l’agevolazione e quanto puoi ricevere.

    A chi è rivolto il bando?

    Possono fare domanda per ottenere l’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che operano nel territorio dell’Emilia-Romagna.

    Purtroppo, non tutte le tipologie di impresa possono richiedere l’agevolazione. Potrai fare domanda solo se la tua impresa opera in uno di questi settori:

    • estrazione di minerali da cave e torbiere;
    • attività manifatturiere;
    • energia elettrica, gas vapore e aria condizionata;
    • fornitura di acqua, reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento;
    • costruzioni;
    • commercio all’ingrosso e al dettaglio;
    • trasporto e magazzinaggio;
    • attività professionali, scientifiche e tecniche;
    • noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese.

    Che tipo di agevolazione viene concessa?

    La nota positiva di questa agevolazione risiede proprio nella tipologia di contributo che viene concesso. L’agevolazione è composta infatti da una parte di contributo a fondo perduto e, per la restante quota, un finanziamento agevolato.

    L’impresa che fa domanda di partecipazione al bando, potrà richiedere ad una banca o istituto di credito un finanziamento bancario a parziale copertura dell’investimento, per un importo complessivo che arriva ad un massimo dell’80% del costo complessivo dell’investimento.

    La restante parte, cioè il 20% del costo complessivo dell’investimento, verrà coperta con un contributo a fondo perduto.

    Il finanziamento bancario verrà assistito da una garanzia diretta fino all’80% dello stesso prestata da un Confidi, a sua volta assistita da una controgaranzia prestata, tramite il fondo EuReCa, da Cassa Depositi e Prestiti Spa.

    Un esempio pratico di quanto è possibile richiedere con il nuovo fondo per l’innovazione dell’Emilia Romagna

    Troppi numeri e percentuali? Tranquillo, ti faccio subito un esempio pratico.

    Supponiamo che tu voglia richiedere l’agevolazione a fronte di un investimento che abbia un costo complessivo pari a € 100.000. L’agevolazione è articolata in due strumenti agevolativi, che coprono il 100% delle spese per cui, di questi € 100.000:

    • l’80% (cioè € 80.000 ) saranno erogati sotto forma di finanziamento bancario ed assistiti da doppia garanzia.
    • il restante 20% (cioè 20.000 €) è erogato sotto forma di contributo a fondo perduto

    In merito alla quota di finanziamento, tieni bene a mente che, fino a 64.000 €, ovvero fino ad un massimo dell’80% del finanziamento bancario, saranno garantiti da un Confidi convenzionato. Questa garanzia Confidi sarà, a sua volta, assistita da una controgaranzia prestata da Cassa Depositi e Prestiti Spa.

    Quali progetti possono essere finanziati?

    Se hai in mente di innovare i processi aziendali per migliorare i tempi di risposta e soddisfare le esigenze dei clienti, ridurre gli impatti ambientali dei processi produttivi, introdurre nuove tecnologie abilitanti nei processi produttivi, migliorare la sicurezza delle imprese e dei luoghi di lavoro, questa è l’agevolazione perfetta per te.

    Che tipologie di spese si possono agevolare con questo bando?

    Le spese che potrai agevolare riguardano:

    • l’acquisto di impianti, macchinari, beni strumentali e attrezzature purché nuovi di fabbrica;
    • le spese per servizi di consulenza specializzata;
    • l’acquisto di beni intangibili come ad esempio brevetti, marchi, licenze e know how;
    • l’acquisto di hardware, software, licenze per l’utilizzo di software, servizi di cloud computing;
    • le spese per opere murarie ed edilizie strettamente connesse alla installazione e posa in opera dei macchinari, beni strumentali, attrezzature e impianti.

    Quando è possibile presentare domanda?

    Il bando è attivo su due finestre temporali, la prima scade il 17 Luglio. Puoi presentare la domanda di contributo durante la seconda finestra dalle ore 10.00 del giorno 4 settembre 2018 alle ore 13.00 del giorno 28 febbraio 2019.

     

    Concentrati solo sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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  • Fare Lazio: finanziamenti a tasso zero per PMI e liberi professionisti

    Fare Lazio: finanziamenti a tasso zero per PMI e liberi professionisti

    Avviso: il bando è stato chiuso il 15 luglio 2022. Nel frattempo non perderti tutte le novità sulla finanza agevolata, clicca qui!

    POR FESR Lazio 2014-2020: “Fondo Rotativo per il piccolo credito”

    Disponibilità dei fondi limitata

    Per alcune sezioni e sottosezioni del Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio, è assicurata la copertura finanziaria per le domande pervenute soltanto fino ad una determinata data, che non va mai oltre il 28 giugno 2019. Per queste sezioni, è ancora possibile presentare domandama queste saranno finanziate solo in caso di fondi disponibili per effetto dell’esito negativo di istruttorie in corso, o derivanti dal rimborso di finanziamenti già erogati.

    Di seguito trovi le sezioni del Fondo con disponibilità finanziaria limitata:

    • Sezione IV – Sub sezione a) – Artigianato del Fondo Rotativo – troveranno copertura le domande pervenute sino al 5/02/2019
    • Sezione II e II. Bis – Garanzie e accesso al credito Fondo Rotativo – troveranno copertura le domande pervenute sino al 24/04/2019
    • Sezione I del Fondo Rotativo per il Piccolo Credito – settore manifatturiero – troveranno copertura le domande pervenute sino al 28/06/2019

    Su tutte le altre sezioni, come quella che prevede finanziamenti per imprese del settore turismoci sono ancora fondi a disposizione delle imprese che vogliono partecipare.

    Aggiornamento del 21 settembre 2018

    Ottime notizie per le imprese e i liberi professionisti del Lazio. Sono state introdotte delle importanti novità sul Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio più importante della regione.

    Si è provveduto ad inserire delle semplificazioni ed è stata attivata la riserva da 2 milioni di Euro destinata alle Botteghe storiche, ossia quelle con almeno 50 anni di attività.

    Tra le botteghe storiche sono incluse attività che possono avere le seguenti caratteristiche:

    • collocate in immobili di particolare valore storico-artistico e architettonico;
    • artigianali, di lavorazione manuale, non seriale, e di creazione di opere di artigianato artistico;
    • commerciali, di somministrazione, artigianato o miste, compresi cinema, teatri, e librerie.

    Sono però escluse le attività in franchising.

    Inoltre, per rispondere al meglio alle reali esigenze delle imprese, è stato prolungato il periodo di ammortamento del finanziamento rispetto a quanto proposto in origine, passando da 3 a 5 anni.

    Ti ricordo che, con il Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio, la Regione Lazio mette a disposizione oltre 39 Milioni di Euro a beneficio di Piccole e Medie Imprese, compresi i liberi professionisti, i consorzi e le reti di imprese.

    Il bando rappresenta un’occasione di finanziamento a tasso zero per tutti coloro che operano nel Lazio da almeno 36 mesi, e con un fabbisogno finanziario compreso tra i 10.000 e i 50.000 Euro.

    A chi è rivolto il Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio?

    1. Piccole e Medie Imprese (PMI)
    2. Liberi professionisti e titolari di partita iva
    3. Consorzi e Reti di Imprese

    con le seguenti caratteristiche:

    • costituite da almeno 36 mesi dalla data di presentazione della domanda di partecipazione al bando;
    • con una  operativa nel Lazio;
    • con una esposizione con il sistema bancario inferiore a € 100.000. 

    Esposizione con il sistema bancario: crediti per cassa a scadenza

    Con riferimento a quest’ultimo punto, ovvero alla esposizione che la società o il professionista ha già in essere con il sistema bancario, l’avviso pubblico fa riferimento ai crediti per cassa a scadenza che sono rilevabili dalla Centrale Rischi

    Ti stai chiedendo cosa significa la dizione “Crediti per cassa a scadenza“? Dammi 5 minuti del tuo tempo per fare un breve ripasso di questa “tecnica bancaria”. Niente di complesso, promesso!

    Con la dizione crediti per cassa indichiamo i classici finanziamenti che le banche concedono ai propri clienti mentre, con la denominazione “a scadenza“,  indichiamo finanziamenti che hanno una scadenza prefissata già al momento della firma del contratto. Ne sono un esempio i mutui e le operazioni di .

    Requisito fondamentale per la richiesta di agevolazione è quello di non aver subito, nell’ultimo anno, la revoca per inadempimento di finanziamenti o affidamenti bancari, e non essere stato oggetto di protesti o pregiudizievoli di conservatoria.

    Sottosezioni del fondo e settori finanziati

    Il Fondo è suddiviso in 4 sezioni che prevedono differenti tipologie e percentuali di spese finanziabili in base allo specifico settore di attività.

    Il bando Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio, inoltre, prevede riserve specifiche per le botteghe storiche, i piccoli negozi al dettaglio, le attività di ristorazione, le imprese artigiane, il  trasporto non di linea nonché risorse specifiche per finanziare gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica come quelli descritti nell’allegato disponibile a questo link.

    Quali sono le spese finanziabili con il Fondo Rotativo per il piccolo credito?

    Ogni sezione del Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio prevede spese finanziabili specifiche, con soglie ben precise.

    Dunque mi raccomando: controlla con attenzione qual è la sezione del Fondo più corretta per il tuo progetto, per comprendere pienamente quali spese potrai finanziare, e in quale precisa percentuale.

    In linea generale però il Fondo finanzia le seguenti spese:

    • Attivi materiali e immateriali
    • acquisto di terreni
    • acquisto di macchinari, attrezzature, strumenti e sistemi nuovi di fabbrica, dispositivi,  e applicativi digitali
    • acquisizione di brevetti, licenze,  o altre forme di proprietà intellettuale, inclusi i costi per la convalida e la difesa degli attivi immateriali.
    • Spese per investimenti materiali e immateriali finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti delle imprese
    • Veicoli a trazione elettrica o ibrida (per i soli titolari di licenza taxi rilasciata da un Comune della Regione Lazio.)
    • Spese di consulenza
    • servizi di consulenza specialistica prestati da soggetti esterni;
    • studi di fattibilità.
    • Capitale circolante

    Qual è il contributo massimo per ogni progetto?

    L’agevolazione prevista dal Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio consiste in un finanziamento a tasso zero con un importo compreso tra i € 10.000 ed i € 50.000.

    Il finanziamento deve essere compreso tra 3 e 5 anni, con un periodo di preammortamento massimo di 12 mesi, mentre il rimborso dovrà avvenire mensilmente a rata costante posticipata.

    Come e quando è possibile presentare la domanda?

    Le richieste di accesso all’agevolazione Fondo Rotativo Piccolo Credito Fare Lazio possono essere presentate esclusivamente on-line sul portale FareLazio a partire dal 21 settembre 2018 (la prima edizione del fondo era stata attivata il 10 luglio 2017).

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